Portogallo – Don Bosco tra i patroni della GMG di Lisbona 2023

Lo scorso 18 maggio 2022 sono stati annunciati i patroni della Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) che si terrà a Lisbona dal 1° al 6 agosto del 2023: tra quelli scelti compare San Giovanni Bosco, “Padre e Maestro” della Gioventù. Di seguito la notizia pubblicata dall’ANS.

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Sono stati annunciati ieri, 18 maggio 2022, i patroni della Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) di Lisbona 2023. In totale sono 13 e tra di essi figura anche Don Bosco, il “Padre e Maestro” della Gioventù.

Le 13 figure di santità – donne, uomini e giovani – sono state individuate dal Comitato organizzatore locale per la GMG di Lisbona, in programma dal 1° al 6 agosto del 2023; e a presentarne il profilo è stato il Cardinale Manuel Clemente, Patriarca di Lisbona, spiegando che si tratta di persone che “hanno dimostrato che la vita di Cristo riempie e salva i giovani di ogni epoca”.

“Patrona per eccellenza della prossima Giornata Mondiale della Gioventù è la Vergine Maria, la giovane donna che ha accettato di essere la madre del Figlio di Dio incarnato”, ha scritto il card. nella presentazione dei Patroni della GMG, pubblicata anche come prefazione di un libro pubblicato dalle Edizioni Paoline e dalle Edizioni San Paolo.

Oltre a Lei, vengono proposte le figure di sante e santi canonizzati o beati per i quali è in corso il processo di canonizzazione. Innanzitutto, viene segnalato San Giovanni Paolo II, a cui si deve l’iniziativa delle GMG. Considerato il Papa dei giovani, San Giovanni Paolo II ha riunito e incoraggiato milioni di giovani dei cinque continenti. Si è sforzato di raggiungere i giovani attraverso il dialogo, invitandoli a riconoscere il loro fondamentale ruolo e la loro missione all’interno della Chiesa. La sua attività a favore della pace è stata intrecciata alla ricerca del dialogo con le grandi religioni e all’impegno ecumenico.

Segue poi Don Bosco, che proprio il Papa polacco definì “Padre e Maestro” della Gioventù. Tutta la missione di Don Bosco è iniziata con un’Ave Maria recitata insieme a Bartolomeo Garelli, un orfano di 16 anni, nella sacrestia della chiesa di San Francesco d’Assisi a Torino nel 1841. Dopo quest’incontro, Don Bosco raccolse i primi ragazzi e organizzò l’oratorio festivo, che sarebbe poi diventato l’Oratorio di Valdocco. Sua madre Margherita presto si associò alla missione del figlio, diventando “Mamma Margherita” per tutti i ragazzi dell’Oratorio. Don Bosco fondò oratori, centri giovanili e scuole, si dedicò alla buona stampa e alle missioni. Fondò anche le prime case intorno a Torino, alle quali continuano ad arrivare nuove vocazioni. Per tutta la vita Don Bosco fu coraggioso, ottimista, capace di ispirare e coinvolgere molti nella sua opera educativa e pastorale.

Gli altri patroni, poi, sono: san Vincenzo, diacono e martire del VI secolo, i santi di Lisbona quali sant’Antonio, san Bartolomeo dei martiri e san Giovanni di Brito. A questi si aggiungono i beati Giovanna del Portogallo, Giovanni Fernandes e Maria Clara del Bambino Gesù, tutti e tre lisbonesi, oltre a Pier Giorgio Frassati, Marcello Callo, Chiara Badano e Carlo Acutis.

Spagna: la famiglia radiofonica salesiana cresce e dà voce alle Comunità Educativo-Pastorali

La radio si sta facendo strada nelle case salesiane in Spagna come mezzo dalle enormi potenzialità educative e di trasmissione di valori, e che dà voce a bambini e ragazzi anche di altre realtà. Dopo il successo dell’iniziativa “Salesianos.info/podcast”, sono molte le realtà salesiane che si stanno adoperando per avviare una propria radio salesiana. Di seguito la notizia pubblicata dal sito ANS.

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(ANS – Madrid) – Dopo il successo dell’iniziativa “Salesianos.info/podcast”, sono molte le realtà salesiane che si stanno adoperando per avviare una propria radio salesiana. È il caso, ad esempio, di Alcalá de Guadaíra e Morón de la Frontera, le ultime case entrate a far parte della “famiglia radiofonica salesiana”. Ma negli ultimi anni, e con un significativo incremento a partire dallo scoppio della pandemia, sono divenute sempre di più le presenze che hanno optato per questo mezzo per diffondere le proprie attività e dare protagonismo ai giovani.

Un esempio di tutto questo può essere visto nella prima stagione di “El Pódcast de Don Bosco”. Un format ideato dagli exallievi dell’opera salesiana di Alcalá de Guadaíra che hanno optato per la diffusione educativo-pastorale dell’opera di Don Bosco attraverso i media digitali e in formato audio. Questo podcast ha già presentato delle edizioni speciali dedicate a San Giovanni Bosco e a Maria Ausiliatrice nelle rispettive celebrazioni festive, trasmettendo episodi che hanno cercato di diffonderne la devozione a tutti gli ascoltatori. Hanno partecipato a quell’evento, sia a livello nazionale, sia internazionale, messaggi arrivati ​​da molti angoli della Spagna, della Colombia e dal centro giovanile salesiano di Aleppo in Siria. Con questa nuova stagione, “El Pódcast de Don Bosco”, continuerà a scommettere per scoprire e far conoscere tutte le realtà, i settori e i gruppi della Congregazione.

