IUSVE ed Emergency, collaborazione per la solidarietà e la pace

Parte la collaborazione tra EMERGENCY, Fondazione ISMU – Iniziative e Studi sulla Multietnicità, l’Istituto Universitario Salesiano di Venezia – IUSVE e la casa editrice Tunué per la messa in opera del progetto “NO ALLA GUERRA, per una società pacifica e inclusiva rispettosa dei dritti umani e della diversità fra i popoli”, tra le proposte vincitrici dell’edizione 2018 del bando Educazione alla Cittadinanza Globale (ECG) promosso dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

Il bando ECG promuove una visione della società che va oltre i confini nazionali, ampia e interdipendente che motivi i cittadini a comprendere le dinamiche e le interconnessioni globali e ad agire per una maggiore inclusione ed equità sia nelle proprie comunità locali sia a livello globale.

Il progetto, proposto da EMERGENCY, ISMU, IUSVE e Tunué, mira, attraverso una serie di attività di educazione, sensibilizzazione e partecipazione, a rafforzare la conoscenza di temi legati alla solidarietà e inclusività sociale favorendo il ruolo attivo dei cittadini, in particolare docenti, studenti e giovani, nella promozione di una cultura di pace e non violenza nella vita quotidiana, sul luogo di lavoro e nella comunità.

Parlare di guerra è difficile, perché la posta in gioco dei conflitti moderni connette una molteplicità di interessi visibili e invisibili. Quando si parla di guerra diventa quasi impossibile fare previsioni sul futuro, perché i conflitti distruggono e smantellano intere società. Nelle guerre di oggi la maggior parte delle vittime non veste alcuna uniforme: sono uomini, donne e bambini. Semplicemente ‘persone in cerca di pace’. Tuttavia, non c’è bisogno che una guerra sia dichiarata perché un popolo viva nella violenza, nella miseria, nella discriminazione e decida di cercare la pace fuggendo altrove. Proprio chi è in fuga in cerca di una vita migliore e dei propri diritti, molto spesso, dopo avere affrontato viaggi difficili in cerca di protezione, trova muri e barriere alle nostre frontiere.

“NO ALLA GUERRA, per una società pacifica e inclusiva rispettosa dei dritti umani e della diversità fra i popoli” racconterà storie di esseri umani in cerca di pace e dei loro diritti. Parlerà di persone alle persone. Per fuggire da una narrazione tossica e dialogare con tutti, per ricordare la storia dei diritti umani che – seppur travagliata – ha radici profonde che si sono fatte largo nella nostra cultura e, anche se oggi spesso questi diritti vengono negati, non dobbiamo dimenticarle.

“Promuovere una cultura di pace, solidarietà e rispetto per i diritti umani è una parte essenziale del mandato di EMERGENCY, e investire sui giovani è la chiave per innestare cambiamenti positivi sul lungo periodo. Per questo, guardiamo con ottimismo a questa collaborazione e siamo felici di condividere con Fondazione ISMU, IUSVE e Tunué l’impegno su questi temi fondamentali”, dichiara Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY.

“Da sempre crediamo che vivere tra più culture sia un’opportunità dell’epoca globale e che il dialogo interculturale favorisca il riconoscimento e la promozione dei diritti fondamentali di ogni persona. Per questo pensiamo che è necessario puntare sull’educazione dei giovani, partendo anche dalla formazione e coinvolgimento dei loro insegnanti, per accompagnarli a comprendere il mondo in cui viviamo e ad essere cittadini sempre più consapevoli”, afferma Vincenzo Cesareo, Segretario Generale Fondazione ISMU.

“Il nostro contributo come IUSVE partirà dalle nostre competenze specifiche – spiega Mariano Diotto, Direttore del dipartimento di Comunicazione di IUSVE – tradurremo le tematiche affrontate durante questi mesi in un video che verrà realizzato all’interno di uno dei nostri corsi universitari. Il video verrà presentato a Milano durante l’evento finale e proverà a raccontare agli esperti presenti le nuove modalità possibili di sensibilizzazione della cittadinanza sul tema della pace e dei diritti umani. Un tema, quest’ultimo, che ci è caro come cittadini ma anche come Università Salesiana che mette da sempre al centro la persona e il rispetto per la sua dignità”.

