MGS Italia Meridionale, primo meeting animatori online

Dal sito di Don Bosco al Sud, pubblichiamo il resoconto del primo meeting animatori del MGS, svolto in modalità online.

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Domenica 3 gennaio si è svolto il primo meeting animatori online, momento di formazione e incontro che ha visto partecipi più di 300 animatori del Movimento Giovanile Salesiano, pronti a mettersi in gioco con entusiasmo per entrare nel vivo del tema guida di quest’anno – vivere il sogno di don Bosco nel cuore del mondo – e riflettere sulla figura dell’animatore salesiano, anche in questo tempo così particolare.

Dopo una breve presentazione dei vari ambienti presenti e il saluto dell’ispettrice suor Mara Tagliaferri, le testimonianze di sei animatori dei vari ambienti salesiani, hanno scandito il primo momento del raduno. Ciascuno ha condiviso parte del proprio percorso alla luce dell’obiettivo dell’MGS di quest’anno, lasciando ben comprendere non solo che è ancora possibile continuare a portare avanti il sogno di don Bosco, ma che siamo chiamati in prima persona a dar corpo ai nostri sogni e vivere appieno gli obiettivi prefissi. La diversità e la ricchezza delle esperienze raccontate lasciano emergere con chiarezza l’importanza di sognare, e il desiderio del sogno si unisce alla capacità di mettersi al servizio dell’altro, di sapersi reinventare con fantasia, anche di osare un po’ e uscire fuori dagli schemi, ma soprattutto di crescere nell’amicizia con Dio, che è il centro e rende possibile tutto il resto.

Il secondo momento del meeting ha visto invece protagonisti tutti gli altri ragazzi presenti, che in piccoli gruppi hanno condiviso e riflettuto sulle caratteristiche essenziali di un animatore, defindendone il profilo attraverso i “sintomi” di quella allegria caratteristica di chi appartiene alla famiglia salesiana.

Si conclude così, con un pensiero dell’ispettore don Angelo Santorsola e la presentazione di alcune novità in arrivo, questo primo meeting online. Anche questa volta l’entusiasmo ha superato le remore iniziali proprie degli incontri online cui ci stiamo abituando ed appare chiaro come il carisma salesiano che unisce ambienti diversi è più forte della distanza. E sicuramente anche a distanza è rimasta nei cuori di chi ha partecipato la tanta bellezza che è stata condivisa, i nuovi incontri fatti e qualcosa in più nel proprio bagaglio personale per andare ciascuno nel cuore del mondo e continuare a sognare.

Martina Sabia

Casa Salesiana di Soverato: arriva un defibrillatore, donato dall’associazione “Universo Minori”

Sul sito Calabria7 si riporta la notizia della donazione effettuata dall’associazione “Universo Minori” all’istituto salesiano di Soverato di un defibrillatore.

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L’associazione “Universo Minori”, con la presidente Rita Tulelli, ha donato un defibrillatore semiautomatico all’Istituto Salesiani Don Bosco di Soverato, contestualmente si è affrontato il tema dell’importanza dell’educazione alla salute e della prevenzione in un dibattito che si è tenuto a distanza, nel rispetto delle norme varate dal Governo atte a contrastare la pandemia in corso, con l’ausilio di una piattaforma digitale per videoconferenza e che ha visto la partecipazione, oltre a una moltitudine di studenti, docenti e genitori, di Don Domenico Madonna, direttore dell’Istituto Salesiani Don Bosco di Soverato, della giurista Rita Tulelli, di Don Bosco Ezio Rosanò, docente dell’Istituto soveratese, del magistrato Marisa Manzini, procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Cosenza, dell’avvocato Antonello Talerico, presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Catanzaro, del dottor Antonio Soverina, medico chirurgo, del sacerdote Domenico Concolino, cappellano del campus universitario “Magna Græcia” di Catanzaro e dell’avvocato Maria Claudia Conidi del Foro di Catanzaro.

