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Servizio Civile con i Salesiani per il Sociale: a disposizione 1.250 posti per Italia ed Estero

Pubblichiamo il comunicato stampa di Salesiani per il Sociale APS sui bandi di Servizio Civile Universale in Italia e all’estero.

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(Roma, 21 dicembre 2020) – Saranno circa 1.250 i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni che quest’anno potranno svolgere il Servizio Civile Universale nei progetti presentati da Salesiani per il Sociale Aps.  Si tratta del numero più alto di sempre e un grande ringraziamento per il risultato raggiunto va al personale della sede nazionale e dei livelli regionali per l’impegno messo nel lavoro di progettazione.

I progetti prevedono il coinvolgimento di giovani soprattutto nell’ambito educativo e assistenziale, che permetteranno loro di mettersi al servizio delle comunità locali, sperimentando percorsi di crescita e maturazione personale.

Il Servizio Civile è un’esperienza originale del nostro Paese che riesce a coniugare la difesa non violenta della Patria con il protagonismo giovanile e l’educazione alla solidarietà.

Il decreto di individuazione dei progetti di Servizio Civile Universale finanziati per l’anno 2020 pubblicato dal Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio civile universale, ci permetterà infatti di realizzare:

  • 74 progetti nel bando ordinario da realizzarsi in Italia per 1.077 posti;
  • 14  progetti  nel bando di Garanzia Giovani per un totale di 132 posti;
  • 5 progetti nel bando ordinario da realizzarsi all’Estero (Spagna, Francia, Albania) per un totale di 51 posti

“Vivere il servizio Servizio Civile nei prossimi mesi sarà aiutare l’Italia a ripartire, non solo a prepararsi per il futuro ma preparare il futuro specie per chi è impegnato nell’educazione dei giovani”, spiega don Roberto Dal Molin, presidente di Salesiani per il Sociale APS. 

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Il bando per gli aspiranti volontari uscirà nei prossimi giorni. I giovani potranno presentare domanda esclusivamente on-line, collegandosi alla piattaforma DOL, sul sito

https://domandaonline.serviziocivile.it . L’accesso alla piattaforma per i cittadini italiani residenti in Italia o all’estero deve avvenire esclusivamente con SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale.

È importante, quindi, che tutti i giovani interessati al servizio civile universale che non hanno ancora SPID si attivino sin da subito per acquisire la propria identità digitale, così da essere già pronti quando sarà pubblicato il bando.

All’uscita del bando, tutte le informazioni necessarie per una corretta presentazione della domanda, potranno essere consultabili al sito www.serviziocivile.gov.it e al sito www.salesianiperilsociale.it.

I “sentieri innovativi” della Dad: Avvenire parla del progetto di UsAid

Sul quotidiano Avvenire di oggi, in un articolo di Paolo Ferrario si parla del progetto “La risposta del VIS, Salesiani per il sociale Aps e CNOS-FAP all’emergenza COVID-19 in Italia – Salesian Solidarity with Italy: the Emergency Response to COVID-19”.

