Inaugurato l’anno accademico 2020/2021 della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”

Dall’agenzia salesiana ANS, l’inaugurazione dell’anno accademico della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”.

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Roma, Italia – novembre 2020 – Oggi, 26 novembre, in diretta streaming, si è svolta l’inaugurazione del nuovo anno accademico della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”, presieduta da Don Ángel Fernández Artime, Rettore Maggiore dei Salesiani di Don Bosco e Gran Cancelliere. L’evento è iniziato con la relazione della Preside, Prof.ssa Piera Ruffinatto, FMA, il saluto del rappresentante degli studenti Diego Dionisi e la Prolusione Accademica “Reinventare l’educazione oggi. Il contributo dell’Università”, di Mons. Vincenzo Zani, Segretario della Congregazione per l’Educazione cattolica. È poi proseguito con il saluto di Don Ángel Fernández Artime, che ha proclamato Docente Emerita la Prof.ssa Ha Fong Maria Ko, docente di Sacra Scrittura, ed ha dichiarato aperto il nuovo anno accademico. Madre Yvonne Reungoat, Superiora Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice e Vice-Gran Cancelliere ha rivolto il suo saluto.

 

“La sacramentalità della parola” il nuovo libro di don Bozzolo e padre Pavan

E’ appena uscito, per i tipi della Queriniana, un libro scritto da don Andrea Bozzolo e da padre Marco Pavan, intitolato “La sacramentalità della Parola.

Il titolo riprende un’espressione presente nell’Esortazione apostolica Verbum Domini, che costituisce il frutto di un lungo cammino di ripensamento del rapporto tra Parola e Liturgia. Il volume intende mettere a fuoco il significato dell’espressione attraverso un percorso strutturato in quattro momenti.:

Il primo ricostruisce il percorso che ha condotto il magistero a formulare il tema, seguendo le tappe principali della sua acquisizione.

Il secondo si interroga sulla possibilità di un discorso “biblico” sulla “sacramentalità della Parola” alla luce di alcuni passi scelti dell’Antico e del Nuovo Testamento.

Il terzo momento esamina criticamente le proposte teoriche più rilevanti che nel corso del Novecento hanno offerto un’elaborazione coerente della sacramentalità della Parola.

La sezione conclusiva è dedicata a una ripresa delle questioni bibliche e teologiche implicate nel tema. Essa mostra che la proclamazione liturgica costituisce la destinazione originaria della Scrittura e il luogo sorgivo della sua ermeneutica ecclesiale, poiché restituisce alla Parola il carattere di evento vivo di Dio che parla al suo popolo. In questo modo la Parola contribuisce in modo determinante all’efficacia del sacramento, perché pone le condizioni perché esso si realizzi come libero dono di grazia e grato gesto di fede, fuori di ogni automatismo o asservimento del rito.

Al via l’evento ‘Economy of Francisco’ dal 19 novembre

Si segnala a partire da oggi 19 novembre fino al 21 novembre avrà luogo ‘Economy of Francisco’. La partecipazione è libera e caldamente consigliata.

Si rendono noti alcuni link utili per seguire l’evento:

Inoltre si segnala che in data odierna partirà ‘EoF Marathon’, tour virtuale con passaggi a staffetta che visiterà paesi di tutti i continenti. Il primo appuntamento è alle 18:00 in collegamento dal Portogallo.

Di seguito il link per partecipare:

Di seguito i link alle dirette giornaliere:

Il Papa nomina Padre Walter Guillén Soto, S.D.B vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi Metropolitana di Tegucigalpa

Il Santo Padre ha nominato Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi Metropolitana di Tegucigalpa (Honduras) il Padre Walter Guillén Soto, S.D.B., finora Rettore del Santuario Nacional de la Juventud San Juan Bosco di Tegucigalpa, assegnandogli la Sede titolare di Nasbinca.

Di seguito viene riportata la notizia integrale pubblicata su infoAns in merito alla nomina.

