Relazione Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, il focus dell’Osservatorio salesiano per i diritti dei minori

Pubblichiamo le schede di approfondimento a cura dell’Osservatorio Salesiano per i diritti dei minori sulla relazione dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, la dott.ssa Filomena Albano. L’introduzione è a cura del prof. Andrea Farina

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Ringraziamo l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano per il lavoro svolto e per i numerosi risultati ottenuti nei quattro anni del proprio incarico.
L’Autorità ha di recente inviato al presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e a quello della Camera, Roberto Fico, la “Relazione al Parlamento 2019” nel quale sono indicate le attività svolte dall’Agia lo scorso anno per l’attuazione dei diritti dei bambini e dei ragazzi presenti in Italia.
Il documento è incentrato sul concetto di relazione come filo conduttore e chiave di lettura:

“L’emergenza provocata dal coronavirus ci ha fatto riscoprire l’importanza delle relazioni, perché ha costretto le persone, da un lato, a vivere a distanza e, dall’altro, a vivere a stretto contatto, all’interno delle case” commenta Filomena Albano. “E l’emergenza ha inciso in modo significativo anche sulla vita e sul benessere di bambini e ragazzi, costretti a restare nelle abitazioni, senza la scuola e senza contatti sociali. Si tratta di limitazioni che, seppure nate per tutelare il diritto alla salute pubblica, finiscono per avere un impatto importante su bambini e ragazzi e per questo impongono alle istituzioni e alla comunità di attivarsi per trovare soluzioni che tengano conto anche dei diritti dei più piccoli”.
Ci sono poi i più fragili – aggiunge – come i minorenni con disabilità, quelli che vivono fuori famiglia, in affido o in comunità e coloro che si trovano in condizione di povertà economica ed educativa o di marginalità sociale. Penso poi ai figli dei genitori detenuti, a quelli che hanno famiglie problematiche, ai figli di genitori separati e ai ragazzi inseriti nel circuito penale. Inoltre ci sono i bambini e i ragazzi segnati dall’epidemia, i cui genitori sono stati colpiti dal coronavirus o hanno essi stessi contratto il virus.
Se la relazione è lo spazio in cui si costruisce la persona e si sviluppa l’individuo, la “qualità” delle relazioni – in famiglia, a scuola, nei luoghi di aggregazione – può essere un “indice” di quanto un diritto è attuato e garantito. “I diritti – afferma la Garante – hanno tutti natura relazionale: implicano il coinvolgimento attivo di qualcuno che si prenda carico, si prenda cura, partecipi, renda effettivi principi stabiliti sulla carta. E ciò vale ancora di più per bambini e ragazzi, per i quali avere relazioni buone, funzionali e funzionanti rappresenta non solo un diritto ma anche uno strumento per raggiungere la felicità”.
Nella stessa occasione, a conclusione dell’incarico come titolare dell’Autorità, Filomena Albano ha presentato una relazione sui quattro anni alla guida dell’Autorità, dal 28 aprile 2016 a oggi, intitolata “L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza: una realtà in divenire” in cui vengono ripercorsi l’evoluzione e i traguardi raggiunti e, sotto forma di raccomandazioni alle istituzioni, le iniziative da adottare affinché, grazie a un’Autorità rafforzata, possano essere garantiti al meglio i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

“È stata un’esperienza preziosa, ma lo sarà ancor di più se a trarne beneficio saranno tutti i bambini e i ragazzi presenti in Italia” commenta la Garante.
Cosa serve per rafforzare l’Autorità e così garantire una migliore tutela dei diritti degli under 18? Ad esempio, il parere preventivo dell’Autorità sulle leggi statali e sugli atti di amministrazione attiva del governo in materia di infanzia e adolescenza, oggi facoltativo, dovrebbe diventare obbligatorio. Il legislatore, inoltre, dovrebbe motivare la ragione per cui eventualmente si discosti dalle indicazioni o dalle raccomandazioni ricevute. L’Autorità garante, inoltre, deve poter effettuare visite e ispezioni senza una preventiva autorizzazione, come invece è attualmente previsto. E ancora, l’Agia dovrebbe poter intervenire liberamente in giudizio a tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti.
Vanno infine assicurate indipendenza, autonomia e competenza esclusiva dei garanti territoriali, chiarendo le competenze a loro attribuite e definendone il raccordo con l’Autorità nazionale.

