Varazze: una rievocazione storica per festeggiare i 150 anni dell’oratorio salesiano

Un anniversario importante per la Fondazione Oratorio don Bosco Varazze, che quest’anno festeggia 150 anni. Il 22 luglio 1871, infatti, San Giovanni Bosco firmò con il Comune una convenzione con la quale assumeva la responsabilità di guidare, con la sua congregazione, il collegio civico cittadino. Di seguito la notizia pubblicata su “SevenPress” e “IVG“.

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Quest’anno l’Oratorio don Bosco festeggia 150 anni di presenza salesiana a Varazze, in quanto il 22 luglio 1871 San Giovanni Bosco firmò, con il Comune di Varazze, una convenzione con la quale assumeva la responsabilità di guidare, con la sua congregazione, il collegio civico cittadino.

Per rinverdire il ricordo dello storico evento, mercoledì 22 luglio 2021, in occasione dei 150 anni dalla firma della convenzione, l’Oratorio don Bosco organizza la “Rievocazione storica di quella giornata”, così importante per la Casa Salesiana ma anche per tutta la Città.

Nel corso della mattinata, i figuranti, insieme a membri dell’Amministrazione Comunale, metteranno in scena il momento della firma della convenzione in un locale messo a disposizione dal Comune. Dopo di ché il gruppo si sposterà presso l’allora collegio civico per un ricordo in loco. Tutti i momenti della celebrazione saranno svolti nel rispetto delle norme anti-covid.

L’oratorio don Bosco Varazze è con gli anni diventato un punto di riferimento per la comunità, soprattutto per i ragazzi, dove potersi divertire e trascorrere insieme il tempo occupandosi anche di numerose attività.

Una missione che è stata tracciata da San Giovanni Bosco, come spiega Claudio Caiano, uno dei volontari della fondazione.

In vita don Bosco visitò in altre occasioni la nostra città, dove sostò anche malato oltre 40 giorni, in grave pericolo di vita. In quella occasione sognò le missioni che, negli anni a venire, avrebbero portato la fede cristiana nelle americhe. In tarda età, considerato ormai santo da molti, proprio a Varazze don Bosco ottenne grandi miracoli di guarigione per alcuni nostri concittadini del tempo – racconta Caiano -. Da allora il carisma salesiano ha continuato a prosperare a Varazze, ospitando nel tempo, la formazione dei nuovi salesiani, l’oratorio festivo, le scuole dove studiò anche l’amatissimo presidente Sandro Pertini”.

Arrivando ai giorni nostri, l’oratorio Salesiano di Varazze è guidato dal 2013 da un gruppo di laici volontari subentrati nella gestione in seguito alla chiusura della comunità dei salesiani consacrati.

I gruppi di formazione cristiana, con oltre 100 iscritti dai 6 ai 18 anni, sono il cuore di questa realtà e sono i primi destinatari di ogni progetto – sottolinea Caiano – il doposcuola pomeridiano supporta molte famiglie nell’accompagnamento allo studio dei propri figli mentre i gruppi di interesse (strumenti musicali, coro, teatro) offrono una proposta di aggregazione sana e orientata allo sviluppo del potenziale dei nostri ragazzi. Il cortile, sempre aperto nonostante la presenza di un cantiere privato, accoglie ogni giorno molti ragazzi in cerca di uno spazio dove giocare. Nel periodo estivo, da 40 anni, l’oratorio organizza l’Estate Ragazzi, una proposta completa e ben progettata per far trascorrere ai nostri ragazzi un’estate divertente e spensierata ma anche formativa e generativa di nuove esperienze e relazioni”.