“È con grande piacere che abbiamo aderito al progetto e con entusiasmo condividiamo il percorso con gli altri partner per portare all’attenzione dei giovani e dei media i temi della diversità e della pace”, sono le parole di Emanuele Di Giorgi, Editore di Tunué.

La collaborazione tra EMERGENCY, ISMU, IUSVE e Tunué si protrarrà fino all’autunno del 2020, termine del progetto, con diverse iniziative di formazione, partecipazione e sensibilizzazione volte a coinvolgere l’intero territorio nazionale.

IUSVE, nuova partnership con il Consorzio di tutela del prosecco superiore

Nuova partnership dello IUSVE per il master “Food & wine 4.0”: il Consorzio di tutela del prosecco superiore con le sue aziende apriranno le porte agli studenti dell’istituto universitario salesiano.

Lo scrive “Gente Veneta”

“Le colline del prosecco” di Conegliano e Valdobbiadene sono Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco. Una bellezza paesaggistica, culturale, agricola unica che gli studenti IUSVE nel prossimo anno accademico studieranno da vicino. Da quest’anno infatti il Consorzio di tutela del prosecco superiore  sarà partner dell’Università salesiana e le aziende delle bollicine apriranno le porte ai suoi studenti.

Si comincia con Carpenè Malvolti, storica azienda del prosecco, fondata nel secolo scorso da Antonio Carpenè, fondatore della prima Scuola Enologica d’Italia, nonché pioniere nella produzione del Prosecco arrivando a Bisol, Perlage e Zonin 1821.

Una scelta quella del contatto col territorio che il Master Food & wine 4.0 sostiene dalla prima edizione e che dopo il prestigioso riconoscimento internazionale assume ancora più valore.

“La digital trasformation ha cambiato il mondo del lavoro e il Master offre un’offerta formativa per preparare dei manager nell’ambito della comunicazione e del marketing con competenze tecniche e culturali per sostenere lo sviluppo internazionale, digitale e sostenibile delle nostre imprese di eccellenza agroalimentare –  afferma Maria Pia Favaretto, direttrice didattica del Master – tra le novità ci sarà anche un laboratorio tutto dedicato allo storytelling per imparare a narrare la nostra identità territoriale e uno dedicato al Visual storytelling e all’instagram marketing per migliorare l’efficacia dei contenuti visivi”.

Il Master è progettato con formula weekend: le lezioni prevedono due fine-settimana al mese, per un totale di 19 weekend in 12 mesi. L’obiettivo è quello di formare figure professionali in grado di gestire i processi aziendali con le competenze richieste dalle nuove grammatiche e dai nuovi canali della comunicazione: digital marketing, web advertising, social media, content marketing, digital PR, E-commerce, digital storytelling, food system sustainability e neurobranding.

L’offerta formativa è costruita su base esperienziale: Il piano di studi prevede una formazione culturale partecipata e interattiva con docenti prestigiosi, laboratori di digital communication, live experience, testimonianze di imprenditori di successo e studio di casi eccellenti e si conclude con dei periodi direttamente in azienda.

Al Master IUSVE aderiscono oltre 35 realtà imprenditoriali e di ricerca italiane per garantire l’interazione tra formazione e mondo del lavoro, tra le quali Allegrini, Barilla Center for Food and Nutrition, Biasetto, Bibanesi, Bisol, Carpenè Malvolti, Cibus – Fiere di Parma, Consorzio Grana Padano, Consorzio Prosecco DOCG Conegliano Valdobbiadene, Consorzio tutela formaggio Asiago, Corrado Benedetti, EcorNaturaSì, Fiorital, Food Editore, Forno d’Asolo, Germinal Bio, Gruppo AIA, Gruppo Bauli, Gruppo Cremonini, Illy Group, Latterie del Montello, Loison, Loredan Gasparini, Luciana Mosconi, Molino e Pastificio Sgambaro, Molino Rossetto, Musei del Cibo della provincia di Parma, Mutti, OrtoRomi, Perlage, Roncadin, Signorvino, Venissa, Zenato, Zonin1821.

52 sono ad oggi i diplomati al Master che oggi ricoprono ruoli importanti all’interno di aziende e società di servizi o che hanno lanciato la loro start up.

Salesiani Nord Est, è nata Radio INE in collaborazione con lo IUSVE Cube Radio

Radio INE è una nuova rubrica dedicata alla vita nell’Ispettoria Salesiana “San Marco” INE di Mestre e realizzata in collaborazione con lo IUSVE Cube Radio.

