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Il nuovo Consigliere per la Regione Mediterranea: “Il mio sogno parte dalla nostra storia ed è promessa di futuro”

Pubblichiamo l’intervista che don Juan Carlos Pérez Godoy, nuovo Consigliere per la Regione Mediterranea, ha rilasciato all’agenzia salesiana ANS.

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Cosa l’ha spinto a farsi salesiano?

Non conoscevo affatto i salesiani. Grazie a una borsa di studio richiesta dalla mia insegnante, la signorina Carmen Gabaldón, e per la quale superai l’esame, conobbi i salesiani ad Utrera, la prima casa salesiana in Spagna, quando avevo 10 anni, e vi rimasi sette anni come internista. La cosa che attirò la mia attenzione erano proprio i salesiani stessi: erano religiosi speciali, felici, vicini, si prendevano cura di noi, giocavano con noi e allo stesso tempo erano esigenti. In seguito, conobbi la vita di Don Bosco, attraverso alcuni filmini e letture. Ricordo che un anno, per un concorso scolastico, imparai a memoria l’opuscoletto di Don Bosco sul Sistema Preventivo (però non chiedetemelo oggi, eh!). Man a mano, capii perché i salesiani erano così: perché erano figli di Don Bosco, che amava profondamente i giovani, e stava vicino a loro e ai loro problemi. Da più piccolo mi colpivano molto gli aneddoti di Don Bosco, gli avvenimenti particolari, i miracoli… Col passare del tempo compresi un po’ più della spiritualità salesiana, delle opere salesiane (a scuola c’erano dei cartelli con foto di tutto il mondo salesiano, delle missioni). Ma soprattutto compresi il significato del clima di festa e di gioia: ci dicevano che la santità consisteva nello stare sempre allegri. Quando giunse il momento di decidermi per il futuro, all’epoca del Corso di Orientamento Universitario, mi ritrovai ad un ritiro con questa frase: “Dal tuo sì o dal tuo no dipende la felicità di molti”. E decisi di dire SÌ al Signore.

Cosa porta con sé dell’esperienza del CG28?

È stato il quarto Capitolo Generale cui ho partecipato, ma se nessuno mi è rimasto indifferente, questo ancor meno. La prima cosa che mi ha colpito è averlo celebrato a Torino, in quei luoghi salesiani, luoghi santi per noi. Tutto parlava della presenza di Don Bosco e dell’Ausiliatrice, con un forte richiamo alla fedeltà e alla santità.

La seconda cosa è stata la presenza dei giovani. Porto ancora nel cuore quei giorni con loro, rappresentanti di tutti i giovani del mondo salesiano. Hanno riempito di freschezza e di spontaneità l’ambiente capitolare, richiamandoci, come salesiani, all’essenziale. La loro presenza, i loro messaggi, le testimonianze e le richieste – di stare tra di loro, di amarli, di essere segni di paternità, di accompagnarli all’incontro con Dio… – sono stati una nuova “Lettera da Roma”.

E infine, non mi è indifferente, l’essere stato eletto Consigliere Regionale per la Regione Mediterranea. Senza dubbio, si apre una nuova tappa della mia vita salesiana.

Covid-19 ha condizionato il modo in cui ci incontriamo, ci rapportiamo… Come pensa che la tecnologia e i media abbiano accompagnato e stiano accompagnando questo processo nella sua regione?

Certamente Covid-19 ha condizionato l’inizio del mio servizio, sia nella possibilità di visitare le Ispettorie della Regione, sia nello sviluppo di alcuni incontri che erano stati pianificati. Ma, d’altra parte, ci ha fatto scoprire la possibilità di questa comunicazione “virtuale” che ci ha permesso di realizzare buona parte del programma secondo le previsioni. Ho potuto salutare tutte le comunità di alcune Ispettorie, abbiamo avuto tutti i curatoria delle case di formazione, le feste della comunità ispettoriali che si sono svolte online… Nello stesso Consiglio Generale, vista l’impossibilità di essere tutti noi in sede, abbiamo appreso questa modalità di svolgimento delle nostre riunioni, anche se devo dire che non è la soluzione perfetta, nel senso che risolve un ostacolo, ma si perdono altri elementi che la presenza fisica rende possibile.

Cosa ha potuto conoscere finora del nuovo incarico? Cosa si aspetta per il futuro?