L’importanza dei dispositivi salvavita

Nel corso della mattinata sono state approfondite le tematiche sulla prevenzione dei fattori di rischio che aumentano la probabilità di insorgenza delle malattie cardiovascolari che può essere significativamente ridotta adottando un corretto stile di vita, ma è necessario essere coscienti che nonostante ciò non è garantita l’immunità in relazione alla comparsa di questo tipo di patologie, infatti l’arresto cardiaco può colpire chiunque e se il ritmo cardiaco non viene ristabilito entro pochi minuti la vittima può incorrere in danni cerebrali permanenti e perfino morire, grazie alla presenza dei defibrillatori sul territorio chiunque può intervenire tempestivamente salvando vite umane. La salute pubblica è un bene garantito e tutelato dall’articolo 32 della Costituzione della Repubblica Italiana, a questo si aggiungono ulteriori norme tra cui il decreto “Balduzzi” che prevede l’obbligo di inserire i defibrillatori semiautomatici e altri eventuali dispositivi salvavita tra i beni di proprietà di società sportive, sia professionistiche che dilettantistiche, questo impone la necessità che questi strumenti siano presenti in qualsiasi luogo ove si svolga attività sportiva non agonistica, quali, tra gli altri, le palestre degli istituti scolatici.

“Vogliamo contribuire a salvare vite”

Questa donazione, afferma il presidente Tulelli, assume un significato che è racchiuso nel dovere morale di ciascuno di noi di contribuire al raggiungimento, da parte della società in cui viviamo, di un livello tale da poter offrire le medesime opportunità a tutti i propri membri, l’osservanza delle leggi è uno degli svariati modi per raggiungere questo traguardo che vede la sua massima espressione nel contribuire a salvare delle vite.

“Let it be”: il video dei giovani di Andria per l’Immacolata 2020

Pubblichiamo l’iniziativa dell’0ratorio salesiano di Andria per l’Immacolata del 2020. Al posto della tradizionale Accademia, gli animatori hanno creato un video con la canzone “Let it be” dei Beatles.
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Accademia all’Immacolata 2020
Anche quest’anno non poteva mancare la tradizionale Accademia all’Immacolata.
Nonostante la modalità diversa, poichè distanti a causa dell’attuale situazione, è stato bello ritrovarsi e sentirsi uniti in maniera virtuale.
“When I find myself in times of trouble, Mother Mary comes to me. And in my hour of darkness she is standing right in front of me.”
Nei nostri momenti di buio, nei nostri momenti di smarrimento, di tristezza e di solitudine, Maria viene in nostro aiuto.
Noi, suoi figli, ci affidiamo a lei quando ne abbiamo più bisogno e Maria, nostra madre, non potrà far altro che proteggerci.
Un grazie a coloro che si sono impegnati a realizzare questo progetto e a tutti quelli che hanno aderito. L’iniziativa è stata espressione di tutta la nostra Opera di Andria!
Un ringraziamento particolare va anche a Raffaele Petruzzelli per il montaggio del video.
Parla, o Maria, al nostro cuore, sussurraci parole di bellezza, di speranza e di saggezza. Così sia!
Let it be.

“Avvento Giovane – wait and live the dream”: il cammino proposto dall’Ispettoria Meridionale

Pubblichiamo l’articolo che presenta l’iniziativa per l’Avvento 2020 dell’Ispettoria Meridionale.

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Siamo finalmente giunti all’Avvento 2020!

Quest’anno ad accogliere i giovani dell’Ispettoria Meridionale non ci saranno i soliti monti lucani o la piccola casetta gialla di Grumento, bensì la piattaforma di Google Meet, che di stanze virtuali ne ha in abbondanza! Il 28 novembre, infatti, ha avuto inizio il percorso proposto dalla Pastorale Giovanile Salesiana delle Ispettorie Meridionali dal titolo: “Avvento Giovane – wait and live the dream”. Dopo le belle esperienze, di QuaresimaViva 2020 e del GioCat svoltesi online durante il lockdown, il Movimento Giovanile Salesiano non si ferma! E al contrario, si è deciso di riproporre il cammino d’avvento, tanto atteso dai giovani, in una nuova versione che ci vedrà ancora tutti “connessi” da casa.

Il primo incontro di presentazione, tenuto da Don Gianpaolo Roma e Suor Giuliana Luongo, ha visto circa quaranta giovani collegati sulla piattaforma. Una bella adesione! Nell’incontro è stato presentato il progetto che si svilupperà nelle quattro domeniche di Avvento. Un percorso originale, tutto nuovo, diverso da tutti gli altri, architettato con cura e pensato affinché ogni giovane possa compiere il proprio cammino in base alle sue esigenze e ai suoi impegni. Un format elastico a misura di pandemia!

