Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita: Costituito l’Organismo consultivo internazionale dei giovani – l’MGS c’è!

Su indicazione del Documento Finale del Sinodo 2018, il quale chiedeva che fosse rafforzata “l’attività dell’Ufficio Giovani”, il “Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita” ha costituito nella giornata di ieri, 25 novembre, l’Organismo Consultivo Internazionale dei Giovani, nel quale anche il Movimento Giovanile Salesiano è presente. Si riporta di seguito l’articolo oggi pubblicato dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS.

Vaticano – Organismo Consultivo Internazionale dei Giovani: l’MGS c’è!

(ANS – Città del Vaticano) – Nella Solennità di Cristo Re, domenica 25 novembre, il Dicastero vaticano per i Laici, la Famiglia e la Vita ha annunciato con gioia l’istituzione dell’“Organismo consultivo internazionale dei giovani”, composto da 20 giovani provenienti da diverse regioni del mondo e da alcuni movimenti, associazioni e comunità internazionali. Anche il Movimento Giovanile Salesiano (MGS) è rappresentato, grazie a Carina Baumgartner, 28enne austriaca, che ha già partecipato a numerosi incontri internazionali – tra cui l’XI Forum Internazionale dei Giovani dello scorso giugno – e che ha una vasta esperienza in materia di gioventù in tutto il mondo.

Il Documento finale del Sinodo 2018 chiedeva che fosse rafforzata “l’attività dell’Ufficio Giovani del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita anche attraverso la costituzione di un organismo di rappresentanza dei giovani a livello internazionale”. L’istituzione di questo nuovo organismo, dunque, è figlia diretta di quel Sinodo, oltre che della volontà di Papa Francesco, che sottolinea spesso come il contributo attivo dei giovani sia essenziale per la Chiesa.

L’organismo lavorerà a stretto contatto con il Dicastero sulle questioni giovanili e i primi 20 ragazzi e ragazze selezionati, nominati per un triennio, sono giovani che sono stati coinvolti in diverse fasi del processo sinodale; ad aprile 2020 avranno il loro primo incontro.

“Non vedo l’ora di ascoltare e discutere le diverse prospettive da tutto il mondo. In particolare, voglio contribuire con la mia esperienza nell’MGS. Mettiamo i giovani al centro, diamo loro la responsabilità, ci fidiamo di loro e prendiamo sul serio le loro preoccupazioni. Sono lieta che Papa Francesco dia questo posto ai giovani ora nella Chiesa!” ha commentato Carina.

La ventottenne viennese ha rappresentato l’Austria nel Movimento Giovanile Salesiano in Europa e Medio Oriente. Ha anche contatti in diversi Paesi africani, asiatici e americani. Una sincera preoccupazione è per lei l’impegno dei giovani nell’iniziativa Generazione Laudato Si’. Quando venne fondata, durante la Giornata Mondiale della Gioventù a Panama, lei era presente. E all’XI Forum Internazionale della Gioventù a Roma ha avuto anche l’opportunità di incontrare personalmente Papa Francesco.

Nata a Vienna nel 1991, Carina è maestra d’asilo e di doposcuola. Ha studiato Lavoro Sociale e attualmente sta completando il suo Master come insegnante di Teatro. Da tre anni lavora come addetta pedagogica nell’MGS dei Salesiani di Don Bosco; ha svolto numerose iniziative di volontariato, sempre rivolte alla cura di bambini e adolescenti, e con le Figlie di Maria Ausiliatrice e l’ONG VIDES è stata volontaria in Georgia ed Etiopia. Ha messo in scena spettacoli per bambini, dirige un coro di bambini ed è stato responsabile dei chierichetti nella sua parrocchia d’origine.

“Sono molto felice di essere una persona credente e religiosa e di sapere che c’è Dio al mio fianco. La mia fede dà significato alla mia vita. La Santa Messa, il festeggiare, cantare e pregare insieme sono per me come delle stazioni di rifornimento. Con un serbatoio pieno provo nella vita di tutti i giorni a vivere, come Don Bosco, le parole ‘Sii felice, fa’ del bene e lascia fischiare i passeri (Laetare et bene facere… Lasciar cantar le passere!)”.