Ho imparato che il primo compito è quello di collaborare con il Rettor Maggiore nell’animazione e nel governo della Congregazione. E all’interno del Consiglio promuovere un’unione più diretta tra le Ispettorie della Regione Mediterranea con il Rettor Maggiore e il suo Consiglio; dovrò curare gli interessi, la vita e la missione, delle Ispettorie che mi sono state affidate e dovrò facilitare in Consiglio la conoscenza delle situazioni locali in cui si sviluppa la nostra missione. Tutto ciò comporterà frequenti contatti con gli Ispettori e i consigli ispettoriali, visite straordinarie, presenza ai vari curatoria delle case di formazione e negli organismi regionali, momenti di incontro e di coordinamento…

Guardando al futuro, questa è una Regione preziosa che ha le sue ricchezze – prima fra tutte, le persone – e ovviamente anche delle sfide. Ciò che ci farà consolidare e crescere come Regione sarà affrontare queste sfide con coraggio e decisione, mettendo il meglio di ciascuno al servizio del carisma e della missione salesiana, nel nostro contesto territoriale e storico, con grande fiducia nel Signore: “Avanti, sempre avanti, con lo sguardo fisso sul Signore”, come ci ha insegnato Don Bosco.

Tra sei anni, cosa sogna per la sua Regione?

Don Bosco fu un grande sognatore, ma con i piedi per terra. Il mio sogno parte dalla nostra storia, che non è passato, è promessa di futuro, e da cui abbiamo tanto da imparare. Una storia fatta da tanti confratelli, con nome e cognome, che hanno donato la loro vita e che parla di generosità, vitalità e fedeltà, delle nostre Ispettorie, dei mei confratelli, della Famiglia Salesiana e di tanti giovani e laici impegnati.

Certamente, abbiamo anche alcune sfide: la fecondità vocazionale; la rivitalizzazione della nostra vita consacrata salesiana; l’attenzione ai giovani poveri e a rischio esclusione – con particolare attenzione all’immigrazione; il nostro orizzonte missionario – la sensibilità missionaria della nostra regione è impressionante, con molte Ispettorie da cui dipendono delle case nei territori missionari, e con l’orizzonte missionario all’interno della nostra stessa Regione, con il Medio Oriente che esige da noi una grande solidarietà.

Non possiamo smettere di sognare. E io sogno una grande comunione di persone, salesiani di ogni età e condizione, laici innamorati di Don Bosco, Famiglia Salesiana tutta, che, uniti e in comunione di intenti e sinergia di forze, lavorano per l’educazione e l’evangelizzazione dei giovani. Stare con loro, in mezzo a loro, poter contare su di loro è il segreto della nostra fedeltà. Senza di loro non saremo fedeli al prezioso tesoro della vocazione salesiana che ci è stata donata. Loro sono la garanzia del nostro futuro.

In questo senso vorrei che noi, come Don Bosco, vivessimo come se vedessimo l’invisibile.

L’animazione dei Delegati di Pastorale Giovanile, tra novità e tratti inossidabili

Pubblichiamo dall’agenzia salesiana ANS l’intervista al Consigliere Generale per la PG, don Miguel Ángel García Morcuende sul futuro dell’animazione della Pastorale Giovanile.

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(ANS – Roma) – Il Dicastero di Pastorale Giovanile (PG) ha introdotto una nuova modalità di animazione per i Delegati ispettoriali di PG e l’ha adoperata per la prima volta la settimana scorsa. Abbiamo chiesto al Consigliere Generale per la PG, don Miguel Ángel García Morcuende, di parlarci di questa novità.

Don Miguel Ángel, potrebbe illustrarci in cosa consiste questa nuova modalità?

All’inizio di un nuovo sessennio, tenendo conto delle sfide pastorali attuali ed alla luce del cammino della Chiesa e del Capitolo Generale 28°, vogliamo condividere personalmente con tutti i Delegati ispettoriali per la Pastorale Giovanile uno spazio di confronto, scambio e riflessioni che riteniamo fondamentali per programmare il sessennio 2020-2026. Come sappiamo non è possibile al momento prevedere degli incontri regionali secondo i modi e le dinamiche che sono state usate negli ultimi incontri. Per fare questo e superare i limiti delle distanze, faremo lungo il corso: un incontro iniziale online di 4 mattine con tutti i Delegati di ogni Regione; un incontro “face to face” personale online con me ed il referente regionale per valutare le sfide e le prospettive di ogni Ispettoria nell’ambito della Pastorale giovanile e i suoi processi; per i nuovi Delegati, opportunamente, si proporrà un incontro online, secondo le regioni e le lingue, per un cammino di vicinanza ed accompagnamento che aiuti a capire il ruolo e le dinamiche della missione ed azione del Delegato di PG, d’accordo con il “Manuale del Delegato Ispettoriale di Pastorale Giovanile”.

Questa scelta è stata dovuta solo alla situazione generata da COVID-19 o hanno inciso anche altre motivazioni?

