Borgo Ragazzi don Bosco: la necessità di scommettere sul futuro dei giovani

Giovedì 12 maggio il Chiostro del Bramante ha accolto un importante evento di solidarietà, organizzato dal Borgo Ragazzi don Bosco, in cui aziende e benefattori hanno potuto toccare con mano quanto sia importante il loro intervento per cambiare le storie di tanti ragazzi in difficoltà. Di seguito la notizia riportata dal sito di Borgo Don Bosco.
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Ieri giovedì 12 maggio, il Chiostro del Bramante ha fatto da cornice ad un importante evento di solidarietà, organizzato dal Borgo Ragazzi don Bosco, in cui aziende e benefattori hanno potuto toccare con mano quanto sia importante il loro intervento per cambiare le storie di tanti ragazzi in difficoltà.

“Grazie per aver messo la firma sul mio futuro”.

Tariku, 23 anni, originario dell’Etiopia, ringrazia tutti gli ospiti presenti perché con il loro sostegno ha potuto perseguire il suo sogno: lasciarsi alle spalle gli sbagli e i momenti difficili per potersi dedicare alla sua passione più grande, la cucina.

E ha voluto esprimere questo profondo senso di gratitudine, cucinando per gli ospiti presenti. E svela il significato della firma che ognuno di loro ha apposto su una giacca da cuoco:

“L’abito da cuoco che è passato tra i tavoli è stato il mio primo abito da lavoro e simboleggia l’inizio di un cammino che sento di non aver concluso. Ve l’ho fatto firmare perché tempo fa, in qualche modo, avete messo la firma sul mio futuro anche se non mi conoscevate”.

Un futuro che sa di fatica ma anche di ricompensa. Un futuro permeato dagli odori che hanno sempre stimolato la sua memoria, portandolo a ricordare la mamma e lo stare a tavola insieme. Da qui la convinzione che la cucina è un modo per costruire legami con le persone. Un modo per conoscersi anche se non ci si è mai visti.

“Oggi ho cucinato per voi e finalmente possiamo dire che ci siamo conosciuti”

continua Tariku che oggi, pur essendo già Cuoco presso un ristorante a Prati, ha ancora tanta voglia di imparare e crescere nel suo mestiere. E consegna la giacca firmata a don Daniele Merlini, direttore del Borgo Ragazzi don Bosco

“Consegno questo camice a don Daniele perché lo dia ai ragazzi che stanno affrontando oggi il loro percorso, affinché sappiano che dietro alle tante cose che si fanno al Borgo c’è qualcuno che crede nel loro futuro e nella loro felicità”.

“I ragazzi di oggi sono come i ragazzi che incontrava don Bosco nel 1800” afferma don Daniele. “Quando don Bosco visitava i ragazzi in carcere si rendeva conto di quanto si sentissero frustrati e abbandonati tanto da pensare che se ci fosse stato un amico, qualcuno che si sarebbe preso cura di loro non si sarebbero persi.

Noi dobbiamo essere come quegli amici invocati da don Bosco. Prendersi cura dei ragazzi abbandonati, di quelli esclusi dalla società, degli ultimi, diventa così un dovere morale: non solo, quindi, prendersi cura del futuro di ciascun ragazzo ma di tutta la società perché se non ci si prende cura del futuro dei giovani, non ci si prende cura neanche del futuro della società”. E ringrazia gli ospiti con le stesse parole usate da don Bosco “Senza la vostra carità io avrei potuto fare poco o nulla, perciò ve ne esterno la più profonda gratitudine, e ve ne ringrazio dal più intimo del cuore. Le opere che col vostro appoggio ho cominciato non hanno più bisogno di me, ma continuano ad avere bisogno di voi e di tutti quelli che come voi amano promuovere il bene su questa terra”.

Ringraziamo quindi tutti coloro che hanno dimostrato sostegno e vicinanza al lavoro degli educatori e ai progetti rivolti all’inclusione dei minori vulnerabili che il Borgo Ragazzi don Bosco accoglie tutti i giorni. In modo particolare, ringraziamo il Presidente della Regione Lazio, On. Nicola Zingaretti che è vicino da sempre ai nostri ragazzi, il Presidente dell’Assemblea Capitolina, Dott.ssa Svetlana Celli, la Direttrice Artistica del Chiostro del Bramante, Natalia de Marco grata alla provvidenza per averci incontrato e Alessandro Preziosi che ha intrattenuto gli ospiti interpretando alcuni scritti di don Bosco.