SYM Europe – Il racconto della 15ª assemblea generale sul tema della “Christus Vivit”

Dal 22 al 24 novembre si è svolta a Siviglia in Spagna la 15ª assemblea generale del Movimento Giovanile Salesiano d’Europa (SYM Europe). Come rappresentanti del MGS Italia hanno partecipato Giuseppe, Elena, Stefano e don Roberto, membri della Segreteria Nazionale.

L’assemblea ha avuto come filo conduttore l’esortazione apostolica Christus Vivit, scritta da papa Francesco alla luce del Sinodo sui giovani. Tuttavia questo non è stato l’unico argomento trattato a Siviglia, ma i giovani sono stati coinvolti nel preparare un documento che sarà presentato ai Capitoli Generali di Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice. La domenica mattina invece si è iniziato a pensare al Confronto del MGS Europa, previsto per l’estate del 2021. Durante tutte e tre le giornate c’è stata poi la possibilità per i giovani dei vari Paesi di illustrare alcune esperienze educative che sono state portate avanti nei territori d’origine.

L’assemblea generale del MGS Europa è stata un’occasione di confronto e di scambio oltre che di formazione. Vedere molti giovani provenienti da tutta Europa e dal Medio Oriente che vivono lo stile e il carisma di don Bosco in tanti modi diversi è una cosa stimolante e al tempo stesso edificante. Ti fa capire che l’energia che porta avanti la nostra attività educativa è la stessa per tutti e che le problematiche che abbiamo in Italia possono trovare risposte da esperienze che si sono svolte in altri Paesi d’Europa. Un grazie va ai giovani, ai salesiani e alle FMA della Spagna che ci hanno accolto e ospitato calorosamente nella casa di San Lucar la Mayor e ci hanno portato alla scoperta di Siviglia

Immacolata, la Novena dell’Ispettoria Meridionale ispirata alla Santità

La Pastorale Giovanile dell’Ispettoria Meridionale ha preparato una Novena all’Immacolata ispirandosi alla proposta pastorale dell’anno, realizzata da don Carlo Cassatella SdB.

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La novena fa riferimento alla proposta pastorale dell’anno e si pone come obiettivo la preparazione alla solennità dell’Immacolata guardando alla santità di Maria esplicitata in alcuni di quegli indicatori di santità espressi dal Rettor Maggiore nel commento alla Strenna 2019 (Atti consiglio generale n. 429, p. 25).

Lo schema è abbastanza semplice: finito il canto, dopo il saluto,  c’è un dialogo teso a esplicitare il tema del giorno; segue un’orazione e la proclamazione della Parola di Dio a cui si risponde con un responsorio. La seconda lettura è presa dal commento del rettor maggiore al termine della quale il presidente dell’assemblea può far seguire una breve riflessione. Un canto crea un ulteriore spazio di meditazione e di risposta. Viene comunicato l’impegno concreto (il fioretto) per il giorno dopo a cui segue una preghiera corale. Al termine ci si può recare davanti all’immagine di S. Maria e recitare le tre ave Maria della nostra tradizione. Il canto del Tota pulcra, dove conosciuto e appartenente al repertorio tradizionale del luogo, è bene che sia lodevolmente mantenuto. La benedizione, il congedo e il canto chiudono il momento di preghiera.

N.B. le giornate della novena sono 6 poiché l’ambiente per cui è stata pensata il sabato sera e la domenica sera celebra l’eucarestia domenicale e la novena è ristretta alla venerazione dell’immagine di S. Maria, alle tre ave Maria e al canto del Tota Pulcra il 7 dicembre lodevolmente la novena  viene sostituita dalla celebrazione dei primi vespri. Chiunque potrà riadattare il materiale a seconda dei suoi bisogni.

Le fonti a cui si è attinto sono: La Sacra Scrittura; il Catechismo della Chiesa Cattolica; il “messale mariano”; preghiere del S. Padre Francesco; testi del Servo di Dio Antonio (Tonino) Bello;  il commento alla strenna 2019.

Buona preparazione alla festa dell’Immacolata.

don Gianpaolo Roma (delegato di Pastorale Giovanile dell’Ispettoria Meridionale)

Il nuovo libro edito da Elledici: “Carlo Acutis 15 anni di amicizia con Dio”

L’Editrice Salesiana Elledici segnala l’uscita del nuovo libro “Carlo Acutis. 15 anni di amicizia con Dio”, una biografia dedicata a descrivere  la vita del giovane “candidato alla santità”, con alcune proposte per la riflessione personale e di gruppo. Si riporta di seguito l’articolo pubblicato dall’editrice.

