Salesiani Treviglio: “Quest’anno viviamo l’autentica Via Crucis”

Pubblichiamo la lettera del direttore dei Salesiani di Treviglio, don Massimo Massironi sulla via crucis e la quaresima.

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Carissimi,
stiamo vivendo in questa quaresima 2020 delle autentiche vie crucis!

– La via crucis di tutti i contagiati e ammalati che in una conta inesorabile e inarrestabile ogni sera ci portiamo nel cuore e nella mente per un ricordo o una preghiera.

– La via crucis degli operatori sanitari che come soldati generosi, anche a scapito della loro salute e vita, adempiono fino in fondo il loro giuramento di servizio al benessere delle persone a loro affidate.

– La via crucis dei defunti che vengono sepolti nella fredda solitudine, senza la carezza dei loro famigliari, e senza neppure il conforto dei Sacramenti e della sepoltura cristiana.

– La via crucis dei ragazzi e dei giovani che dopo poco tempo hanno sentito che questa non è una vacanza; infatti la noia ha preso il sopravvento e la mancanza di incontri reali, di abbracci di amicizie e dell’incontro con l’amore sta rendendo questo tempo un inverno più che un’estate.

– La via crucis delle famiglie che tra angoscia e paura sono state costrette a riorganizzare la propria vita e i propri impegni, compresa la gestione dello studio dei figli.

– La via crucis della scuola che si è svuotata di presenza e ha dovuto rivestirsi di didattica a distanza e digitale, tra fatiche, lentezze e feconde scoperte: prima tra tutte la mancanza dei propri studenti, anche quelli più discoli o meno impegnati.

– La via crucis dell’economia che in ogni telegiornale ci perseguita in analisi e previsioni di borsa e di governo, ma che sarà presto alla nostra porta di casa, di nazione e di mondo, come crisi.

– La via crucis della Chiesa che pur mantenendo le porte aperte è svuotata dei suoi abitanti, dei suoi sacramenti e del suo tempo forte di Quaresima…ma non è stata abbandonata dal suo Signore Gesù.

– La via crucis della fede di tanti battezzati che hanno sentito il desiderio mancato dell’Eucarestia quotidiana o domenicale, del sacramento della Confessione e dell’incontro come comunità di fratelli, perché in diretta streaming non è la stessa cosa.

– E tutte le altre nostre vie crucis di questo tempo…

Ma la Via Crucis è anzitutto e soprattutto quella di Gesù ieri come oggi… e le nostre vie crucis o sono vissute insieme a Lui…oppure sono solo assurde o disperate!

Sì, solo alla luce di Gesù e con Gesù che compie con la Croce il suo cammino d’Amore…tutto e tutti possono essere illuminati dalla speranza anche in questo tempo! Sì perché lì si coglie la profondità dell’Amore Vero e Totale che è sempre rosso come il Sangue o come il Cuore!

Sì, perché la Via Crucis è solo la penultima stazione della vita di Gesù…perché l’ultima è la certezza della Sua Risurrezione. Con Gesù anche le nostre vie crucis si aprono alla certezza di una Speranza Risorta perché l’Amore è più forte del dolore e della morte!

L’Amore di Gesù, di un malato, di un operatore sanitario, di un defunto, dei ragazzi e giovani, di una famiglia, della scuola, dell’economia, della Chiesa e della fede è più forte di ogni Via Crucis!

La Pasqua è un Amore forte…più forte!
Sia questa Pasqua più Santa per tutti e ciascuno.

Don Massimo Massironi SdB
direttore

 

 

S. Ambrogio di Milano, la preghiera di conforto arriva dal Congo

Pubblichiamo un comunicato stampa dell’istituto salesiano S. Ambrogio di Milano che ha condiviso la preghiera di don Mario Perez, missionario in Congo, per questo periodo critico.