Auguri di Pasqua 2020

Il primo giorno della settimana, al mattino presto le donne si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto». 

Lc 24,1-5 

In quella “prima pasqua” le donne trovarono un sepolcro vuoto. 

Gesù, collocatovi cadavere tre giorni prima, non era sparito o scappato… se n’era andato… aveva finito di essere morto, era vivo, precisamente risorto. 

Lo rivedranno in tanti nei giorni successivi camminare, parlare e addirittura mangiare con loro.

I nostri sepolcri in questo periodo sono pieni, non vuoti.

I nostri occhi sono ancora bagnati dalle lacrime per chi abbiamo “perso”; i nostri cuori sono in apprensione per chi sta male e rattristati per le “distanze sociali”; i nostri pensieri intrecciati di paura e di preoccupazione per il domani. 

Eppure sale invincibile dal cuore la consapevolezza che su quella Risurrezione possiamo contare, che anche i nostri sepolcri si svuoteranno, che alle lacrime daremo un senso, che i cuori riprenderanno vigore e affetto, che i pensieri si volgeranno all’intraprendenza dando alle cose di prima un senso nuovo.

Quel Gesù Cristo è vivo e in circolazione. Ne abbiamo scorto i segni anche in questo periodo: nella fede e nella compostezza di chi pregava, nella speranza e nella tenacia di chi non si scoraggiava, nell’amore e nel sacrificio di chi donava se stessa/o. 

Lo sentiamo bussare alla nostra porta, vuole entrare in casa nostra. 

O forse sta bussando da dentro, chiede di metterci a tavola con Lui… abbiamo un sacco di cose da dirgli, ha un sacco di cose da dirci… “Ora siete nel dolore, ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia” (Gv 16,22). 

Buona Pasqua nel Signore Risorto, 

“la gioia del Signore è la nostra forza” (Ne 8,10)

 

La “pizza sospesa” a Torre Annunziata: i ragazzi della casa famiglia regalano 52 pizze

Chi ha sperimentato su di sé gesti di solidarietà, generosamente li dona poi agli altri. Come i ragazzi della comunità “Peppino Brancati”, sede di “Salesiani per il Sociale Aps”, che in questi giorni, grazie al laboratorio “Mani in pasta”, stanno sfornando e distribuendo pizze “sospese” a tutti i bisognosi di Torre Annunziata. L’iniziativa si ispira al tradizionale “caffè sospeso”, nato molti anni fa a Napoli per aiutare chi non poteva permetterselo, e alla “spesa sospesa” iniziativa messa in atto in molte parti d’Italia nell’emergenza coronavirus. Grazie alla generosità di questi ragazzi, sono state donate 52 pizze ai più bisognosi di Torre Annunziata.

La “pizza sospesa” è una delle azioni di solidarietà che Salesiani per il Sociale APS sta raccogliendo sul suo sito per raccontare quanto si fa nelle tante presenze in tutto il territorio nazionale. #noicis(t)iamo è la campagna lanciata per condividere l’impegno educativo con chi fa più fatica che prosegue ora con più creatività e tenacia.

 

“Il nuovo esame di Stato genera ansia negli studenti”: le lettera della preside di un liceo salesiano al ministro Azzolina

Pubblichiamo un articolo uscito sul sito dell’agenzia di stampa AGI nel quale si riporta una lettera di Maria Paola Murru, preside del liceo Maria Ausiliatrice di Roma in merito all’esame di Stato che si profila in queste ore, rivolta al ministro dell’Istruzione.