Rappresenta uno spazio radiofonico dove dialogare con i ragazzi e raccontare insieme all’Ispettore, don Igino Biffi, temi importanti riguardanti la vocazione, la formazione e l’educazione. Il tutto, riassumendo le parti più sentite e condivise della “Lettera dell’Ispettore”, pubblicata ogni 24 del mese nel sito www.salesianinordest.it e inviata a tutti i direttori delle 33 realtà salesiane del Triveneto.

In questa rubrica si parlerà anche di esperienze e attività legate alle opere organizzate dall’equipe della Pastorale Giovanile di Mestre (www.donboscoland.it), cercando di portare di puntata in puntata testimonianze di giovani che hanno preso parte alle diverse attività.

Per ultimo, ma non meno importante, verrà dedicato uno spazio alle news più seguite delle Case Salesiane dell’Ispettoria di Mestre.

La presenza dell’Ispettore, don Igino Biffi, verrà affiancata dalla conduzione della dott.ssa Francesca Bonotto (comunicazione integrata dell’Ispettoria Salesiana “San Marco” INE di Mestre) e da diversi ospiti che si alterneranno di puntata in puntata arricchendo con la loro presenza o la loro voce, il racconto delle attività del mese in Ispettoria.

Alla prima puntata di Radio INE ha preso parte Elisa Ghirardon, studentessa IUSVE, impegnata in un anno di Servizio Civile Nazionale Salesiano presso l’Istituto Superiore Salesiano “San Marco” di Mestre. Sono state, inoltre, menzionate due realtà salesiane, l’Oratorio Salesiano di Schio e l’Istituto Salesiano “Rainerum” di Bolzano, per la capacità di coinvolgimento delle attività con i ragazzi e la particolarità di queste.

Menzione particolare merita il team della Cube Radio dello IUSVE, l’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona, che guidati dal prof.re Marco Sanavio, direttore dell’emittente radiofonica e del laboratorio multimediale, hanno reso possibile questa nuova esperienza, supportando con professionalità la comunicazione ispettoriale e trasformandola in voce e video rivolta anche ai ragazzi.

Non resta che seguire il sito www.salesianordest.it e le pagine ufficiali dei social network, dell’Ispettoria Salesiana “San Marco” INE di Mestre, per essere sempre aggiornati… e da oggi anche in ascolto!

Francesca Bonotto, Salesiani Nord Est

 

“Il futuro dipende da ciò che facciamo oggi”: la sfida (vinta) degli studenti del “San Zeno” di Verona

“Il futuro dipende da ciò che facciamo oggi”: è una delle frasi che i 140 studenti di sei istituti scolastici e centri di formazione professionale di Verona hanno inciso sui davanzali delle finestre del monolocale costruito grazie al progetto “100+100”. Tra questi, anche l’istituto “San Zeno” di Verona.

Il progetto, avviato a ottobre 2018, ha visto i ragazzi impegnati in team nella realizzazione di un monolocale ad alta efficienza energetica e tecnologica. L’obiettivo del progetto è stato quello di far dialogare le diverse professionalità per arrivare a un lavoro finito all’altezza della qualità richiesta dal mercato del lavoro. Competenze che i ragazzi potranno poi mettere da parte per entrare nel mondo del lavoro ancora più preparati.

Il progetto nasce da una iniziativa dell’Associazione scaligera ANCE Costruttori Edili, in collaborazione con ESEV-CPT, organismo bilaterale dell’edilizia veronese.

Queste le scuole coinvolte: Scuola della Formazione Professionale Salesiani San Zeno, Istituto Tecnico Tecnologico Salesiani San Zeno, Istituto Tecnico Cangrande della Scala, Istituto Tecnico Ferraris, Istituto Tecnico Fermi, Istituto Tecnico Marconi.

Un percorso innovativo e sperimentale raccontato nel docufilm “Smettiamola di chiamarli sogni, è ora di chiamarli progetti” realizzato da Patrizia Adami e Riccardo Canovai e presentato alla Camera di commercio di Verona a testimonianza di come scuola e impresa hanno saputo rispondere alla responsabilità collettiva della formazione dei giovani, e cioè alla costruzione del futuro.