Ma un grazie speciale, come sempre, va agli ospiti più importanti, i protagonisti della serata: tutti i ragazzi che prestando il loro servizio all’accoglienza, in cucina e in sala, hanno raccontato, attraverso il loro operato, le storie del Borgo don Bosco.

Terni: la parrocchia San Francesco D’Assisi per l’Ucraina

A Terni, nell’Oratorio Salesiano don Bosco della parrocchia San Francesco D’Assisi, è stato creato un corso di lingua italiana per dare la possibilità agli ucraini che si trovano in città di comunicare senza bisogno del mediatore linguistico. Il progetto, realizzato in collaborazione con i servizi sociali del comune di Terni, è nato dall’iniziativa dei Salesiani, che all’arrivo dei profughi hanno proposto ad alcuni ragazzi dell’oratorio di dare vita ad una piccola scuola per l’insegnamento dell’italiano. Di seguito la notizia riportata dal sito dei Salesiani Don Bosco dell’Italia Centrale.

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Non si fermano gli aiuti per i profughi ucraini. Nell’Oratorio Salesiano don Bosco, della parrocchia San Francesco D’Assisi di Terni, è stato creato un corso di lingua italiana ad hoc per offrire la possibilità agli ucraini che si trovano in città di comunicare senza bisogno del mediatore linguistico. Ad insegnare non sono solo professori, ma anche e soprattutto studenti delle scuole superiori, che hanno risposto immediatamente all’appello dei sacerdoti della parrocchia.

Il progetto, realizzato in collaborazione con i servizi sociali del comune di Terni, è nato dall’iniziativa dei Salesiani, che all’arrivo dei profughi hanno proposto ad alcuni ragazzi dell’oratorio di dare vita ad una piccola scuola per l’insegnamento dell’italiano. All’invito c’è stata una risposta immediata a dimostrazione del grande cuore dei ragazzi. Immediatamente sono state formate tre classi rivolte a bambini, adolescenti e adulti (questi ultimi sono seguiti da professori dei licei e delle scuole medie).

Gli studenti più giovani, una trentina in tutto, fin dall’inizio hanno dimostrato particolare attenzione e voglia di apprendere la lingua italiana. Molto seguiti i giovani professori “in erba” che la mattina siedono sui banchi di scuola come studenti.

“Molti dei più piccoli non conoscevano l’alfabeto – dice Anna –quindi abbiamo dovuto insegnare loro le singole lettere, disegnando oggetti alla lavagna che potessero essere collegati”.

Grande soddisfazione per la facilità e voglia di apprendere è stata dimostrata soprattutto dai più piccoli.

“Questa esperienza – continuano Benedetta e Chiara – ci ha messo di fronte a delle chiare difficoltà perché non ci era mai accaduto di insegnare la nostra lingua. Non sapevamo se saremmo state all’altezza, essendo consapevoli delle difficoltà dell’insegnamento, che sicuramente avrebbero potuto essere maggiori a causa del loro vissuto. Tuttavia ci siamo sciolte dopo poco, aiutate dall’interesse dimostrato da questi studenti ucraini”.

Dello stesso parere Benedetta.

“È stato molto complesso – evidenzia – anche perché ci stava molto a cuore cercare di farli sentire il più possibile a loro agio e, in un certo senso, di far trascorrere loro qualche ora in spensieratezza”.

Difficilmente chi ha vissuto e visto gli orrori della guerra ed è fuggito dal suo Paese riesce ad essere sereno perché l’anima è davvero ferita e continua a sanguinare a migliaia chilometri di distanza. Eppure durante le lezioni il clima è apparso disteso anche nel gruppo degli adolescenti.

“Malgrado questi studenti – spiega Piergiorgio – si siano improvvisamente trovati ad affrontare e apprendere una lingua diversa si sono messi nelle mani dei giovani professori, stabilendo un ottimo rapporto”.

 

“L’obiettivo di questo corso non è solo quello di insegnare loro l’italiano, ma anche – conclude Alessandro – di stringere nuove amicizie”.

