MGS Italia Centrale, oltre 600 giovani al meeting annuale

Da ANS

Sono stati oltre 600 i partecipanti al “Meeting”, appuntamento annuale che il Movimento Giovanile Salesiano (MGS) dell’Italia Centrale organizza a Roma, presso l’opera “Pio XI”, come occasione di raduno di tutti i ragazzi, in particolare di coloro che durante il periodo estivo hanno partecipato alle molteplici iniziative proposte dallo stesso MGS. L’evento nasce a coronamento di un altro grande appuntamento, quello delle Professioni Perpetue dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Questa edizione del “Meeting” si è contraddistinta per l’elevata risposta dei giovani provenienti da ben sette regioni dell’Italia centrale.

Ad aprire la festa sono stati i saluti e i messaggi introduttivi di Michele Contis, Coordinatore del MGS Italia Centrale, e di don Emanuele De Maria, suor Loredana Locci e suor Anna Maria Spina, rispettivamente Delegati di Pastorale Giovanile dell’Ispettoria dei salesiani dell’ICC e dell’Ispettoria delle Figlie di Maria Ausiliatrice dell’Ispettoria Italia-Romana (IRO) e di quella Italia-Emiliana Ligure Toscana (ILS).

Nel primo momento insieme i ragazzi hanno scoperto ed approfondito la proposta formativa dell’anno pastorale, a partire dal motto “Puoi essere santo lì dove sei”. I lavori sono stati alternati con quattro interessanti testimonianze di vita dei salesiani e delle salesiane che nel giorno seguente hanno poi emesso la loro Professione Perpetua.

In serata ha fatto seguito un momento di animazione da palco che ha fatto divertire i giovani presenti alla festa attraverso un attivo coinvolgimento che ha alternato balli, giochi, dinamiche e altro ancora.

Infine, prima di andare a dormire, non poteva mancare un momento di preghiera nella Basilica di Maria Ausiliatrice, attorno a Gesù Eucarestia.

Il momento clou del Meeting è stato ad ogni modo l’appuntamento del giorno successivo, quando al mattino di sabato 7 si è partecipato alla Celebrazione Eucaristica in cui Francesco Simoncelli, Fatima Tomassi, Gabriella Di Tizio e Jean Marie Karam hanno emesso i voti perpetui.

Con il pranzo, infine, si è concluso questo importante appuntamento dell’Italia Centrale. I ragazzi del coordinamento del MGS hanno quindi dato appuntamento a tutti per il prossimo grande evento, il Forum MGS di Firenze, in programma nel mese di maggio del 2020.

 

“Sollevare dalla paura”: l’omelia del card. Bassetti al convegno CEI di Pastorale Giovanile

Il testo del Vangelo e l’omelia del Card. Bassetti durante il convegno di PG della CEI a Palermo dal 30/04 al 2/05.

Subito dopo costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: “È un fantasma!” e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: “Coraggio, sono io, non abbiate paura!”. Pietro allora gli rispose: “Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque”. Ed egli disse: “Vieni!”. Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: “Signore, salvami!”. E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”. Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: “Davvero tu sei Figlio di Dio!”.
Matteo 14,22-33