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«Ha veramente senso contrapporre le modalità della didattica in presenza con quelle a alla distanza?». Con circa la metà della popolazione scolastica riconsegnata alla Dad (i 2,6 milioni di alunni delle superiori più le seconde e terze classi delle medie delle zone rosse), la domanda decisiva per cercare di capire la fase che stiamo attraversando, senza alimentare polemiche ma con l’obiettivo di cogliere il buono che c’è anche nell’emergenza, la pone il pedagogista Italo Fiorin sull’ultimo numero di Tuttoscuola . L’opportunità della Dad «Emergenza significa che qualcosa che era nascosto sta venendo alla luce», sottolinea Fiorin. Per l’esperto di educazione, quella che si sta manifestando è «una grande opportunità: servirsi del digitale non per sostituire (o per supplire) la didattica in presenza, ma per allargarne le possibilità e renderla più efficace». Continua Fiorin: «Si fa strada l’idea di una didattica integrata, di un uso del digitale anche in presenza e di un lavoro a distanza che batta sentieri innovativi». Un «incubo» per gli alunni Senza dimenticare, va detto, la fatica che insegnanti e studenti stanno facendo, soprattutto in contesti territoriali ancora tecnologicamente arretrati. Stando all’ultima indagine Global campaign education , il 55,7% degli alunni ha problemi di connettività, il 42% denuncia la mancanza di strumenti e il 25% ha limitata capacità di utilizzo dei software . Inoltre, un sondaggio di Skuola.net su un campione di tremila studenti di superiori e università, rivela che per quasi uno su due la Dad è «un incubo» e il 70% è arrabbiato con il mondo degli adulti per la sospensione delle lezioni in presenza dopo poche settimane. Infine, come riporta lavoce.info citando i dati di tre ricercatori dell’università di Oxford (Per Engzell, Arun Frey, Mark Verhagen), «la riduzione dei punteggi nei test associata alle otto settimane di chiusura in Olanda corrisponde al danno cognitivo che si avrebbe con una riduzione del 20 per cento della durata dell’anno scolastico. La riduzione del punteggio risulta del 55 per cento più ampia per i bambini provenienti da famiglie con un livello più basso di istruzione». «Le scuole non sono le aule» La necessità di rendere più equa e inclusiva la didattica a distanza, non esclude, però, la possibilità di far tesoro anche di questa esperienza.

«Le scuole non sono chiuse», protesta Maria Prodi, insegnante di Storia e Filosofia al liceo classico “Giovanni Prati” di Trento, blogger ed ex assessore all’Istruzione della Regione Umbria. «Le scuole non sono le aule – ricorda -. La scuola è dove una comunità di maestri e allievi si ritrova. Anche online , se l’emergenza lo chiede». Vista attraverso uno schermo, la scuola sa riservare anche belle sorprese. «In tanti anni – racconta l’insegnante trentina – non mi era mai capitato che gli studenti mi ringraziassero alla fine della lezione. Invece, alla fine del collegamento tutti ringraziano. Si rendono finalmente conto che non sono loro che lavorano per me, ma io per loro. Hanno capito che la scuola di emergenza, ma anche la scuola normale, è per loro. Che tutto si regge su un patto, non scritto, di collaborazione e fiducia, che ha come scopo la crescita intellettuale e umana degli studenti. Ecco perché quando sento dire che la scuola è chiusa da sei mesi mi amareggio. Quando torneremo finalmente alla normalità avremo imparato un sacco di cose che potremo usare ancora per rendere più varia ed efficace la nostra didattica». 

Alla scuola che resiste è dedicato il progetto #LeScuole del ministero dell’Istruzione, che sui propri canali social vuole raccogliere e raccontare le buone pratiche che, dal basso, stanno cambiando anche il modo di fare scuola. La prima esperienza raccontata è quella dell’Istituto tecnico industriale statale “Galileo Galilei” di Roma, dove si fa didattica utilizzando anche i visori e si progettano robot. «Fin dal 5 marzo, il giorno in cui abbiamo dovuto chiudere l’attività in presenza, abbiamo pensato al futuro – spiega la dirigente scolastica, Elisabetta Giustini -. E i ragazzi ce la stanno mettendo tutta. Ci siamo preparati alla ripartenza: alcuni dei nostri studenti hanno partecipato in estate al cablaggio dei quattro piani della nostra scuola. Abbiamo riaperto le nostre porte il 4 settembre, accogliendo le classi prime e dando ad ognuno un tablet». Un impegno sottolineato dalla stessa ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che ha voluto complimentarsi con la comunità scolastica del “Galilei”: «In questi mesi così particolari le istituzioni scolastiche hanno reagito di fronte alle difficoltà, hanno colto l’occasione per accelerare l’innovazione, hanno dimostrato coraggio, fantasia. E la comunità scolastica del “Galilei” di Roma ne è l’esempio».

C’è una categoria di alunni per cui la Dad è una sfida doppia: sono i 512mila studenti degli istituti di formazione professionale, per i quali le attività di laboratorio rappresentano una quota molto significativa del monte ore delle lezioni. Così, per non lasciare davvero indietro nessuno, in questi giorni i Salesiani per il sociale stanno distribuendo 470 dispositivi, tra tablet e pc, agli studenti più vulnerabili di sedici regioni italiane. L’iniziativa è finanziata da Usaid, l’agenzia governativa degli Stati Uniti che opera in più di 100 Paesi del mondo. L’iniziativa coinvolgerà più di 24mila destinatari totali tra studenti, insegnanti, famiglie, migranti e rifugiati per tutti i quindici mesi della durata del progetto.