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“Dico no a un esame di Stato che, pur di apparire severo, crei condizioni psicologiche di ansia alle quali i ragazzi non possono essere pronti in questo momento, perché stanno già combattendo una battaglia enorme”. Lo afferma all’AGI Maria Paola Murru, preside del liceo salesiano Maria Ausiliatrice di Roma, che, in questi giorni di grande incertezza per la scuola, ha preso carta e penna e ha scritto una lettera a Lucia Azzolina per contestare i criteri di “severità” della prova di maturità, più volte citati dalla ministra.

L’idea avanzata da Murru, e sulla quale invita a riflettere chi sta facendo proposte operative, è che si permetta alle scuole di valutare i ragazzi sulle base delle competenze “trasversali” che hanno acquisito nei 5 anni di studio, “come si fa all’estero”, accompagnandoli “con equilibrio e umanità”.

“Quando lei dice di voler assicurare un esame serio ai nostri ragazzi dell’ultimo anno – argomenta la preside nella sua missiva – io faccio davvero fatica a capire per serio che cosa si possa intendere. I nostri ragazzi vivono da un mese una situazione di estrema serietà, chiusi in casa a condividere con i loro cari ansie, paure, perdita di lavoro, malattie di parenti, amici e magari le loro stesse malattie e ancora i rischi o addirittura i numerosi lutti senza neppure avere la possibilità di un saluto. Mi chiedo cara ministra cosa possa essere più serio di tutto ciò”.

“La grande vera serietà, mi consenta – prosegue la preside – la stanno scrivendo quotidianamente con le pagine delle loro storie personali, che resteranno a testimoniare ai posteri la serietà della loro speranza, nonostante tutto, nonostante le cronache di morte e di desolazione attorno. Forse non conosceranno i dettagli delle guerre mondiali, ma avranno opportunità di approfondirle in seguito, mi creda, ma conosceranno tutto di quel virus che è stato più potente di tante guerre perché, turbando la loro vita, sconvolgendo i loro sogni e progetti avrà insegnato la vera grande e unica serietà​ che è quella limitatezza della condizione umana di fronte all’imponenza prevalente della natura. Se avranno appreso questo ministra, a pieno titolo grande chapeau alla maturità honoris causa dei maturati 2020. Con ciò non intendo naturalmente richiedere una banale sanatoria per tutti, ma solo portare all’attenzione di chi sta elaborando proposte operative, un’ulteriore riflessione, che tenga presenti alcuni elementi che non mi sembrano del tutto irrilevanti”.

Nella condizione di quarantena imposta dall’epidemia la scelta della didattica a distanza era obbligata, “ma naturalmente – osserva nella lettera Maria Paola Murru – questo è diventato anche un elemento discriminante tra ragazzi più o meno abbienti. Si pone il problema della valutazione – sottolinea – e giustamente nessuna linea guida ad oggi è stata proposta, lasciando piena autonomia alle scuole per le troppe diversità di condizioni e contesti”.

La preside auspica pertanto, parlando ancora con l’AGI, che dal ministero dell’Istruzione arrivi al più presto l’indicazione di quali competenze tenere in considerazione al momento di valutare i maturandi e soprattutto si augura che le linee guida abbiano “una certa flessibilità”, senza voler però penalizzare i più meritevoli.

 

C.G.S., il resoconto dell’assemblea nazionale: il segnale associativo è ancora attivo

È quella foto a raccontare l’Assemblea Nazionale C.G.S. 2020; ed è la locandina telematica che lancia il tema dell’anno, mai così profetico: “Essere associazione #lìdovesei”.

Certo, quando in Direttivo Nazionale lo scorso febbraio 2019, a inizio anno, cercavamo la “vision 2020”, non eravamo arrivati a tanto.

Era previsto lo svolgimento istituzionale a Mogliano Veneto, dal 27 al 29 Marzo 2020, in condivisione ormai collaudata, per alcune tematiche comuni, con l’Associazione TGS-Turismo Giovanile Sociale APS; oltre agli adempimenti statutari ci sarebbe stato un intervento di riflessione sull’essere associazione oggi, sul territorio così diversificato delle nostre città italiane, alla luce delle innovazioni sul Terzo Settore… Ma l’emergenza sanitaria ha ribaltato ogni piano costringendoci alla flessibilità “#lìdovesiamo” in senso letterale. 

