Veneto, l’assessore regionale Donazzan viste le scuole salesiane: “Il mondo salesiano esprime eccellenza”

Sul Corriere Veneto si riporta la notizia della visita dell’assessore all’Istruzione e alla Formazione del Veneto, Elena Donazzan, alle principali scuole salesiane in Veneto.

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«Ho avuto l’opportunità di visitare una delle principali scuole salesiane in Veneto, istituzioni che con la riapertura sono tornate a vivere mettendo al centro il rapporto educativo tra scuola, lavoro, divertimento e preghiera, riprendendo la propria funzione di oratorio, con bambini e ragazzi che sono tornati a vivere l’insegnamento con gioia e serenità, nel rispetto delle regole dimostrando che tutto ciò è ancora possibile». Così l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione del Veneto, Elena Donazzan, a margine dell’incontro di ieri all’Istituto Salesiano Don Bosco promosso dal presidente di Forma Veneto, Don Alberto Poles sul tema delle riapertura delle scuole. «Il mondo salesiano – prosegue rappresenta una tradizione educativa che in Veneto esprime eccellenze e risultati di straordinario valore. A Verona, in particolare, torno con gioia anche per ricordare come alcuni studenti dell’Istituto Don Bosco detengono il titolo di campioni del mondo della robotica della First Lego League, un riconoscimento che evidenzia la qualità dell’insegnamento e l’impegno del corpo docente». Presenti all’incontro i direttori di alcuni tra i più importanti centri Salesiani del Veneto fino alle realtà veronesi che annoverano centinaia di aziende partner. Inoltre, Don Pietro Bianchi, responsabile per tutto il Medio Oriente del mondo salesiano. «La formazione professionale – conclude Donazzan – ha raggiunto una reputazione altissima, in particolare nei confronti delle imprese del Veneto che cercano continue collaborazioni. La Regione, attraverso il mio
assessorato, continuerà nel sostegno di questa offerta formativa che si è dimostrata capace, oltre tutto, di raccogliere i bisogni delle famiglie e dei ragazzi più fragili, trasformandoli in solide opportunità professionali».

“Povertà educativa: cos’è indispensabile nell’educazione?”: incontro on line con il ministro Bonetti

“Povertà educativa: cos’è indispensabile nell’educazione?” è il titolo dell’incontro on line che si terrà giovedì 8 aprile (diretta YouTube e Facebook) dalle ore 21. L’incontro è organizzato dal Centro Culturale regionale “Enzo Piccinini” e dal centro Caritas dell’Arcidiocesi di Udine.

Partecipano:
Elena Bonetti, ministro per le Pari Opportunità e la famiglia
Vincenzo Salerno, salesiano e direttore della comunità per minori “La Viarte” e per minori stranieri “S. Luigi Gonzaga”
Giosuè Casasola, psicologo
Matthew Pianaro, Cooperativa Fruts di Bosc

 

 

IUSVE, quest’anno gli Open day sono virtuali

Per lo IUSVE è tempo di Open Day: pubblichiamo le indicazioni per orientarsi tra i corsi proposti dall’istituto universitario salesiano e un video di presentazione.

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Sono previste tre tornate di selezione: oltre alla presente, le cui scadenze vengono evidenziate in basso, la seconda si svolgerà da fine aprile a inizio giugno e terza è prevista da inizio luglio ai primi di settembre. Se interessati ad accedere allo IUSVE, suggeriamo di partecipare alle selezioni sin da subito. I posti a disposizione, infatti, sono a esaurimento e terminano in fretta.

Il 18 marzo 2021 alle 12.00 chiuderanno i virtual open-day.

Chi ha già visualizzato i virtual open-day ha, invece, tempo fino al 20 marzo 2021 alle 23.59 per applicare la propria candidatura seguendo le modalità in basso indicate.

Per visualizzare i virtual open-day accedi alla piattaforma, scegli l’Area/Dipartimento di tuo interesse e compila l’apposito modulo inserendo i tuoi dati personali (nominativo ed e-mail di contatto).