Inoltre sono state organizzate anche delle passeggiate per le vie del centro e al parco de ‘La Passeggiata‘ per far scoprire loro la città dove ora vivono. I più piccoli, terminata la lezione d’italiano, si trasferiscono nel campetto dell’oratorio e danno vita al gioco condiviso con altri bambini e ragazzi. E’ davvero bello e rasserenante vederli sorridere, aiutarli a liberarsi dai ricordi di ciò che hanno visto e sentito lasciando il loro paese. La pace può fiorire grazie a questa generosa accoglienza, fatta di piccoli gesti e di tempo donato.

Vittorio Monarca

“L’Unione Europea tra crisi e speranza“: X edizione per la scuola di formazione socio politica di Minori di Diritto, UPS e Santa Maria della Speranza a Roma

Anche quest’anno prende avvio la Scuola di formazione socio politica “Buoni Cristiani e Onesti Cittadini”, giunta alla sua X^ edizione, organizzata dalla Parrocchia salesiana di Santa Maria della Speranza in Roma, con il patrocinio dell’Università Pontificia Salesiana e dell’Osservatorio Salesiano per i Diritti dei Minori.

Per il direttore della scuola, il Prof. Andrea Farina, questo ciclo di incontri, che si svolgeranno in presenza dopo lo stop del Covid-19, rappresenta un’opportunità formativa di qualità per chi vuole crescere nella propria formazione e sensibilità politica.

Il titolo dell’edizione di quest’anno è “L’Unione Europea tra crisi e speranza“, con uno sguardo alle grandi questioni del presente e del futuro.

La crisi finanziaria del 2008, poi quella del Covid-19 e infine la guerra in Ucraina rappresentano i drammatici scenari di fronte ai quali si è affermata la consapevolezza dell’importanza dell’Unione Europea. La X^ edizione della scuola di formazione socio politica intende così proporre alcune riflessioni sulla decisività dell’Unione Europea per affrontare i problemi del presente e del futuro.

Come di consueto, gli incontri si terranno ogni lunedìa partire dal 9 maggio fino al 30 maggio 2022, dalle ore 20:00 alle 22:00.

L’incontro di apertura di lunedì 9 maggio p.v. inizierà alle ore 19:00.

Gli incontri saranno ospitati presso la Sala Convegni della Parrocchia di Santa Maria della Speranza, in via F. Cocco Ortu 19 in Roma. La scuola è gratuita e aperta a tutti. Al termine di ogni approfondimento tematico sarà, inoltre, lasciato ampio spazio per le domande dei presenti e per il dibattito.

Inaugurazione del laboratorio domotico KNX al CFP Borgo ragazzi Don Bosco di Roma

Giovedì 24 marzo presso il Centro di Formazione Professionale Borgo Ragazzi di Roma si è svolta l’inaugurazione del nuovo laboratorio domotico. I diversi interventi hanno fatto leva sul continuo avvicinarsi di scuola e azienda che si concretizza sempre di più.

Di seguito la notizia pubblicata su Salesiani don Bosco Borgo ragazzi:

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Giovedì 24 marzo si è svolta presso il Centro di Formazione Professionale Borgo Ragazzi don Bosco di Roma l’inaugurazione ufficiale del nuovo laboratorio domotico nel contesto del protocollo di formazione internazionale KNX (protocollo di gestione dei sistemi di domotica).

All’evento sono intervenuti:
Luca Allevato – Direttore CFP Borgo Ragazzi Don Bosco
Don Daniele Merlini – Direttore del Borgo Ragazzi don Bosco
Alessandro Chiorri – Direttore Generale CNOS-Fap Regione Lazio
Don Mario Tonini – Direttore amministrativo nazionale CNOS-Fap
Antonio Trovarelli – Schneider Electric
Paola Mattarazzo – Finder
Barbara Saba – Presidente Fondazione Johnson&Johnson
Alessandro Brancaleoni – Amministratore delegato EEA security
Roberto Di Croce – ex allievo

Tutti gli interventi hanno messo in evidenza il processo di collaborazione avviato fra mondo scuola e impresa che si è concretizzato negli anni e che ha portato ad avere una filiera completa per quel che concerne il percorso formativo dei ragazzi (famiglia, cfp, istituzioni, imprese, fondazioni e associazioni filantropiche).

