Cnos Fap Forlì, in arrivo nuove aule didattiche

Sul Corriere della Romagna, un articolo racconta l’ammodernamento delle aule del CFP di Forlì con l’ampliamento dell’offerta formativa.

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Sono a buon punto i lavori di riqualificazione dell’ ex oratorio salesiano di via Episcopio Vecchio, in vista dell’ampliamento dell’ offerta formativa del Cnos-Fap. «Accanto ai corsi classici e storicizzati – dichiara il delegato regionale Cnos-Fap, don Gianni Danesi – con la recente aggiunta del laboratorio per parrucchieri ed estetisti, stiamo valutando di allargare ulteriormente la proposta, con il possibile coinvolgimento di altri partner ed enti formativi per un progetto comune». La formazione professionale giovanile è da sempre una prerogativa della vocazione Salesiana. «Il nostro fondatore San Giovanni Bosco – continua don Gianni – prese subito a cuore la condizione dei ragazzi poveri di Torino. Non si limitò ad addestrarli e formarli al lavoro, ma dette loro anche forti basi culturali, perché la società, oggi come allora, richiede questo». Ad ormai 67 anni dalla posa della prima pietra (correva l’ anno 1954), la cittadella formativa salesiana sta per avere il sopravvento su quelli che per decenni sono stati i locali dell’oratorio San Luigi. «Sì – interviene il direttore salesiano del Cnos-Fap di Forlì, Sergio Barberio – assorbiremo anche i locali del pian terreno trasformati in laboratori. L’oratorio continuerà la sua attività in un altro edificio del complesso prima riservato a funzione residenziale».

Sull’ altare del potenziamento del Cnos è stato sacrificato persino il glorioso teatrino Don Bosco. «Ci dispiace molto- prosegue Barberio – ma recuperarlo sarebbe stato anti-economico e inutile, vista la presenza in via Nanni della sala multimediale San Luigi, all’avanguardia sul piano funzionale e tecnologico». Attualmente, in via Episcopio Vecchio sono operative 8 classi di formazione giovanile, più un post-qualifica, per un totale di circa 300 studenti. «Confermo che la ristrutturazione in corso è funzionale a realizzare un polo formativo multifunzionale d’ eccellenza, che spazia dalla meccanica all’ elettronica, dalla falegnameria alle cure estetiche, in grado di rispondere a un mercato del lavoro in continua evoluzione». Sono in corso la sostituzione e l’aggiornamento delle macchine da lavoro all’interno dei laboratori, proprio per dare precise risposte alle richieste del territorio. «Ci stiamo muovendo con circospezione, dopo aver intervistato le aziende locali in merito al loro fabbisogno  assunzionale». C’è stata una riorganizzazione dell’ opera proprio in termini di spazi e di efficienza. «Adesso accogliamo anche le ragazze – conclude Barberio – e si è persino creata una filiera con ex diplomati, che stanno diventando a loro volta docenti e formatori». Al termine della riqualificazione e del reperimento dei nuovi spazi, per una spesa che si aggira sui 700.000 euro, di cui 100.000 erogati dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, la cittadella formativa salesiana potrà coinvolgere sino a 600 giovani.

Repubblica – Bari, don Francesco Preite lascia il Redentore: il prete antimafia diventa presidente dei Salesiani per il sociale

Dall’edizione locale di Bari del quotidiano La Repubblica sull’elezione di don Francesco Preite a presidente di Salesiani per il Sociale.

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“A Bari si piange due volte, la prima quando vieni e la seconda quando vai via”. Don Francesco Preite è il nuovo presidente nazionale dell’associazione Salesiani per il sociale. E così, a settembre, dovrà lasciare Bari, il Libertà e il suo Redentore, per raggiungere Roma.

L’assemblea dell’associazione – che si occupa di lotta all’emarginazione, disagio ed esclusione sociale dei giovani – ha eletto il direttore dell’istituto salesiano barese, e l’incarico durerà fino al 2025. Don Francesco, quarantaquattrenne di Potenza, avrà il compito di coordinare le attività a livello nazionale, con ricadute naturalmente sul locale.

“È un riconoscimento del lavoro svolto a Bari in questi anni – racconta – il merito è della comunità. Qui ho scoperto la portata della missione salesiana, la promozione della giustizia e della pace, il contrasto alla criminalità organizzata, la vicinanza ai ragazzi più vivaci, la collaborazione con il territorio. È una cosa positiva, ma certamente inizia già a mancarmi la comunità. L’ispettore salesiano saprà trovare delle persone che portino avanti quello che è stato realizzato e che consolidino iniziative e attività. Ci saranno altri salesiani che continueranno a seguire la missione di Don Bosco a Bari”.