«Scuola chiuse» Pasticcio in Puglia «Prendiamo una decisione difficile, sospendiamo la didattica in presenza in tutte le scuole di ordine e grado» annuncia il 28 ottobre il governatore della Puglia, Michele Emiliano. L’ordinanza entra i vigore il 30, tra le proteste dei genitori e della ministra Azzolina. Poi inizia il valzer delle sentenze dei Tar: quello di Lecce conferma tutto, quello di Bari invece ribalta la decisione. Alla fine, due giorni fa, i giudici sentenziano: scuole aperte, ma Dad sempre possibile su richiesta dei genitori.

Anche il governatore della Campania De Luca decreta che dal 2 di novembre tutte le scuole debbano rimanere chiuse, asili e nidi compresi. In questo caso il Tar blinda la sua decisione: «È nelle sue competenza, la salute pubblica prima di tutto». Le proteste di genitori e insegnanti si moltiplicano, ma la Regione tira dritto: «Fino al 24 novembre non si torna indietro». Ma proprio in queste ore De Luca ha aggiunto: «Senza sicurezza, non riapriamo». 3 Stop in Calabria e Basilicata Contagi su? Le scuole (tutte) vanno chiuse. È il ragionamento che fanno anche Basilicata e Calabria quando la seconda ondata inizia a macinare contagi e ricoveri. Entrambe le Regioni finiscono così con l’emanare ordinanze in tal senso: in Basilicata bimbi a casa fino al 3 dicembre, in Calabria fino al 28 (ma è difficile pensare che l’ordinanza non venga prorogata). 

 

Progetto UsAid: tablet e pc contro le disuguaglianze scolastiche

Pubblichiamo il comunicato stampa di Vis, Salesiani per il Sociale APS e Cnos Fap sulla prima distribuzione di tablet al CFP del Pio XI di Roma, nell’ambito del progetto UsAid.

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Problemi di connettività (44,7%), di mancanza di strumenti (42%) e limitata capacità di utilizzo del software necessario (25,9%) sono tra le cause che, secondo una recente ricerca, hanno aumentato le disuguaglianze tra gli studenti durante la didattica a distanza.
C’è una categoria di alunni per cui la dad rappresenta una sfida doppia: sono gli oltre 512mila studenti degli istituti di formazione professionale presenti in Italia. Per loro fare dad significa non solo seguire le materie teoriche tramite un pc o tablet a disposizione, ma anche cercare di esercitarsi nelle attività di laboratorio.

Per questo motivo con il supporto degli USA e in partnership con Salesian Missions, il progetto “La risposta del VIS, Salesiani per il sociale Aps e CNOS-FAP all’emergenza COVID-19 in Italia – Salesian Solidarity with Italy: the Emergency Response to COVID-19” prevede la distribuzione in 16 Regioni italiane di 470 dispositivi tra tablet per studenti vulnerabili, di cui 350 andranno ai centri di formazione professionale.

Tra gli studenti che beneficeranno subito di questa iniziativa, anche le ragazze che studiano al primo anno per diventare estetiste al Centro di formazione professionale salesiano Pio XI di Roma, parte di quegli oltre 35mila giovani che studiano nei centri di formazione professionale in Lazio. Oggi hanno ricevuto un tablet per poter seguire fin da subito le materie teoriche a distanza e per prepararsi a usarlo anche per i laboratori di onicotecnica, trucco e massaggi. Le materie pratiche, infatti, sono al momento le uniche ancora possibili in presenza, ma potrebbero in caso di nuove restrizioni essere svolte in dad, come è avvenuto nella scorsa primavera.