Da una parte, il cambio di metodologia quest’anno si è dovuto a COVID-19. Ma anche come Dicastero ci proponiamo di perseguire tre mete fondamentali, sempre con l’idea di costruire ponti con le realtà ispettoriali: ascoltare, accompagnare e sostenere i Delegati per la Pastorale Giovanile che hanno una forte responsabilità istituzionale in contesti di riferimento molti diversi; comprendere la realtà dei giovani sul piano socio-culturale e religioso, per identificare con i Delegati le proposte adeguate ai loro bisogni umani e spirituali; assistere, per ultimo, gli stessi Delegati, affinché promuovano una progettualità fondamentale, che preveda l’individuazione di priorità, obiettivi, modalità operative nell’Ispettoria.

Nella programmazione dei lavori del Dicastero che ruolo avrà questa nuova metodologia? Sarà un elemento centrale o dovrà essere necessariamente integrato con altre opzioni?

Per l’animazione della vita della Congregazione a livello delle aree geografiche sono previsti altri spazi di animazione estremamente legati all’incontro personale. Facciamo molta attenzione alle visite, in modo che siano un momento di ascolto attento e ugualmente occasione di apertura di orizzonti alla comunione con tutta la Congregazione. Si tratta di rinforzare il coordinamento e la collaborazione nelle Regioni e della loro articolazione con il Dicastero. Incontri di formazione, contatti frequenti, elaborazione degli strumenti e sussidi sono altri mezzi.

Secondo lei, si tratta di un modello replicabile anche a livello più locale o ad altri ambiti di animazione salesiana?

Penso di sì. Infatti, nella Pastorale Giovanile, la nostra Congregazione ha sempre investito molto. Tanti confratelli dedicano le energie migliori in questa missione, che non è né semplice, né facilmente realizzabile. Perciò, una sfida oggi più che mai sentita e accolta è l’accompagnamento dei Delegati per la PG a livello personale, grazie al quale ciascuno si possa sentire sostenuto nel cammino e aiutato a svolgere l’impegno pastorale nella cura delle persone a lui affidate, sempre in sintonia con la realtà e i contesti nei quali operiamo.

Nel dialogo con i Delegati sto sperimentando che, prima ancora di essere impegnati in un servizio che ha livelli di competenze da attivare, iniziative e sinergie da mettere in campo, essi offrono una grande testimonianza, che è provocazione per tutti, anche per la vita dei giovani.

Proposte per far conoscere “Animazione e governo della comunità – Il servizio del direttore salesiano”

Pubblichiamo dall’agenzia salesiana ANS il video di presentazione del consigliere generale per la Formazione, don Ivo Coelho, del materiale offerto a tutte le comunità salesiane.

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(ANS – Roma) – Don Ivo Coelho, Consigliere Generale per la Formazione, in un breve video di 3 minuti presenta il materiale di animazione che viene offerto alle comunità salesiane e a tutti i confratelli, per accompagnare la lettura e la condivisione comunitaria su “Animazione e Governo della comunità – Il servizio del direttore salesiano”.

Come dice don Coelho nel video, il testo è ora disponibile nelle 6 lingue principali usate in Congregazione. “È il frutto del cammino di insieme delle 7 regioni, di tanti gruppi di direttori e confratelli, di due seminari internazionali e di una gestazione paziente e condivisa del testo finale”.

Approvato dal Rettor Maggiore e dal suo Consiglio nell’aprile 2019, il documento è stato presentato ai membri del CG28, nelle varie lingue e già nella sua veste tipografica finale. Alcune modifiche e aggiunte presentate durante i lavori del Capitolo sono state integrate, giungendo così alla edizione definitiva.

Mentre stanno iniziando le operazioni di stampa secondo le indicazioni numeriche date dagli Ispettori, dopo i rallentamenti causati dalla pandemia, vengono offerti dei sussidi on-line per facilitare l’utilizzo di questo nuovo strumento per la formazione permanente delle comunità durante questo primo anno dopo il Capitolo.

Continua don Coelho: “Ci sarà un video intervista con il Rettor Maggiore che presenta il processo nel suo insieme. E poi tre video di introduzione ad ognuna delle tre parti, con PowerPoint, schede e altro materiale. Avremo così quattro unità di materiali che aiutano la lettura e la condivisione in comunità. Li manderemo pian piano, ogni unità a un intervallo di circa tre mesi l’una dall’altra”.

Riferendosi a quanto afferma il Rettor Maggiore nell’introduzione, don Coelho insiste sul fatto che è un dono ed insieme proposta di cammino per ogni confratello, non solo certo per i Direttori.

“Questo testo è solo il punto di partenza. Quel che conta, cari confratelli, è quello che avviene da qui in poi, casa per casa, per tutti, per ogni confratello nella Congregazione. … È il cammino di crescita che vogliamo fare insieme, grazie anche a questo strumento”.