Comunque, l’Assemblea Nazionale CGS c’è stata, sulla piattaforma Zoom, con una partecipazione diffusa dei Circoli operanti da nord, centro, sud e isole, quindi con una rappresentatività territoriale raramente raggiunta finora; paradosso di questa difficile situazione, in cui i più “grandi” fra noi dirigenti, “migranti digitali” (cosiddetti nella definizione ormai datata dei primi anni ’90), hanno concretamente constatato che questo tipo di lontananza può anche avvicinare. Chi è insegnante, poi, già da qualche settimana aveva dovuto ricredersi sperimentando la didattica a distanza…

Dunque, la riuscita dell’appuntamento social ha dimostrato che l’Associazione c’è e continua a camminare. I censiti 44 Circoli operanti in 15 regioni stanno facendo funzionare anche 6 Coordinamenti territoriali, sparsi lungo tutta la penisola e la nutrita relazione del Presidente Cristiano Tanas (ipertecnologico e sempre organizzato) ha documentato la vivacità e le competenze spese sul territorio, ben al di là di cortili e campanili. 

Veri e propri “format” per la promozione cinematografica creati all’interno dei circoli si sono ormai consolidati nelle rispettive città e regioni: il Missing Film Festival a Genova, il Circuito Sentieri di Cinema nelle Marche, il Sal-Fiction per gli Operatori di Sale della Comunità; ma anche il sostegno  alle nuove produzioni sta crescendo, con iniziative dedicate a circuitare tra i cinecircoli film di registi affermati ma ancora “di nicchia”, come quest’anno è avvenuto per “Balòn” di Pasquale Scimeca. Inoltre si è tentata la rassegna di cortometraggi internazionali nelle serate “Short Days”, in rete con l’associazione “Il Varco”; ed infine è nato un concorso per il Premio Adriana D’Innocenzo, vera animatrice di una presidenza nazionale CGS che lungo gli anni ’80 ha letteralmente fatto nascere l’attuale ormai “vecchia generazione” di dirigenti, che sta accompagnando, a sua volta, una nutrita schiera di nuovi giovani dirigenti nazionali; anche qui un nuovo brand, “Young Ways – Tutti i giovani, nessuno escluso”, che ha raccolto ben 269 corti e documentari, visionati alla ricerca dei vincitori da un’apposita commissione.

Scorrono nella lettura che viene dal “rettangolino presidenziale” della piattaforma tutte le iniziative già affermate: i progetti ministeriali; i campi di formazione nazionali a Giffoni e Venezia, con le Giurie collaterali CGS ben riconoscibili, che assegnano i Premi Percorsi Creativi e Lanterna magica, esperienze di punta per i giovani che iniziano il percorso dell’animazione culturale in campo cinematografico e gradualmente si qualificano; il week-end formativo per Giovani Dirigenti, vissuto a Roma nel 2019 e progettato a Torino per il 2020; il progetto Fellini 2020 “Ho bisogno di credere-Fellini e il Sacro”, di cui la nostra Associazione è partner invitato dalla facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell’Università Pontificia Salesiana, che prevede una serie di seminari e mostre coordinati da critici, studiosi ed artisti in occasione del centenario della nascita del grande regista.

Tante le piste già tracciate, in attesa che l’emergenza cessi e si possa continuare a percorrerle. Nel frattempo, tutto è rintracciabile e consultabile sui canali social associativi, costantemente aggiornati.

Bella questa Assemblea 2020, che non ci fa abbracciare ma ci fa entrare gli uni a casa degli altri contemporaneamente nel raggio di mille chilometri: forse l’atmosfera è meno calda, ma paradossalmente più intensa e concentrata, anche per via del poco tempo. Non ce n’è neppure abbastanza per indignarsi in diretta del calo progressivo dei fondi ministeriali per le associazioni culturali, illustrato dal tesoriere; ma, come dice anche Giuseppe Conte, non è tempo di polemiche: abitiamo una tragedia epocale che mette tutto il resto in secondo piano.