È necessario visualizzare per intero il video per poter proseguire successivamente con l’iter di selezione.

Per questioni di privacy, è importante e necessario registrare l’indirizzo e-mail riferibile alla persona che intende candidarsi (non quello di genitori, amici ecc.).

Il tuo indirizzo e-mail verrà utilizzato da IUSVE per ogni eventuale comunicazione inerente le selezioni. È fondamentale, quindi, monitorare regolarmente la casella di posta (anche la spam, nel caso un’e-mail finisca erroneamente tra la posta indesiderata).

Dopo aver compilato il suddetto modulo relativo ai dati personali, proseguirai con le selezioni online “standard” che si svolgeranno dal 26 febbraio dalle  ore 12am al 20 marzo 2021 fino alle ore 23.59.

Solo per i corsi di baccalaureato/laura triennale, al termine delle selezioni online “standard”, il candidato dovrà obbligatoriamente prenotare una sessione di 60 – 90 minuti in cui svolgere un ulteriore test online attitudinale seguito in live streaming da un nostro esperto. Tali sessioni sono calendarizzate nel periodo compreso dal 23 al 26 marzo 2021.

 

 

Festival di Sanremo, il campus dello IUSVE ospiterà il “Festival camp 2021”

Per una settimana, la settimana del Festival di Sanremo, lo IUSVE dedicherà uno spazio nel campus di Mestre al “Festival camp 2021”, un nuovo modo di far vivere la kermesse agli studenti. Lo racconta Marco Sanavio, direttore di Cube Radio.

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Per una settimana si chiamerà «Radio Reverse». E passerà al setaccio tutte le pubblicazioni social e le «riletture» delle conversazioni digitali che riguarderanno gli artisti in gara nella città dei fiori. Cube Radio, l’emittente accademica dell’Istituto universitario salesiano di Venezia e Verona (IUSVE), non potendo fa partecipare i suoi speaker al Festival della canzone italiana di Sanremo, ha scelto di far vivere ai suoi speaker un’esperienza residenziale: il «Festival camp 2021».

L’esperienza comincerà lunedì 1 marzo e finirà domenica 7. Durante tutta la settimana i giovani saranno ospiti del campus di Mestre (nel pieno rispetto delle norme di contenimento del Covid-19) e da lì andranno in onda. Dei residenti dj in erba, insomma, che realizzeranno per l’evento un’emittente temporanea (Radio Reverse appunto), che oltre a rileggere con l’aiuto di musicisti esperti (tra gli altri Tony Pagliuca storico tastierista delle Orme) e attraverso la social media analysis le serate del festival raccoglierà e pubblicherà le storie di giovani musicisti e cantanti che durante questi mesi di blocco sono riusciti comunque, grazie a creatività e solidarietà ad andare avanti (segnalazioni possibili alla mail della radio webradio@iusve.it o tramite il sito radioreverse.it ma nei giorni del Camp sarà attivo anche il canale Twich: www.twitch.tv/ cuberadio).

«Radio Reverse – spiega Marco Sanavio, direttore di Cube Radio – si propone di rileggere con sguardo analitico come i social media stanno raccontando il Festival di Sanremo ma desidera anche raccontare le storie reali e concrete di cantanti e musicisti che con determinazione e creatività hanno mantenuto viva la loro arte in questi mesi. Esprimiamo anche tutta la nostra solidarietà e vicinanza ai lavoratori del mondo dello spettacolo penalizzati pesantemente dalla pandemia».

Il momento del Festival camp coinciderà anche con un cambio al vertice della radio. Dal primo marzo la responsabile del «Progetto Sanremo» sarà Aurora Simionato che subentrerà definitivamente a Jasmine Pagliarusco a fine mese. Con loro ci saranno anche Francesco Giuglietti, Chiara Candore, Marica Padoan e Riccardo Fanigliulo con la supervisione tecnica di Valentina Amore e il contributo web di Giacomo Caprioli.