Ognuno ha contribuito negli anni a far si che il laboratorio inaugurato divenga nel territorio un vero punto di riferimento per tutti coloro che a vario titolo vorranno implementare la loro formazione e preparazione nelle nuove tecnologie del settore domotico.

Dopo un breve momento di preghiera, è avvenuto il fatidico taglio del nastro da parte dei formatori Gaetano Capozzi e Sergio Caresia, che hanno guidato il progetto.

La benedizione del laboratorio da parte di Don Daniele Merlini, ha suggellato il momento più profondo e sentito della manifestazione. Gli ospiti tutti, comprese alcune aziende e fondazioni che collaborano da anni con il CFP, hanno avuto modo di apprezzare le tecnologie inserite all’interno del laboratorio domotico sottolineando il fatto che il progetto fin dalle basi embrionali ha visto partecipi attivi anche gli allievi dei corsi di operatore elettrico e tecnico elettrico che si sono succeduti negli ultimi anni di formazione presso il CFP; dal calcolo illuminotecnico dell’impianto led, al cablaggio elettrico di  tutta l’infrastruttura, al montaggio e collaudo di tutti i pannelli didattici.

L’evento ha avuto il suo naturale prosieguo presso il laboratorio di ristorazione, dove gli allievi dei corsi hanno preparato per gli ospiti uno strepitoso buffet apprezzato da tutti.

Tutti gli allievi coinvolti, sono stati apprezzati per la loro professionalità e competenza

 

 

Ucraina, webinar sulle normative e strategia per l’accoglienza delle famiglie e dei minori

Di seguito pubblichiamo il comunicato stampa dell’Osservatorio Salesiano per i Diritti dei Minori e Salesiani per il Sociale APS Comitato Italia Centrale con il quale si lancio il webinar informativo: L’accoglienza delle famiglie e minori ucraini in risposta all’emergenza: aspetti normativi e strategie operative, che si terrà in data 07 aprile 2022 a partire dalle ore 17:30.

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Giovedì 07 aprile 2022, dalle ore 17:30 alle 19:00, si terrà il Webinar dal titolo “L’ACCOGLIENZA DELLE FAMIGLIE E MINORI UCRAINI IN RISPOSTA ALL’EMERGENZA: aspetti normativi e strategie operative”, promosso dall’Osservatorio Salesiano per i Diritti dei Minori in sinergia con l’Associazione Salesiani per il Sociale – APS.

Alla luce della situazione di crisi in atto tra Russia e Ucraina e del numero sempre più consistente di persone in fuga dall’Ucraina, l’incontro vuole essere un’occasione per proporre una riflessione sul tema molto attuale dell’accoglienza delle famiglie e dei minorenni ucraini giunti sul territorio nazionale, cercando di comprendere, in particolare, lo status quo – seppur ancora in divenire – dell’accoglienza e mettere in luce alcune prassi e strategie operative.

Gli obiettivi dell’incontro sono fondamentalmente due: proporre, da un lato, un focus sugli aspetti normativi legati all’accoglienza, a garanzia della protezione delle famiglie e dei minorenni in fuga dall’Ucraina giunti sul territorio nazionale; dall’altro, offrire una riflessione sul significato e sulle implicazioni dell’accoglienza di famiglie e minori provenienti da situazioni di conflitto, con particolare riguardo ai possibili effetti che l’evento traumatico della guerra può aver prodotto su bambine, bambini e adolescenti.

La partecipazione è libera, gratuita e aperta a tutti. I principali destinatari del webinar sono associazioni, famiglie e professionisti dell’educazione di tutta Italia. All’evento del 7 aprile 2022 interverranno: la Dott.ssa Immacolata Titti Postiglione – Vice Capo Dipartimento della Protezione Civile; il Dott. Luca Pacini – Responsabile area Welfare e Immigrazione di ANCI; Don Francesco Preite – Presidente Salesiani per il Sociale APS; il Dott. Giuseppe Lococo – Rappresentante dell’UNHCR; la Dott.ssa Nicoletta Goso – Progetto AltriLegami.

Sono previsti anche i saluti del Presidente del Centro Nazionale Opere Salesiane (CNOS), Don Roberto Dal Molin e della Portavoce del Forum Nazionale Terzo Settore, Dott.ssa Vanessa Pallucchi.

