Borse di studio CEI a.s. 2020/21

La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha stabilito di erogare fino a 20mila sussidi di studio del valore di 2.000 euro ciascuno a studenti iscritti per l’anno scolastico 2020/21 a una scuola paritaria secondaria di I o II grado, come misura di sostegno alle famiglie degli alunni più in difficoltà, di fronte alla crisi economica conseguente all’emergenza sanitaria.

Per l’assegnazione dei sussidi verrà seguito il criterio della situazione economica familiare, mediante l’indicatore ISEE.

Le domande vanno presentate, con gli allegati richiesti, preferibilmente tramite la scuola di iscrizione, che provvede a inoltrarle alla CEI tramite un format elettronico.

La piattaforma di inserimento dei dati da parte delle scuole è accessibile a questo link.

L’inserimento dei dati sarà possibile fino al 31 luglio 2020.

In allegato il bando e il modulo da compilare a cura dei richiedenti.

Per informazioni, scrivere a sussidiodistudio2020@chiesacattolica.it

Trento, l’iniziativa degli studenti delle scuole medie: Voglio starti accanto, per far fiorire chi si sente solo

di Francesca Bonotto

“Voglio starti accanto. Per far fiorire chi si sente solo” è il progetto realizzato da più di 150 studenti della scuola media dell’Istituto Salesiano “Maria Ausiliatrice” di Trento, guidato da don Andrea Lovisone, salesiano della comunità e insegnante di religione presso l’Istituto.

Tutto nasce da una riflessione sui tempi difficili che stiamo vivendo e dalla voglia dei ragazzi di comunicare vicinanza e altruismo, affinché nessuno si senta solo o dimenticato.
Gli studenti, nonostante non possano frequentare l’Istituto, ognuno dalla propria abitazione e collegati on-line, hanno contribuito a creare un libricino dove all’interno sono raccolti i loro pensieri e le loro riflessioni a proposito della situazione che stiamo attraversando.

Il libro è stato un mezzo per farli restare in contatto e per spingere le persone ad avere speranza e fiducia.
La premessa è il sogno di don Bosco, “La zattera salvatrice”, che più ha colpito i ragazzi e che racconta una situazione di difficoltà che si trasforma in salvataggio, grazie alla fiducia e alla speranza nella fede. Nel racconto, don Bosco e i suoi ragazzi si salvano proprio grazie alla comparsa di una zattera che li porta in salvo dall’inondazione. Non tutti riescono a salvarsi, solo chi ascolta nel cuore le parole di don Bosco, “Maria è la stella del mare e porterà tutti alla salvezza”. La preghiera diventa il porto sicuro per ognuno: “Se voi sarete i miei figli devoti, io sarò la vostra madre amorosa”. L’unione fa la forza, grazie ad una fede sincera e devota. Gli studenti trasportano l’immagine dell’acqua in modo similare alla vicenda della pandemia globale che stiamo vivendo, creando messaggi di speranza, vicinanza e amorevolezza verso il prossimo.

A sostegno del progetto, un video racconto dove don Andrea, accompagnato dai ragazzi, spiega come questa iniziativa abbia rappresentato un “raggio di sole” per tutta l’opera coinvolta ma soprattutto per chi leggerà il racconto.

L’obiettivo è distribuirlo nelle case di riposo di Trento e dintorni, e divulgarlo on-line.

Pordenone, il Collegio Don Bosco per la prima sarà diretto da un laico

Pubblichiamo un articolo a firma di Enri Lisetto uscito sul Messaggero Veneto sul cambio di direzione al Collegio Don Bosco di Pordenone: per la prima volta, il preside è un laico.