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L’Istituto Salesiano S. Ambrogio è davvero lieto di condividere il saluto e la preghiera mandata da Don Mario Perez, missionario in Congo presso Mbuji Mayi, così che possano essere di aiuto e conforto in questo periodo critico durante il quale abbiamo perso persone a noi care, il nostro amico e collega Tino Giulieri e il buon don Agostino Sosio già Ispettore della Lombardo-Emiliana, e in cui stiamo accompagnando nella preghiera quei confratelli della nostra comunità che stanno lottando contro il Covid-19. Abbiamo conosciuto don Mario, seppure a distanza, in occasione della sottoscrizione missionaria 2018 – 2019, i cui proventi sono stati destinati al suo progetto. Missionario salesiano, lotta ogni giorno contro il fenomeno dei bambini stregoni accogliendoli nella Casa Salesiana. Si tratta di bambini di età compresa tra gli 8 ed i 14 anni, orfani, disabili, albini, ma non solo… Vengono accusati di stregoneria, molto spesso dai loro genitori, e, costretti ad abbandonare le proprie case, si ritrovano a vivere per strada. Secondo la credenza popolare infatti questi bambini lancerebbero maledizioni: sono incolpati di provocare malessere generale, povertà, disoccupazione…” La verità, però, è che “oggi per molte famiglie l’ossessione per la magia nera è soltanto un pretesto per sfamare meno bocche”. La solidarietà crea legami anche a migliaia di chilometri di distanza, il bene che facciamo ritorna sempre e genera altro bene. Auguriamo a don Mario di proseguire il proprio cammino in mezzo ai ragazzi di strada del Congo e che l’Ausiliatrice vigili sempre e abbracci col suo manto tutti quanti invocano la sua protezione. 

 

Don Bosco Treviglio, la lettera del direttore agli studenti: Senza di voi, la nostra scuola non ha senso!

Pubblichiamo la lettera del direttore dell’istituto salesiano di Treviglio, don Massimo Massironi, indirizzata ai suoi allievi e pubblicata sul sito dell’agenzia di Informazione Salesiana ANS.

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Treviglio è una cittadina italiana di circa 30mila abitanti, situata nella provincia di Bergamo, l’area più colpita da COVID-19 di tutto il Paese. In questo mese di marzo, ancora non completato, i morti nel comune sono praticamente raddoppiati rispetto a marzo 2019. La comunità è provata. A Treviglio i salesiani sono presenti dalla fine del XIX secolo e in quest’epoca di crisi un messaggio di speranza viene dal Direttore dell’Istituto, don Massimo Massironi, che ha voluto pubblicare una lettera ai suoi allievi. Ecco di seguito il suo messaggio.

Cari ragazzi e ragazze del “Don Bosco” di Treviglio, stiamo vivendo questa emergenza sanitaria. Per voi, vista la vostra giovane età, è la prima volta che provate una situazione così! Che può essere vissuta in tanti modi: preoccupazione, ansia, eccesso di psicosi, superficialità, tutto sommato come vacanza anche gradita!

Volevo dirvi come la sto vivendo io soprattutto da lunedì scorso: il coronavirus è stato l’opportunità di pensare e sentire che voi siete importanti per noi… che senza di voi la nostra scuola non ha senso!

La nostra scuola, senza di voi, non è più una Casa!

Senza di voi:

i Cortili sono muti

le Aule sono vuote

i corridoi sono spogli

il registro elettronico è freddo.

Mi sono accorto che senza di voi la nostra scuola semplicemente non c’è, perché la nostra scuola non sono gli edifici, non sono le materie, non è lo scandirsi di un orario scolastico, non sono i voti, non siamo neppure solo noi insegnanti o Salesiani: la nostra scuola siete voi! È la preziosità dell’incontro tra voi e noi…anzi, è proprio la relazione felice e quotidiana tra Noi, lo specifico della Scuola Salesiana! E in questi giorni di emergenza Covid19 il vostro non esserci mi ha fatto ri-brillare in modo molto evidente che senza di voi noi non potremmo esistere…da soli non avremmo senso!!!

Allora volevo dirvi che ci mancate… volevo dirvi che ciascuno di voi e tutti insieme per noi siete importanti come un Dono: non sprecate il vostro essere dono in questi prossimi giorni, fate di questo tempo anche di didattica a distanza una opportunità di crescita per dimostrare che siete dei ragazzi e ragazze seri e serie…perché portate avanti la scuola e la vostra istruzione negli incontri digitali!