Questa sera abbiamo il dono di pregare in un luogo straordinario: la bellezza e la storia sembrano guardarci attraverso gli occhi di decine e decine di figure che raccontano il legame fra Dio e l’uomo. In particolare gli occhi di quel Gesù Pantocratore ci rivelano la mitezza del cuore del Padre. Sono contento di essere qui con voi che rappresentate la cura della Chiesa italiana per i bambini e i ragazzi, gli adolescenti e i giovani.
Il brano di Matteo potrebbe essere riletto in chiave di pastorale giovanile, una sorta di piccolo “romanzo di formazione”, perché questo forse sono i vangeli: l’ostinato tentativo di Gesù di “tirar grandi” o educare i suoi discepoli. Introdurre nella vita, offrendo la fiducia come lo stile con cui noi possiamo “stare al mondo”. Le cose che Gesù compie sono, innanzitutto, in chiave pedagogica: Gesù sente il compito di preparare i suoi al drammatico “dopo di lui”. C’è un “dopo di lui” per ogni uomo. La fede/fiducia che serve per non sprofondare nelle acque (nella morte, nella depressione, nel senso del fallimento…) è sempre un voler vivere con lui sapendo del “dopo di lui”. Questo episodio racconta già il dopo-Gesù. Qui, il protagonista è Pietro, ma Pietro in nome di tutti i discepoli spaventati, terrorizzati dalla morte del maestro, e l’unica domanda è: come vivere quando lui non c’è o non ci sarà più? Come si fa a vivere se si spezza il legame con la fonte? Come continuare a vivere credendo che davvero il maestro non ci ha abbandonato? Quindi, siamo davanti a un racconto di resurrezione, come spesso accade nei vangeli.

La scuola al centro delle linee programmatiche di Pastorale Giovanile della CEI

Dal sito dell’ufficio nazionale per l’Educazione, la scuola e l’università della Conferenza Episcopale Italiana

“Dare casa al futuro” è il titolo delle Linee programmatiche della Pastorale giovanile della Conferenza episcopale italiana, elaborate dall’apposito Servizio nazionale alla luce del recente Sinodo dei Vescovi su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

“Non esiste una ricetta unica e risolutiva: quello che proponiamo – spiega don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale – si interseca con quanto, come Chiesa, abbiamo vissuto in questi anni, facendoci continuare, con maggiore coscienza e consapevolezza, il cammino intrapreso. È uno strumento che apre percorsi e lascia respiro alle molte azioni di Pastorale giovanile.”. Il testo si sviluppa secondo tre aree: le attenzioni-competenze della pastorale giovanile, la formazione dei giovani, Nella vita di comunità.

Nella prima area, parlando dei luoghi di vita dei giovani e dell’importanza di accompagnamento, ascolto e prossimità, un paragrafo è dedicato alla scuola e all’università. “Iniziare a frequentare le scuole superiori – si legge – significa per gli adolescenti uscire dal proprio territorio di riferimento. Infine, per i giovani, le distanze si allungano sempre di più per raggiungere sedi universitarie che sono non di rado fuori provincia o fuori regione. L’esperienza dello studio è formazione di una coscienza critica (anche nei confronti della fede), ricerca di autonomia personale e di esperienze relazionali”.

La scuola – prosegue il testo – “rappresenta una propizia opportunità per imparare a confrontarsi con il territorio: insieme all’amministrazione locale, essa è l’istituzione più importante con cui fare alleanza e tenere un dialogo costante… L’incontro con la scuola è per la comunità cristiana una palestra di dialogo e la concreta possibilità di agire in modo sinergico. L’esperienza di studio condiviso, fare i compiti insieme, fuori dall’orario scolastico negli ambienti parrocchiali, ne è un esempio significativo da sostenere e far crescere”.

Segue un riferimento agli insegnanti: “Un’azione concreta e importante potrebbe essere quella di coinvolgerli di più nel discernimento e nella conoscenza dei ragazzi per la progettazione pastorale. Il loro sguardo, quotidiano e competente, dovrebbe essere una risorsa da ascoltare di più e meglio”.

“Un’attenzione particolare e da sviluppare – continua il testo – dovrebbe essere quella degli studenti universitari”, sia in riferimento ai fuori-sede che alle modalità del loro accompagnamento. A questo proposito, “è necessario un lavoro più condiviso fra gli incaricati (delle diverse pastorali, anche giovanili) delle diverse diocesi che afferiscono a quella sede (universitaria)”.

 

IME, convegno di Pastorale Giovanile sulla Santità giovanile

Dal 30 agosto all’1 settembre 2019, presso l’Hotel “San Gerardo” di Materdomini, si terrà l’annuale convegno di Pastorale Giovanile al quale sono convocati tutti i salesiani e i laici delle Comunità Educativo-Pastorali dell’Ispettoria Salesiana Meridionale.