In altri casi è la scuola, attraverso la materia “Oratoria e Dibattito”, che mira a rendere gli studenti consapevoli dell’importanza e della portata di tutti i media, nonché a sviluppare tra gli allievi essi la padronanza del linguaggio e della trasmissione verbale. Per fare questo, gli studenti della scuola secondaria salesiana di Morón de la Frontera, nel loro studio radiofonico, hanno iniziato a realizzare le prime trasmissioni e registrazioni, accessibili dalle pagine social e dal sito della scuola. Questa iniziativa è stata accolta con grande interesse ed entusiasmo dagli studenti che l’hanno adottata, poiché la sua intenzione è chiara: continuare ad apprendere in modo significativo, raccontando attraverso i podcast tutto ciò che accade nella scuola salesiana.

Ancora, il podcast “Papeleta de Sitio” dei Salesiani di Triana ha recentemente completato con successo la sua quarta stagione. Il podcast, che può essere ascoltato dalla piattaforma Spotify, analizza l’attuale realtà delle confraternite salesiane di Siviglia ed è realizzato da studenti ed exallievi del Centro di Formazione Professionale di Triana. Quest’anno l’équipe è composta da un gruppo di 15 studenti, che hanno realizzato un totale di 6 programmi attraverso i quali hanno fatto riflettere sulle diverse figure della Passione, Morte e Risurrezione di Gesù Cristo e avviato dibattiti sul contesto post-pandemia.

Da alcuni anni, e grazie ai progressi tecnologici, in Spagna stanno emergendo una moltitudine di iniziative per “dare voce” alla comunità educativa. La decana delle attuali radio salesiane nel Paese è “Don Bosco Radio”, dell’opera salesiana di Ibi, presso Alicante: da circa 15 anni nella regione de l’Alcoià è possibile sintonizzarvisi sulle frequenze 88.4 FM.

Una delle potenzialità della radio è la sua funzione educativa. Così la intendono anche alla scuola “San Juan Bosco” di Valencia, dove “Radio Bosco” è nata più di tre anni fa.

E con la stessa idea di radio educativa, nell’anno accademico 2017/2018 è emerso “Salesianos LAM”, uno spazio digitale della scuola “Salesianos La Almunia”, presso Saragozza. Nell’ultimo anno altri centri sono stati incoraggiati a lanciare la propria radio scolastica, come centri “Salesianos Padre Aramburu” a Burgos, “Salesianos Lugo” e “Salesianos La Orotava”. A queste iniziative se ne aggiungono altre più specifiche, come i laboratori radiofonici organizzati da alcuni centri come “Salesianos Los Boscos” a Logroño, “Salesianos Cruces” a Barakaldo (Vizcaya), “Salesianos Monzón” (Huesca) e “Salesianos Santander”. E altri progetti sono già conclusi, come Radio Familia dei “Salesianos Antequera”, a Malaga, e Radio Bosco della parrocchia “Jesús Obrero” di Siviglia.

In ogni caso, la radio si sta facendo strada nelle case salesiane come mezzo dalle enormi potenzialità educative e di trasmissione di valori, e che dà voce a bambini e ragazzi anche di altre realtà.

Un esempio recente lo si vede con #DameLibros, il canale podcast con il quale l’editrice salesiana “Edebé” si vuole avvicinare a insegnanti, librai e lettori, al fine di consolidare una comunità che promuova la letteratura per bambini e giovani. Lì, gli studenti di centri come Rota o Córdoba hanno potuto condividere i loro consigli in una puntata dedicata alla giornata del libro.

Le Piattaforme Sociali Salesiane, invece, hanno recentemente aderito all’iniziativa radiofonica con il progetto “Déjameque te cuente” (Lascia che te lo racconti) con l’obiettivo di recuperare il concetto di amore fraterno e utilizzarlo per generare una comunicazione che abbatta barriere e muri, che unisca le persone, valorizzi la diversità e l’incontro con altre culture, e faccia della gioia uno strumento per diffondere amore.

Fonte: Salesianos.info

Spagna: La Formazione Tecnico-Professionale dei Salesiani di Don Bosco in Europa: la conferenza finale del progetto “DBWAVE” a Siviglia

A Siviglia (Spagna) dal 26 al 28 aprile si è tenuta la conferenza finale sul progetto “DBWAVE”, acronimo di “Don Bosco Web for a more Accessible and inclusive VET in Europe” (Rete Salesiana per una Formazione Professionale più accessibile e inclusiva in Europa, che contiene anche un rimando all’onda salesiana nell’acronimo “DB Wave”). In questa circostanza, oltre ai risultati e ai successi del progetto, sono state presentate a tutti gli attori coinvolti alcune idee concrete e una strategia per il futuro di questa rete. Di seguito la notizia pubblicata dal sito ANS.