La terza parte, soprattutto, dal titolo “Il direttore e la missione salesiana condivisa”, riguarda l’intera comunità educativa pastorale, dove Direttore e religiosi sono al fianco dei membri di altri gruppi della Famiglia Salesiana e di tante altre persone che condividono in forme diverse la missione di Don Bosco.

Questo testo si apre su un orizzonte molto ampio; incoraggia e orienta la presenza salesiana nella Chiesa, sul territorio, tra la gente di così tante culture e anche tradizioni religiose diverse, dove le comunità salesiane nel mondo sono oggi presenti.

 

Chi ama comunica. E comunicare in stile salesiano significa essere sempre fedeli ai giovani

Pubblichiamo una riflessione sulla comunicazione del Consigliere generale don Gildásio Mendes dos Santos, dall’agenzia salesiana ANS.

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(ANS – Roma) – Le problematiche sperimentate e ancora vive in molti Paesi del globo a motivo della pandemia di Covid-19 non hanno fermato la comunicazione salesiana. Anzi, poiché “comunicare è reinventare, è creare nuovi e sorprendenti linguaggi”, le difficoltà sono diventate opportunità per andare più a fondo e trovare nuovi significati e nuove modalità di comunicare – cioè di amare – e di farlo in stile salesiano. Ecco la riflessione sul tema del Consigliere Generale per la Comunicazione Sociale, don Gildásio Mendes dos Santos.

Cari amici e care amiche,

Tutti – voi e noi insieme – abbiamo fatto del nostro meglio per comunicare con persone vicine e lontane, per alimentare la nostra Speranza, per continuare a lavorare con entusiasmo, anche in questi tempi difficili per crisi sanitaria ed economica, dovuti a Covid-19.

Camminiamo accanto ai nostri giovani perché crediamo in loro. Con loro condividiamo la nostra vita, con loro comunichiamo, per loro preghiamo. Li ameremo sempre, camminando insieme e con lo sguardo rivolto al futuro.

Abbiamo imparato dal nostro Padre, Don Bosco, questo stile salesiano di vivere con ottimismo e gioia l’amore di Dio, e di credere sempre nel seme di bene che cresce e fruttifica nel cuore dei nostri giovani. Questa è pertanto la sorgente del nostro stile di comunicare!

In tutte le Ispettorie Salesiane del mondo abbiamo visto delle iniziative interessanti e creative di comunicare e di condividere esperienze di servizio e solidarietà a favore dei più poveri e bisognosi.

Disponiamo di una grande rete – la salesiana – per comunicare la solidarietà! Abbiamo visto, ad esempio, l’impegno delle Ispettorie e delle Regioni salesiane per editare e condividere il Bollettino Salesiano nel Mondo (tanto il cartaceo quanto il digitale), la creazione di tanti “live” per programmi artistici, educativi, musicali.

Comunicare è reinventare! È creare nuovi e sorprendenti linguaggi per dare vita ai nostri racconti e per condividere con audacia i nostri sogni e i nostri progetti!

In questi tempi abbiamo seguito da vicino svariate iniziative di gruppi giovanili, di volontariato, promuoventi la solidarietàattraverso la raccolta e la donazione di prodotti alimentari, medicinali e di abbigliamento. Abbiamo visto diversi progetti di sensibilizzazione sulla prevenzione del Coronavirus, celebrazioni religiose e liturgiche ben fatte, articoli, e molta condivisione attraverso le reti sociali.

Negli ultimi tre mesi ho partecipato ad alcune videoconferenze molto interessanti, organizzate sia da vari Delegati per la Comunicazione, quanto dalle nostre comunità e dai gruppi di lavoro.

Ci piace avvicinare i giovani, ascoltarli, essergli presenti come amici, accompagnarli nel loro percorso formativo. Questo stile di comunicazione ci fa stare con loro, consapevoli del fatto che, vicini o lontani, pensiamo sempre a loro.

Lo stile salesiano di comunicare nasce dal carisma, dal modo di Don Bosco, sia di vivere la spiritualità salesiana, sia di trasmettere lo spirito di famiglia ai cConfratelli e a tutta la Famiglia Salesiana.

La comunicazione fa parte essenziale del carisma salesiano: infatti troviamo la vitalità del nostro carisma nello stile di amare Dio attraverso i giovani.

Cos’è la comunicazione in stile salesiano? È quel grande amore che scaturisce dal nostro cuore educativo e fluisce fino all’ultimo respiro, perché chi ama nel nome di Gesù e serve i più poveri e bisognosi sarà sempre comunicatore di un messaggio che è sempre nuovo e non invecchia mai.