Il vero “scandalo” di oggi!

Un giovane che aspira alla santità

L’adolescenza come occasione per portare il Vangelo. Una biografia con la presentazione di mons. Paolo Martinelli, vescovo ausiliare di Milano.

Caro Lettore,

abbiamo il piacere di informarti della pubblicazione del nuovo libro Elledici “Carlo Acutis. 15 anni di amicizia con Dio “, la testimonianza di fede di un giovane dei nostri tempi ormai “candidato alla santità“.

Carlo, l’inconfondibile sapore della Grazia

“È stato un giovane libero e lieto, Carlo Acutis, contento della vita, capace di compassione e di gratuità.
Ha vissuto i suoi 15 anni “alla grande”, all’altezza dei suoi desideri più veri”.

(mons. Paolo Martinelli)

Sono ormai tantissimi nel mondo i giovani che guardano a Carlo Acutis (1991-2006) e si rifanno alla sua testimonianza.

Carlo è il santo che non ti aspetti, piace e sorprende perché ha tutte le caratteristiche dei ragazzi d’oggi: la passione per la vita e l’informatica, lo sport e l’amicizia, l’amore verso tutti, mettendo nello stesso tempo Dio al primo posto.

Mons. Paolo Martinelli, vescovo ausiliare di Milano, ha parlato di Carlo come di un giovane cristiano desideroso di vivere alla grande e che «ha condiviso con i giovani del suo tempo la bellezza della vita nell’adolescenza, trovando in essa un’occasione straordinaria per portare il Vangelo».

Per il suo amico Rajesh è stato un esempio talmente alto di spiritualità e santità che ha sentito il desiderio di farsi battezzare:

«Carlo è stato per me un maestro di vita cristiana. Carlo che mi ha contagiato e folgorato con la sua profonda fede, la sua grande carità e la sua grande purezza, che ho sempre considerato fuori del normale, perché un ragazzo così giovane, così bello e così ricco normalmente preferisce fare una vita diversa».

Innamorato di Dio“, Carlo era affascinato da una forte spiritualità che ha vissuto senza complessi, respirando il mondo della fede con la spontaneità di uno che si direbbe caduto giù dal cielo.

Dentro al libro

  • Un linguaggio smart e giovanile capace di trasmettere la testimonianza del giovane Carlo Acutis in tutta la sua bellezza;
  • Numerose fotografie a colori che ripercorrono la vita del giovane “candidato alla santità”;
  • Alcune proposte di riflessione personale e di gruppo;
  • Un’idea originale di dono ai ragazzi che hanno completato l’iniziazione cristiana (“dopo-Cresima”).

Autore

UMBERTO DE VANNA, sacerdote salesiano, è autore di numerosi libri di catechesi e spiritualità giovanile. Per Elledici ha pubblicato negli ultimi anni Un prete per amico, Dio a un passo da noi, Noi gli adolescenti, Il mondo che vorrei, Sorpresi da Dio, La catechesi in parrocchia e la biografia Gesù di Nazaret. Ti seguirò ovunque tu vada, che si inserisce con originalità nel grande filone delle “vite di Gesù”.

Tutti i dettagli

  • EAN: 9788801066067
  • Prezzo: € 9,90
  • Formato: 11,5 x 18,5
    Pagine: 80
  • Collana: Storie di vita
  • Data pubblicazione: settembre 2019
  • Cod: 06606
  • Destinatari: Giovani, educatori, animatori
  • Scaffale: Testimoni della fede

“Valdocco oggi”: dal seminario sull’oratorio il promemoria per le ispettorie

Con la giornata di oggi, termina a Palermo “Valdocco oggi: quale oratorio per il Terzo Millennio?”, il seminario sull’oratorio centro giovanile salesiano. Ogni dieci anni, l’Italia Salesiana si ritrova per riflettere sulla salute pastorale dei propri oratori-centri giovanili e non disperdere il tesoro lasciato in eredità da Don Bosco. Dal seminario sono emerse sette parole chiave da concretizzare nelle ispettorie: relazione, corresponsabilità, discernimento, casa, missione, accompagnamento e sinodalità. Non si tratta di un documento, bensì di “un promemoria per noi, perché siamo noi i primi testimoni di quello che abbiamo vissuto. Compito nostro sarà creare altre esperienze simili lì dove siamo, localmente”, spiega durante le conclusioni don Silvio Zanchetta, coordinatore dell’ufficio nazionale Parrocchie e oratori.