Il tema delle quattro settimane non sarà quello evergreen delle quattro domeniche di avvento, ma ad accompagnarci sarà la figura di Giuseppe di Nazareth, personaggio biblico a volte poco considerato e spesso messo in secondo piano. Sarà proprio lui a guidarci nell’intero cammino preparatorio al Natale, un compagno tutto da scoprire in questo “viaggio online”.

Il punto focale, nonché quello più innovativo, di questo Avvento Giovani è proprio la sua struttura e la modalità in cui si espliciterà. Ogni settimana, infatti, sarà inviato un link (agli iscritti) contente un video sul tema settimanale, che si fonderà su quattro parole-chiave relative a Giuseppe: Desiderio, Speranza, Chiamata e Risposta. Ma cosa rende speciale e diverso questo nuovo percorso? Senza dubbio il ventaglio di possibilità date ad ogni partecipante, che potrà scegliere come vivere il tema proposto all’interno della “sua settimana”. Le opzioni sono diversificate ed ampie: letture, canzoni, domande di riflessione, ma le sorprese non si fermano qui! Ci sarà persino modo di richiedere un incontro “face to face” con salesiani e salesiane che hanno generosamente dato la loro disponibilità. Esiste infine, anche l’opportunità di prenotarsi per i gruppi di condivisione che si terranno il sabato mattina o la domenica pomeriggio, il tutto nella piena libertà di ognuno, che come si diceva prima, potrà adattare a sé il percorso d’Avvento da vivere.

Bene, non resta che affidare il tutto nelle mani di Maria, donna dell’Attesa e augurare a tutti buon Avvento Giovani! Come diceva il nostro caro don Bosco: “vicini o lontani io penso sempre a voi. Uno solo è il mio desiderio, quello di vedervi felici nel tempo e nell’eternità”. Vi aspettiamo al prossimo incontro, su piattaforma online, il giorno 23 dicembre per concludere insieme questo tempo di Avvento.

A tutti, buon lavoro!

Marica Dezio e Nico Paolangelo

Bari Redentore, l’intervista a don Francesco Preite: “Clan in agguato, i nostri ragazzi tornino a scuola”

La Repubblica ha intervistato don Francesco Preite, parroco e direttore di Bari Redentore sull’emergenza che sta travolgendo le famiglie in difficoltà: senza una connessione, seguire la scuola a distanza è impossibile. E i ragazzi hanno bisogno della scuola.

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L’ultima telefonata è arrivata da una mamma. «Viviamo in un monolocale in quattro: io, mio marito e due figli – ha implorato – Senza connessione Internet, senza un dispositivo per collegarsi alle lezioni. Mio figlio ha bisogno della scuola». Ancora un appello che ha fatto tremare il cuore di don Francesco Preite, direttore dell’istituto salesiano Redentore. Al parroco del quartiere Libertà i genitori affidano le loro ansie per i pericoli quotidiani e per le incognite sul futuro. «Comprendo le decisioni che servono ad arginare la pandemia – ripete don Francesco – ma ci sono ragazzi fragili da tutelare. Per loro uno Stato previdente deve immaginare qualche eccezione».

Chi sono i suoi ragazzi?
«Sono giovani con l’intelligenza nelle mani. Ragazzi svegli e vivaci, con grande praticità ed enorme voglia di applicarsi. Non mi piace stigmatizzarli come giovani che hanno vissuto un fallimento nel tradizionale percorso scolastico, ma certamente sono arrivati da noi perché hanno avuto delle difficoltà. Ora studiano per diventare elettricisti o meccanici».

Voi intervenite in piena età dell’obbligo scolastico.
«Al momento abbiamo 60 ragazzi da 14 a 18 anni. Nello specifico una ventina sono più grandicelli e hanno un percorso già avviato, giunto ormai alla fase dei tirocini e degli stage, mentre due classi da 20 allievi ciascuna sono in pieno obbligo formativo, da 14 a 16 anni. Abbiamo partecipato anche a un avviso pubblico contro la dispersione scolastica».

I più piccoli sono arrivati a gennaio.
«E subito il lockdown ha interrotto le lezioni in presenza. Neppure il tempo di ritrovarsi a settembre, che l’ordinanza regionale ha imposto anche al Redentore la Fad, ovvero la formazione a distanza, esattamente come per la didattica nelle scuole statali. Questa pandemia sanitaria si sta trasformando sempre più in pandemia educativa, con disastri ed effetti peggiori. Evidenzia le disparità di chi possiede e di chi non ha i mezzi, mette a nudo le fragilità di una società che non riesce a tutelare e a garantire i diritti specialmente alle fasce più giovani e più fragili».