La proposta della Pastorale Giovanile nazionale per l’anno 2019-2020 sulla Santità giovanile (puoi essere santo #lìdovesei) farà da sfondo alla riflessione dell’intero convegno. La Lectio Divina di Fra VIncenzo Ippolito e l’intervento dello psicoterapeuta Ezio Aceti ispireranno i lavori di 7 laboratori tematici nei quali si approfondiranno le possibili declinazioni quotidiane di spiritualità giovanile.

Puoi essere santo #lìdovesei: orientamenti per il Tema Pastorale

Il percorso sinodale su “Giovani, fede e discernimento vocazionale” che ci ha coinvolto e appassionato prosegue nella sua fase di recezione e attuazione. Il Convegno Nazionale di Pastorale Giovanile che si è tenuto a Palermo i primi giorni di maggio ci ha consegnato delle “parole coraggiose” e ha prospettato delle linee progettuali che sono in fase di definizione. Aspettiamo con trepidazione questa “scatola degli attrezzi” per camminare come Chiesa con i giovani facendo tesoro dell’intero Sinodo, dall’Istrumentum Laboris al Documento Finale all’Esortazione Christus Vivit. In attesa di indicazioni su cui intendiamo articolare il prossimo triennio, i Salesiani, le Figlie di Maria Ausiliatrice e il Movimento Giovanile Salesiano Italia hanno, come da tradizione, elaborato alcuni orientamenti per il Tema del prossimo anno educativo-pastorale, fonte per l’elaborazione dei sussidi per le fasce d’età: fanciulli, preadolescenti, adolescenti. In particolare il “Quaderno Giovani” è un punto di riferimento, base per gli educatori nel comprendere e contestualizzare il tema nel percorso ecclesiale. L’anno in corso chiude un triennio contrassegnato dalla ripresa dei nuclei della Spiritualità Giovanile Salesiana alla luce della Esortazione Apostolica di papa Francesco Evangelii Gaudium. Nel 2016-2017: “Maestro, dove abiti?” #Con Te o senza Te non è la stessa cosa – Incontro con Gesù e quotidiano; nel 2017-2018: “Casa per molti, Madre per tutti” #nessunoescluso – L’appartenenza gioiosa alla Chiesa e la Vergine Maria; nel 2018-2019: “Io sono una missione” #perlavitadeglialtri – Il servizio responsabile e la risposta vocazionale.

Il prossimo anno avrà come tema “Puoi essere santo #lìdovesei”il dono, la chiamata, il compito della santità. Il tema prende spunto dalla Strenna per il 2019 che il Rettor Maggiore, don Ángel Fernández Artime, ha indirizzato alla Famiglia Salesiana: “Perché la mia gioia sia in voi (Gv 15,11). La santità anche per te”. Il referente della santità è nato nel Rettor Maggiore a partire dalla Esortazione Apostolica Gaudete et exsultate; in essa il Papa, nell’additare la santità come “autentica fioritura dell’umano” e come una chiamata e dono che il Signore rivolge a tutti, ripresenta come testo biblico di riferimento quello delle Beatitudini nella versione dell’evangelista Matteo (Mt 5,3-12), suggerisce per ciascuna una efficace espressione sintetica (nn. 67-94), fornisce cinque caratteristiche della santità nel mondo attuale che ci sono parse concrete, praticabili e decisive (nn. 110-157). Particolarmente ispirativo è il riferimento alla “giovinezza dei santi” così come suggerisce il n. 114 dell’Instrumentum Laboris:

… Tutti i Santi sono passati attraverso l’età giovanile e sarebbe utile ai giovani di oggi mostrare in che modo i Santi hanno vissuto il tempo della loro giovinezza. Si potrebbero così intercettare molte situazioni giovanili non semplici né facili, dove però Dio è presente e misteriosamente attivo. Mostrare che la Sua grazia è all’opera attraverso percorsi tortuosi di paziente costruzione di una santità che matura nel tempo per tante vie impreviste può aiutare tutti i giovani, nessuno escluso, a coltivare la speranza di una santità sempre possibile.