Italia – Inaugurato a Perugia il Complesso Sportivo “Don Bosco”

Dal sito dell’agenzia ANS

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Perugia, Italia – giugno 2021 – Il 19 giugno è stata celebrata a Perugia l’inaugurazione dei nuovi locali di accoglienza/ristoro/bar/servizi e tutti gli altri lavori innovativi realizzati nell’ambito di tutto il complesso sportivo-ricreativo della Polisportiva Giovanile Salesiana “PGS Don Bosco”. Il Superiore della Circoscrizione Salesiana Italia Centrale (ICC), don Stefano Aspettati, il Consigliere comunale dott. Paolo Befani, in rappresentanza del Sindaco, dott. Andrea Romizi, e dell’Assessore allo Sport, dott.ssa Clara Pastorelli, hanno presieduto l’inaugurazione. L’evento è avvenuto alla presenza dei giovani della “PGS Don Bosco”, delle loro famiglie, dei Salesiani Cooperatori e degli Exallievi salesiani, dei rappresentanti delle aziende che hanno eseguito i lavori e dei benefattori. Al taglio del nastro tricolore ed alla successiva benedizione dei nuovi locali è seguito un rinfresco all’aperto in un clima di grande cordialità, amicizia e serenità, in piena sintonia con il carisma di Don Bosco. L’evento si è svolto in vista del centenario della presenza salesiana a Perugia, che dal 1922 opera in favore dei giovani, specialmente dei più bisognosi, preparandoli a diventare buoni cristiani ed onesti cittadini.

 

Leclerc gioca a calcio dopo il GP nel campo dei Salesiani a Vallecrosia

Dal sito di Fanpage.

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Charles Leclerc è arrivato al quarto posto nel GP di F1 a Baku, in Azerbaigian. Una gara folle quella corsa dal pilota della Ferrari che partiva anche dalla pole position. Dopo le fatiche dovute a sorpassi, pit stop e colpi di scena, il giovane monegasco ha voluto prendersi qualche ora di puro relax per staccare la spina dalle pressioni del Mondiale in corso concentrandosi su se stesso. Una giornata all’insegna del divertimento e della serenità in compagnia dei suoi amici. Leclerc ha giocato una partita di calcetto al campo sportivo dei salesiani di Vallecrosia in meno di 24 ore dalla gara di Baku.

Uno sprint nella giornata di ieri che ha visto il pilota della Ferrari trascorrere qualche ora vicino a Imperia, in Liguria. Come una persona qualunque, si è voluto diverte insieme a un ristretto gruppo di amici. Fuori dal campo il giovane della ‘Rossa’ è stato poi accolto da decine di ragazzini dell’oratorio per i consueti selfie e autografi. Tutti erano infatti sorpresi dalla presenza di Leclerc in campo. A fine serata poi il pilota della Rossa si è rimesso in moto con la sua Ferrari ‘Roma’ di colore nero in direzione Montecarlo per fare rientro a casa e concentrarsi al prossimo Gran Premio di F1.

Leclerc è stato immortalato in alcuni video che compaiono sul suo profilo ufficiale di Instagram. Ripreso da filmati pubblicati da amici e fidanzate degli stessi amici di Leclerc, il pilota della Ferrari si è mostrato sereno e divertito. Come ormai siamo abituati a vederlo di solito, ovvero sempre con il sorriso stampato sul viso.

Si è voluto prendere qualche ora di relax lontano da tutti per staccare la spina da ogni cosa. Il giovane pilota monegasco non è estraneo a uscite di questo tipo, essendo anche membro della Nazionale Piloti insieme a molti altri suoi colleghi di Formula 1 come il compagno di scuderia Carlos Sainz, Pierre Gasly e Antonio Giovinazzi.

Italia – A 40 anni dall’attentato delle BR, il sig. Magagna ricorda

L’agenzia salesiana ANS ha intervistato il sig. Giuseppe Magagna, coadiutore oggi di casa al Noviziato di Genzano, che 40 anni subì un attentato dalle Brigate Rosse, mentre si trovata nel CFP del Gerini di Roma.