Il progetto “La risposta del VIS, Salesiani per il sociale Aps e CNOS-FAP all’emergenza COVID-19 in Italia – Salesian Solidarity with Italy: the Emergency Response to COVID-19” finanziato da USAID (agenzia governativa di sviluppo che opera in oltre 100 Paesi del mondo) punta a mitigare le conseguenze educative, sociali ed economiche della pandemia e coinvolgerà più di 24.000 destinatari totali tra studenti, insegnanti, famiglie, migranti e rifugiati in 16 Regioni italiane per tutta la durata del progetto, 15 mesi.
Nella seconda fase del progetto, saranno sperimentate in alcune scuole nuove modalità di insegnamento per le materie laboratoriali attraverso l’utilizzo della realtà virtuale.
Ad oggi, gli Stati Uniti hanno impegnato 60 milioni di dollari in assistenza all’Italia, attraverso l’esercito statunitense e USAID, per sostenere la risposta italiana alla pandemia e costruire la resilienza per il futuro

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Il progetto è realizzato da:
VIS Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, Ong salesiana che si occupa di cooperazione allo sviluppo e solidarietà internazionale in Italia e in 40 Paesi del mondo e promuove attività di sensibilizzazione, educazione e formazione alla cittadinanza globale.
Salesian Missions, organizzazione non profit statunitense che supporta progetti di aiuto in tutto il mondo a favore di giovani in condizione di povertà, emarginazione e sfruttamento.
CNOS-FAP Centro Nazionale Opere Salesiane – Formazione e Aggiornamento Professionale, ente che coordina 60 centri salesiani d’Italia che promuovono un servizio pubblico nel campo dell’orientamento, della formazione e dell’aggiornamento professionale con lo stile educativo di Don Bosco.
Salesiani per il Sociale Aps, organizzazione non profit costituita nel 1993 dai Salesiani d’Italia come strumento civilistico a sostegno della dimensione pastorale del disagio e della povertà educativa. Opera in tutto il territorio nazionale con case famiglia, comunità di accoglienza, centri diurni e altri servizi, ispirandosi al metodo educativo di Don Bosco.

Don Bosco Youth-net, all’assemblea generale partecipano TGS e Salesiani per il Sociale APS

Si è svolta sabato 24 Ottobre 2020 l’Assemblea Generale Don Bosco Youth-Net a cui ha preso parte la delegazione italiana composta dai rappresentanti di TGS e Salesiani per il Sociale. L’incontro, inizialmente previsto in presenza a Bruxelles, in Belgio, è stato riproposto in collegamento remoto per rispettare le norme di distanziamento sociale in vigore in tutta Europa a causa della attuale emergenza sanitaria.

La “General Executive Body” della rete internazionale di gruppi di lavoro e organizzazioni giovanili promossi dai Salesiani che operano nello stile di Don Bosco è solita riunirsi due volte all’anno in una nazione sempre diversa, facendo visita di volta in volta ai luoghi e alle sedi dove operano le varie organizzazioni membro: da Bruxelles (Belgio) a Monaco (Germania), da Rijswijk/Amsterdam (Paesi Bassi) a Torino (Italia), da Praga (Repubblica Ceca) a Cracovia (Polonia) e a Leopoli (Ucraina)… Partecipare a queste assemblee significa ogni volta prendere un aereo per una destinazione sempre nuova, dove ritrovare gli amici di sempre e incontrarne di nuovi, e continuare a progettare tutti assieme le prossime attività educative rivolte ai giovani di tutta Europa.
Questa volta, come del resto avvenuto già lo scorso mese di Aprile 2020, l’appuntamento è stato invece on line. Alla riunione in collegamento remoto hanno partecipato dalle rispettive sedi i rappresentanti di tutte le 18 organizzazioni giovanili salesiane che compongono la rete in tutta Europa: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Spagna, Francia, Irlanda, Malta, Montenegro, Paesi Bassi, Polonia, Slovenia, Slovacchia, Ucraina, Gran Bretagna e naturalmente Italia.

La riunione è stata presieduta da Fonny, Presidente uscente DBYN, e vi hanno preso parte anche i membri dello staff Don Bosco Youth-Net, Aubérie, Segretario Generale, e Liesbet, Project Coordinator.