E come possiamo sapere che c’è questo stile salesiano di comunicare?

– Quando i giovani riempiono non solo le nostre case, i nostri cortili, le nostre opere e presenze, ma anche i nostri siti web e le reti sociali con la loro spontaneità e gioia.

– Quando i giovani fanno riecheggiare i loro sogni, i loro dolori e le loro speranze attraverso il suono della musica, il ritmo della danza, la bellezza della poesia, le espressioni della preghiera, la liturgia della vita.

Quando i giovani raccontano la loro vita e le loro storie, cercano nuovi modi per creare e condividere i loro messaggi digitali e si assumono il loro impegno per i loro studi, il loro lavoro e la loro vita di Fede.

Queste espressioni giovanili sono delle espressioni vive del modo salesiano di comunicare!

Comunicare è un nuovo modo di costruire una società più umana e trasparente. Comunicare è scuola di dialogo e di rispetto per le persone, la loro cultura, la loro storia, il loro ambiente, i loro valori.

Comunicare in stile salesiano significa essere sempre fedeli ai giovani. Sono la nostra musica, i nostri sogni e le nostre vere gioie. È per questo che chi ama comunica.

Il nostro Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, il 12 giugno di quest’anno, ci ha trasmesso questo stile salesiano di comunicazione, con grande tenerezza e verità, quando trasmettiamo ai giovani quello che è più importante:

“Cari giovani, noi, Salesiani del nostro tempo, vogliamo dirvi che vi vogliamo bene, che la nostra vita è vostra e che, come fu per Don Bosco, ognuno di noi vi può dire: ‘Per voi studio, per voi lavoro, per voi vivo, per voi sono pronto a dare anche la vita’”.

Ho visto recentemente il cortometraggio sul Salesiano Coadiutore, Sig. Artemide Zatti, beatificato nel 2002, intitolato «Zatti, hermano nuestro».  In mezzo agli ammalati, questo salesiano ha saputo comunicare tanto la carità che ha cura, quanto l’amore che cattura. Ha donato la vita al servizio degli altri, comunicando Speranza nel Risorto e amore alla Madonna.

Comunicare con stile salesiano: questa è la nostra eredità, il nostro impegno, la nostra speranza!

P. Gildásio Mendes

Consigliere per la Comunicazione Sociale

Salesiani Cooperatori, l’incontro online del Consiglio Mondiale con il Rettor Maggiore

Il 20 giugno si è svolto un incontro online del Consiglio Mondiale dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori, che è stato arricchito della presenza del Rettor Maggiore. Dopo un momento di preghiera ed un breve saluto dei Consiglieri presenti, Don Ángel Fernández Artime ha donato alcuni spunti su cui porre attenzione, come Consiglio Mondiale, nell’animazione dell’Associazione, chiedendo ai partecipanti di non tralasciare il lavoro fatto durante il V Congresso Mondiale di ottobre 2018 e di fare continuamente riferimento agli “atti del congresso” nei prossimi anni. Facendo riferimento alla lettera di Papa Francesco indirizzata alla Congregazione Salesiana in occasione del CG28, ha evidenziato alcune particolari attenzioni che possono essere prese in considerazione anche dai laici.

Bisogna avere una doppia docilità: nella missione salesiana, guardando sempre ai bisogni dei giovani e incontrandoli lì dove sono; e verso lo Spirito Santo, facilitando quello che Lui vuole attraverso l’operato di ciascuno. Continuando, ha posto l’attenzione su due aspetti che spesso, in questi ultimi mesi, hanno segnato il nostro modo di vivere: pessimismo e ottimismo. Queste due parole infondono un atteggiamento che non viene dallo Spirito Santo, ma emergono dalla nostra autoreferenzialità. Il giusto atteggiamento è quello di vivere con una grande speranza vissuta nella fede. Bisogna avere un tocco di umanità, guardando alla storia delle persone che sono al nostro fianco per capire le loro necessità ed essere portatori di questa speranza. Il Rettor Maggiore ha poi ringraziato Sr. Leslye e Don Casti per gli anni di servizio donato a tutta l’Associazione e salutato Sr. Lucrecia come nuova Delegata Mondiale. I lavori del Consiglio sono proseguiti con la presentazione, da parte di Raúl Fernández, Responsabile della Formazione, di un itinerario su cui le Regioni lavoreranno nei prossimi mesi, per arrivare ad un Piano per la Formazione di tutta l’Associazione.