(ANS – Roma) – Tutto il mondo ha ricordato pochi giorni fa l’attentato a Giovanni Paolo II compiuto il 13 maggio 1981 dal killer professionista Alì Agca, in Piazza San Pietro: il Papa polacco si salvò miracolosamente ed attribuì sempre la sua salvezza all’intercessione della Madonna. Forse, però, non tutti sanno che pochi giorni dopo, il 29 maggio 1981, fu un salesiano coadiutore a rimanere vittima di un attentato, questa volta da parte del gruppo terroristico delle Brigate Rosse (BR), e anche lui si salvò per una serie di circostanze “fortunate”, che anch’egli attribuisce alla protezione di Maria. In occasione del 40° anniversario di quell’episodio, la vittima e il “miracolato” di quell’attentato, il sig. Giuseppe Magagna, SDB, ha condiviso con ANS i suoi ricordi e le sue riflessioni.

Sig. Giuseppe, cosa ricorda di quel giorno? Ci può descrivere cosa accadde?

Era il mattino del 29 maggio 1981. Tutto l’evento iniziò alle 7:40 e terminò alle 7:55. Stavo aprendo le porte ai ragazzi, quando sento alle spalle una voce: “Ci manda Pasquale, vogliamo farle una intervista”. Pasquale era il politico del CNOS-FAP con cui io collaboravo spesso. Quindi rispondo: “Accomodatevi”, aprendo l’ufficio. Vado ad aprire la persiana e mi sento dietro le spalle una voce forte: “Spicciati, siediti”. Io mi giro e mi sembrava che in mano avesse un microfono e rispondo: “Calma, calma…” Sempre con voce irritata dicono: “Siamo Brigate Rosse, siediti”. Vedo allora il silenziatore di una pistola. Sento freddo alla schiena, ma mi siedo.

Cominciano con la scritta sul muro, ma non riescono a terminare perché la bomboletta non funziona più. Allora mi attaccano il cartello usuale al collo: “CONTRO IL LAVORO NERO” e altro che non ricordo. Quindi il primo colpo di pistola all’inguine destro e la pistola si inceppa. Con un’altra pistola sparano al piede destro e poi alla gamba sinistra e la seconda pistola si inceppa anch’essa. Grido: “Basta, andatevene!”.

E così, non certamente perché l’ho detto io, se ne vanno! Chiamo la portineria e dico di chiudere tutti i cancelli … e poi con l’Economo e un insegnante di corsa al Policlinico… il resto è storia risaputa.

Secondo lei, perché decisero di sparare proprio a lei?

Probabilmente cercavano una persona della Direzione in un punto da cui sarebbe stato più facile uscire.

Infatti, terminato quanto avevano programmato, sono usciti dal laboratorio e, saltando il cancelletto che conduceva all’oratorio sono saliti nella macchina che li attendeva all’ingresso dello stesso, scomparendo nelle vie adiacenti.

È da notare che il cancello dell’oratorio era normalmente chiuso al mattino e solo quella mattina era stato aperto, per motivi di pulizia all’interno. Quindi sicuramente l’attentato era preparato da tempo ed essi attendevano il momento opportuno.

È vero che gli attentatori vennero inseguiti da ragazzi e professori?

Sì. Appena sono usciti dal laboratorio e si sono incamminati a passo veloce verso il cancelletto che divide l’istituto dall’oratorio, un gruppo di ragazzi ha tentato di inseguirli, ma di fronte alle pistole che i BR avevano spianato contro, si sono fermati e quindi le stesse hanno avuto il tempo di saltare il cancelletto.

Ha mai avuto modo di incontrare gli attentatori? Li ha perdonati?

Per il perdono, senz’altro! Una di loro, attraverso Padre Bachelet, mi ha inviato una lettera, che peraltro io non mi ritrovo più, in cui la BR riconosceva l’errore sociale e politico del gruppo e chiedeva il mio perdono.

Io gli ho risposto che il mio perdono era assicurato e l’ho invitata a continuare il suo percorso di ritorno alla società che le BR volevano sovvertire.

A distanza di 40 anni, è riuscito a vedere se da quel tragico episodio è venuto anche qualcosa di bene?