Grazie che ci siete, che state facendo bene il vostro lavoro anche a distanza…e se avete bisogno di qualsiasi cosa noi ci siamo: basta chiedere, anche con un click!

E da ultimo volevo dirvi che vi aspettiamo presto, purtroppo non così presto come vorremmo, perché senza di voi…non siamo più noi…non siamo più una scuola Salesiana!

Buona giornata…buon lavoro a tutti e a ciascuno e salutatemi i vostri genitori! Davvero a presto…e W don Bosco… sempre!

Aff.mo in don Bosco

Don Massimo Massironi

Le tradizioni salesiane proseguono: l’esperienza delle Opere Salesiane Don Bosco di Sesto San Giovanni

Pubblichiamo l’iniziativa delle Opere Sociali Don Bosco di Sesto San Giovanni per mantenere viva la tradizione del “Buongiorno” e della “Buonanotte” anche se i ragazzi sono in quarantena.

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Come da tradizione salesiana che riprende il classico pensiero della “Buona Notte” che Don Bosco faceva ai propri ragazzi, anche alle Opere Sociali Don Bosco non si inizia la giornata senza il pensiero del “Buongiorno”. In questi lunghi giorni di “emergenza sanitaria”, con una scuola ancora vuota dei propri allievi, ma fervente di iniziative “a distanza” come la didattica digitale, il Direttore, i Presidi, i Catechisti, i Consiglieri delle Opere Sociali Don Bosco continuano l’appuntamento del Buongiorno con dei videomessaggi che vengono distribuiti agli allievi e alle loro famiglie attraverso i moderni mezzi di comunicazione mediale: Sito Internet, profilo Facebook, YouTube, Registro Elettronico, Instagram…

Don Galli presto tra i beati

Il 12 giugno 2019, VII anniversario della nascita al cielo di don Silvio Galli, era stato ufficialmente presentato al vescovo di Brescia, mons. Pierantonio Tremolada, il Supplex libellus, cioè l’istanza ufficiale con la quale la Congregazione Salesiana chiedeva l’apertura dell’Inchiesta diocesana sulle virtù, la fama di santità e di segni di don Silvio Galli, Sacerdote Professo della Società di san Francesco di Sales.

La Santa Sede ha così concesso nelle giornate scorse il Nulla osta per la causa del servo di Dio.

Si riporta di seguito l’intervista al Postulatore per le Cause dei Santi, don Pierluigi Cameroni riportata sul settimanale La Voce del Popolo il 13 marzo scorso.

Con la vita e con la Parola insegnò a scoprire e a servire Cristo nei poveri.

“La figura e la testimonianza di don Silvio Galli – spiega don Pierluigi Cameroni – si caratterizza per la sua capacità di aver corrisposto al dono di Dio dedicando la sua vita alle persone più emarginate con un atteggiamento profetico. Quello che don Galli ha fatto si inserisce nella linea di Papa Francesco che indica una Chiesa in uscita, una Chiesa in grado di porsi in ascolto del grido delle persone. Con il suo stile e con la sua sensibilità ha saputo essere un segno forte della capacità di compassione di Cristo e della Chiesa nella quotidianità”.

La devozione popolare. Attorno a don Silvio si respira una grande devozione popolare.

“In assoluto ho trovato tanta fama di santità. Qualcosa già abbiamo raccolto, qualcosa uscirà dopo l’apertura del processo”.

“L’iter. Il 12 giugno si apre l’inchiesta diocesana all’interno del Duomo di Chiari; verrà nominato il tribunale che dovrà accompagnare l’ascolto dei testimoni circa la vita e le virtù di don Silvio e la raccolta di una documentazione qualificata con il giudizio degli storici e dei teologi”.

La vita di fede. Don Pierluigi ha avuto la grazia di avere, a San Bernardino, don Galli come insegnante.

“Alla radice di tutta la sua opera di carità c’è una profonda vita di fede. Era un uomo radicato in Dio. Un aspetto che qualifica il suo cammino di santità è la filiale devozione a Maria: tutta la sua esistenza è segnata dal legame con Maria Ausiliatrice”.

