L’Avvento…al contrario dei Salesiani di Trento

I Salesiani di Trento, spronati dalla lettera di una animatore in quarantena e ispirati da una iniziativa che si svolge in Belgio, per la quarta volta hanno deciso di vivere l’Avvento…al contrario!

Si chiama infatti OTNEVVA 2020 l’iniziativa messa in campo per coinvolgere i ragazzi e sensibilizzarli all’aiuto dei poveri, specie di quelli che vivono in strada e sono soli. La proposta è molto semplice: prendere una scatola e un foglio di promemoria, ogni giorno per tutto l’avvento metterci un oggetto utile a chi vive in strada e poi consegnarlo ai Salesiani di Treno che provvederanno a distribuirlo a chi ne ha bisogno.

 

 

Il Papa ringrazia gli studenti dello IUSVE per il cammino di Avvento con la Laudato sì: “Coinvolgete atri giovani”

«Ringrazio i giovani dell’Istituto Universitario Salesiano IUSVE e “Cube Radio”, di Venezia “per aver preparato un cammino di Avvento ispirato alla Parola di Dio di ciascuna domenica e alla Lettera Enciclica Laudato si’. Vi invito a coinvolgere altri giovani e utenti della rete nella preparazione del Santo Natale, diffondendo, anche attraverso i social media di Vatican News, la Parola di Dio e invitandoli alla cura della casa comune. Io prego per voi e voi pregate per me».

Così Papa Francesco, in un videomessaggio, diffuso oggi ha ringraziato i giovani di IUSVE per il loro importante progetto che partirà in vista dell’Avvento.

«Avvento Green Dream» è un progetto nato allo IUSVE per creare un accompagnamento quotidiano per l’Avvento alla luce della Laudato Si’ attraverso 26 frasi estratte dalla Lettera enciclica e altrettante icone che ne raccontano con grafica fresca e attuale un aspetto saliente insieme ad una domanda che aiuta a concretizzare nella propria vita la cura della casa comune. Il percorso che grazie alla collaborazione con la Don Bosco Green Alliance sarà diffuso attraverso i canali social dell’ente anche in Inglese, Portoghese e Spagnolo è suddiviso in quattro macro temi uno per ciascuna domenica di Avvento, accompagnati anche questi da un breve video e da un versetto tratto dalla Sacra Scrittura. Tutte le informazioni per aderire all’itinerario di Avvento si trovano sul sito www.cuberadio.it.

«Stiamo sperimentando un nuovo modo di fare comunicazione pastorale attraverso le immagini e il linguaggio simbolico – spiega Marco Sanavio direttore di Cube Radio – L’incoraggiamento di papa Francesco ci spinge ad impegnarci ulteriormente sul fronte della cura per l’ambiente e le persone, che si rivela anche la nostra modalità per tener viva la speranza in un momento così difficile come quello che stiamo attraversando».
Il gruppo di lavoro che ha lavorato al progetto è composto dai docenti Luca Chiavegato e Federico Gottardo, da Jasmine Pagliarusco, social media manager di Cube Radio e dalla studentessa di comunicazione Marica Padoan, autrice delle icone e coordinato da Marco Sanavio, direttore dell’emittente accademica oltre che da Michele Lunardi responsabile dell’Ufficio comunicazione coordinata. La consulenza teologica è del professor Carlo Meneghetti.

«Grande è stata la gioia e l’onore nell’aver ricevuto un video messaggio di ringraziamento da parte di Papa Francesco per la nostra iniziativa – ha aggiunto don Nicola Giacopini, direttore di IUSVE- I nostri studenti e tutti i collaboratori sono rimasti commossi per l’attenzione e l’affetto dimostrato che ricambiamo con l’impegno di divulgare sui social e nei luoghi digitali in particolare con il coinvolgimento dei giovani di tutto il mondo i video preparati da Cube Radio. Accogliamo con passione e creatività l’invito a custodire e a prenderci cura della Casa Comune perché questo Avvento e questo Natale ci prepariamo ad accogliere il Santo Bambino nel nostro cuore e nel Mondo con speranza e pace. Grazie Papa Francesco non mancheremo di pregare per Lei».