Il fatto che appena tornato dall’ospedale e rientrato in mezzo ai ragazzi, pur con le gambe ingessate, i ragazzi mi abbiano espresso la loro stima e amicizia in tanti modi, questo credo sia stato un momento positivo per i ragazzi stessi, in quanto con il loro comportamento nel tentativo di inseguirli e con la benevolenza poi verso di me hanno dimostrato il rifiuto verso queste forme di violenza.

Inoltre, dopo un anno circa una donna delle BR che non aveva partecipato all’evento, ma aveva contribuito a prepararlo, mi ha telefonato chiedendo perdono pur non avendo partecipato di persona. Nel colloquio telefonico anch’essa ha espresso in modo preciso il suo giudizio negativo del movimento terroristico e mi ha ringraziato per avere risposto e per quanto io gli ho detto in merito alla violenza e al mio perdono.

L’attentato avvenne a pochi giorni dalla festa di Maria Ausiliatrice. Secondo lei, è stata la Madonna a proteggerla?

Certamente! Ho sempre creduto che Qualcuno dall’alto in qualche modo sia intervenuto! Una bomboletta di vernice che non funziona, una prima pistola si inceppa, la seconda si inceppa anch’essa…. Cosa dovrei pensare?

Credo che per me era preparato un campo di lavoro in cui avrei potuto fornire le conoscenze, capacità, comportamenti per far sì che i giovani che avrei incontrato nella formazione professionale diventassero “ONESTI CITTADINI E BUONI CRISTIANI”.

Forse non ho fatto tutto quanto avrei dovuto fare per questo, ma ho fiducia che quel Qualcuno mi farà poi da avvocato quando mi presenterò di fronte alla Giustizia Divina. E per questo pregate per me.

Gian Francesco Romano

 

“Nuove sfide: il Covid-19 quale occasione per ripensare strategie e politiche”: webinar di Minori di Diritto

Il 13 maggio 2021 si terrà l’ultimo appuntamento del ciclo di tre webinar previsti dal progetto GLI ADOLESCENTI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS. Tra diritti negati, disuguaglianze e prospettive educative, con l’obiettivo di offrire un’ampia riflessione sulle sfide da affrontare per la tutela e la promozione dei diritti dei minori.

Nel primo appuntamento, tenutosi il 4 dicembre 2020, dal titolo “La condizione degli adolescenti di fronte alle nuove regole: tra resilienza e fragilità”, si è parlato di quanto e come la pandemia ha influenzato il mondo delle regole, cercando di capire quale è stata la risposta degli adolescenti a questa situazione di straordinaria eccezionalità e come aiutare i ragazzi a coniugare le nuove regole imposte e i bisogni tipici dell’età adolescenziale.

Nel secondo appuntamento, tenutosi il 5 marzo 2021 dal titolo “I diritti negati al tempo del Covid-19: le nuove disuguaglianze”, si è affrontato il tema delle disuguaglianze e dei diritti negati al tempo del Covid in riferimento alle nuove generazioni, per sollecitare il dibattito e l’attenzione pubblica sulle profonde disuguaglianze emerse a seguito della pandemia, che stanno caratterizzando le condizioni di vita e le opportunità di sviluppo di molti minori.

A seguito di questi due appuntamenti, giovedì 13 maggio 2021, in diretta dalle ore 17.00 sulla pagina Facebook “MinoridiDiritto” e sul canale YouTube “ICC SalesianiDonBosco”, proponiamo il terzo degli incontri organizzati dal titolo NUOVE SFIDE: IL COVID-19 QUALE OCCASIONE PER RIPENSARE STRATEGIE E POLITICHE”.

Obiettivo di questo webinar è quello di rilanciare l’urgente necessità di nuove prospettive e strategie che possano consegnare alle nuove generazioni un futuro più equo e sicuro e di ridisegnare politiche per l’infanzia e l’adolescenza, che si facciano carico della condizione di bambini e ragazzi, i quali stanno pagando un costo molto alto della pandemia.

Si parlerà delle sfide cui siamo chiamati a rispondere in questo particolare momento storico e delle nuove prospettive da adottare per far fronte ai bisogni delle nuove generazioni, proponendo e individuando risposte, strategie e politiche da portare all’attenzione delle istituzioni. 