Antonio Boccia
Coordinatore Mondiale
Associazione dei Salesiani Coooperatori

Lettera del Rettor Maggiore: il nostro 28° Capitolo Generale “Speciale”

Il Rettor Maggiore, don Ángel Fernández Artime, ha inviato in questi giorni una lettera ai suoi confratelli, i membri della Famiglia Salesiana, i laici impegnati nella missione salesiana e i tanti giovani animatori, educatori e catechisti con il cuore di Don Bosco: “IL NOSTRO 28° CAPITOLO GENERALE ‘SPECIALE’. Tra il dolore del Coronavirus e l’ESPERIENZA PASQUALE”.

“Di fronte a questa situazione di tribolazione, consapevoli della sua complessità, non possiamo, come credenti, trascurare lo sguardo credente. Il Papa stesso ci ha avvertito di non sprecare questi giorni difficili”.

(Don Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore)

La prospettiva del Rettor Maggiore raggiunge poi l’immediato futuro, nel quale si profilano “gravi conseguenze, anche economiche, in molte nostre case”. Di fronte a tale scenario l’invito è senza incertezze:

“Dobbiamo pensare a una carità e a una solidarietà molto concrete… Pensiamo quindi a come riadattarci, ma mai al prezzo di lasciare i nostri destinatari più poveri senza la cura e l’attenzione da parte della casa salesiana in cui sono sempre stati”.

La lettera è disponibile, nelle cinque lingue più parlate nella Congregazione, sul sito sdb.org.

Info ANS: due importanti processi in cui coinvolgere tutti i salesiani

Si riporta di seguito l’articolo pubblicato ieri dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS in merito ai due processi in cui coinvolgere tutti i salesiani: “Animazione e governo della comunità” e “Giovani salesiani e accompagnamento”.

Due importanti processi erano stati affidati dal Capitolo Generale 27° (CG27) al Rettor Maggiore al suo Consiglio. I risultati del lavoro svolto negli ultimi quattro anni del precedente sessennio sono stati presentati all’assemblea del CG28 nella forma di due importanti documenti approvati dal Rettor Maggiore e dal suo Consiglio: “Animazione e governo della comunità. Il servizio del direttore salesiano”; “Giovani salesiani e accompagnamento. Orientamenti e direttive”.

Sono il frutto di un lungo cammino che ha coinvolto tutte le Ispettorie, tanti gruppi di Direttori e migliaia di giovani salesiani. Dopo alcune integrazioni proposte dal CG28 sono ora disponibili per tutti nelle 5 lingue più usate nella Congregazione. Anche la versione in polacco è in fase di pubblicazione.

La lettura consigliata non è quella che si adotterebbe per un articolo di una rivista, anche se questo può essere un primo approccio personale senz’altro interessante e utile. Il suggerimento che don Ivo Coelho, Consigliere Generale per la Formazione – che ha seguito più da vicino i due processi – ha offerto attraverso una lettera inviata la settimana scorsa, è quello di dedicare questo primo anno del sessennio a “Giovani salesiani e accompagnamento…” da parte delle comunità di formazione iniziale. Le altre comunità possono invece focalizzare l’attenzione su “Animazione e governo della comunità…”. Nel secondo anno del sessennio si potrà scambiare il rispettivo centro di interesse, e procedere con il documento non ancora esaminato.

Ognuno dei testi è suddiviso in tre parti:

“Animazione e governo della comunità. Il servizio del direttore salesiano”

  • L’IDENTITÀ CONSACRATA SALESIANA
  • IL DIRETTORE NELLA COMUNITÀ RELIGIOSA SALESIANA
  • IL DIRETTORE E LA MISSIONE SALESIANA CONDIVISA

“Giovani salesiani e accompagnamento. Orientamenti e direttive”

  • RICONOSCERE
  • INTERPRETARE
  • SCEGLIERE

Dal Dicastero per la Formazione verranno offerti dei sussidi per facilitare un approccio graduale da parte delle comunità durante i prossimi 12 mesi, così da favorire la riflessione, il confronto e la contestualizzazione di ciascuna parte per ogni gruppo di salesiani e Ispettoria.

Il primo obiettivo, in questi giorni, è fare in modo che le versioni digitali dei documenti abbiano la massima diffusione. La versione cartacea sarà predisposta e accessibile quando le condizioni esterne lo permetteranno.

Favorire il più possibile la disseminazione di questi importanti documenti è anche un segno di riconoscenza per i tantissimi confratelli che in vario modo sono stati parte di questo processo fino a questo punto, che non è affatto la tappa conclusiva. Si tratta piuttosto di una nuova partenza, anzi della fase principale e più importante, dove la direzione di marcia che è emersa va percorsa, così da produrre la crescita e i cambiamenti desiderati.

È un modo concreto e autorevole di rispondere insieme all’appello-domanda del CG28 “Quali salesiani per i giovani di oggi?”.