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(ANS – Siviglia) – Con 196 Centri di Formazione Tecnico-Professionali in 19 Paesi europei, i Salesiani di Don Bosco stanno sostenendo oltre 60.000 giovani del Vecchio Continente nel loro passaggio dalla scuola al lavoro, attraverso una proposta educativa integrale. “DBWAVE” è l’acronimo di “Don Bosco Web for a more Accessible and inclusive VET in Europe” (Rete Salesiana per una Formazione Professionale più accessibile e inclusiva in Europa, che contiene anche un rimando all’onda salesiana nell’acronimo “DB Wave”), e costituisce un progetto finanziato dal programma europeo “Erasmus+”. L’incontro finale dei partner di questo progetto e la sua conferenza finale si sono svolti dal 26 al 28 aprile a Siviglia, in Spagna. In questa circostanza, oltre ai risultati e ai successi del progetto, sono state presentate a tutti gli attori coinvolti alcune idee concrete e una strategia per il futuro di questa rete.

L’8 febbraio 2022, meno di tre mesi fa, i Salesiani di Don Bosco hanno celebrato il 170° anniversario del primo contratto di apprendistato siglato in Italia. Infatti, l’8 febbraio 1852, nel pieno della prima rivoluzione industriale a Torino, Don Bosco firmò questo contratto insieme al giovane apprendista Giuseppe Odasso, al padre di questi, e al datore di lavoro del giovane, per garantire il rispetto dei diritti e dei doveri elencati nel contratto stesso. Questi diritti comprendevano un tempo limitato di lavoro giornaliero e settimanale, l’accesso ad una retribuzione dignitosa e ad una formazione di qualità, il riposo nei giorni di festa, compreso un giorno settimanale libero dal lavoro, la domenica. Meno di due secoli dopo, i Centri di FORMAZIONE PROFESSIONALE ispirati a questa originale esperienza sono sparsi nei cinque continenti. In alcune di queste regioni, come l’Africa, l’India e il Sud-Est asiatico, sono anche raggruppati in reti regionali di centri di formazione professionale salesiani, noti anche come “Don Bosco Tech” o, più abbreviato, “DB Tech” (Don Bosco Tech IndiaDon Bosco Tech Africa e Don Bosco Tech ASEAN).

Questo non è stato il caso dell’Europa – fino ad ora – perché le strutture nazionali o sub-regionali sono emerse molto tempo fa. Il progetto DBWAVE, tuttavia, ha rappresentato un’opportunità unica per esplorare il caso di una rete regionale di Formazione Tecnico-Professionale salesiana in Europa, lanciata verso una possibile rete “Don Bosco Tech Europe”.

Infatti, nel 2011 un gruppo di insegnanti, formatori e responsabili dei progetti dei Centri di Formazione Professionale salesiani in Europa, ha iniziato una cooperazione e un coordinamento con il supporto del Settore per la Pastorale Giovanile dei Salesiani. Da allora, tale gruppo si riunisce ogni anno in un diverso Paese europeo, al fine di far progredire la cooperazione e sostenersi a vicenda nella realizzazione della mobilità internazionale, sia del personale e sia degli studenti dei centri, e anche per esplorare la possibilità di adesione ai progetti più avanzati sostenuti dall’Unione Europea.

Nel 2019, poi, è stato preparato il progetto “DBWAVE”, con l’ente che coordina la Formazione Tecnico-Professionale salesiana in Italia, il CNOS-FAP, (Centro Nazionale Opere Salesiane – Formazione e Aggiornamento Professionale Italia), come capofila, e che venne approvato per il finanziamento dalla Commissione Europea. Altre sei reti di Formazione Professionale delle Ispettorie dei Salesiani di Don Bosco in Europa hanno aderito al progetto: AMDB, dalla Francia; DBOC, dall’Ispettoria del Belgio Nord e Olanda (BEN); le Ispettorie della Germania (GER) e di Spagna-Maria Ausiliatrice; SZIF, dall’Ungheria; e Tech Don Bosco dall’Ispettoria Spagna-San Giacomo Maggiore (SSM), più il Don Bosco International (DBI), ufficio di collegamento dei Salesiani di Don Bosco presso le istituzioni europee a Bruxelles.

Il progetto DBWAVE ha permesso ad ogni partner di sviluppare la propria strategia di internazionalizzazione, attraverso attività di apprendimento tra pari e l’utilizzo della metodologia della revisione tra pari (peer review). Il progetto ha anche finanziato la realizzazione di un database online per tracciare il successo formativo degli studenti che hanno beneficiato della Formazione Tecnico-Professionale salesiana di Don Bosco in Europa. Da un’indagine realizzata dai partner di DBWAVE nel 2021, emerge che la media del successo formativo degli studenti salesiani in Europa è dell’88,5%: ad un anno dal conseguimento della qualifica o del diploma, il 34,46% degli studenti ha un’occupazione/lavoro stabile, il 54% sta continuando i suoi studi verso un diploma o un percorso di formazione superiore, mentre solo il 7,3% è ancora disoccupato (il 5% del gruppo target non ha risposto all’indagine). Questi dati confermano che non solo la Formazione Tecnico-Professionale offerta dai Salesiani è una proposta educativa integrale, che fornisce ai giovani valori e competenze umane per l’inclusione nella società e per un apprendimento permanente, ma è anche rilevante per la loro transizione immediata dalla scuola al lavoro, evitando il rischio di essere intrappolati nella disoccupazione o in condizione di NEET (Not in Employment, Education and Training – cioè in stallo, senza lavoro, e nemmeno impegnati nell’educazione formale o nella formazione professionale).