 

Don Bosco Verona: grazie all’Associazione Mani Giovani si fa pratica di umanità

di Francesca Bonotto

Il campus dell’Istituto Don Bosco di Verona accoglie la comunità attiva con aiuti concreti alle famiglie e alle persone in difficoltà, soprattutto in questo delicato e difficile periodo di emergenza. L’attività principale comprende la distribuzione di generi alimentari per più di un centinaio di famiglie veronesi in difficoltà. Le materie prime vengono donate da imprese e attività a cui sta a cuore l’aiuto reciproco, oltre che da realtà più grandi come il Banco Alimentare e il Pastificio Rana. La varietà serve a coprire le prime necessità e i bisogni primari di grandi e piccini. Il tutto viene distribuito grazie all’associazione “Mani Giovani”, fondata una quindicina d’anni fa da un gruppo di ex-allievi dell’Istituto Don Bosco di Verona per dare continuità all’azione spontanea del salesiano don Marcello Rizzo, il quale aveva iniziato questa buona pratica come aiuto concreto alla situazione di povertà e per coinvolgere i ragazzi a cui insegnava in un progetto di volontariato sociale. L’associazione provvede, assieme ai tanti volontari e alla complicità dell’Istituto Salesiano, al confezionamento dei pacchi e alla loro consegna. L’aiuto alimentare non basta a colmare le esigenze delle famiglie e delle persone in difficoltà, ma rappresenta un punto di partenza e una sicurezza essenziale. Il rapporto che l’associazione è riuscita a creare con le persone racconta la cura del progetto sociale e umanitario: una piccola differenza di grande valore.

 

Sul Delta del Po un nuovo “Giardino Laudato si’”: i reporter di Cube Radio lo raccontano su Vatican News

Alcuni giovani reporter  dello IUSVE hanno partecipato alla realizzazione di una serie di storie per Vatican News sulla Laudato sì. Ecco la prima:

di Asia Galvani

Una “buona e felice interconnessione tra risorse del territorio, vita dell’uomo, attività produttive, educative, sociali, economiche, civiche, cura della natura e del creato, nel rispetto degli eco-sistemi e delle biodiversità”. Questo il Giardino Laudato si’, sorto nel cuore del Parco regionale veneto del Delta del Po, nelle parole del cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale che ha fortemente voluto l’iniziativa. Un progetto inaugurato a Rosolina, in provincia di Rovigo, domenica 4 ottobre alla presenza del porporato, con autorità civili, militari e religiose. È stato promosso da sette comuni del territorio, oltre a Rosolina, Ariano nel Polesine, Corbola, Loreo, Porto Viro, Porto Tolle, Taglio di Po, dalla Regione Veneto e da Veneto Agricoltura.

Gli interventi

Un progetto che rivela “un nuovo modello di sviluppo caratterizzato dal rispetto della terra e dalla custodia tra le persone”, ha spiegato all’evento suor Alessandra Smerilli, coordinatrice della taskforce “Economia” della Commissione vaticana per il Covid-19 e tra i principali coordinatori della giornata insieme al sindaco di Rosolina, Franco Vitale. Un segno, ha aggiunto la salesiana, per uscire “migliori” anche dalla crisi legata al coronavirus. L’appuntamento ha visto alternarsi, dopo i saluti istituzionali del presidente della regione Veneto Luca Zaia, le testimonianze tra gli altri del cardinale Turkson, di suor Smerilli, di Alessio Pecorario, coordinatore della taskforce “Sicurezza” della Commissione vaticana Covid-19, di Beatrice Finh, direttore esecutivo dell’International Campaign to abolish nuclear weapons (Nobel per la Pace 2017). Don Joshtrom Isaac Kureethadam, responsabile dell’Anno dell’anniversario speciale Laudato si’ e coordinatore della taskforce “Ecologia” della Commissione vaticana Covid-19, all’inaugurazione ha voluto sottolineare il “significato spirituale del giardino”, cioè il luogo “dove siamo con il Creatore, con Dio stesso”, ma anche “in comunità, con le persone accanto a noi e in comunione con la terra”. Il giardino diventa dunque il segno dell’“unione con il Creatore, unione tra di noi e unione con la terra e tutte le creature”.

