“Valdocco oggi”: dal seminario sull’oratorio il promemoria per le ispettorie

Con la giornata di oggi, termina a Palermo “Valdocco oggi: quale oratorio per il Terzo Millennio?”, il seminario sull’oratorio centro giovanile salesiano. Ogni dieci anni, l’Italia Salesiana si ritrova per riflettere sulla salute pastorale dei propri oratori-centri giovanili e non disperdere il tesoro lasciato in eredità da Don Bosco. Dal seminario sono emerse sette parole chiave da concretizzare nelle ispettorie: relazione, corresponsabilità, discernimento, casa, missione, accompagnamento e sinodalità. Non si tratta di un documento, bensì di “un promemoria per noi, perché siamo noi i primi testimoni di quello che abbiamo vissuto. Compito nostro sarà creare altre esperienze simili lì dove siamo, localmente”, spiega durante le conclusioni don Silvio Zanchetta, coordinatore dell’ufficio nazionale Parrocchie e oratori.

Su Don Bosco Italia c’è la pagina dedicata al seminario, dove poter rivedere le relazioni (e scaricare i documenti), le omelie e le foto.

Pastorale Giovanile ILE: iniziata la Scuola di Formazione degli Animatori

Si riporta di seguito l’articolo gentilmente fornito alla nostra Redazione da parte del Delegato della Pastorale Giovanile dell’Ispettoria Lombardo – Emiliana (ILE), don Paolo Caiani, in merito al debutto della Scuola di Formazione degli Animatori MGS dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice delle Regioni Lombardia-Emilia Romagna Svizzera e San Marino.

SFA – Scuola Formazione Animatori

Sabato 19 e Domenica 20 ottobre si è dato il via alla Scuola Formazione Animatori 2019-2020 dei Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice delle regioni Lombardia-Emilia Romagna Svizzera e San Marino. Buona la partenza con tanto entusiasmo sulla sede di Sesto San Giovanni (MI). Ora aspettiamo il secondo Week end di novembre per accogliere i giovani e i ragazzi a Bologna.

La Scuola Formazione Animatori (SFA) è un percorso quadriennale che ha l’obiettivo di fornire ai giovani delle realtà salesiane l’opportunità di un percorso formativo capace di lavorare in continuità tra il livello locale e quello ispettoriale. Offre inoltre un cammino che si configura sempre più come Scuola di Formazione di Vita Cristiana nello stile tipicamente salesiano dell’apostolato giovanile. 

Tutto questo nel rispetto dell’interpretazione che si fa del Movimento Giovanile Salesiano (MGS), vale a dire favorendo il coordinamento tra le dimensioni che lo compongono: Formazione Animatori, Animazione Vocazionale e Animazione Missionaria.

STRUTTURA

La proposta della SFA è di tre weekend all’anno e si svolge su due sedi: Sesto San Giovanni per i giovani di Lombardia e Svizzera e Bologna per i giovani dell’Emilia Romagna e San Marino.

Questo percorso è rivolto ai giovani dalla seconda alla quinta superiore e si struttura su quattro anni: il primo biennio propone laboratori più pratici con lo scopo di acquisire strumenti necessari per l’animazione; il secondo biennio propone invece laboratori focalizzati maggiormente sul percorso di Fede e vita cristiana di ogni singolo ragazzo, concludendosi con la stesura della Regola di Vita. 

Il termine dei due bienni è rappresentato dai riti di passaggio: consegna della Polo MGS a chi ha concluso il secondo anno SFA e consegna della Felpa MGS e dell’attestato a chi ha concluso il quarto anno SFA. Durante il secondo e il quarto anno SFA i ragazzi sono anche chiamati a svolgere un tirocinio pratico che permette loro di mettere in pratica, nelle loro realtà locali, quanto appreso.

Durante il weekend ogni gruppo svolge diversi laboratori preparati e gestiti dai formatori: SDB, FMA, Giovani e Adulti che per significatività e capacità sono ritenuti capaci di trasmettere i contenuti del laboratorio attraverso forme di coinvolgimento che stimolano la partecipazione attiva degli animatori. 

Altre figure educative presenti con il compito di accompagnare ed essere di riferimento per i ragazzi sono gli accompagnatori e i membri delle Equipe. 

Gli accompagnatori svolgono il ruolo di continuità e accompagnamento degli animatori tra il livello locale e quello ispettoriale, ad esempio stando con loro nei laboratori e nei momenti di gioco.