Saranno proprio loro a dare anche quest’anno il premio «Ethical champion» che anche quest’anno verrà consegnato all’artista che si sarà distinto per lo stile sobrio e l’eleganza della comunicazione, come già avvenuto in passato. Asso nella manica di questo gruppo di giovani sarà la piattaforma SocialMeter Suite di Maxfone, primo data provider europeo indipendente, con sede a Verona.

SocialMeter e la sua innovativa metodologia Data Driven forniranno a Radio Reverse gli strumenti digitali con cui monitorare e analizzare in tempo reale il Festival, le serate in programma così come le notizie online e le iniziative riguardanti Sanremo. Oltre al flusso di contenuti web, saranno monitorati anche i social network. Attraverso questo secondo canale, da un lato, l’analisi verterà sulle performance degli account ufficiali di Sanremo in termini di engagement, profilazione del pubblico e di tutte le altre metriche utilizzate per la valutazione delle campagne di social media marketing  Dall’altro lato, il lavoro permetterà di raccogliere tutti i contenuti condivisi su Twitter e Instagram, accomunati dagli hashtag dell’evento, per conoscere approfonditamente l’intero parlato sull’evento e le esperienze dei partecipanti.

«La presenza a Sanremo di Cube Radio – dice Nicola Giacopini, direttore IUSVE – testimonia quanto alla nostra università stia a cuore formare ad una comunicazione sociale ed etica che aiuti le persone, ed in particolare i giovani telespettatori, a cogliere i valori umani ed educativi presenti nei media, con sguardo aperto e anche critico, ove necessario. Già due secoli fa Don Bosco si è impegnato nella comunicazione educativa e sociale: certo con strumenti diversi, ma con la stessa finalità».

 

 

Inaugurazione anno accademico IUSVE: al centro, l’ecologia integrale a partire dalla “Laudato si'”

Il 20 febbraio 2021, dal Campus di Venezia Mestre in streaming, si è celebrato il Dies Academicus dello Iusve per l’a.a. 2020-2021. Il prof. Michele Marchetto, Vice-Direttore Iusve alle attività accademiche e alla formazione, racconta la giornata e gli interventi che ci sono stati.

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La giornata si è svolta sotto il segno del progetto triennale che lo Iusve ha lanciato a settembre 2020, “Ecologia integrale e nuovi stili di vita”, uno sviluppo molto articolato della Laudato si’ di Papa Francesco: iniziative di ricerca scientifica e di riflessione con esperti e docenti di altre sedi universitarie, potenziamento di una rete di relazioni con istituzioni ed enti green, e azioni che testimonino il cambiamento personale e culturale richiesto dall’ecologia integrale.

Su questa linea il momento centrale della giornata, la prolusione del dott. Michele Candotti, è stata preceduta dagli interventi del Presidente Iusve e Ispettore dei Salesiani Nordest, don Igino Biffi, e dalla riflessione del Decano della Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Pontifica Salesiana di Roma, prof. don Mario Llanos. L’uno ha condiviso con la comunità dello Iusve, docenti, studenti, dipendenti e amici, la posizione del recente XXVIII Capitolo Generale della Congregazione Salesiana in materia di educazione ambientale; l’altro si è soffermato sulla “cura”, sollecitata dalla vulnerabilità e dalla fragilità del mondo, non solo dell’uomo.

La prolusione del Dies Academicus, dal titolo Antropocene. Il potere di distruggere e il potere di riparare, è stata tenuta dal dott. Michele Candotti, da molti anni protagonista e testimone del destino del pianeta nello scenario internazionale. Egli, infatti, è attualmente Capo Gabinetto e Direttore dell’Ufficio Esecutivo dell’Agenzia ONU per lo sviluppo (United Nations Development Programme, New York), che opera in 165 Paesi con oltre 18.000 persone sul campo, spesso in situazioni di crisi e di emergenza. Candotti ha maturato una lunga esperienza internazionale, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, dapprima alla Direzione Generale allo Sviluppo della Commissione Europea, in Zambia e in Kenya, poi come Capo Gabinetto e Consigliere Principale dell’Agenzia ONU per l’Ambiente (UNEP, Nairobi), oltre ad essere stato Direttore Generale del WWF Italia per un decennio.

