Il Rettor Maggiore raccontato da chi lo conosce bene: alcune testimonianze

Dall’agenzia ANS.

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(ANS – Madrid) – In vista della fine del mandato del Rettor Maggiore – prevista per il prossimo 16 agosto 2024, secondo quanto indicato dal Santo Padre Francesco – diverse personalità della Famiglia Salesiana stanno condividendo le loro testimonianze personali sul Cardinal Ángel Fernández Artime. Ecco di seguito come si sono espressi tre salesiani spagnoli che ben conoscono il X Successore di Don Bosco, e cioè il Consigliere per la Regione Mediterranea, don Juan Carlos Pérez Godoy, il Superiore dell’Ispettoria Spagna-San Giacomo Maggiore (SSM), don Fernando García, e il Superiore dell’Ispettoria Spagna-Maria Ausiliatrice (SMX), don Fernando Miranda.

Così parla il primo dei tre, don Pérez Godoy, Consigliere Regionale:

“Se devo fare una valutazione di questi anni di Rettorato di don Ángel e del mio rapporto con lui, devo iniziare ringraziando il Signore per il dono che la sua persona, come Rettor Maggiore, ha significato per la Congregazione. Nei miei anni da Ispettore a Madrid mi sono sempre sentito molto accompagnato. È stato un Rettor Maggiore, almeno nella mia esperienza, molto vicino agli Ispettori. E lo è stato sia dal punto di vista del rapporto personale, sia per la capacità di creare di spazi, come l’incontro a metà del sessennio, che permettano questa vicinanza e l’accompagnamento degli Ispettori. In seguito, ho avuto la grazia di collaborare con lui come membro del Consiglio Generale.

Mi sono sempre sentito libero di esprimere la mia opinione sui diversi temi, perché lui crea un clima che incoraggia tale atteggiamento. Apprezzo la sua grande determinazione nell’affrontare alcune questioni delicate che la Congregazione doveva risolvere e che grazie a lui – a mio avviso – sono state risolte. Ammiro il suo cuore salesiano che ha sempre al centro i giovani, la sua capacità di lavoro, di relazione, la sua disponibilità e la semplicità, il suo amore per la Chiesa e, in particolare, per il Papa; il suo amore per i confratelli e la sua visione del presente e del futuro della Congregazione in relazione a temi come i giovani più bisognosi, la corresponsabilità con i laici e la nostra identità salesiana, in particolare quella di noi salesiani consacrati. Senza dubbio è stato un grande dono per la Congregazione e per tutta la Famiglia Salesiana”.

Gli fa eco, da parte sua, don García, Ispettore SSM:

“Conservo un ricordo molto vivo dei giorni in cui si svolgeva il Capitolo Generale 27°: in modo per me inaspettato, il nome di Ángel venne fuori nelle conversazioni sul possibile Rettor Maggiore. Ho vissuto la sua nomina con emozione e con quell’atmosfera familiare che tanto ci caratterizza quando parliamo del successore di Don Bosco.

Senza dubbio, il mio ricordo più intenso con lui si colloca in quel giorno in cui ricevetti la sua chiamata in cui mi chiese di assumere il servizio di Ispettore. In quel momento, e in tanti altri, ho trovato in lui confidenza e vicinanza, ascolto e familiarità. Il mio sentimento è di gratitudine per questi anni, e di fiducia per il nuovo servizio che ora svolgerà per la Chiesa”.

Conclude, infine, don Miranda, Ispettore SMX:

Penso che Ángel, nel suo periodo di servizio alla Congregazione come Rettor Maggiore, abbia affrontato situazioni particolarmente impegnative e difficili. E di fronte ad esse è stato coraggioso e fedele al carisma.  Non sono state decisioni prese alla leggera e senza discernimento. Inoltre, ha portato semplicità nei rapporti, vicinanza ai giovani e ai salesiani. Personalmente, come Ispettore, mi sono sentito ascoltato e accompagnato da lui, soprattutto in alcuni momenti specifici del servizio ispettoriale.

Apprezzo molto e credo che faccia bene anche al nostro carisma il valore e l’affetto che ha dato alla Famiglia Salesiana, aiutando noi SDB a riscoprire il legame carismatico che ci caratterizza. Sono anche grato per il suo sguardo e il senso di fede di fronte alle diverse situazioni che dobbiamo affrontare e che ci sfidano come istituzione. Almeno, questo è ciò che ho scoperto nei suoi interventi, soprattutto nelle Strenne. E chiedo al Signore e a Maria Ausiliatrice di aver cura di lui e di continuare ad accompagnarlo nel suo nuovo servizio”.

RMG – Pubblicato un nuovo numero di “Ricerche Storiche Salesiane”

Dall’agenzia ANS.

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(ANS – Roma) – È stato pubblicato il numero 82, relativo al semestre gennaio-giugno 2024, di “Ricerche Storiche Salesiane” (RSS), la rivista semestrale di storia religiosa e civile, pubblicata dall’Istituto Storico Salesiano (ISS). Come sempre, tanti sono i contributi rilevanti e di spessore, per appassionati e non.