La riunione del “General Executive Body” DBYN è cominciata con una panoramica delle situazioni locali per ogni organizzazione membro, per poi soffermarsi sul rapporto delle attività 2020, sulle proposte per le attività 2021 (con il posticipo delle attività non svolte nel 2020, inclusi i festeggiamenti per i 20 anni della rete Don Bosco Youth-Net), nonché sulle prime proposte di attività 2022.
Sono stati analizzati e approvati i documenti relativi al rapporto economico 2020 e allo Stato della Federazione.
Lo sguardo si è poi proiettato al futuro della rete giovanile, attraverso l’aggiornamento del Master plan 2018-2020 e le prime proposte sul Master plan 2021-2023.

Un momento centrale della assemblea è stata l’elezione del nuovo Presidente e del nuovo “Administrative Body”, il consiglio di amministrazione di Don Bosco Youth-Net.
Da parte di TGS e Salesiani per il Sociale le più sincere congratulazioni al neoeletto Niklas Gregull, neo Presidente Don Bosco Youth-Net, e alle organizzazioni che fanno parte dell’Administrative Body per i prossimi tre anni: Jeugddienst Don Bosco vzw / Belgio, Deutsche Provinz der Salesianer Don Boscos / Germania, Salesians of Don Bosco / Regno Unito e Salesians of Don Bosco Youth ministry office / Ucraina.

L’appuntamento per il prossimo incontro in presenza è previsto in occasione dell’Assemblea Generale Don Bosco Youth-Net a Bruxelles dal 18 al 21 Marzo 2021. 

Quella “stella” in mezzo alla pandemia: l’esperienza di Stella del Cammino su Avvenire

Pubblichiamo l’articolo di Demetrio Logiudice uscito su Avvenire dove si racconta l’esperienza del lockdown della casa famiglia “Stella del cammino” a Santa Severa che fa parte di Salesiani per il Sociale APS.

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La casa famiglia per minori Stella del Cammino di Santa Severa ha fronteggiato il lockdown grazie all’aiuto di famiglie, amici, volontari. «Nonostante la paura per gli eventi e le notizie che sentivamo al telegiornale si è creata un’unione più forte tra i ragazzi, una collaborazione affettuosa con noi operatori», raccontano a Lazio Sette Eleonora Brandi e Loredana Rocchi, responsabili della casa famiglia, che aderisce alla Federazione Salesiani per il sociale.

Tra problemi legati ai pc non sufficienti per tutti e il collegamento wifi insufficiente per le lezioni a distanza e corsi online, la piccola comunità ha organizzato momenti di svago come tornei sportivi, lezioni di disegno, e ha aiutato ogni ragazzo a sviluppare le proprie attitudini alla luce dei mutati orari ed attività. «A metà lockdown – continuano – abbiamo avvertito un momento di forte pressione, perché si allentavano le restrizioni per i cittadini ma non per le comunità, cosa che ha condizionato fortemente la vita sociale. Fino ai primi di luglio non è stato facile né per loro né per noi operatori che seguivamo e ancora seguiamo procedure di sanificazioni sistematiche, evitando assembramenti, ed effettuando il turno da soli». Per fortuna non è mancato il supporto psicologico, spirituale ed economico della grande famiglia che ruota attorno alla struttura. Come i momenti di preghiera attraverso le videochiamate. O i regali o la spesa donata fuori dal cancello, a dimostrazione dell’affetto per i ragazzi ospitati. «Non è stato un aiuto solo economico – commentano le due donne -, per i ragazzi è stato importante sentirsi “pensati” e “uniti” agli altri. Sono stati veramente splendidi e ringraziando Dio anche le famiglie sono state molto collaborative. Siamo usciti da questa prova più forti come gruppo, come casa-famiglia. I ragazzi sono molto più maturi con più coesione, amicizia e solidarietà. Ringraziamo tutte le attività di Santa Severa, i volontari, gli amici che ci sono stati e ci sono ancora accanto e ci permettono di far crescere i ragazzi spiritualmente e umanamente in un clima di vera accoglienza salesiana fondata sull’amorevolezza».

L’esperienza di Stella del Cammino può di certo aiutare chi ancora non ha smaltito i postumi del duro periodo di restrizione pensando a come la comunità ne sia uscita più forte e matura, segno che la Provvidenza ha ripagato i loro “confinamenti” con una valanga di amore e considerazione.