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(ANS – Città del Vaticano)– La Sala Stampa della Santa Sede ha annunciato sabato 14 novembre che Sua Santità Papa Francesco ha nominato il sacerdote salesiano don Walter Guillen Soto come Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Tegucigalpa, Honduras. A don Guillen Soto, attualmente Rettore del Santuario Nazionale della Gioventù “San Giovanni Bosco” di Tegucigalpa, è stata ora assegnato la sede episcopale titolare di Nasbinca.

Walter Guillen Soto è nato il 6 dicembre 1961 a San Pedro Sula, Honduras. Ha conseguito: la Licenza in Teologia presso l’“Universidad Francisco Marroquín” in Guatemala; in Pedagogia e Scienze dell’Educazione presso l’“Universidad Don Bosco” di San Salvador, El Salvador; e il Dottorato in Educazione e in Scienze Pedagogiche all’“Universidade de Santiago de Compostela”, Spagna.

Ha compiuto la professione religiosa come salesiano di Don Bosco il 6 giugno 1986 ed ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 5 novembre 1988.

Nella sua vita religiosa ha ricoperto i seguenti incarichi: Direttore Accademico dell’Istituto “San Miguel” di Tegucigalpa; Direttore dell’Istituto Teologico Arcidiocesano di Tegucigalpa; Direttore dell’Istituto “Ricaldone” a San Salvador; Direttore del Collegio “Don Bosco” di San José, Costa Rica; Direttore dell’“Instituto Técnico Don Bosco” di Città di Panama, Panama; Direttore dell’“Instituto Tecnológico Don Bosco AC” di Saltillo, Messico; Segretario particolare dell’Arcivescovo di Tegucigalpa, il card. salesiano Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga.

Dal 2017 è Rettore del Santuario “San Juan Bosco” di Tegucigalpa e dal 2018 Cappellano Generale dell’Università Cattolica dell’Honduras. È stato inoltre Presidente della Federazione Cattolica di Panama e Presidente della Confederazione Interamericana dell’Educazione Cattolica (CIEC).

Insieme a don Guillen Soto, il Santo Padre ha nominato come vescovo ausiliare di Tegicigalpa anche don Teodoro Gómez Rivera, del clero della diocesi di Choluteca Honduras, finora Vicario Generale e Vicario Episcopale per la Pastorale della diocesi, e gli ha assegnato la Sede titolare di Castello di Tatroporto.

Sull’Osservatore Romano la recensione del nuovo libro sulla santità salesiana di don Pierluigi Cameroni

La santità anche per te! In compagnia dei santi salesiani, è il nuovo libro di don Pierluigi Cameroni, postulatore generale della Congregazione e Famiglia Salesiana ed è stato recensito da Roberto Cutaia sull’Osservatore Romano.

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I salesiani, sono gioielli incastonati nell’immenso universo, le “miti” aquile della Chiesa cattolica. Non sono comode affermazioni o congetture da confermare in qualche torre d’avorio del mondo accademico. Tutt’altro, ci troviamo davanti all’ordine fondato da san Giovanni Bosco (1815-1888) — uno dei più grandi fondatori di Istituti religiosi nella Chiesa — congregazione illuminata dalla santità fiorita e maturata nel giardino del carisma salesiano, fatto di 172 (elenco aggiornato al 1o gennaio 2020) tra santi, beati, venerabili e servi di Dio. Ora qui si dà spazio al libro di don Pierluigi Cameroni, La santità anche per te! In compagnia dei santi salesiani (Elledici, Torino, 2020, pagine 289, euro 14), vera mappa topografica, un calepino ricco di dettagli, che svelano al mondo intero, il modo di comprendere più a fondo la carta d’identità della Famiglia Salesiana.

Scrive nell’introduzione il rettor maggiore don Ángel Fernández Artime, che viene offerto in unico volume «quel ricco patrimonio di santità che, nato da don Bosco, giunge fino ai nostri giorni», «perché il cammino di santità è un percorso da fare insieme, nella compagnia dei santi. La santità si sperimenta insieme e si raggiunge insieme. I santi sono sempre in compagnia: dove ve n’è uno, ne troviamo sempre molti altri».