La cornice musicale

A fare da collante tra i vari interventi, la voce del tenore Francesco Grollo: “la musica – ha messo in risalto – è un messaggio universale che è un abbraccio per tutti e collega la terra al cielo”. Quindi, accompagnato dall’Orchestra ritmico-sinfonica italiana diretta dal maestro Diego Basso, dai cori Art Voice Academy e Opera House, ha impreziosito l’evento con il “Concerto per l’Ecologia integrale”, tenutosi su una piattaforma galleggiante affacciata sulla laguna. Grande emozione tra i presenti durante l’esecuzione dei brani “Tu ci sei” e “Canto della terra”, accompagnati al pianoforte dal loro stesso compositore Francesco Sartori, due proposte originali che nel testo riconducono ai valori espressi nella Laudato si’. Terminata l’esecuzione gli orchestrali si sono accorti con sorpresa che la piattaforma galleggiante si era progressivamente e lentamente inclinata, seguendo il ritmo della marea. “La dolcezza della natura – ha chiosato il maestro Basso – ci ha accompagnato e portato dove desiderava che fossimo”.

Il patto tra uomo e natura

Al termine, il cardinale Turkson ha inaugurato la Cappella Laudato si’, una Living Chapel, che richiama quella nata in giugno all’Orto Botanico di Roma: lo ha fatto alla presenza di un rappresentante per ciascun continente, così da sancire una sorta di patto globale stretto dall’uomo con la natura. “Abbiamo voluto un segno semplice, leggero, che non intaccasse – ha spiegato l’architetto Cucinella, autore della Cappella Laudato si’ sul Delta del Po, nell’illustrare la struttura – ciò che di bello e profondo la natura ci offre con il suo essere, ma si fondesse con essa”. Un momento particolarmente toccante, anche perché accompagnato da una straordinaria esecuzione del Panis Angelicus e dai colori rosati del tramonto, che ha visto tutti i presenti radunarsi.

Le risonanze dei giovani

“Sono davvero orgogliosa che questo Giardino si trovi proprio nella mia città – ha affermato Irene Duò, sedicenne di Rosolina che ha affiancato il cardinale Turkson e don Kureethadam durante la celebrazione di benedizione della Cappella – e ho vissuto una forte emozione quando, insieme ad altri giovani, ho consegnato una pianta direttamente nelle mani del cardinale, che ha poi composto un piccolo vivaio in cassette di legno. Il problema dell’ambiente – ha proseguito Irene – è il più urgente che avvertiamo e mi sono sentita caricata di forte responsabilità perché ho compreso meglio, nel corso dell’evento, che ogni nostra azione può consegnare a chi ci sta intorno un ambiente migliore”. Marica Padoan, ventunenne originaria di Treviso, ha raccontato l’evento con la sua fotocamera, passione che si augura possa diventare parte della propria professione futura. “Scattando le foto – ha spiegato la giovane – mi sono resa conto di quanta attenzione sia stata posta nell’inserire armonicamente i manufatti dell’uomo in questo Giardino. Aver scoperto alcuni risvolti della Laudato si’, attraverso l’immersione diretta in una straordinaria cornice naturale, è stato un dono”.

IUSVE, inaugurato l’anno accademico partendo dall’ambiente

Pubblichiamo la notizia uscita su “Venezia Today” sull’inaugurazione dell’anno accademico dello IUSVE.

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Ricomincia su nuove basi l’anno accademico di Iusve (Istituto universitario salesiano di Venezia), con inaugurazione il 20 febbraio prossimo, che fa dei temi dell’ecologia e dell’ambiente i punti di partenza per riscrivere il messaggio educativo. Il documento di riferimento per l’unversità dei salesiani di Venezia, e per il campus della Gazzera, è l’enciclica di papa Francesco, Laudato sì, con la riflessione sul cambiamento climatico, sul tema dell’acqua, dell’inquinamento, delle diseguaglianze sociali: è il Green Dream, ma dalla teoria Iusve passa direttamente alla pratica. 

Si parte dal rendere più sostenibile la produzione di energia da pannelli solari portandola dal 10% al 30% in tre anni e si pratica quanto è più possibile la differenziata dei rifiuti. L’università distribuisce borracce Iusve agli studenti, per ridurre la circolazione di plastica nel campus. Qualche mese fa è partita l’iniziativa dell’armadio etico: si promuovono marchi di abbigliamento che, dai calzini ai giubbotti, utilizzano materiali compatibili, lavorazioni sostenibili e prestazioni lavorative ben retribuite. Quest’anno è partita una convenzione con il Comune di Venezia per il bike sharing. Già installate due zone di parcheggio in via dei Salesiani e in via Calabria, e un un posto alla stazione di Mestre riservato agli studenti Iusve.