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Mentre si appresta a vivere l’ultimo esame di maturità, il Collegio Don Bosco di Pordenone annuncia il cambio dei vertici e per la prima volta avrà un preside laico.Nell’ambito della consueta alternanza negli incarichi, da luglio don Carlo Beorchia sarà il nuovo direttore in sostituzione di don Riccardo Michielan, destinato ad altri incarichi.Don Carlo Beorchia, originario di Tolmezzo, da anni è direttore all’Istituto salesiano San Zeno di Verona, storica scuola paritaria e Centro di formazione professionale, oltre che vicepresidente del Centro nazionale opere salesiane di Roma. «Una figura competente e preparata per proseguire la conduzione del Don Bosco nella linea tracciata negli ultimi anni».Don Lorenzo Teston, preside delle scuole dal 2009, lascerà a breve Pordenone (e quindi anche la collaborazione pastorale a San Cassiano di Livenza, dove arriverà un altro salesiano della Casa di Pordenone) per assumere l’incarico di direttore e preside della Casa salesiana di Trento; prenderà il suo posto come coordinatore didattico Paolo Lamanna, già vicepreside dal 2011.Un cambio «importante in tempi non semplici, con problematiche didattiche nuove, sfide logistiche e gestionali da affrontare e che la pandemia non ha sicuramente facilitato». L’avvicendamento «avverrà con la consueta volontà di dare risultati scolastici ed educativi alle famiglie, nella linea della competenza e della continuità di quanto l’Opera salesiana ha saputo progettare, realizzare negli anni a favore della collettività».Il team di docenti, che don Riccardo e don Lorenzo hanno guidato fino ad oggi, «è pronto ad accogliere già dai primi di luglio il nuovo direttore che, affiancato dal professor Lamanna, saprà realizzare le progettazioni già avviate per settembre».«Sono stati anni molto belli e intensi, di sfide col rilancio del primo ciclo. La didattica a distanza ci ha dato modo di rivedere l’offerta formativa, sempre nello spirito salesiano», è il congedo di don Lorenzo Teston, 48 anni, ordinato sacerdote il 19 giugno 2010 al santuario di Madonna di Rosa. «A maggior ragione mi resterà un bel ricordo».Insegnante di matematica e scienze alle medie (328 allievi, 162 alle elementari e 26 a conclusione delle superiori), 47 anni, Paolo Lamanna sarà il primo laico preside, che invece è prassi da tempo in altri istituti salesiani. «Chi ha scelto ha un’idea di continuità didattica con tutto il gruppo degli insegnanti».

Scuole paritarie, la lettera di don Angelo Santorsola al presidente della Regione Campania

Pubblichiamo un articolo uscito su Il Mattino di Napoli che riporta la lettera di don Angelo Santorsola, ispettore dell’Ispettoria Meridionale, al presidente della Regione Campania e alle famiglie degli alunni delle scuole salesiane di Napoli.

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Due lettere, una inviata al presidente della Regione, l’altra alle famiglie degli alunni che frequentano la scuola del Vomero. La firma è di don Angelo Santorsola, ispettore dell’istituto dei Salesiani di via Don Bosco. La ragione è una sola: la crisi economica che si è abbattuta anche su di loro in seguito all’emergena Covid: « Il decreto Cura Italia – si legge nella lettera a De Luca – ha previsto 85 milioni di euro per estendere l’accessibilità e migliorare l’uso della didattica a distanza, ma questi sono stati riservati alle scuole pubbliche statali (11,18 euro per allievo). Solo in sede di conversione in legge, il Parlamento ha previsto 2 milioni di euro per le scuole pubbliche paritarie (2,30 euro per allievo). La disparità di trattamento è palese».
IL RISCHIO
Poi, il rischio chiusura: «Le nostre scuole pubbliche paritarie, – dicono i Salesiani – hanno reagito con prontezza alla crisi, attuando, senza interruzione percorsi di didattica a distanza, anticipando le disposizione delle ordinanze ministeriali. Per attuare tale orientamento si è di fatto rinunciato all’accesso degli ammortizzatori sociali previsti. Tuttavia la crisi economica, tra i tanti settori, ha messo in ginocchio queste nostre istituzioni. Permanendo l’attuale assenza di qualsiasi intervento, lo stato di dissesto economico, già oggi manifesto, fa prevedere la loro chiusura». Da qui – secondo i sacerdoti – la necessità di «far pressione
politica, verso i suoi gruppi parlamentari, affinché vengano approvati, in sede di conversione in legge dei decreti emanati dal governo, quegli emendamenti che prevedono provvedimenti a favore degli allievi della scuola pubblica paritaria e delle loro famiglie, primo fra tutti la detraibilità delle spese sostenute. Altresì – scrivono ancora i Salesiani – la invitiamo a considerare la possibilità, oltre ai numerosi interventi messi in atto a sostegno delle famiglie e delle imprese per questo tempo di crisi, che possa configurarsi, come peraltro già avviene da tempo in Lombardia, anche un aiuto verso le scuole paritarie, attraverso degli interventi strutturati o una tantum che divengano condizione fondamentale per le famiglie per esercitare il proprio diritto di scelta costituzionalmente garantito». Una richiesta di aiuto economico prima che sia troppo tardi. Un appello che i Salesiani rivolgono alle famiglie degli studenti della scuola di Napoli, ma anche di Caserta e Soverato.
LE RETTE
«È opinione diffusa, quanto errata, che le rette da voi pagate, siano sufficienti non solo a coprire i costi gestionali della scuola, ma addirittura a generare un profitto per la Casa Salesiana nel suo complesso. Non è così. Piuttosto, è vero il contrario». Vale a dire – spiegano – che la sostenibilità delle scuole, si basa su un equilibrio molto delicato. «Pertanto è chiaro che, le sole rette scolastiche, che abbiamo sempre cercato di contenere nel tempo, non sono sufficienti a coprire i costi di gestione della scuola. Col sopraggiungere dell’emergenza Covid19, ogni nostro docente, ogni nostro dipendente, che è regolarmente inquadrato ha visto tutelati i propri diritti di lavoratore. Mai siamo venuti meno ai nostri doveri. Anche in questo tempo, seppur difficile. Ora – concludono – sentiamo il bisogno, di rivendicare quelli che sono i nostri e vostri diritti anche sul fronte economico».

