“9 passi insieme a Maria”: la Novena di Maria Ausiliatrice realizzata dal Noviziato del Colle Don Bosco

Per prepararsi al meglio alla Festa di Maria Ausiliatrice, i giovani del Noviziato del Colle Don Bosco 2019/2020 hanno realizzato una novena dedicata ai ragazzi e le ragazze delle scuole medie:

9 passi insieme a Maria

Dal 15 al 23 maggio, sarà possibile vivere la novena di Maria Ausiliatrice ripercorrendo i luoghi del Colle Don Bosco che parlano di Maria.

Per ogni giorno della novena sono stati realizzati:

  • un video di presentazione di ciascun passo;
  • un appellativo dedicato a Maria;
  • un passo del Vangelo;
  • un pensiero salesiano – i ricordi di don Bosco a partire “Dalle Memorie dell’Oratorio”;
  • una preghiera;
  • l’attualizzazione del passo con l’attività di laboratorio.

Quando ci è stato chiesto di provare a preparare una Novena a Maria Ausiliatrice per i ragazzi delle Scuole Medie, i novizi si sono messi subito al lavoro, con un gran desiderio di rendere un servizio utile in questa tempo di pandemia.
Abbiamo cominciato la “progettazione” domandandoci: qual è la condizione attuale dei ragazzi? Che cosa si stanno portando nel cuore, quali domande, quali difficoltà, quali necessità e desideri?
Dopodiché abbiamo provato ad immaginare che cosa Maria abbia voglia di dire ai ragazzi di oggi, chiusi in casa per la quarantena, e come trasmettere tale messaggio.
Abbiamo poi scelto come “fil rouge” della Novena la presenza di Maria nella vita di Don Bosco. Da qui dipende anche la successione delle location nei video.
Infine abbiamo provato a mettere insieme il tutto, offrendo anche un impegno da vivere, una preghiera e altro materiale utile per la riflessione.
Noi speriamo di aver fatto un buon lavoro, e ci auguriamo che tale lavoro possa essere utile ai ragazzi!
W Maria e W Don Bosco!

(Don Leonardo Mancini – Maestro dei novizi del Colle Don Bosco)

Don Martoglio: il salesiano per i giovani d’oggi “ha una relazione verticale con Dio”

Pubblichiamo l’intervista fatta al nuovo vicario del Rettor Maggiore, don Stefano Martoglio, da Marina Lomunno per l’Agenzia di informazione Salesiana ANS

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(ANS – Roma) – Il lavoro per i giovani e con i giovani, la concretezza salesiana, il cuore oratoriano che palpita a Valdocco, il salesiano per i giovani d’oggi … Di tutto questo ci parla il nuovo Vicario del Rettor Maggiore, don Stefano Martoglio.

Don Martoglio, lei è stato fino all’altro ieri Consigliere per la Regione Mediterranea; come la descrive?

La Regione Mediterranea se paragonata al mondo intero è relativamente circoscritta. Allo stesso tempo, pur essendo geograficamente più limitata, dal punto di vista del coordinamento salesiano è estremamente ricca perché il Mediterraneo è una zona in cui si incontrano Europa, Africa e Asia e quindi è una realtà non solo internazionale ma intercontinentale.

Tre mondi diversi in un crocevia di situazioni splendide ma anche di drammi come le guerre. La zona dell’Europa del sud, dal Portogallo all’Italia, ha le sue fatiche ma sostanzialmente è un’area di benessere e di grande espansione; l’Africa del nord, il Magreb e l’Egitto sono zone di povertà, emigrazione e forti tensioni sociali. E poi il Medio Oriente, dove comincia l’Asia, è terreno di contrasti, di guerre permanenti o striscianti.

