Istituto Salesiano San Marco di Mestre e Confartigianato Imprese Vicenza rilanciano il contest “Creative hero”

Dal sito della Confartigianato di Vicenza, la notizia del contest rivolto ai giovani delle scuole secondarie di grafica e creatività organizzato con l’istituto salesiano di Mestre.

***

Archiviata l’edizione dello scorso anno, realizzata nonostante le restrizioni e i vincoli imposti dalle misure anti-pandemia, i promotori del contest – l’Istituto Salesiano San Marco di Mestre e Confartigianato Imprese Vicenza – rilanciano il contest Creative Hero rivolto agli studenti delle scuole secondarie ad indirizzo grafico e creativo.

Sarà un’edizione ancora una volta rinnovata, grazie soprattutto alla spinta ricevuta dall’esperienza dello scorso anno svoltasi nonostante l’impossibilità di gestire in presenza gran parte del lavoro – afferma Matteo Dittadi, direttore della Scuola Grafica San Marco di Mestre – e che con nostra sorpresa ha visto un numero sempre crescente di studenti e di scuole partecipanti rispetto agli anni precedenti. Inoltre, quest’anno abbiamo una novità per la selezione e la fase finale della premiazione che prevede un bootcamp per le squadre migliori, alla presenza non solo di tutor specializzati, ma di sponsor tecnici di grande esperienza e qualità che offriranno delle vere e proprie occasioni di crescita e di formazione”.

In questa edizione, infatti, ad affiancare gli organizzatori (oltre a EBAV – Ente Bilaterale Artigianato Veneto) ci saranno importanti presenze di sponsor tecnici e media partner quali TicTac Stampa di Thiene, Epson Italia, Cartes, Stratego Group, Roba da Grafici e Job Formazione. Epson Italia e Roba da Grafici saranno presenti anche durante il bootcamp previsto per il 6 e 7 novembre con propri tecnici e formatori, per affiancare i ragazzi in finale e offrire loro “pillole formative” pensate proprio per arricchire l’esperienza della gara. Creative Hero coinvolge studenti delle scuole grafiche di tutta Italia che vogliono confrontarsi sulla realizzazione di un progetto creativo per alcuni brand che sottopongono loro obiettivi di marketing attraverso un brief.

Non si tratta solo di una gara – afferma Silvia Pasquariello, presidente della Comunicazione di Confartigianato Vicenza -, ma di una vera occasione per imparare sul campo le gratificazioni e le difficoltà del mestiere di graphic designer, grazie al confronto con le esigenze tecnico-produttive dei progetti e, soprattutto, con il lavoro di squadra. Il clima della sfida genera quel sano spirito di competizione che è alla base della nostra attività ma soprattutto offre una spinta importante alla creatività”.
Un numero di studenti coinvolti che nel 2021 ha superato i 400 e che in questa edizione potrebbero nuovamente aumentare anche grazie all’ampliamento della compagine di partner in campo e alla diffusione sui social media che sta avendo un ottimo riscontro.

Le iscrizioni sono aperte fino al 3 ottobre sul sito www.creativehero.it. Scuole e studenti ad indirizzo grafico o creativo (anche licei) avranno poi tempo fino alla fine di ottobre per lavorare sulle sfide lanciate da tre imprese di settori diversi: Latterie Vicentine (settore alimentare), Cosmetica Veneta Srl (prodotti per animali) e La Saponaria Srl / Bios Line (settore estetica e cosmesi).
La finale del contest creativo è prevista nella prima settimana di novembre quando una giuria selezionerà fra le diverse squadre in gara le migliori nove. Queste ultime parteciperanno al bootcamp finale: un’esperienza di due giorni, ospitata negli ambienti e laboratori della Scuola Grafica San Marco di Mestre che prevede un mix di attività finalizzate al perfezionamento dei progetti presentati e alla presentazione finale ai clienti. Fra questi saranno votati, da una giuria composta da tecnici e dai rappresentanti delle imprese briefer, i migliori di ciascuna delle tre challenge ed il Creative Hero 2021 assoluto. Un’ultima novità è rappresentata dal premio, messo in palio da Job Formazione, per il team che svilupperà il progetto più creativo: ciascun componente vincerà una masterclass in graphic e web design del valore di 2.000 euro.

 

Meeting MGS Giovani a Venezia Mestre – 26 settembre 2021

Il 26 settembre 2021 si terrà il Meeting MGS Giovani a Venezia Mestre per ragazzi e ragazze dalla 1° alla 5° superiore, promosso dal Movimento Giovanile Salesiano Triveneto. Di seguito le informazioni principali e il programma.

