Su e Zo per i Ponti, oltre 5mila partecipanti alla tradizionale passeggiata di solidarietà a Venezia

Domenica 15 Maggio 2022 5.500 partecipanti alla tradizionale Passeggiata di Solidarietà “Su e Zo per i Ponti di Venezia” hanno camminato per calli e campielli con un pensiero verso la missione salesiana di Quebrada Honda in Perù, al centro del progetto solidale 2022 della Su e Zo per i Ponti

È stato raggiunto il numero massimo di cartellini d’iscrizione disponibili, fissato a 5.500 in accordo tra l’ente organizzatore TGS Eurogroup, associazione promossa dall’Ispettoria Salesiana San Marco Italia Nord-Est, e il Comune di Venezia. Pochi comunque sono stati coloro che, non avendo prenotato la propria partecipazione in anticipo, sono rimasti a bocca asciutta e la maggior parte di coloro che intendevano iscriversi all’ultimo minuto, il giorno stesso dell’evento, sono riusciti ad inserirsi nelle fasce orarie di partenza rimaste ancora disponibili.

Le partenze scandite ogni 15 minuti, tra le 9.30 e le 11.00, in contemporanea in Piazza San Marco e al Porto di Venezia, si sono rivelate una scelta vincente, consentendo un controllo preciso dei flussi di partecipanti e garantendo a tutti una esperienza meno affollata e più piacevole.

E già si guarda avanti alla prossima edizione, la 43°, già lanciata da TGS Eurogroup assieme al Comune di Venezia per domenica 16 aprile 2023.

Di seguito l’elenco dei gruppi premiati oggi nell’ambito delle premiazioni speciali in Piazza San Marco a conclusione della manifestazione:

SCUOLA DELL’INFANZIA
1° – Scuola dell’Infanzia San Francesco di Sales, Venezia con 179 iscritti

SCUOLA PRIMARIA
1° – Scuola Primaria Maria Ausiliatrice, Montebelluna (TV), con 195 iscritti

SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO
1° – Scuola Secondaria I° grado, Istituto Comprensivo “Lucia Schiavinato” di San Donà di Piave (VE), con 114 iscritti

UNIVERSITA’ (Premio ESU di Venezia)
1° – Gruppo studenti del Corso di Laurea in Scienze Motorie, Università di Padova, con 35 iscritti

GRUPPO STRANIERO
Planinsko druvstvo Rasica Ljubljana, Slovenia, con 56 iscritti

In totale sono ben 6 le scuole che, avendo superato la soglia dei 100 iscritti, si aggiudicano il Premio per le Scuole “Don Dino Berti”, intitolato al sacerdote salesiano ideatore della manifestazione, e saranno dunque premiate con un buono per l’acquisto di materiale didattico o sportivo pari a 200,00 (da 100 a 150 iscritti) o 350,00 (minimo 150 iscritti).

Una menzione speciale e un premio in vetro di Murano anche ai Gruppi Folk che hanno animato la manifestazione: gli Sbandieratori di Megliadino San Vitale (Padova), il Gruppo Folkloristico di Passons (Udine) e la Banda Musicale di Tessera (Venezia).

Il videoconcorso “Corto in Corsa”, promosso da Videoconcorso Pasinetti, è l’iniziativa speciale che arricchisce la manifestazione con l’obiettivo di stimolare la partecipazione e la condivisione di tutti i presenti.

Tra i tantissimi messaggi di amicizia e di sostegno alla manifestazione pervenuti in questi giorni vogliamo citare quelli di Don Ángel Fernandez Artime e di Suor Chiara Cazzuola, che portano l’augurio e la preghiera di tutta la Famiglia Salesiana:

“Auspico che l’evento possa essere vissuto da tutti i partecipanti, soprattutto i giovani con ritrovata e rinnovata amicizia, solidarietà e condivisione della speranza di una ripresa della normalità dopo questa pandemia che ci ha tenuti ‘prigionieri’. Complimenti per la bella iniziativa e tutto il bene per Voi e per quello che fatte nel servizio ai giovani. Un abbraccio e una preghiera”. Don Ángel Fernandez Artime, Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco.

“Conosco questa bella iniziativa e mi congratulo con voi che sapete andare avanti nonostante tutto. Ringrazio tutti i membri del Comitato del bene che fate attraverso il vostro impegno e la vostra dedicazione ai giovani. Vi porto nella mia preghiera”. Sr. Chiara Cazzuola, Superiora Generale Figlie di Maria Ausiliatrice.

Un saluto speciale è giunto nel corso della giornata dall’On. Gianfranco Rocelli, Presidente Emerito della Su e Zo per i Ponti di Venezia, agli organizzatori: “Un nuovo successo! Ho un ricordo lontano, fin dalla prima volta della Su e Zo, e non mi sembra vero che, grazie a voi, la manifestazione possa essere ancora così viva. In questi tremendi tempi che il mondo sta vivendo l’evento porterà un soffio di serenità, grazie a tutti voi che stringo in fraterno abbraccio”

Un saluto cordiale è giunto anche dal dott. Luca Zaia, Presidente della Regione del Veneto: “il mio plauso all’intera compagine organizzativa per gli sforzi profusi nella pianificazione di questo tradizionale appuntamento per la Città lagunare, capace di fondere armonicamente la bellezza dell’attività sportiva e la nobile attenzione alla solidarietà. Il percorso, curato con estrema cura e fino ai minimi dettagli, contribuisce, non da ultimo, alla valorizzazione degli angoli meno conosciuti, ma non per questo privi di suggestioni storico-artistiche, di Venezia, simbolo della storia e dell’identità venete. Non posso pertanto esimermi dal congratularmi per l’infaticabile lavoro e, soprattutto, l’importantissimo messaggio volto a promuovere il rispetto e la salvaguardia del patrimonio di cui la fu Regina dell’Adriatico è ricolma”.