Dopo due giorni di riunione dei partner, la conferenza finale del DBWAVE è stata ospitata dall’opera salesiana di Trinidad, a Siviglia, in Spagna, giovedì 28 aprile. Più di 50 persone hanno partecipato in presenza alla conferenza, che ha previsto la traduzione simultanea in inglese, spagnolo e italiano, mentre oltre 100 persone hanno seguito la diretta online. Oltre ai responsabili delle attività tematiche in rappresentanza dei partner del progetto, alla conferenza sono intervenuti come relatori don George Tharanyil, Direttore del Don Bosco Tech Africa, e Giulia Meschino, Direttore e segretario generale dell’EVTA (Associazione Europea della Formazione Professionale), oltre a Markus Espeter, Responsabile dei Programmi dell’EVBB (Associazione Europea degli Istituti per la Formazione Professionale), che ha guidato come formatore la sessione pomeridiana di formazione sui Centri di Eccellenza Professionale.

Il database del DBWAVE, che in questo momento sta raccogliendo dati sui corsi di formazione offerti dai Salesiani di Don Bosco in 6 paesi Europei, può essere consultato registrandosi sul sito DBWAVE. Tutte le pubblicazioni del progetto DBWAVE, comprese le linee guida per la creazione di uffici di servizi per il lavoro nei centri di formazione professionale, possono essere scaricate liberamente dallo stesso sito web.

Il progetto DBWAVE ora è finito, ma la comunità DBWAVE è ancora viva. Infatti, alcuni materiali di formazione sono disponibili per le entità che intendono siglare un memorandum d’intesa con i partner DBWAVE, e attualmente sono oltre 50 le organizzazioni da diversi Paesi dell’Unione Europea che hanno già firmato tali accordi.

C’è, dunque, tutto il potenziale per un possibile “Don Bosco Tech Europe”, sostenendo l’internazionalizzazione dei Centri di Formazione Tecnico-Professionale dei salesiani in questa regione e collegandoli con tutti gli attori dell’“ecosistema delle competenze” in Europa, avanzando verso una rete efficace di eccellenza professionale.

Spagna: Riunione della Conferenza Iberica e incontro della Regione Mediterranea

Dal 25 al 27 aprile la comunità salesiana di Sanlúcar la Mayor, presso Siviglia (Spagna), ha ospitato due importanti eventi di coordinamento salesiano: la riunione della Conferenza Iberica e l’incontro della Regione Mediterranea. L’incontro, che si è concluso con una visita culturale a Siviglia, è stato ritenuto da tutti un tempo di dialogo fraterno per valutare e programmare al meglio le iniziative salesiane nella Regione. Di seguito l’articolo pubblicato sul sito dell’ANS.

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(ANS – Siviglia) – Dal 25 al 27 aprile la comunità salesiana di Sanlúcar la Mayor, presso Siviglia, ha ospitato due importanti eventi di coordinamento salesiano: la riunione della Conferenza Iberica – che raduna le due Ispettorie salesiane della Spagna e quella del Portogallo – e l’incontro della Regione Mediterranea, che prevede la partecipazione degli Ispettori e dei Delegati della Pastorale Giovanile di tutte le Ispettorie di questa regione: oltre a quelle già citate della Spagna e del Portogallo, anche le sei Ispettorie d’Italia e quella del Medio Oriente. Durante queste giornate di intenso lavoro e di proficua animazione, sono intervenuti anche don Gildasio Mendes, Consigliere Generale per la Comunicazione Sociale, e il sig. Jean Paul Muller, Economo Generale, oltre a don Juan Carlos Pérez Godoy, che, in qualità di Consigliere per la Regione Mediterranea, ha convocato e presieduto gli appuntamenti.

Tra i temi trattati dalla Conferenza Iberica si segnalano lo studio degli statuti del Centro Nazionale Salesiano di Pastorale Giovanile, la formazione in Europa e varie informazioni su progetti in corso e le attività generali, come la partecipazione salesiana alla Giornata Mondiale della Gioventù 2023 di Lisbona, lo sviluppo della prossima edizione del “Campobosco” e le operazioni di accoglienza dei rifugiati.

All’incontro della Regione Mediterranea sono spiccati, in particolare, gli interventi di don Mendes e quello di don Joan Lluís Playà, Delegato Centrale del Rettor Maggiore per il Segretariato per la Famiglia Salesiana, che era accompagnato dal salesiano coadiutore vietnamita Dominic Nguyen Duc Nam, Delegato Mondiale per i Salesiani Cooperatori e gli Exallievi; inoltre, sono stati ascoltati con interesse la proposta fondativa del “Don Bosco Tech-Europe” e l’approfondimento sulla collaborazione con l’Ispettoria del Medio Oriente (MOR).

Programmando poi i prossimi eventi nella Regione, sono state date informazioni sui lavori di preparazione del Congresso delle Piattaforme Sociali, che avrà luogo all’inizio del prossimo anno accademico, sul seminario per la promozione delle vocazioni, quello dei giovani migranti, gli Esercizi Spirituali e il corso per i Vicari ispettoriali.