Il progetto “100+100” ha impegnato i giovani in due fasi: la prima è stata dedicata alla progettazione esecutiva, sia edilizia che impiantistica, di un monolocale; la seconda ha visto l’organizzazione di un effettivo cantiere nel laboratorio di ESEV-CPT, dove è stato realizzato il monolocale completo di impianti ad alta efficienza energetica e tecnologica, da parte dei gruppi classe di ogni singola scuola coinvolta. Il percorso ha assunto inoltre una grande importanza anche dal punto di vista della sicurezza: i ragazzi hanno infatti dimostrato non solo di conoscere le regole ma anche di saperle rispettare durante l’iter di realizzazione del monolocale.

 

 

Il liceo “Don Bosco” di Verona primo nel concorso mondiale di robotica

“Il messaggio di questa esperienza è quello tipico di Don Bosco: offrire ai ragazzi delle nostre scuola una formazione al passo con i tempi, evoluta, in grado di offrirgli un futuro promettente, dove andare a testa alta”: don Roberto Guarise è il direttore dell’opera di Verona dove c’è il liceo “Don Bosco”,  vincitore del primo premio al concorso di robotica FIRST®️ LEGO®️ League a Houston.

Alessio Montignani, Beatrice Ligozzi, Camilla Salvagno, Filippo Oliosi, Maddalena Zuccato, Paolo Venturini, Pietro Formenti e Pietro Fornalè sono i nomi della squadra guidata dal coach Luca Zanetti coadiuvato da altri due docenti, Anna Baruzzi e Andrea Materassi è la squadra che ha sbaragliato la concorrenza di 108 team provenienti da tutto il mondo.

Si è conclusa nel pomeriggio di sabato 20 aprile la 20ma edizione del FIRST* LEGO League World Championship (*FIRST = For Inspiration and Recognition of Science and Technology), il concorso di robotica rivolto agli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado. I team che sono arrivati alla fase finale hanno superato delle fasi con oltre 40mila squadre candidate, di cui 177 solo in Italia.

La squadra iDB Tech-No-Logic Team, del liceo “Don Bosco” di Verona aveva già fatto parlare di sé lo scorso anno, qualificandosi comunque per i mondiali a Detroit ed aggiudicandosi un primo premio per la migliore presentazione del progetto. Due anni fa, invece, era arrivata terza a livello nazionale – racconta don Roberto Guarise, direttore dell’opera di Verona -. La robotica non  è una materia scolastica, per cui i ragazzi della squadra si sono dedicati a questa attività nel tempo extrascolastico. Sono tutti appassionati di robotica, tanto che uno di loro ha fatto uno stage al CERN e un’altra sta facendo l’anno all’estero in California, occupandosi comunque di robotica”.

I giovani veronesi quest’anno sono risultati i primi su tutto (progetto scientifico, innovazione tecnologica, programmazione robotica, presentazione, lavoro di squadra, core value), progettando l’innovativa “lavatrice spaziale”. Il tema del concorso era “INTO ORBIT”, e aveva come partner la NASA: la sfida per i giovani era quella di inventare soluzioni per migliorare le condizioni di vita degli astronauti nello spazio.

“Ai ragazzi l’idea è venuta ascoltando un’intervista di Samantha Cristoforetti, l’astronauta italiana che raccontava come lei e i suoi colleghi, durante le missioni spaziali non avessero modo di lavare le tute. Quindi le usano fino a quando possono e poi le disperdono nello spazio”. È nato così WEMIT, ovvero un innovativo sistema per il lavaggio dei vestiti degli astronauti in assenza di gravità e senza acqua. “La novità sta nel tipo di fibra tessuta per queste tute: un unico filo – come i maglioni di lana di una volta – che tramite la macchina robotica inventata dai ragazzi, viene disfatto e attraverso delle capsule igienizzato, per poi essere ricomposto nella tuta spaziale, pronta e pulita”, spiega ancora don Roberto. “Questo sistema potrebbe trovare applicazione anche in molti ambiti della vita quotidiana al fine di ridurre la produzione di rifiuti (si pensi ai vestiti usa e getta utilizzati negli ospedali, negli stabilimenti alimentari, ecc), ragion per cui l’Istituto Don Bosco ha già provveduto a brevettarlo, facendo così entrare i suoi otto giovani studenti nel novero degli inventori”. Alla premiazione del concorso è intervenuta la NASA con l’amministratore delegato Jim Bridenstine.