Piccola rivoluzione anche per le aule: con un progetto da 150 mila euro l’università ne ricava 29 tra Mestre e Verona, e con un investimento di altri 250 mila provvede all’installazione di telecamere professionali per coinvolgere a lezione anche gli studenti che non possono essere presenti dando loro la possibilità di interagire con la classe, durante il corso. Una “piccola” università con benefici in termini organizzativi. Visto che il numero è chiuso, circa duemila studenti ammessi ogni anno, è più agevole la didattica duale per alternare lezioni in presenza e non.

L’enciclica papale sull’ecologia “integrale” ha invaso anche i programmi delle lezioni e dei corsi, la preparazione dei docenti, del personale, la ricerca e i convegni. L’eco-psicologia nel seminario che Iusve ha tenuto da poco all’Irccs San Camillo ha trovato applicazione nella riabilitazione dei pazienti all’aperto, a contatto con orti e giardini. L’apertura al confronto con altri movimenti ambientalisti come quello di Greta Thunberg c’è, anche a livello locale, spiegano il direttore Iusve e il suo vice, Nicola Giacopini e Lorenzo Biagi. Sono gli studenti stessi a porre l’accento su certi temi e la rete con altre realtà è importante per cambiare lo stato delle cose. Nella formazione sono stati lanciati un corso di “Ecologia integrale”, uno di “Creative green fashion lab”, un corso di alta formazione e una borsa di studio sul tema ecologico.

Un “armadio” per esporre 9 brand eco-sostenibili: la moda etica arriva allo IUSVE

Pubblichiamo il comunicato stampa di IUSVE sul progetto “Armadio etico”, per approfondire l’origine dei capi e promuovere i brand impegnati nella sostenibilità.

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Il settore moda, con particolare attenzione al “fast fashion”, ha imposto dei tempi e dei modi di vivere e fruire la moda pericolosi per le persone e il Pianeta. Quello della moda risulta infatti il secondo settore al mondo per inquinamento ambientale, in termini di sostenibilità, qualità di materiali ed etica del lavoro. Tuttavia sempre più associazioni stanno lottando contro la manodopera a basso costo imposta da questo sistema. Per questo, in relazione all’avvio del nuovo anno accademico che sarà animato da uno spirito «Green» in tutti i campi, lo IUSVE ha inaugurato un progetto speciale: l’Armadio etico. Il progetto prevede la realizzazione di uno spazio dedicato all’interno di IUSVE con un percorso strutturato a pannelli espositivi nei quali verrà raccontata la storia del capo presentato, la provenienza della stoffa, gli approcci sostenibili il tutto affiancato alla presenza di un armadio vero e proprio, nel quale verranno esposti abiti e stoffe provenienti da alcuni brand del territorio impegnati in questa direzione per far conoscere e toccare con mano agli studenti e al personale, la qualità dei materiali. L’idea di allestire un armadio Etico nasce dai docenti Francesca Bonotto, curatrice e grafico della mostra e Marco Sanavio, in relazione ai brand e alle persone conosciute durante l’esperienza della rubrica “ModaPuntoCom”, che parla di moda e comunicazione di moda etica e sostenibile. Già da qualche anno, infatti, grazie allo spazio messo a disposizione da Cube Radio attraverso la rubrica e i corsi, i due docenti stanno affrontando queste tematiche. 

L’inaugurazione del progetto, lunedì 21 alle 10.30 ha visto l’apertura della mostra che rimarrà in atrio allo IUSVE fino al 3 ottobre (dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 16.30), il 2 ottobre alle 8.30 si chiuderà con una sessione di eco psicologia all’aperto (un modello scientifico e culturale che propone una visione integrale dell’uomo in cui mente, corpo, spirito e legame con l’ambiente naturale sono interconnessi). «Si tratta – spiega Marco Sanavio, Direttore Cube Radio – di un’attività molto concreta e tattile, interessante anche per i risvolti psicologici e pedagogici che può stimolare, veicolata nel digitale da una vasta gamma di interazioni digitali curate dalla nostra responsabile di palinsesto, Jasmine Pagliarusco». 