E in tutto ciò, il nostro segnale associativo 2020 è ancora attivo, illuminato e ricco di presenze cocciutamente in contatto tra loro, in rete, con storie di Cinema, Teatro, Musica, Web da raccontare… nonostante tutto!

Nadia Ciambrignoni

Vicepresidente nazionale CGS

 

VIS, con resto@ttivo percorsi didattici e formativi, digitali e gratuiti

Pubblichiamo il comunicato stampa del VIS Volontariato Internazionale per lo Sviluppo con li quale viene lanciata una nuova campagna a servizio di chi è costretto a restare in casa, proponendo contenuti e strumenti digitali che per i prossimi due mesi saranno messi a disposizione di docenti, famiglie, giovani in formazione, bambine e bambini.

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Roma, 2 aprile 2020 – resto@ttivo è la campagna che il VIS Volontariato Internazionale per lo Sviluppo lancia oggi pensando a chi è costretto a restare in casa, offrendo gratuitamente sui propri canali strumenti e risorse sulle tematiche dello sviluppo sostenibile, dell’intercultura e della cittadinanza globale e continuando a svolgere la propria missione educativa con nuove modalità.

Un kit didattico pensato per spiegare ai più piccoli cosa sta succedendo con il coronavirus, web talk con esperti per aiutare gli adulti a riflettere sulle relazioni digitali o sul rapporto tra l’attuale emergenza e lo sviluppo sostenibile. E ancora, lettura di fiabe tratte dal libro “L’orizzonte alle spalle”, realizzato dal VIS sulla base di storie raccolte da migranti subito dopo il loro viaggio, videolezioni sulla progettazione nella cooperazione, l’invito a giocare online per vivere in prima persona l’esperienza di un bimbo che abita in Palestina in una città attraversata da un muro.

Queste e altre proposte saranno messe a disposizione di docenti, famiglie, giovani, bambine e bambini sui canali di comunicazione del VIS nell’arco dei prossimi due mesi, fino alla fine di maggio. Alcuni contenuti sono stati ideati e sviluppati specificamente per questo periodo; altri, già realizzati, vengono ora riproposti e attualizzati.

Il progetto si colloca nell’ambito delle iniziative già attive per aiutare tutti coloro che in questo periodo stanno fronteggiando l’emergenza coronavirus, affiancandosi all’appello già lanciato dal VIS a donare a favore della Protezione Civile per supportare medici, infermieri e personale sanitario.

 

CFP San Benigno (ICP): il “nuovo” Buongiorno ai tempi del COVID-19

Pubblichiamo un articolo uscito su “Risveglio Popolare”, firmato da Agostino Albo (referente educativo del CFP di San Benigno) sulla nuova modalità di buongiorno nel tempo dell’emergenza.

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L’emergenza Covid-19 sta costringendo a cambiare i classici paradigmi della scuola. Ma se la scuola sta rispondendo con forza a questa crisi accelerando sul concetto di formazione a distanza, il grosso rischio è quello di perdere i legami, non riuscire più ad accompagnare i giovani. Ecco perché, a fianco di tutto questo importante sistema di didattica a distanza, l’équipe educativa del Centro di formazione professionale ha pensato che, in questo momento di incertezze, fosse importante mantenere punti fermi: il ” Buongiorno “!