Don Francesco ha ricevuto il primo incarico al Redentore nel 2010, per seguire l’oratorio, e poi nel 2015 è diventato direttore dell’istituto. “Di lì è iniziata la possibilità di rendere lo stile di famiglia dell’oratorio un patrimonio condiviso nella comunità del Redentore e aperto al territorio”. E allora, sono stati avviati il centro socioeducativo diurno, il social pub confluito nell’Ethnic cook di Ana Estrela, è stata potenziata la formazione professionale, avviando corsi per meccanici e autoriparatori (“c’è il piccolo sogno di aprire un laboratorio di ristorazione”). “Ed è stata tolta la cancellata davanti alla chiesa”, tiene a sottolineare don Francesco.

“Sono delle realtà fatte e progettate insieme, ecco perché sono belle. Lascerò una comunità più unita e più consapevole della propria missione educativa, in un quartiere molto giovanile, bello e vivace. Ma non ci dobbiamo salutare adesso: ci vorranno tre mesi. Ora attiviamo i centri estivi per i ragazzi. Da Roma certamente cercherò di avere un’attenzione per il Sud, per Bari e per il quartiere Libertà. L’affetto continuerà anche da lì”.

Intanto, sono tantissimi i messaggi già arrivati a don Francesco. Tra i quali quello dell’assessora comunale Paola Romano: “Don Francesco Preite è il punto di riferimento di tanti giovani e giovanissimi del quartiere Libertà. In questi anni insieme, grazie alla sua voglia di innovare e costruire, abbiamo fatto tanto: la biblioteca del Redentore, i centri estivi, l’estate ragazzi, i percorsi sportivi per i più fragili, la vigilanza di fronte alle scuole medie del quartiere, il pub multietnico di Ana Estrela, le collaborazioni con le scuole vicine e tanti altri progetti di innovazione sociale. Siamo orgogliosi che ricopra questo prestigioso incarico, ma anche certi che mancherà tanto alla nostra città”.

Decreto Sostegni bis, Agorà della Parità: Bene i fondi per le paritarie, ora si prosegua verso vera parità

Di seguito il comunicato di Agorà delle Parità sui fondi del Decreto sostegni bis alla scuola paritaria.

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L’Agorà della Parità (AGeSC – Associazione Genitori Scuole Cattoliche, CdO Opere Educative – CNOS Scuola – Centro Nazionale Opere Salesiane, CIOFS Scuola – Centro Italiano Opere Femminili Salesiane, FAES – Famiglia e Scuola, FIDAE – Federazione Istituti di Attività Educative, FISM – Federazione Italiana Scuole Materne, FONDAZIONE GESUITI Educazione) accoglie positivamente la notizia che nel Decreto Sostegni bis sono previsti 50 milioni per le scuole paritarie, sempre in proporzione al numero degli iscritti, che serviranno per contenere il rischio epidemiologico in relazione all’avvio dell’anno scolastico 2021/2022. 

Lo stanziamento, fortemente sollecitato dalle scriventi associazioni a seguito della mancata previsione di fondi nel primo decreto sostegni, rappresenta un passo avanti importante verso la vera parità che stiamo rincorrendo da più di 20 anni. L’emergenza sanitaria, infatti, sta dimostrando ancora una volta, semmai ce ne fosse ancora bisogno, che non esistono alunni e genitori di serie A e alunni e genitori di serie B ma solamente cittadini italiani che hanno diritto a scegliere quale educazione ricevere. 

Giancarlo Frare – Presidente nazionale AGeSC
Massimiliano Tonarini – Presidente nazionale CdO Opere Educative
Pietro Mellano – Presidente nazionale CNOS Scuola
Marilisa Miotti – Presidente nazionale CIOFS scuola
Giovanni Sanfilippo – Delegato nazionale per le Relazioni Istituzionali FAES
Virginia Kaladich – Presidente nazionale FIDAE
Luigi Morgano – Segretario Nazionale FISM
Vitangelo Denora – Delegato Fondazione GESUITI EDUCAZIONE

 

Salesiani per il Sociale APS, don Francesco Preite è il nuovo presidente

Di seguito il comunicato stampa relativo all’assemblea nazionale di Salesiani per il Sociale APS di oggi, durante la quale sono stati rinnovati il presidente e il consiglio direttivo.