Non solo. Mentre i ragazzi volavano verso Houston, il direttore di FIRST®️ LEGO®️ League, Kim Wierman Reid, ha comunicato loro di essere stati selezionati tra i 20 migliori progetti al mondo che concorreranno a fine giugno per il GLOBAL INNOVATION AWARD, in California.
“Tale nomination, a prescindere da quello che sarà l’esito, è chiaramente già motivo di orgoglio per i giovani ragazzi, che comunque mantengono la loro semplicità di adolescenti e stanno affrontando tutta questa escalation come una simpatica avventura, tanto che non si sono lasciati sfuggire l’occasione del viaggio oltreoceano per andare nei prossimi giorni a visitare New York City, programmando per venerdì 26 aprile il rientro a Verona …dove tutti gli altri insegnanti li attendono con interrogazioni e verifiche che poco hanno a che vedere con la robotica”.

I PARTNER E GLI SPONSOR
In Italia, la FIRST LEGO League trova come operational partner la Fondazione  Museo Civico di Rovereto, che ha organizzato la finale nazionale dopo varie fasi di valutazione nelle quali spiccava la presenza di giudici insigni come (una tra tutti) l’ing. Piera Levi Montalcini, nipote della più famosa Rita.
I ragazzi del Team Veronese, riconoscono che per questi successi devono ringraziare la Regione del Veneto che li sostiene dall’anno scorso e soprattutto il Direttore della loro scuola, don Roberto Guarise, il quale ha sempre creduto nel gruppo e nell’iniziativa, dando fin dall’inizio il massimo sostegno.
Infine, se è stato possibile far fronte alle importanti spese che la partecipazione a tale concorso comporta (soprattutto per le trasferte del team e di tutta l’attrezzatura per le fasi internazionali), i ragazzi vogliono ringraziare tutti gli sponsor (quasi 20!) ma in modo particolare i main sponsor CALZEDONIA e CUBI IMPIANTI TECNOLOGICI che hanno dato un importante contributo economico per la copertura delle spese, nonché per lo sviluppo della ricerca scientifica. La particolarità del rapporto con questi PARTNER e compagni di viaggio, sta nel fatto che le due aziende veronesi d’origine ed internazionali nel mercato, credono e vogliono investire sui giovani, per dare alla società menti migliori ed al passo coi tempi, secondo la loro filosofia aziendale.

 

Su e Zo per i Ponti, oltre 10mila partecipanti per la missione salesiana in Amazzonia

Domenica 7 aprile 2019, oltre 10.000 partecipanti si è svolta la tradizionale Passeggiata di Solidarietà per le calli e i campi veneziani con un pensiero verso la missione salesiana di Iauaretê in Amazzonia (Brasile), al centro del progetto solidale 2019 della Su e Zo per i Ponti.

La Su e Zo rappresenta una grande giornata di festa e di solidarietà che continua di anno in anno. Il gruppo organizzatore della manifestazione, guidato dal coordinatore Mauro Forner, di anno in anno sta apportando piccole ma significative novità all’evento, nel rispetto della sua storia e della sua tradizione così come costruita negli anni dal fondatore, il sacerdote salesiano don Dino Berti.

Dopo l’introduzione di “Su e Zo social”, il social wall del sito web www.suezo.it che anche quest’anno si è rapidamente popolato dei contributi fotografici degli stessi partecipanti, raccolti da Instagram, Twitter e Facebook con un unico hashtag #suezo2019, grande interesse ha suscitato la Su e Zo App, l’applicazione per smartphone Android e iOs, grazie alla quale i partecipanti hanno potuto usufruire di una mappa interattiva ricca di contenuti aggiuntivi realizzati appositamente per l’Itinerario Culturale abbinato alla manifestazione redatto dal Settore Turismo del Comune di Venezia e dedicato quest’anno all’artista veneziano Jacopo Tintoretto nel cinquecentenario della sua nascita.

Grande novità del 2019 il progetto Su e Zo per i Musei che riunisce numerosi musei e altri luoghi di interesse che hanno offerto ingresso a tariffa ridotto ai partecipanti alla manifestazione per l’intero fine settimana.