I salesiani, tra i religiosi della Chiesa cattolica, dopo la Compagnia di Gesù, con circa 15.000 membri sono l’istituto più numeroso. Tant’è che la postulazione salesiana può vantare 9 santi, 118 beati, 17 venerabili e 28 servi di Dio. Da Domenico Savio a Laura Vicuña, Zeffirino Namuncurá, Franciszek Kęsy, Andrea Beltrami, Teresa Valsé Pantellini, Alberto Marvelli, Karol Golda, ebbene sono 46 tra santi, beati, venerabili e servi di Dio al di sotto dei 29 anni. E se immaginiamo il tronco d’albero, don Bosco, e i rami i suoi figli spirituali, «fioriti in ricchissimi e diversissimi frutti di santità. Da don Bosco fino ai nostri giorni — spiega don Cameroni, postulatore generale della Congregazione e Famiglia Salesiana — riconosciamo una tradizione di santità a cui merita dare attenzione, perché incarnazione del carisma che da lui ha avuto origine e che si è espresso in una pluralità di stati di vita». In ogni albero si possono avvistare rami taluni sporgenti e altri nascosti e non perché meno importanti, ma perché posti a svolgere opere a livelli e piani differenti così come avviene nella Chiesa cattolica, migliaia di sacerdoti, suore e fedeli laici ignoti probabilmente ai più, ma in realtà grandi custodi del patrimonio di missionarietà della Chiesa nel mondo. E non culliamoci del fatto che i testimoni salesiani Come stelle nel cielo, tra l’altro, titolo di un libro anch’esso emblematico dello stesso Cameroni (Velar-Elledici, Gorle-Bergamo, 2015, pagine 320), essendo “miti di cuore”, siano esenti dal martirio. Nient’affatto, leggendo e ripercorrendo la vita dei salesiani, emerge la “candida schiera dei martiri”, 117 (uomini e donne) che hanno sigillato nel sangue il loro essere discepoli di Cristo, «vescovi, sacerdoti, consacrati, giovani, laici che hanno testimoniato la fedeltà a Cristo e al Vangelo fino al sacrificio supremo della vita».

Dai protomartiri Luigi Versiglia a Callisto Caravario, uccisi in Cina nel 1930 per difendere la vita di alcune giovani donne catechiste, a padre Rodolfo Lunkenbein e all’indio Simão Bororo, assassinati nel cortile della missione salesiana di Meruri (Brasile) nel 1976. E ancora don Cameroni: «Si tratta di uomini e donne, giovani e adulti, consacrati e laici, vescovi e missionari che in contesti storici, culturali, sociali diversi nel tempo e nello spazio hanno fatto brillare di singolare luce il carisma salesiano, rappresentando un patrimonio che svolge un ruolo efficace nella vita e nella comunità dei credenti e per gli uomini di buona volontà». Nel variopinto mondo salesiano inevitabilmente visibile è il ramo fem- minile (Figlie di Maria Ausiliatrice). Sottolinea Cameroni: «Anzitutto Margherita Occhiena ad incarnare quella presenza materna che segna le origini dell’esperienza oratoriana, tanto da essere universalmente chiamata Mamma; tra le Figlie di Maria Ausiliatrice santa Maria Domenica Mazzarello a Mornese, con le prime sorelle, visse con sensibilità propria della donna l’incontro con bambine e ragazze povere, accolte nella prima casa delle Figlie di Maria Ausiliatrice» e, «sulla scia si possono ricordare Maria Maddalena Morano in Sicilia, suor Maria Troncatti, la madrecita, tra gli Shuar della foresta amazzonica. E poi la cooperatrice Donna Dorotea De Chopitea, e le beate Eusebia Palomino e Alexandrina da Costa».