Meeting MGS Giovani
SAVE THE DATE: 26 settembre 2021 Meeting MGS Giovani

Venezia Mestre

  • Quando: 26 settembre
  • Dove: Mestre
  • Per chi: ragazzi e ragazze dalla 1^ alla 5^ superiore
  • Quota: 8 €

Puoi iscrivere i ragazzi delle varie fasce d’età direttamente dai link qui sotto:

  • PRIME: qui
  • SECONDE & TERZE: qui
  • QUARTE & QUINTE: qui

Per info contattare:

Ufficio PG: mgs@donboscoland.it

Calendari Nazionali 2021/2022

Resta aggiornato con i calendari di Salesiani Italia.

Veneto, l’assessore regionale Donazzan viste le scuole salesiane: “Il mondo salesiano esprime eccellenza”

Sul Corriere Veneto si riporta la notizia della visita dell’assessore all’Istruzione e alla Formazione del Veneto, Elena Donazzan, alle principali scuole salesiane in Veneto.

***

«Ho avuto l’opportunità di visitare una delle principali scuole salesiane in Veneto, istituzioni che con la riapertura sono tornate a vivere mettendo al centro il rapporto educativo tra scuola, lavoro, divertimento e preghiera, riprendendo la propria funzione di oratorio, con bambini e ragazzi che sono tornati a vivere l’insegnamento con gioia e serenità, nel rispetto delle regole dimostrando che tutto ciò è ancora possibile». Così l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione del Veneto, Elena Donazzan, a margine dell’incontro di ieri all’Istituto Salesiano Don Bosco promosso dal presidente di Forma Veneto, Don Alberto Poles sul tema delle riapertura delle scuole. «Il mondo salesiano – prosegue rappresenta una tradizione educativa che in Veneto esprime eccellenze e risultati di straordinario valore. A Verona, in particolare, torno con gioia anche per ricordare come alcuni studenti dell’Istituto Don Bosco detengono il titolo di campioni del mondo della robotica della First Lego League, un riconoscimento che evidenzia la qualità dell’insegnamento e l’impegno del corpo docente». Presenti all’incontro i direttori di alcuni tra i più importanti centri Salesiani del Veneto fino alle realtà veronesi che annoverano centinaia di aziende partner. Inoltre, Don Pietro Bianchi, responsabile per tutto il Medio Oriente del mondo salesiano. «La formazione professionale – conclude Donazzan – ha raggiunto una reputazione altissima, in particolare nei confronti delle imprese del Veneto che cercano continue collaborazioni. La Regione, attraverso il mio
assessorato, continuerà nel sostegno di questa offerta formativa che si è dimostrata capace, oltre tutto, di raccogliere i bisogni delle famiglie e dei ragazzi più fragili, trasformandoli in solide opportunità professionali».

“Povertà educativa: cos’è indispensabile nell’educazione?”: incontro on line con il ministro Bonetti

“Povertà educativa: cos’è indispensabile nell’educazione?” è il titolo dell’incontro on line che si terrà giovedì 8 aprile (diretta YouTube e Facebook) dalle ore 21. L’incontro è organizzato dal Centro Culturale regionale “Enzo Piccinini” e dal centro Caritas dell’Arcidiocesi di Udine.

Partecipano:
Elena Bonetti, ministro per le Pari Opportunità e la famiglia
Vincenzo Salerno, salesiano e direttore della comunità per minori “La Viarte” e per minori stranieri “S. Luigi Gonzaga”
Giosuè Casasola, psicologo
Matthew Pianaro, Cooperativa Fruts di Bosc

 

 

IUSVE, quest’anno gli Open day sono virtuali

Per lo IUSVE è tempo di Open Day: pubblichiamo le indicazioni per orientarsi tra i corsi proposti dall’istituto universitario salesiano e un video di presentazione.

***

Sono previste tre tornate di selezione: oltre alla presente, le cui scadenze vengono evidenziate in basso, la seconda si svolgerà da fine aprile a inizio giugno e terza è prevista da inizio luglio ai primi di settembre. Se interessati ad accedere allo IUSVE, suggeriamo di partecipare alle selezioni sin da subito. I posti a disposizione, infatti, sono a esaurimento e terminano in fretta.

Il 18 marzo 2021 alle 12.00 chiuderanno i virtual open-day.

Chi ha già visualizzato i virtual open-day ha, invece, tempo fino al 20 marzo 2021 alle 23.59 per applicare la propria candidatura seguendo le modalità in basso indicate.