Scuole paritarie, la solidarietà e l’appello della CEI

Pubblichiamo l’appello e la solidarietà della Presidenza Cei alle scuole paritarie.

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La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana torna a rilanciare la forte preoccupazione espressa in queste settimane da genitori, alunni e docenti delle scuole paritarie, a fronte di una situazione economica che ne sta ponendo a rischio la stessa sopravvivenza.
Le paritarie svolgono un servizio pubblico, caratterizzato da un progetto educativo e da un programma formativo perseguiti con dedizione e professionalità.
Le forme di sostegno poste in essere dal Decreto Rilancio – in relazione alla riduzione o al mancato versamento delle rette, determinato dalla sospensione dei servizi in presenza, a seguito delle misure adottate per contrastare la pandemia – ammontano a 65 milioni per le istituzioni scolastiche dell’infanzia e a 40 milioni per le scuole primarie e secondarie, a fronte di un miliardo e mezzo destinato alla scuola tutta.
Si tratta di un passo dal valore innanzitutto culturale, rispetto al quale si chiede al Governo e al Parlamento di impegnarsi ulteriormente per assicurare a tutte le famiglie la possibilità di una libera scelta educativa, esigenza essenziale in un quadro democratico.
Tra l’altro, le scuole paritarie permettono al bilancio dello Stato un risparmio annuale di circa 7.000 euro ad alunno: indebolirle significherebbe dover affrontare come collettività un aggravio di diversi miliardi di euro.
Come Presidenza della CEI chiediamo con forza che non si continuino a fare sperequazioni di trattamento, riconoscendo il valore costituito dalla rete delle paritarie. A nostra volta, stiamo verificando la possibilità di contribuire a sostenere alcune migliaia di studenti della scuola paritaria secondaria di I e II grado: un aiuto straordinario alle famiglie più in difficoltà, da imputarsi al bilancio CEI del 2020. Si tratterebbe di circa 20mila borse di studio, che agevolino l’iscrizione al prossimo anno scolastico, a tutela – per quanto possibile – di un patrimonio educativo e culturale unico.
Uniamo le forze, già in vista dell’imminente passaggio parlamentare, per non far venir meno un’esperienza che trova cittadinanza in ogni Paese europeo, mentre in Italia sconta ancora pregiudizi che non hanno alcuna ragion d’essere.
La Presidenza della CEI

“9 passi insieme a Maria”: la Novena di Maria Ausiliatrice realizzata dal Noviziato del Colle Don Bosco

Per prepararsi al meglio alla Festa di Maria Ausiliatrice, i giovani del Noviziato del Colle Don Bosco 2019/2020 hanno realizzato una novena dedicata ai ragazzi e le ragazze delle scuole medie:

9 passi insieme a Maria

Dal 15 al 23 maggio, sarà possibile vivere la novena di Maria Ausiliatrice ripercorrendo i luoghi del Colle Don Bosco che parlano di Maria.

