Comunicare Cristo Oggi: abitare le reti sociali

Nell’ambito degli spunti per la Giornata Missionaria Salesiana 2022, sul tema “Comunicare Cristo Oggi – #MissionariInRete”, si presentano alcune attenzioni salesiane da avere quando si ha a che fare con le reti sociali, proposte dal Salesiano Coadiutore Angelo Mereghetti.

Info ANS

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1. Priorità apostolica:

La comunicazione è una priorità della missione salesiana: bisogna dedicarle tempo e persone, oggi è sempre più necessario creare équipe che seguano tutta la dimensione della comunicazione. Tutto questo perché la comunicazione sulle reti sociali richiede una relazione immediata e continuativa.

2. Scuola di massa:

Don Bosco ci insegna come gli strumenti di comunicazione abbiano il potere di raggiungere persone diverse in posti e contesti completamente differenti. Questa attenzione oggi deve essere ancora presente nelle nostre riflessioni. Per fare ciò è necessario che prima di voler condividere un qualsiasi contenuto si tengano ben chiari questi due parametri: il target delle persone a cui lo si vuole far arrivare e, di conseguenza, il luogo più adatto per farlo. Attraverso questo discernimento si può arrivare ad avere chiaro che non tutti i social sono uguali, quindi ognuno di essi va usato con astuzia e in rete con gli altri.

3. Creare cultura:

Primo scopo della comunicazione è quello di creare cultura. Oggi i giovani costruiscono sulle reti sociali la base della loro persona: basti pensare che all’interno di essi si informano, spesso diventando “follower” di personaggi da cui traggono le risposte alle loro domande. Tutto questo accade perché sono in ricerca, come lo sono sempre stati, d’altronde; ma oggi hanno cambiato il luogo dove trovare le risposte. È possibile parlare al mondo di Dio attraverso quello che amano i giovani; e se non saremo noi a dare le risposte alle domande dei giovani, ci saranno altri che lo faranno, ma questo non ci darà la serenità di vederli “felici nel tempo e nell’eternità”.

4. Diffondere modelli:

Questo è uno dei punti su cui si gioca gran parte della nostra credibilità e della nostra bella testimonianza sulle reti sociali. Non c’è bisogno di grandi doti tecniche o di chi sa quali grandi finanziamenti per fare una buona pastorale sui social, bensì c’è bisogno di persone che si mettano dietro e dentro queste realtà digitali, che condividano le loro emozioni e le loro esperienze.

Per suggerimenti pratici e per il testo integrale dell’articolo si rimanda al libretto della Giornata Missionaria Salesiana 2022 “Comunicare Cristo Oggi”.

Convegno Internazionale su San Francesco di Sales all’UPS: online il sito web

In occasione del 400° anniversario della morte di Francesco di Sales, l’Università Pontificia Salesiana (UPS) organizza un convegno internazionale per celebrare la sua eredità dal 18 al 20 novembre 2022 a Roma. Per l’occasione, è online il sito web con tutte le informazioni dedicate: francescodisales.unisal.it

Di seguito la notizia pubblicata dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS.

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In occasione del 400° anniversario della morte di Francesco di Sales, l’Università Pontificia Salesiana (UPS) organizza un convegno internazionale per celebrare la sua eredità. San Francesco di Sales ha influenzato la storia della spiritualità e della vita religiosa non solo attraverso gli scritti, ma anche attraverso il proprio modo di vivere, e non solo durante la sua vita, ma fino ad oggi. È questa la ragione per cui conviene studiare la sua eredità a vantaggio della Chiesa e della vita spirituale odierna.

Il convegno è organizzato dall’Istituto di Teologia Spirituale della Facoltà di Teologia dell’Università Pontificia Salesiana. Il comitato scientifico, coordinato dal professor Wim Collin, SDB, ha presentato oggi il sito ufficiale del convegno. Le informazioni sul convegno sono disponibili sul sito web, come l’orario, i relatori con i diversi interventi che faranno e le congregazioni e gli istituti che parteciperanno al congresso, la possibilità di iscriversi e così via.