«Questo è il primo di una serie di eventi, seminari e iniziative di sensibilizzazione che accompagneranno il prossimo triennio, dedicato al Progetto Ecologia integrale e nuovi stili di vita – spiega don Nicola Giacopini, direttore IUSVE – come Università abbiamo infatti accolto e fatto nostro l’accorato appello di Papa Francesco rivolto al mondo intero nella “Laudato Sì”. Una visione integrale non solo della natura ma del mondo, inteso come “casa comune” da custodire e rendere sempre più ospitale per tutti, in particolare i giovani e chi è ai margini. Un’enciclica, la “Laudato Sì” che definire ambientale è molto riduttivo: è eminentemente sociale. E l’Armadio etico ne è prova ed esempio». 

COLLABORAZIONI 

Tutti i materiali presenti all’esposizione/mostra sono stati recuperati e/o acquistati secondo una logica di consumo critico e consapevole. Le stoffe per l’allestimento dell’armadio sono state donate da Dietro Le Quinte una scuola di cucito per adulti e bambini. Il concept grafico e l’allestimento saranno curati dalla docente Francesca Bonotto il coordinamento generale verrà gestito dal professor Federico Gottardo. Cube Radio ha fatto la scelta della mobilità sostenibile per i suoi spostamenti durante tutta la durata della manifestazione e grazie alla collaborazione con l’azienda Estrima di Pordenone è riuscita ad allestire nel bagagliaio della piccola biposto «Birò» un vero e proprio studio mobile per le dirette quotidiane trasmesse dal giardino antistante lo IUSVE. Un gruppo di performers legato alla scuola padovana «Dance4Fun Academy» guidato da Augusta Basile e Genny Giambrone ha preparato un flashmob legato alla sostenibilità ambientale che si propone di interrompere la routine accademica per lanciare un messaggio volto alla sensibilizzazione e alla cura della casa comune. Durante tutta la durata della mostra Jasmine Pagliarusco, responsabile di palinsesto di Cube Radio, proporrà quiz sulla moda sostenibile mettendo in palio capi di abbigliamento che rispettano le indicazioni etiche dell’iniziativa. Anche il buffet dell’inaugurazione sarà attento a qualità e quantità di cibo e bevande, grazie alla collaborazione con «Osteria di fuori porta» e «Cooperativa agricola El Tamiso». A conclusione del progetto sarà programmata una mattinata dedicata al vivere lento, grazie al contributo di ex studenti impiegati in discipline olistiche tra questi Beatrice Scarpa e Tai Chi 

REALTÀ ESPOSTE 

Le realtà presenti saranno le seguenti: Solidalia, una cooperativa che si occupa dell’inserimento di persone deboli e svantaggiate in ambienti protetti e dello sviluppo di nuove attività imprenditoriali che possano garantire nuove opportunità lavorative. Oltre ad essere una dei protagonisti della mostra parteciperà all’inaugurazione donando dolcetti vegani realizzati in modo etico. Maeko Tessuti azienda che realizza tessuti naturali di alta qualità a filiera controllata e partecipa allo sviluppo di un’economia sostenibile amica della natura e nel rispetto dell’ambiente e dell’individuo. Eticlò brand italiano che lavora con tessuti naturali e di origine biologica, tinture ecologiche e una filiera responsabile made in Italy. Wrad brand con l’obiettivo di influenzare il cambiamento sociale e ambientale attraverso prodotti innovativi in sintonia con le esigenze del nostro pianeta e delle persone. Xiwikj è un marchio italiano che crea prodotti tessili in India con antiche lavorazioni artigianali. Rifò produce capi e accessori di alta qualità, realizzati con fibre tessili rigenerate e rigenerabili. Altromercato la principale realtà di Commercio Equo e Solidale in Italia. Supermercatino Treviso seconda mano di lusso all’insegna del nobile spirito del riciclo e del riuso. Piùeqo ha l’obiettivo di riuscire a produrre le migliori calze “naturali” con l’attenta selezione dei migliori filati, la ricerca di design e il controllo della qualità dell’intera filiera di produzione. 

 

 

Collegio salesiano Mogliano Veneto, si riparte in sicurezza

Pubblichiamo l’articolo scritto dalla professoressa Elena Gobbo del Collegio Salesiano Astori di Mogliano Veneto sulla riparte in sicurezza della scuola.