La rivista accoglie, nel settore STUDI di questo numero, quattro saggi:

Il primo contributo è di Ana Martín García che tratta: “Dalla narrazione, all’immagine, all’immaginario salesiano: l’iconografia del Sogno dei Nove Anni di Don Bosco nelle arti visive”. In occasione del Bicentenario del Sogno dei Nove Anni di Don Bosco, questo articolo approfondisce la storia e l’iconografia di questo avvenimento (1824). La scena è stata ufficialmente costituita tra la beatificazione (1929) e la canonizzazione (1934), periodo in cui stata rappresentata per la prima volta nelle arti. Pertanto, l’obiettivo principale di questa ricerca è l’analisi dell’inizio e dell’evoluzione della rappresentazione iconografica del sogno nelle arti visive. L’interesse di questo studio risiede nel fatto che queste immagini formulano una parte importante dell’essenza dell’immaginario salesiano: le opere sono incorporate nel campo della cultura visuale come elementi efficaci per la narrazione e la configurazione dell’identità visiva della vita del santo.

Segue la ricerca della storica Grazia Loparco: “I collegi delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Italia tra continuità e cambiamenti”. Lo studio, presentato in due parti, riguarda i collegi delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) in Italia. Come istituzione educativa tipica per l’educazione delle ragazze nel XIX e metà del XX secolo, i numerosi collegi contribuirono alla diffusione dell’istruzione femminile. Essi andavano incontro alle esigenze delle famiglie e alle difficoltà poste dalla mobilità per raggiungere le scuole. Per la Chiesa costituirono ambienti educativi preziosi e diffusi sul territorio, per non disperdere la fede in tempi di profondi cambi culturali. L’analisi delle fonti ricostruisce la vita e l’offerta formativa tipica dello spirito salesiano per preparare madri e maestre cristiane in grado di esercitare un influsso in famiglia e nella società avviata alla secolarizzazione. Nella valutazione di quest’opera, tra le molte altre promosse dalle FMA, resta il fatto che nella loro comprensione i collegi esprimevano in modo più compiuto l’educazione integrale secondo il Sistema Preventivo, preparando le educande alle responsabilità della vita adulta.

Il terzo articolo, di Paolo Pieraccini, presenta: “Don Antonio Belloni e gli orfani di Palestina (1863-1890). Un’opera di beneficenza troppo a lungo ignorata, propedeutica all’approdo dei Figli Di Don Bosco in Terra Santa (15 Giugno 1891)”. Don Antonio Belloni iniziò la sua attività educativa e assistenziale nell’area di Betlemme nel 1863.  Egli dovette presto far fronte a complicazioni di ogni genere, prima fra tutte quella di reperire adeguate risorse per garantire strutture e servizi educativi adeguati a un numero sempre più cospicuo di giovani assistiti. Fin dal 1869 iniziò ad accarezzare il progetto di cedere il suo orfanotrofio a qualche solida congregazione religiosa cattolica, che avrebbe potuto farsene carico molto meglio di un semplice prete privo di protezioni politico-religiose, di adeguate risorse finanziarie e di coadiutori capaci e numerosi. Solo verso la fine dell’ottavo decennio dell’Ottocento maturarono le condizioni che permisero a Belloni di realizzare il progetto di affidare le sue istituzioni ai salesiani: innanzitutto la morte di Don Bosco (gennaio 1888) – che si era sempre mostrato titubante a rispondere ai reiterati inviti di Belloni stesso – e quella del patriarca latino di Gerusalemme Vincenzo Bracco (giugno 1889), che non gradiva l’arrivo dell’ennesima ingombrante congregazione religiosa in diocesi.

Questo settore si chiude con l’articolo di don Thomas Anchukandam, SDB: “José Luis Carreño Etxeandia Sdb – Un modello missionario salesiano in un contesto pluralista e globalizzato”. José Luis Carreño Etxeandìa SDB raggiunse l’India nel giugno del 1933 e, grazie alle sue doti di natura e di grazia, si dimostrò uno dei missionari più intrepidi e creativi che abbiano mai raggiunto un Paese noto per il suo contesto multiculturale e plurireligioso. Grazie al duro lavoro e all’impegno, si dimostrò l’architetto di quello che sarebbe diventato il Campus del Sacro Cuore a Tirupattur, la culla dei salesiani nell’India meridionale. Ma soprattutto, grazie alla sua apertura di cuore e di mente, don Carreño riuscì a stringere amicizia e a conquistare l’affetto e la collaborazione della popolazione, di cui solo una minima parte professava la fede cristiana. Inoltre, sebbene il termine “missionario” sia spesso associato a coloro che predicano il proprio credo religioso per convertire gli altri alla propria fede, già nel periodo precedente al Concilio Vaticano II, don Carreño, attraverso i suoi sforzi di dialogo pratico, dimostrò di essere un missionario di stampo post-conciliare. Il presente studio è un tentativo di presentare questo grande Figlio di Don Bosco a un pubblico più ampio, anche se la Congregazione Salesiana continua a muoversi in nuovi territori di missione e quindi è chiamata ad affrontare nuove e sempre diverse sfide culturali e sociali. In verità, don Carreño, attraverso la sua vita e le sue attività, ha mostrato come si possa portare la Buona Novella ai poveri, accogliere e sollevare gli orfani, moltiplicare il riso per le masse, predicare una visione più gioiosa della vita agli oppressi e ai rassegnati e incarnare la compassione e l’amore di un Salvatore crocifisso e sacramentato a un mondo tormentato.