Il convegno, che si terrà a Roma presso l’Università Pontificia Salesiana dal 18 al 20 novembre 2022, si compone di due parti: nella prima parte vengono affrontate alcune congregazioni, istituti e società religiose che hanno Francesco di Sales come patrono e fonte di ispirazione; nella seconda parte del congresso vengono discussi un’ampia varietà di temi che hanno la loro origine nella spiritualità, nella vita e negli scritti di San Francesco di Sales.

Italia – Risultati e prospettive della III Scuola per Delegati ispettoriali per la Pastorale Giovanile Salesiana

Dall’agenzia ANS.

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(ANS – Torino) – Sono terminate mercoledì 18 maggio le attività della III Scuola di Delegati ispettoriali per la Pastorale Giovanile Salesiana. Le sessioni formative, che hanno coinvolto circa 50 Delegati ispettoriali di Pastorale Giovanile provenienti da tutto il mondo, sono state organizzate in moduli teorico-applicativi i cui insegnamenti si sono concentrati intorno ad una pluralità di temi di assoluta rilevanza.

Tali temi sono stati:

1. Visione antropologica e chiavi interpretative del modello educativo pastorale salesiano.

2. Fonte carismatica del modello educativo pastorale salesiano: Il Sistema Preventivo ed il “cuore oratoriano”.

3. La leadership pastorale, lo sviluppo di relazioni interpersonali significative e il fronteggiamento dei conflitti.

4.  Organicità e continuità nella Pastorale Giovanile: dinamiche all’interno di un’Ispettoria, gestione delle commissioni e gruppi in ambito pastorale ispettoriale.

5. Intervento pastorale nelle Comunità Educativo-Pastorali e nei diversi settori della Pastorale Giovanile: criteri di verifica, elementi di significatività e cammino verso una maggiore significatività.

6. Integrazione di competenze personali, relazionali e accompagnamento spirituale nella vita del Delegato.

7. Comprensione della Pastorale del “contagio”, del “vieni e vedrai”, l’animazione vocazionale che narra con il proprio volto raggiante e la propria gioia di vivere ciò che capita ad una persona che offre il suo “sì” al Signore.

8. Implicanze della progettazione nei diversi aspetti dell’esperienza educativa e pastorale (cultura della riflessione, “fermarsi, pensare e agire” per il Progetto Organico Ispettoriale, il Progetto Educativo Pastorale Salesiano Ispettoriale): la decisione pastorale esige che si giunga al concreto della programmazione.

9.  Visita guidata ai luoghi salesiani che hanno visto lo svolgersi della splendida avventura umana e cristiana di Don Bosco: le sue scelte, i valori ispiratori e le sue realizzazioni acquistano così una singolare forza evocativa e pastorale.

10. Promozione dell’ecologia integrale, il valore della musica e della preghiera con i giovani.

“Da queste giornate nascono alcune sfide che siamo chiamati ad affrontare come animatori ispettoriali di Pastorale Giovanile – ha commentato don Miguel Angel García Morcuende, Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile –: quella della fiducia, che non ha paura di offrire una proposta coraggiosa, evangelicamente esigente e al tempo stesso profondamente umana; quella della lucidità, che ci aiuta a non perdere il modello salesiano di fare pastorale e tenere fisso lo sguardo su ciò che conta nei diversi momenti storici; quella della convinzione, che la sequela di Cristo vale la pena, e che il dono totale di sé alla causa del Vangelo è qualcosa di stupendo e bello che può dare un senso a tutta una vita”.

È stata un’esperienza salesiana che ha riacceso il senso di appartenenza alla Congregazione, ha risvegliato il desiderio di ravvivare nei confratelli la carità pastorale e una attenzione verso le nuove periferie.

Italia – Ricognizione del Venerabile Andrea Beltrami, SDB

Dal sito dell’agenzia ANS.