COMUNICATO STAMPA

ASSEMBLEA 2021, DON FRANCESCO PREITE È IL NUOVO PRESIDENTE
DI SALESIANI PER IL SOCIALE APS

 

(Roma, 19 maggio 2021) – L’assemblea Nazionale di Salesiani per il Sociale APS ha eletto il nuovo presidente per il quadriennio 2021-2025, che sarà don Francesco Preite, attuale direttore dell’istituto salesiano Redentore di Bari. Don Francesco è nato a Potenza, fa parte dell’Ispettoria salesiana Meridionale e ha 44 anni.  

Nel saluto all’assemblea, il nuovo presidente ha voluto sottolineare tre aspetti: “Sempre per e con i giovani. Tutto quello che siamo e che facciamo, la nostra identità e la nostra missione di Associazione, è per i giovani, specialmente i più poveri. Siamo una grande comunità nazionale, fatta di persone e di Enti del Terzo Settore con un buon radicamento territoriale: desidero davvero raccomandarvi di ricercare costantemente innanzitutto il dialogo con le Comunità Educative Pastorali locali ed i Comitati territoriali di riferimento. Scegliere il Sud. Non come semplice luogo geografico ma come scelta preferenziale rivolta ai più fragili, che popolano le periferie delle nostre Città, dei nostri territori, della nostra Italia. È evidente che laddove mancano diritti, servizi, cultura educativa, il disagio è più forte ed i ragazzi sono più esposti ai pericoli. Non siamo eroi, ma siamo persone chiamate nel Buon Samaritano a rendere un servizio educativo ai giovani. Continuiamo insieme a scegliere la via dell’educazione e del servizio responsabile per costruire un pezzo di Italia con e per i giovani. Ce lo chiede don Bosco, ce lo chiedono i giovani”.

A presentare all’assemblea don Francesco Preite è stato don Stefano Aspettati, superiore della Circoscrizione Italia Centrale e ispettore delegato per l’Emarginazione e disagio. “Don Francesco, ora direttore della comunità di Bari Redentore, ha maturato un’esperienza poliedrica, con una grande attenzione per i giovani emarginati e poveri e con un grande impegno anche in prima persona in un quartiere difficile. Siamo sicuri che saprà proseguire l’opera di generazione di una comunità dentro l’ufficio nazionale”, ha concluso don Aspettati. 

Durante l’assemblea, che si è svolta in modalità on line per le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, è stato rinnovato anche il consiglio direttivo formato, oltre che dal presidente, da: Jennifer Avakian (Ass. Casa Don Bosco Taranto), Valentina Bellis (Circoscrizione Piemonte e Valle D’Aosta Torino), Rino Balzano (Ass. Piccoli passi Torre Annunziata), Luciano Piras (Coop. Soc. Differenze Sassari) e Corrado Caiano (La Lunga Domenica Prato). 

Nella sua relazione, il presidente uscente, don Roberto Dal Molin ha raccontato l’ultimo anno di vita associativo. Un anno caratterizzato dall’emergenza sanitaria che si è trasformata in emergenza sociale e alla quale, come rete Salesiani per il Sociale APS, abbiamo fatto fronte. “Grazie per tutto quello che avete fatto e state facendo, senza clamori o titoloni da quotidiano, nella vita di tutti i giorni per tanti ragazzi e per le loro famiglie; siete il volto e cuore di Don Bosco”, ha detto don Roberto Dal Molin. Passando in rassegna quanto fatto, don Roberto Da Molin ha sottolineato il lavoro della sede centrale e tutti i contesti di partecipazione dove Salesiani per il Sociale è presente, così come i progetti in atto e l’attività di raccolta fondi. 

“Il futuro presidente e il Consiglio Direttivo eletti oggi sapranno certamente accompagnare la rete delle nostre associazioni in modo adeguato e propositivo”, ha concluso. 

L’assemblea ha poi approvato il bilancio ed eletto i tre probiviri, don Gianluigi Pussino, Alessandro Brescia e Michela Vallarino.

Oggi Treviso – Cospes Mogliano Veneto, i ragazzi alle prese con la scelta della scuola

Dal quotidiano on line Oggi Treviso, l’intervista ad Andrea Vettorato, orientatore del Cosp-Astori di Mogliano Veneto.