L’incontro, che si è concluso con una visita culturale a Siviglia, alla sua Cattedrale e alle sue bellezze artistiche, è stato ritenuto da tutti un tempo di dialogo fraterno per valutare e programmare al meglio le iniziative salesiane nella Regione.

Fonte: Salesianos.info

 

Spagna: I salesiani di Sarrià ricevono un premio per il grande impegno nella sostenibilità

A Barcellona gli studenti della scuola di Formazione Professionale dei salesiani di Sarrià sono stati premiati per il loro impegno nella sostenibilità con un premio nell’ambito del progetto “Tetti Verdi”, promosso dal comune di Barcellona per la valorizzazione della natura all’interno della città. Di seguito la notizia pubblicata dal sito dell’ANS.

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Barcellona, Spagnaaprile 2022 – I salesiani di Sarrià, a Barcellona, sono stati premiati per il loro impegno nella sostenibilità. La scuola di Formazione Professionale ha ricevuto un premio nell’ambito del progetto “Tetti Verdi”, promosso dal comune di Barcellona per la valorizzazione della natura all’interno della città. Il “tetto verde” di Sarrià è dotato di pannelli fotovoltaici, due turbine eoliche, un sistema di irrigazione a goccia, un rifugio per insetti per aiutare l’impollinazione delle specie vegetali, una zona di piante aromatiche e una parete verticale. Il salesiano don Xavier Brines, Direttore della comunità, e don Francisco Álamo, Direttore dell’istituto “Salesians Sarrià”, hanno sottolineato l’importanza di una simile iniziativa, specialmente in una città con molto inquinamento e pochi spazi verdi.

Le Piattaforme Sociali Salesiane lanciano il progetto “Agenti di Uguaglianza”

Dalla Spagna, le educatrici e gli educatori delle Piattaforme Sociali Salesiane accompagneranno 20 ragazzi e ragazze della I edizione di “Agenti di Uguaglianza”: un programma di empowerment dei giovani come agenti di uguaglianza e prevenzione della violenza che è iniziato a Madrid. L’obiettivo del progetto è offrire formazione nel campo della prevenzione della violenza di genere ai giovani che hanno fatto parte dei progetti delle piattaforme sociali salesiane, affinché possano lavorare con loro come agenti di cambiamento positivamente e direttamente nei loro gruppi di amici e conoscenti. Il programma, avviato a marzo, vanta la collaborazione del Ministero degli Affari Sociali e del programma Agenda 2030.

Di seguito l’articolo pubblicato da ANS.

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(ANS – Madrid) – Marta, Alba, Carmen, Elsa, Ana, Miquel, Carmen, Laura, Natalia e Diana sono la prima generazione di educatrici ed educatori delle Piattaforme Sociali Salesiane che accompagneranno 20 ragazzi e ragazze della I edizione di “Agenti di Uguaglianza”: un programma di empowerment dei giovani come agenti di uguaglianza e prevenzione della violenza che è iniziato a Madrid.

Questo progetto mira a offrire formazione nel campo della prevenzione della violenza di genere ai giovani che hanno fatto parte dei progetti delle piattaforme sociali salesiane, affinché possano lavorare con loro come agenti di cambiamento positivamente e direttamente nei loro gruppi di amici e conoscenti.

Il ruolo dell’équipe educativa è molto importante, poiché la sua missione è quella di generare spazi di empowerment. Il programma, avviato a marzo, vanta la collaborazione del Ministero degli Affari Sociali e del programma Agenda 2030.

Nella prima fase è stata sviluppata una formazione di due giorni con 10 educatori di riferimento delle diverse piattaforme sociali salesiane. L’obiettivo di questa prima formazione è stato quello di acquisire strumenti e conoscenze sulla partecipazione e la violenza di genere, stabilire adeguate sinergie, calendarizzare il processo e, soprattutto, condividere le proprie esperienze ed emozioni.

Con l’accompagnamento di Paula Roldán Gutiérrez i partecipanti hanno raggiunto con successo l’obiettivo di queste giornate formative. “Il ritorno alle giornate di formazione in presenza dopo due anni ha favorito la motivazione del gruppo, il quale si è mostrato determinato a vivere l’esperienza e ad applicare la metodologia di empowerment e la prospettiva di genere utilizzata in questo progetto nelle rispettive entità”, afferma Gema Rodríguez, responsabile dei programmi del Coordinamento Statale delle Piattaforme Sociali Salesiane.

Recuperare lo sguardo attento, saper ascoltare ed essere ascoltati, crescere e conoscere sono alcune delle priorità che i partecipanti hanno condiviso in questo viaggio. Che proseguirà ora attraverso la formazione online e il lavoro in rete.

In questo modo, si faciliteranno la conoscenza e il senso di appartenenza al programma, lavorando su aspetti fondamentali della prevenzione della violenza di genere e la generazione di spazi sicuri e di fiducia che facilitino la partecipazione e la conoscenza delle abilità e dei sogni giovanili.

Dopo la formazione online si passerà alla fase seguente, che prevede un incontro di due giorni dove poter combinare i concetti più teorici con le attività, il lavoro personale e di gruppo. Una volta completate queste fasi, sarà ancora necessario un processo di accompagnamento continuo nelle diverse entità.