Il suo intervento ha mostrato tutta la complessità della riflessione ecologica, centrale nella programmazione e nell’attività accademica dello Iusve. In particolare ha messo in luce la contraddizione fra lo straordinario potere della conoscenza di cui dispone l’umanità, e la scelta consapevole di ignorarne gli esiti. Evidenti sono le responsabilità della politica e dell’economia: quattromila generazioni potrebbero vivere e morire prima che l’anidride carbonica rilasciata dall’inizio della rivoluzione industriale ad oggi venga spazzata dalla nostra atmosfera; e tuttavia i responsabili delle decisioni continuano a sovvenzionare i combustibili fossili, prolungando la nostra dipendenza dal carbonio. Nei fragili equilibri che ne derivano, l’attuale pandemia potrebbe portare l’uomo a guidare il progresso verso obiettivi di sviluppo sostenibile con una politica ambiziosa, coraggiosa nelle scelte di protezione sociale e capace di un accordo mondiale sul debito. Il nostro futuro non riguarda la scelta fra persone o alberi, fra lotta alla povertà e difesa di specie in via di estinzione. Piuttosto, ha concluso Candotti, si tratta di scegliere di fare le cose in modo diverso: scegliere se usare la conoscenza come potere di riparare, o l’ignoranza come arma di distruzione.

A seguire, il Direttore dello Iusve, prof. Don Nicola Giacopini, ha presentato la ricca relazione annuale sull’attività accademica, spaziando sui numerosi contributi delle tre Aree dei corsi di laurea, Psicologia, Pedagogia e Comunicazione ed educazione. 

Il saluto del Rappresentante degli studenti ha introdotto la consegna dei “Premi al merito” agli studenti dei Baccalaureati e della Licenza, che ha preceduto il solenne Atto Accademico finale.

 

 

Il Messaggero Veneto – Giovani alle prese con il futuro: promesse scritte sulla pelle

Pubblichiamo un articolo de Il Messaggero veneto su una iniziativa dell’istituto salesiano Bearzi di Udine.

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Da sempre attento alla realtà giovanile, l’Istituto Salesiano Bearzi di Udine presenta al pubblico il suo nuovo progetto musicale, “Le promesse che ho scritto sulla pelle”, un brano nato con lo scopo di raccontare il mondo dei giovani attraverso i giovani stessi. Al centro del progetto ci sono infatti i pensieri degli studenti di cinque classi delle scuole superiori del Bearzi che, guidati dai loro insegnanti, hanno condiviso le loro preoccupazioni sulla vita, sulle loro scelte, ed in generale sul loro futuro, timori e domande che ovviamente sono amplificati in questo particolare momento storico e ai quali la Dad, la didattica a distanza, non offre di certo facili risposte ed adeguato supporto.

“Chi l’ha detto che la strada è facile?”, inizia proprio così la canzone “Le promesse che ho scritto sulla pelle”, che prosegue tra le mura della “mia stanza” trasformata in questi tempi “nel mio grande universo”, dove i giovani si chiedono “come faccio a cercare un senso”. Dopotutto, adesso basta “una felpa che mi protegga da tutti i miei guai” e un’“antenna per amplificare il Wi-Fi”, e poi tutto sembra funzionare. I giovani possono però ancora contare su chi si accosta a loro aiutandoli a capire che ognuno di loro ha “un’anima enorme” e che “su questo palco” i veri attori sono proprio loro. “Credere che tutto sia possibile anche quando è incomprensibile”, infatti, non è solo il ritornello della canzone, ma anche il messaggio di speranza che questo brano vuole portare a tutti i ragazzi.