Molto apprezzata la presenza di un “ecocompattatore” al punto di ristoro allestito presso il Porto di Venezia, grazie al quale ogni 3 bottiglie di plastica compattate è stata consegnata una borraccia in omaggio a ciascun partecipante, per un totale di oltre 1000 borracce firmate Su e Zo / #EnjoyRespectVenezia.

E già si guarda avanti alla prossima edizione, la 42°, già lanciata da TGS Eurogroup assieme al Comune di Venezia per domenica 19 aprile 2020.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito web dell’evento all’indirizzo www.suezo.it, scrivere una mail a info@suezoperiponti.it o visitare i canali social Facebook, Twitter, Instagram e YouTube.

La manifestazione è promossa dalle associazioni: TGS Eurogroup – A.Ge.S.C. (Associazione Genitori Scuole Cattoliche) – C.T.G. (Centro Turistico Giovanile) – Ex Allievi Don Bosco – F.I.S.M. (Federazione Italiana Scuole Materne) – NOI Associazione – Associazione Salesiani Cooperatori – Associazione San Francesco della Vigna – Associazione Dodicesima Contrada – con il Patrocinio di Regione Veneto, Città Metropolitana di Venezia, Comune di Venezia, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Ufficio Nazionale CEI per la Pastorale del Tempo Libero Turismo e Sport – con la collaborazione del Settore Programmazione e Gestione degli Eventi e Tutela delle Tradizioni e del Settore Turismo del Comune di Venezia.

 

INE, la visita del Rettor Maggiore all’ispettoria

Il Rettor Maggiore dei Salesiani, don Ángel Fernández Artime, accompagnato dal suo Segretario, don Horacio López, ha fatto visita all’Ispettoria Salesiana “San Marco”, INE, di Mestre e alle varie realtà salesiane ad essa connesse, da venerdì 15 a lunedì 18 marzo 2019.

 Il suo percorso in Triveneto è iniziato venerdì 15 marzo con i Vespri e la Buonanotte con le comunità dell’Ispettoria, dell’Istituto Superiore Salesiano “San Marco”, dell’Istituto Universitario Salesiano di Mestre e Verona, lo IUSVE, e con la Casa Salesiana “A. Zatti”.

Sabato 16 marzo, si è recato all’Assemblea con i Confratelli, dove tutti i salesiani si sono riuniti per ascoltare le impressioni e i consigli del decimo successore di don Bosco. Dopo l’eucarestia e il pranzo insieme, nel pomeriggio si è recato all’Oratorio Salesiano di Schio per incontrare i ragazzi e far visita alla comunità. Ad accoglierlo tanti giovani e una realtà oratoriale che rappresenta a pieno lo stile proposto da don Bosco.

Ha proseguito la serata con la Buonanotte, a Mestre, con i ragazzi e gli animatori del Movimento Giovanile Salesiano, organizzata dall’équipe della Pastorale Giovanile.

Domenica 17 marzo, il Rettor Maggiore, ha partecipato ad uno degli eventi pastorali più attesi dai giovani: la Festa dei Ragazzi 2019. È stato l’ospite principale di questa edizione e ha saputo prendere parte all’iniziativa con il carisma e lo spirito di condivisione che lo contraddistinguono. Ha presieduto l’Eucarestia, concludendo il suo intervento in modo amorevole e carismatico.

Nel pomeriggio, si è recato all’Opera Salesiana di Padova, l’Istituto Maria Ausiliatrice, dove ha terminato la giornata con i Vespri, con la comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Lunedì 18 marzo, il Rettor Maggiore, ha presieduto il Consiglio Ispettoriale a Mestre, e nel pomeriggio ha fatto visita al Complesso Salesiano di Mogliano V.to.

In particolare, alle 15,00, è iniziato, presso l’Aula Magna dell’Istituto Salesiano “Astori”l’incontro rivolto ai Laici delle Case dell’Ispettoria del Nord-Est che ricoprono ruoli di responsabilità all’interno delle varie realtà salesiane.