Fonte: Salesianos.info

Spagna – Il musical “Getsemani”

Il debuto del musical “Getsemani” il 19 marzo scorso e la replica del 2 aprile nella casa salesiana “Sant’Ignacio” di Cadice: un progetto nato nel 2019 dall’Assemblea dei Salesiani Cooperatori (SSCC) della Provincia di Maria Ausiliatrice. Di seguito la notizia riportata dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS.

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(ANS – Siviglia)– Il progetto del musical “Getsemani” nacque nel 2019 all’Assemblea dei Salesiani Cooperatori (SSCC) della Provincia di Maria Ausiliatrice: un gruppo di membri dell’associazione, di varie parti dell’Andalusia, preparò un piccolo musical sulla passione e morte di Gesù come momento di preghiera, concepito come una semplice rappresentazione scenica per i presenti. Ma le emozioni suscitate tra quelle persone diedero lo stimolo a ripetere e perfezionare il progetto, coinvolgendo, nell’anno successivo un numero maggiore di persone. Tuttavia, a pochi giorni dalla prima rappresentazione, la pandemia obbligò alla sospensione dello spettacolo. Era una battuta d’arresto, ma l’équipe tecnica e il cast di artisti sono rimasti uniti nell’attesa che arrivassero le condizioni per portare in scena lo spettacolo.

 Due anni dopo, “Getsemaní, el musical” ha potuto debuttare in un formato diverso e più ambizioso, nel teatro della casa salesiana “Santissima Trinità” di Siviglia, in occasione della festa di San Giuseppe, sabato 19 marzo. Poi, è stato portato in scena anche nella casa salesiana “Sant’Ignacio” di Cadice, sabato 2 aprile, anche qui – come a Siviglia – con due spettacoli per data.

Tutto il ricavato della vendita dei biglietti e dei prodotti collegati allo spettacolo viene destinato al progetto “Buzzetti” della “Fundación Don Bosco Salesianos Social”, finalizzato alla cura e alla promozione dei giovani fuoriusciti, per motivi di età, dai progetti di assistenza ai minori.

Il cast del musical è composto da oltre 120 persone che, tutte in forma volontaria, collaborano alla realizzazione di questo progetto. Nella direzione musicale, Javier Romero; nella direzione artistica, Rafael Sánchez Cazorla, SDB, e Ana Abad; nella scenografia, Rubén Fernández, nel disegno grafico, Javi Comino; e molte altre persone meno note che hanno dato il loro tempo, i loro doni e la loro dedizione, persone provenienti da molte case salesiane di tutto il Paese: i centri salesiani di Cadice, Rota, Jerez, San José del Valle, Algeciras, Siviglia, Sanlúcar la Mayor, Utrera, Palma del Río, Mérida, Alicante, Madrid…

A livello di struttura il musical consta di 18 scene, legate dalla figura di un centurione romano di nome Cornelius che fa da contrappunto al dramma rappresentato; nello sviluppo della trama si ascoltano canzoni conosciute di musical come “Godspell” e “Jesus Christ Superstar” e del gruppo Brotes de Olivo, oltre ad altri motivi meno noti che compongono un musical molto realistico e al tempo stesso in grado di commuovere.

E l’accoglienza del pubblico a Siviglia e a Cadice è stata elevata e calorosa.

Dopo l’ultima sua rappresentazione di Cadice, per il musical “Getsemani” si è aperto un nuovo orizzonte di altre possibili rappresentazioni. È già stato richiesto da diverse case salesiane nelle province di Cadice, Siviglia, Cordoba e Madrid, e ci sono anche diverse parrocchie e realtà diocesane interessate ad averlo.

In tutti i casi gli organizzatori assicurano che quest’iniziativa manterrà i suoi caratteri propri, diffondendo il messaggio di Gesù di Nazaret nello stile di Don Bosco, e preservando lo scopo caritatevole e solidale di aiutare i più bisognosi.

https://fundaciondonbosco.es/

ANS: Spagna – I salesiani tornano ad organizzare gli incontri giovanili di Pasqua

I Salesiani di Madrid offrono per Pasqua a circa 1.600 giovani, un’esperienza comunitaria che tocca gli argomenti della Passione, della Morte e della Risurrezione. Gli incontri si svolgeranno a livello locale in varie case salesiane dei comuni di Andalusia, Aragona, Isole Baleari, Isole Canarie, Catalogna, Comunità di Valencia, Estremadura e Regione di Murcia.

Di seguito la notizia dell’ANS:

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(ANS – Madrid) – Un’intensa esperienza comunitaria di quello che è al centro della fede e della vita cristiana: la Passione, Morte e Risurrezione del Signore. Questo è ciò che i salesiani vogliono offrire a circa 1.600 giovani e famiglie che partecipano agli incontri speciali di Pasqua preparati per quest’anno. Il miglioramento della situazione sanitaria fa prevedere di poter realizzare queste celebrazioni con i canoni abituali.