“Quali sono i nostri grandi sogni?”: il commento pedagogico di don Sala al messaggio del Papa ai Capitolari

Pubblichiamo il commento pedagogico scritto da don Rossano Sala al messaggio che Papa Francesco ha rivolto ai partecipanti al 28° Capitolo Generale.

Il Capitolo Generale 28°, un po’ come il Concilio Vaticano I, sarà ricordato come un Capitolo interrotto. Non dalle truppe italiane che entrarono a Roma, ma da un invisibile e aggressivo virus che si è diffuso così velocemente nel mondo tanto da bloccare ogni cosa.
Abbiamo cominciato con grande entusiasmo sabato 16 febbraio e dovevamo terminare, secondo il programma prestabilito, sabato 4 aprile. Invece abbiamo dovuto sospendere questo bel momento di grazia sabato 14 marzo, esattamente dopo 4 settimane di lavori. Abbiamo avuto il tempo di studiare la relazione del Rettor Maggiore sullo stato della Congregazione, di vivere alcuni momenti di spiritualità iniziali e di lavorare al primo e al secondo nucleo del tema capitolare. Abbiamo terminato con le elezioni del nuovo Consiglio Generale per il sessennio 2020-2026.
Siamo tornati a casa alla spicciolata e un po’ furtivamente come l’esercito d’Israele dopo la morte di Assalonne (cfr. 2Sam 19,4) – in verità alcuni non lo hanno ancora fatto, perché sono tuttora bloccati a Valdocco –, senza un Documento finale che possa fare da mappa condivisa per il prossimo sessennio. È stata solo presentata all’assemblea la prima bozza del primo nucleo, che è stata sostanzialmente accolta nel suo insieme, e sono stati fatti i lavori delle commissioni sul secondo nucleo. I membri del CG 28, viste le circostanze, hanno demandato al Consiglio Generale, attraverso una votazione ufficiale, il compito di rielaborare ciò che è stato prodotto.

In attesa di quello che i nostri superiori ci diranno e ci daranno, che cosa ci rimane di questa esperienza? Forse un’unica cosa, il Messaggio al CG 28 di papa Francesco. Ritengo che questo testo sia una preziosa carta di navigazione, perché è un piccolo programma per il nostro rinnovamento carismatico. Leggendolo e meditandolo abbiamo compreso che il Santo Padre non solo ci vuole bene, ma vuole anche il nostro bene ed ha a cuore la nostra Congregazione. Tutti hanno compreso che quello che ci ha scritto non è un discorso di circostanza, ma è la parola di un padre che viene dal cuore e che chiede a tutti di ripartire da don Bosco, invitandoci a realizzare ciò che lui ha ripetutamente chiamato “Opzione Valdocco”.
Per questo ho ritenuto opportuno offrire un breve commento pedagogico-pastorale al Messaggio al CG 28, che dobbiamo considerare prima di tutto un dono di un amico. L’intento di ciò che segue è quindi un invito a non dimenticarci delle parole che il successore di Pietro ha rivolto alla nostra Congregazione.
Una nota tecnica per la lettura. Il testo che segue ha volutamente un andamento “meditativo”. Si sono evitati riferimenti ad altri documenti sia salesiani che ecclesiali – le tante citazioni che si troveranno tra virgolette «» si riferiscono solo ed esclusivamente al Messaggio al CG 28 di papa Francesco – per offrire una riflessione fraterna e semplice che aiuti i singoli salesiani, le comunità religiose e le comunità educativo pastorali a fare propria la ricchezza delle parole che il Santo Padre ci ha donato. In vista di questo obiettivo al termine di ogni punto vengono proposte alcune domande per l’approfondimento personale o comunitario.

Francesco ci invita a tornare sui passi di don Bosco
Il Messaggio inviato da Francesco al CG 28 viene dal suo cuore di pastore. È evidente, leggendolo tutto d’un fiato, che non ha nulla di formale e freddo, ma tutto profuma di quella familiarità tipica del carisma salesiano. Non c’è nulla di generico, ma tutto è calibrato sul nostro carisma. Se lo confrontiamo con altri messaggi scritti a diverse Congregazioni e istituti religiosi nelle circostanze dei loro Capitoli Generali, vediamo che qui si tratta di un messaggio personale, pensato e desiderato proprio per noi in questo momento storico. Sappiamo che molte volte Francesco consegna un testo ufficiale scritto e poi parla a braccio, parla dal cuore. Non sappiamo come sarebbe andato l’incontro previsto nel pomeriggio di venerdì 6 marzo, dove il Santo Padre aveva previsto di essere tra noi a Torino, in un gesto di squisita delicatezza, attenzione e vicinanza. Mi immagino che avrebbe letto e commentato con qualche breve digressione il messaggio preparato. Probabilmente non avrebbe detto molto altro, perché in questo Messaggio al CG 28 egli esprime il suo stile pastorale in pienezza: la sua preoccupazione per i giovani, soprattutto per i più poveri; la sua tensione perché i religiosi ritornino ad essere profeti per la Chiesa e per il mondo; la sua amicizia speciale con i figli di don Bosco.
Mi piace pensare che questo messaggio si è già concretizzato nel Sinodo sui giovani: dall’ottobre 2016, quando fu reso pubblico il tema del Sinodo (“I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”) fino al 25 marzo 2019 (quando è stata firmata l’Esortazione Apostolica postsinodale Christus vivit) la Chiesa universale ha cercato di prendere sul serio il mondo giovanile alla luce del vangelo e del cambiamento d’epoca in cui siamo immersi. È stato un “Sinodo salesiano”, perché la Chiesa tutta si è occupata di ciò che a noi sta a cuore più di ogni altra cosa: i giovani!