Il Comitato Promotore ringrazia tutti gli enti pubblici e privati che hanno contribuito al successo dell’evento, ed in particolare il Comune di Venezia e l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale per il prezioso sostegno, e rinnova l’appuntamento per la 43° “Su e Zo per i Ponti di Venezia” il 16 Aprile 2023! E nell’attesa vi invitiamo a prendere parte ai Su e Zo Detour, le visite guidate della Su e Zo per i Ponti di Venezia, in programma da settembre a novembre 2022.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito web dell’evento all’indirizzo www.suezo.it, scrivere una mail a info@suezoperiponti.it o visitare i canali social Facebook, Twitter, Instagram e YouTube. 

La manifestazione è promossa dalle associazioni: TGS Eurogroup – A.Ge.S.C. (Associazione Genitori Scuole Cattoliche) – C.T.G. (Centro Turistico Giovanile) – Ex Allievi Don Bosco – F.I.S.M. (Federazione Italiana Scuole Materne) – NOI Associazione – Associazione Salesiani Cooperatori – con il Patrocinio di Regione Veneto, Città Metropolitana di Venezia, Comune di Venezia, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Ufficio Nazionale CEI per la Pastorale del Tempo Libero Turismo e Sport – con la collaborazione del Settore Programmazione e Gestione degli Eventi e Tutela delle Tradizioni e del Settore Turismo del Comune di Venezia.

Udine, il presidente Mattarella in visita al “Bearzi” per ricordare Lorenzo: “La sicurezza sui luoghi di lavoro è un diritto, assicurarla un dovere”

“In questo tempo difficile è di conforto trovarsi sotto l’immagine rassicurante di Don Bosco“: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, questa mattina ha fatto visita all’istituto salesiano “Bearzi” di Udine, scuola frequentata dal giovane Lorenzo Parelli, morto lo scorso gennaio a causa di un incidente alla Burimec di Pavia di Udine, l’ultimo giorno di un percorso duale tra scuola e lavoro. Il presidente è stato accolto dalla comunità salesiana di Udine, con il direttore don Lorenzo Teston, il superiore dell’Italia Nord Est, don Igino Biffi, il vicario del Rettor Maggiore, don Stefano Martoglio e l’arcivescovo di Udine, monsignor Andrea Bruno Mazzocato. Presenti anche il sindaco di Udine, Pietro Fontanini e il governatore della Regione, Massimiliano Fedriga.

Dopo aver incontrato privatamente i genitori e la sorella di Lorenzo, il presidente  è stato guidato nell’istituto tra le aule della scuola primaria e quelle del centro di formazione professionale. Poi, il momento istituzionale nella palestra con i saluti delle autorità presenti.

“Udine le è grata, signor Presidente, perché la sua visita dimostra l’impegno dello Stato affinché episodi come quelli che abbiamo ricordato oggi non accadano più”, ha detto il sindaco di Udine, Pietro Fontanini, che poi ha rivolto un ringraziamento anche all’istituto “Bearzi”: “Ringrazio l’istituto Bearzi che rappresenta un punto di riferimento non solo scolastico ma anche sociale per tutti i ragazzi del Friuli”.

Massimiliano Fedriga, governatore dei Friuli Venezia Giulia ha invece sottolineato come serva “rafforzare la formazione e quindi la prevenzione. Solo la competenza e la consapevolezza possono tutelare chi, come Lorenzo, non stava lavorando, ma si stava formando. Forse in questo episodio è mancata la centralità dello studente, dunque la prima cosa è riportare le persone al centro dei percorsi formativi”.

L’opera costante di tutta la comunità educativa del Bearzi, in comunione con le Istituzioni, con la Chiesa ma soprattutto con le forze imprenditoriali del territorio, qui ben rappresentate, è quella di promuovere spazi e tempi di umanizzazione, di progresso e coesione sociale, di incontro con il messaggio del Vangelo –  ha detto il direttore don Lorenzo Teston -. Qui al Bearzi speriamo ardentemente e operiamo costantemente al fine di non venire meno al compito educativo affidatoci, fornendo il nostro aiuto a realizzare quello spirito comune, italiano, europeo e mondiale, di fratellanza, di solidarietà e di coesione, rivolto al progresso di ogni persona e conseguentemente della società intera”.

Il prof. Giulio Armano, invece, ha spiegato come “Alcuni ragazzi che accedono alla formazione professionale provengono da qualche insuccesso scolastico: il nostro ambiente li accoglie e li rilancia cercando di valorizzarli,  aiutandoli ad acquisire le competenze che in questo momento il mercato del lavoro cerca e richiede fortemente (muratori, cuochi, camerieri, meccanici, elettricisti, saldatori) maestranze spesso introvabili. Molti ragazzi partendo dai percorsi IeFP sono poi diventati artigiani o imprenditori”.