Una dinamica quella di don Bosco che ha imparato da Dio, direbbe san Paolo, theodidaktoi cioè istruiti da Dio, imperniata dall’amorevole servizio alla persona, ispirata e tenuta viva dal motto del fondatore Da mihi animas, cetera tolle (Signore datemi anime prendetevi tutte le altre cose). «Siamo depositari di una preziosa eredità, che merita di essere meglio conosciuta e valorizzata. I santi, beati, venerabili e servi di Dio sono pepite preziose che vengono sottratte dall’oscurità della miniera per poter brillare e riflettere nella Chiesa e nella Famiglia Salesiana lo splendore della verità e della carità di Cristo».

Buoni Cristiani e Onesti Cittadini, nel cuore di Roma, al servizio dei senzatetto

Pubblichiamo l’articolo di Gianfrancesco Romano uscito sull’agenzia ANS sulla distribuzione ai senzatetto della zona di Roma intorno alla stazione Termini da parte dei giovani dell’oratorio salesiano ospitato nella sede della Casa Generalizia.

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(ANS – Roma) – L’impegno salesiano nel contrasto a Covid-19 è un’iniziativa globale tanto quanto la pandemia, che non ha lasciato indifferente alcuna Ispettoria o realtà salesiana nel mondo. Questo è vero non solo nelle estreme periferie della Congregazione, ma anche alla sua base: presso l’opera “Sacro Cuore” di Roma, che ospita la Sede Centrale Salesiana, i giovani dell’oratorio salesiano, in collaborazione con l’organizzazione di volontariato internazionale “Serve the City”, hanno distribuito lo scorso venerdì dei kit sanitari per la prevenzione dei contagi da coronavirus ai senzatetto che popolano l’area circostante la stazione Termini.

Mentre Covid-19 è tornato a sferzare con maggior vigore i Paesi europei, e di nuovo, come in primavera, le autorità italiane hanno emanato provvedimenti e limitazioni per invitare a restare a casa, diversi ragazzi e ragazze, mossi dal carisma salesiano (buoni cristiani) e dall’impegno civico (onesti cittadini), hanno perlustrato le strade del centro di Roma per dare una speranza di aiuto a chi una casa dove ripararsi non ce l’ha.

Nei giorni dal 19 al 24 ottobre i volontari di “Serve the City – Roma” hanno attivato una campagna di raccolta di prodotti anti-contagio, realizzata attraverso le reti sociali e il passaparola; per la raccolta dei materiali hanno potuto contare anche sulle strutture dell’opera “Sacro Cuore” e dell’oratorio-centro giovanile salesiano, che viene coordinato da don Francisco Santos. Così, grazie alla solidarietà di tanti singoli cittadini, italiani e stranieri, è stato possibile assemblare oltre un centinaio di “kit sanitari” contenenti ciascuno un flaconcino di igienizzante, due mascherine e dei pacchi di fazzoletti umidificati e fazzolettini di carta.

Nella serata di venerdì 23 ha poi avuto luogo la distribuzione ai senzatetto, guidata dai ragazzi e le ragazze dell’oratorio “Sacro Cuore” di Roma, che ogni venerdì sera, nell’ambito delle attività del percorso “La Banca dei Talenti”, escono per strada per distribuire cibo e bevande ai bisognosi, e che per questo possono vantare già una buona conoscenza delle persone della zona, delle loro storie e necessità.

“Lo spirito della nostra organizzazione, nata in Belgio circa 15 anni fa e poi diffusasi in tante realtà del mondo, è lavorare in collaborazione con le organizzazioni che già sono presenti sul territorio. Il nostro interesse, infatti, non è sostituire nessuno, ma creare connessioni tra risorse e bisogni” spiega Caterina Berardi, coordinatrice di “Serve the City – Roma”.