L’équipe è riferimento per gli animatori che nella stessa sede (Sesto San Giovanni o Bologna) vivono lo stesso anno di SFA. È formata da SDB, FMA e giovani e ha il compito di animare il gruppo affidatole nei momenti specifici all’inizio e alla fine di ogni weekend e di garantire continuità tra i vari laboratori, mettendo in luce l’obiettivo conclusivo di ognuno dei quattro anni SFA. 

OBIETTIVI

Gli obiettivi principali della SFA sono quelli di educare alla Fede cristiana tramite la cura della liturgia e della preghiera, che vuole essere orientata ad esplicitare gli elementi della Spiritualità giovanile Salesiana (SGS), e di formare animatori salesiani capaci di stimolare ed essere di esempio per gli animatori della propria realtà locale. 

Nella SFA si sono identificati quattro temi trasversali che contestualizzano e sintetizzano l’anno di cammino: 

  • I anno: SCELTA. L’animazione è una scelta e una risposta ad una proposta. Diventare animatore non è un passaggio scontato o d’obbligo, ma una scelta che si inserisce in un percorso aperto ad una progressione ed in continuità con il cammino vocazionale personale. 
  • II anno: SPIRITO SALESIANO 

Il secondo anno approfondisce l’identità e le motivazioni dell’animatore salesiano trovando le radici nella storia dell’oratorio di Valdocco e si ispirano a don Bosco. 

  • III anno: RESPONSABILITÀ 

Il servizio ai più piccoli richiama fortemente il tema della responsabilità, intesa come una qualità da sviluppare per essere dei buoni cristiani e onesti cittadini. 

  • IV anno: VOCAZIONE 

L’esperienza del dedicarsi agli altri suscita domande importanti per la propria vita a cui è necessario dedicare tempo e possibilità di confronto.

PRESENZE

Dal 2009 al 2019, 5797 giovani (3865 a Sesto San Giovanni e 1950 a Bologna) hanno partecipato alla Scuola Formazione Animatori, di cui:

  • I anno: 2584 (1757 a Sesto e 827 a Bologna)
  • II anno: 1593 (1064 a Sesto e 529 a Bologna)
  • III anno: 965 (624 a Sesto e 341 a Bologna)
  • IV anno: 655 (420 a Sesto e 235 a Bologna)

RIFLESSIONI

La SFA risulta essere un’occasione positiva sia per i ragazzi che per le realtà locali, nonostante duri da 20 anno e le generazioni siano cambiate. 

I ragazzi infatti, oltre ad acquisire competenze utili al loro essere animatori, possono confrontarsi con coetanei di diverse realtà territoriali e approfondire il loro cammino di Fede arrivando, a conclusione del percorso, a scrivere la Regola di Vita che diventa base e punto di partenza per vivere la propria vita alla luce del Vangelo. 

Il confronto con ragazzi di altre realtà e la possibilità di costruire con questi relazioni autentiche è di grande ricchezza e può giovare alla crescita personale di ognuno.

Investendo in questo percorso, le realtà locali godono di una formazione più ampia per i ragazzi che vi partecipano i quali possono poi diventare esempio per i coetanei e figure di riferimento per i più piccoli. 

Tutto ciò è sostenuto dal carisma di Don Bosco che ancora oggi testimonia che “L’educazione è cosa del Cuore”.

Martina Aragosti

Alessandra Dell’Oglio

Segretarie MGS della ILE

Secondo Convegno Nazionale di Passodopopasso – Elledici

Dopo il successo del primo convegno di settembre, l’Editrice Elledici presenta il secondo Convegno Nazionale dedicato al nuovo Progetto Catechistico Passodopasso previsto per Sabato 23 novembre 2019, dalle ore 9.00 alle ore 18.30, presso la Sala Sangalli di Valdocco (Via Maria Ausiliatrice 32, Torino).

- PROGRAMMA DEL CONVEGNO -

IN ASCOLTO (ore 9.00)

Presentazione del progetto catechistico:
Le linee guida del progetto PASSODOPOPASSO

CAMBIARE SI DEVE E SI PUÒ (ore 10.00)

Catechesi parrocchiale
Catechesi celebrativa e comunitaria
Catechesi familiare

LE MANI IN PASTA – Prima Parte (ore 11.00)

Suddivisione in gruppi e attivazione di quattro laboratori su differenti tematiche:
Temi e strumenti
Attività
Celebrazioni
Coinvolgimento dei genitori

BUFFET offerto a tutti i partecipanti (ore 12.30)