È stato bello vedere volti conosciuti emozionarsi e divertirsi alle parole del Rettor Maggiore, che con il suo carisma ha saputo dare preziosi consigli a tutti i presenti. Un approfondimento all’insegna della chiarezza, sulla situazione presente e sull’orientamento da prendere per il futuro. La consapevolezza e l’amorevolezza hanno rappresentato due elementi imprescindibili per vivere la realtà salesiana oggi e per poterci operare, nel pieno dello spirito di don Bosco. L’incontro si è svolto nella modalità di dibattito con domande preparate da ogni realtà salesiana presente e si è concluso con l’intervista organizzata dai ragazzi della Radio Universitaria di Mestre, la “Cube Radio” dello IUSVE, l’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona. Successivamente, l’ultima tappa per il Rettor Maggiore è stata la Comunità Proposta di Mogliano V.to, con i giovani in ricerca vocazionale.

Con la giornata di lunedì si è conclusa la visita del Rettor Maggiore in Triveneto: una “tre giorni” di impegni, promesse, risposte e tanto tanto carisma salesiano.

Francesca Bonotto, redazione SalesianiNordEst.it

 

La “sanremologia” degli studenti IUSVE: “Al centro mettiamo valori e qualità umane”

Secondo il critico musicale Gino Castaldo esiste la “Sanremologia”, un’ipotetica materia di studio censita addirittura dal dizionario Treccani online. Che il Festival di Sanremo costituisca un microcosmo a sé, con tempi e regole fuori dall’ordinario, se ne sono accorti sin dai primi minuti i sei studenti dello IUSVE, l’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona, che per tutta la durata della manifestazione canora hanno soggiornato nella città di fiori per rileggere ogni singolo evento in base agli echi che ha prodotto nei social media.

«Si tratta di un programma didattico che abbiamo attivato per gli studenti che gestiscono Cube Radio -spiega il Direttore del Dipartimento di Comunicazione dello IUSVE, prof. Mariano Diotto – la neonata emittente istituzionale. Se, da un lato, si sono sperimentati nell’attività di social media analisys, dall’altro hanno potuto constatare di persone anche le fragilità di un evento mediatico di questa portata, mettendo in luce con l’hashtag #sanremoinvisibili le qualità umane e i valori che rischiano di sparire sotto il peso della macchina festivaliera».

Ospiti di un appartamento in pieno centro messo a disposizione da una parrocchia di Sanremo, i sei studenti, accompagnati dal docente di radiofonia digitale prof. Marco Sanavio, hanno realizzato quotidianamente anche brevi servizi televisivi da inviare ad emittenti locali che hanno apprezzato la loro freschezza nell’approccio al Festival.

«Abbiamo cercato di sperimentarci in vari ruoli – spiegano Giovanni Gabban e Federico Palisca, due componenti del team sanremese – perché oggi comunicare significa sviluppare un profilo professionale completo, che vada dalla fotografia ad un minimo di competenza grafica alla capacità di raccontare gli eventi anche in video». Gli strumenti di produzione privilegiati sono stati smartphone e computer personali ma è stato anche possibile allestire un punto di produzione mobile all’interno di un monovolume messo a disposizione dalla Toyota Ferri Auto di Mestre.

«Il Festival è un grande volano economico corredato da decine di eventi collaterali che offrono visibilità –spiega Melania Melato speaker di punta di Cube Radio – ma rivela anche risvolti inattesi, come mostre d’arte sacra o momenti di formazione per i minori che aiutano a ridefinire i canoni di bellezza e successo che emergono a Sanremo».

Tra gli aneddoti della settimana festivaliera emerge il racconto di Marco Santone che riporta come il regista del Festival, Duccio Forzano, abbia sacrificato la propria pausa a ridosso della diretta per dedicargli tempo e attenzione per un’intervista video. «Ho apprezzato lo spessore umano di questo professionista – spiega Marco – che con umiltà ci ha svelato anche i retroscena di un lavoro così impegnativo». Giulia Scattolon, invece, sottolinea come il team dello IUSVE abbia avuto più occasioni per accostare i professionisti che gestiscono i social media della Rai e del Festival e come ogni singola azione del team sia diventata occasione per progredire nelle proprie competenze, comprese le partecipazioni come pubblico al DopoFestival e le interviste in diretta a Radio Rai.

«Ci ha anche stupito – conclude Elias Manzon – come all’interno del Festival si annidino sensibilità verso i più fragili, come un convegno tenutosi vicino alla nostra abitazione sul valore della musica all’interno dei percorsi di terapia riabilitativa».

Un’esperienza, quella del Festival, che non verrà dimenticata facilmente dai sei giovani reporter digitali e che è, in parte, narrata sul sito www.cuberadio.it.