La predilezione per gli ultimi.

“Ha intercettato, già dalla fine degli anni Sessanta, le emergenze: è stato capace di avere il cuore aperto, cercando di rispondere alle domande. Ha sempre accompagnato il cammino di fede dei volontari, dando senso alle cose che facevano, per far maturare, dentro l’impegno, una scelta di fede”.

Allievi di Don Bosco per sempre: la testimonianza di un giovane appena uscito dalla scuola salesiana

Pubblichiamo un articolo di “Bergamo News” sulla testimonianza di un ex allievo della scuola di Don Bosco a Treviglio, Alessandro Maggioni.

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È passato un anno dall’ultima festa di Don Bosco vissuta come allievo ed ecco che mi ritrovo a scuola per il mio primo “31 gennaio” da ex-allievo.Il pomeriggio è cominciato con la cerimonia della consegna dei diplomi a coloro che hanno affrontato l’Esame di Stato (più informalmente “la maturità”) e gli Esami per la Qualifica e il Diploma professionalizzanti nell’estate 2019, terminando il loro percorso di studi nella scuola salesiana. Il direttore don Massimo Massironi, salutando i neo-diplomati, ha rivolto un breve pensiero, augurando che la vita sia un viaggio in cui possiamo fare qualcosa di grande, impegnandoci nei nostri nuovi percorsi accademici e di lavoro. Tale viaggio, però, non si deve trasformare in una fuga; fuggendo, di fatti, non saremmo in grado di cogliere la sostanza e l’essenza di ogni incontro, e la vita in questo modo si svuoterebbe del suo significato più profondo. Dunque, qual è l’antidoto alla fuga? Porsi degli obiettivi e chiedersi come ci si vede nel futuro, “solo in questo modo – ha concluso don Massironi – farete qualcosa di grande, perché siete già grandi”.

Dopo le foto di rito, la consegna del diploma, dell’annuario 2018/2019 e della tessera di ex-allievi di Don Bosco (perché lo si è per sempre!), sul palco è stato consegnato il premio a coloro che hanno concluso la maturità con la lode e la felpa della scuola ai “tredicini”, ovvero quei ragazzi che hanno frequentato la casa di don Bosco dalle elementari alle superiori.

Il pomeriggio è proseguito con la santa messa solenne nel palazzetto Zanovello, presieduta quest’anno da sua eccellenza monsignor Daniele Gianotti, vescovo di Crema. La celebrazione ha visto una grande partecipazione sia da parte delle autorità civili, militari e scolastiche sia da parte dei numerosi allievi, ex-allievi e amici della scuola salesiana di Treviglio.

Questa è stata anche l’occasione in cui abbiamo ricordato ancora una volta la professoressa Ambrogina Tandi, storica docente di matematica e preside della scuola superiore, di cui erano stati celebrati i funerali il giorno prima. “La Tandi”, come veniva chiamata dai suoi studenti (noi siamo stati gli ultimi), aveva cantato per più di trent’anni, nella stessa occasione, quel “Giù dai colli” in onore di don Bosco ed è sembrato quasi impossibile che una presenza così costante nella casa salesiana trevigliese non sia più tra noi.

A conclusione di questa giornata, in cui siamo tornati in quella che è stata per tutti noi una casa oltre che una scuola, ci siamo salutati con la consapevolezza che i nostri ricordi e un pezzo del nostro cuore saranno legati per sempre a questo luogo e al santo dei Giovani.

Le Opere Sociali Don Bosco ricevono l’Apple Distinguished School come centro di eccellenza didattica

Pubblichiamo dal sito della Chiesa di Milano un articolo sul premio Apple Distinguished School ricevuto dalle Opere Sociali Don Bosco come centro di eccellenza della didattica digitale.

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A 70 anni dalla loro fondazione – per volere del cardinale Schuster, su iniziativa di don Francesco Beniamino Della Torre e con il contributo fattivo del senatore Enrico Falck – la presenza delle Opere Sociali Don Bosco a Sesto San Giovanni si conferma importante e conserva lo spirito imprenditoriale e innovativo dei promotori.