A testimoniare chi fosse Lorenzo in classe è stato Matteo Lorenzon, suo compagno. “Si vedeva proprio che non era mai svogliato nel venire a scuola. Anzi aveva sempre voglia di imparare e scherzare con tutti e, dato che era molto bravo, capitava spesso di chiedergli un aiuto e lui era sempre pronto a darti una mano. Nel giorno di rientro a scuola durante il periodo di stage, dove ci rincontravamo tutti, ci raccontavamo a vicenda quello che facevamo in azienda. Lui ci raccontava con grandissimo entusiasmo dei bei lavori che facevaI momenti che passavamo tutti insieme sia in classe che a ricreazione erano sempre un divertimento; noi continuiamo a farlo ricordandoci sempre delle sue battute. In questi momenti dove magari eravamo solo noi della classe Lorenzo ci parlava del fatto che gli piaceva di più stare in azienda a lavorare rispetto che stare a scuola, come anche a tutto il resto della classe. Caro Lorenzo per noi resterai sempre un membro della nostra classe. Continua da Cielo a portare avanti con tutti noi la passione per questo fantastico mestiere”. 

“Io sono qui anzitutto per esprimere la mia vicinanza e la mia partecipazione all’immenso e insanabile dolore dei genitori, della sorella, degli amici e dei compagni di Lorenzo. È una ferita profonda che interroga l’intera comunità, a cominciare dalla quella scolastica di cui era parte, dai ragazzi e dagli insegnanti del suo corso di formazione professionale – ha detto il presidente Mattarella nel suo discorso -.  La natura del suo percorso formativo lo aveva portato in azienda. Ma è accaduto quel che non può accadere, quel che non deve accadere. La morte di un ragazzo, di un giovane uomo, con il dolore lancinante e incancellabile che l’accompagna ci interroga affinché non si debbano più piangere morti assurde sul lavoro. La sicurezza nei luoghi di lavoro è un diritto, una necessità; assicurarla è un dovere inderogabile. Questa esigenza fondamentale sarà al centro della cerimonia di dopodomani, Primo Maggio, al Quirinale. Ma quest’anno anticipiamo qui la celebrazione della Giornata del Lavoro, in omaggio a Lorenzo e a tutti coloro che hanno perso la vita sui luoghi di lavoro, affinché si manifesti con piena chiarezza che non si tratta di una ricorrenza rituale, astratta, ma di un’occasione di richiamo e riflessione concreta sulle condizioni del diritto costituzionale al lavoro”.

“Il ritardo – un ritardo che ci mette in coda alle statistiche europee – con il quale gran parte delle nuove generazioni riesce a trovare una occupazione non è condizione normale – ha detto ancora il Presidente  – .Sono quindi apprezzabili i percorsi che accompagnano i giovani ad entrare nel mondo del lavoro. Un mondo che deve rispettarli nella loro dignità di persone, di lavoratori, di cittadini. Che dia ai giovani quel che loro spetta, che consenta loro di esprimere le proprie capacità, affinché possano costruire il domani. È una necessità per il futuro stesso dell’intera società”.

“Esperienze come questa in cui ci troviamo, il Bearzi, – come è stato poc’anzi sottolineato opportunamente – sono uno strumento di forte contrasto alla dispersione scolastica e, sovente, sollecitano il raggiungimento di un titolo di studio secondario superiore. Le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono un’occasione da cogliere anche per modificare questi squilibri generazionali che hanno il loro fulcro nel lavoro ma che riguardano anche la casa e il welfare, insomma le condizioni per progettare in autonomia il proprio futuro e dar vita a una famiglia”.

“L’Italia ha dimostrato nei mesi passati di possedere le qualità morali per non lasciarsi confondere, per non lasciarsi distrarre dal proprio cammino e dai propri valori. Quando aumentano le difficoltà siamo capaci di trarre una forza supplementare dalla unità di intenti, che pure fa salva la diversità e la ricchezza degli apporti. È parte della nostra cultura, della nostra civiltà. Il lavoro è espressione di questa coesione, di questa spinta all’unità, di consapevolezza di un destino comune. Una forza preziosa che ci serve particolarmente in questa stagione, in questo periodo così difficile. Buon lavoro per l’oggi. Buona preparazione per il lavoro di domani”, ha concluso il Presidente della Repubblica.

 

 

 

 

Domani il presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontrerà la comunità e l’istituto “Bearzi” di Udine

Domani, venerdì 29 aprile, alle ore 11, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si recherà in visita a Udine, per incontrare la comunità salesiana, i docenti e gli studenti dell’istituto “Bearzi” di Udine. Dopo una breve visita dell’istituto avrà un incontro con i relatori e la famiglia di Lorenzo Parelli, seguita alle 11.30 dalla Cerimonia ufficiale in Palestra don Bosco.

L’intervento del Presidente potrà essere seguito in streaming grazie al collegamento con Rai Quirinale, la diretta sarà attiva dalle ore 11.20 (dieci minuti prima dall’entrata del Presidente in palestra don Bosco).