Gli interventi saranno coordinati e in dialogo con il Prof. Andrea Farina – Coordinatore Osservatorio Salesiano per i Diritti dei Minori. Il webinar si potrà seguire dalla Pagina Facebook di Minori di Diritto e dal Canale Youtube dell’Ispettoria dell’Italia Centrale.

I giovani di Alassio e Scandicci in dialogo con la senatrice Roberta Pinotti

Un gruppo di giovani della casa salesiana di Scandicci insieme ad alcuni ragazzi della casa salesiana di Alassio che dal 13 al 16 marzo hanno fatto tre giorni di Convivenza – una esperienza di famiglia comune a tante realtà dell’Ispettoria – hanno avuto l’occasione di incontrare online, nella serata di martedì 15, la Senatrice Pinotti, già Ministro della Difesa dal 2014 al 2018 e oggi Presidente della Commissione della Difesa in Senato. Incontro organizzato come tempo di riflessione di Animazione Missionaria.

Un momento intimo, di dialogo, tra una trentina di giovani di diciotto – vent’anni, con qualche educatore adulto e SDB, con una donna così appassionata e competente, in cui abbiamo avuto la possibilità di approfondire la situazione riguardante la guerra in Ucraina.

Abbiamo apprezzato particolarmente la capacità della senatrice Pinotti di presentare in maniera esaustiva e senza mai risultare noiosa, dimostrando una grande conoscenza ed un instancabile entusiasmo, che caratterizzano il suo lavoro. Non è scontato riuscire ad avere un confronto riguardante tematiche impegnative che risulti così coinvolgente e preciso.

Un altro aspetto che ha reso ancora più efficace l’incontro è stata la disponibilità della senatrice a rispondere direttamente alle nostre domande. Come ragazzi in formazione, che potrebbero appartenere alla futura classe dirigente è importante confrontarsi con persone che hanno fatto della loro vita una missione per migliorare il mondo in cui vivono, per poterne trarre esempio.

Borgo Ragazzi Don Bosco Roma, da 74 anni il presidio di Don Bosco voluto da Pio XII

di Alfonso Tesoro, Vice Presidente della Unione Exallievi del Borgo Don Bosco  – dal sito Abitare a Roma.

Ci vorrebbe Don Bosco!

E il Vicario di Cristo volse ai Figli di Don Bosco il proprio sguardo di predilezione, manifestando con accorate espressioni questo Suo desiderio: “Dite ai Salesiani che desideriamo che essi si prendano cura di questi ragazzi abbandonati o traviati e facciano quanto Don Bosco ispirerà loro – Pio XII”.  L’appello a Don Bosco otteneva, così, la più alta sanzione che si fosse potuta desiderare. Esso suonava umano e divino insieme: non si doveva soltanto nutrire, vestire e alloggiare i piccoli infelici, ma si doveva cercare di rieducarne lo spirito con una nuova formazione religiosa, morale, culturale e sociale. Questo appello è raccolto e ufficialmente e autorevolmente diramato ai Salesiani da una circolare del 25 gennaio 1945, dal Vicario del Rettor Maggiore, a Roma.

I salesiani, a Roma, intrapresero ad accogliere i ragazzi più fragili a partire dal 1945, anno in cui termina il secondo conflitto mondiale e l’Italia si ritrova in una situazione di notevole degrado economico e sociale. Non più, quindi sciuscià, non più ragazzi della strada… essi diventano i ragazzi di Don Bosco. I primi ragazzi furono accolti in via Marsala, ma ben preso lo spazio divenne insufficiente e si rese necessaria la ricerca di un posto più capiente. Era la matrice del futuro “Borgo ragazzi di Don Bosco”.

Un giorno alcuni giovani salesiani, tra i quali Don Cadmo Biavati divenuto poi primo direttore del Borgo Don Bosco, furono avvinti da uno spettacolo: a due passi dal Quarticciolo, a pochi passi dal Tiburtino III, dalla Borgata Gordiani, da Centocelle, da Tor Sapienza. Sulla via Prenestina, sorgeva una distesa di capannoni in fila come vecchie sentinelle, come soldati in attesa. Luogo ideale per costruire la nuova casa dei ragazzi accolti. Così, il 20 marzo 1947, si diede il via ufficiale ai lavori. L’opera venne terminata esattamente l’anno seguente, il 22 marzo 1948: il sogno diventa realtà.