La santità infatti non è sinonimo di élitarismo spirituale riservato a predestinati o a eroi, ma è la risposta a un dono di Dio che si costruisce giorno per giorno attraverso fragilità, fallimenti e continue riprese. Se tutti sono chiamati alla santità, ciascuno la realizza nel tempo senza omologazioni ma con una risposta personale e inedita come frutto di una vita cristiana non anonima. Essa è cura dell’umano, non sua dimenticanza, fatta di fecondi intrecci relazionali, amicali e comunitari sorretti dalla parola di Gesù: “non vi chiamo più servi… ma vi ho chiamato amici” (Gv 15,15). Il Rettor Maggiore connota la santità in chiave di partecipazione alla gioia di Gesù, frutto del rapporto con Lui e del dono di sé.
Le Beatitudini nel Vangelo di Matteo (Mt 5,1-12) sono il testo biblico di riferimento così come raccomandato da papa Francesco: Ci possono essere molte teorie su cosa sia la santità, abbondanti spiegazioni e distinzioni. Tale riflessione potrebbe essere utile, ma nulla è più illuminante che ritornare alle parole di Gesù e raccogliere il suo modo di trasmettere la verità. Gesù ha spiegato con tutta semplicità che cos’è essere santi, e lo ha fatto quando ci ha lasciato le Beatitudini (cfr Mt 5,3-12; Lc 6,20-23). Esse sono come la carta d’identità del cristiano. Così, se qualcuno di noi si pone la domanda: “Come si fa per arrivare ad essere un buon cristiano?”, la risposta è semplice: è necessario fare, ognuno a suo modo, quello che dice Gesù nel discorso delle Beatitudini. In esse si delinea il volto del Maestro, che siamo chiamati a far trasparire nella quotidianità della nostra vita”.
(Gaudete et Exultate, 63)

Per la loro sobria solennità, la loro forza programmatica, la loro capacità di esprimere sinteticamente la bellezza del volto di Gesù e l’itinerario spirituale del discepolo, le beatitudini fanno sperimentare la sapienza illuminante e la potenza trasformante della Parola: “Cristo non solo annuncia la Parola, ma è la Parola che si annuncia. Ogni proclamazione di beatitudine è innanzitutto l’offerta di un incontro con Lui che non solo la annuncia e la spiega, ma la rende possibile e la fa accadere… Nelle beatitudini Gesù intende coinvolgere gli ascoltatori nella sua stessa esperienza” (Sicari). Esse sono il condensato di una “vita nuova” da vivere con radicalità; esse ci aiutano a vivere con maggior pienezza la nostra personale vocazione. La scelta di avere come testo biblico di riferimento le Beatitudini permette, senza tralasciare l’opzione di una strutturazione in base all’anno liturgico, di raccogliere altresì l’istanza di offrire un itinerario pedagogico-spirituale.
Il titolo “puoi essere santo # lìdovesei” è stato scelto dalla Segreteria Nazionale dei giovani del Movimento Giovanile Salesiano; interpella interiormente e mobilita esteriormente. Don Rossano Sala così lo commenta: È un frutto del loro impegno appassionato per l’edificazione del Regno che viene… Sono stati insieme ingenui, geniali e genuini! Tre parole che rimandano ai “geni”, cioè a quelle piccole sequenze del nostro DNA che garantiscono una originalità inimitabile in ciascuno di noi. 
Ingenui perché davvero credono ancora ai loro sogni: “Puoi essere Santo”. Questa sentenza è per molti di noi solo un’utopia, un’idea teorica di certo irraggiungibile, un desiderio che forse si può coltivare, ma in fondo destinato alla frustrazione. Insomma, ad una realtà senz’altro bella e attraente, ma innegabilmente lontana e impossibile. Invece questi ragazzi ci dicono che non bisogna cedere sul desiderio della santità! È un “potere” a cui dobbiamo credere, quello di essere e diventare santi! Se ci crediamo, può essere un sogno che giorno dopo giorno si avvera. Questa della santità è una fiducia che dobbiamo riacquistare dalla vita, per non cedere alla sua mediocrità. 
Geniali perché rimandano alla vita di tutti i giorni: “#lìdovesei”. Non cercano le condizioni ineccepibili per poter essere santi, ma sono certi che ognuno di noi, a partire esattamente dalla sua condizione storica – età, stato, incarico, ruolo, situazione sociale ed economica, salute, fragilità, e così via – ha tutte le carte in regola per essere santo. Non si tratta di trovare condizioni diverse rispetto a quelle che abbiamo, ma di far fiorire la nostra umanità a partire dalla realtà in cui siamo e dalla realtà che siamo…
Genuini perché molto immediati e concreti: “Puoi essere Santo #lìdovesei”. In poche semplici parole riescono a dire il compito di una vita intera… Queste quattro parole rappresentano bene la concretezza dell’ordinario che siamo chiamati ad abitare in modo straordinario. Il Signore Gesù chiede ad ognuno di noi di vivere una santità nell’ordinario della vita di tutti i giorni
(Introduzione al Quaderno Giovani).