Di che cosa si tratta? Questa bella tradizione salesiana, molto amata dai ragazzi, è nata proprio con don Bosco. Ispirato dal modo di fare di sua mamma Margherita, don Bosco tutte le sere dava ai ragazzi di Valdocco la ” Buonanotte “: offriva un commento a eventi accaduti nel corso della giornata, proponeva piste di riflessione, trasmetteva testimonianze di ragazzi e di famiglie che aveva incontrato e che li incoraggiavano fortemente nel portare avanti iniziative educative di varia molteplicità. Non era una lezione, ma un momento di 4-5 minuti per finire insieme la giornata. Questa tradizione è rimasta negli anni cambiando forma a seconda delle attività (ad esempio nelle scuole è diventato un ” Buongiorno “) e viene portato avanti a tutte le latitudini: chi scrive lo ha visto e ascoltato in Nigeria, Congo, Rwanda e Madagascar! Sarà questo un modo per mantenere quel clima familiare che identifica la nostra scuola, la nostra casa! Inoltre, in questo momento di isolamento forzato, siamo fortemente convinti che lo stare vicini, quotidianamente, ai nostri giovani sia la prima forma di carità che ci viene chiesta. Per questo tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, verranno pubblicati sulla pagina Facebook e sul sito del Centro ( sanbenigno.cnosfap.net ) dei video ” buongiorno ” della durata di un paio di minuti per accompagnare gli allievi in questo momento così particolare.

 

Lettera di un’insegnante: I ragazzi sono l’evidenza

Pubblichiamo la lettera di un’insegnante della Formazione professionale di Vercelli: si chiama Valentina Rinaldin e insegna competenze trasversali nei percorsi di qualifica regionale e opera anche nello sportello dei servizi per il lavoro. La lettera è stata pubblicata sul sito del Cnos Fap Piemonte.

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Alla fine in questi giorni ciascuno a modo suo è in prima linea
Alla fine in questi giorni, ciascuno a modo suo, tiene duro.
Chi in prima linea. Medici, infermieri, Oss, Addetti alle pulizie, Commessi, ecc. A servizio degli altri. Oggi più che mai.
Altri cercano di dare il meglio di sé anche se a distanza. Anche questi a servizio degli altri.
Penso agli insegnanti, ai formatori, a chi in queste settimane sta facendo di tutto per riuscire ad accompagnare i propri ragazzi.
Nel fare che cosa?
Per quanto mi riguarda a coltivare in questa situazione di emergenza la propria resilienza, a non perdersi all’interno di un quotidiano che rischia di trasformarsi in prigione oltre che fisica anche e soprattutto emotiva.
Nessun apprendimento cognitivo, può essere coltivato se non ci si prende cura di queste dimensioni. Soprattutto in un momento tanto complesso come questo.
E allora vanno bene tutti i mezzi. Google meet, zoom, telefono, WhatsApp, messaggi, mail.
Uno non è sufficiente. Perché la realtà è complicata.
Viviamo nel tempo dei nativi digitali, ma i giga non sono infiniti e il wifi è una possibilità solo per alcuni.
Le diseguaglianze sociali, economiche e culturali emergono ancora con più evidenza in questi giorni.
E allora non accontentarsi delle video-lezioni, non considerare l’obiettivo raggiunto neanche quando hai la maggioranza della classe connessa. Perché è tua responsabilità cercare di capire dove sono gli altri, perché non ci sono. Perché la “connessione” non è mai scontata, in presenza come in rete. E allora diventa indispensabile cercare il problema e provare a trovare insieme una soluzione.
Non è facile!
Fai questo, ci metti tutto il tempo che hai. Ben oltre il tempo lavorativo. Leggi i lavori dei ragazzi, invii loro commenti e osservazioni. Ti confronti quotidianamente con i colleghi.
Poi arrivano mail, raccomandazioni nel raccogliere puntualmente evidenze di quanto si sta facendo. Non si sa ancora come tutto ciò sarà effettivamente riconosciuto… E allora pensi che bisogna raccontare a tutti la nostra idea, quella che stiamo realizzando tutti i giorni, insomma ciò che stiamo facendo per non lasciare nessun allievo “scollegato”.
Basterà?
Non importa.
Non è il momento di mollare e neanche di arrabbiarsi.
Non adesso!
Ci sono tutte le evidenze del caso. Solo che a volte ti piacerebbe che le domande fossero altre. E che lo sguardo fosse orientato ai ragazzi anche da parte delle Istituzioni. Sono loro che hanno bisogno di esser ascoltati, di uscire dall’invisibilità di queste settimane.
Loro sono l’evidenza.