Disponibile in rete dal 31 gennaio con un videoclip su YouTube e sulle principali piattaforme musicali digitali, il brano non coinvolge però soltanto i giovani ma anche diversi talenti musicali attivi in alcune case salesiane del Triveneto, a partire dall’autore del brano, il rapper Proph (Alberto Boldrini, docente al collegio salesiano Astori di Mogliano Veneto) che lo ha cantato assieme a Caterina Cesca (maestra all’Istituto Bearzi), per arrivare poi al chitarrista Gianni Montagner (volontario all’oratorio don Bosco di San Donà) ed al produttore della canzone Simone Rizzi (formatore al Cfp Bearzi di Udine) che vi ha suonato anche il basso. —

Schio, 120 anni fa arrivarono i salesiani

In occasione della Festa di Don Bosco, il Giornale di Vicenza dedica una pagina alla presenza dei Salesiani a Schio, arrivati nell’ottobre di 120 anni fa. Di Walter Ronzani.

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Il 27 ottobre 1901 giungono alla stazione ferroviaria di Schio quattro viaggiatori a lungo attesi. Sono i primi padri salesiani a mettere piede in città. Davanti ai loro occhi si dischiude un territorio che si è fortemente trasformato nel giro di pochi decenni. L’evoluzione dell’industria laniera innescata da Alessandro Rossi ha infatti cambiato il volto di Schio, che si è guadagnata l’appellativo di Manchester d’Italia e che ha attirato masse di lavoratori dalle campagne limitrofe. L’insediamento dei salesiani è stato fortemente voluto dal monsignor Francesco Panciera, definito il “padre della gioventù scledense” per la sua attività pedagogica nella congregazione di S. Luigi.

NUOVI APPROCCI. Nella seconda meta dell’Ottocento Panciera è tra i primi a cogliere le esigenze e difficoltà dei figli della sempre più numerosa classe operaia. Capisce inoltre che, per creare dei percorsi educativi adeguati al mutato contesto sociale, è necessario affidarsi ad esperti dotati di nuovi approcci pedagogici. La scelta ricade sui  salesiani per la loro capacità di coniugare catechismo, formazione e iniziative per il tempo libero. Nel 1890 inizia così una lunga mediazione con don Michele Rua, rettore maggiore dei salesiani e primo successore di don Bosco (oggi ricorre la festa del santo), che inizialmente nega la possibilità di inviare dei preti a Schio a causa della carenza di personale. Dopo diverse lettere e alcuni viaggi a Torino, Panciera riesce ad ottenere l’apertura dell’oratorio nel 1901, anno in cui i salesiani prendono possesso di un edificio progettato appositamente per loro dall’ing. Carlo Letter. Realizzato in meno di un anno, il fabbricato è dotato di una chiesa, un teatro e un ampio cortile. Il terreno su cui sorge è quello dell’ex brolo Garbin, acquistato grazie alle donazioni degli eredi del Senatore Rossi.

NASCE L’ORATORIO. Il primo direttore è don Callisto Mander, che mette in pratica la pedagogia salesiana, la quale prevede di conseguire l’educazione e l’aggregazione sociale attraverso delle attività ludiche come teatro, musica e sport. Si tratta di percorsi che possono essere seguiti sia da bambini, che da ragazzi più adulti. Le porte dell’istituto vengono così aperte a tutti, a patto di accettarne le regole di condotta. La prima attività a partire è quella della banda che raccoglie il testimone dalla formazione musicale della congregazione di S. Luigi. Di lì a poco nasce il circolo giovanile Concordia, formato da ragazzi volonterosi che diventano sempre più protagonisti dell’oratorio. L’atto ufficiale di fondazione avviene il 31 maggio 1903 durante la visita di don Michele Rua. Per l’occasione il circolo si dota anche di un vessillo, che diventa un forte simbolo di appartenenza. Il nome, ispirato alla virtù che dovrebbe animare i soci, identifica da quel momento in poi tutti i gruppi ricreativi. Nel teatro prendono vita le  rappresentazioni del circolo filodrammatico, mentre nell’ampio cortile si svolgono le attività sportive come la ginnastica e il calcio, che nel 1906 si fondono nell’Unione Sportiva Concordia. Il successo dell’attività educativa è immediato e per molti giovani l’oratorio diventa una seconda casa. Tuttavia a distanza di pochi anni la grande storia bussa alle porte dell’istituto. Il 13 giugno 1915 l’edificio viene infatti requisito dal Regio Esercito che lo trasforma nell’ospedale di guerra O73. Gli spazi interni vengono rivoluzionati per far posto alle brande e persino il teatro diventa una sala di degenza. I preti devono prima spostarsi nella sede provvisoria di San Giacomo e successivamente in un appartamento privato. Solo nell’agosto del 1919 riprendono possesso dell’oratorio. Nel periodo postbellico le attività ripartono con vigore e nel 1923 nascono i giovani esploratori cattolici, tuttavia già nel 1931 il clima politico cambia radicalmente. Infatti con la fascistizzazione del Paese vengono sciolte tutte le associazioni giovanili.