In linea con il tema anche del Forum Internazionale di “Serve the City”, realizzato sempre nel fine-settimana appena trascorso, la distribuzione di kit e dei pasti è avvenuta all’insegna del motto “Spread Kindness” (Diffondi la gentilezza). “Il servizio reso ci ha permesso di rispondere alle persone più vulnerabili tra quelli che vivono in strada: anziani, donne e quanti tra italiani e stranieri erano in situazione di maggiore urgenza, date le condizioni. Senza dimenticare che l’intenzione profonda in verità non è solo andare in strada per nutrirli, ma offrire attenzione, scambiare una parola, creare amicizia” aggiunge ancora Caterina.

Data la felice esperienza realizzata i volontari di entrambe le realtà hanno deciso di rinnovare il loro impegno a cooperare in favore di chi vive per strada, realizzando nuove spedizioni per aiutarli a fronteggiare l’emergenza Covid-19 e il freddo del prossimo inverno.

Gian Francesco Romano

Distanti, ma uniti: la Corsa dei Santi 2020 sarà in versione “virtual race”

Dall’agenzia salesiana ANS, pubblichiamo il comunicato sull’edizione 2020 della “Corsa dei Santi”, quest’anno in forma di “virtual race”.

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Le restrizioni imposte per il contenimento di Covid-19 impediscono quest’anno alla “Corsa dei Santi” – la manifestazione sportiva e solidale promossa dai salesiani in occasione della Festa di Ognissanti – di svolgersi secondo le modalità che la caratterizzavano in precedenza. Ciononostante, la manifestazione, promossa da “Missioni Don Bosco”, la Procura Missionaria salesiana di Torino, avrà ugualmente luogo, nel rispetto dei principi ispiratori che l’hanno sempre guidata: come festa collettiva, evento sportivo e strumento di solidarietà. L’edizione 2020 si svolgerà infatti in versione “virtual race”: dalle ore 7:00 del 30 ottobre 2020 alle ore 20:00 del 3 novembre 2020 (UTC+1), chiunque potrà partecipare all’evento correndo 10 chilometri su qualsiasi tracciato.

Sarà un evento a distanza realizzato grazie al sistema di tracciamento Gps realizzato da “TDS” attraverso una app, che consentirà ai partecipanti, una volta scaricata, di poter registrare la propria performance in tempo reale, di verificare in qualsiasi momento i chilometri effettuati, di rapportare il percorso individuale a quello che sarebbe stato il percorso tradizionale della Corsa dei Santi a Roma, e alla fine dei 10 km, di indicare la posizione di classifica virtuale di ogni concorrente.

Come per le precedenti edizioni in presenza, iscrivendosi alla prova si riceverà il pettorale virtuale, il diploma per i corridori che completeranno il tracciato e il kit con la maglia ufficiale che, se acquistata durante l’iscrizione, verrà inviata a domicilio.

Anche se a distanza, la “Corsa dei Santi” unirà migliaia di appassionati del running nel segno della solidarietà.

Il 1° novembre, inoltre, nel giorno tradizionale della Corsa dei Santi, in via della Conciliazione, lì dove negli anni passati era collocato il traguardo di avvio e di conclusione della manifestazione, ci sarà uno studio con ospiti di prestigio, da dove sarà trasmesso uno speciale in diretta televisiva su Canale 5 dedicato al tema solidale scelto quest’anno da “Missioni Don Bosco”.

Mediaset, come tutti gli anni, ha attivato una campagna di raccolta fondi attraverso il numero solidale 45530 attivo fino all’8 novembre (con chiamate o sms da cellulare o rete fissa).

E anche quest’anno la Corsa dei Santi servirà a fornire anche un supporto concreto alle iniziative salesiane nel mondo, grazie alla campagna solidale “Il tuo amore può abbattere le sbarre”.

Il progetto di quest’anno si rivolge minori privati della libertà nelle carceri di tutto il mondo. Secondo le Nazioni Unite, più di un milione di bambini e giovani in tutto il mondo sono privati della libertà nelle carceri o nei centri di reclusione per minori, accusati di piccoli reati. Di loro il 59% è in attesa di giudizio, trattati come criminali quando in realtà avrebbero piuttosto bisogno di supporto e assistenza sociale.