Infine i Balcani dove siamo presenti in Romania e Moldavia: è un’Europa in crescita ma molto diversa dai paesi dell’Unione europea: ad Est ci sono complementarietà splendide ma anche tante divisioni. Panorami, situazioni sociali, economiche e religiose diversissimi anche dal punto di vista demografico: l’Europa del sud in recesso, la zona balcanica con una presenza giovanile forte così pure l’Africa del nord e il Medio Oriente, sebbene in contesti religiosi molto diversi: la nostra Europa laicizzata e secolarizzata, i Balcani con una dimensione più tradizionale, l’Africa del nord e Medio Oriente a maggioranza musulmana in cui noi siamo minoranza ma dove chi è arabo-cristiano ha dignità e identità che noi ci sogniamo perché là essere cristiani lo paghi sulla pelle…

In un contesto così variegato come rispondere alla domanda posta dal Capitolo: “Quali salesiani per i giovani d’oggi?”

Crediamo che ci siano molteplici elementi che rendono preziosa la presenza del carisma salesiano nell’area Mediterranea: innanzitutto per i giovani e le giovani famiglie che frequentano le nostre opere, ricche, variegate, motivate nei campi che ci caratterizzano e cioè oratori, attività giovanili, scuole, formazione professionale.

E poi il sostegno a povertà antiche e nuove che si incrociano come i migranti, i rifugiati, i minori stranieri non accompagnati… In questo contesto se si “spacchetta” il tema generatore del capitolo, “Quali salesiani per i giovani d’oggi?”, abbiamo tre filoni d’intervento: la missione, che esprime la presenza di Dio in mezzo ai ragazzi di oggi, e la formazione del salesiano che non può essere un singolo, un solitario. C’è poi una dimensione comunitaria che integra stati di vita diversi: il salesiano consacrato opera sempre e comunque con i laici, terzo elemento della riflessione del Capitolo. Noi salesiani non possiamo fare tutto, non dobbiamo fare tutto, c’è la corresponsabilità laicale: si tratta di mettere in pratica il Concilio Vaticano II e renderlo vitale sebbene siano passati 50 anni.

Papa Francesco invita i salesiani ad essere uomini di Dio, ma gente concreta. Cosa significa essere concreti nelle vostre opere in Siria dilaniata dalla guerra?

Nei contesti più terribili il primo elemento di concretezza è la testimonianza. Essere concreti in un paese in guerra come la Siria è rimanere: mentre tutti se ne vanno per la gente i salesiani che rimangono sono segno di speranza.

In Siria la presenza degli arabi cristiani si è quasi dimezzata a causa di una strategia della tensione esercitata ad arte che rende la vita impossibile: per questo la gente cerca di fuggire. Per la congregazione la prima forma di testimonianza per gli arabi cristiani è restare, aiutare a riappropriarsi della vita, accompagnare la gente a ricominciare laddove la guerra ha distrutto anche l’educazione strutturata come le scuole e gli oratori.

Ad esempio a Damasco stiamo cercando di avviare un Centro di Formazione Professionale: è un modo semplice, concreto come dice Papa Francesco, per dare speranza e, come ci invitava don Bosco, per “insegnare futuro”. Ecco l’umanesimo cristiano: e la formazione professionale è uno strumento che vale a Damasco come a Torino.

Don Stefano, cosa si porta di Valdocco da quando è lontano da Torino?

Valdocco te lo porti nel cuore sempre: qui anche le pietre ti parlano della fede di chi le ha posate. Vivendo per anni in questi cortili ho sentito tante volte i confratelli richiamarci alla centralità delle relazioni senza sentirci “padroni della messe”, ma sentendoci “servitori inutili”: il beato Filippo Rinaldi, terzo Successore di Don Bosco, aveva questa “santa” abitudine: dopo la preghiera di compieta, l’ultima del giorno, come un fanciullo scriveva su alcuni fogliettini nomi, situazioni, problemi che poneva sotto una statua della Madonna che teneva sul comodino. È un gesto semplice ma di grande spiritualità che ci dice “Signore io arrivo fin qui, Vergine santa io non uscirò mai da solo da tutti questi problemi: te li consegno perché non sono in grado da solo di trovare soluzioni e poi perché sei tu che illumini la mia vita e il mio cuore. Domattina mi riprendo i foglietti ma questa notte li tieni tu: ti affido queste persone, aiutami a dare delle risposte”. Ecco il salesiano per i giovani d’oggi: un uomo che ha una relazione verticale con Dio. Così ti salvi, perché tutto passa di lì.