Guarda la diretta streaming

 

Campi Estivi MGS Triveneto: tutte le proposte

Si riportano di seguito tutte le proposte dal Movimento Giovanile Salesiano Triveneto per l’estate 2022 con differenti campi estivi a seconda delle varie fasce d’età e del tipo di proposta.

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Carissimo ragazzi e giovani dell’MGS,
eccoci pronti per mettere testa e cuore verso l’estate! 

Dopo un anno dove insieme abbiamo scoperto, vissuto e cercato l’essere amati e chiamati ci addentriamo nei mesi estivi con delle proposte diverse a seconda delle esigenze di ciascuno di voi.

Come vedrete qui sotto, abbiamo pensato a dei campi estivi a seconda delle varie fasce d’età e del tipo di proposta che più può fare al caso di ciascuno di voi: giorni di pellegrinaggio, di sosta in silenzio, di servizio di carità, di impresa ciclistica o di campo mobile.
Tutti conditi dagli ingredienti salesiani della fraternità, condivisione, preghiera e festa insieme.

Ecco tutti le proposte!

Dopo aver letto le varie descrizioni, vi suggeriamo di parlarne con il responsabile della vostra realtà di appartenenza per capire quale proposta può fare più del bene al vostro cammino.

Amati, chiamati, inviati. L’estate è alle porte.
Buona scelta!

Mattarella in visita al Bearzi di Udine per ricordare Lorenzo Parelli: «È un segno di speranza» – Messaggero Veneto

Venerdì 29 aprile, il Capo dello Stato Sergio Mattarella si recherà in visita all’Istituto salesiano G. Bearzi di Udine per ricordare Lorenzo Parelli, il diciottenne che il 21 gennaio scorso perse la vita in un incidente nello stabilimento della Burimec di Pavia. Di seguito l’articolo riportato sul Messaggero Veneto a cura di Christian Seu con l’intervista al direttore dell’istituto don Lorenzo Teston.

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Parla il direttore della scuola che frequentava il 18enne morto durante lo stage «Il Quirinale ci ha chiesto materiale per organizzare l’arrivo del presidente»
«Mattarella qui al Bearzi per onorare Lorenzo È un segno di speranza»

Sul display del telefono di don Lorenzo Teston, direttore dell’istituto Bearzi, venerdì pomeriggio ha lampeggiato un numero con prefisso 06, quello di Roma. «Ho pensato a un call center», racconta il giorno dopo il sacerdote, ripercorrendo quei momenti. Dall’altra parte della cornetta, invece, gli uffici del cerimoniale della Presidenza della Repubblica, che annunciavano la volontà del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, di recarsi in visita all’istituto salesiano venerdì 29 aprile.

Il presidente della Repubblica sarà a Udine per ricordare Lorenzo Parelli, il diciottenne che il 21 gennaio scorso perse la vita in un incidente nello stabilimento della Burimec di Pavia, nell’ultimo giorno di tirocinio del sistema duale previsto nella formazione professionale.

Don Teston, come è avvenuto il contatto con il Quirinale?

«Hanno cercato la preside Lucia Radicchi, poi si sono messi in contatto con me. C’è stata una prima chiamata di pochi minuti, alla quale ha fatto seguito una telefonata di una decina di minuti, per approfondire alcuni aspetti, diciamo così, logistici. Ci hanno fornito le coordinate temporali della visita del presidente Mattarella e ci hanno richiesto materiale per organizzarla».

Vi è stato comunicato qualche dettaglio in più?

«No, al momento no. A parte la data, il 29 aprile, nulla di più: probabilmente avremo qualche indicazione ulteriore nei prossimi giorni. I docenti sono sorpresi, contenti e al tempo stesso un po’ preoccupati, perché non è certamente facile organizzare un appuntamento del genere».

Cosa rappresenta la visita del Capo dello Stato?

«È un gesto alto, nobile, di grande vicinanza alla scuola. Siamo felici che il presidente possa visitare il nostro istituto, toccare con mano il modello della formazione professionale. Organizzeremo quel momento facendo in modo che Mattarella possa incontrare la nostra comunità educativa, per fargli capire il desiderio di bene che cerchiamo di concretizzare con i nostri percorsi professionali indirizzati a ragazzi che fanno fatica nel mondo dell’istruzione tradizionale o che, magari, hanno altre abilità sulle quali costruire un futuro».

Inevitabilmente la visita del presidente sarà dedicata a Lorenzo Parelli.

«È anzitutto un gesto di vicinanza alla famiglia, che è stata contattata dal Quirinale. Una perdita come quella di Lorenzo non si può colmare, ha rappresentato per noi un dolore lacerante, profondo, una situazione umanamente irrimediabile. Da un evento tragico come questo bisogna però trovare un seme di speranza per altre persone. E anche la visita del presidente così va letto: un segno di speranza».

Avete immaginato iniziative per ricordare Lorenzo?

«Ci sono tante proposte, che abbiamo però girato alla famiglia: la titolarità della memoria di Lorenzo è della famiglia. Noi come istituto li appoggiamo e siamo stati impegnati, in queste settimane difficili, a collaborare con Regione, enti e parti datoriali per avviare una riflessione organica sul percorso duale e sui percorsi degli studenti in azienda. Onoriamo così Lorenzo, ci sembra il modo più concreto e corretto».

Dalla scomparsa del ragazzo sono passati poco più di due mesi. Come avete gestito il lutto con i compagni di scuola di Lorenzo?