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(ANS – Omegna) – In data 17 maggio 2022 ha avuto luogo ad Omegna, Provincia di Verbano-Cusio-Ossola, la ricognizione canonica dei resti mortali del Venerabile Andrea Beltrami, salesiano sacerdote (1870-1897). Su richiesta del Postulatore della Congregazione Salesiana, don Pierluigi Cameroni, e dopo aver ottenuto il nulla osta della Congregazione delle Cause dei Santi, il Vescovo di Novara, Mons. Franco Giulio Brambilla, ha delegato il Rev.do Fabrizio Poloni a presiedere alle operazioni richieste, coadiuvato dagli altri membri del Tribunale: don Andrea Primatesta, promotore di Giustizia; don Luca Longo, Notaio; dott. Antonio De Consoli, perito medico. Il lavoro di trattamento conservativo è stato affidato al Sig. Luciano Griggio, diacono, esperto in tale campo.

A distanza di oltre un secolo dalla traslazione e tumulazione del Venerabile dal cimitero cittadino alla Collegiata di Sant’Ambrogio ad Omegna, si è resa necessaria tale operazione in vista del trattamento conservativo dei resti mortali e a seguito del movimento di preghiera e di interesse che in questi anni accompagna la figura e la testimonianza del giovane prete salesiano, omegnese di nascita, grazie all’azione pastorale del parroco don Gianmario Lanfranchini e del gruppo di preghiera che si è costituito per promuovere la Causa di Beatificazione dell’illustre omegnese.

I resti mortali del Venerabile Andrea Beltrami, che non possono godere di alcun culto pubblico, né di quei privilegi che sono riservati soltanto al corpo di chi è stato beatificato o canonizzato, al termine del processo conservativo verranno nuovamente collocati in una nuova urna nello stesso luogo dove erano nella chiesa parrocchiale.

Alcuni segni hanno accompagnato la ricognizione: il fatto che sia avvenuta nel Battistero di san Giovanni dove si conserva il fonte battesimale in cui Andrea Beltrami nacque alla vita dei figli di Dio, il 25 giugno 1870, il giorno seguente alla sua nascita, ricorda come ogni cammino di santità è la maturazione della grazia battesimale. Inoltre, l’aver trovato sulla cassa alcuni segni che richiamano la passione di Cristo: il crocifisso, il volto del Cristo coronato di spine, ricordano come l’esperienza del dolore e della malattia che segnarono la vita del giovane Beltrami siano fonte di maturazione e di santificazione. Infine, forma insolita, l’aver trovato sulla copertura della cassa del Venerabile oltre alla sua fotografia, quella dei genitori e di altri parenti, esprime la profonda comunione famigliare.

La testimonianza di don Andrea Beltrami è paradigmatica di tutto un filone della santità salesiana che, inizia con lui, con il Beato Augusto Czartoryski e il Beato Luigi Variara. Egli è l’apripista della dimensione vittimale-oblativa del carisma salesiano: “La missione che Dio mi affida è di pregare e di soffrire”, diceva. “Né guarire, né morire, ma vivere per soffrire”, fu il suo motto. Esattissimo nell’osservanza della Regola, ebbe un’apertura filiale con i superiori e un amore ardentissimo a Don Bosco e alla Congregazione. Il suo letto diventerà altare e cattedra, in cui immolarsi insieme a Gesù e da cui insegnare come si ama, come si offre e come si soffre. La sua cameretta diventa tutto il suo mondo, da cui scrive e in cui celebra la sua Messa: “Mi offro vittima con Lui, per la santificazione dei sacerdoti, per gli uomini del mondo intero”.

 

“I frutti della solidarietà economica”: i Salesiani Cooperatori del mondo per la valorizzazione del bene comune con “Economy of Francesco”

Il 22 maggio, alle ore 14.00, sul canale Youtube dell’associazione dei Salesiani Cooperatori verrà trasmesso l’evento “I frutti della solidarietà economica”. 
“Questo evento – spiega Antonio Boccia, coordinatore mondiale dell’Associazione – concretizza quanto ha deciso il Consiglio Mondiale a proposito della nostra adesione al movimento “Economy of Francisco” avviato dallo stesso Papa Francesco. L’equipe, dopo mesi di lavoro nella preparazione della struttura dell’evento e nella raccolta dei contributi video, ha realizzato quello che domenica 22 maggio 2022, all’inizio del triduo a Maria Ausiliatrice, sarà visibile online a tutti i Salesiani Cooperatori, la Famiglia Salesiana e quanti vorranno sapere come l’Associazione dei Salesiani Cooperatori può dare il proprio contributo a costruire un futuro in cui la Solidarietà Economica valorizzi la persona e ponga attenzione al bene comune, come ci invita a fare Papa Francesco”.