Nel settore FONTI è presentato un testo originale: lo studioso salesiano don Aldo Giraudo ha elaborato criticamente: “I manoscritti francesi delle conferenze di Don Bosco ai cooperatori di Marsiglia (1880-1881)”. La fondazione dell’opera salesiana di Marsiglia (luglio 1878) si colloca in un contesto politico particolarmente delicato per la Chiesa francese. L’“Oratoire Saint-Léon”, sollecitato dall’intraprendente abbé Guiol curato di Saint-Joseph, e strenuamente sostenuto dal generoso contributo del laicato cattolico cittadino, che aveva costituito la “Societé Beaujour per la tutela delle opere sociali cattoliche”, era destinato al ricovero e all’istruzione dei ragazzi di ceto operaio e dei fanciulli immigrati italiani abbandonati a sé stessi. I due discorsi di Don Bosco ai cooperatori marsigliesi (20 febbraio 1880 e 17 febbraio 1881) mostrano la sintonia del santo con le istanze e gli ideali che animavano le varie componenti del cattolicesimo locale, in reazione alla svolta laicistica del governo repubblicano; nello stesso tempo ne documentano lo zelo pastorale, la lucida percezione delle problematiche, insieme all’ampiezza di vedute, alla capacità di adattamento e all’abilità pratica e progettuale. Attorno a lui si sviluppa un movimento di ammirazione, attrazione e adesione, che ne amplifica il prestigio, favorito dalla fama taumaturgica: egli lo orienta in prospettiva caritativa, educativa e pastorale, secondo il suo inconfondibile carisma.

Nel settore PROFILI sono contenuti due saggi. Il primo è della ricercatrice Piera Cavaglià, che presenta: “Madre Caterina Daghero al governo dell’Istituto FMA per 43 anni”. Invece il secondo è della studiosa Margarita Acedo: “In memoriam di sor María Felipa Nuñez Muñoz (1930-2023). Maestra, Licenciada en Filosofia y Letras y en Historia Contemporanea y Doctora en Historia Contemporanea”.

Nel settore NOTA c’è un articolo di don Stanisław Zimniak, SDB: “Annotazioni e riflessioni su alcuni elementi metodologici per lo studio della memoria storica salesiana”.

Nel settore RECENSIONI sono state recensite pubblicazioni sugli argomenti relativi alle personalità ed all’attività salesiane: Petr Zelinka, “Salesiáni Dona Boska v Československu (1924-1939) [Salesiani di don Bosco in Cecoslovacchia (1924-1939)]. Olomouc, Vydavatelství FF UP 2021; Paola Cuccioli – Grazia Loparco (a cura di), “Le Figlie di Maria Ausiliatrice in Italia (1872-2022). Case e opere. (Centro Studi Figlie di Maria Ausiliatrice – Associazione Cultori di Storia Salesiana, Percorsi 7/1-2). 2 voll. Teramo, Edizioni Palumbi 2023; Penny Rose Chinir – Euginia Laloo – Lily Perumpettikunnel (ed.), “History of the FMA in Northern India 1923-1983. 3 voll. Shillong, Vendrame Institute Publications, Sacred Heart Theological College 2023.

Nel settore SEGNALAZIONI si presentano i seguenti volumi: salesiani di Jaén, “50 años 1970-2020. Salesianos Jaén. ¡Aquí con pocos medios, se evangeliza! Historia de los Salesianos en Jaén. Cincuenta años narrados desde el corazón de quiénes lo han vivido. Jaén, Casa Salesiana San Juan Bosco de Jaén 2021; Eliane Anschau Petri, “Maria Domenica Mazzarello, donna forte e resiliente. (Percorsi 6). Teramo, Edizioni Palumbi 2023; Philomena D’Souza (ed. by), “FMA India. History of Her Growth. South India 1922-1982. Vol. I. 1922-1945. Daughters of Mary Help of Christians – FMA (Salesian Sisters of Don Bosco)” Chennai. The New Leader Publications 2023.

A cura di don Stanisław Zimniak, caporedattore delle RSS

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RMG – La preghiera del CG29 disponibile ora anche nella versione musicata

Dall’agenzia ANS.