La mattina del 22 marzo 1948 un enorme furgone dell’ E.N.D.S.I. (Ente Nazionale per la Distribuzione dei Soccorsi in Italia) scaricò al Borgo tutte le masserizie e verso sera arrivarono i salesiani: il Direttore Don Biavati, Don Pace, Don Roberti, quattro chierici, tre confratelli ucraini inviati dai Superiori di Torino, e altri Sacerdoti salesiani del S. Cuore di Via Marsala.

Da quel giorno i Salesiani cominciarono allora un lavoro paziente e faticoso: 150 ragazzi interni, 200 semiconvittori, 500 esterni. Un piccolo esercito bisognoso di tutto: cibo, vestiti, libri, giocattoli, attrezzi di lavoro, educazione morale e religiosa.

Qui i ragazzi trovarono una casa, una chiesa, campi di pallone, scuole e soprattutto luoghi dove creare relazioni significative. Contemporaneamente, partì l’attività della formazione professionale che continua oggi, anche se mutata nei settori, con il Centro di Formazione Professionale.

Nel 2008, cinquantesimo compleanno del Borgo Don Bosco, fu scoperta la targa marmorea che sanciva la nuova denominazione del parco ex Forte Prenestino: “Parco Don Cadmo Biavati, primo Direttore del Borgo Don Bosco”. Naturalmente fu possibile anche grazie alla sensibilità delle Amministrazioni locali del momento.

Purtroppo, durante un forte temporale verificatosi nel dicembre 2019, un grosso pino adiacente l’insegna, rovinò su di essa mandandola in frantumi. A nulla valsero le segnalazioni inviate il 6 marzo 2020 all’allora Assessore con delega al Verde Pubblico affinché la targa marmorea potesse nuovamente ritrovare la sua degna collocazione.

Mi sono permesso di inoltrare lo scorso dicembre 2021, la stessa richiesta, all’attuale Assessore con delega al Verde Pubblico, Edoardo Annucci, mostrando subito sensibilità al problema e mi ha assicurato il suo interessamento presso il Dipartimento della Toponomastica. Siamo fiduciosi.

 

 

Nel mezzo del cammin di “nostra” vita: a Scandicci i Salesiani raccontano Dante ai giovani

Dal sito dell’Ispettoria Italia Centrale.

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La Comunità dei salesiani di Scandicci ha programmato tre incontri per raccontare ai giovani, ma anche agli adulti, il poema dantesco nel suo insieme. Presso la Chiesa della Parrocchia di Santa Maria Madre della Chiesa in via di Torregalli, luogo ampio che permette un giusto distanziamento, sono stati organizzati tre incontri corrispondenti alle tre cantiche: Inferno, Purgatorio e Paradiso per ripercorrere il poema incentrato sulla vicenda individuale di Dante, personaggio e autore, che va in parallelo con l’esperienza di vita dei giovani e degli uomini di ogni tempo. Con un approccio diretto e coinvolgente al testo il poema viene presentato in forma di monologo attraverso la lettura di passi scelti con il supporto di proiezioni, luci e musiche di sottofondo appositamente composte per l’occasione. La proposta è quella di letture che siano al tempo stesso incontri, narrazioni, monologhi teatrali. Al centro di tutto, il gusto del raccontare; raccontare storie, raccontare vite, alternando il semplice dialogo a momenti in cui luci, musica e parole si fondono, creando suggestioni e suscitando emozioni. Il commento sarà guidato dal prof. Riccardo Moratti ideatore del progetto Letterevive (www.letterevive.it), docente di Lettere dal 2001 nella scuola dei salesiani di Treviglio. Con il progetto Letterevive, dal 2014 porta i classici della letteratura nelle scuole e nei teatri in forma di letture-monologo. Le letture-monologo sono state rappresentate in numerosi teatri e anche in sale prestigiose come l’Auditorium Fondazione Cariplo/LaVerdi di Milano. Attualmente le repliche all’attivo sono circa 300 (più di cento solo nella stagione 2018-19).