«È stato un evento deflagrante. A partire dal giorno della tragedia abbiamo riflettuto sul senso della vita, avviato percorsi di supporto psicologico ad hoc per il gruppo classe e per i ragazzi che lo richiedevano. Quanto accaduto ha suscitato tante domande, dialogo, riflessione, soprattutto tra gli studenti più grandi».

Vatican News – Expo Dubai 2020: la missione delle università per salvare la Terra

Dal sito di Vatican News.

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Sono volati nella Perla del Deserto, per l’incontro internazionale con le università sostenibili, 16 studenti dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia (IUSVE) accompagnati dal direttore don Nicola Giacopini, nell’ambito della Global Goals Week. Il loro contributo ha preso forme diverse: dalla presentazione di un progetto di comunicazione social legato ai temi della sostenibilità, alla lotta all’inquinamento, fino all’ecologia integrale e alla proposta di installazioni fisiche interattive in ambito di visual green communication, rivolte ai visitatori di Expo. Accanto a IUSVE e alla RUS, anche Vatican News per raccontare il presente e il futuro di quella Casa comune che non appartiene a nessuno se non a ciascuno e che va ricostruita, mattone dopo mattone, con le tante e nuove forme di ‘cemento’ di cui il Papa parla nella sua enciclica, Laudato si’.

Le sfide

Vista dall’alto Expo2020 ha la forma di un fiore, simbolo di bellezza, con tre petali principali che corrispondono ad altrettante aree tematiche, cuore dell’esposizione: mobilità, opportunità, sostenibilità. Orientamento, quest’ultimo, che si traduce spesso in prassi trasformative molto concrete visto, ad esempio, che all’interno dell’area, che misura poco più di quattro chilometri quadrati, i trasferimenti di persone e merci sono esclusivamente pedestri, elettrici o a pedali e che i pannelli solari installati sui tetti degli edifici producono con una capacità totale combinata di 5,5 megawatt. Per coinvolgere maggiormente i visitatori in un processo di consapevolezza rispetto alle emissioni di carbonio, gli organizzatori di Expo Dubai 2020 hanno creato inoltre la piattaforma “Seeds of change” che permette, da un lato, di narrare progetti innovativi nell’ambito della sostenibilità, dall’altro di partecipare alla loro diffusione mediante votazione online o condivisione sui social. Gli accorgimenti per rendere più sostenibile l’esposizione universale a lungo termine sono, ad esempio, la realizzazione di molti edifici permanenti nel rispetto dei criteri della rigorosa certificazione Leed (Leadership in Energy and Environmental Design) o lo studio promosso dal Centro per la sostenibilità, attraverso la ricerca e l’educazione della Modul University Dubai sull’impatto che il turismo ha avuto nei mesi di operatività di Expo Dubai 2020, per ricavarne indicazioni pratiche volte a ottimizzare flussi e consumi in ottica di turismo sostenibile.

L’impegno della Rus nella sostenibilità

La Rete delle università per lo sviluppo sostenibile (Rus) è nata nel 2016 dalla volontà di un comitato promotore composto da Politecnico di Torino, Politecnico di Milano, Università degli Studi di Milano, Università Bicocca, Università di Verona, Università di Bologna, Università di Parma, Università di Trento, Università Ca’ Foscari di Venezia, Università di Bari e Politecnico di Bari, con lo scopo di diffondere la cultura e le buone pratiche di sostenibilità sia all’interno che all’esterno degli atenei. La sua presenza a Expo Dubai 2020 si spiega dunque con l’intenso impegno in quest’ambito volto a realizzare un mondo più pulito e sostenibile. “Mancano otto anni al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 – spiega Patrizia Lombardi, presidente della Rus – e riteniamo che le università abbiano un ruolo fondamentale da giocare in questa partita, possano fare la differenza grazie proprio alla forza della partnership tra atenei”.

Nuove energie

Ma le attività della Rus non si fermano solo alla diffusione e condivisione di linee guida e buone pratiche, piuttosto si trasformano in processi propulsivi di nuove energie, come nel caso del biennio di preparazione all’evento “Universities in action for the UN 2030 Agenda” che si è tenuto a Expo Dubai 2020 il 18 gennaio scorso al Padiglione Italia.  L’evento, patrocinato dalla Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) e dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, ha fornito linee programmatiche per il contributo che le università italiane possono dare a processi di sostenibilità grazie agli interventi dei ministri Maria Cristina Messa ed Enrico Giovannini, di Maurizio Tira, delegato per gli affari internazionali della Crui e di Alyssa Gilbert, presidente del COP26 Universities Network. Oltre alla loro presenza, il forum ha potuto contare sulla presentazione di idee innovative e creative proposte da alcuni studenti in rappresentanza degli oltre 600 coetanei coinvolti in questo evento.