Gli appelli delle famiglie sembrano rimbombare.
«Le lezioni da casa non sono uguali per tutti: il mondo della formazione professionale non ha ricevuto alcun aiuto per sostenere l’acquisto di device per le famiglie. Purtroppo l’alternativa è la strada, e per strada non ci sono sempre persone amiche. Ci sono i clan, che non aspettano altro che approfittare delle difficoltà della povera gente».

I ragazzini senza scuola sono le prede più appetibili, quando la crisi morde.
«Io sono preoccupatissimo, perciò chiedo di intervenire prevedendo una serie di deroghe. Noi abbiamo un numero davvero esiguo di alunni: disponiamo peraltro di spazi enormi, in cui sarebbe possibile frequentare le lezioni delle materie base rispettando tutti i protocolli di sicurezza e le distanze necessarie».

La Puglia rischia di diventare zona rossa.
«Non metto in dubbio che la priorità sia tutelare la salute e contenere il rischio del contagio. Ma mi chiedo: fra la strada e la scuola, quel è il luogo più sicuro? Pensiamo almeno ai minorenni in pieno obbligo formativo. La strada certamente non rispetta i protocolli sanitari. Non rubiamo loro il futuro: stiamo vedendo con quale forza e con quale violenza si esprime poi la rabbia dei ragazzi delle periferie del mondo, che si sentono derubati e dimenticati. È ora di intervenire, di trovare una soluzione condivisa. Prima che sia troppo tardi».

 

“Mani in Pasta”: si conclude il laboratorio per pizzaioli di Casa Valdocco

Dall’agenzia ANS l’articolo dell’evento conclusivo “Mani in pasta”, il laboratorio di pizzeria del centro diurno Casa Valdocco di Torre Annunziata.

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Si è tenuto lo scorso 6 ottobre, presso la casa salesiana di Torre Annunziata, l’evento conclusivo di “Mani in Pasta”, il primo laboratorio di pizzeria del Centro diurno “Casa Valdocco”, realizzato con il sostegno e il finanziamento della Fondazione “Banco di Napoli per l’assistenza all’infanzia”. In questa occasione, gli allievi che hanno frequentato il corso hanno ricevuto l’attestato di pizzaioli, riconosciuto dalla Regione Campania e, successivamente, sono stati presentati gli allievi del secondo corso.

Il laboratorio per pizzaioli, che ha visto coinvolti ragazzi tra i 16 e i 18 anni, è stato lanciato per offrire una possibilità di apprendimento e di successivo inserimento nel mondo del lavoro ai giovani a rischio di marginalità sociale.

Come aveva spiegato don Antonio Carbone, il salesiano responsabile del progetto, “Mani in Pasta” nasce: “in un territorio dove tante sono le difficoltà e difficili sono anche le prospettive di lavoro e di impegno. Ogni giorno il nostro obiettivo è togliere i giovani dalla strada. Li salveremo dai clan grazie a un laboratorio gastronomico che insegnerà loro a cucinare e a infornare pizze. E grazie a questa qualifica potranno trovare un lavoro onesto”.

Per tanti ragazzi del territorio, infatti, il progetto è stato proprio questo: un’alternativa ai pericoli o alla malavita. “Avrei voluto che il corso durasse di più, per imparare sempre di più le tecniche e migliorare – ha detto infatti il giovane Saverio, 16 anni –. Non so ancora se da grande vorrò fare questo lavoro ma conserverò con cura questo attestato conquistato con costanza e sacrificio”, ha aggiunto, dimostrandosi fiero dei risultati raggiunti.

Ma, proprio in occasione di questo momento di festa, non si può non rivolgere un pensiero a Luigi, 17 anni, morto nelle scorse settimane a Napoli, raggiunto da un colpo di pistola dopo aver tentato una rapina. Luigi è stato ospite per un anno e mezzo della comunità di Torre Annunziata e, dietro al bancone, era uno dei più appassionati.

A lui, don Antonio Carbone, ha dedicato un lungo post su Facebook, ricordando che Don Bosco ci invita sempre a trovare in ogni ragazzo quel “punto accessibile al bene”.