L’educazione dei giovani non è solo un fatto ludico ma è un progetto integrale, tutte le dimensioni dei giovani devono essere curate e intercettate, la dimensione culturale e spirituale è strettamente collegata e non può essere dimenticata. Con questa proposta i salesiani vogliono continuare ad aprirsi al territorio non solo con le molteplici attività caritative, ricordiamo l’apertura della Comunità Semiresidenziale per minori che a Scandicci mancava, ed educative, con l’Oratorio Centro Giovanile punto di riferimento quotidiano ma anche promuovendo un dialogo con tutti i cittadini dal punto di vista culturale. Per questo motivo è stato concesso il patrocinio dal Comune di Scandicci. Gli incontri saranno aperti alle scuole e a tutti coloro che vorranno parteciparvi e si terranno presso la Chiesa in via di Torregalli

Venerdì 11 Marzo 2022 – Ore 21.00 Inferno;

Venerdì 8 Aprile 2022 – Ore 21.00 Purgatorio;

Venerdì 29 Aprile 2022 – Ore 21.00 Paradiso;

 

Italia Centrale: famiglie afgane nelle case salesiane

Dal sito dell’Ispettoria Italia Centrale.

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Da circa due mesi nelle Case Salesiane di Frascati e Macerata e all’Oratorio di Prato sono iniziate delle esperienza di accoglienza di famiglie afgane, in collaborazione con Salesiani per il Sociale.

Il loro arrivo, pochi giorni prima del Natale, è stato come ricevere un bel dono improvviso perché nessuno si sarebbe aspettato degli arrivi così rapidi.

In tutte le comunità gli adulti, famiglie e i giovani si sono subito messi all’opera per preparare le accoglienze, pulendo e riordinando i vari ambienti, rintracciando i beni di prima necessità che sarebbero serviti per i primi giorni.

Le prime azioni messe in campo, dopo il periodo di quarantena, sono state l’avvio di tutte le pratiche nelle varie Questure e negli Uffici Immigrazioni per ottenere dei documenti provvisori dei permessi di soggiorno per rifugiati e i codici fiscali, quest’ultimi importanti per le cure sanitarie e i vaccini.

A Macerata altra azione che sono riusciti ad iniziare è l’avvio del corso di Italiano. Grazie all’aiuto di qualche mamma e dei ragazzi di casa Pinardi, tutti hanno finalmente e ufficialmente intrapreso lo studio della nostra lingua con interesse e coinvolgimento.  A Prato i bambini piccoli di 4 e 8 anni sono stati inseriti a scuola don Bosco nelle rispettive classi. Sia le maestre che i compagni si sono dimostrati subito curiosi e accoglienti nei loro confronti, aiutandoli nei primi passi di questa avventura.  Vederli camminare con zainetto, tuta della scuola o grembiule ha creato una certa emozione sia in noi che nei genitori.

Intorno alle famiglie accolte si sta creando una rete di famiglie e di giovani che sostengono le loro quotidianità con tutte le bellezze e fatiche che si possono incontrare. Oltre a Salesiani per il Sociale che accompagna e coordina i vari gruppi, nelle realtà è significativa sia la presenza di tante persone che con le proprie competenze si mettono a disposizione per dare aiuti e consigli utili sia la rete con associazioni esterne che a vario titolo danno il proprio contributo.

Chi accoglie sta comprendendo quanto sia importante la ri-organizzazione della vita di queste persone in un contesto a loro sconosciuto lasciando tuttavia la libertà di vivere la propria vita familiare.

In alcune Opere, la famiglia accolta è stata già presentata alla Comunità Educativa Pastorale in modo ufficiale, in altre ancora non è stato compiuto questo passaggio ma piano pianino si stanno facendo conoscere superando le difficoltà della lingua.

Casa che Accoglie si traduce oggi in molti modi nel contesto educativo pastorale. Una famiglia accolta da famiglie è un segno di una Comunità che scommettendo su una pastorale giovanile che coinvolge la famiglia capisce che accoglierle vuol dire accogliere i giovani e dare loro una prospettiva di crescita. L’accoglienza delle famiglie afghane si può tradurre nello stesso modo. Non sappiamo per quanto tempo rimarranno nei nostri ambienti, ma sappiamo che tutte le Case stanno cercando di renderli più autonomi e indipendenti per il domani, con la speranza che possano vivere anche loro l’esperienza di crescere come famiglia tra altre famiglie, e di vedere i loro figli crescere con la speranza di un mondo a misura di uomo e di ogni uomo.