Il cammino del prossimo anno pastorale ci permetta di risentire la voce del Signore che ci chiama, ci sproni a seguirlo comunitariamente nel cammino delle Beatitudini per poter un giorno in Cielo “gaudere et exsultare” al compimento dei nostri giorni.

NPG, è uscito il nuovo numero: proposta pastorale salesiana in primo piano

Il nuovo numero di Note di Pastorale Giovanile è uscito: ecco l’indice

Voci dal Sinodo /5
Venite in Africa per apprezzare la vita
Intervista a monsignor Andrew Nkea Fuanya, Vescovo di Mamfe (Camerun)
A cura di Gioele Anni

DOSSIER

MGS: PROPOSTA EDUCATIVO-PASTORALE 2019-2020
La santità anche per te
Le Beatitudini come via e metodo per una santità giovanile “in vita quotidiana”

1. Introduzione
Orientamenti per il Tema Pastorale 2019-2020
Puoi essere santo # lidovesei
Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice d’Italia – Movimento Giovanile Salesiano Italia

2. Beatitudini, vocazione alla felicità
Aspetti letterari e teologici di Mt 5,1-12
Giuseppe De Virgilio

3. La “bella” follia della santità
Paolo Paulucci

4. Le Beatitudini, strada alla santità genuina
Diego Goso

5. Santi come modelli e compagni di viaggio
I Santi: testimoni delle Beatitudini nella vita quotidiana, ognuno a suo modo!
Pierluigi Cameroni

6. Cherofobia? No, grazie
Cristiano Ciferri

7. Magari fossi beato!
La beatitudine come stato giovanile
Raffaele Mantegazza

8. Le Beatitudini nell’arte: un percorso “visivo” di santità
Maria Rattà

9. Beati voi
Riflessioni-testimonianze dei giovani del MGS-Italia

Giovani e Bibbia
(nella prospettiva del Sinodo dei giovani) /3

La proposta finale in CHRISTUS VIVIT 
Cesare Bissoli

Temi di pastorale universitaria /12
Lo studio come vocazione
Angelo Tumminelli

Estate in formazione: i campi e i cammini proposti ai giovani e agli animatori

Estate per il mondo giovanile salesiano non è solo Estate Ragazzi ma è anche preparazione per quei tantissimi giovani che spendono le loro vacanze al servizio dei più piccoli.

Nel Triveneto, come da tradizione anche quest’anno l’estate del Movimento Giovanile Salesiano si è aperta con i Corsi Animatori.