“Lo ricordo quando con tanto sacrificio volle imparare il mestiere del pizzaiolo, lo ricordo quando durante i mesi di lockdown tre giorni a settimana, insieme ad altri ragazzi preparava le pizze da portare a famiglie disagiate, lo ricordo piangere perché in quei mesi non poteva vedere la sua famiglia, lo ricordo la domenica a Messa con sguardo rivolto verso il basso quando durante l’omelia si parlava di vita bella alla quale ci chiama Gesù”, scrive il salesiano, che poi conclude: “Spesso mi sento fare questa domanda: ma dei ragazzi che passano per la comunità in quanti si salvano e in quanti si perdono? La vita, per fortuna, è un evolversi, nessuno di noi ha il sigillo del salvato e nessuno è per sempre perso”.

 

Ispettoria Meridionale – Ordinazione a Scutari di don Giuseppe Andrés Liano Pira

Dal sito dell’Ispettoria Meridionale l’annuncio dell’ordinazione sacerdotale di don Giuseppe Andrés Liano Pira. 

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L’Ispettoria Salesiana Meridionale comunica con gioia la prossima Ordinazione sacerdotale di don Giuseppe Andrés Liano Pira, sabato 24 ottobre 2020 presso la cattedrale di Santo Stefano a Scutari (Albania).

Don Giuseppe, salesiano guatemalteco, inviato nel 2015 con il progetto missionario “Europa” in Albania e Kosovo, doveva essere ordinato il 15 agosto scorso in Guatemala, ma la diffusione del Covid-19 ha costretto alla ridefinizione di una nuova data e luogo dell’ordinazione.

Queste le sue parole:
«A causa della situazione mondiale, dell’incertezza dell’indomani, abbiamo iniziato un discernimento riguardo a quanto sia prudente e opportuno. […] Guardandoci attorno, come lo chiede la motivazione pastorale di quest’anno, ci siamo accorti che qui (in Albania), anche se la situazione è complessa, non c’è niente che ci impedisca il poter vivere questo dono in mezzo a questi ragazzi, per i quali il Signore mi ha chiamato e per i quali mi ha consacrato. Alla fine, è per loro che il Signore mi ha voluto sacerdote… quindi, perché farli aspettare? 
Certo che sarebbe stato bello viverlo come avevamo sognato all’inizio. Ma è più bello ancora scoprire il cammino di purificazione che il Signore mi ha chiesto di fare, cambiando la domanda riguardo all’ordinazione. Sono passato dal ‘come la desidero’, al ‘come è possibile farla’ fino ad arrivare al ‘come vuoi Tu che sia’. Un cammino di rinuncia anche a tanti aspetti personali, per lasciare che sia tutto del Signore. Un segno forte che mi dica e che mi aiuti a cominciare a vivere quello che sarà il programma di vita che il Signore mi ha ispirato: É Cristo che vive in me. 
Sono felice. Sono grato con il Signore. E sono felice di poter dire: sono pronto, eccomi, Signor. É il Signore che così l’ha voluto e sono felice di poter viverlo così. Sia Lui sempre, e solo Lui, a guidare i nostri cuori». 

Ispettoria Meridionale, parte la Scuola di Mondialità 2020/2021

Pubblichiamo un articolo dell’Ispettoria Meridionale sulla Scuola Mondialità 2020/2021.

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Animazione Missionaria…Parte prima…Scena 1…Azione! Ops…SPERANZA IN AZIONE!

“Speranza in azione” è il motto che accompagnerà, quest’anno, il percorso formativo dell’Animazione Missionaria. Ispirati dalla visionarietà di Don Bosco, si diceva di lui che fosse un uomo capace di vedere l’invisibile, vogliamo crescere insieme nell’avere nuovi occhi sulle realtà del mondo. Questo importante obiettivo nasce in sintonia con il progetto pastorale triennale della nostra ispettoria che quest’anno, nello specifico, ruota attorno all’idea di cercare il nostro posto “nel cuore del mondo”, invitandoci a fare un tuffo nella realtà che ci circonda che, oggi più che mai, ci chiama a essere educatori e promotori di speranza.

Tanti obiettivi e parole che vorremmo trasformare in azioni, grazie alla disponibilità di ciascuno di voi! Non cerchiamo spettatori ma giovani pronti all’azione, pronti ad essere protagonisti di questo ricco cammino formativo che prevederà alcuni week end d’incontri dedicati sia ad aspetti teorici e conoscitivi sia ad esperienze concrete, grazie alla collaborazione con le realtà locali, oratoriane e non, che ci ospiteranno. Percorso integrato alle significative esperienze spirituali che la nostra ispettoria propone. (Vi rimandiamo alla locandina per i dettagli).