Per ogni giorno della novena sono stati realizzati:

  • un video di presentazione di ciascun passo;
  • un appellativo dedicato a Maria;
  • un passo del Vangelo;
  • un pensiero salesiano – i ricordi di don Bosco a partire “Dalle Memorie dell’Oratorio”;
  • una preghiera;
  • l’attualizzazione del passo con l’attività di laboratorio.

Quando ci è stato chiesto di provare a preparare una Novena a Maria Ausiliatrice per i ragazzi delle Scuole Medie, i novizi si sono messi subito al lavoro, con un gran desiderio di rendere un servizio utile in questa tempo di pandemia.
Abbiamo cominciato la “progettazione” domandandoci: qual è la condizione attuale dei ragazzi? Che cosa si stanno portando nel cuore, quali domande, quali difficoltà, quali necessità e desideri?
Dopodiché abbiamo provato ad immaginare che cosa Maria abbia voglia di dire ai ragazzi di oggi, chiusi in casa per la quarantena, e come trasmettere tale messaggio.
Abbiamo poi scelto come “fil rouge” della Novena la presenza di Maria nella vita di Don Bosco. Da qui dipende anche la successione delle location nei video.
Infine abbiamo provato a mettere insieme il tutto, offrendo anche un impegno da vivere, una preghiera e altro materiale utile per la riflessione.
Noi speriamo di aver fatto un buon lavoro, e ci auguriamo che tale lavoro possa essere utile ai ragazzi!
W Maria e W Don Bosco!

(Don Leonardo Mancini – Maestro dei novizi del Colle Don Bosco)

Don Bosco Borgomanero: 50esimo Earth Day

In occasione del 50esimo Earth Day, la Giornata della Terra, i ragazzi della scuola media del Collegio don Bosco Borgomanero accompagnati dai loro docenti di Scienze, hanno partecipato a diverse iniziative di sensibilizzazione al problema dell’emergenza climatica.

Martedì 21 aprile hanno seguito il documentario realizzato da BBC “Earth” e nella giornata di mercoledì 22 hanno potuto partecipare liberamente alla maratona live streaming di National Geographic per fare il punto sulla situazione che il Pianeta sta vivendo in questo momento e valutare problemi e soluzioni che saranno rilevanti da ora al 2030.

Emerge, ora più che mai, l’importanza di salvaguardare il nostro Pianeta, che, nel senso più generico del termine, possiamo definire “casa”.

Casa è un termine molto sentito di questi tempi: “Dobbiamo stare a casa!”, ci ripetono, come lo slogan del momento. Fermiamoci allora a riflettere se “casa nostra”, il nostro Pianeta, sia davvero un luogo accogliente, ospitale e sicuro per noi.

Un grazie sincero a tutti i ragazzi che hanno partecipato e che hanno voluto condividere la propria opinione, un disegno, o un messaggio di speranza. Questa giornata è soprattutto per voi, che siete il futuro della nostra Terra.

(estratto dall’articolo di Lorenzo Maffeo)

SE NON CI SONO LE FORESTE… NON C’È VITA


“La Terra è un bene prezioso e va salvaguardato”

“Al suo interno c’è molta conoscenza da prima che l’uomo venisse al mondo”

“La terra va rispettata altrimenti ci saranno delle conseguenze”

“La Terra ci ha creato,ospitato, privilegiato e onorato, ma noi non dobbiamo distruggerla”

“Bastano piccoli gesti che se fatti fanno la differenza. Contribuiamo anche noi”

Lorenzo Milan 1C

Cara scuola, tu sei molto di più di quattro mura: la lettera di Lucrezia al suo liceo

Pubblichiamo la lettera di Lucrezia Massignan, studentessa che frequenta la 1B Liceo Scientifico dei Salesiani di Milano ha scritto alla sua scuola.