L’IRRUZIONE. Il 14 maggio di quell’anno le camicie nere fanno irruzione nell’istituto salesiano per impossessarsi del vessillo del circolo Concordia, appena soppresso. La bandiera però è stata messa in salvo e nascosta in un fienile poche ore prima, per cui i fascisti si devono limitare a sequestrare alcuni documenti tra cui gli elenchi dei soci. Nel corso degli anni Trenta, tra mille difficoltà, vengono avviate le prime classi elementari. Durante il conflitto l’istituto salesiano rimane aperto per offrire rifugio e protezione ai giovani e a chiunque ne avesse bisogno. Nel secondo dopoguerra l’oratorio conosce una crescita esponenziale delle proprie attività che si adeguano alle evoluzione della società. Gli spazi si espandono con il palazzetto dello sport e il nuovo complesso per la formazione professionale, continuando così un cammino iniziato 120 anni fa.

Le nuove “generazioni verdi” cresciute all’ombra di Don Bosco

Su Famiglia Cristiana è uscito un articolo che riporta la ricerca “Youth for future” dell’ Istituto universitario salesiano di Venezia e Verona. L’articolo è firmato da Don Marco Sanavio.

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Sono le generazioni Zeta e Alpha, i post millenials e gli iperconnessi, stanno rivelando una sensibilità ambientale molto spiccata che approda spesso a buone abitudini e pratiche trasformative molto concrete. È questo il volto dei giovani italiani rilevato dalla ricerca “Youth for future” dell’ Istituto universitario salesiano di Venezia e Verona (Iusve) realizzata mediante una rilevazione affidata, via Cawi, alla società Demetra di Venezia tra il 25 maggio 2020 e il 30 ottobre 2020 su un campione di 1.821 ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni un secondo panel di 1.523 giovani adulti nati tra il 1991 e il 2001.

I risultati sono stati resi noti per la prima volta alla vigilia della festa di Don Bosco, patrono degli educatori. «Questa importante ricerca nazionale sulle rappresentazioni sociali degli adolescenti e dei giovani sulle tematiche ambientali –spiega don Nicola Giacopini, direttore dello Iusve – si inserisce all’ interno di una serie di eventi, di progetti, di pratiche trasformative per far crescere una cultura e una società sostenibile ed inclusiva». L’ indagine, infatti, si inserisce all’ interno de un progetto triennale “Ecologia integrale e nuovi stili di vita” che ha visto l’ ateneo veneto concentrarsi per il primo anno sul rilevare l’ esistente, prendendo come azione guida il “vedere”.

Nove giovani su dieci, per quanto riguarda entrambi i campioni, fanno attenzione alla raccolta differenziata e spengono la luce uscendo da una stanza ma sono anche attenti a non sprecare cibo, acqua e a riutilizzare i materiali. Se i giovani adulti utilizzano spesso l’ auto per gli spostamenti (36,8%), i ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni camminano volentieri (23,7%) o si spostano con autobus (15,1%) e treni (3,0%). La tv rimane il canale principale di informazione sui temi ambientali per i più piccoli (30,7%), mentre i loro fratelli maggiori attingono a siti internet diversi da quelli dei quotidiani (40,9%) e pongono in secondo piano le informazioni derivati dai social network (14,1%).