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Nei giorni scorsi la comunità educativa del Collegio Salesiano Astori di Mogliano Veneto ha provveduto a predisporre la segnaletica e tutto il materiale necessario per partire con il nuovo anno scolastico in totale sicurezza ma con l’entusiasmo di sempre. Mentre per il primo ciclo sono previsti dei giorni di accoglienza a partire del giorno 8 settembre, e la partenza ufficiale a tempo pieno il giorno 14 settembre, la scuola secondaria di secondo grado ha già accolto i primi studenti, il 1 settembre, per le lezioni di recupero indicate nei Piani di Apprendimento Individualizzati (P.A.I.), secondo le indicazioni comunicate a famiglie e studenti alla fine del precedente anno scolastico, integrate nel mese di agosto nel rispetto delle misure di contenimento previste. Per tutti il via ufficiale rimane il giorno 14 settembre nel rispetto delle Linee Guida Ministeriali e in ottemperanza al Manuale Operativo previsto dall’USR Veneto, attenendosi rigorosamente alle indicazioni contenute nel documento tecnico predisposto dalla scuola in merito alle modalità di accesso e di uscita dall’edificio. Una “ripartenza in presenza” quindi con lo spirito di sempre, volta al futuro ma soprattutto nel rispetto della salute di tutti.  

In Veneto inizia la scuola proteggendo i “professori fragili”

Pubblichiamo l’articolo uscito sul Corriere Veneto con una intervista, tra gli altri, a don Alberto Poles, presidente di Forma Veneto, sull’organizzazione scolastica del Veneto in merito alla protezione dei docenti cosiddetti “fragili”, ossia affetti da patologie a rischio.

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Gli studenti seduti in aula con gli occhi fissi su uno schermo, e il professore che fa lezione collegato da casa mentre la sua faccia è proiettata sul monitor. Non è la scena di un film su un futuro distopico, ma il presente dell’Università Ca’ Foscari di Venezia dove quattro docenti – esonerati dalle lezioni in presenza per motivi di salute – stanno utilizzando questa modalità d’insegnamento che potrebbe essere replicata anche per i professori fragili di superiori, medie ed elementari. Ma non è l’unica opzione sul tavolo per consentire l’insegnamento ai prof con patologie: alcune scuole si sono già attrezzate per circondare gli insegnanti di plexiglas in modo da assicurargli la protezione necessaria per essere in presenza.

«Da Roma non sono arrivati chiarimenti sulle modalità di insegnamento dei professori fragili – spiega Carmela Palumbo, direttrice dell’ufficio scolastico regionale – non è stata nemmeno specificata la modalità di inquadramento giuridico di questi  lavoratori. È probabile che si dovrà fare una cosa simile a quanto messo in piedi dalle università con un collegamento da remoto, ma va prevista una figura che vigili sugli alunni in classe che non sono universitari ma minorenni. Stiamo comunque parlando di un numero esiguo di docenti». Resta il fatto che una nuova porta si apre e la possibilità che anche a scuola i professori con fragilità facciano lezione da casa mentre gli alunni sono in classe è concreta. «Vanno comunque valutati i singoli casi – precisa Palumbo – non è detto che il medico dica tout court che un professore fragile non possa venire a scuola, può essere che bastino dei dispositivi di protezione supplementari»

. Se un professore avesse patologie gravi, l’opzione di insegnare da remoto potrebbe però essere una strada obbligata: «Se è personale fragile va tutelato – aggiunge l’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan, impegnata ieri nella presentazione delle linee guida adottate per la riapertura degli Istituti di formazione professionale veneti – sta alle singole scuole organizzare la modalità d’insegnamento: si può fare come sperimentato dalle università ma è necessario che in classe sia presente qualcuno. Anche su questo aspetto, a Roma, c’è confusione e non sono arrivate indicazioni». L’opzione del docente che insegna da casa non piace ai sindacati. «I docenti fragili vanno tutelati con precauzioni particolari – dice Sandra Biolo, segretario regionale Cisl Scuola – ma fare lezione da casa mentre gli alunni sono in classe non può essere una risposta, specie alle medie e alle elementari. Chi vigila sugli alunni? I collaboratori scolastici (bidelli) che sono pochissimi e saranno già impegnati in continue sanificazioni?».