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TREVISO – L’anno scolastico – il secondo in pandemia – è alle battute finali. Alla conclusione, tra molte incertezze e sin troppi stop and go, ci si sta arrivando. E già si pensa al prossimo di anno. Che si spera “normale”, aggettivo che da quattordici mesi a questa parte è sinonimo di straordinario. Chi termina un percorso a giugno, con gli esami di Stato. E chi deve iniziarlo, senza avere avuto modo (o non sufficienti tempo e concentrazione) per operare una scelta se non azzeccata quantomeno oculata. Uno dei servizi per i quali è da molti anni apprezzato il collegio Astori di Mogliano Veneto è quello di orientamento. Al punto da rappresentare per la provincia un punto di riferimento. Il dott. Andrea Vettorato è uno degli orientatori e psicologi del Centro Cosp-Astori.

Questo che si conclude è stato più faticoso del precedente bruscamente interrotto a metà, condivide?
Un anno travagliato tra lezioni in presenza e lezioni con la didattica a distanza. Queste situazioni hanno inciso e tuttora incidono sul normale svolgimento delle lezioni, ma soprattutto sull’andamento e sul rendimento scolastico degli allievi. Per alcuni l’anno si concluderà in modo positivo, con la promozione tra bei voti e il plauso per un impegno mantenuto sempre costante.

Per altri, invece….
I risultati potranno essere più mediocri, legati alle difficoltà che gli allievi hanno sperimentato in questo periodo.

Di quale genere soprattutto?
Difficoltà di attenzione, concentrazione e un approssimativo metodo di studio: sono il bagaglio negativo che una parte degli allievi ha nello zaino, a prescindere dall’emergenza Covid e dalla Dad.

Quali servizi avete approntato?
In più occasioni, come esperti di orientamento, ci troviamo a confrontarci con situazioni di disagio e difficoltà sia degli allievi che dei loro genitori in merito a dolorosi fallimenti scolastici. Spesso interveniamo nel comprendere quali possono essere le cause che hanno portato un ragazzo alla bocciatura. Di sicuro le basi sono sempre quelle, legate ad un atteggiamento verso lo studio poco attento e scarsamente motivato.

Solo questa la ragione…?
Ci capita di confrontarci con situazioni personali di disagio più profondo, che toccano il piano delle relazioni (famiglia, compagni e insegnanti) e i livelli di serenità e di soddisfazione personale. Alcune cause si possono ricercare nella scelta del tipo di scuola precedentemente fatta, evitando di tener conto delle capacità, degli interessi, e delle propensioni del ragazzo.

E questo è uno dei punti dolenti: scelte sbagliate all’inizio.
Scelte legate a tentativi, “al voglio provare”, oppure per il semplice fascino di inseguire amici o amiche su percorsi in realtà poco adatti alle proprie attitudini. Per altre occasioni emergono come possibili cause consigli poco precisi o, in qualche occasione, del tutto inascoltati. Mentre, per altre situazioni, capita che allievi che ottenevano con facilità alle medie buoni voti, utilizzando un relativo impegno, incontrino gravi difficoltà nei primi anni delle scuole superiori.

Dove sta l’intoppo?
Nel fatto che gli allievi, pur accedendo alle scuole superiori, pensano di poter studiare e quindi di doversi impegnare con gli stessi livelli qualitativi ed anche quantitativi, di come erano abituati alle scuole medie.
“Andava tanto bene alle medie, bastava che stesse un po’ attento in classe e portava a casa tutti 7 e 8 con facilità!” ……“Ora, sembra essere un altro ragazzo. I voti vanno male; è sempre triste, parla di meno e sembra aver perso interesse per tutto!”.

Sono i genitori a rispondere così, supponiamo.
In particolare le mamme ci descrivono queste situazioni che creano disagio anche in famiglia, in quanto spesso ci si divide tra l’attesa “perché il ragazzo sta crescendo”, e il desiderio di intervenire per fornire al ragazzo un aiuto per superare il suo momento di disorientamento.

Si può fare diversamente?
Un contributo fondamentale sta nell’incontrare una persona esterna al mondo della scuola e della famiglia, che sappia comprendere il momento, ma sia equidistante e che aiuti il ragazzo nel percorso di consapevolezza rispetto alle proprie potenzialità, alle proprie preferenze e ai propri limiti. Questo tipo di percorso viene definito come “attività di ri-orientamento”.