Il consumo di frutta e verdura prevale su quello di pasta e carne, mentre gli adolescenti del Nordest si rivelano tra i meno propensi a scegliere cibo biologico con una percentuale che si scosta quasi di venti punti dal reto della Penisola. «L’ indagine evidenzia tante luci, ma anche qualche ombra – spiega Davide Girardi, docente di sociologia allo Iusve che insieme alla docente di psicologia Anna Pileri ha progettato la ricerca – tra le prime, emerge chiaramente il potenziale ecologico dei giovani italiani, soprattutto di quelli che frequentano ancora la scuola. Così come la fiducia nel ruolo dei cittadini per affrontare efficacemente le questioni ambientali. Si stagliano però anche le preoccupazioni per il futuro, o il timore che molte persone non siano effettivamente interessate ai temi che riguardano l’ ecosistema».

“Youth for future” rappresenta, infatti, un importante segnale indicatore per il Paese, un invito a non dispendere il potenziale che le giovani generazioni possono rappresentare per la cura della casa comune. Una responsabilità che lo Iusve ha scelto di assumersi con notevole impegno, come conferma il suo direttore, don Nicola Giacopini: «Come Università abbiamo fatto nostro e accolto l’ accorato appello di Papa Francesco rivolto a tutto il mondo con l’ enciclica Laudato si’ , a custodire e prendersi cura della nostra casa comune, la terra. Il primo passo scientifico per rispondere alla sfida ambientale è rilevare, dare ascolto, vedere e capire in profondità le conoscenze, le opinioni, ma anche gli atteggiamenti e le pratiche quotidiane in particolare degli adolescenti e dei giovani, veri apripista e portavoce sociali. Solo così si potranno poi fornire interpretazioni, valutazioni e attivare percorsi e pratiche trasformative comuni».

Un concerto in diretta streaming in onore di Don Bosco

Dall’agenzia salesiana ANS.

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(ANS – San Donà di Piave) – In questo periodo difficile per i concerti e la musica dal vivo più in generale, la “Banda Don Bosco” di San Donà di Piave ha pensato di mantenere fede al celebre motto di Don Bosco: “Un oratorio senza musica è come un corpo senz’anima”. Per questo ha pensato di fare, superando diverse difficoltà e problemi, il concerto in streaming.

“Negli ultimi mesi siamo riusciti ad organizzarci efficacemente in modo da poter continuare ad esercitarsi in completa sicurezza: ogni suonatore suona distanziato in un ambiente più ampio e sicuro e alla fine ogni postazione viene adeguatamente igienizzata” ha raccontato Luciano Pasqualato, Salesiano Cooperatore, referente del coro.

Tali accorgimenti si sono rivelati essenziali, perché hanno permesso ai bandisti di non perdere l’esercizio musicale e, soprattutto, non perdere la possibilità di suonare in gruppo, tutti assieme e dal vivo perché, si sa, la musica unisce, crea ponti, affievolisce le distanze e allontana la solitudine.

Per questo motivo hanno infine deciso di non annullare l’annuale concerto in onore di Don Bosco, evento particolarmente importante nella storia della Banda, ma di realizzarlo ugualmente in una modalità diversa.

“Se avete piacere di ascoltarlo e quindi festeggiare assieme a noi, basta collegarsi al nostro canale su YouTube alle ore 14:30 del 31 gennaio. Buon ascolto e soprattutto buona festa di Don Bosco”.

L’Avvento…al contrario dei Salesiani di Trento

I Salesiani di Trento, spronati dalla lettera di una animatore in quarantena e ispirati da una iniziativa che si svolge in Belgio, per la quarta volta hanno deciso di vivere l’Avvento…al contrario!

Si chiama infatti OTNEVVA 2020 l’iniziativa messa in campo per coinvolgere i ragazzi e sensibilizzarli all’aiuto dei poveri, specie di quelli che vivono in strada e sono soli. La proposta è molto semplice: prendere una scatola e un foglio di promemoria, ogni giorno per tutto l’avvento metterci un oggetto utile a chi vive in strada e poi consegnarlo ai Salesiani di Treno che provvederanno a distribuirlo a chi ne ha bisogno.