L’odore dei giovani. Spirito di famiglia e maturazione vocazionale

Rossano Sala

Vivere in mezzo alla gente

Sono andato a rivedermi con calma gli appunti che ho preso durante l’Assemblea sinodale sui giovani che si è tenuta dal 3 al 28 ottobre 2018. Sono un resoconto vivo e vivace di ciò che abbiamo condiviso nell’aula sinodale per quasi un mese: oltre ai contenuti degli interventi dei padri sinodali, mi sono appuntato alcune emozioni e sensazioni che in quel preciso momento affollavano la mia mente e il mio cuore. In tutto è un file di Word consistente, composto di 87 pagine, 30.782 parole e 200.746 caratteri! Quando sarò (più) vecchio e avrò un poco di tempo a disposizione magari lo riprenderò con più distensione per farci qualcosa!
Ho cercato di passare in rassegna, in quel file, i tanti appelli dei padri sinodali e degli uditori, soprattutto i più giovani, a frequentare con continuità e serietà il mondo giovanile, a condividere la vita e superare un’imperdonabile e antievangelica lontananza dalla loro realtà, di cui tante volte nemmeno abbiamo coscienza. Tanti hanno denunciato la distanza e altrettanti hanno chiesto di ridurla o eliminarla attraverso azioni, iniziative ed esperienze concrete. E rileggendo alcuni interventi tra i più qualificati, vi notavo alcuni miei commenti che fissavano le emozioni una volta per tutte: “grande commozione”; “finalmente una parola chiara”, “questo giovane non ha peli sulla lingua”, “parole sante!”, “tantissimi applausi”, “intervento profetico”, “è quello che tutti dovrebbero fare”, “visione di futuro”, “proposta entusiasmante” e altre reazioni simili.
Vi riporto, evidentemente senza citare l’autore, un passaggio di un intervento di un padre sinodale molto rappresentativo di tanti altri, molto simili a questo sia per stile che per contenuto:

MGS ILE: la Settimana Vocazionale Salesiana 2020

Il Movimento Giovanile Salesiano Lombardia- Emilia organizza la Settimana Vocazionale Salesiana dal 24 al 31 gennaio 2020.

Veglie vocazionali:

  • 23/1/20 Bologna BVSL;
  • 28/1/20 Chiari;
  • 29/1/20 Sesto San Giovanni;

Prossimamente verrano fornite indicazioni  più dettagliate sul sito ufficiale con il volantino e i materiali dedicati:
Settimana Vocazionale 2020

Per informazioni:

Il nuovo libro edito da Elledici: “Carlo Acutis 15 anni di amicizia con Dio”

L’Editrice Salesiana Elledici segnala l’uscita del nuovo libro “Carlo Acutis. 15 anni di amicizia con Dio”, una biografia dedicata a descrivere  la vita del giovane “candidato alla santità”, con alcune proposte per la riflessione personale e di gruppo. Si riporta di seguito l’articolo pubblicato dall’editrice.

Il vero “scandalo” di oggi!

Un giovane che aspira alla santità

L’adolescenza come occasione per portare il Vangelo. Una biografia con la presentazione di mons. Paolo Martinelli, vescovo ausiliare di Milano.

Caro Lettore,

abbiamo il piacere di informarti della pubblicazione del nuovo libro Elledici “Carlo Acutis. 15 anni di amicizia con Dio “, la testimonianza di fede di un giovane dei nostri tempi ormai “candidato alla santità“.