I successori di quei primi Salesiani, nel solco pedagogico e spirituale tracciato da San Giovanni Bosco, hanno puntato a migliorare l’offerta formativa e scolastica delle OSDB e ad adeguarla alle richieste dei tempi. In questa linea si pone il lungo e approfondito percorso di certificazione svolto con il settore education di Apple che ha portato all’attribuzione alle OSDB (tra le poche in Italia) del prestigioso titolo di Apple Distinguished School. Vale a dire di centro di innovazione ed eccellenza nella didattica digitale, che ispira gli allievi a essere creativi, aiutandoli a sviluppare capacità di collaborazione e di pensiero critico. I docenti e formatori, ma soprattutto gli allievi delle OSDB, fanno un uso innovativo delle tecnologie nell’apprendimento e nell’insegnamento, con successi accademici documentati.

La consegna della certificazione avrà luogo presso le Opere Sociali Don Bosco (viale Matteotti 425) giovedì 20 febbraio, dalle 10.30 alle 12,30. Oltre ai referenti nazionali di Apple, saranno presenti: Gabriele Benassi (delegato rappresentante della Viceministra Miur Anna Ascani), Alessia Rosa (primo ricercatore del nucleo territoriale Nord dell’Indire), Melania De Nichilo Rizzoli (assessore alla Istruzione, formazione e lavoro della Regione Lombardia), Letizia Affatato (dirigente del Servizio regionale scuole non statali paritarie e non paritarie dell’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia), Roberta Pizzochera (assessore all’educazione e alle politiche per l’infanzia, Servizi sociali, servizi alla persona del Comune di Sesto San Giovanni), Maria Gabriella Fumagalli (assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro, Politiche Educative, Infanzia del Comune di Cinisello Balsamo).

Dopo una breve “esperienza didattica esemplificativa” presso il Palazzo Marelli con gli allievi di una classe della Scuola secondaria di primo grado, gli intervenuti si sposteranno presso lo Spazio Educativo Evoluto del Palazzo Schuster dove il professor Tommaso Franchini, referente didattico ed educativo digitale delle OSDB, coadiuvato da alcuni allievi della Scuola secondaria di secondo grado e del Centro di Formazione Cnos-Fap “Falck”, presenterà il percorso svolto dagli studenti, dai formatori e dagli insegnanti. Seguirà la consegna della targa ufficiale da parte di Apple e l’intitolazione dell’aula a don Della Torre da parte dell’attuale direttore don Elio Cesari. A seguire gli interventi di saluto degli ospiti.

Kevarrius Hayes alle Opere Sociali Don Bosco

Riportiamo l’articolo del 31 gennaio uscito su “La Provincia” nel quale si riporta la notizia della visita del cestista Kevarrius Hayes alle Opere Sociali Don Bosco di Sesto San Giovanni

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Quest’oggi, alle “Opere Sociali Don Bosco” di Sesto San Giovanni, Kevarrius Hayes, centro titolare della S.Bernardo-Cinelandia Cantù, ha fatto visita agli oltre 500 studenti dell’istituto dei Salesiani, con i quali il giocatore americano ha trascorso gran parte della mattinata, raccontandosi a 360°. Dalla tematica della solidarietà ai sacrifici legati allo sport, sempre alla ricerca di un sogno chiamato pallacanestro.

Tanta è stata la curiosità degli studenti milanesi che hanno avuto la grande occasione di conoscere da vicino un campione della Serie A. Molto disponibile e sorridente come al suo soluto, Hayes non si è sottratto alle domande degli alunni dell’istituto, in cui Pallacanestro Cantù è ormai di casa, dopo diversi incontri che hanno coinvolto gli atleti biancoblù anche nelle stagioni precedenti.

Insieme al cestista americano era presente anche l’ex pallavolista Simone Buti, capitano dell’Italvolley alle ultime Olimpiadi, tenutesi a Rio de Janeiro nel 2016 e terminate con la straordinaria conquista della medaglia d’argento da parte della Nazionale azzurra.

Salesiani Treviglio: i dieci buoni consigli di Don Bosco per i genitori di oggi

Il centro Salesiano “Don Bosco” di Treviglio, in un articolo del 21 gennaio scorso, propone 10 buoni consigli che don Bosco proporrebbe ancora oggi a tutti i genitori.