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Cara scuola, 

sono Lucrezia ed è da diverse settimane che mi è impossibile ritornare tra le tue mura … Non avrei mai immaginato di ammetterlo, eppure è per me difficile accettare l’idea di non poter più cam- minare per i tuoi corridoi o sedermi nelle tue aule; insomma mi manca quella normalità e quella quotidianità di cui più di una volta mi sono lamentata. La prima volta che ho varcato la tua soglia ho visto solo un semplice edificio, ma col passare dei giorni e dei mesi, quelle mura hanno assunto un valore molto importante: quelle mura, quelle sedie e quei banchi che vedono arrivare e andare via tanta gente, hanno iniziato ad essere parte di me e della mia vita. Quei volti che mi parevano tutti uguali e così insignificanti, sono per me ora amici e com- pagni di vita. Tuttavia sono solo all’inizio del mio cammino, ho ancora tanto da percorrere e da co- noscere dei miei amici, che mi accompagneranno in questo viaggio, un viaggio che va oltre la scuola e lo studio, un viaggio che mi e ci farà crescere come persone. 

In questa situazione difficile ed estremamente surreale, anche se non posso più fisicamente vederti, continua a vivere in me la tua presenza, infatti sono convinta che tu non sia definita solo da quattro mura, tu sei molto di più: sei gli alunni, sei i professori, sei i legami che si formano all’interno di quelle tue mura. Sei tutte quelle persone che in te vedono più che un semplice edificio, tutte quelle persone che hanno lasciato un pezzetto di loro stessi in quelle aule e in quei corridoi. Perché per quelle persone non sei solo una semplice scuola, ma molto di più: una casa e una famiglia. 

Sai, ora che ci penso non credo di averti mai ringraziato per quello che fai. Sei pronta ad accogliere tutti i ragazzi che si presentano tra le tue mura, trascorri l’estate in solitudine, chiedendoti quando potrai risentire le urla dei bambini durante al ricreazione, oppure alcuni discorsi segreti tra le ragazze. Tuttavia molte volte vedi i volti tristi dei ragazzi che varcano la soglia mentre si lamentano di dover andare in classe. Non immagino come tu ti senta in questi momenti; ma voglio dirti una cosa, quei volti cupi sono solo una maschera dietro la quale ci nascondiamo; in realtà alzarsi presto la mattina, camminare per i corridoi, sonnecchiare durante una noiosa lezione di matematica sono tutto per noi, sono la nostra vita. E in questo periodo che non posso fare tutte queste cose, riesco a comprendere l’importanza che ricopri nella mia vita, nel mio mondo. Proprio così, io ho bisogno di tutto questo e di te, come ho bisogno della mia ordinaria e normalissima vita e anche se a volte mi lamento dicendo che sia noiosa, io la amo con tutto il cuore. Spero vivamente di rivederti presto. 

Scuola pubblica paritaria cattolica, l’ultima campanella

Pubblichiamo l’articolo di don Ivan De Maffeis, sottosegretario della CEI, sul grido di allarme lanciato dalle scuole pubblica paritarie cattoliche.

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Nella tempesta che ci sta flagellando, scrivere di scuole paritarie può stridere fin dalle prime righe e condannare a finire inclassificati perché fuori tema. Il giudizio non farebbe che confermare quell’emarginazione culturale che nel nostro Paese di fatto ha sempre impedito di riconoscere loro piena cittadinanza.

La Chiesa, forte della sua tradizione educativa, ha a cuore la scuola tutta.

In queste settimane le voci dei Vescovi – insieme a quella delle religiose e dei religiosi – si sono unite a quelle di tante associazioni di genitori per rappresentare la forte preoccupazione circa la stessa tenuta del sistema delle paritarie. Se già ieri erano in difficoltà sul piano della sostenibilità economica, oggi – con le famiglie che hanno smesso di pagare le rette a fronte di un servizio chiuso dalle disposizioni conseguenti all’emergenza sanitaria – rischiano di non aver più la forza di riaprire.

Dietro le parole, c’è il volto di centinaia di migliaia di alunni e di migliaia di dipendenti; c’è la ricchezza di un presidio educativo unico; ci sono i principi – centrali in democrazia – di libertà educativa e di sussidiarietà.

Nel nostro contesto, paradossalmente, non passa nemmeno il criterio dell’investimento: la prospettiva di una scomparsa delle scuole paritarie, oltre che un oggettivo impoverimento culturale, costituirebbe un aggravio di alcuni miliardi di euro all’anno sul bilancio della collettività. Senza aggiungere che, chiuse le paritarie, ci si troverà ad affrontare la mancanza di servizi con cui supplirle.