La Rete dei Sogni: l’Estate Ragazzi del Don Bosco Napoli riparte in sicurezza con le mascherine donate da Salesiani per il Sociale APS

Lunedì 22 giugno 2020, dopo 105 giorni, riapriranno i cancelli dell’Istituto salesiano Don Bosco di Napoli per i giovani del quartiere.

Un lockdown che non ha fermato la voglia e il lavoro dei tanti educatori e volontari dell’Istituto Salesiano. Durante questi mesi attraverso i canali social e le piattaforme digitali, gli educatori hanno seguito i giovani che spesso vivono in contesti familiari difficili senza mai abbandonarli, continuando costantemente la loro azione educativa.

Oggi però si riparte con un’azione educativa diretta attraverso il progetto estivo “La Rete Dei Sogni – #ogunoalsuoposto” nel quale si mette in relazione la rete internet, l’unico strumento che in questi mesi ha permesso ai giovani di essere collegati tra loro, con la rete di relazioni che prenderà forma attraverso una serie di attività ricreative e formative. L’hashtag #ognunoalsuoposto aiuterà non solo a mantenere le distanze ma permetterà ai giovani di ristabilire le relazioni quotidiane che in questi mesi sono venute a mancare. Il progetto, ideato e presentato dallo staff dell’Istituto salesiano, è frutto di un lavoro accurato che permetterà di svolgere le attività estive in completa sicurezza senza perdere la gioia e la passione educativa nello stile salesiano di Don Bosco.

Quattro settimane di attività divise in 3 fasce orarie dal lunedì al venerdì dove saranno coinvolti i giovani iscritti in oratorio per un totale di circa 300 minori dai 6 ai 17 anni.
Le attività si svolgeranno nel grande cortile dell’Istituto Salesiano in completa sicurezza, rispettando le regole del distanziamento. Saranno disposte due postazioni per il triage all’ingresso della struttura dove verrà misurata la temperatura attraverso i termoscanner e successivamente sarà garantita l’igienizzazione delle mani per tutti i giovani e gli operatori coinvolti.

Inoltre tutti i partecipanti saranno muniti di mascherine, progettate ed acquistate grazie a Salesiani per il Sociale APS , organizzazione non profit dei Salesiani d’Italia che da oltre 25 anni attua e sostiene progetti a favore dei minori e dei giovani, in particolare di coloro che si trovano in condizioni di emarginazione, disagio ed esclusione sociale.
Le mascherine, di 4 colori diversi, sono state donate attraverso Salesiani per il Sociale APS da una donatrice napoletana di nome Giovanna, da anni sostenitrice dei giovani in difficoltà. A Napoli l’anno scorso aveva deciso già di investire sui giovani che vivono il Don Bosco di Napoli, precisamente nel laboratorio di parrucchiere “CapAppost” inaugurato nel novembre scorso. Anche in un momento così delicato che stiamo vivendo non si è tirata indietro ed ha voluto sostenere il progetto estivo “La Rete Dei Sogni – #ogunoalsuoposto”. Il Covid non ha fermato né la provvidenza né la solidarietà. Grazie Giovanna!

Per l’occasione ci sarà una cerimonia di presentazione lunedì 22 giugno alle ore 19:00 nel grande cortile. Saranno presenti don Angelo Santorsola (ispettore dei Salesiani del sud Italia) e don Fabio Bellino (direttore dell’Istituto Salesiano).

Covid-19, la Fundamental Rights Agency riconosce l’impegno di Salesiani per il Sociale nei confronti dei giovani

La Fundamental Rights Agency (FRA) dell’Unione Europa ha pubblicato un Tweet e un post su Facebook in cui descrive l’impegno della Plataformas Sociales Salesianas e Salesiani per il Sociale per i giovani e minori nei servizi residenziali come una storia di speranza: Cosa significava l’isolamento #Covid19 per i giovani vulnerabili? A questa domanda Don Bosco International ha risposto raccontando come i salesiani in Spagna e Italia hanno sostenuto i giovani durante l’emergenza.

Tutto questo è stato possibile grazie al sostegno di Don Bosco International che ha facilitato l’interazione con la FRA, in quanto membro della Fundamental Rights Platform.