All’appuntamento del 13 maggio interverranno: Elena Bonetti – Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia; Alessandro Rosina – Docente di Demografia e Statistica sociale nella Facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano; Vanessa Pallucchi – Vicepresidente nazionale Legambiente; Don Stefano Mondin – Delegato della Pastorale Giovanile dei Salesiani del Piemonte e Valle d’Aosta; Andrea Farina – Osservatorio Salesiano per i diritti dei minori.

Sarà presente anche il Presidente di Salesiani per il Sociale – Italia Centrale Don Emanuele De Maria.

L’incontro, inoltre, vedrà anche la partecipazione dei ragazzi dell’Istituto Salesiano “Pio XI” e “Villa Sora”, che offriranno il loro fondamentale contributo, portandoci una loro personale testimonianza e stimolando gli interlocutori con alcune domande specifiche. 

 

“L’albero e il suo sogno”: il libro nato nel doposcuola dell’opera di Genova Sampierdarena

Dal sito dell’opera salesiana di Genova Sampierdarena, la storia del libro “L’albero e il suo sogno”, editrice Effatà, nato durante il doposcuola dell’oratorio, per aiutare i ragazzi con la lingua italiana.

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Non si direbbe! Un libro scritto da un gruppo di ragazzi del dopo scuola dell’Oratorio nel tempo del lockdown. Leggiamo nell’introduzione: “ Siamo al doposcuola dell’oratorio salesiano del Don Bosco, a Sampierdarena, un quartiere genovese segnato da disagi speciali rilevanti. L’industrializzazione e l’iniziale migrazione interna, seguita da quella del Sud America prima e più recentemente dal Nord Africa, ne hanno fatto un territorio multietnico e frammentato. I precedenti punti di riferimento culturali e aggregativi si sono allentati, le famiglie ‘straniere’, accanto ai grandi problemi economici che le accomunano a molte famiglie italiane, si scontrano ancora con la fatica dell’integrazione e con il rischio di vivere ‘vite parallele’ nel proprio cerchio di origine. L’Opera Don Bosco è immersa in questo tessuto sociale e rappresenta da molti decenni un riferimento per le fasce più deboli, offrendo opportunità di aggregazione e formazione (istruzione, attività sportive e ludiche … ). Una delle attività dell’Oratorio è il servizio del dopo scuola “sostenuto dalla buona volontà, dalla pazienza e dalla competenza di un bel gruppo di volontari che, dal lunedì al venerdì, offrono le loro conoscenze ai ragazzi del quartiere che frequentano le scuole medie. E c’è il mondo: dalla Cina all’Ecuador, dalla Nigeria alla Romania, dall’India al Marocco”.

Uno degli scogli più ardui per questi ragazzi è la lingua italiana. Con la pandemia tutto peggiora, ma il ‘dopo scuola di periferia’ trova una risposta incredibile.

Come nasce l’idea del libro?

Risponde Daniela Bignone, Coordinatrice del dopo scuola: “Un giorno proviamo a lavorare sulla fantasia: “Io dico una frase e a turno voi aggiungete un pezzo, spontaneamente. Vediamo cosa viene fuori. “C’era una volta un vecchio albero stanco che viveva in una foresta …”

E nasce una favola, lunga una pagina. Quanto avevano messo insieme con poche parole ciascuno. E con la favola una sfida: ”scommettiamo che trasformiamo questa pagina in un libro?” Un coro di “E’ impossibile” accoglie la proposta, ma dopo l’incredulità arrivano serietà e impegno inattesi” … è lo stupendo libretto che non devi perdere. Personalmente l’ho letto tutto di un fiato … dalla prima all’ultima pagina. Trovi valori che non crederesti di incontrare in un doposcuola di periferia. Sono valori messi in risalto dagli stessi autori nelle pagine iniziali, dopo l’introduzione, nella pagine “Parlano gli autori”: lavorare insieme, amicizia, solidarietà, difesa dell’ambiente, rispetto della natura e degli animali …

Io credo che i ragazzi abbiano imparato tanti vocaboli senza accorgersene e abbiamo iniziato la scalata dell’ardua montagna “della lingua italiana” con maggior coraggio.