Don Bosco comunicatore: Intervista a don Gildásio Mendes dos Santos

Si riporta di seguito l’Intervista ANS effettuata durante il 28° Capitolo Generale a don Gildásio Mendes dos Santos, Consigliere Generale per la Comunicazione Sociale.

“Don Bosco comunicatore, ci insegna oggi a comunicare per i giovani, parlando il linguaggio dei giovani”

Custodi della “Casa di tutti”: la lettera di don Juan Carlos Pérez Godoy, nuovo consigliere per la Regione Mediterranea

L’emergenza sanitaria dovuta al COVID-19 sta colpendo molte famiglie in Italia e in Europa, non risparmiando nemmeno la nostra Famiglia Salesiana. Ci arrivano notizie di Salesiani ricoverati e la preghiera per loro è che guariscano per tornare al più presto alle loro attività. Purtroppo arrivano anche notizie di salesiani deceduti: li affidiamo alla misericordia del Signore, certi che Don Bosco abbia preparato per loro un posto in Paradiso.

Il nuovo incaricato della Regione Mediterranea, don Juan Carlos Pérez Godoy SDB ha scritto, per la prima volta dalla nomina,  una lettera a tutti i salesiani della regione: ci affidiamo alle sue parole per esprimere il dolore per le perdite.

Affidiamo al Signore questi nostri fratelli e tutti quelli che potrebbero essere morti in altre ispettorie della nostra regione e di tutta la Congregazione, nella speranza del Signore Risorto, affinché possano già godere con Don Bosco del Paradiso promesso. Affidiamo anche a nostra Madre Ausiliatrice i nostri confratelli, parenti e amici che sono malati a causa di questa pandemia.

Don Juan Carlos Pérez Godoy prosegue poi ripercorrendo l’esperienza del CG28: 

Ho ancora nel mio cuore e nella mia memoria i giorni vissuti con i giovani, rappresentanti di tutto il mondo salesiano, che hanno condiviso con noi una settimana capitolare. La loro presenza, le loro parole, i loro messaggi, le loro testimonianze, ciò che ci hanno chiesto – almeno per me – è stata una nuova “lettera di Roma”. È come se lo stesso Don Bosco da sua propria iniziativa ci avesse inviato questi giovani per chiederci: “tornate agli origini, al primo amore; tornate a stare in mezzo a noi “. 

La Regione Mediterranea, culla della Congregazione, ha davanti a sé delle sfide:

Consapevoli anche delle nostre debolezze, partiamo dalle grandi potenzialità della nostra Regione: la prima, le persone, tutti i salesiani, di tutte le età e condizioni, i laici innamorati di Don Bosco, la Famiglia Salesiana che uniti e in convergenza di intenzioni e sinergia di forze lavoriamo per l’educazione e l’evangelizzazione dei giovani. Stare con loro, in mezzo a loro, contare con loro è il segreto della nostra fedeltà. Senza di loro non saremo fedeli al prezioso tesoro della vocazione salesiana che ci è stato donato. Essi sono la garanzia del nostro futuro.

Abbiamo la sfida di una maggiore sinergia nel campo della comunicazione, soprattutto le case editrici; un’attenzione particolarissima, con una maggiore sinergia, alla formazione, sia iniziale che permanente dei confratelli e dei laici, e in particolare, come indicava dal Rettor Maggiore nel suo discorso finale, con riferimento all’identità salesiana. E continuare con ciò che è già iniziato in questo sessennio passato: collaborazione tra i Centri Nazionali di PG, formazione dei direttori, studio delle case di formazione, ecc. 

Concludo, cari confratelli, mettendomi a disposizione di tutti. Vi assicuro che mi darò con tutte le mie energie alla missione che mi è stata affidata.