Per visualizzare i virtual open-day accedi alla piattaforma, scegli l’Area/Dipartimento di tuo interesse e compila l’apposito modulo inserendo i tuoi dati personali (nominativo ed e-mail di contatto).

È necessario visualizzare per intero il video per poter proseguire successivamente con l’iter di selezione.

Per questioni di privacy, è importante e necessario registrare l’indirizzo e-mail riferibile alla persona che intende candidarsi (non quello di genitori, amici ecc.).

Il tuo indirizzo e-mail verrà utilizzato da IUSVE per ogni eventuale comunicazione inerente le selezioni. È fondamentale, quindi, monitorare regolarmente la casella di posta (anche la spam, nel caso un’e-mail finisca erroneamente tra la posta indesiderata).

Dopo aver compilato il suddetto modulo relativo ai dati personali, proseguirai con le selezioni online “standard” che si svolgeranno dal 26 febbraio dalle  ore 12am al 20 marzo 2021 fino alle ore 23.59.

Solo per i corsi di baccalaureato/laura triennale, al termine delle selezioni online “standard”, il candidato dovrà obbligatoriamente prenotare una sessione di 60 – 90 minuti in cui svolgere un ulteriore test online attitudinale seguito in live streaming da un nostro esperto. Tali sessioni sono calendarizzate nel periodo compreso dal 23 al 26 marzo 2021.

 

 

Festival di Sanremo, il campus dello IUSVE ospiterà il “Festival camp 2021”

Per una settimana, la settimana del Festival di Sanremo, lo IUSVE dedicherà uno spazio nel campus di Mestre al “Festival camp 2021”, un nuovo modo di far vivere la kermesse agli studenti. Lo racconta Marco Sanavio, direttore di Cube Radio.

***

Per una settimana si chiamerà «Radio Reverse». E passerà al setaccio tutte le pubblicazioni social e le «riletture» delle conversazioni digitali che riguarderanno gli artisti in gara nella città dei fiori. Cube Radio, l’emittente accademica dell’Istituto universitario salesiano di Venezia e Verona (IUSVE), non potendo fa partecipare i suoi speaker al Festival della canzone italiana di Sanremo, ha scelto di far vivere ai suoi speaker un’esperienza residenziale: il «Festival camp 2021».

L’esperienza comincerà lunedì 1 marzo e finirà domenica 7. Durante tutta la settimana i giovani saranno ospiti del campus di Mestre (nel pieno rispetto delle norme di contenimento del Covid-19) e da lì andranno in onda. Dei residenti dj in erba, insomma, che realizzeranno per l’evento un’emittente temporanea (Radio Reverse appunto), che oltre a rileggere con l’aiuto di musicisti esperti (tra gli altri Tony Pagliuca storico tastierista delle Orme) e attraverso la social media analysis le serate del festival raccoglierà e pubblicherà le storie di giovani musicisti e cantanti che durante questi mesi di blocco sono riusciti comunque, grazie a creatività e solidarietà ad andare avanti (segnalazioni possibili alla mail della radio webradio@iusve.it o tramite il sito radioreverse.it ma nei giorni del Camp sarà attivo anche il canale Twich: www.twitch.tv/ cuberadio).

«Radio Reverse – spiega Marco Sanavio, direttore di Cube Radio – si propone di rileggere con sguardo analitico come i social media stanno raccontando il Festival di Sanremo ma desidera anche raccontare le storie reali e concrete di cantanti e musicisti che con determinazione e creatività hanno mantenuto viva la loro arte in questi mesi. Esprimiamo anche tutta la nostra solidarietà e vicinanza ai lavoratori del mondo dello spettacolo penalizzati pesantemente dalla pandemia».

Il momento del Festival camp coinciderà anche con un cambio al vertice della radio. Dal primo marzo la responsabile del «Progetto Sanremo» sarà Aurora Simionato che subentrerà definitivamente a Jasmine Pagliarusco a fine mese. Con loro ci saranno anche Francesco Giuglietti, Chiara Candore, Marica Padoan e Riccardo Fanigliulo con la supervisione tecnica di Valentina Amore e il contributo web di Giacomo Caprioli.

Saranno proprio loro a dare anche quest’anno il premio «Ethical champion» che anche quest’anno verrà consegnato all’artista che si sarà distinto per lo stile sobrio e l’eleganza della comunicazione, come già avvenuto in passato. Asso nella manica di questo gruppo di giovani sarà la piattaforma SocialMeter Suite di Maxfone, primo data provider europeo indipendente, con sede a Verona.