L’Assemblea nazionale CGS ai tempi del Coronavirus

Pubblichiamo il comunicato stampa dell’associazione CGS per l’assemblea nazionale.

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L’Associazione Cinecircoli Giovanili Socioculturali – APS aveva in programma di svolgere la propria assemblea nazionale a Mogliano Veneto, nel Trevigiano, dal 27 al 29 marzo 2020. L’appuntamento di quest’anno, dal titolo “Essere associazione #lìdovesei”, prevedeva una condivisione di alcuni momenti con l’Associazione TGS – Turismo Giovanile e Sociale APS, ente del mondo salesiano che si occupa in modo particolare del turismo dei giovani e più in generale delle varie forme del turismo sociale, privilegiando la dimensione culturale e formativa dell’esperienza turistica e la proposta associativa.

Oltre ai classici adempimenti statutari, l’assemblea aveva in programma una riflessione sulle dinamiche associative e una tavola rotonda sul significato dell’essere associazione oggi, nei diversi contesti territoriali e nelle molteplici realtà del territorio nazionale, con lo slogan #lìdovesei, tema portante scelto a livello nazionale per le attività educative e pastorali delle Opere salesiane per l’anno in corso. 

La scelta di tenere l’incontro a Mogliano Veneto era dovuta alla presenza nella Regione di alcune importanti associazioni locali affiliate al CGS e al TGS, ben inserite nel territorio e fiorenti centri di animazione educativa e culturale per il Veneto.

I ben noti eventi legati all’emergenza sanitaria hanno costretto entrambe le Associazioni ad annullare l’appuntamento, non essendo possibile né programmabile un rinvio in tempi brevi, vista anche l’incertezza dovuta alla situazione in continua evoluzione.

Dal canto suo, i CGS terranno comunque la propria Assemblea nazionale il prossimo 28 marzo, utilizzando una modalità prevista dallo Statuto, che consente lo svolgimento dei lavori in collegamento audio – video attraverso strumenti di comunicazione a distanza (Skype, videoconferenza, teleconferenza).

Certo, si tratterà di un’assemblea veloce, che consentirà di effettuare gli adempimenti statutari comunque importanti per un’Associazione, con la partecipazione dei rappresentanti dei 45 Circoli locali affiliati. 

Ma è anche un modo per dimostrare che la situazione di emergenza può generare nuove opportunità, per cui l’Assemblea a distanza non si presenta come un semplice ripiego: nonostante i disagi evidenti e l’impossibilità di incontrarsi personalmente, essa diventa un’occasione di confronto e di vicinanza, specialmente nei confronti di chi sta vivendo quotidianamente le difficoltà dovute all’isolamento e alla sospensione delle proprie attività culturali, cinematografiche e teatrali, che ormai coinvolgono l’intero territorio nazionale senza distinzioni di regione.

Anche l’immagine grafica scelta per l’Assemblea nazionale rappresenta questo: due strade che si incontrano e le varie realtà locali connesse attraverso i dispositivi elettronici, perché mai come oggi il motto #lìdovesei diventi segno di incoraggiamento e stimolo per andare avanti.

Il CSI di Milano presenta l’allenamento a casa: “Keep fit! Play at home”

Pubblichiamo l’iniziativa del CSI – Centro Sportivo Italiano della CEI – per vivere lo sport in questo momento di quarantena.

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In tempi di emergenza Coronavirus allenarsi è praticamente impossibile. Ecco allora che il Csi Milano inventa il progetto “Keep fit! Play at home”: proposte ed esercizi per allenarsi a casa.

Grazie alla creazione di video tutorial divertenti, bambini e ragazzi di tutte l’età, possono continuare a praticare attività sportiva nel rispetto delle normative che impongono l’impossibilità di accedere ai campi di gioco.