La favola

Narra la storia di un vecchio albero stanco e tanto solo, preso dalla nostalgia di volare come gli uccelli che nel posare sui suoi rami narrano le loro esperienze meravigliose. Ma non continuo.

Desidero solo invitarti a leggere il libretto che non può mancare nello scaffale dei tuoi libri. Anche tu sarai preso dalla voglia di vedere come si snoda la favola. Io l’ho trovata una vera lezione di ragazzi che lavorano insieme, in amicizia, in solidarietà. E ci lasciano un messaggio per grandi e per piccoli: Essere contenti di ciò che siamo ma non smettere di sognare … nel disegno tutto verde su cui sono scritti i valori che colorano la favola.

Il libro me l’hanno inviato in regalo gli autori con tanto di dedica e con tutte le firme. Auguro loro altre scalate come questa. Vedranno fiorire l’albero della loro vita di foglie e frutti insperati. Qualcosa del genere l’hanno regalato anche ai miei 88 anni!

Dove trovare il libro?

Pubblicato Da Effata’ Editrice 2021 al prezzo di 8,00 €, il libro si trova nelle librerie. Il volume è composto di sette capitoli preceduti da stupendi disegni su cui predomina il verde delle foglie e il marrone del tronco del vecchio albero. Il disegno che ricapitola tutta la favola è l’ albero con le ali.

Don Alberto

25 aprile: su Tv2000 il docu ‘Lo scudo dell’altro. La memoria del dovere’, storia del Pio XI di Roma che accolse e salvò 70 ragazzi ebrei

Pubblichiamo il comunicato di lancio di TV2000 del documentario ‘Lo scudo dell’altro. La memoria del dovere’.

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Tv2000 in occasione della Festa della Liberazione d’Italia trasmette, domenica 25 aprile alle ore 23.15, il documentario ‘Lo scudo dell’altro. La memoria del dovere’ di Gloria Giordani, storia di un istituto salesiano che è divenuto rifugio per circa settanta ragazzi ebrei.

Roma, autunno 1943. La città è sotto l’assedio nazista. Alla notizia del rastrellamento del ghetto ebraico da parte della milizia nazi-fascista, da don Armando Alessandrini e don Francesco Antonioli, l’Economo e il Direttore dell’Istituto Salesiano “Pio XI” di Roma, scuola e convitto religioso del quartiere Appio-Latino, nasce l’idea di rendere l’istituto un “rifugio sicuro”, una casa che accoglie. Nella struttura vengono, infatti, ospitati circa 70 ragazzi ebrei, sfuggiti alla Judenaktion – la persecuzione anti-ebraica.

Ispettoria Italia Centrale, incontro sulla figura del salesiano coadiutore

L’8 maggio dalle ore 9 alle 13 si incontreranno, sia in presenza a Roma San Tarcisio sia on line, i coadiutori dell’Ispettoria ICC.

L’obiettivo dell’incontro sarà approfondire la vocazione del salesiano coadiutore a partire dalla ispirazione di don Bosco, dalle Costituzioni, dal CG28 e da alcuni modelli di coadiutori santi per rafforzare la convinzione della vocazione salesiana nella sua duplice forma e condividere la gioia della nascita di nuove vocazioni di coadiutori in questi ultimi anni nella nostra ispettoria. Nelle diverse case sarà anche l’occasione di ravvivare la richiesta al Signore di ulteriori vocazioni laicali.

Nella prima parte, dalle ore 9 alle 11, la metodologia sarà quella della tavola rotonda guidata dal signor Gioacchino Passafari e dal signor Angelo Mereghetti e alla quale interverranno: don Silvio Roggia, il Sig. Raymond Callodon Pierluigi Cameroni, ci sarà anche la possibilità di fare domande dal vivo e on line. In questa prima parte sono invitate a partecipare tutte le comunità salesiane dell’Ispettoria. Nella seconda parte, dalle ore 11,30 alle 13, riservata solo ai confratelli coadiutori, ci sarà una condivisione con l’Ispettore don Stefano Aspettati.