SocialMeter e la sua innovativa metodologia Data Driven forniranno a Radio Reverse gli strumenti digitali con cui monitorare e analizzare in tempo reale il Festival, le serate in programma così come le notizie online e le iniziative riguardanti Sanremo. Oltre al flusso di contenuti web, saranno monitorati anche i social network. Attraverso questo secondo canale, da un lato, l’analisi verterà sulle performance degli account ufficiali di Sanremo in termini di engagement, profilazione del pubblico e di tutte le altre metriche utilizzate per la valutazione delle campagne di social media marketing  Dall’altro lato, il lavoro permetterà di raccogliere tutti i contenuti condivisi su Twitter e Instagram, accomunati dagli hashtag dell’evento, per conoscere approfonditamente l’intero parlato sull’evento e le esperienze dei partecipanti.

«La presenza a Sanremo di Cube Radio – dice Nicola Giacopini, direttore IUSVE – testimonia quanto alla nostra università stia a cuore formare ad una comunicazione sociale ed etica che aiuti le persone, ed in particolare i giovani telespettatori, a cogliere i valori umani ed educativi presenti nei media, con sguardo aperto e anche critico, ove necessario. Già due secoli fa Don Bosco si è impegnato nella comunicazione educativa e sociale: certo con strumenti diversi, ma con la stessa finalità».

 

 

Inaugurazione anno accademico IUSVE: al centro, l’ecologia integrale a partire dalla “Laudato si'”

Il 20 febbraio 2021, dal Campus di Venezia Mestre in streaming, si è celebrato il Dies Academicus dello Iusve per l’a.a. 2020-2021. Il prof. Michele Marchetto, Vice-Direttore Iusve alle attività accademiche e alla formazione, racconta la giornata e gli interventi che ci sono stati.

***

La giornata si è svolta sotto il segno del progetto triennale che lo Iusve ha lanciato a settembre 2020, “Ecologia integrale e nuovi stili di vita”, uno sviluppo molto articolato della Laudato si’ di Papa Francesco: iniziative di ricerca scientifica e di riflessione con esperti e docenti di altre sedi universitarie, potenziamento di una rete di relazioni con istituzioni ed enti green, e azioni che testimonino il cambiamento personale e culturale richiesto dall’ecologia integrale.

Su questa linea il momento centrale della giornata, la prolusione del dott. Michele Candotti, è stata preceduta dagli interventi del Presidente Iusve e Ispettore dei Salesiani Nordest, don Igino Biffi, e dalla riflessione del Decano della Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Pontifica Salesiana di Roma, prof. don Mario Llanos. L’uno ha condiviso con la comunità dello Iusve, docenti, studenti, dipendenti e amici, la posizione del recente XXVIII Capitolo Generale della Congregazione Salesiana in materia di educazione ambientale; l’altro si è soffermato sulla “cura”, sollecitata dalla vulnerabilità e dalla fragilità del mondo, non solo dell’uomo.

La prolusione del Dies Academicus, dal titolo Antropocene. Il potere di distruggere e il potere di riparare, è stata tenuta dal dott. Michele Candotti, da molti anni protagonista e testimone del destino del pianeta nello scenario internazionale. Egli, infatti, è attualmente Capo Gabinetto e Direttore dell’Ufficio Esecutivo dell’Agenzia ONU per lo sviluppo (United Nations Development Programme, New York), che opera in 165 Paesi con oltre 18.000 persone sul campo, spesso in situazioni di crisi e di emergenza. Candotti ha maturato una lunga esperienza internazionale, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, dapprima alla Direzione Generale allo Sviluppo della Commissione Europea, in Zambia e in Kenya, poi come Capo Gabinetto e Consigliere Principale dell’Agenzia ONU per l’Ambiente (UNEP, Nairobi), oltre ad essere stato Direttore Generale del WWF Italia per un decennio.