In cosa consiste praticamente?
Il focus sta nell’aumentare, per quanto possibile, la consapevolezza di sé e la concretezza delle scelte, sia dei ragazzi che delle famiglie, per favorire percorsi scolastici sereni, che motivino e che gratifichino gli allievi, sostenendoli nel difficile percorso nella ricerca della costruzione della propria identità all’interno di un mondo che cambia, pieno di suggestioni, falsi valori e comodità seducenti.

Quanta preoccupazione trasmettono i genitori ai figli in procinto di scegliere la scuola superiore?
Si preoccupano nel vedere il proprio figlio attraversare questa impasse, ma se riescono in ogni caso a mantenere impegno e disponibilità nell’accompagnare la crescita del figlio, non sarà certamente tempo perso. Magari coinvolgendo gli esperti per un lavoro di squadra.

Cnos Fap Foligno – Foligno si tinge di rosa, dalle torte alle foto storiche

Sul sito RGU Notizie si riporta l’attività del Cnos Fap di Foligno per preparare l’arrivo del Giro d’Italia in città.

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Mostre fotografiche itineranti, cocktail e torte. A Foligno cresce l’attesa per l’arrivo del Giro d’Italia ed in tanti sono pronti a salutare l’ingresso in città della carovana rosa nei modi più disparati. I campioni sui pedali taglieranno il traguardo di via Nazario Sauro intorno alle 17 di lunedì prossimo, in arrivo da L’Aquila dopo un percorso di circa 140
chilometri. Per l’occasione, la città si sta addobbando a festa. Tra i più attivi i ragazzi ed i professori del Cnos-Fap di via Isolabella. Gli allievi del corso operatore della ristorazione, seguiti dai professori Monia Ciancaleoni e Michele Galante, in questi giorni hanno creato dei veri e propri capolavori della cucina in onore al Giro d’Italia. Dolci, torte e cocktail rigorosamente rosa, hanno addobbato i tavoli dell’istituto di formazione folignate, mettendo alla prova l’estro, la fantasia e la bravura degli studenti. Il risultato è un colpo d’occhio – e di gola – decisamente eccellente.

MOSTRA ITINERANTE – Nemmeno la Confcommercio e gli esercenti cittadini sono stati a guardare. Oltre alla brochure illustrativa dedicata al Giro d’Italia, per esaltare il ciclismo cittadino il presidente Aldo Amoni e la consigliera Alessia Mariani, hanno allestito una mostra fotografica itinerante. Grazie alla disponibilità del campione regionale Alfredo Tomassini, che ha messo a disposizione del materiale fotografico, è stata realizzata una mostra dedicata ai personaggi del ciclismo.

“Amati e chiamati”: presentazione del Quaderno di lavoro MGS 2021/2022

Il Quaderno di lavoro MGS 2021-2022 è frutto del prezioso lavoro condotto da don Rossano Sala che ha saputo integrare l’apporto della Segreteria MGS e il contributo di diversi Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice, educatrici/tori. Si tratta di un lavoro indirizzato non solo ai giovani, ma alle CEP per la “formazione alla missione”. I destinatari sono: giovani, animatori, educatori, catechisti, Salesiani di don Bosco e Figlie di Maria Ausiliatrice, membri a diverso titolo della Famiglia Salesiana, docenti, insegnanti e formatori, sacerdoti, consacrati/e, laici e laiche impegnati nella pastorale giovanile.

A breve saranno disponibili informazioni per i sussidi e i materiali extra.

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Dall’introduzione del Quaderno:

Il Movimento Giovanile Salesiano, attraverso un lavoro di  coinvolgimento a vari livelli e disteso nel tempo, ha individuato un  cammino triennale che si pone come obiettivo la preparazione al  bicentenario del famoso “sogno dei nove anni” di Giovannino Bosco,  avvenuto presumibilmente nel 1824. Per la sua importanza nella vita e  nella missione del santo dei giovani possiamo senza dubbio definirlo  una vera e propria “annunciazione salesiana”. 

Lo scorso anno pastorale 2020-21 ci siamo immersi “nel cuore del  mondo”. La tematica era incentrata sul mondo in cui siamo chiamati  a vivere, a crescere e ad agire. Come il piccolo Giovannino fu chiamato  a essere nel centro del cortile, anche noi ci siamo sentiti chiamati a  vivere la nostra esistenza nel cuore del nostro tempo, e a essere  proprio lì lievito, sale, luce. #LiveTheDream era l’hashtag proposto  per quell’anno pastorale; la cittadinanza responsabile era invece  l’obiettivo fondamentale proposto, seguendo l’indicazione per cui è  proprio perché cerchiamo di essere buoni cristiani che diventiamo  cittadini partecipi, responsabili e proattivi. 