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(ANS – Roma) – Per favorire la preparazione spirituale di tutti i Salesiani in vista del 29° Capitolo Generale (CG29) della Congregazione – in programma a Torino-Valdocco dal 16 febbraio al 12 aprile 2025, sul tema “APPASSIONATI PER GESÙ CRISTO, DEDICATI AI GIOVANI” – è stata realizzata una versione musicata della preghiera ufficiale del Capitolo che, prendendo spunto dal primo verso della preghiera, s’intitola “Padre Buono”. La musica per la preghiera è stata composta dallo stesso Regolatore del Capitolo Generale 29°, don Alphonse Owoudou, in una maniera del tutto particolare e innovativa: utilizzando l’Intelligenza Artificiale (IA).

“Ho una certa pratica, sin dai tempi dello studio all’Università Pontificia Salesiana, con alcuni strumenti di registrazione ed editing, che uso anche per realizzare delle brevi meditazioni – ha raccontato ad ANS don Owuodou –. In questo caso, ho fornito all’IA delle indicazioni sulla musica e sul testo, ma poi sono dovuto intervenire personalmente in più aspetti”.

La canzone, realizzata attualmente nella sola versione italiana, riprende infatti quasi integralmente il testo della preghiera, ma prevede al contempo l’introduzione di un ritornello e alcune altre modifiche necessarie per renderla più orecchiabile musicalmente.

“Il primo risultato non mi soddisfaceva – ha proseguito don Owoudou –. Era un brano piuttosto lungo, con diverse ripetizioni e chitarre rock che stonavano con l’impostazione meditativa che avevo dato per la melodia. Così ho provveduto a fare dei tagli ‘chirurgici’, separando il testo in più strofe, eliminando i ritornelli eccessivi e lasciando ciò che mi convinceva. Alla fine, ho raggiunto i 3 minuti di canzone che, una volta che ho fatto sentire anche ad altre persone, ho visto che piace”.

Il risultato è uno strumento prezioso per tutti i Figli di Don Bosco che si preparano a vivere l’importante tappa del CG29.

“Ora che sono stati completati i 93 Capitoli Ispettoriali ricevo tanti riscontri dai confratelli che stanno adottando la preghiera preparatoria. Alcuni pregano meglio con le immagini, altri con le parole, altri ancora con la musica… Ecco il perché di quest’opzione”

conclude il Regolatore del CG29.

Don Owoudou ha anche voluto ringraziare don Francesco Marcoccio, Direttore della comunità della Sede Centrale Salesiana, per aver preparato la preghiera per il CG29; e in merito al canto “Padre Buono” ha assicurato che nei prossimi giorni un artista nigeriano, Francis E., ultimerà la realizzazione della sola base musicale, utilizzabile per produrre delle altre versioni in lingua della medesima canzone, o semplicemente come accompagnamento.

Il brano “Padre Buono” – preghiera per il CG29, è stato infine accompagnato da un video realizzato dall’Agenzia iNfo Salesiana (ANS), che aggiunge alla musica anche la potenza evocativa delle immagini.

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Libano – Insediamento del nuovo Superiore dell’Ispettoria salesiana del Medio Oriente

Dall’agenzia ANS.

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El Houssoun, Libano – luglio 2024 – La sera di sabato 6 luglio, nella casa salesiana di El Houssoun, in Libano, è stata celebrata la cerimonia di insediamento del nuovo Superiore dell’Ispettoria salesiana “Gesù Adolescente” del Medio Oriente (MOR), don Simon Zakerian. La cerimonia è stata presieduta da Juan Carlos Pérez Godoy, Consigliere per la Regione Mediterranea, in rappresentanza del Rettor Maggiore. Per l’occasione, si è mobilitata la Famiglia Salesiana del Libano, con una nutrita rappresentanza proveniente dalle case salesiane della Siria: Salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice, Salesiani Cooperatori, collaboratori, animatori, giovani e amici di Don Bosco. Tutto queto in comunione spirituale con le altre comunità dell’Ispettoria MOR (Egitto, Terra Santa), che per vari motivi (viaggi, confini, difficoltà della zona) non hanno potuto partecipare. Tutti hanno circondato d’affetto don Alejandro José León, già Ispettore MOR, e don Simon Zakerian. Don Godoy ha ringraziato don León per il suo servizio di animazione e governo dell’Ispettoria MOR in momenti di speciali difficoltà, e ha augurato al nuovo Ispettore don Zakerian di essere centro di unità fraterna per continuare la testimonianza cristiana e salesiana nel Medio Oriente ferito. I momenti salienti del rito, durante la celebrazione eucaristica, sono stati: la lettura del decreto di nomina, l’omelia, la professione di fede e la firma del documento di accettazione, le parole di ringraziamento di don León e quelle di fiducia e incoraggiamento di don Zakerian, per un futuro di speranza. Il rito si è concluso con la benedizione di Maria Ausiliatrice ed è stato seguito da un momento conviviale e di festa salesiana all’aperto, in un clima di spontaneità e allegria.