Sul punto c’è però chi ha già trovato soluzioni alternative, come spiegato da don Alberto Poles, presidente di Forma Veneto, l’associazione che raggruppa quasi tutte le 130 scuole di formazione professionale della regione. «Raccogliamo circa 21 mila studenti e quest’anno ci sono state 800 iscrizioni in più – sottolinea don Poles – nelle nostre scuole ci sono professori fragili. Al centro di formazione professionale dell’Istituto Salesiano San Marco (Mestre), dove ci troviamo oggi (ieri ndr), abbiamo previsto tutele particolari per questi docenti che potranno insegnare in presenza: metteremo un plexiglas davanti alla cattedra, gli daremo mascherine FFP2 invece delle chirurgiche e potranno fare lezione in aule più ampie dove c’è maggiore distanziamento». Particolari accorgimenti verranno adottati anche per gli alunni più fragili. «Bisognerà collocarli, insieme all’insegnante di sostegno – conclude don Poles – in una zona più isolata della classe». Se le scuole di formazione professionale regionali paiono pronte ad aprire, più complicata è la situazione delle statali di ogni ordine e grado che, oltre alla folle corsa alla ricerca di spazi, stanno facendo i salti mortali per coprire i buchi in cattedra con i supplenti. «Dal 6 settembre, terminata la procedura della call veloce di docenti da altre regioni che è stata un fallimento – spiega Giovanni Giordano, Snasl Scuola Venezia – è cominciata la caccia ai supplenti. Lunedì erano circa 1400 le cattedre scoperte nel Veneziano e circa 7000 in tutto il Veneto. Impossibile pensare che le scuole trovino tutti i supplenti per il suono della prima campanella: molti alunni inizieranno, come ogni anno, le lezioni senza avere alcuni professori in classe che verranno quindi trovati in corso d’opera».

Comunicato dell’Ispettore dei Salesiani del Nord Est

Pubblichiamo il comunicato del superiore dell’Ispettoria del Nord Est, don Igino Biffi su quanto accaduto ieri a Gorizia, dove un ragazzo di 12 ha perso la vita durante l’attività estiva.

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I salesiani di Don Bosco del Nord Est Italia desiderano farsi vicini alla famiglia di Stefano, il ragazzo che ieri, 22 luglio, ha tragicamente perso la vita nel Parco Coronini a Gorizia.

Assicuriamo la nostra preghiera a papà Roberto, mamma Daniela e alla sorella Chiara: Maria Ausiliatrice doni loro la sua consolazione.

Preghiamo per Stefano: Don Bosco lo accolga in Paradiso e lo accompagni ad incontrare il volto di Dio.

Desideriamo anche ricordare i sacerdoti diocesani, i salesiani, tutti gli animatori e tutti i ragazzi delle attività estive di Gorizia. Per tutti chiediamo a Dio il dono di riuscire a condividere come comunità cristiana questo immenso dolore in quella prossimità che diventa speranza.

In preghiera.

don Igino Biffi

10.000 ore di lezione online alle spalle e “super” tecnologia video per il prossimo anno accademico allo IUSVE

Pubblichiamo il comunicato dello IUSVE sull’attività dell’Istituto universitario durante il periodo di lockdown.

(ANS – Venezia) – Quasi 10.000 ore di lezione on line (9.617), 1.171 esami, 243 tesi con 213 docenti coinvolti negli insegnamenti: i tre mesi di formazione a distanza per l’Istituto Universitario Salesiano di Venezia (IUSVE), dal 21 febbraio al 31 maggio, hanno segnato un’attività molto intensa fatta di lezioni su Zoom e Meet, di podcast caricati per gli studenti su Cube Radio, ma anche laboratori online, discussioni di tesi e proclamazioni di fine percorso accademico. Si chiude così l’anno accademico 2019/2020 di IUSVE, che ha appena iniziato le prove tecniche per il prossimo autunno comprando alcune consolle di ripresa professionale che serviranno a rendere più accessibili le video lezioni anche agli studenti che dovranno rimanere a casa per rispettare le normative legate a Covid-19.

E non è tutto. Nell’anno accademico appena concluso lo IUSVE ha attivato 200 nuove borse di studio per gli studenti in difficoltà (calcolate sull’ISEE) che si sono dunque aggiunte a quelle già esistenti, ma esclusivamente basate sul merito. “Ce ne saranno altre 100 il prossimo anno accademico per i neo immatricolati – spiega don Nicola Giacopini direttore di IUSVE – in questo modo abbiamo voluto dare un segnale importante alle famiglie”. In relazione alle necessità del Covid-19 anche i colloqui di selezione e le procedure di immatricolazione sono stati fatti online. Un sistema che ha funzionato molto bene e che continuerà anche nei mesi estivi.