Dal 31 maggio al 2 giugno si sono trovati i ragazzi del Triennio, per una tre giorni di formazione attorno all’icona biblica delle nozze di Cana. Maria, Madre della Chiesa, ha guidato i ragazzi alla scoperta dell’animazione come vocazione, per dire ogni giorno – lì dove siamo chiamati –  il proprio “sì”.

Dal 9 all’11 giugno si sono svolti i Corsi Animatori del Biennio in contemporanea a Mestre e Mogliano Veneto; dal 13 al 15, infine, a Udine l’ultimo corso della medesima fascia d’età, per le zone del Friuli Venezia Giulia e del Bellunese. Filo conduttore per i ragazzi più giovani è stata invece la figura dei Dodici, per centrarsi sul tema dell’animatore nella Comunità.

Con questa esperienza abbiamo incontrato circa 1450 ragazzi che intendono spendere la loro estate a servizio dei più piccoli e che saranno, così auguriamo loro, giovani testimoni di Cristo che vive!

Nell’Ispettoria Centrale, invece, per la formazione animatori, c’è il campo Base (due turni, il secondo dal 30 giugno al 7 luglio) agli Altipiani di Arcinazzo per i giovani che hanno concluso la III superiore, e il Campo Bivio dal 20 al 27 luglio, a Castagno D’Andrea per i ragazzi che hanno chiuso le superiori. Il Campo Bosco, invece, dal 14 al 20 luglio al Colle Don Bosco e a Mornese è per chi ha concluso la IV superiore, mentre dal 28 luglio al 6 agosto in Terra Santa si volgerà il Campo Biblico.

La ICC prevede anche esperienze “in uscita”: il campo Missionario, per i ragazzi dai 14 ai 18 anni dal 14 al 21 luglio a Ripa Bianca (Jesi), mentre i giovani della scuola di mondialità partiranno per l’Egitto a luglio e agosto. Il Campo Vocazionale prevede due momenti, per i ragazzi – dal 10 al 16 agosto a Via Amerina – e per le ragazze  – Rimini, 22-28 luglio -.

In Piemonte e Valle d’Aosta, per i ragazzi dalla III superiore ai 25 anni c’è il Pellegrinaggio 2019, un cammino estivo che vuole andare a toccare con mano e permettere di ascoltare una testimonianza diretta di chi, in un recente passato, ha vissuto una delle realtà umane più terribili: la guerra. Si volgerà infatti attraverso i Balcani, dal 18 al 25 agosto. Sarà l’esperienza del ripartire, con una ricostruzione di case e cuori nella fede, all’insegna della speranza, del dialogo, della pace.

Dal 21 al 27 luglio, a Pracharbon, c’è il Campo della Parola, dedicato ai Ragazzi e le Ragazze della Scuola media e Biennio. Un’esperienza da vivere insieme sul tema #PERLAVITADEGLIALTRI.

Per i mesi di giugno e luglio sono previsti i campi di formazione per animatori.

Dall’oratorio di Lecce, Ispettoria Meridionale, arriva il video realizzato dagli animatori e dal direttore dell’oratorio, don Francesco Redavid, con l’inno dell’Estate ragazzi:

 

“Il cammino sinodale non si è mai interrotto”: Carina Baumgartner (MGS Austria) al Forum Internazionale dei Giovani

L’ANS ha intervistato Carina Baumgartner, MGS Austria, rappresentante del Movimento al Forum Internazionale dei Giovani, in corso a Ciampino, vicino Roma.

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Fino al 22 giugno, nella Casa Il Carmelo di Ciampino, si svolge il Forum Internazionale dei Giovani promosso dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita. Il Forum si propone come una continuazione ideale del Sinodo dei Vescovi dello scorso ottobre, incentrato proprio sui giovani, la fede e il discernimento vocazionale. Il Movimento Giovanile Salesiano (MGS) sarà rappresentato in questo incontro, che radunerà rappresentanti di vari movimenti, da Carina Baumgartner, giovane del MGS Austria, che lavora nella Pastorale Giovanile Salesiana a Vienna e che faceva parte del precedente “Small Team”, l’équipe di coordinamento del MGS Europa.