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Vaticano – Sarà santo Giuseppe Allamano, exallievo dell’oratorio di Valdocco

Dall’agenzia ANS.

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(ANS – Città del Vaticano) – In occasione del Concistoro ordinario per la canonizzazione di numerosi beati, che si è tenuto il 1° luglio 2024 in Vaticano, è stata annunciata anche la canonizzazione, domenica 20 ottobre 2024, in occasione della Giornata Missionaria Mondiale, del Beato Giuseppe Allamano, fondatore dei Missionari e delle Missionarie della Consolata.

Biografia. Giuseppe Allamano nacque nel 1851 a Castelnuovo d’Asti, lo stesso paese di San Giovanni Bosco, che lui stesso ebbe come direttore spirituale da bambino e adolescente all’Oratorio Salesiano di Valdocco.

Ordinato sacerdote nel 1873, accettò in seguito, per obbedienza, l’incarico di Rettore del Santuario della Consolata, che nessuno voleva per l’antica costruzione ormai in rovina e la difficile situazione del convitto per la preparazione dei giovani sacerdoti. Si adoperò quindi con ogni mezzo perché la Consolata tornasse ad essere un centro spirituale per la città di Torino. Si interessò anche ai problemi degli operai e divenne un pioniere della stampa cattolica.

Attratto fin da ragazzo dall’ideale missionario, concepì con estrema chiarezza la missione ad gentes quale massima realizzazione della vocazione sacerdotale e per questo diede vita, nel 1901, all’Istituto Missionari della Consolata. Avvertita poi l’urgenza di donne consacrate a tempo pieno alla causa dell’evangelizzazione, fondò, nove anni più tardi, l’Istituto Missionarie della Consolata. Morì il 16 febbraio 1926. Fu beatificato da San Giovanni Paolo II il 7 ottobre 1990.

Il miracolo attribuito all’intercessione del Beato Giuseppe Allamano è avvenuto nella foresta amazzonica brasiliana, nello Stato di Roraima, dove Sorino, uomo dell’etnia Yanomami, fu attaccato da un giaguaro che lo ferì gravemente alla testa, aprendogli la scatola cranica; era il 7 febbraio 1996, primo giorno della novena del Beato Giuseppe Allamano. Trasportato all’ospedale di Boa Vista, accudito dalle Missionarie della Consolata, che non cessavano di chiedere la sua guarigione per intercessione del Padre Fondatore, Sorino ha miracolosamente recuperato la salute in pochi mesi, e vive tutt’ora nella sua comunità indigena.

Giuseppe Allamano e Don Bosco. Durante il processo per la canonizzazione di Don Bosco, don Allamano affermò di aver incontrato e parlato con Don Bosco già a Castelnuovo, quando era ragazzo. Il vero incontro, però, avvenne a Valdocco, nel 1862, quando l’Allamano entrò all’Oratorio, assieme al fratello Natale, accompagnato dallo zio don Giovanni Allamano. Non conosciamo nulla del primo incontro tra Don Bosco e l’Allamano, ma si sa con sicurezza che tra i due, da allora, iniziò ad instaurarsi una buona intesa: “Il Venerabile Don Bosco era da tutti amato per la sua bontà, e da tutti riceveva segni di riverenza e di affetto. Il suo sistema era di attirarsi i cuori, e non conobbi alcuno che si lamentasse di lui”.

Da Don Bosco, come è ovvio tenuto conto della sua squisita arte pedagogica, l’Allamano è pure stato aiutato e incoraggiato nel cammino di formazione: “Che io abbia avuto ed abbia speciale affetto e devozione per il Venerabile, per il bene che mi ha fatto nella mia prima educazione, e per essere stato in quel tempo mio confessore regolare, è verità”. Il giovane Allamano fu anche rimproverato da Don Bosco quando il 19 agosto 1866 lasciò Valdocco senza salutarlo: “Me l’hai fatta grossa…Sei andato via senza salutarmi!”. L’Allamano conservò sempre un ricordo positivo di Don Bosco educatore e fondatore, assieme all’ammirazione di quanto operavano i salesiani. Ecco una sua spontanea confidenza fatta verso la fine della propria vita: “Mi sono domandato molte volte quale sia il motivo per cui il Signore abbia benedetto e benedica i Salesiani in modo così straordinario; e penso che uno dei motivi, se non il principale, è che essi hanno rispettato Don Bosco. L’hanno rispettato da vivo e l’hanno rispettato da morto. Io ne sono testimonio, e ricordo come ai miei tempi nell’Oratorio si eseguivano le volontà e i desideri di Don Bosco. Per questo il Signore li ha benedetti e li benedice”.

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Il Settore per la Pastorale Giovanile pubblica la nuova edizione del settore “Centro di Formazione Professionale”

Dall’agenzia ANS.