In sintonia con il suo motto pastorale, i salesiani dell’Ispettoria “Spagna-Maria Ausiliatrice” (SMX) presentano la loro proposta pasquale salesiana come “Segnati dalla speranza”. “Ogni incontro pasquale lascia un segno in noi, soprattutto se incontriamo il Risorto”, ha spiegato José Luis Navarro, coordinatore dell’Itinerario di Educazione alla Fede di SMX.

Gli incontri si svolgeranno a livello locale in varie case salesiane dei comuni di Andalusia, Aragona, Isole Baleari, Isole Canarie, Catalogna, Comunità di Valencia, Estremadura e Regione di Murcia. Un sito web contiene i materiali comuni elaborati per questo appuntamento, cui si sono iscritti complessivamente circa 1.000 partecipanti.

Nel caso dell’Ispettoria di “Spagna-San Giacomo Maggiore” (SSM), lo slogan scelto per gli incontri è “Appassionati nel dare la vita”, anche questo in linea con la campagna pastorale ispettoriale di quest’anno. La partecipazione attesa è di circa 600 persone e gli incontri avverranno, come in passato, suddivisi per tre livelli d’età.

Ma non finisce qui. Il programma pasquale dei salesiani di Spagna prevede anche altre iniziative: ci saranno incontri per famiglie e giovani a Mohernando (Guadalajara) e Somalo (La Rioja). “L’esperienza di riunire famiglie e giovani genera una ricchezza particolare, perché mescola diverse generazioni e unisce la freschezza dei più giovani e l’esperienza accumulata dagli adulti”, spiega don Xabier Camino, Delegato di Pastorale Giovanile dell’Ispettoriale di SSM.

Inoltre, viene offerta la possibilità di vivere la Pasqua lungo il Cammino de Santiago. “Il Cammino, come la vita, è un’esperienza aperta all’incontro, chiede flessibilità, porta alla condivisione con il tuo gruppo, ma anche con altri i tanti altri compagni di viaggio che s’incontrano ad ogni tappa. Questo è ciò che vogliamo offrire in termini di convivenza e spirito salesiano” aggiunge ancora don Camino.

Tutte le case salesiane organizzeranno diverse attività per la Settimana Santa. Le parrocchie riuniranno migliaia di persone per la celebrazione del Triduo Pasquale. Inoltre, negli ambienti salesiani, a giovani, educatori, salesiani e altri membri della Famiglia Salesiana viene offerta l’opportunità di partecipare ad attività come esercizi spirituali, ritiri e pellegrinaggi.

In alcune case, poi, vengono realizzate delle rappresentazioni sulla Passione di Cristo. Si segnalano in particolare quelle presso i Salesiani di Cadice (“Getsemani”), Siviglia-Trinidad (“Agnus Dei”) e Huesca (“La Passione”). Inoltre, 29 confraternite e sodalizi di ispirazione salesiana faranno le loro processioni pasquali; tra queste, spiccano quelle de “L’Asinello” a Ciudad Real; “La Santa Cena” ad Alicante; “Lo Spogliato” a Cadice; “L’Arresto”, a Cordoba; e “Le Pene” a Malaga.

Spagna – Il Centro Giovanile Salesiano “Amencer” festeggia 35 anni di presenza salesiana a Ourense

Il centro giovanile salesianoAmencer” del nord-ovest della Spagna, in Galizia, ha celebrato 35 anni di vita dedicata alla gioventù con un ricco programma di iniziative che si sono svolte da venerdì 25 a domenica 27 marzo. Di seguito la notizia su ANS.

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(ANS – Ourense) – Più di tre decenni di presenza sono un tempo opportuno per gettare radici profonde. Una prova di ciò la si può avere guardando ad Ourense, nel nord-ovest della Spagna, in Galizia, dove il centro giovanile salesiano “Amencer” ha celebrato in questi giorni 35 anni di vita dedicata alla gioventù.

Molto tempo, impegno, lavoro ed emozioni sono stati impiegati, insieme a tanta buona volontà, per cambiare per sempre, in meglio, la vita dei giovani galiziani. “Amencer” oggi si posiziona come uno degli oratori più attivi e dinamici a livello nazionale, con un gran numero di giovani accolti e accompagnati ogni anno, ed è un centro pieno di vita in grado di dare un esempio di carisma salesiano vissuto e di dedizione.

Per questo “Amencer” ha preparato un ricco programma di iniziative, e i festeggiamenti si sono svolti nel fine-settimana da venerdì 25 a domenica 27 marzo. Nella serata del primo giorno è stata realizzata una festa giovanile, durante la quale ragazzi e ragazze si sono potuti riunire e ballare insieme. La mattina seguente, i gruppi di bambini – “Saltimbanqui”, “Andaina” e gli “Amici di Domenico Savio” – si sono divertiti con i giochi che gli animatori hanno preparato per loro in giro per tutta la città.

Lo stesso giorno, nel pomeriggio, ha avuto luogo un incontro tra la Giunta Direttiva e di Coordinamento e la Comunità Salesiana, seguito dalle celebrazioni dell’anniversario presso la Casa Salesiana. La serata si è conclusa con una cena per tutti coloro che fanno e hanno fatto parte della storia di “Amencer”. Infine, la domenica si è conclusa con l’Eucaristia nella chiesa parrocchiale dedicata a Maria Ausiliatrice, che ha riunito tutti i giovani, le famiglie e gli amici di Amencer, e con la successiva visita alla mostra sui 35 anni dell’opera, realizzata insieme alla Famiglia Salesiana.