Carlo, l’inconfondibile sapore della Grazia

“È stato un giovane libero e lieto, Carlo Acutis, contento della vita, capace di compassione e di gratuità.
Ha vissuto i suoi 15 anni “alla grande”, all’altezza dei suoi desideri più veri”.

(mons. Paolo Martinelli)

Sono ormai tantissimi nel mondo i giovani che guardano a Carlo Acutis (1991-2006) e si rifanno alla sua testimonianza.

Carlo è il santo che non ti aspetti, piace e sorprende perché ha tutte le caratteristiche dei ragazzi d’oggi: la passione per la vita e l’informatica, lo sport e l’amicizia, l’amore verso tutti, mettendo nello stesso tempo Dio al primo posto.

Mons. Paolo Martinelli, vescovo ausiliare di Milano, ha parlato di Carlo come di un giovane cristiano desideroso di vivere alla grande e che «ha condiviso con i giovani del suo tempo la bellezza della vita nell’adolescenza, trovando in essa un’occasione straordinaria per portare il Vangelo».

Per il suo amico Rajesh è stato un esempio talmente alto di spiritualità e santità che ha sentito il desiderio di farsi battezzare:

«Carlo è stato per me un maestro di vita cristiana. Carlo che mi ha contagiato e folgorato con la sua profonda fede, la sua grande carità e la sua grande purezza, che ho sempre considerato fuori del normale, perché un ragazzo così giovane, così bello e così ricco normalmente preferisce fare una vita diversa».

Innamorato di Dio“, Carlo era affascinato da una forte spiritualità che ha vissuto senza complessi, respirando il mondo della fede con la spontaneità di uno che si direbbe caduto giù dal cielo.

Dentro al libro

  • Un linguaggio smart e giovanile capace di trasmettere la testimonianza del giovane Carlo Acutis in tutta la sua bellezza;
  • Numerose fotografie a colori che ripercorrono la vita del giovane “candidato alla santità”;
  • Alcune proposte di riflessione personale e di gruppo;
  • Un’idea originale di dono ai ragazzi che hanno completato l’iniziazione cristiana (“dopo-Cresima”).

Autore

UMBERTO DE VANNA, sacerdote salesiano, è autore di numerosi libri di catechesi e spiritualità giovanile. Per Elledici ha pubblicato negli ultimi anni Un prete per amico, Dio a un passo da noi, Noi gli adolescenti, Il mondo che vorrei, Sorpresi da Dio, La catechesi in parrocchia e la biografia Gesù di Nazaret. Ti seguirò ovunque tu vada, che si inserisce con originalità nel grande filone delle “vite di Gesù”.

Tutti i dettagli

  • EAN: 9788801066067
  • Prezzo: € 9,90
  • Formato: 11,5 x 18,5
    Pagine: 80
  • Collana: Storie di vita
  • Data pubblicazione: settembre 2019
  • Cod: 06606
  • Destinatari: Giovani, educatori, animatori
  • Scaffale: Testimoni della fede

Incontro degli incaricati dei prenoviziati salesiani d’Europa

Giovedì 17 ottobre, a Roma, si è svolto l’incontro degli incaricati dei prenoviziati salesiani d’Europa. Tra i partecipanti dell’Ispettoria del Piemonte e Valle d’Aosta, don Fabiano Gheller, Incaricato dell’Animazione Vocazionale ICP.

L’incontro con gli incaricati dei prenoviziati salesiani d’Europa è stata un’occasione ricca di confronto per scambiare buone prassi, valutare gli itinerari comuni e rifocalizzare insieme le mete che questo cammino richiede oggi più che un tempo. Un ricco confronto con i maestri per vedere come arrivano in noviziato e l’opportunità di alcuni percorsi che vengono attuati nel nelle singole ispettorie lungo i mesi del prenoviziato. È stata in fine una buona occasione per valutare insieme l’esperienza estiva dei prenovizi europei che per la prima volta si è svolta dal 1- 16 agosto al Colle Don Bosco per vedere come sia un’esperienza valida nelle sue opportunità.