Riscoprendo la “Lettera da Roma” del 1884, ovvero “il Vangelo di Don Bosco”

Il 10 maggio 1884Don Bosco produsse la sua celebre “Lettera da Roma”, un testamento spirituale del Santo dei Giovani. Scritta da Don Bosco per il pericolo della perdita della presenza fisica dei Salesiani tra i ragazzi, in un tempo in cui tutta la Congregazione è chiamata ad approfondire il valore del “sacramento salesiano della presenza” e dell’accompagnamento può essere utile tornare a rileggere quella Lettera, avvalendosi del contributo di Don Pascual Chávez, Rettor Maggiore Emerito. Di seguito la notizia riportata dal sito ANS.

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(ANS – Roma) – Tra le ricorrenze che rendono maggio un mese “salesiano”, oltre alle celebrazioni di molte figure di santità e alla Festa di Maria Ausiliatrice, c’è anche la data del 10 maggio, quella in cui Don Bosco, nel 1884, produsse la sua celebre “Lettera da Roma”, quasi un testamento spirituale del Santo dei Giovani. Il motivo per cui Don Bosco scrisse quella famosa lettera è il pericolo della perdita della presenza fisica dei Salesiani tra i ragazzi, della capacità quasi connaturale di capire la loro cultura, e l’amore trasparente, familiare, buono che rivela Dio e li conquista a Dio. In un tempo in cui tutta la Congregazione è chiamata ad approfondire il valore del “sacramento salesiano della presenza” e dell’accompagnamento, può essere utile tornare a rileggere quella Lettera, avvalendosi del contributo illuminante che Don Pascual Chávez, Rettor Maggiore Emerito, ne offrì poco più di due anni fa, quando la commentò in occasione dell’avvio del Capitolo Generale 28° della Congregazione.

La Lettera da Roma contiene la nota massima di Don Bosco:

“Che i giovani non solo siano amati, ma che essi stessi conoscano di essere amati”.

“È, certamente, il significato più trasparente della lettera, enunciazione del grande principio che potremmo chiamare la ‘visibilità dell’amore’” suggerisce Don Chávez. Nei testi del Nuovo Testamento l’amore è associato alla luce, come irradiazione della Luce stessa che è Dio.

E l’amore che i salesiani dimostrano per i giovani si potrebbe paragonare ad una piccola Trasfigurazione.

Occorre dunque verificare, imparare, inventare i linguaggi dell’amore, di cui il salesiano deve essere un appassionato cultore, nel senso che Don Bosco dava a questa parola: “preoccupazione, impegno, passione”.

“Oggi, è questa – continua Don Chávez – la fondamentale sfida dell’educatore: far capire che ama davvero, che ama per sempre, che ama tutto di quell’umano che gli appare innanzi e che si palesa e si modifica con l’andar del tempo; dimostrare che ama anche a fronte del rifiuto, della dimenticanza, della distorsione o dell’utilizzo profittatore; e convincere così all’amore, ossia far nascere l’interiore convinzione che si è degni di amore, e, ancor più, che si è capaci di amore (ed è la percezione del proprio inalienabile valore, è il fondamento della propria dignità, è la radice di ogni autentica speranza); e far intuire (ma questo è anche grazia) che esiste una Sorgente, che è per me e per te, sempre aperta e disponibile, mai esauribile nella sua inesausta ricchezza”.

La genialità pedagogica di Don Bosco si esprime nell’altra straordinaria frase:

“Che essendo amati in quelle cose che loro piacciono col partecipare alle loro inclinazioni infantili, imparino a vedere l’amore in quelle cose che naturalmente loro piacciono poco; quali la disciplina, lo studio, la mortificazione di se stessi e queste cose imparino a far con amore”.

“C’è dunque un elemento di razionalità che deve intervenire, ossia un bisogno di conoscenza che deve prendere e guidare l’educatore salesiano: ed è conoscere i giovani, comprendere le situazioni, le domande, le esigenze per sapervi far fronte”.