Su Don Bosco Italia c’è la pagina dedicata al seminario, dove poter rivedere le relazioni (e scaricare i documenti), le omelie e le foto.

Pastorale Giovanile ILE: iniziata la Scuola di Formazione degli Animatori

Si riporta di seguito l’articolo gentilmente fornito alla nostra Redazione da parte del Delegato della Pastorale Giovanile dell’Ispettoria Lombardo – Emiliana (ILE), don Paolo Caiani, in merito al debutto della Scuola di Formazione degli Animatori MGS dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice delle Regioni Lombardia-Emilia Romagna Svizzera e San Marino.

SFA – Scuola Formazione Animatori

Sabato 19 e Domenica 20 ottobre si è dato il via alla Scuola Formazione Animatori 2019-2020 dei Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice delle regioni Lombardia-Emilia Romagna Svizzera e San Marino. Buona la partenza con tanto entusiasmo sulla sede di Sesto San Giovanni (MI). Ora aspettiamo il secondo Week end di novembre per accogliere i giovani e i ragazzi a Bologna.

La Scuola Formazione Animatori (SFA) è un percorso quadriennale che ha l’obiettivo di fornire ai giovani delle realtà salesiane l’opportunità di un percorso formativo capace di lavorare in continuità tra il livello locale e quello ispettoriale. Offre inoltre un cammino che si configura sempre più come Scuola di Formazione di Vita Cristiana nello stile tipicamente salesiano dell’apostolato giovanile. 

Tutto questo nel rispetto dell’interpretazione che si fa del Movimento Giovanile Salesiano (MGS), vale a dire favorendo il coordinamento tra le dimensioni che lo compongono: Formazione Animatori, Animazione Vocazionale e Animazione Missionaria.

STRUTTURA

La proposta della SFA è di tre weekend all’anno e si svolge su due sedi: Sesto San Giovanni per i giovani di Lombardia e Svizzera e Bologna per i giovani dell’Emilia Romagna e San Marino.

Questo percorso è rivolto ai giovani dalla seconda alla quinta superiore e si struttura su quattro anni: il primo biennio propone laboratori più pratici con lo scopo di acquisire strumenti necessari per l’animazione; il secondo biennio propone invece laboratori focalizzati maggiormente sul percorso di Fede e vita cristiana di ogni singolo ragazzo, concludendosi con la stesura della Regola di Vita. 

Il termine dei due bienni è rappresentato dai riti di passaggio: consegna della Polo MGS a chi ha concluso il secondo anno SFA e consegna della Felpa MGS e dell’attestato a chi ha concluso il quarto anno SFA. Durante il secondo e il quarto anno SFA i ragazzi sono anche chiamati a svolgere un tirocinio pratico che permette loro di mettere in pratica, nelle loro realtà locali, quanto appreso.

Durante il weekend ogni gruppo svolge diversi laboratori preparati e gestiti dai formatori: SDB, FMA, Giovani e Adulti che per significatività e capacità sono ritenuti capaci di trasmettere i contenuti del laboratorio attraverso forme di coinvolgimento che stimolano la partecipazione attiva degli animatori. 

Altre figure educative presenti con il compito di accompagnare ed essere di riferimento per i ragazzi sono gli accompagnatori e i membri delle Equipe. 

Gli accompagnatori svolgono il ruolo di continuità e accompagnamento degli animatori tra il livello locale e quello ispettoriale, ad esempio stando con loro nei laboratori e nei momenti di gioco.

L’équipe è riferimento per gli animatori che nella stessa sede (Sesto San Giovanni o Bologna) vivono lo stesso anno di SFA. È formata da SDB, FMA e giovani e ha il compito di animare il gruppo affidatole nei momenti specifici all’inizio e alla fine di ogni weekend e di garantire continuità tra i vari laboratori, mettendo in luce l’obiettivo conclusivo di ognuno dei quattro anni SFA. 

OBIETTIVI

Gli obiettivi principali della SFA sono quelli di educare alla Fede cristiana tramite la cura della liturgia e della preghiera, che vuole essere orientata ad esplicitare gli elementi della Spiritualità giovanile Salesiana (SGS), e di formare animatori salesiani capaci di stimolare ed essere di esempio per gli animatori della propria realtà locale. 