Arriviamo ora all’anno centrale del triennio che ci stiamo proponendo  di vivere. Al cuore del nostro cammino, che attinge ancora ispirazione  dal sogno dei nove anni, si trovano alcune parole di Maria che  invitano Giovannino Bosco a lavorare sul suo carattere, ad assumere  una personalità tanto tenera quanto solida: “Renditi umile, forte e  robusto”. Il sogno della missione salesiana va costruito, non si può  improvvisare: ecco perché l’hashtag di quest’anno è #MakeTheDream.  E verrà scandito da due verbi fondamentali dell’identità cristiana:  amare e chiamare. In questo lavoro su noi stessi saremo accompagnati  in maniera speciale da san Francesco di Sales, maestro di vita  cristiana e di spiritualità giovanile. Il 28 dicembre 2022 ricorreranno i  quattrocento anni della morte del santo a cui don Bosco fin dall’inizio  si ispirò per incominciare la propria opera educativa. Riscoprire alcuni  tratti della ricchezza del Dottore dell’amore diventa quindi per noi un  piacevole dovere. 

Avvenire – L’oratorio va fatto “fuori”

Su Avvenire di ieri, in un articolo dedicato alle attività degli oratori, è stato intervistato anche don Giovanni D’Andrea, superiore dell’ispettoria salesiana sicula.

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I cancelli erano chiusi e i cortili vietati, ma nessuno ci ha tolto la possibilità di andare incontro ai ragazzi dell’oratorio e alle tante famiglie che la pandemia aveva piegato». A fare un bilancio di questo anno difficile, con l’isolamento imposto dal Covid-19 che ha messo più che mai in evidenza disagi e fragilità, è don Giovanni D’Andrea, superiore dei Salesiani di Sicilia e Tunisia. Uno che si è già messo all’opera per programmare i Grest della prossima estate: «Temo – dice – che non sarà diversa da quella scorsa, con il suo bagaglio di norme sanitarie da rispettare». Si occupa di alcuni dei quartieri popolari più difficili del sud Italia, Ballarò a Palermo, San Cristoforo a Catania, Giostra a Messina, Aldisio a Gela: «Da qui – continua – arrivavano gli adolescenti e i ragazzi che ci chiedevano un aiuto scolastico, per noi la loro richiesta rappresentava però anche un modo di agganciare i genitori. Molti lavorano a chiamata, occupazioni giornaliere, pagate in nero, non sapevano più come mettere insieme il pranzo con la cena. Non è un caso se in oratorio tuttora distribuiamo i pacchi della Caritas con viveri e prodotti per l’igiene personale. Un pacco, una chiacchiera, un caffè e così può nascere, e forse crescere, un rapporto di fiducia». Grazie a quell’aiuto – che don Giovanni sottolinea sia sempre stato “molto discreto” – sono stati raggiunti «i più poveri», che sono spesso «famiglie di immigrati o nuclei numerosi dove la didattica a distanza diventa impossibile, in casa non c’è la connessione Wifi o ci sono troppi fratelli, comunque zero possibilità di avere un posto tranquillo dal quale poter seguire le lezioni. Una bella mano l’abbiamo avuta dai 230 giovani volontari del servizio civile, quest’anno saranno una ventina in più…».

Gli oratori, visti da chi ci lavora dall’interno, sono diventati in molti casi «presidi educativi» per famiglie travolte dalla malattia, dal dolore, dalla paura e dalle preoccupazioni, come sostiene Marco Giganti, pedagogista del Centro studi sulle politiche della formazione dell’Università Cattolica. «Il progetto “Giovani in cammino ” (http://www.odielle.it/it/news/giovani-in-cammino-via-allaprogettazione-990) proposto dagli oratori delle diocesi lombarde per il biennio ’20/’21 – racconta il pedagogista – usa, a mio parere, un’immagine molto bella per descrivere questo luogo: il ponte. Uno strumento di collegamento tra due realtà, mai a senso unico. C’è sempre un andare e un venire. Dunque, l’oratorio è chiamato a essere non solo il “luogo” dove il mondo può trovare casa, ma anche il “luogo” che può trovare casa nel mondo. Ce ne siamo resi conto in questi complessi mesi di pandemia». Gli esempi ci sono.