L’amore diventa, nelle due direzioni: incontro, fiducia, operosa collaborazione cordiale e soprattutto la gioia e la felicità di “star bene insieme”.

E per Don Bosco la felicità è una via privilegiata per la evangelizzazione (“vedervi felici nel tempo e nell’eternità”) e una strada che apre a Dio.

Roma: pensare “green” insieme, una prospettiva femminile sul cambiamento climatico e la sostenibilità

Il 17 maggio a Roma presso l’Auxilium, dalle 17:00 alle 18:30, l’Ambasciata d’Israele presso la Santa Sede e la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium” delle Figlie di Maria Ausiliatrice presentano un simposio internazionale incentrato sullo sviluppo di un’ecologia globale da una prospettiva femminile, dal titolo: “Pensare green insieme: una prospettiva femminile sul cambiamento climatico e la sostenibilità”. Di seguito la notizia riportata dal sito ANS.

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(ANS – Roma) – L’Ambasciata d’Israele presso la Santa Sede e la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium” delle Figlie di Maria Ausiliatrice, vista l’importanza che Israele e la Santa Sede attribuiscono alle tematiche ambientali e per accrescere la consapevolezza sulle nuove sfide globali che l’umanità deve affrontare, hanno unito le loro competenze per organizzare un simposio internazionale incentrato sullo sviluppo di un’ecologia globale da una prospettiva femminile, dal titolo: “Pensare green insieme: una prospettiva femminile sul cambiamento climatico e la sostenibilità”. L’appuntamento è previsto martedì prossimo, 17 maggio, a Roma, presso l’Auxilium, dalle 17:00 alle 18:30 (UTC+2), e sarà trasmesso anche in diretta streaming sul canale YouTube della Facoltà.

Il Simposio si pone come un’occasione di ricerca e di dialogo per promuovere attività di cooperazione per vivere in armonia e proteggere la “casa comune”: il deterioramento ambientale globale, infatti, chiama tutti a rivedere le proprie politiche, a ripensare all’economia e allo sviluppo sociale in termini di sostenibilità.

Con sfide così serie e urgenti davanti, molte persone e organizzazioni che condividono la stessa preoccupazione sono impegnate, in tutto il mondo, a cercare soluzioni concrete alla crisi ambientale globale.

Auspicando inoltre che le donne siano sempre più coinvolte e partecipative nella società umana, e che, con le loro specifiche competenze, possano fare la differenza e aiutare a sanare il mondo, le relatrici saranno tutte donne di alto profilo, esperienza e professionalità.

Interverranno:

  • la prof.ssa suor Alessandra Smerilli, FMA, Segretaria del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale;
  • la dott.ssa Dalit Wolf Golan, Vicedirettrice israeliana e Direttrice dello sviluppo regionale dell’Associazione “EcoPeace Middle East”, guida lo sviluppo delle risorse e la pianificazione strategica per EcoPeace;
  • la dott.ssa Fausta Speranza, giornalista e scrittrice, prima donna a occuparsi di politica internazionale sul quotidiano della Santa Sede, L’Osservatore Romano;
  • e la prof.ssa suor Linda Pocher, FMA, Docente di Teologia Fondamentale, Mariologia e Cristologia presso la Facoltà Auxilium.

Il simposio verrà moderato dalla dott.ssa Nina Fabrizio, giornalista e scrittrice.

Catania: alla XVII Settimana della Comunicazione la presentazione del libro “Girovagando tra cronache ed eventi. Quarant’anni di giornalismo” di don Giuseppe Costa, SDB

Venerdì 20 maggio alle 17:00, nella chiesa Sant’Orsola a Catania, si terrà la presentazione del libro “Girovagando tra cronache ed eventi. Quarant’anni di giornalismo”, di don Giuseppe Costa, Co-portavoce della Congregazione Salesiana. La presentazione è inserita nell’ambito della XVII Settimana della Comunicazione. Di seguito la notizia riportata dal sito di ANS.