Il nostro primo appuntamento sarà il 17 e il 18 Ottobre a Foggia! Iniziamo insieme nel mese missionario per eccellenza per proseguire fino all’estate momento in cui, a conclusione della formazione, sarà possibile vivere esperienze di missionarietà in contesti poveri. Non vi resta che domandarvi: Se non io, chi?

“Siate forti, riprendete coraggio, o voi tutti che sperate nel Signore.” (Salmi 31:25)

L’equipe di Animazione Missionaria

 

Salesiani di Potenza in festa: compie 100 anni don Bruno Bertolazzi

Pubblichiamo un articolo uscito sul sito dell’Ispettoria Meridionale che oggi festeggia i cento anni di don Bruno Bertolazzi.

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La comunità salesiana di Potenza (Basilicata) e tutta l’Ispettoria Salesiana Meridionale, oggi vive una festa speciale: il compleanno dei cento anni di don Bruno Bertolazzi! 

“In manus tuas Domine commendo spiritum meum” (Lc 23, 46).Signore mi affido a te, perché mi fido di te”. Questa la frase che ha ispirato il percorso di don Bruno, il quale, ogni giorno, ha affidato la sua vita al Padre e a Don Bosco.

Allegro, positivo e grande sognatore dedica la sua vita a Don Bosco dal 1944, quando, militare, visita la comunità salesiana di Torre Annunziata e a 25 anni comincia il suo cammino da novizio a Portici.

Laureato in Giurisprudenza all’Università di Padova e in Filosofia all’Università di Messina, a 22 anni era presidente della FUCI di Treviso (Federazione Universitaria Cattolica Italiana). Oggi è punto di riferimento per i giovani universitari cattolici dell’Ateneo Lucano, dimostrando con vitalità una grande passione educativa, rimanendo sempre al passo con i tempi, informandosi e progettando per i giovani. La sua pagina Facebook è continuamente invasa da messaggi di ex-allievi che ha incontrato nel percorso sacerdotale e nelle diverse città e comunità in cui ha operato, a prova della sua dedizione e di ciò che dona ai giovani ancora oggi. 

Dal 1990 al 1996 svolge il ruolo di direttore della Casa Generalizia, contribuendo alla crescita della Congregazione. Nel mese di ottobre del 2015, alla presenza del Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana, don Ángel Fernández Artime, durante la chiusura dei festeggiamenti dell’Ispettoria Salesiana Meridionale per il Bicentenario della nascita di don Bosco, viene festeggiato dai suoi confratelli per l’impegno e la longeva appartenenza alla famiglia salesiana.

Ma come è possibile vivere così pienamente 100 anni di vita, riuscendo ad essere sempre al passo con il proprio tempo? Glielo abbiamo chiesto.

Basta non opporsi al tempo, seguire le novità, aprirsi al dialogo con i giovani, non arroccarsi al passato e guardare al futuro. Questo è l’elemento fondamentale perché gli anni siano accompagnati dagli ideali.                                                                                        (don Bruno Bertolazzi)

Un uomo pieno di vita, sognatore, sempre vicino ai giovani, che vive con i “Piedi per Terra e lo sguardo al cielo”.

Oggi ancora di più ringraziamo il Signore per il dono di Don Bruno, per il suo impegno inesauribile verso i giovani e per la sua comunità salesiana.

Oggi, brindiamo tutti a lui!

 

IME, Convegno di Pastorale Giovanile: “Far crescere le sinergie lavorare insieme”

Pubblichiamo il resoconto del convegno di Pastorale Giovanile dell’Ispettoria Meridionale che si è svolto al Don Bosco di Napoli dal 28 al 30 agosto.

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Dal 28 al 30 agosto 2020, presso l’Istituto salesiano “don Bosco” di Napoli, si è svolto l’annuale convegno di Pastorale Giovanile al quale hanno preso parte tutti i salesiani e i laici delle Comunità Educativo-Pastorali dell’Ispettoria Salesiana Meridionale. La proposta della Pastorale Giovanile per l’anno 2020-2021 ha fatto da sfondo alle riflessioni delle tre intense giornate di convegno.