Elisa Merlini

L’Ispettoria dell’Italia Centrale e Intesa San Paolo sottoscrivono un accordo per le famiglie con figli che frequentano le scuole salesiane

Comunicato stampa di Intesa San Paolo e Circoscrizione Salesiani Italia Centrale.

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Intesa Sanpaolo e la Circoscrizione dei Salesiani dell’Italia Centrale hanno sottoscritto un accordo rivolto alle famiglie con figli in età scolare che frequentano le scuole e i centri di formazione professionale in Abruzzo, Lazio, Liguria, Marche, Sardegna, Toscana e Umbria, all’interno della grande famiglia salesiana che ha mosso i suoi passi a partire dal 1841, da quando il Santo educatore don Giovanni Bosco incontrò il primo giovane. Il prestito impact “per Crescere”, iniziativa ESG del Gruppo bancario, può integrare il reddito delle famiglie con figli che frequentano la scuola primaria e secondaria, con una linea di credito di 2.000 o 3.000 euro l’anno per un periodo che va da 1 a 5 anni. Si rende così più sostenibile l’economia familiare in un periodo decisivo per la crescita e l’istruzione dei giovani.

Il prestito Intesa Sanpaolo risponde a esigenze essenziali come: acquisto di prodotti e servizi legati all’istruzione (rette scolastiche, libri, mobilità, corsi di lingua, Pc e connessione internet); copertura di bisogni educativi speciali (psicomotricità, logopedia, ecc.); altre attività funzionali alla crescita personale (sport, campus estivi, esperienze formative all’estero).

Siamo felici di avviare questa nuova collaborazione con una delle Congregazioni che ha dato di più nell’educazione e nella formazione professionale dei giovani. Dopo il successo di “per Merito”, il prestito d’onore per tutti gli studenti universitari, incontriamo oggi i valori educativi salesiani; è un motivo di grande orgoglio ma anche l’occasione per un investimento sulla prima parte del percorso scolastico, quando è massimo il potenziale di crescita e apprendimento” commenta Marco Morganti, Responsabile Direzione Impact Intesa Sanpaolo.

«Sono molte le famiglie che scelgono la scuola di don Bosco, come luogo di formazione e di crescita per i propri figli. Molte più quelle che vorrebbero essere parte di tale proposta educativa, ma che sono scoraggiate dal pagamento di una retta. Ecco perché come scuole paritarie salesiane siamo molto contenti di presentare alle famiglie dei nostri ragazzi questa opportunità: un sostegno concreto all’esercizio del diritto alla libertà di scelta educativa, che purtroppo in Italia rappresenta un costo, a differenza di tanti altri Paesi europei. Sono convinto che varie famiglie, comprese quelle a reddito medio basso, possano scorgere in questo prodotto finanziario un valido aiuto ad investire sulla formazione dei propri figli, garantendo loro un’istruzione di qualità e un percorso educativo di formazione integrale nel sogno e nel segno di don Bosco» dichiara don Marco Aspettati, Delegato CNOS Scuola Circoscrizione Salesiana Sacro Cuore Italia Centrale.

Una ricerca 2021 di Eumetra per Intesa Sanpaolo ha rilevato che oltre il 60% delle famiglie italiane pensano che spendere per la formazione dei figli sia il migliore investimento, in particolare per lo studio di una lingua straniera e per servizi di orientamento per il futuro. “per Crescere” si inserisce all’interno del percorso Impact di formazione della persona, avviato con “per Merito” rivolto agli studenti universitari, proseguito con “mamma@work” per le mamme con figli nella fascia 0-6 anni e con “XME Studio Station” specificamente dedicato all’acquisto di strumenti informatici e connessioni anche per la didattica a distanza. Con questo nuovo progetto Intesa Sanpaolo consolida la propria attività di inclusione finanziaria dedicata ai giovani e alle loro famiglie, nell’ambito delle proprie attività ESG, sempre secondo criteri Impact: tassi contenuti, lungo periodo di restituzione, nessuna garanzia richiesta. Le iniziative sono realizzate grazie al Fund for Impact, lo strumento di Intesa Sanpaolo, che oggi consente innovative campagne di inclusione creditizia verso persone e famiglie generando un impatto sociale concreto e misurabile