Allo Stato non si chiedono privilegi né elemosina, ma di riconoscere il servizio pubblico che queste realtà assicurano. Intervenire oggi – con un fondo straordinario destinato alle realtà paritarie o con forme di sostegno, quali la detraibilità delle rette, alle famiglie – è l’ultima campanella.

Se questa suonasse senza esito, diverrà un puro esercizio accademico fermarsi a discutere circa il patrimonio assicurato al Paese da un sistema scolastico integrato.

“Il nuovo esame di Stato genera ansia negli studenti”: le lettera della preside di un liceo salesiano al ministro Azzolina

Pubblichiamo un articolo uscito sul sito dell’agenzia di stampa AGI nel quale si riporta una lettera di Maria Paola Murru, preside del liceo Maria Ausiliatrice di Roma in merito all’esame di Stato che si profila in queste ore, rivolta al ministro dell’Istruzione.

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“Dico no a un esame di Stato che, pur di apparire severo, crei condizioni psicologiche di ansia alle quali i ragazzi non possono essere pronti in questo momento, perché stanno già combattendo una battaglia enorme”. Lo afferma all’AGI Maria Paola Murru, preside del liceo salesiano Maria Ausiliatrice di Roma, che, in questi giorni di grande incertezza per la scuola, ha preso carta e penna e ha scritto una lettera a Lucia Azzolina per contestare i criteri di “severità” della prova di maturità, più volte citati dalla ministra.

L’idea avanzata da Murru, e sulla quale invita a riflettere chi sta facendo proposte operative, è che si permetta alle scuole di valutare i ragazzi sulle base delle competenze “trasversali” che hanno acquisito nei 5 anni di studio, “come si fa all’estero”, accompagnandoli “con equilibrio e umanità”.

“Quando lei dice di voler assicurare un esame serio ai nostri ragazzi dell’ultimo anno – argomenta la preside nella sua missiva – io faccio davvero fatica a capire per serio che cosa si possa intendere. I nostri ragazzi vivono da un mese una situazione di estrema serietà, chiusi in casa a condividere con i loro cari ansie, paure, perdita di lavoro, malattie di parenti, amici e magari le loro stesse malattie e ancora i rischi o addirittura i numerosi lutti senza neppure avere la possibilità di un saluto. Mi chiedo cara ministra cosa possa essere più serio di tutto ciò”.

“La grande vera serietà, mi consenta – prosegue la preside – la stanno scrivendo quotidianamente con le pagine delle loro storie personali, che resteranno a testimoniare ai posteri la serietà della loro speranza, nonostante tutto, nonostante le cronache di morte e di desolazione attorno. Forse non conosceranno i dettagli delle guerre mondiali, ma avranno opportunità di approfondirle in seguito, mi creda, ma conosceranno tutto di quel virus che è stato più potente di tante guerre perché, turbando la loro vita, sconvolgendo i loro sogni e progetti avrà insegnato la vera grande e unica serietà​ che è quella limitatezza della condizione umana di fronte all’imponenza prevalente della natura. Se avranno appreso questo ministra, a pieno titolo grande chapeau alla maturità honoris causa dei maturati 2020. Con ciò non intendo naturalmente richiedere una banale sanatoria per tutti, ma solo portare all’attenzione di chi sta elaborando proposte operative, un’ulteriore riflessione, che tenga presenti alcuni elementi che non mi sembrano del tutto irrilevanti”.

Nella condizione di quarantena imposta dall’epidemia la scelta della didattica a distanza era obbligata, “ma naturalmente – osserva nella lettera Maria Paola Murru – questo è diventato anche un elemento discriminante tra ragazzi più o meno abbienti. Si pone il problema della valutazione – sottolinea – e giustamente nessuna linea guida ad oggi è stata proposta, lasciando piena autonomia alle scuole per le troppe diversità di condizioni e contesti”.

La preside auspica pertanto, parlando ancora con l’AGI, che dal ministero dell’Istruzione arrivi al più presto l’indicazione di quali competenze tenere in considerazione al momento di valutare i maturandi e soprattutto si augura che le linee guida abbiano “una certa flessibilità”, senza voler però penalizzare i più meritevoli.