Don Paolo Carrara, pastoralista della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, negli scorsi mesi ha raccolto alcune esperienze significative. A Nembro (Bergamo), uno dei paesi martire della prima ondata pandemica, una cinquantina di adolescenti, accompagnati dai loro educatori, si sono messi a disposizione della comunità recapitando lettere, curando le tombe nel cimitero chiuso, stampando e consegnando compiti ai ragazzi con maggiori difficoltà. A Biumo (Varese) un gruppo di adolescenti ha chiesto alla propria comunità di vivere l’esperienza di una “bolla” e, come gli sportivi che devono portare a termine i campionati, si sono isolati insieme. Si sono accordati con il Prefetto e con il Comitato tecnico scientifico per abitare nell’oratorio, continuando a fare la vita da studenti e mettendosi al servizio della comunità. Queste e altre esperienze sono un punto fermo per guardare il futuro, sostiene Giganti. Innanzitutto, gli adolescenti «si sono lasciati interrogare da situazioni concrete, utili, chiare e di relazione e si sono fatti delle domande sul senso della propria esistenza e sul loro possibile rapporto con Dio». Infatti gli adolescenti «possono e devono essere pro-vocati, messi alla prova, si può chiedere loro di osare per uscire dalla propria comfort zone e attraversare il ponte che li porta nel mondo e lasciare che esso entri nelle loro vite. Tutto questo però non è possibile se alle spalle non c’è una comunità educante adulta, fatta di figure con diversi carismi e vocazioni che si interroga, si mette al servizio e sostiene il cammino educativo alla fede delle giovani generazioni».

In questo panorama ci sono famiglie che hanno restituito subito gli aiuti ricevuti e appena hanno potuto hanno messo a disposizione il loro tempo e le loro braccia. «In alcuni oratori siamo riusciti a far fronte alle forti spese richieste per le sanificazioni dei locali solo grazie all’aiuto dei genitori volontari», racconta Angela Malandri, referente della formazione degli educatori per la cooperativa Eidé che collabora con il «Progetto oratori» della diocesi di Parma. «Abbiamo aiutato i ragazzi ed è nato in molti casi un rapporto con le mamme e i papà che ci sono grati perché hanno trovato nella comunità parrocchiale un luogo che rispondeva ai loro bisogni. Il Grest dello scorso anno è stato modulato partendo proprio dalle esigenze delle famiglie più in difficoltà, quelle che non sapevano dove lasciare i figli per i tre mesi estivi. Anche l’aiuto per i compiti non è mai venuto meno, sia online che per quanto possibile in presenza. Tutto questo è stato possibile grazie a educatori professionisti e alla collaborazione dei volontari. E agli oltre mille adolescenti che ogni estate danno una mano come “aiuto educatori”. Per loro è un’esperienza importante perché per la prima volta nella vita hanno la responsabilità di prendersi cura dei più piccoli». Una ricerca commissionata per i vent’anni del «Progetto oratori» della diocesi di Parma è di grande conforto sulla bontà di questa strada: il 98% degli adolescenti intervistati, e dunque la quasi totalità, spiega di aver maturato una disponibilità al servizio, proprio grazie all’esperienza fatta in oratorio. «Se domani questi ragazzi diventeranno cittadini attivi nella società sarà grazie all’occasione che gli è stata offerta in parrocchia e non è poco», conclude
Malandri.

Conversione Decreto Sostegni, Agorà della Parità: Ennesima discriminazione nei confronti delle paritarie

L’Agorà della Parità: AGeSC – Associazione Genitori Scuole Cattoliche, CdO  Opere Educative – CNOS Scuola – Centro Nazionale Opere Salesiane, CIOFS  Scuola – Centro Italiano Opere Femminili Salesiane, FAES – Famiglia e Scuola,  FIDAE – Federazione Istituti di Attività Educative, FISM – Federazione Italiana  Scuole Materne, FONDAZIONE GESUITI Educazione) prende atto con amarezza  dell’ennesima ingiustizia attuata nei confronti delle scuole paritarie: l’emendamento  proposto e presentato da alcuni senatori, affinché i fondi per l’emergenza Covid e  per il piano Scuola Estate previsti dal DL Sostegni per le scuole statali fossero dati  anche alle scuole paritarie è stato bocciato dalle Commissioni Bilancio e Finanze del  Senato.