Ha scritto per l’occasione il Direttore del Centro Giovanile:

Il percorso intrapreso come centro giovanile salesiano è stato costante, aperto alla realtà e alla città, e ha cercato di rispondere alle necessità dei bambini e dei giovani di Ourense.

Amencer è ad Ourense per rispondere alle necessità dei nostri bambini e giovani all’interno di un progetto educativo-pastorale chiaro e definito. Questo è ciò che abbiamo celebrato questo fine settimana in compagnia di salesiani, animatori ed ex animatori, giovani, adolescenti e bambini, e molte altre persone a noi vicine.

Con i nostri festeggiamenti abbiamo voluto celebrare il 35° anniversario nella memoria e nella profezia. Ricordando il lavoro di tanti volontari (o animatori, come li chiamiamo noi) che hanno sognato, sognano e sogneranno di accogliere ogni bambino o giovane che abbia bisogno.

E continuiamo a sognare un nuovo ‘amencer’ (alba) con pace, fraternità, giustizia in un tempo libero educativo e integrale”.

Spagna – La 35ª edizione del “Premio Don Bosco” rilancia l’innovazione tecnologica a trazione giovanile

Dall’agenzia salesiana ANS.

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(ANS – Saragozza) – L’opera salesiana di Saragozza ha celebrato anche quest’anno il tradizionale appuntamento del Premio Nazionale Don Bosco che, nel pomeriggio di giovedì 10 marzo, ha annunciato i progetti vincitori della sua 35a edizione. All’evento ha partecipato anche il Ministro dell’Educazione, della Cultura e dello Sport del governo di Aragona, il signor Felipe Faci.

L’aula magna della scuola salesiana di Saragozza ha ospitato la cerimonia conclusiva del Premio Nazionale Don Bosco, culmine di due giorni intensi in cui si sono evidenziati ancora una volta il talento, lo sforzo e la capacità innovativa degli studenti e dei giovani.

Con i 51 progetti presentati quest’anno al concorso nazionale hanno partecipato, nel corso di tutte le edizioni, oltre 1.000 progetti.

Il Premio Nazionale Don Bosco è un appuntamento che stimola le capacità innovative dei giovani e aumenta la loro consapevolezza dell’importanza della ricerca e delle possibilità che essi hanno di migliorare la società.

Quest’anno, tra le 15 opere dell’ingegno giovanile che sono state premiate complessivamente nelle varie categorie, si segnalano un “Robot graffitaro” automatizzato con un sistema di stampa murale scalabile e versatile; un’applicazione che agisce come un fondo di investimento che opera sul mercato delle criptovalute e attraverso l’apprendimento automatico fa previsioni sui prezzi futuri del mercato; uno studio sul miglioramento dei livelli di CH2O, CO2 e di composti organici volatili ottenuti in ambienti diversi attraverso la presenza di piante; e un’altra ricerca sulla relazione tra il microbiota intestinale e le malattie infiammatorie intestinali, valutando l’efficacia di diversi trattamenti che modulano il sistema immunitario.

Mentre il Premio Impegno 2022, che viene concesso ad un’impresa o istituzione impegnata nella manifestazione, è andato a Endesa, ed è stato consegnato dal Direttore della Divisione di Coordinamento e Studi di Sicurezza e Difesa, il colonnello José Luis Calvo, che l’aveva ricevuto nell’edizione scorsa.

L’evento, trasmesso online, è stato seguito in diretta dai partecipanti dalle loro scuole ed è stato condotto dal giornalista Juanjo Hernández. Don Juan Bosco Sancho, Direttore della casa salesiana e del Premio Nazionale Don Bosco, ha poi dato il benvenuto ai partecipanti, augurandosi che “l’anno prossimo anno possiate tutti essere qui a Saragozza e festeggiare in presenza”, e rivolgendo un pensiero di pace in questi giorni tristi per tutti.

Dopo ha avuto luogo la cerimonia di nomina dei vincitori e, a conclusione, è stata proclamata aperta la 36ª edizione del Premio Nazionale Don Bosco. In quest’occasione è intervenuto anche il Ministro Faci, che ha colto l’occasione per sottolineare l’importanza dell’innovazione nella Formazione Professionale e del cambiamento atteso dal mondo dell’Educazione, da compiersi anche coinvolgendo il mondo delle imprese.

Il Premio Don Bosco è un riconoscimento all’imprenditorialità, al lavoro di squadra e all’innovazione. Dal suo avvio, nel 1984, questo concorso ha dato importanti contributi nel campo dell’educazione e nella relazione tra il mondo accademico e quello degli affari. Il Premio ha dato lustro al mondo della Formazione Professionale, mettendo in mostra il lato più bello di quest’opzione formativa, che dimostra di saper preparare i professionisti di domani alle richieste del mercato del lavoro. E, inoltre, è riuscito a coinvolgere istituzioni pubbliche, università e aziende, tutto a vantaggio dell’innovazione tecnologica promossa dai giovani. Il Premio Don Bosco è divenuto, infatti, anche una vetrina per iniziative imprenditoriali applicabili a futuri progetti d’impresa.