Seguendo il pensiero di Don Bosco, per il quale il cambiamento dei giovani avviene attraverso l’educazione, i salesiani operano nei centri di detenzione per far sentire a questi ragazzi la gioia di poter dar loro ascolto e attenzione.

La loro azione si concretizza in interventi specifici nelle diverse realtà e nelle diverse fasi del percorso di detenzione: a Freetown, in Sierra Leone, i missionari salesiani sono ad oggi gli unici a poter entrare nel carcere di Pademba, dove portano cibo, acqua e medicine, offrendo supporto e orientamento. In Italia sono impegnati da anni nelle carceri minorili con un’azione educativa che prevede la prevenzione, il sostegno per l’inserimento scolastico, le attività sportive e laboratoriali, il reinserimento sociale.

A Luanda, in Angola, lavorano per dare accesso alle misure alternative al sistema carcerario, a Ciudad Juarez, in Messico, curano l’animazione in carcere, grazie alla “Brigada de la Alegria”, a Chennai, in India, il reinserimento dei giovani nella società…

È per tutti questi giovani che è stato pensato il progetto “Il tuo amore può abbattere le sbarre”.

La manifestazione è promossa da Missioni Don Bosco ed è organizzata dall’Associazione Sportiva Dilettantistica “Corsa dei Santi” con il patrocinio dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport della Conferenza Episcopale Italiana, di “Mediafriends”, del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, della Federazione Italiana di Atletica Leggera, della Regione Lazio, dello Stato Maggiore della Difesa e di “AssoAeronautica”.

Sponsor della manifestazione sono “TEVA” e “MELINDA”, media partner invece “Corriere dello Sport”, “Il Tempo” e “Dimensione Suono soft”, partner tecnici “Ottaviani” e “Algida”, fornitore ufficiale “Cisalfa”.

 

Inaugurato l’anno accademico all’Università Pontificia Salesiana

Il 15 ottobre l’Università Pontificia Salesiana ha inaugurato il nuovo anno accademico dal titolo Ricerca  condivisa e convergente che ha anche segnato la chiusura dei festeggiamenti dell’ottantesimo anno dalla  fondazione. 

La mattinata è iniziata con la Celebrazione Eucaristica, presieduta dal Gran Cancelliere dell’UPS e Rettor  Maggiore dei Salesiani, don Ángel Fernández Artime. “Iniziamo un anno accademico particolare, speciale,  mentre una pandemia globale continua a scuotere le nostre sicurezze” marcando le disuguaglianze. L’invito  che don Artime ha rivolto a una rappresentanza della comunità accademica, contingentata in rispetto delle  norme anti Covid, è stato quello di mantenere “uno sguardo profondo e non superficiale” perché “la posta  in gioco è molto alta. Non bastano slogan o frasi ad effetto” per superare questo momento di emergenza.  “Se c’è un rischio che dovremo evitare come Comunità educativa universitaria, è quello di lasciarci toccare  da un altro virus molto pericoloso e attuale: l’individualismo”. E concludendo l’omelia ha detto: “Per vincerlo  non dobbiamo isolarci nel nostro orticello, ma, come proposto quest’anno, unendo le forze, condividendo e  facendo un percorso di convergenza, non solo attraverso le nuove tecnologie e i social, ma mediante la  costruzione di relazioni umane autentiche e ispirate al Vangelo”. 

Ha fatto seguito, nell’aula Paolo VI, il Solenne Atto accademico di inaugurazione dell’anno accademico. Tra  le Istituzioni presenti la Sindaca di Roma Virginia Raggi, la quale ha sottolineato l’importanza, sul territorio  romano, dell’Università Pontificia Salesiana definita “un luogo di formazione umana e professionale in cui i giovani hanno il privilegio di vivere un clima di forte interculturalità e internazionalità”. La Sindaca ha  evidenziato la particolarità dell’Inaugurazione dovuta alle limitazioni di questo momento di pandemia e sull’emergenza sanitaria ha commentato: “Non mi stancherò mai di citare le parole di Papa Francesco dette  in una Piazza San Pietro deserta: «nessuno si salva da solo». Infatti solamente uniti possiamo uscire da questo  periodo”.  

La Ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, ha parlato di umanesimo integrale e di “vocazione alla scelta formativa”; una vocazione educatrice che interpella tutti e che caratterizza gli  ottant’anni di storia dell’istituzione salesiana. “Oggi questa Università ci consegna un contributo  straordinario” perché nel tempo “l’educazione cattolica e la ricerca hanno saputo costruire un volto di  umanità e consapevolezza per l’intera società”. Elena Bonetti ci ha tenuto a sottolineare l’importanza, anche  nel mondo scientifico, del “volto generativo femminile, una sfida per garantire le pari opportunità” nel nostro  Paese.  

Claudio Di Berardino, Assessore della Regione Lazio per il Lavoro, Formazione, Scuola e diritto allo studio  universitario, ha evidenziato il “fermento culturale, la condivisione, la crescita personale e collettiva” che caratterizzano l’Ateneo Salesiano. Ha ribadito con forza la necessità di attuare nuovi modelli di sviluppo e  garantire il diritto allo studio universitario, “per non permettere al virus di scoraggiare le iscrizioni o  incoraggiare l’uscita dai percorsi di studi”. 

La Prolusione dell’Atto accademico è stata affidata alla prof.ssa Marica Branchesi, astrofisica e docente del  Gran Sasso Science Institute de L’Aquila. “Le scoperte di oggi sono collettive”, frutto della collaborazione di  “scienziate e scienziati di tutto il mondo che hanno saputo abbattere le barriere e hanno capito che la  diversità è un valore. È costruendo ponti e non muri che si realizzano questi grandi avanzamenti della  conoscenza”. Recuperando il tema dell’Inaugurazione, la prof.ssa Branchesi ha sottolineato che solo una  “ricerca condivisa e inclusiva determina una crescita interiore e della società”.  

Il Rettore dell’Università, il prof. don Mauro Mantovani, come da tradizione, ha ripercorso le attività e gli  obiettivi perseguiti nell’anno appena concluso, dall’attenzione per il Patto educativo globale all’attivazione  di servizi dedicati agli studenti con disabilità e DSA. Il lockdown dei primi mesi del 2020 ha reso necessaria  l’attivazione della didattica a distanza, permettendo al corpo docente di specializzarsi e sperimentare nuove  modalità di insegnamento, “una metodologia – ha sottolineato il prof. Mantovani – che non sostituisce quella  presenziale, ma che integra la didattica tradizionale da attivare in situazioni di particolare emergenza”.  

Dopo un intermezzo musicale e la premiazione di alcuni docenti e studenti, il Gran Cancelliere dell’Università  e Rettor Maggiore dei Salesiani, don Ángel Fernández Artime, ha aperto ufficialmente l’Anno Accademico  2020/2021.  

I viaggi del cuore su Rete4 racconta il Venezuela di don Rafael Montenegro

Pubblichiamo l’articolo di Famiglia Cristiana che racconta le storie di Missioni Don Bosco in onda la domenica mattina su Rete4, nel programma “I viaggi del cuore”.

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«Sono arrivato a Torino lo scorso febbraio. Sarei dovuto rientrare in Venezuela ad aprile, ma a causa del lockdown imposto per la pandemia del Covid-19 non sono più riuscito a partire». Bloccato in Italia, con il pensiero e il cuore costantemente rivolti verso il suo Paese. Quando lo raggiungiamo al telefono, don Rafael Montenegro, 54 anni, sta contando i giorni che lo separano dalla partenza, prevista per questa settimana.