(Don Fabiano Gheller)

Pastorale Giovanile ILE: iniziata la Scuola di Formazione degli Animatori

Si riporta di seguito l’articolo gentilmente fornito alla nostra Redazione da parte del Delegato della Pastorale Giovanile dell’Ispettoria Lombardo – Emiliana (ILE), don Paolo Caiani, in merito al debutto della Scuola di Formazione degli Animatori MGS dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice delle Regioni Lombardia-Emilia Romagna Svizzera e San Marino.

SFA – Scuola Formazione Animatori

Sabato 19 e Domenica 20 ottobre si è dato il via alla Scuola Formazione Animatori 2019-2020 dei Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice delle regioni Lombardia-Emilia Romagna Svizzera e San Marino. Buona la partenza con tanto entusiasmo sulla sede di Sesto San Giovanni (MI). Ora aspettiamo il secondo Week end di novembre per accogliere i giovani e i ragazzi a Bologna.

La Scuola Formazione Animatori (SFA) è un percorso quadriennale che ha l’obiettivo di fornire ai giovani delle realtà salesiane l’opportunità di un percorso formativo capace di lavorare in continuità tra il livello locale e quello ispettoriale. Offre inoltre un cammino che si configura sempre più come Scuola di Formazione di Vita Cristiana nello stile tipicamente salesiano dell’apostolato giovanile. 

Tutto questo nel rispetto dell’interpretazione che si fa del Movimento Giovanile Salesiano (MGS), vale a dire favorendo il coordinamento tra le dimensioni che lo compongono: Formazione Animatori, Animazione Vocazionale e Animazione Missionaria.

STRUTTURA

La proposta della SFA è di tre weekend all’anno e si svolge su due sedi: Sesto San Giovanni per i giovani di Lombardia e Svizzera e Bologna per i giovani dell’Emilia Romagna e San Marino.

Questo percorso è rivolto ai giovani dalla seconda alla quinta superiore e si struttura su quattro anni: il primo biennio propone laboratori più pratici con lo scopo di acquisire strumenti necessari per l’animazione; il secondo biennio propone invece laboratori focalizzati maggiormente sul percorso di Fede e vita cristiana di ogni singolo ragazzo, concludendosi con la stesura della Regola di Vita. 

Il termine dei due bienni è rappresentato dai riti di passaggio: consegna della Polo MGS a chi ha concluso il secondo anno SFA e consegna della Felpa MGS e dell’attestato a chi ha concluso il quarto anno SFA. Durante il secondo e il quarto anno SFA i ragazzi sono anche chiamati a svolgere un tirocinio pratico che permette loro di mettere in pratica, nelle loro realtà locali, quanto appreso.

Durante il weekend ogni gruppo svolge diversi laboratori preparati e gestiti dai formatori: SDB, FMA, Giovani e Adulti che per significatività e capacità sono ritenuti capaci di trasmettere i contenuti del laboratorio attraverso forme di coinvolgimento che stimolano la partecipazione attiva degli animatori. 

Altre figure educative presenti con il compito di accompagnare ed essere di riferimento per i ragazzi sono gli accompagnatori e i membri delle Equipe. 

Gli accompagnatori svolgono il ruolo di continuità e accompagnamento degli animatori tra il livello locale e quello ispettoriale, ad esempio stando con loro nei laboratori e nei momenti di gioco.

L’équipe è riferimento per gli animatori che nella stessa sede (Sesto San Giovanni o Bologna) vivono lo stesso anno di SFA. È formata da SDB, FMA e giovani e ha il compito di animare il gruppo affidatole nei momenti specifici all’inizio e alla fine di ogni weekend e di garantire continuità tra i vari laboratori, mettendo in luce l’obiettivo conclusivo di ognuno dei quattro anni SFA. 