Puoi seguire l’incontro in diretta sul canale YouTube ICC SalesianiDonBosco

Italia Centrale, da comunità a community con “Parola Giovane”

Dalla comunità alla community, un passaggio chiave nel mondo della complessità, è il cuore del progetto “Parola Giovane”. Un gruppo di giovani appartenenti a diverse realtà dell’Italia Centrale hanno iniziato un percorso di confronto incentrato sui temi che più caratterizzano la propria età. Quali scelte compiere nella vita? Esiste un partner ideale? È necessario compiere delle scelte o è possibile astenersi da tutto? La battaglia per l’uguaglianza di genere passa attraverso gli asterischi alla fine delle parole? Questi e altri temi sono presi in considerazione, sviscerati, brutalizzati. Tutto con un punto di fondo: esiste una verità?

Frutto di questo confronto è il format “Parola Giovane”, uno spazio aperto al mondo durante il quale i giovani espongono i propri ragionamenti e si confrontano. Il tutto viene condiviso su Twitch, piattaforma nata per le dirette e per l’interazione tra pari. A partire dal 12 aprile 2021. Otto incontri della durata di 40 minuti a cadenza settimanale saranno il punto di partenza di un movimento di confronto, una community appunto, che si prefigge lo scopo di condividere e ragionare, di crescere insieme. La struttura della puntata prevede due giovani che dialogano sul tema, sulla scorta delle riflessioni elaborate dal gruppo, un personaggio che racchiude in sé la tradizione della cultura, una sorta di saggio che interviene per stimolare il dialogo, e un soggetto che dialoga costantemente con il pubblico da casa, il cui coinvolgimento è una sfida  nella sfida.

Il primo “protagonista” di Parola Giovane sarà “Il disorientato”, caratterizzazione tipica del giovane che cerca una bussola, ma fatica a trovarla. Gli appuntamenti saranno disponibili sul canale Twitch “parola_giovane” e tutte le novità e gli approfondimenti saranno pubblicati sulla pagina Instagram “parola_giovane”. 

Fabio Zenadocchio

Salesiani Livorno, il teatro che era la casa di tutti ora resta in silenzio

Sul quotidiano Il Tirreno di oggi, a firma di Cristiana Grasso, un articolo racconta il mezzo secolo di storia del cinema teatro dei Salesiani di Livorno, tra lo stop dovuto alla pandemia e i piani per il futuro.

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Il cinema-teatro dei Salesiani, quartiere Colline, programmazione per famiglie che ha accompagnato generazioni di livornesi, ha oltre mezzo secolo, una vita lunga, fatta anche di battaglie, di crisi ma di molti successi, sempre vicino alla gente, sempre luogo cult che, pur alla periferia del centro “spettacolare” della città, è riuscito a mantenere un appeal tutto suo per tutti questi anni. Dal 1957, quando fu inaugurato il nuovo salone-teatro, nei locali dell’oratorio. Negli ultimi anni il cinema-teatro aveva ripreso a funzionare alla grande, con coordinatore volontario e direttore artistico Rosario Rino Pizzonia: ovviamente teatro e cinema, festival di danza e di musica. Poi ecco che è arrivata la pandemia e là dove c’erano colori, pubblico, tante iniziative, da un anno è il deserto, salve un breve intervallo che ha
permesso almeno di portare avanti il cineforum e qualche evento in streaming. La pandemia ha colto anche il Teatro dei Salesiani con una ricca stagione da terminare: “Il cinema per tutta la famiglia” che era una chicca del weekend, il cineforum del giovedì con oltre 200 abbonati, la rassegna di danza “Salesiani e dintorni” dedicata al centenario di Amedeo Modigliani. E poi spettacoli teatrali, musicali e saggi di fine anno delle scuole di danza. Tutto cancellato. «Le
proiezioni del cinema per tutta la famiglia sono andate purtroppo perse così come la rassegna di danza (è stata realizzata solo la prima serata il 28 febbraio, su cinque in programma). Annullati tutti li spettacoli teatrali, musicali e i saggi delle scuole di danza. Queste ultime più di tanti altri settori hanno subito il completo fermo delle attività dell’insegnamento che ha loro causato una grave situazione economica e moralmente difficile nello stare vicino, nel miglior modo possibile, ai propri allievi che chiedono di poter tornare al più presto in sala e sul palco» racconta Pizzonia. Un po’ sullo streaming comunque il Teatro dei Salesiani ha puntato…