Carina, che aspettative hai per questo Forum?

Questo incontro, per me, è la dimostrazione che il cammino sinodale non si è interrotto con il Documento Finale. Lo vedo come una grande opportunità per i giovani di tutto il mondo che, ancora una volta, possono incontrarsi, condividere le loro esperienze e, soprattutto, giocare un ruolo da protagonisti.

Cosa significa per te rappresentare il Movimento Giovanile Salesiano in questo incontro?

Il Movimento Giovanile Salesiano è una parte importante della mia vita. È qui che sono cresciuta e mi sono formata, è la mia famiglia all’interno della Chiesa. Quindi, rappresentarlo in questo Forum Internazionale è un grande onore. Mi fa sentire davvero felice, perché mi dà la possibilità di condividere tutte le esperienze vissute negli ultimi anni con il Movimento Giovanile Salesiano e, al tempo stesso, di ascoltare le esperienze degli altri.

Quale pensi che sia il ruolo del Movimento Giovanile Salesiano?

Questo Forum è anche l’occasione per riflettere su quanto è stato fatto dopo il Sinodo, nei nostri rispettivi Paesi. Personalmente, in Austria, come MGS abbiamo lavorato con tanti giovani, provenienti da diversi contesti. Abbiamo lavorato con i più poveri, con gli emarginati. Li abbiamo inclusi nei nostri programmi, come ad esempio il “Don Bosco for Refugees”, coinvolgendoli in diverse attività. Adesso ci consideriamo come una grande famiglia e penso che proprio questo sia il nostro compito. Vogliamo far capire che nessuno resta escluso, siamo vicini a tutti i giovani, nonostante tutto.

Papa Francesco dà molta fiducia ai giovani. Pensi che questo sia un segnale importante?

Certamente. C’è un’affermazione di Papa Francesco che mi piace sottolineare: i giovani non sono solo il futuro, sono il presente! E sono davvero convinta che noi giovani siamo il presente. Abbiamo tante idee e vogliamo essere parte attiva della Chiesa. È bello sapere che la Chiesa vuole dare voce ai giovani, conoscendo le nostre esperienze e il nostro punto di vista.

L’estate all’oratorio, don Michele Falabretti (CEI): “È una scuola di vita”

Tempo di estate, tempo di esperienza estiva all’oratorio. Famiglia Cristiana ha intervistato don Michele Falabretti, responsabile del Servizio Cei per la pastorale giovanile (Snpg) e membro della Direzione di Note di Pastorale Giovanile.

di Chiara Pelizzoni – Famiglia Cristiana

Gli ultimi dati confermano la partecipazione di circa due milioni di bambini agli oratori estivi. Un’ esperienza, che per tradizione, spicca in Lombardia (più del per cento) ma è rappresentata in tutta Italia. Don Michele Falabretti, 51 anni, responsabile del Servizio Cei per la pastorale giovanile (Snpg) ci racconta l’ importanza di un percorso unico nel suo genere. “Tanto che, anche laddove non c’ è un vero e proprio oratorio estivo le regioni e le diocesi si sono attrezzate per fare una proposta per la stagione calda”.

Quali sono i temi su cui si lavora?

Diversi in ogni parte del Paese. Il tema è un pretesto, è qualcosa che “viene messo prima” appunto, che aiuta a realizzare un’ esperienza. Crea le condizioni per realizzare l’ esperienza. C’ è un grande lavoro di progettazione attorno ai temi dell’ estate che dice della scoperta che, grazie ai pensieri, si costruisce la vita. Un esercizio un po’ carente durante l’ anno, in cui si tende ad andare con inerzia, e molto più spiccato nel periodo caldo.