OBIETTIVI

Gli obiettivi principali della SFA sono quelli di educare alla Fede cristiana tramite la cura della liturgia e della preghiera, che vuole essere orientata ad esplicitare gli elementi della Spiritualità giovanile Salesiana (SGS), e di formare animatori salesiani capaci di stimolare ed essere di esempio per gli animatori della propria realtà locale. 

Nella SFA si sono identificati quattro temi trasversali che contestualizzano e sintetizzano l’anno di cammino: 

  • I anno: SCELTA. L’animazione è una scelta e una risposta ad una proposta. Diventare animatore non è un passaggio scontato o d’obbligo, ma una scelta che si inserisce in un percorso aperto ad una progressione ed in continuità con il cammino vocazionale personale. 
  • II anno: SPIRITO SALESIANO 

Il secondo anno approfondisce l’identità e le motivazioni dell’animatore salesiano trovando le radici nella storia dell’oratorio di Valdocco e si ispirano a don Bosco. 

  • III anno: RESPONSABILITÀ 

Il servizio ai più piccoli richiama fortemente il tema della responsabilità, intesa come una qualità da sviluppare per essere dei buoni cristiani e onesti cittadini. 

  • IV anno: VOCAZIONE 

L’esperienza del dedicarsi agli altri suscita domande importanti per la propria vita a cui è necessario dedicare tempo e possibilità di confronto.

PRESENZE

Dal 2009 al 2019, 5797 giovani (3865 a Sesto San Giovanni e 1950 a Bologna) hanno partecipato alla Scuola Formazione Animatori, di cui:

  • I anno: 2584 (1757 a Sesto e 827 a Bologna)
  • II anno: 1593 (1064 a Sesto e 529 a Bologna)
  • III anno: 965 (624 a Sesto e 341 a Bologna)
  • IV anno: 655 (420 a Sesto e 235 a Bologna)

RIFLESSIONI

La SFA risulta essere un’occasione positiva sia per i ragazzi che per le realtà locali, nonostante duri da 20 anno e le generazioni siano cambiate. 

I ragazzi infatti, oltre ad acquisire competenze utili al loro essere animatori, possono confrontarsi con coetanei di diverse realtà territoriali e approfondire il loro cammino di Fede arrivando, a conclusione del percorso, a scrivere la Regola di Vita che diventa base e punto di partenza per vivere la propria vita alla luce del Vangelo. 

Il confronto con ragazzi di altre realtà e la possibilità di costruire con questi relazioni autentiche è di grande ricchezza e può giovare alla crescita personale di ognuno.

Investendo in questo percorso, le realtà locali godono di una formazione più ampia per i ragazzi che vi partecipano i quali possono poi diventare esempio per i coetanei e figure di riferimento per i più piccoli. 

Tutto ciò è sostenuto dal carisma di Don Bosco che ancora oggi testimonia che “L’educazione è cosa del Cuore”.

Martina Aragosti

Alessandra Dell’Oglio

Segretarie MGS della ILE

Ispettoria Meridionale, i cammini vocazionali 2020

Dall’Ispettoria Meridionale arriva il calendario dei cammini vocazionali a cura dell’Animatore Vocazionale Ispettoriale, don Federico Mingrone.

Cari confratelli, sono da poco rientrato da Torino dove, con l’Ispettore, il Delegato di PG, il nostro Animatore Missionario e alcuni giovani della nostra Ispettoria, abbiamo partecipato all’Harambèe 2019. Ho avuto modo di constatare in questi giorni come VOCAZIONE e MISSIONE sono davvero due elementi inscindibili dell’unica chiamata. Ho pregato per tutte le comunità della nostra Ispettoria.

Vi immagino ormai alle prese con l’avvio del nuovo anno pastorale e mi permetto di ricordarvi di inserire nelle vostre programmazioni gli appuntamenti regionali e ispettoriali riguardanti l’ANIMAZIONE VOCAZIONALE.