La mobilità sostenibile in ambito universitario

Uno dei settori nei quali risulta urgente l’azione, anche in seguito al cambiamento di abitudini e prassi adottate per le misure di contenimento del contagio da Covid-19, è quello della mobilità sostenibile. “Ci sono fondamentalmente quattro tipi di interventi – spiega Matteo Colleoni, coordinatore nazionale del gruppo di lavoro ‘Mobilità’ della Rus – che le università possono mettere in atto per migliorare la sostenibilità in questo ambito specifico. Il primo riguarda il convenzionamento con i servizi di trasporto pubblico, affinché vengano utilizzati sempre di più da parte degli studenti e del personale. Ci sono poi, le politiche di restrizione, ovvero le limitazioni, ad esempio, nell’uso degli spazi pubblici dell’università per parcheggiare auto private, così da spingere a utilizzare questi spazi per le auto ibride e veicoli elettrici in generale. Un terzo tipo di azioni le abbiamo definite ‘politico-organizzative’, ovvero pratiche di riorganizzazione dello spazio dei campus ma anche degli orari. Basti pensare, tanto per fare un esempio riferito a questo periodo pandemico, all’importanza che ha avuto la riorganizzazione dei tempi di inizio e fine lezione per poter evitare i momenti di picco dell’uso dei mezzi pubblici. L’ultimo tipo – conclude Colleoni – è rappresentato dalle politiche innovative e di ricerca sulla mobilità sostenibile. In questo ambito le università attivano percorsi di ricerca in generale ma anche in collaborazione con le imprese”.

La Rus in relazione alla Laudato si’

“La particolarità della Rus – spiega Paola Biglia –  coordinatrice della segreteria organizzativa della Rete – è sicuramente il suo aspetto di coralità a livello universitario che consente di condividere le proprie esperienze migliori sia per rendere i campus più sostenibili da un punto di vista ambientale e sociale, sia per estendere sui territori di pertinenza proposte trasformative che possano avere una ricaduta nelle azioni di terza missione a livello di sostenibilità. Si tratta di alzare la qualità anche a livello di relazioni, proprio come viene ricordato nella Laudato si’, nella presa di coscienza che siamo tutti parte della stessa Casa comune. A livello di Rus  – prosegue Biglia – vorremmo far percepire a tutti di appartenere alla stessa rete, a partire dal personale tecnico amministrativo sino a giungere al personale docente, ciascuno con la propria peculiarità, unendo le forze in una direzione comune. Il gruppo di lavoro ‘Cambiamenti climatici’ della Rus ha perciò predisposto alcune linee guida molto chiare per progettare piani di decarbonizzazione, cosicché ogni ateneo o qualsiasi altro ente possa pianificare la propria riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera”.

Tra i giovani presenti al forum “Universities in action for the UN 2030 Agenda” anche 16 studenti dell’Istituto universitario salesiano di Venezia (Iusve). Il direttore, don Nicola Giacopini, ha motivato così lo sforzo che l’ateneo veneto ha dedicato a questa missione: “da ormai due anni lo Iusve è impegnato nel progetto ‘Ecologia integrale nuovi stili di vita’ che mira a valorizzare la cura e la custodia della Casa comune, seguendo l’invito proposto da Papa Francesco nella Laudato si’. Grazie al sostegno del progetto Deutsche Post Stiftung, abbiamo potuto partecipare a questa missione universitaria anche con una rappresentanza di studenti che fanno parte del Green Team, un gruppo di animazione che promuove pratiche trasformative legate all’ecologia integrale. La forza dei giovani nella conversione ecologica non può e non deve essere sottovalutata”.

*Redazione Cube Radio – Dubai

Castello di Godego – “Aiutati che il ciel t’aiuta”: i bambini confezionano doni natalizi per i carcerati

Quello che Don Bosco vide nelle carceri di Torino lo segnerà per tutta la vita. Non dimenticherà mai quelle «turbe di giovanetti, sull’età dei 12 ai 18 anni; tutti sani, robusti, d’ingegno svegliato; ma vederli là inoperosi, rosicchiati dagli insetti, stentar di pane spirituale e temporale, fu cosa che mi fece inorridire». Così, San Giovanni Bosco descrive l’esperienza di visita e assistenza alle carceri di Torino guidato dal suo formatore san Giuseppe Cafasso.

Ancora oggi l’opera di misericordia spirituale di «visitare i carcerati» non è passata né di moda, né di urgenza. Chiede solo di essere ri-visitata nella forma, a motivo delle circostanze della pandemia in cui ancora ci troviamo. Per questo, la Comunità Educativo Pastorale dell’istituto salesiano E. di Sardagna di Castello di Godego (formata da salesiani, docenti e giovani educatori) ha pensato di proporre ai 250 ragazzi della scuola media un’esperienza per cambiare prospettiva: unire le forze per sostenere i detenuti del carcere “Santa Bona” di Treviso. Non potendo andare a trovare fisicamente i carcerati, i ragazzi e la comunità educativa della casa salesiana si sono rimboccati le maniche. In fondo, la consapevolezza che ha animato l’intera iniziativa è la stessa che Don Bosco riscontrava nel suo cuore dopo quelle visite nelle carceri di Torino: «Chi sa se questi giovanetti avessero fuori un amico, che si prendesse cura di loro, li assistesse… chi sa che non possano tenersi lontani dalla rovina o almeno diminuire il numero di coloro che ritornano in carcere?».