Nella SFA si sono identificati quattro temi trasversali che contestualizzano e sintetizzano l’anno di cammino: 

  • I anno: SCELTA. L’animazione è una scelta e una risposta ad una proposta. Diventare animatore non è un passaggio scontato o d’obbligo, ma una scelta che si inserisce in un percorso aperto ad una progressione ed in continuità con il cammino vocazionale personale. 
  • II anno: SPIRITO SALESIANO 

Il secondo anno approfondisce l’identità e le motivazioni dell’animatore salesiano trovando le radici nella storia dell’oratorio di Valdocco e si ispirano a don Bosco. 

  • III anno: RESPONSABILITÀ 

Il servizio ai più piccoli richiama fortemente il tema della responsabilità, intesa come una qualità da sviluppare per essere dei buoni cristiani e onesti cittadini. 

  • IV anno: VOCAZIONE 

L’esperienza del dedicarsi agli altri suscita domande importanti per la propria vita a cui è necessario dedicare tempo e possibilità di confronto.

PRESENZE

Dal 2009 al 2019, 5797 giovani (3865 a Sesto San Giovanni e 1950 a Bologna) hanno partecipato alla Scuola Formazione Animatori, di cui:

  • I anno: 2584 (1757 a Sesto e 827 a Bologna)
  • II anno: 1593 (1064 a Sesto e 529 a Bologna)
  • III anno: 965 (624 a Sesto e 341 a Bologna)
  • IV anno: 655 (420 a Sesto e 235 a Bologna)

RIFLESSIONI

La SFA risulta essere un’occasione positiva sia per i ragazzi che per le realtà locali, nonostante duri da 20 anno e le generazioni siano cambiate. 

I ragazzi infatti, oltre ad acquisire competenze utili al loro essere animatori, possono confrontarsi con coetanei di diverse realtà territoriali e approfondire il loro cammino di Fede arrivando, a conclusione del percorso, a scrivere la Regola di Vita che diventa base e punto di partenza per vivere la propria vita alla luce del Vangelo. 

Il confronto con ragazzi di altre realtà e la possibilità di costruire con questi relazioni autentiche è di grande ricchezza e può giovare alla crescita personale di ognuno.

Investendo in questo percorso, le realtà locali godono di una formazione più ampia per i ragazzi che vi partecipano i quali possono poi diventare esempio per i coetanei e figure di riferimento per i più piccoli. 

Tutto ciò è sostenuto dal carisma di Don Bosco che ancora oggi testimonia che “L’educazione è cosa del Cuore”.

Martina Aragosti

Alessandra Dell’Oglio

Segretarie MGS della ILE

“Ci avete fatto un grande regalo”: la segreteria MGS Italia incontra i giovani del Piemonte

Sabato 21 settembre la segreteria nazionale dell’MGS ha incontrato i giovani del Piemonte e Valle d’Aosta. Il racconto nelle parole Giuseppe Oriani, della segreteria nazionale, che ha avuto modo di partecipare all’appuntamento:

È proprio vero, “ci avete fatto un grande regalo”. Eh sì, perché questa frase che molti giovani, Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice ci hanno più volte ripetuto sabato scorso è vera anche per noi: voi SDB, FMA e giovani del Movimento Giovanile Salesiano Piemonte-Valle d’Aosta avete fatto un grande regalo a noi della Segreteria Nazionale MGS Italia, che abbiamo avuto il piacere di incontrarvi al Colle don Bosco.

Ma andiamo cono ordine e riavvolgiamo il nastro. Sabato 21 settembre la segreteria nazionale MGS Italia è stata invitata da don Stefano e suor Carmela a parlare a una platea di giovani, FMA e SDB di circa 150 persone. Il motivo? C’è la volontà in Piemonte-Valle d’Aosta di creare una consulta territoriale MGS, in modo da strutturare bene i cammini e per dare più spazio alla condivisione autentica, reciproca e fraterna tra le varie realtà locali. Abbiamo quindi accettato di buon grado l’invito e ci siamo ritrovati su un palco (anche un po’ imbarazzati) a raccontarvi di come – nei nostri territori di provenienza e nella realtà italiana – il lavoro insieme tra laici e consacrati può portare a grandi frutti e a cammini fatti insieme seguendo il carisma di don Bosco. Partendo quindi da spunti evangelici e della vita di don Bosco, siamo arrivati a condividere nostre esperienze personali dove il gioco di squadra ha permesso di superare difficoltà anche grandi, come la mancanza di sacerdoti o le lunghe distanze, e di compiere un cammino con e per i giovani che ha dato frutti abbondanti.