Queste le storie raccolte da Don Bosco International:

Tutte le famiglie si sono dovute adattare e hanno imparato a vivere insieme nella quarantena, a casa, senza poter uscire. Ma quale è stata la protezione di bambini e giovani? Quale è stata la loro esperienza in questa speciale circostanza? Abbiamo raccolto notizie incoraggianti da due partner di Don Bosco International, Salesiani per il Sociale e Plataformas Sociales Salesianas, rispettivamente le associazioni per il sociale dei Salesiani in Italia e in Spagna.

Noi ci siamo! Questa frase l’abbiamo ripetuta più volte durante gli ultimi mesi. Appena iniziata l’emergenza ci siamo subito messi a disposizione dei tanti bambini e ragazzi accolti nelle comunità e centri sparsi in tutta Italia, garantendo vicinanza e supporti concreti per affrontare questa difficile pandemia.

Per le nostre Case Famiglia è stato ancora più difficile convivere con questa emergenza: non potevamo permetterci di chiuderle perché molti dei ragazzi accolti non avevano una casa dove andare mentre altri rischiavano di rientrare in una famiglia che non gli avrebbe garantito sostegno. I nostri responsabili, educatori e operatori, pensando al loro bene, hanno preso tutte le precauzioni per evitare i contagi (mascherine, guanti, distanziamenti): un’emergenza nell’emergenza!

Don Antonio che a Torre Annunziata coordina due comunità per minori è stato uno dei primi a chiederci aiuto. «Ci servono urgentemente tre macchine da cucito! Modu, uno dei nostri ragazzi, faceva il sarto e ora è disposto a cucire 300 mascherine al giorno da distribuire gratuitamente ai poveri della città». In poche settimane abbiamo provveduto a recapitare tre nuove macchine professionali in comunità permettendo così a Modu e ai suoi compagni di avviare la produzione. In piena carenza di mascherine il contributo di Modu e dei suoi amici è stato essenziale: «Sto mettendo le mie capacità al servizio di don Antonio, dei torresi, degli italiani – ci ha scritto Modu – non preoccuparti Italia, tutto andrà bene!».

Eleonora, che invece a Santa Severa è responsabile della Casa famiglia “Stella del Cammino” ci ha chiesto supporto per i beni di prima necessità e un aiuto per pagare le utenze della casa. Grazie al contributo tempestivo inviato da Salesiani per il Sociale, Eleonora ha potuto acquistare igienizzanti, mascherine e guanti per mettere in sicurezza gli ambienti della casa vissuti dai dieci bambini accolti.

L’apprendimento a distanza è stata una modalità adottata in molte nostre strutture, soprattutto per l’affiancamento scolastico, garantito anche durante questi mesi di emergenza. Molte famiglie, però, si sono trovate impreparate a queste nuove formule didattiche perché prive di Pc, Tablet o di una connessione stabile per far partecipare i propri figli alle video-lezioni. Don Enzo, direttore della casa salesiana di Santa Chiara a Palermo ha voluto farsi voce di molti genitori in difficoltà del quartiere Ballarò, chiedendoci al più presto dispositivi connessi alla rete mobile. Grazie a un nostro fornitore in pochi giorni abbiamo recapitato in Sicilia 5 tablet (con possibilità di connessione) che grazie ai volontari della struttura, sono stati distribuiti subito a quelle case che ne avevano urgente bisogno.

Lo sforzo di queste settimane è stato notevole ma niente di tutto ciò sarebbe stato possibile senza la risposta generosa di molti nostri benefattori a cui vogliamo dire, a nome di tutti i nostri ragazzi, Grazie! Grazie per non averli lasciati soli, soprattutto in queste settimane difficili per tutti!

Sono ancora molte le richieste che stiamo ricevendo in queste ore e a cui vorremmo dare risposta al più presto. Anche per noi, Salesiani per il sociale, inizia un nuova fase dell’emergenza, ci sono nuovi bisogni da soddisfare e precauzioni da prendere. Ma ancora una volta, con più forza, vogliamo ribadire che «Noi ci siamo e non vogliamo fermarci!».