«Sono nato nella città venezuelana di Valencia», racconta. «Là ho i miei genitori, tutta la mia famiglia». A febbraio don Rafael è stato nominato provinciale dei Salesiani del Venezuela. Le Missioni Don Bosco sono una presenza radicata nel Paese, dove offrono educazione, formazione, sostegno materiale con scuole, centri di formazione professionale, parrocchie, oratori, centri giovanili, case di accoglienza per i bambini e i ragazzi che vivono in strada. Oggi i salesiani sono 145, distribuiti in 22 case. «I dati ufficiali della pandemia non si conoscono. Ma in Venezuela un lockdown come quello che c’è stato in Italia non è pensabile: la gente per poter mangiare deve lavorare. La popolazione non può permettersi di restare chiusa in casa. Ma la problematica più difficile non è il Covid: la pandemia è una variabile che si aggiunge alla situazione di grave crisi politico-istituzionale ed economica. Basti pensare che in un Paese come il nostro ricco di petrolio non c’è più benzina». I supermercati sono vuoti, la gente è ridotta alla fame. «Lo stipendio base è di due dollari al mese. Alcuni farmaci sono reperibili, ma a prezzi folli». Si parla di 5 milioni di venezuelani emigrati verso la Colombia e il resto del Sudamerica. Ma con il Covid in gran parte hanno perso il lavoro e si è verificato un controesodo di massa.

«Quanto ai giovani, con la pandemia la didattica a distanza ha peggiorato la situazione di abbandono scolastico: l’elettricità è carente, la connessione internet precaria e una gran parte dei ragazzi non ha un computer». E poi c’è la questione della foresta amazzonica e delle popolazioni indigene. In Amazzonia i salesiani sono presenti con quattro case e operano tra gli indios di diverse etnie. «Il grande problema è lo sfruttamento minerario e delle risorse del territorio». Don Rafael ricorda quando il Venezuela era il Paese più ricco del Sudamerica. Poi nel 1999 è arrivato al potere Hugo Chavez con l’utopia del socialismo bolivariano: «Da lì è cominciata la distruzione». Ma don Rafael non perde la speranza. «Il male fa più rumore. Ma il Venezuela è una terra abitata da gente buona con un grande cuore».

Kanpur inaugurato il nuovo “Centro Don Bosco” per giovani aree rurali

Sabato 10 ottobre, l’Ispettoria salesiana “Gesù Buon Pastore” di India-Nuova Delhi (Inn) ha inaugurato il nuovo “Centro Don Bosco” di Maharajpur Nagar, a Kanpur.

“Il centro – riferisce l’agenzia salesiana Ans – intende promuovere l’educazione e la formazione tecnico-professionale di ragazzi e ragazze con scarse risorse e organizzerà attività per la formazione della personalità, programmi sociali e di autoconsapevolezza, per lo sviluppo del pensiero critico e creativo e delle competenze, e si occuperà anche di favorire il lavoro in rete, l’assistenza sanitaria di base e il sostegno psicosociale tra i suoi allievi”.

Kanpur attrae molti bambini e ragazzi che “dalle aree rurali scappano solamente per garantirsi la sopravvivenza. Ma lì molto di loro entrano in contatto con droghe e sostanze varie e subiscono abusi fisici e morali”.

Il “Centro Don Bosco” di Kanpur, con strutture per l’educazione, la formazione professionale, la cura della salute e altri programmi di sviluppo delle capacità, prenderà iniziative a favore di questi minori per il loro pieno reinserimento sociale.

In occasione della benedizione e dell’inaugurazione del nuovo “Centro Don Bosco”, mons. Raphy Manjaly, vescovo di Allahabad, ha esortato la popolazione locale a sostenere le iniziative salesiane. Il nuovo centro è frutto dell’impegno dell’Ispettoria Inn, e della collaborazione con la “Fondazione opera Don Bosco Onlus” di Milano e “Missioni Don Bosco” di Torino, e ha goduto anche del sostegno dell’impresa francese “Asha”.

(Sir Agenzia d’Informazione, 14 ottobre)