Il bello dell’esperienza al Colle don Bosco è stato però tutto quello che c’è stato dopo il nostro intervento. La curiosità di chi era seduto in platea era cresciuta a dismisura e con essa la grande voglia di fare e di iniziare a camminare insieme. Per questo motivo molti ragazzi e ragazze volevano scambiare alcune parole con noi e ci ringraziavano per avere fatto tanta strada per loro. Per noi che abbiamo partecipato, questo è il regalo più bello: il fatto che molti giovani, SDB e FMA hanno voglia di ascoltarsi e di iniziare insieme un cammino che vada dalla piccola realtà locale fino a quella nazionale. Quindi non resta altro che augurare buona strada insieme a tutti!

Giuseppe Oriani, Segreteria Nazionale MGS Italia

MGS Italia Centrale, oltre 600 giovani al meeting annuale

Da ANS

Sono stati oltre 600 i partecipanti al “Meeting”, appuntamento annuale che il Movimento Giovanile Salesiano (MGS) dell’Italia Centrale organizza a Roma, presso l’opera “Pio XI”, come occasione di raduno di tutti i ragazzi, in particolare di coloro che durante il periodo estivo hanno partecipato alle molteplici iniziative proposte dallo stesso MGS. L’evento nasce a coronamento di un altro grande appuntamento, quello delle Professioni Perpetue dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Questa edizione del “Meeting” si è contraddistinta per l’elevata risposta dei giovani provenienti da ben sette regioni dell’Italia centrale.

Ad aprire la festa sono stati i saluti e i messaggi introduttivi di Michele Contis, Coordinatore del MGS Italia Centrale, e di don Emanuele De Maria, suor Loredana Locci e suor Anna Maria Spina, rispettivamente Delegati di Pastorale Giovanile dell’Ispettoria dei salesiani dell’ICC e dell’Ispettoria delle Figlie di Maria Ausiliatrice dell’Ispettoria Italia-Romana (IRO) e di quella Italia-Emiliana Ligure Toscana (ILS).

Nel primo momento insieme i ragazzi hanno scoperto ed approfondito la proposta formativa dell’anno pastorale, a partire dal motto “Puoi essere santo lì dove sei”. I lavori sono stati alternati con quattro interessanti testimonianze di vita dei salesiani e delle salesiane che nel giorno seguente hanno poi emesso la loro Professione Perpetua.

In serata ha fatto seguito un momento di animazione da palco che ha fatto divertire i giovani presenti alla festa attraverso un attivo coinvolgimento che ha alternato balli, giochi, dinamiche e altro ancora.

Infine, prima di andare a dormire, non poteva mancare un momento di preghiera nella Basilica di Maria Ausiliatrice, attorno a Gesù Eucarestia.

Il momento clou del Meeting è stato ad ogni modo l’appuntamento del giorno successivo, quando al mattino di sabato 7 si è partecipato alla Celebrazione Eucaristica in cui Francesco Simoncelli, Fatima Tomassi, Gabriella Di Tizio e Jean Marie Karam hanno emesso i voti perpetui.

Con il pranzo, infine, si è concluso questo importante appuntamento dell’Italia Centrale. I ragazzi del coordinamento del MGS hanno quindi dato appuntamento a tutti per il prossimo grande evento, il Forum MGS di Firenze, in programma nel mese di maggio del 2020.

 

“Sollevare dalla paura”: l’omelia del card. Bassetti al convegno CEI di Pastorale Giovanile

Il testo del Vangelo e l’omelia del Card. Bassetti durante il convegno di PG della CEI a Palermo dal 30/04 al 2/05.