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(ANS – Roma) – Il Settore per la Pastorale Giovanile salesiana ha appena pubblicato un’edizione aggiornata e notevolmente ampliata del settore Centro di Formazione Professionale del “Quadro di Riferimento per la Pastorale Giovanile” (2014), che ripercorre il percorso di riflessione e di prassi degli ultimi anni nella Congregazione salesiana intorno all’attualità, all’identità e al lavoro educativo-pastorale di queste presenze salesiane. Lo sforzo del Settore, attraverso i diversi coordinatori continentali del “Don Bosco Tech” e le loro equipe, è consistito nel raccogliere quanto è stato condiviso in tanti incontri di riflessione e condivisone durante questi ultimi due anni.

Il gruppo di lavoro incaricato di redigere il documento e stato composto da: don Claudio Cartes, della “Red de Centros de Formacion Profesional” en America; don T. J. George e don Maximus Okoro, del “Don Bosco Tech Africa”; don George Mathew, per il “Don Bosco Tech India”; don Dindo Vitug, per “Don Bosco Tech Asean”; Miguel Esquíroz, Ivan Toscano e Piero Fabris, per “Don Bosco Tech Europe”; don Patrick Anthonyraj e don Joebeth Vivo, del Settore per la Pastorale Giovanile. La stesura finale è stata curata da don Miguel Angel García Morcuende, Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile.

Il volume costituisce un supporto pratico per l’approfondimento personale della Formazione Professionale Salesiana. Il testo è destinato principalmente a coloro che operano in questo campo, quale efficace strumento di riflessione e formazione, pur essendo rivolto anche ai salesiani in formazione e coloro che a, vario titolo, si interessano a questo settore educativo-pastorale.

Grazie ad una solida tradizione nel mondo della Formazione Tecnica e Professionale e al continuo dialogo con l’imprenditoria di tutti i contesti, il Centro di Formazione Professionale salesiano nel mondo può vantare una significativa capacità di avviare i giovani verso il mondo del lavoro. Le visite tecniche, i periodi prolungati di stage, i tirocini in azienda, i frequenti interventi dei docenti e del personale specializzato e una proposta educativa-pastorale integrale sono solo alcuni dei fattori che alimentano questa stretta simbiosi tra scuola-formazione-mondo del lavoro.

Il lavoro per i salesiani non è da intendersi come mera occupazione, ma come vocazione e professionalità. Occorre guardare al “lavoro buono”, quello che procura un beneficio reale ai giovani e alla comunità. Nella formazione professionale l’educatore salesiano ha una vocazione: rendere i giovani idonei ad occupare con dignità il posto nella società e aiutarli a prendere coscienza del loro ruolo in vista della trasformazione della vita sociale, secondo l’umanesimo cristiano.

Esiste a disposizione una versione PDF per la stampa, disponibile a fondo pagina in cinque lingue: italiano, inglese, spagnolo, francese e portoghese.

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Missioni Don Bosco: la condizione delle famiglie ucraine a “I viaggi del cuore” domenica 7 luglio

Si riporta di seguito il Comunicato Stampa di Missioni Don Bosco.

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Ufficio Stampa Missioni Don Bosco,
27 Giugno 2024

Testimonianza di padre Antúnez di Missioni Don Bosco

La condizione delle famiglie ucraine a “I viaggi del cuore” domenica 7 luglio

Due visite di solidarietà per raccogliere le speranze profonde degli orfani, delle vedove, dei mutilati di guerra, degli sfollati

Uno sguardo partecipe sulla situazione delle famiglie ucraine è il contenuto dell’intervento di padre Daniél Antúnez, presidente di Missioni Don Bosco, nel programma “I viaggi nel cuore” in onda domenica 7 luglio alle ore 8,50 su Canale 5.

Dopo aver visitato Lviv (Leopoli) nella settimana successiva all’inizio della seconda invasione russa del 2022, è tornato la scorsa primavera con una piccola delegazione dei salesiani italiani nella stessa città, e si è spinto fino alla capitale Kiyv sotto i bombardamenti. In entrambi i viaggi, l’obiettivo è stato quello di mostrare la vicinanza morale e fattiva alla popolazione colpita dalla guerra, mediante il sostegno ai confratelli residenti in quel Paese. Per il loro tramite, e in base alle loro rilevazioni dei bisogni, sono stati inviati aiuti umanitari, mirati soprattutto ai minori.

Il ponte fra le due visite è stata l’accoglienza in Italia di un ampio gruppo di donne e di bambini, famiglie prive di casa e con gli uomini al fronte, nella Casa Madre dei salesiani a Valdocco (Torino), nel periodo più pericoloso. Fra gli ospiti anche Victoria, che a maggio del ’22 ha partorito il suo secondo figlio a Torino. È stata una delle permanenze più lunghe, insieme con i suoi genitori (il padre troppo anziano per essere chiamato alla leva militare) e con il primogenito Miror, fino al rientro nel suo Paese nei primi mesi del 2023. Al bambino è stato dato il nome Damir, che significa “dono di pace“.