La condivisione dell’iniziativa, inserita nel più ampio cammino di Avvento che per quattro settimane ha coinvolto tutta la casa salesiana, dai bambini delle elementari ai giovani dell’università, è stata sufficiente a raggiungere l’obiettivo. L’invito è sopraggiunto dalla parrocchia San Bartolomeo di Treviso e dalle associazioni che la animano. Grazie ai doni portati da casa, dalle famiglie dei ragazzi della scuola, sono state confezionate una trentina di borse natalizie contenenti ciascuna un asciugamano con prodotti per l’igiene personale, un dolcetto, dei calzini, un bloc-notes o quaderno per i carcerati. Molti dei ragazzi inoltre hanno scelto di scrivere e confezionare, di proprio pugno, un biglietto per augurare un buon santo Natale a ciascuna delle persone del carcere.

L’entusiasmo con cui i ragazzi di seconda media hanno raccolto i doni, con cui hanno diviso questi ultimi per tipologia e con cui hanno confezionato di giorno in giorno le borse (occupando i momenti liberi e di ricreazione delle loro giornate scolastiche!) lascia trasparire lo spirito con cui l’iniziativa è stata portata a termine.

“È proprio vero, in questo tempo di pandemia ci sono molte persone che attendono di tornare alla normalità… nel frattempo qualcun altro prova a fare una nuova normalità rimboccandosi le maniche – spiegano i salesiani di Castello di Godego – A ciascuno la possibilità di fare altrettanto: «aiutati che il ciel t’aiuta!». Qui nella casa salesiana del Sardagna è già realtà”.

Il messaggio di Auguri Natalizi di Suor Chiara Cazzuola, Madre Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice

Condividiamo la notizia proveniente da infoans.org con il messaggio di auguri da parte di Suor Chiara Cazzuola, Madre Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Carissime sorelle,

voglio raggiungervi non solo virtualmente, ma soprattutto con il cuore e la preghiera. Sì, andiamo a Mornese, come tappa sul cammino per Betlemme, già vicina. Viviamo questo momento importante nel percorso del 150° della fondazione dell’Istituto appropriandoci un po’ di quell’amore fervoroso di Madre Mazzarello, delle nostre prime sorelle e delle prime ragazze. Appropriamoci un po’ di quell’energia giovane e coraggiosa: a Mornese tutto era giovane e appena sbocciato, che trasformava in vitalità le emozioni, le relazioni, la preghiera, l’attività.

Madre Mazzarello scriveva così a suor Adele David, direttrice della casa di Bordighera, il 27 dicembre 1879:

“Ho ricevuto la vostra lettera, vi ringrazio degli auguri e delle preghiere fattemi e che io ho gradite di tutto cuore. Gesù ve le ricambi in tante ferite d’amore, ed io in ricambio ho pregato questo tenero Gesù Bambino per voi. Siete contente? Vi ho passate tutte per nome, ho detto: suor David, suor Carlotta, suor Giuseppina e suor Marietta, ho detto che vi dia la sua umiltà, il distacco da voi stesse, l’amore al patire e quella obbedienza pronta, cieca, sottomessa che aveva Lui al suo Eterno Padre, a San Giuseppe, a Maria e che praticò fino alla morte di croce. Gli ho detto che vi dia carità e quel distacco totale da quel che non è Dio, la pazienza e una perfetta rassegnazione ai voleri di Dio” (L 33).

Gli auguri di Madre Mazzarello nella sosta a Mornese, sul cammino verso Betlemme, ci incoraggino ad assumere nella vita e nella missione i tratti sempre più somiglianti a Gesù e ci rendano più consapevoli dell’evento che stiamo per celebrare.

Nel Vangelo di Luca troviamo la chiave per entrare nel mistero del Natale (cf Lc 2,12):

“Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia”.

Con questa Parola evangelica ci soffermiamo insieme davanti alla grotta.

Il Segno è un bambino! Nessuno è più debole, fragile di un neonato, bisognoso di aiuto, eppure è tutto vitalità, energia, è avvenire e potenzialità. È assolutamente “nuovo”, incontaminato. Un bambino suscita sempre meraviglia, ci sorprende.

Questo Figlio ci rivela anche la scelta di Dio di incarnarsi in un ambiente estremamente povero, in una situazione di assoluta precarietà e provvisorietà, in un contesto socialmente trascurabile, quasi ad esprimere nella assoluta semplicità della nascita la nuova creazione che in lui si realizza.

I Pastori di Betlemme accorrono per primi alla grotta. Il Salvatore si identifica con loro e li vuole alla sua culla di paglia. Hanno riconosciuto senza indugio il Segno: il Bambino, l’Atteso, il Messia, il Salvatore. Sono uomini abituati a prendersi cura del gregge, a stare con le pecore, a difenderle dai lupi e a dare la vita per loro. Sono l’icona di quello che sarà questo Bambino: il Pastore Buono, il modello della nostra spiritualità salesiana nell’azione pastorale.

Per tornare da Betlemme, da Mornese, piene della grazia e della gioia del mistero dell’Incarnazione che desideriamo tradurre in fraternità serena, oblativa, solidale e in missione condivisa e feconda, bisogna chiedere a Gesù quello che ci indica Madre Mazzarello, che insegnano i Pastori e ci suggerisce Papa Francesco.