Che opportunità è l’ oratorio?

È un’ opportunità su diversi fronti. Per le famiglie, di avere uno spazio che non è commerciale. Ha costi ridicoli rispetto ad altre esperienze e non punta a guadagnare. Mentre ci sono realtà associative che fanno cose egregie a costi stratosferici. Ma non è solo il costo basso che lo rende un’ opportunità non commerciale. Ma anche che all’ oratorio corrisponde una tensione, un desiderio di un ambiente educativo. Garanzia per i genitori.

E poi?

È un’ opportunità per i ragazzi. che vivono un’ esperienza fortissima, strutturata, per nove mesi come la scuola. Il fatto che esistano i centri estivi in cui si sta insieme, ma in modo più destrutturato (senza campanella o registro) è una grande risorsa. Le due realtà coesistono. Esattamente come accade nella vita. E poterle vivere entrambe, per bimbi e preadolescenti, è davvero interessante.

Un’ occasione anche per gli adolescenti?

La terza opportunità è per loro che fanno gli educatori: si responsabilizzano, si sento importanti per qualcuno; essere utili, poi, li spinge a essere meno narcisisti, meno concentrati su di loro. È un ‘esperienza che li mette a confronto col mondo e, in cui, imparano a fare. E in cui imparano la dedizione, la cura e il senso della gratuità. Un’ esperienza molto formativa. Considerati tutto l’ anno dei problemi, d’ estate diventano una risorsa. Perché senza di loro il centro estivo non si fa. E questa è un’ opportunità che nessun altro dà loro.

La preghiera che ruolo ha?
La preghiera c’ è ed è quello che dovrebbe essere nella vita. È importante, a volte rapida e veloce, ma molto intensa. Se fatta bene un momento di riflessione e rilancio come nella vita. Noi non viviamo per pregare, ma dobbiamo imparare a pregare per vivere.

Cosa vorrebbe per l’ oratorio estivo?

Che passasse dall’ essere un mondo da favola a poter ispirare la realtà quotidiana. Perché l’ oratorio è una grande scuola di vita che ha da insegnare a grandi e piccini.

“L’incredibile viaggio”: il sussidio estivo per scoprire il proprio posto nel mondo

Sabato 9 febbraio al Teatro Piccolo di Valdocco, è avvenuta la presentazione del Sussidio Estivo lanciato dalla Editrice Salesiana Elledici, all’interno del week end di Anima MGS, che con un momento curato sul palco ha mostrato la storia di questo sussidio con tanto di personaggi e costumi: “L’incredibile viaggio”.

L’introduzione è stata fatta da don Valter Rossi, autore salesiano del sussidio, che ha riassunto la storia e dato il via alla presentazione del nuovo inno dell’estate con due ballerine che hanno insegnato i passi ai giovani presenti. “A tutto vapore” è il titolo della colonna sonora che accompagnerà molti centri Estivi italiani.

“Il progetto è partito a maggio dello scorso anno – racconta don Valter Rossi – con la Diocesi di Torino e due cooperative – NOI Torino e ET educatori di territorio e animando – per pensare a dei contenuti. Con un esperto di letteratura fantasy, abbiamo pensato una trama che fosse il prequel dei romanzi di Jules Verne, con personaggi che vengono dal futuro. Abbiamo usato il genere steampunk, che vive il futuro visto dal passato, con ingranaggi e macchine a vapore. Il sussidio è ambientato nell’epoca Vittoriana del 1850 e arriva a oggi”. Qual è stata la risposta durante la presentazione? “Molto buona. Durante la serata di presentazione, c’erano parecchi animatori da fuori Torino. La trama è modulabile, adattabile agli ambienti. La canzone poi, è orecchiabile, molto bella. I contenuti, poi, sono semplici e non banali, il costo è accessibile: dopo 35 anni di estate ragazzi, l’esperienza mi ha suggerito cosa fare”.