Le proposte possono essere sviluppate in casa, da soli o in compagnia dei familiari. Non c’è contatto fisico ma sempre una base motoria e tecnica, sviluppate con palloni particolari, attrezzi di fantasia, in acrobazia e in continua competizione con se stessi o con un amico.

I video sono stati realizzati grazie all’idea geniale di Daniele Tacchini, formatore del CSI Milano, in collaborazione con la società sportiva di calcio Aurora Desio che ha messo a disposizione i suoi ragazzi e i suoi allenatori. I tutorial sono visibili sul canale You Tube del CSI Milano nella Playlist dedicata.

Il CSI ha sempre avuto originalità e idee un po’ pazze – afferma il Presidente Provinciale Massimo Achini – . Lo abbiamo dimostrato anche in questo caso. Ci siamo chiesti cosa potevamo inventare per aiutare le società in questo momento di stop delle attività e abbiamo generato questo progetto.

L’idea nasce da una telefonata di 10 giorni fa con Liu Sheng, Presidente di Italocina Sport di Tianjin – racconta Daniele Tacchini, formatore CSI e ideatore del progetto -. Il CSI Milano ha tenuto già 9 corsi per allenatori cinesi formando circa 600 tesserati. In questa situazione d’emergenza, la richiesta dei colleghi cinesi è arrivata per dare un supporto ai nostri mister cinesi, che avevano i bambini in casa da quasi 2 mesi e volevano comunque allenarli. Ho quindi elaborato una serie di proposte semplici, divertenti che, con il supporto di Alessandro Crisafulli e dello staff dell’Aurora Desio, sono diventati dei tutorial video. Da qui l’idea di rendere fruibile il progetto, nel segno della gratuità e della condivisione, che è da sempre un valore fondante del Centro Sportivo Italiano.”

Insieme a Daniele abbiamo messo in piedi un progetto che si sta rivelando una fantastica, positiva, contaminazione – spiega Alessandro Crisafulli, Direttore Generale dell’Aurora Desio -. I video-esercizi sono utili, coinvolgenti e innovativi, mischiando anche quiz e giochi matematici svolti col pallone. C’è poi un filone con i palloncini, molto carino. L’apertura al fronte italiano, all’insegna della condivisione, si è dimostrata un boom. E sono già state avviate delle sezioni di esercizi specifici per i portieri e un’altra fatta da e per i ragazzi disabili. Nato come progetto di solidarietà e formazione verso la Cina si sta trasformando in un vero e proprio movimento open source, che sarà utile anche a emergenza sanitaria finita, per stimolare e valorizzare il gioco reale dei bambini, anche a casa: molto meglio che stare incollati ai videogames.”

Il progetto “Keep fit! Play at home” offre la possibilità di continuare ad essere squadra anche a distanza. Infatti grazie al potenziale dei canali social e degli smartphone, il rapporto mister-giocatore resta vivo. Gli allenatori inviano il tutorial ai propri atleti e loro, dopo essersi allenati, inviano il proprio video di allenamento. Realizzarlo è semplicissimo, basta fare un gruppo whatsapp per ogni squadra e magari, promuovere un contest interno dedicato per mantenere quella sana competizione tipica dello sport.

Il Comitato di Milano desidera condividere con tutte le società questo progetto e lanciare un contest sui canali social. Come funzionerà? Ogni società sportiva potrà inviare ai canali ufficiali del CSI Milano il video più bello della propria realtà che sarà pubblicato sui profili ufficiali dal comitato. Il video più votato attraverso i like riceverà un premio speciale. Prossimamente sarà comunicata la data di chiusura del contest.

La speranza è di lanciare messaggi di uno sport pronto a ripartire e che, nonostante l’emergenza sanitaria, non resta fermo ma si rimette in gioco con nuove idee. I sentimenti hanno bisogno di pensieri positivi e apparentemente impossibili. Quelli che il CSI ha ancora una volta messo in campo.

Per informazioni:

Claudia Giarratano

claudia.giarratano@csi.milano.it

02 58391412