Riportiamo di seguito l’elenco completo pubblicato dal sito dell’opera.

1 – Valorizza tuo figlio. Quando è rispettato e stimato, il giovane progredisce e matura.

2 – Credi in tuo figlio. Anche i giovani più “difficili” hanno bontà e generosità nel cuore.

3 – Ama e rispetta tuo figlio. Mostragli chiaramente che sei al suo fianco, guardandolo negli occhi. Siamo noi ad appartenere ai nostri figli, non loro a noi.

4 – Loda tuo figlio ogni volta che puoi. Sii sincero: chi di noi non gradisce un complimento?

5 – Comprendi tuo figlio. Il mondo oggi è complicato e competitivo. Cambia ogni giorno. Cerca di capire questo. Forse tuo figlio ha bisogno di te e aspetta solo un tuo gesto.

6 – Gioisci con tuo figlio. Come noi, i giovani sono attratti da un sorriso; l’allegria e il buonumore attirano i bambini come il miele.

7 – Avvicinati a tuo figlio.Vivi con tuo figlio. Vivi nel suo ambiente. Conosci i suoi amici. Cerca di sapere dove va, con chi è. Invitalo a portare gli amici a casa. Partecipa amichevolmente alla sua vita.

8 – Sii coerente con tuo figlio. Non abbiamo il diritto di esigere dai nostri figli atteggiamenti che noi non abbiamo. Chi non è serio non può esigere serietà. Chi non rispetta non può esigere rispetto. Nostro figlio vede tutto questo molto bene, forse perché ci conosce più di quanto noi conosciamo lui.

9 – Prevenire è meglio che punire tuo figlio. Chi è felice non sente la necessità di fare ciò che non è giusto. Il castigo ferisce, il dolore e il rancore restano e ti separano da tuo figlio. Pensa due, tre, sette volte prima di castigare. Mai con rabbia. Mai.

10 – Prega con tuo figlio. All’inizio può sembrare “strano”, ma la religione ha bisogno di essere alimentata. Chi ama e rispetta Dio amerà e rispetterà il prossimo. Quando si tratta di educazione, non si può mettere da parte la religione.

Sesto San Giovanni, sarà don Chàvez il relatore del convegno educativo su Don Bosco

Giovedì 23 gennaio 2020, dalle ore 14,30 alle ore 17, presso le Opere Sociali Don Bosco in Viale Giacomo Matteotti 425 a Sesto San Giovanni, si terrà il consueto convegno educativo sulla figura di Don Bosco, che quest’anno avrà come relatore don Pascual Chávez, 9° Successore del Santo, Rettor Maggiore dei Salesiani dal 2002 al 2014. Messicano, nato nel 1947 a Real de Catorce (San Luis de Potosi), è Salesiano dal 1964 e sacerdote dal 1973. All’Istituto Biblico di Roma ha ottenuto la licenza in Sacra Scrittura. È stato direttore dell’Istituto Teologico di San Pedro Tlaquepaque per 8 anni, dove ha insegnato Sacra Scrittura. Ha ottenuto il dottorato in Teologia Biblica presso l’Università Pontificia di Salamanca (Spagna). Oltre allo spagnolo parla correttamente l’italiano, l’inglese, e comprende anche il francese, il tedesco e l’ebraico. È stato Consigliere per la Regione Interamerica che comprende 14 ispettorie salesiane del Nord, Centro e Sudamerica.

Il Convegno è particolarmente rivolto ai religiosi, ai formatori, agli insegnanti e agli educatori del mondo salesiano, ma per i contenuti offerti e per l’autorevolezza del relatore, è aperto a tutti quelli che desiderassero partecipare. L’ingresso per gli esterni delle Opere Sociali Don Bosco è libero e gratuito ma si richiede una iscrizione tramite la compilazione di un modulo Google che si trova sul sito: www.salesianisesto.it
Dopo un primo momento in plenaria presso il Cinema Teatro Rondinella ci saranno dei lavori di gruppo. Il tutto terminerà con un piccolo rinfresco offerto ai presenti.