Ad aprile di quest’anno p. Antúnez ha raggiunto la casa di Victoria a Kiev:

“Questo incontro mi ha aperto il cuore. Una bellissima usanza ucraina è quella di accogliere gli ospiti con del pane, per farli sentire parte della famiglia. E io mi sono sentito così: ci siamo seduti a tavola – in questo gli Ucraini sono molto simili agli Italiani e agli Argentini come me – ed è stato come essere a casa. Malgrado la guerra, malgrado l’ansia per il futuro, abbiamo respirato un’atmosfera di grande serenità e di condivisione”.

Oggi Damir ha due anni, è un bellissimo bambino, vivace e allegro, pieno di vita; suo fratello Miron frequenta la prima elementare. Il padre è tornato al fronte, dopo un breve permesso per conoscere il secondogenito.

Scarica il Comunicato Stampa

Festa del Ringraziamento al Rettor Maggiore 2024: 10 anni di gratitudine verso il X Successore di Don Bosco, Card. Ángel Fernández Artime

Dall’agenzia ANS.

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(ANS – Roma) – Nella giornata di lunedì 24 giugno 2024 si rinnova per la 154a volta la tradizionale Festa del Ringraziamento verso Don Bosco e i suoi Successori alla guida della Congregazione Salesiana. La celebrazione nacque originariamente in forma spontanea il 24 giugno del 1870, festa della Natività di San Giovanni Battista – ritenuta pertanto festa onomastica di San Giovanni Bosco – con i moti di gratitudine dei primi exallievi dell’Oratorio di Valdocco che vollero tributare al loro Padre, Maestro e Amico tutto il loro affetto, con omaggi e gesti simbolici.

La Festa del Ringraziamento salesiano ha poi assunto negli anni delle sue caratteristiche proprie ed è diventata l’occasione annuale per rendere omaggio in forma solenne a chi spende tutto il proprio tempo e le proprie risorse per guidare e animare la Congregazione e la Famiglia Salesiana, e così incarna nella sua stessa persona la missione di Don Bosco di amare, educare ed evangelizzare i giovani.

La Festa del Ringraziamento 2024 ha poi delle sue peculiarità evidenti che la rendono ancora più speciale del solito: innanzitutto, torna ad essere celebrata a Roma, dopo i due anni di celebrazioni torinesi, a motivo dei lavori che hanno interessato – e in parte ancora interessano – la realtà della Sede Centrale Salesiana.

In secondo luogo, e più ancora, perché rappresenta l’ultima Festa del Ringraziamento ad Ángel Fernández Artime, X Successore di Don Bosco, Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana dal marzo del 2014 e creato Cardinale a settembre del 2023, che dal prossimo mese di agosto riceverà un nuovo incarico da parte del Santo Padre Francesco.

Ed anche lo stesso Card. Fernández Artime ha voluto sottolineare alcuni motivi che rendono speciale questa Festa del Ringraziamento. “In primo luogo, in questi intensi 10 anni di Rettorato ho sempre pensato che questa festa non sarà solo per dire grazie a me. Sono anche io che voglio dire GRAZIE a VOI: alla Congregazione e alla Famiglia Salesiana, per tutta la collaborazione, l’impegno, la fiducia, la dedizione che avete dimostrato verso di me e verso la missione di Don Bosco, e per i tanti miracoli compiuti nella vita quotidiana di tanti giovani” ha commentato il Rettor Maggiore.

Che poi ha aggiunto anche: “Un altro pensiero che mi sorge spontaneo pensando a questa festa, è come essa stessa sia un esempio della gioia salesianauna tradizione tipica nostra, che non esiste per tutte le Congregazioni, ma che fa traspirare quel clima di genuina collaborazione proprio del movimento originato da Don Bosco. Questa festa ci parla della vicinanza e della corresponsabilità di tante persone verso la Congregazione e più ancora verso il carisma salesiano”.

Infine, il Card. Fernández Artime, Arcivescovo Titolare di Ursona, rivolge un pensiero speciale e specifico agli Exallievi di Don Bosco, che in questa stessa data festeggiano il loro anniversario di fondazione. “Con il loro regalo di un servizio da caffè a Don Bosco, Carlo Gastini e gli altri exallievi di Valdocco non omaggiarono solo lui, ma diedero vita ad una tradizione che è diventata un’eredità. Per questo, come erede di Don Bosco, esprimo il mio grande affetto verso tutti gli Exallievi e Amici di Don Bosco nel mondo: in tante realtà e Paesi essi sono il braccio destro di noi Salesiani e cooperano costantemente nella missione. È certamente grazie a molti di loro se tanti piani e progetti di Don Bosco e dei suoi Successori sono diventati realtà!”.