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(ANS – Catania) – Nell’ambito della XVII Settimana della Comunicazione, venerdì 20 maggio, alle ore 17 (UTC+2), nella chiesa Sant’Orsola a Catania, si terrà la presentazione del libro “Girovagando tra cronache ed eventi. Quarant’anni di giornalismo”, di don Giuseppe Costa, Co-portavoce della Congregazione Salesiana.

Oltre all’autore, interverranno:

  • Arianna Rotondo, Professoressa di Storia del Cristianesimo e delle chiese all’Università di Catania,
  • Giuseppe di Fazio, professore di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Catania,
  • Maria Lombardo, professoressa di Teoria e tecnica del giornalismo all’Università di Catania,
  • Luca Caruso, responsabile dell’ufficio stampa della Fondazione vaticana “Joseph Ratzinger – Benedetto XVI”.

Il volume di don Costa rappresenta un frutto maturo di una vita spesa per il giornalismo e l’editoria.

La Settimana della Comunicazione è un’iniziativa promossa dal 2006 dalla Società San Paolo (Paolini) e dalle Figlie di San Paolo (Paoline) – istituzioni fondate dal Beato don Giacomo Alberione – per favorire la riflessione sul tema della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che quest’anno è stato sviluppato all’insegna del motto: “Ascoltare con l’orecchio del cuore”.

Missioni Don Bosco: “Il vostro 5×1000 fa miracoli nel mondo”

Il presidente di Missioni Don Bosco, don Daniel Antunez, Sdb, dà conto dell’amministrazione del 5×1000 destinato a questa Onlus in un messaggio, riportato di seguito. L’aiuto portato mediante i salesiani a bambini, famiglie e comunità in numerosi Paesi del mondo ha spesso il sapore del miracolo poiché arriva in maniera insperata in situazioni difficili. Il messaggio, trasmesso nella giornata che ricorda le apparizioni di Fatima ai tre pastorelli, persone semplici alle quali un miracolo ha cambiato la vita, è perciò particolarmente significativo.

 

Torino Valdocco, 13 maggio 2022

Festa della Madonna di Fatima

Il messaggio del presidente di Missioni Don Bosco

“Il vostro 5×1000 fa miracoli nel mondo”

Attraverso i missionari, i fondi raccolti con la donazione fiscale in Italia vanno a beneficio dei minori e delle loro famiglie nei Paesi in difficoltà

 

Possiamo dire di essere nati nel 1875, l’anno della partenza dei primi giovani salesiani da Valdocco. Li inviò lo stesso Don Bosco, anziano, caricandoli di una responsabilità per la Patagonia, dove erano diretti, e per l’intera storia missionaria dei salesiani nel mondo. Un fallimento avrebbe compromesso il sogno di estendere la proposta educativa per i giovani in America latina e nel resto del mondo. Il risultato fu positivo, se oggi io sono qui: provengo infatti dall’Argentina e di fatto sono il derivato di quella spedizione missionaria.

La Onlus Missioni Don Bosco, fondata nel 1991, prosegue in forma moderna l’azione di sostegno all’attività dei salesiani in tutti i continenti dove scuole, centri di formazione professionale, oratori e parrocchie offrono opportunità concrete alla vita quotidiana e alle prospettive di vita di oltre un milione di giovani.

Un missionario anzitutto entra in ascolto delle realtà in cui viene mandato: conoscere la lingua e la mentalità delle popolazioni, raccogliere le sfide allo sviluppo umano integrale, spesso compromesso da ingiustizie profonde e da condizionamenti che provengono purtroppo anche dalla relazione con i Paesi sviluppati.

La nostra associazione fa la sua principale scommessa sulla formazione ai mestieri di cui ha bisogno il territorio e che i giovani possono apprendere, a beneficio proprio e delle loro comunità. Il nostro slogan è:

“Il futuro è la nostra missione”.

La declinazione particolare, che appartiene al nostro carisma, è quella di dedicarci specialmente ai ragazzi e alle ragazze in difficoltà, emarginati, sfruttati.