GESTIONE COVID PER L’ANNO ACCADEMICO IN ARRIVO (2020/2021)

Le lezioni a fine settembre ripartiranno con un numero ridotto di studenti in classe. Saranno in 25 massimo nelle aule da 100 per mantenere la distanza di sicurezza: gli studenti seguiranno le lezioni in parte nel campus in parte a casa nei monitor dei loro computer. La modalità di ripresa delle lezioni, tuttavia, sarà assolutamente innovativa e proprio in questi giorni l’università sta installando le nuove strumentazioni (la spesa è significativa ma l’obiettivo è la buona riuscita dell’interazione a distanza con i ragazzi).

IUSVE si è dotata infatti di consolle di ripresa professionale che posizionerà nelle aule delle lezioni. In questo modo ogni docente potrà tenere in modalità più dinamica. “Guardare lezioni di questo tipo da casa sarà un’esperienza completamente diversa rispetto alle riprese standard – spiega don Nicola Giacopini – rendendo la lezione più interessante e coinvolgente anche per chi seguirà da casa”.

Naturalmente anche le divisioni in gruppi e la frequenza non rimarranno stabili nelle settimane. “Si alterneranno – continua Giacopini – in modo che tutti possano seguire almeno qualche lezione in presenza di tutte le materie”. I laboratori invece saranno tutti in presenza, aumenterà però il numero di docenti.

Quando si partirà? In modo definitivo dal 21 settembre. Anche se la prima settimana sarà totalmente dedicata alle matricole che incontreranno i docenti, il direttore, le segreterie e che verranno accompagnati nel campus da degli studenti esperti che in una forma di tutoring mostreranno loro i nuovi spazi. “Abbiamo deciso di dedicare a loro tutto questo spazio perché abbiamo bisogno che si muovano agilmente nel campus quando partiremo con le lezioni – chiarisce Giacopini – gli scambi tra i gruppi dovranno essere efficienti senza creare assembramenti”.

LEZIONI IN LOCKDOWN

Finita la fase clou dell’emergenza è il tempo delle valutazioni. I numeri raccontano una copertura totale dei corsi con 145 insegnamenti per Comunicazione (5330 ore), 75 per Pedagogia (2162 ore) e 57 per Psicologia (1817 ore) tenuti on line per un totale di 281 corsi.

“La nostra emittente radiofonica universitaria ha offerto il suo supporto alla famiglia accademica dello IUSVE sotto la supervisione del docente che si è occupato delle interazioni digitali, il professor Luca Chiavegato – spiega Marco Sanavio, direttore di Cube Radio – abbiamo sperimentato il podcasting audio come elemento di supporto alla didattica ospitando anche alcune attività extracurricolari che hanno completato la ricchezza dell’offerta formativa”.

“Riuscire ad essere efficaci nella didattica a distanza non è stata impresa facile, è stato un lavoro di squadra – spiega invece Giovanna Bandiera, direttore del Dipartimento di Comunicazione di IUSVE – I docenti più tecnologici hanno messo a disposizione le loro competenze. Si sono create sessioni di consulenza online e incontri continui per aggiornarsi su nuovi software e strumenti didattici. La risposta dai ragazzi è stata molto positiva personalmente però non vedo l’ora di poter tornare in aula per riprendere il dialogo e il confronto di persona con gli studenti ed incontrare collaboratori e docenti, che certo non ha lo stesso effetto, gusto e piacere di vedersi e parlarsi attraverso uno schermo”.

“L’esperienza sicuramente spingerà ad un maggiore utilizzo degli strumenti digitali che offrono opportunità e potenzialità – dice Lorenzo Biagi, Direttore del Dipartimento di Pedagogia – certamente un corso di pedagogia non può restare fuori dal mondo digitale, tuttavia, siamo consapevoli dall’esperienza Covid-19 che il digitale non sostituirà il confronto e il dibattito, non sarà mai sostitutivo della relazione educativa, del laboratorio critico che la lezione anima. Le lezioni sono per i ragazzi dei momenti di crescita democratica e di partecipazione civile”.