È davvero grave che neanche il secondo anno scolastico vissuto in  emergenza sanitaria e sociale abbia fatto comprendere ai senatori delle commissioni  suddette che le scuole paritarie sono a tutti gli effetti parte del sistema d’istruzione  nazionale, al quale contribuiscono in maniera rilevante. Spiace anche dover sottolineare ancora una volta che non si tratta di “scuole per ricchi”, ma di “scuole  per tutti”, spesso presidi in territori dove non c’è nulla. Confidiamo che si ponga  rimedio alla mancata approvazione dell’emendamento nel corso del passaggio in  Aula o con un provvedimento successivo, perché studenti, docenti, famiglie e  personale scolastico delle nostre scuole sono tutti cittadini italiani che hanno vissuto  e stanno vivendo gli stessi problemi e la stessa emergenza. 

Giancarlo Frare – Presidente nazionale AGeSC  

Massimiliano Tonarini – Presidente nazionale CdO Opere Educative 

Pietro Mellano – Presidente nazionale CNOS Scuola 

Marilisa Miotti – Presidente nazionale CIOFS scuola 

Giovanni Sanfilippo – Delegato nazionale per le Relazioni Istituzionali FAES  Virginia Kaladich – Presidente nazionale FIDAE  

Luigi Morgano – Segretario Nazionale FISM 

Vitangelo Denora – Delegato Fondazione GESUITI EDUCAZIONE

Dona il 5×1000 a Salesiani per il Sociale APS per continuare a sostenere i giovani più fragili

I Salesiani in Italia, per operare efficacemente nell’ambito sociale hanno promosso dal 1993 l’associazione “Salesiani per il Sociale APS”, un ente del terzo settore che provvederà a iscriversi nella sezione Associazioni di Promozione Sociale e nella sezione Reti associative del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.

Salesiani per il Sociale è una rete di 116 organizzazioni (tra associati diretti e indiretti: associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, associazioni, cooperative e imprese sociali, enti ecclesiastici) impegnate nella tutela e protezione di minori e giovani ed operanti con interventi preventivi e promozionali su tutto il territorio nazionale.

Salesiani per il Sociale è promossa da CNOS – Centro Nazionale Opere Salesiane, che nomina propri delegati ai diversi livelli della struttura associativa con il compito di garantirne l’orientamento all’interno del progetto educativo pastorale salesiano.

In concreto Salesiani per il Sociale:

–       progetta e attua interventi a favore dei minori e dei giovani che vivono condizione di fragilità e vulnerabilità, anche in collaborazione con reti nazionali ed internazionali;

–       coordina, sostiene e promuove interventi, servizi e progetti per la prevenzione ed il contrasto delle forme di povertà educativa, esclusione sociale ed emarginazione di minori e giovani;

–       promuove e diffonde la cultura dell’affido e della solidarietà familiare;

–    promuove il volontariato e dell’impegno solidale attraverso l’organizzazione ed il coordinamento del Servizio Civile Universale in Italia e all’Estero;

–       svolge azioni di advocacy a favore di categorie svantaggiate.

Fanno parte di tale rete:

  • 46 Comunità residenziali (case famiglia, comunità alloggio e semiautonomia)
  • 30 Centri Diurni per minori e giovani
  • 10 Centri di accoglienza ed accompagnamento contro le dipendenze
  • 901  operatori qualificati
  • 102 Soci Sostenitori che svolgono attività educative legate principalmente al Servizio Civile
  • 2983 volontari che prestano il loro servizio gratuitamente, avendo a cuore i giovani in particolare quelli che dalla vita hanno avuto di meno!

A portare avanti l’azione di Don Bosco non ci sono solo salesiani consacrati, ma anche molti laici che si riconoscono nel carisma del Santo torinese facendo proprio l’agire educativo salesiano, il “sistema preventivo”.

Il 19 maggio si terrà l’Assemblea Nazionale che eleggerà il nuovo Presidente e i nuovi organi sociali.

Anche nel difficile periodo che stiamo vivendo tutte le realtà della rete non hanno smesso di impegnarsi per garantire a bambini e giovani una vita migliore. Uno dei modi per sostenere gli interventi di Salesiani per il Sociale in tutta Italia è devolvere il 5×1000, l’unica donazione esistente che al donatore non costa nulla. Il 5×1000 è, infatti, una parte dell’imposta che si verserebbe comunque in occasione della dichiarazione dei redditi ed è per il contribuente completamente gratuita. È un gesto molto semplice ma di grande valore. Per farlo basta firmare nel riquadro preposto della dichiarazione dei redditi e inserire il codice fiscale 97099620581. Aiuta anche tu Salesiani per il Sociale donando il 5×1000!