Con questo clima di mutuo affetto, la celebrazione della Festa del Ringraziamento 2024 prende il via nel pomeriggio del 24 giugno, con la comunità della Sede Centrale Salesiana che si radunerà presso le Catacombe di San Tarcisio per celebrare insieme l’Eucaristia – presieduta dal Rettor Maggiore – e per condividere il successivo momento di festa, durante il quale verranno omaggiati, oltre al Card. Fernández Artime, anche diversi Figli di Don Bosco della comunità che festeggiano in questo anno i loro anniversari giubilari rispettivamente di 50, 70 e 80 anni di professione religiosa.

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Papa Francesco in visita all’Università Pontificia Salesiana

Dal sito dell’Università Pontificia Salesiana.

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Martedì 11 giugno, alle ore 16, la visita di Papa Francesco presso la nostra Università. L’occasione è stata data da un incontro privato che il Pontefice ha tenuto con i preti di fascia “media” (dagli 11 ai 39 anni di ordinazione sacerdotale) di Roma e grande è stato l’eco nel quartiere con i tanti cittadini giunti davanti all’UPS per salutarlo.

Arrivato in prossimità dell’Aula Paolo VI, il Papa è stato accolto dal Cardinale Ángel Fernández Artime, Gran Cancelliere dell’UPS e Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana, dal Rettor Magnifico prof. don Andrea Bozzolo e da tutte le autorità accademiche e religiose dell’UPS che lo hanno salutato con affetto. Subito dopo il Papa si è avvicinato ai tanti docentistudenti collaboratori presenti salutandoli uno ad uno e facendo festa con loro tra canti ed entusiasmo incontenibile. Non è mancato un fraterno saluto ai Salesiani anziani, alla novantaseienne mamma del Rettore e alle suore che li accudiscono nell’infermeria interna.

Alle 16:15 Papa Francesco è entrato in Aula per l’incontro, a porte chiuse, con il clero invitato al termine del quale ha firmato, alla presenza del Rettore, il “Libro d’onore” dell’Università su cui ha scritto: “Molto contento di quest’incontro con i sacerdoti. Pregate per me. Fraternamente, Francesco”.

Sito UPS

Raduno dei Coordinatori Continentali delle IUS

Dall’agenzia ANS.

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(ANS – Roma) – Durante i giorni dal 18 al 22 di giugno 2024, i Coordinatori Continentali e il Coordinatore Generale della rete delle Istituzioni Salesiane di Educazione Superiore (IUS) si sono incontrati a Roma per svolgere il loro raduno di valutazione, revisione e progettazione del periodo 2022-2026.

Don Oscar Lozano, Coordinatore Generale, ha convocato i Coordinatori Continentali nella sede dell’Università Pontificia Salesiana (UPS). Dei sei coordinatori continentali, sono riusciti a partecipare in tre: il signor Alessio Rocchi, Coordinatore Continentale delle IUS-Europa, il sig. Mario Olmos, SDB, Coordinatore Continentale delle IUS-America; e don Joby Joseph SDB, Coordinatore Continentale delle IUS-Asia Sud. Non hanno potuto partecipare, invece, i Coordinatori Continentali dell’America lusofona, Asia Est e Africa – due di essi per questioni di salute.

Il raduno si è svolto in due grandi blocchi: valutazione delle attività realizzate nella rete e progettazione di quelle future. Al tempo stesso, sono state previste delle conferenze complementari che hanno affrontato temi d’interesse per la rete. Così, i presenti hanno potuto ragionare insieme e condividere le loro impressioni su temi e strumenti quali: “AI Powered Library” con don Michal Vojtas, SDB, Vicerettore dell’UPS; la “Piattaforma Laudato Si e l’università”, con don Joshtrom Kureethadam, SDB, Coordinatore del Settore Ecologia e Creato del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale; il “Progetto di ricerca UPS-IUS sul mondo giovanile universitario”, con don Mario Oscar Llanos, SDB, e la prof.ssa dell’UPS Isabella Cordisco; e “UNISERVITATE” e la sua proposta di “learning service”, con la prof.ssa Maria Cinque, dell’Università LUMSA di Roma.

Nell’ultimo giorno del raduno, i partecipanti hanno ascoltato con piacere la conferenza che il Cardinale José Tolentino de Mendonça, Prefetto del Dicastero vaticano per la Cultura e l’Educazione, ha offerto loro sul tema “Sfide per la Chiesa Cattolica nel campo dell’Educazione Superiore”.

Tra le conclusioni del raduno dei Coordinatori Continentali delle IUS è importante sottolineare la necessità di insistere nella formazione dei salesiani – a tutti i livelli – e sulla cornice teorica di questa realtà educativo-pastorale, che si può sintetizzare nel titolo che appare nel Quadro di Riferimento della Pastorale: “La Presenza Salesiana nell’Educazione Superiore”: un’espressione che va oltre le sole istituzioni universitarie e che comprende anche diverse iniziative e mediazioni di evangelizzazione.

Il raduno è finito con la valutazione di quanto visto, ascoltato e vissuto, insieme anche al Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile salesiana, don Miguel Angel García Morcuende; e poi con la celebrazione comunitaria dell’Eucaristia e un tempo di condivisione fraterna.

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