Quando è venuto a visitarci al CG XXIV ci ha detto che Risvegliare la freschezza originaria della fecondità vocazionale dell’Istituto è una prospettiva-chiave per rispondere alle esigenze del mondo di oggi, che ha bisogno di scoprire nella vita consacrata l’annuncio di ciò che il Padre, attraverso il Figlio nello Spirito, compie con il suo amore, la sua bontà, la sua bellezza. È una sfida che ci invita a rinnovare il nostro “sì” a Dio in questo tempo, come donne e come comunità che si lasciano interpellare dal Signore e dalla realtà per diventare profezia del Vangelo e testimonianza di Cristo, del suo stile di vita.

Tra poco le nostre case risuoneranno di canti, auguri e preghiere.

Non temete – dice l’angelo- perché Oggi è nato per voi un Bambino, il Salvatore. Oggi ripete con insistenza la Liturgia del Natale. Oggi è il nostro oggi perché Dio è con noi.

Con questi sentimenti vi auguro un sereno santo Natale, nella gioia della contemplazione di questo mistero così grande e nel rendimento di grazie al Padre per la sua misericordia infinita verso un mondo che anela alla speranza e alla pace.

Pordenone, inaugurata l’aula informatica intitolata al beato Carlo Acutis

Da il settimanale “Il Popolo”, a firma di Maria Luisa Gaspardi Agosti.

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Giovedì 16 dicembre la scuola primaria e secondaria dei Salesiani Don Bosco di Pordenone ha vissuto un momento particolarmente importante: l ‘Inaugurazione dell’Aula Informatica intitolata al Beato Carlo Acutis . L’Aula e l’intero progetto “Educativo Digitale” è stato reso possibile grazie al sostegno della Fondazione Friuli, che ha subito creduto nel progetto sostenendolo attraverso i fondi del Bando Istruzione. Presenti all’inaugurazione il Presidente della Fondazione Friuli Giuseppe Morandini, l’Assessore alla Cultura e all’istruzione del comune di Pordenone Alberto Parigi, il Coordinatore attività edicative del Don Bosco Paolo Lamanna e il Direttore del Don Bosco don Livio Mattivi. Nell’auditorium è stato proiettato un filmato sul Beato Carlo Acutis. La scelta di  intitolare l’Aula al giovane Acutis, morto a soli 15 anni per fulminante leucemia e beatificato nell’ottobre del 2020, è stata voluta per la ricchezza di Fede del giovane che, grazie alla propria passione per l’informatica, aveva cercato di testimoniare realizzando A sinistra la nuova aula informatica inaugurata al Don Bosco. A destra il momento del taglio del nastro alcuni siti web.

Un giovane come quelli che frequentano il Don Bosco, sportivo, vivace, appassionato di informatica e tanto amante di Dio. Alla proiezione del filmato è seguito l’intervento di Giuseppe Morandini che ha ringraziato per l’invito, esprimendo la propria emozione ogni volta che si trova al Don Bosco, in particolare nel momento in cui si “vede realizzato quello che era un progetto sulla carta”. Parole per il grande insegnamento del giovane Acutis anche da parte di Morandini. L’Assessore comunale Alberto Parigi, si è detto vicino alla scuola sia pubblica che privata. Da pordenonese ha definito il don Bosco un “luogo del cuore”. Ha citato due concetti espressi dalla madre di Carlo Acutis: “mio figlio mi ha insegnato anche ai diffondere il Vangelo attraverso web e internet (dove non nascondeva ci fossero anche tante brutte cose), ma la felicità non deve derivare dai “like”. A seguire l’inaugurazione vera e propria dell’Aula con gli alunni di prima media e quinta primaria.

Un’aula bellissima, 30 chromebox che ben si integrano con gli account Google scolastici utilizzati da studenti e insegnanti. Un progetto nato nella primavera del 2021 quando il Collegio docenti ha elaborato il progetto “Educativo Digitale” per migliorare negli studenti la padronanza e l’utilizzo delle tecnologie digitali per un apprendimento più efficace, dotare la scuola di strumentazioni che supportino le attività degli studenti e degli insegnanti, migliorare negli insegnanti la capacità di utilizzo delle tecnologie digitali nella didattica quotidiana. Il progetto è composto da una sezione infrastrutturale e una prettamente didattica. Durante i mesi estivi si è realizzato il potenziamento della rete wifi scolastica. Taglio del nastro e benedizione hanno completato la cerimonia con ulteriori ringraziamenti alla Fondazione Friuli e la comunicazione che nel mese di ottobre 2022 verrà organizzata una giornata di studi per condividere gli esiti del progetto, già avviato concretamente a inizio anno, e la messa a disposizione di tutta la comunità scolastica del catalogo con le esperienze didattiche realizzate.

 

IUSVE, Pietro Zuccotti, studente di Advertising & Marketing è Alfiere della Repubblica

Dal sito dello IUSVE.

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Pietro Zuccotti, studente del corso di Baccalaureato in Advertising & Marketing dell’ Area di Comunicazione ed educazione dello IUSVE, è stato insignito dal Presidente Mattarella, del titolo di Alfiere della Repubblica. Pietro è stato segnalato per  l’impegno nel volontariato sociale, in attività pedagogiche e alla promozione  e conservazione storica del territorio.
Tra le varie iniziative che ha seguito, è doveroso citare la realizzazione di un libretto di educazione stradale, messo poi a punto dalla Polstrada di Verona.
Un bel esempio di impegno verso il prossimo e di cura della casa comune.

Complimenti da tutto lo IUSVE.