Subito dopo costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: “È un fantasma!” e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: “Coraggio, sono io, non abbiate paura!”. Pietro allora gli rispose: “Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque”. Ed egli disse: “Vieni!”. Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: “Signore, salvami!”. E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”. Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: “Davvero tu sei Figlio di Dio!”.
Matteo 14,22-33

Questa sera abbiamo il dono di pregare in un luogo straordinario: la bellezza e la storia sembrano guardarci attraverso gli occhi di decine e decine di figure che raccontano il legame fra Dio e l’uomo. In particolare gli occhi di quel Gesù Pantocratore ci rivelano la mitezza del cuore del Padre. Sono contento di essere qui con voi che rappresentate la cura della Chiesa italiana per i bambini e i ragazzi, gli adolescenti e i giovani.
Il brano di Matteo potrebbe essere riletto in chiave di pastorale giovanile, una sorta di piccolo “romanzo di formazione”, perché questo forse sono i vangeli: l’ostinato tentativo di Gesù di “tirar grandi” o educare i suoi discepoli. Introdurre nella vita, offrendo la fiducia come lo stile con cui noi possiamo “stare al mondo”. Le cose che Gesù compie sono, innanzitutto, in chiave pedagogica: Gesù sente il compito di preparare i suoi al drammatico “dopo di lui”. C’è un “dopo di lui” per ogni uomo. La fede/fiducia che serve per non sprofondare nelle acque (nella morte, nella depressione, nel senso del fallimento…) è sempre un voler vivere con lui sapendo del “dopo di lui”. Questo episodio racconta già il dopo-Gesù. Qui, il protagonista è Pietro, ma Pietro in nome di tutti i discepoli spaventati, terrorizzati dalla morte del maestro, e l’unica domanda è: come vivere quando lui non c’è o non ci sarà più? Come si fa a vivere se si spezza il legame con la fonte? Come continuare a vivere credendo che davvero il maestro non ci ha abbandonato? Quindi, siamo davanti a un racconto di resurrezione, come spesso accade nei vangeli.

La scuola al centro delle linee programmatiche di Pastorale Giovanile della CEI

Dal sito dell’ufficio nazionale per l’Educazione, la scuola e l’università della Conferenza Episcopale Italiana

“Dare casa al futuro” è il titolo delle Linee programmatiche della Pastorale giovanile della Conferenza episcopale italiana, elaborate dall’apposito Servizio nazionale alla luce del recente Sinodo dei Vescovi su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

“Non esiste una ricetta unica e risolutiva: quello che proponiamo – spiega don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale – si interseca con quanto, come Chiesa, abbiamo vissuto in questi anni, facendoci continuare, con maggiore coscienza e consapevolezza, il cammino intrapreso. È uno strumento che apre percorsi e lascia respiro alle molte azioni di Pastorale giovanile.”. Il testo si sviluppa secondo tre aree: le attenzioni-competenze della pastorale giovanile, la formazione dei giovani, Nella vita di comunità.

Nella prima area, parlando dei luoghi di vita dei giovani e dell’importanza di accompagnamento, ascolto e prossimità, un paragrafo è dedicato alla scuola e all’università. “Iniziare a frequentare le scuole superiori – si legge – significa per gli adolescenti uscire dal proprio territorio di riferimento. Infine, per i giovani, le distanze si allungano sempre di più per raggiungere sedi universitarie che sono non di rado fuori provincia o fuori regione. L’esperienza dello studio è formazione di una coscienza critica (anche nei confronti della fede), ricerca di autonomia personale e di esperienze relazionali”.

La scuola – prosegue il testo – “rappresenta una propizia opportunità per imparare a confrontarsi con il territorio: insieme all’amministrazione locale, essa è l’istituzione più importante con cui fare alleanza e tenere un dialogo costante… L’incontro con la scuola è per la comunità cristiana una palestra di dialogo e la concreta possibilità di agire in modo sinergico. L’esperienza di studio condiviso, fare i compiti insieme, fuori dall’orario scolastico negli ambienti parrocchiali, ne è un esempio significativo da sostenere e far crescere”.

Segue un riferimento agli insegnanti: “Un’azione concreta e importante potrebbe essere quella di coinvolgerli di più nel discernimento e nella conoscenza dei ragazzi per la progettazione pastorale. Il loro sguardo, quotidiano e competente, dovrebbe essere una risorsa da ascoltare di più e meglio”.

“Un’attenzione particolare e da sviluppare – continua il testo – dovrebbe essere quella degli studenti universitari”, sia in riferimento ai fuori-sede che alle modalità del loro accompagnamento. A questo proposito, “è necessario un lavoro più condiviso fra gli incaricati (delle diverse pastorali, anche giovanili) delle diverse diocesi che afferiscono a quella sede (universitaria)”.