LE MANI IN PASTA – Seconda Parte (ore 14.00)

Ripresa dei quattro laboratori

IN ASCOLTO (ore 17.15)

Celebrare i Sacramenti con arte

SPAZIO ALLE DOMANDE (ore 17.45)

Tempo dedicato ai partecipanti per porre domande

VALUTAZIONE DEL PERCORSO (ore 18.00)

Momento conclusivo di valutazione del Convegno svoltosi

CONCLUSIONE (ore 18.30)

Preghiera finale e saluti

INFORMAZIONI

  • Convegno riservato ai primi 100 Catechisti che si iscrivono.
  • Iscrizioni entro mercoledì 13 novembre 2019.
  • Quota di iscrizione: € 15 (inclusivo di materiale didattico, coffee break e buffet).

 

L’estate all’oratorio, don Michele Falabretti (CEI): “È una scuola di vita”

Tempo di estate, tempo di esperienza estiva all’oratorio. Famiglia Cristiana ha intervistato don Michele Falabretti, responsabile del Servizio Cei per la pastorale giovanile (Snpg) e membro della Direzione di Note di Pastorale Giovanile.

di Chiara Pelizzoni – Famiglia Cristiana

Gli ultimi dati confermano la partecipazione di circa due milioni di bambini agli oratori estivi. Un’ esperienza, che per tradizione, spicca in Lombardia (più del per cento) ma è rappresentata in tutta Italia. Don Michele Falabretti, 51 anni, responsabile del Servizio Cei per la pastorale giovanile (Snpg) ci racconta l’ importanza di un percorso unico nel suo genere. “Tanto che, anche laddove non c’ è un vero e proprio oratorio estivo le regioni e le diocesi si sono attrezzate per fare una proposta per la stagione calda”.

Quali sono i temi su cui si lavora?

Diversi in ogni parte del Paese. Il tema è un pretesto, è qualcosa che “viene messo prima” appunto, che aiuta a realizzare un’ esperienza. Crea le condizioni per realizzare l’ esperienza. C’ è un grande lavoro di progettazione attorno ai temi dell’ estate che dice della scoperta che, grazie ai pensieri, si costruisce la vita. Un esercizio un po’ carente durante l’ anno, in cui si tende ad andare con inerzia, e molto più spiccato nel periodo caldo.

Che opportunità è l’ oratorio?

È un’ opportunità su diversi fronti. Per le famiglie, di avere uno spazio che non è commerciale. Ha costi ridicoli rispetto ad altre esperienze e non punta a guadagnare. Mentre ci sono realtà associative che fanno cose egregie a costi stratosferici. Ma non è solo il costo basso che lo rende un’ opportunità non commerciale. Ma anche che all’ oratorio corrisponde una tensione, un desiderio di un ambiente educativo. Garanzia per i genitori.

E poi?

È un’ opportunità per i ragazzi. che vivono un’ esperienza fortissima, strutturata, per nove mesi come la scuola. Il fatto che esistano i centri estivi in cui si sta insieme, ma in modo più destrutturato (senza campanella o registro) è una grande risorsa. Le due realtà coesistono. Esattamente come accade nella vita. E poterle vivere entrambe, per bimbi e preadolescenti, è davvero interessante.

Un’ occasione anche per gli adolescenti?

La terza opportunità è per loro che fanno gli educatori: si responsabilizzano, si sento importanti per qualcuno; essere utili, poi, li spinge a essere meno narcisisti, meno concentrati su di loro. È un ‘esperienza che li mette a confronto col mondo e, in cui, imparano a fare. E in cui imparano la dedizione, la cura e il senso della gratuità. Un’ esperienza molto formativa. Considerati tutto l’ anno dei problemi, d’ estate diventano una risorsa. Perché senza di loro il centro estivo non si fa. E questa è un’ opportunità che nessun altro dà loro.

La preghiera che ruolo ha?
La preghiera c’ è ed è quello che dovrebbe essere nella vita. È importante, a volte rapida e veloce, ma molto intensa. Se fatta bene un momento di riflessione e rilancio come nella vita. Noi non viviamo per pregare, ma dobbiamo imparare a pregare per vivere.

Cosa vorrebbe per l’ oratorio estivo?

Che passasse dall’ essere un mondo da favola a poter ispirare la realtà quotidiana. Perché l’ oratorio è una grande scuola di vita che ha da insegnare a grandi e piccini.