Il suo intervento ha mostrato tutta la complessità della riflessione ecologica, centrale nella programmazione e nell’attività accademica dello Iusve. In particolare ha messo in luce la contraddizione fra lo straordinario potere della conoscenza di cui dispone l’umanità, e la scelta consapevole di ignorarne gli esiti. Evidenti sono le responsabilità della politica e dell’economia: quattromila generazioni potrebbero vivere e morire prima che l’anidride carbonica rilasciata dall’inizio della rivoluzione industriale ad oggi venga spazzata dalla nostra atmosfera; e tuttavia i responsabili delle decisioni continuano a sovvenzionare i combustibili fossili, prolungando la nostra dipendenza dal carbonio. Nei fragili equilibri che ne derivano, l’attuale pandemia potrebbe portare l’uomo a guidare il progresso verso obiettivi di sviluppo sostenibile con una politica ambiziosa, coraggiosa nelle scelte di protezione sociale e capace di un accordo mondiale sul debito. Il nostro futuro non riguarda la scelta fra persone o alberi, fra lotta alla povertà e difesa di specie in via di estinzione. Piuttosto, ha concluso Candotti, si tratta di scegliere di fare le cose in modo diverso: scegliere se usare la conoscenza come potere di riparare, o l’ignoranza come arma di distruzione.

A seguire, il Direttore dello Iusve, prof. Don Nicola Giacopini, ha presentato la ricca relazione annuale sull’attività accademica, spaziando sui numerosi contributi delle tre Aree dei corsi di laurea, Psicologia, Pedagogia e Comunicazione ed educazione. 

Il saluto del Rappresentante degli studenti ha introdotto la consegna dei “Premi al merito” agli studenti dei Baccalaureati e della Licenza, che ha preceduto il solenne Atto Accademico finale.

 

 

Il Messaggero Veneto – Giovani alle prese con il futuro: promesse scritte sulla pelle

Pubblichiamo un articolo de Il Messaggero veneto su una iniziativa dell’istituto salesiano Bearzi di Udine.

***

Da sempre attento alla realtà giovanile, l’Istituto Salesiano Bearzi di Udine presenta al pubblico il suo nuovo progetto musicale, “Le promesse che ho scritto sulla pelle”, un brano nato con lo scopo di raccontare il mondo dei giovani attraverso i giovani stessi. Al centro del progetto ci sono infatti i pensieri degli studenti di cinque classi delle scuole superiori del Bearzi che, guidati dai loro insegnanti, hanno condiviso le loro preoccupazioni sulla vita, sulle loro scelte, ed in generale sul loro futuro, timori e domande che ovviamente sono amplificati in questo particolare momento storico e ai quali la Dad, la didattica a distanza, non offre di certo facili risposte ed adeguato supporto.

“Chi l’ha detto che la strada è facile?”, inizia proprio così la canzone “Le promesse che ho scritto sulla pelle”, che prosegue tra le mura della “mia stanza” trasformata in questi tempi “nel mio grande universo”, dove i giovani si chiedono “come faccio a cercare un senso”. Dopotutto, adesso basta “una felpa che mi protegga da tutti i miei guai” e un’“antenna per amplificare il Wi-Fi”, e poi tutto sembra funzionare. I giovani possono però ancora contare su chi si accosta a loro aiutandoli a capire che ognuno di loro ha “un’anima enorme” e che “su questo palco” i veri attori sono proprio loro. “Credere che tutto sia possibile anche quando è incomprensibile”, infatti, non è solo il ritornello della canzone, ma anche il messaggio di speranza che questo brano vuole portare a tutti i ragazzi.

Disponibile in rete dal 31 gennaio con un videoclip su YouTube e sulle principali piattaforme musicali digitali, il brano non coinvolge però soltanto i giovani ma anche diversi talenti musicali attivi in alcune case salesiane del Triveneto, a partire dall’autore del brano, il rapper Proph (Alberto Boldrini, docente al collegio salesiano Astori di Mogliano Veneto) che lo ha cantato assieme a Caterina Cesca (maestra all’Istituto Bearzi), per arrivare poi al chitarrista Gianni Montagner (volontario all’oratorio don Bosco di San Donà) ed al produttore della canzone Simone Rizzi (formatore al Cfp Bearzi di Udine) che vi ha suonato anche il basso. —

Schio, 120 anni fa arrivarono i salesiani

In occasione della Festa di Don Bosco, il Giornale di Vicenza dedica una pagina alla presenza dei Salesiani a Schio, arrivati nell’ottobre di 120 anni fa. Di Walter Ronzani.

***

Il 27 ottobre 1901 giungono alla stazione ferroviaria di Schio quattro viaggiatori a lungo attesi. Sono i primi padri salesiani a mettere piede in città. Davanti ai loro occhi si dischiude un territorio che si è fortemente trasformato nel giro di pochi decenni. L’evoluzione dell’industria laniera innescata da Alessandro Rossi ha infatti cambiato il volto di Schio, che si è guadagnata l’appellativo di Manchester d’Italia e che ha attirato masse di lavoratori dalle campagne limitrofe. L’insediamento dei salesiani è stato fortemente voluto dal monsignor Francesco Panciera, definito il “padre della gioventù scledense” per la sua attività pedagogica nella congregazione di S. Luigi.