Il 5×1000 ci consente di aggiungere qualche “miracolo” all’attività ordinaria. Ogni progetto richiede un impegno di definizione degli obiettivi e di studio di fattibilità che i missionari sostengono anche con il nostro supporto, poi cerchiamo il sostegno dei benefattori. La possibilità di destinare una parte delle tasse alla nostra organizzazione ci permette di affrontare con maggiore coraggio progetti di lunga durata e innovativi, quelli più complessi perché rivolti a destinatari diversi. Sorgono centri polifunzionali dove si concentrano i servizi per comunità vaste nelle aree periferiche delle città, nei campi profughi, nei territori sfavoriti dal punto di vista geografico. Il carattere “miracoloso” dei risultati ci viene raccontato dai missionari, che lo rilevano dal sorriso di un bambino o dalla gratitudine di una madre che vedono trasformata in positivo la loro esistenza grazie a un intervento inatteso e provvidenziale.

Diamo conto della destinazione dei fondi del 5×100 nelle pagine del nostro sito www.missionidonbosco.org, come per ogni altro progetto che sosteniamo.

Ogni anno la difficoltà è quella di scegliere tra i tanti progetti che arrivano. Ma spesso è purtroppo l’urgenza a stabilire le priorità. Quest’anno l’Ucraina con le grandi devastazioni e migrazioni che conosciamo richiede un intervento che stiamo già attuando per l’accoglienza ma che, su pressante richiesta dei salesiani del posto, interpretiamo già in chiave di ricostruzione: il ritorno a una vita quotidiana che dovrà fare i conti con la perdita di genitori e figli, di case e lavoro, di equilibrio mentale.

La presenza dei salesiani in 134 Paesi ci tiene aggiornati sulle esigenze che permangono nelle aree più povere del mondo: bambini minacciati da fame, miseria, abbandono scolastico ed emarginazione. E spesso anche nei Paesi che consideriamo “sviluppati” si trovano quei cancri sociali che richiedono il coraggio della vicinanza, la pazienza dell’educazione, la progettualità della fantasia.

Anche quest’anno abbiamo messo a fuoco nella nostra comunicazione alcuni di questi progetti, trainanti anche per tanti altri.

Come tanti altri amici che si occupano dell’aiuto allo sviluppo nei Paesi poveri, la nostra strategia è attenta a educarci e a sensibilizzare i nostri interlocutori a intervenire sulle cause dell’arretramento economico di interi popoli.

E non possiamo mettere al primo posto le guerre che in questo momento si stanno combattendo proprio là dove, invece che armi, occorrerebbe inviare aratri: abbiamo una presenza molto significativa di salesiani in Siria e nel Medio Oriente, in Etiopia, Congo e Sud Sudan, in Venezuela e Colombia… Paesi dove gli interessi strategici di potenze grandi e piccole compromettono alla base le possibilità di conciliazione e quindi di costruzione.

Subito dopo, i cambiamenti climatici stanno disegnando il presente e il futuro di intere regioni in ogni continente. Vediamo crescere gli effetti in Madagascar e nelle Filippine, in Bolivia e in Mozambico… Mentre inseguiamo le emergenze, dovremmo convincerci e convincere i nostri governanti e i manager delle grandi imprese a una decisa inversione di rotta.

La conoscenza e la divulgazione di queste realtà, e delle soluzioni praticabili dal basso anche attraverso l’azione dei nostri missionari – ormai avvertiti dei danni dello sfruttamento delle risorse del pianeta, oltre che dei coltivatori, dei minatori, dei manovali – è la sfida che abbiamo raccolta e che ci proponiamo di affrontare con nuova intraprendenza.

-Don Daniel Antúnez

presidente di Missioni Don Bosco, Onlus

Castelnuovo Don Bosco: conclusione della Scuola di Accompagnamento Spirituale Salesiano al Colle Don Bosco

Il 6 maggio, festa di San Domenico Savio, la Scuola di Accompagnamento Spirituale Salesiano ha concluso il suo intenso ciclo di cinque settimane al Colle Don Bosco. Negli ultimi giorni, dedicati alla appropriazione personale del cammino fatto insieme e alla verifica, è emerso quanto ha inciso maggiormente sulla esperienza dei partecipanti. Dal 17 agosto al 19 settembre 2022 avrà luogo, sempre a Valdocco e al Colle Don Bosco, la seconda edizione della scuola, per i confratelli di lingua italiana, spagnola o portoghese. Vai alla notizia riportata dal sito ANS.