«Questa alternativa – spiega Pizzonia – comporta comunque la presenza di artisti in scena a contatto tra di loro, con relative problematiche inerenti al covid .Abbiamo però voluto provare questa esperienza collaborando con l’organizzazione del “Livorno Calling” unico evento musicale in dicembre collegato anche alla raccolta di generi alimentari destinati alle famiglie livornesi in difficolta. Ed è stata una bellissima iniziativa». Insomma i Salesiani non sono stati un anno con le mani in mano: «A settembre e ottobre abbiamo terminato il cineforum del giovedì , portando le proiezioni di ogni singolo film a tre serate in modo da dare accesso al pubblico col dovuto distanziamento e rispettando così le normative anti-covid in vigore. Abbiamo collaborato col la messa in scena di tre eventi musicali : “Letto 23” memorial dedicato alla cantante Azzurra Lorenzini il concorso canoro nazionale per cantautori ed interpreti di brani inediti e editi “Memorial Claudio Pelissero” e ” Una Voce per domani”» racconta il direttore artistico. Come vi siete tenuti in contatto con il vostro pubblico? «Intanto con gli eventi culturali in streaming, “L’ora di ricreazione… educativa” con la partecipazione dell’assessore al sociale Andrea Raspanti e Don Emanuele De Maria e “L’arte di educare a tutto campo” con la partecipazione di Cristina Grieco dirigente scolastico, Emanuele Gamba direttore del Goldoni, Nicola Marovelli allenatore di pallacanestro giovanile, Don Stefano Casu dell’oratorio Salesiani don Bosco, Luca Bracci animatore salesiano. E poi i nostri spettatori, attraverso i social e whatsapp ci hanno espresso solidarietà spronandoci a tenere duro nella speranza di poter ripartire al più presto».

Qual è la difficoltà più grande che state incontrando? «Abbiamo ricevuto dal governo i il contributo riservato alle sale cinematografiche grazie al quale abbiamo potuto far fronte parzialmente alle spese fisse di gestione del 2020 avendo perso il 90 per cento delle entrate. Ci auguriamo di ottenere un secondo aiuto per il 2021 altrimenti ci troveremo in grave difficoltà. Oltre alle nostre molteplici attività in genere diamo in uso la sala anche per spettacoli, saggi di danza, serate di beneficenza al fine di poter sostenere tutte le spese di gestione. Tutte entrate che sono venute a mancare».

Cosa vedete nel futuro? Siete ottimisti? «Certo dobbiamo essere sempre ottimisti e sperare in una ripartenza delle attività artistiche e culturali perché le nostre finalità salesiane hanno come unico scopo il bene dei nostri giovani, adulti e anziani che rappresentano il nostro futuro il presente e la nostra storia». Se i teatri riapriranno, a fine marzo o dopo Pasqua, voi ci sarete comunque, anche con le limitazioni? «L’idea di ripartire con il teatro ci sarebbe. Certo ridurre il pubblico al 25 per cento della capienza rende complessa l’organizzazione di vari eventi, stiamo valutando un sistema misto in presenza e in streaming. Per quanto riguarda il cinema, visto la scarsa disponibilità dei film in uscita speriamo di ripartire a settembre. Il nostro sogno? Un impianto di climatizzazione per rendere più confortevole la nostra sala, e riaprire la storica arena estiva cinematografica chiusa negli anni ’80. Al fine di lavorare tutto l’anno».