NUOVI APPROCCI. Nella seconda meta dell’Ottocento Panciera è tra i primi a cogliere le esigenze e difficoltà dei figli della sempre più numerosa classe operaia. Capisce inoltre che, per creare dei percorsi educativi adeguati al mutato contesto sociale, è necessario affidarsi ad esperti dotati di nuovi approcci pedagogici. La scelta ricade sui  salesiani per la loro capacità di coniugare catechismo, formazione e iniziative per il tempo libero. Nel 1890 inizia così una lunga mediazione con don Michele Rua, rettore maggiore dei salesiani e primo successore di don Bosco (oggi ricorre la festa del santo), che inizialmente nega la possibilità di inviare dei preti a Schio a causa della carenza di personale. Dopo diverse lettere e alcuni viaggi a Torino, Panciera riesce ad ottenere l’apertura dell’oratorio nel 1901, anno in cui i salesiani prendono possesso di un edificio progettato appositamente per loro dall’ing. Carlo Letter. Realizzato in meno di un anno, il fabbricato è dotato di una chiesa, un teatro e un ampio cortile. Il terreno su cui sorge è quello dell’ex brolo Garbin, acquistato grazie alle donazioni degli eredi del Senatore Rossi.

NASCE L’ORATORIO. Il primo direttore è don Callisto Mander, che mette in pratica la pedagogia salesiana, la quale prevede di conseguire l’educazione e l’aggregazione sociale attraverso delle attività ludiche come teatro, musica e sport. Si tratta di percorsi che possono essere seguiti sia da bambini, che da ragazzi più adulti. Le porte dell’istituto vengono così aperte a tutti, a patto di accettarne le regole di condotta. La prima attività a partire è quella della banda che raccoglie il testimone dalla formazione musicale della congregazione di S. Luigi. Di lì a poco nasce il circolo giovanile Concordia, formato da ragazzi volonterosi che diventano sempre più protagonisti dell’oratorio. L’atto ufficiale di fondazione avviene il 31 maggio 1903 durante la visita di don Michele Rua. Per l’occasione il circolo si dota anche di un vessillo, che diventa un forte simbolo di appartenenza. Il nome, ispirato alla virtù che dovrebbe animare i soci, identifica da quel momento in poi tutti i gruppi ricreativi. Nel teatro prendono vita le  rappresentazioni del circolo filodrammatico, mentre nell’ampio cortile si svolgono le attività sportive come la ginnastica e il calcio, che nel 1906 si fondono nell’Unione Sportiva Concordia. Il successo dell’attività educativa è immediato e per molti giovani l’oratorio diventa una seconda casa. Tuttavia a distanza di pochi anni la grande storia bussa alle porte dell’istituto. Il 13 giugno 1915 l’edificio viene infatti requisito dal Regio Esercito che lo trasforma nell’ospedale di guerra O73. Gli spazi interni vengono rivoluzionati per far posto alle brande e persino il teatro diventa una sala di degenza. I preti devono prima spostarsi nella sede provvisoria di San Giacomo e successivamente in un appartamento privato. Solo nell’agosto del 1919 riprendono possesso dell’oratorio. Nel periodo postbellico le attività ripartono con vigore e nel 1923 nascono i giovani esploratori cattolici, tuttavia già nel 1931 il clima politico cambia radicalmente. Infatti con la fascistizzazione del Paese vengono sciolte tutte le associazioni giovanili.

L’IRRUZIONE. Il 14 maggio di quell’anno le camicie nere fanno irruzione nell’istituto salesiano per impossessarsi del vessillo del circolo Concordia, appena soppresso. La bandiera però è stata messa in salvo e nascosta in un fienile poche ore prima, per cui i fascisti si devono limitare a sequestrare alcuni documenti tra cui gli elenchi dei soci. Nel corso degli anni Trenta, tra mille difficoltà, vengono avviate le prime classi elementari. Durante il conflitto l’istituto salesiano rimane aperto per offrire rifugio e protezione ai giovani e a chiunque ne avesse bisogno. Nel secondo dopoguerra l’oratorio conosce una crescita esponenziale delle proprie attività che si adeguano alle evoluzione della società. Gli spazi si espandono con il palazzetto dello sport e il nuovo complesso per la formazione professionale, continuando così un cammino iniziato 120 anni fa.