Pizzoratorio, un’opportunità per i ragazzi della comunità per minori di Torre Annunziata

“Ai giovani, soprattutto quelli più fragili, non va trovato solo un lavoro ma vanno anche educati a quel lavoro investendo sulle loro passioni”. Sono le parole di don Antonio Carbone, vice-presidente di Salesiani per il Sociale, e attuale coordinatore delle comunità per minori Mamma Matilde e Peppino Brancati di Torre Annunziata.

Qui ogni anno arrivano minori fragili, in stato di abbandono o con situazioni problematiche all’interno della famiglia di origine. Grazie all’impegno e alla passione di educatori e operatori vengono seguiti nel loro percorso scolastico, formati al mondo del lavoro e accompagnati nel diventare adulti responsabili.

Come Pasquale che grazie alla comunità sta inseguendo il suo sogno di aprire una pizzeria. “Anche se all’inizio è stato difficile inserirsi, oggi la comunità è la mia seconda famiglia. In casa siamo in otto, il più piccolo ha 9 anni e il più grande 18: c’è chi va a scuola, chi lavora e chi, come me partecipa a dei corsi di formazione. Una delle cose più belle della vita di comunità è ridere e scherzare insieme agli operatori ma anche insieme ai coordinatori e ai sacerdoti che ci stanno molto vicino. Ogni mattina vado a Napoli per il laboratorio da pizzaiolo mentre il pomeriggio sono impegnato con i ragazzi dell’oratorio. Il mio sogno è quello di aprile una pizzeria, so che è un lavoro molto impegnativo e faticoso ma è la mia passione!”.

Per dare sempre più opportunità lavorative a giovani come Pasquale, l’associazione “Piccoli passi grandi sogni” (che coordina queste due comunità) ha ideato un nuovo progetto chiamato “Pizzoratorio”, un laboratorio formativo allestito nei locali dell’Oratorio salesiano: un centro di formazione che permetterà ai partecipanti di acquisire una qualifica professionale da pizzaiolo.

“Ci troviamo in un territorio dove tante sono le difficoltà e difficili sono anche le prospettive di lavoro e di impegno” dice Don Antonio Carbone. “Vogliamo impegnarci perché nessun ragazzo resti escluso, allora ecco il sogno di realizzare questo laboratorio che permetterà a molti ragazzi di avviarsi ad un futuro migliore”. Il progetto ha già ricevuto il sostegno di Salesiani per il Sociale e della Fondazione Don Bosco nel mondo.

 

ILE, l’oratorio di Ferrara torna a Casa

Di Elena Mastellari, membro della Consulta nazionale MGS

Dopo quasi sette anni finalmente torniamo a Casa.

Perché è di questo che si tratta: una Casa in cui possiamo incontrarci, e incontrarLo, come comunità. Come può una Famiglia crescere senza una Casa?

L’oratorio San Benedetto di Ferrara in questi sette anni ci ha provato, con non poche difficoltà, a far fronte ai danni causati dal terremoto del maggio 2012.

Non è stato semplice abituarsi all’idea di dover andare a celebrare Messa nello stesso posto in cui ci saresti tornato al pomeriggio con un sacchetto di popcorn in mano per vedere un film (il teatro della casa, ndr).

Sette anni. Possono risultare una vita. È stato incredibile vedere gli occhi sgranati di quei bambini che sabato sera sono entrati per la prima volta in chiesa. Sono gli stessi bambini che ogni tanto ho sentito chiedere sottovoce ai propri genitori la domenica mattina “Ma quindi ora che film guardiamo?”. E son sempre loro che al pomeriggio teneramente si facevano un segno di croce prima di uscire dal cinema dopo lo spettacolo.

Sette anni. Ero curiosa di vedere i volti di quei ragazzi che pur non ricordandosi nemmeno di come fosse fatta la chiesa all’interno, si sono dati da fare per tornarci il prima possibile e che hanno sperimentato la bellezza dell’aiutarsi. A ogni chiamata da parte dei nostri sacerdoti c’era sempre qualcuno, giovane e adulto, pronto a rispondere “io ci sono”.

Fino a venerdì eravamo qua dentro con scope e mascherine a pulire e sabato ci siamo tornati senza polvere e per festeggiare. Insieme.

Sette anni che tra tante fatiche sono passati.

Ora non ci resta che Ringraziare e continuare a vivere la nostra quotidianità ma con la consapevolezza che ora abbiamo nuovamente una Casa dove c’è sempre Qualcuno che ci aspetta (e senza la fretta di dover andare via perché “bisogna preparare per il film del pomeriggio”!).