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(ANS – Castelnuovo Don Bosco) – La Scuola di Accompagnamento Spirituale Salesiano che ha visto la partecipazione di 25 salesiani di lingua inglese da 15 diversi Paesi e 5 Regioni salesiane del mondo ha concluso il suo intenso ciclo di cinque settimane al Colle Don Bosco, venerdì scorso, 6 di maggio, festa di san Domenico Savio.

Negli ultimi giorni, dedicati alla appropriazione personale del cammino fatto insieme e alla verifica, è emerso quanto ha inciso maggiormente sulla esperienza dei partecipanti, accolto come un prezioso talento che questo tempo passato sui luoghi di Don Bosco affida a ciascuno perché ora venga impiegato e moltiplicato nelle Ispettorie di origine.

Ecco alcuni dei punti forti emersi sia nella valutazione, che nella video intervista realizzata l’ultimo giorno:

  • Si è scoperto un nuovo volto di Don Bosco, oltre quello popolarmente conosciuto della sua formidabile attività. La sua dedizione senza riserve a una missione così feconda e universale ha radici molto profonde. C’è un accompagnamento di grande valore che modella il suo spirito e la sua arte educativo-spirituale, fin dagli anni dei Becchi e poi attraverso tutte le tappe della sua vita, non meno intenso dopo la sua ordinazione sacerdotale di quanto lo sia stato prima. Nella vita di Don Bosco formazione e missione diventano un tutt’uno, così come Papa Francesco ci ha chiesto nel suo messaggio al CG28. E così lui farà con i primi salesiani, formandoli e accompagnandoli dentro una missione che produce santità. “Il lavoro di Don Bosco è fare santi” (Pio XI).
  • Si è appresa per esperienza l’arte dell’ascolto: di Dio, di sé, di qualunque fratello e sorella che cercano anzitutto questo tipo di disponibilità. Si è toccato con mano che c’è un cammino non facile di ascesi e disciplina per imparare ad ascoltare, prestando attenzione all’incontro sempre in atto tra Dio e il cuore di chi ci è dato di servire. Questo operare della grazia dentro il mistero di ogni libertà ha la priorità su piani, idee, consigli che chi si presta a fare da accompagnatore aveva già in serbo.
  • È stata soprattutto l’esperienza diretta a rendere ciascuno più disposto e convinto a mettersi in cammino per diventare un credibile compagno di viaggio per altri: gli esercizi spirituali personalmente guidati; le sessioni di practicum dove a turno ci si è esercitati nel guidare, essere guidati e fare da supervisori; i training per l’acquisizione di competenze.
  • Prima condizione: diventare guide guidate, come è stato per Don Bosco. Se senza di lui non riusciamo a immaginare Domenico Savio, senz’altro senza Cafasso non avremmo Don Bosco. Questo conferma che l’accompagnamento è essenzialmente MISSIONE per chi vive il carisma salesiano: è un modo di diventare come Don Bosco per i giovani e per tutti. Chi vive in un ambiente e con educatori capaci di incarnare questo tipo di prossimità educativo-pastorale ha buone chance di diventare a sua volta un accompagnatore di giovani nello stile di Don Bosco. Ecco perché è così importante vivere il Sistema Preventivo nelle case di formazione iniziale – che è poi un altro modo di definire l’accompagnamento spirituale salesiano. È infatti soltanto attraverso questa esperienza diretta vissuta che si può apprendere a riviverlo e moltiplicarlo, qualunque sia il coinvolgimento nella missione per la vita salesiana “fino all’ultimo respiro”.

La Scuola di Sccompagnamento Spirituale Salesiano ha seguito la stessa dinamica: si è intensamente vissuto sui luoghi di Don Bosco quanto si desidera praticare e vivere nelle tante Ispettorie e nazioni di provenienza, sperando che il seme porti frutto e si moltiplichi oltre le aspettative.

Dal 17 agosto al 19 settembre 2022 avrà luogo, sempre a Valdocco e al Colle Don Bosco, la seconda edizione della Scuola, per i confratelli di lingua italiana, spagnola o portoghese.