Nella prima giornata, con la rilettura della Lettera a Diogneto a cura di don Daniele Merlini, direttore del Borgo don Bosco di Roma, si sono distinte diverse parole chiave: mondo, cittadinanza, empatia, speranza. Parole che risuonano e che ben si associano all’obiettivo pastorale che quest’anno verrà affrontato come comunità ispettoriale: “Attraverso il sogno di 9 anni, consapevoli della chiamata ad essere santi, vogliamo provare a guardarci attorno con altri occhi (CV 6). Con questo sguardo rinnovato impariamo a cogliere l’amore di Dio per il mondo che ci spinge al dialogo con esso, per poter essere sale e luce (Mt 5)”. Certamente la lettera a Diogneto ha dato diversi spunti per aiutarci a guardare attorno con uno sguardo nuovo.

La seconda giornata di sabato 29 è stata, invece, caratterizzata dall’introduzione biblico-teologica al tema pastorale a cura di S.E. Mons. Luigi Renna, vescovo della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano: “Dio ha tanto amato il mondo”. L’intervento ha dato modo di riflettere sulle caratteristiche dell’amore di Dio. L’universalità, in quanto si parla di salvezza universale, e personalizzazione dell’amore di Dio: Gesù ama il mondo nell’universalità ma incontra le persone una ad una. La sua parola giunge al fondo dei cuori.
A seguito dell’intervento i convegnisti hanno avuto modo di confrontarsi sugli input ricevuti, suddividendosi in tre gruppi di lavoro e altrettanti tempi di studio, lasciandosi guidare dai temi proposti nel volume delle “Linee Progettuali della PG” (a cura della CEI): ESSERCI, il COMUNICARE e l’APRIRE LUOGHI. Tali temi sono stati accompagnati dalla condivisione di esperienze virtuose messe in atto da alcune realtà della nostra ispettoria salesiana.
In particolare, riguardo all’ ”ESSERCI insieme per testimoniare la comunione”, l’esperienza del progetto “Ri-Generazioni” dei Salesiani di Foggia, presentata da Massimo Marino, ha dimostrato come poter inserirsi efficacemente in un territorio complesso in rete alle iniziative diocesane per animare i diversi luoghi e coinvolgere le risorse presenti. Le pastorali giovanili possono progettare insieme o in parallelo, differenziando l’offerta per incontrare sempre più giovani.
“COMUNICARE”, invece, non solo per pubblicizzare iniziative ma come una competenza essenziale per l’incontro e il dialogo nella relazione educativa, è il tema approfondito dalla testimonianza di Federico Silvestro che ha raccontato la struttura organizzativa dell’ufficio di comunicazione “Don Bosco” di Napoli.
In ultimo, “APRIRE LUOGHI”, Giovanni Monaco e Francesco Abbruzzese della comunità di Andria hanno raccontato il processo di realizzazione dell’aula studio per gli studenti universitari concentrato intorno all’idea di accoglienza dei più giovani, tenendo aperta la porta di casa della comunità, affinché possano entrare senza difficoltà e senza sentirsi giudicati, rispondendo alle loro richieste, anche implicite, di stare insieme, di trovare appartenenza e di sperimentare nuovi legami.
Al termine delle testimonianze, i tre diversi gruppi hanno avuto un momento di studio personale e la possibilità poi di confronto e condivisione.

La giornata conclusiva di domenica 30, invece, si è incentrata sul confronto e sulla programmazione degli obiettivi di ciascun settore di animazione ispettoriale, concludendosi con la Celebrazione Eucaristica, presieduta dall’Ispettore don Angelo Santorsola.

«Anche quest’anno giunge al termine il nostro convegno di Pastorale Giovanile. Ci siamo trovati ad approfondire il tema pastorale di quest’anno, un tema affascinante e attuale. La relazione di don Daniele Merlini e l’introduzione biblico-teologica al tema pastorale da parte di sua eccellenza Mons. Luigi Renna, ci hanno fatto respirare in profondità i contenuti della proposta pastorale. Ci hanno fatto toccare con mano, che essere cristiani nel mondo, in ogni tempo, pone problemi e sfide non così distanti da oggi. L’impegno è quello di combattere gli idoli di oggi, perchè si possa realizzare la nostra missione.  Far crescere la collaborazione, le sinergie. lavorare insieme, pensare insieme, decidere insieme, salesiani, laici, giovani. Accettare quello che siamo e la nostra comunità. Questa è la comunità da amare, queste sono le comunità, educative pastorali, in cui oggi dobbiamo essere nel cuore del mondo.» (don Angelo Santorsola)