 GR ADO e GxG (regionali)

Gr ADO: un percorso dove i ragazzi del biennio di scuola superiore sperimentano che Gesù può essere incontrato nelle situazioni più quotidiane: lo studio, il gioco, il servizio, l’amicizia, la famiglia. Vengono guidati a costruire una relazione più solida e personale con Dio attraverso la riflessione, i sacramenti, la preghiera, la conoscenza di sé, le relazioni.
 
GXG: un percorso per i ragazzi del triennio di scuola superiore, adatto a chi vuole approfondire la propria appartenenza alla Chiesa con lo stile salesiano. I giovani “incontreranno” testimoni e si confrontano con i membri dell’equipe nel dialogo personale. Fanno esperienza della vita nella Chiesa, per comprendere come essere protagonisti del proprio futuro 

IL CALENDARIO: 17 novembre 2019; 19 gennaio 2020


GR DISCERNIMENTO (ispettoriali)

Un percorso spirituale per giovani esigenti che offre gli strumenti per un serio discernimento sul proprio futuro. Vengono dati ai giovani elementi per consolidare il loro cammino di vita cristiana.

IL CALENDARIO coincide con alcuni appuntamenti ispettoriali già in calendario: 13-15 dicembre 2019 (Avvento Giovani); 5-8 aprile 2020 (Quaresima Giovani); 22-26 agosto 2020 (Campo Biblico).


 GR SCELTA

Un percorso per giovani intenzionati ad un confronto più diretto e stringente con la specifica vocazione alla vita consacrata salesiana. I giovani sono avviati ad un atteggiamento di ascolto della “voce di Dio” nel quotidiano. Hanno così la possibilità di operare una scelta maggiormente consapevole del sogno del Signore sulla loro esistenza.

IL CALENDARIO: 11-13 ottobre 2019; 15-17 novembre 2019; 13-15 dicembre 2019 (Avvento Giovani); 17-19 gennaio 2020; 21-23 febbraio 2020; 13-15 marzo 2020; 5-8 aprile 2020 (Quaresima Giovani); 15-17 maggio 2020; 1 agosto-4 settembre 2020 (Campo Discernimento).


Fermo la mia attenzione sui Gr Scelta che saranno i primi ad avere inizio a metà ottobre. Il tema scelto ovviamente segue la proposta pastorale di questo anno e il titolo scelto è:

 Le Beatitudini… VOCAZIONE alla Santità #lìdovesei

Durante i weekend a partire dalla lectio divina richiameremo una Beatitudine che nella giornata successiva si proverà a concretizzare attraverso una esperienza/testimonianza di servizio e concluderemo la domenica mattina con un testimone salesiano della beatitudine. Chiediamo al Signore nella preghiera che susciti ancora vocazioni nei nostri ambienti. Siamo temerari, posiamo lo sguardo su qualcuno dei nostri giovani e proponiamo loro un cammino di discernimento, il resto lasciamolo fare a Dio.

 Vi saluto lasciandovi un breve stralcio dal sussidio Buona Stoffa:

“Se poi è vero che i giova­ni hanno diritto ad avere educatori credenti autorevoli, con una chiara identità umana, una solida appartenen­za ecclesiale, una visibile qualità spirituale, una vigorosa passione educativa e una profonda capacità di discerni­mento, è anche vero che tali caratteristiche – da vede­re come meta più che come realtà pienamente presen­te negli ambienti ecclesiali – sono frutto di un graduale percorso su di sé, in quanto accompagnati. Non potendo condurre altri lì dove non si è stati, è realmente essen­ziale che l’accompagnatore abbia già calcato le strade che altri potrebbero poi percorrere. Non per far ripetere pedissequamente il medesimo percorso, quanto piutto­sto per essere esperti in un possibile itinerario fra i molti proponibili.”

Con cuore orante,

Don Federico Mingrone, Animatore Vocazionale Ispettoriale

Ispettoria Meridionale, la scoperta della “perla preziosa”: le professioni perpetue di due giovani

Sabato 14 settembre, nella chiesa di S. Giovanni Bosco di Potenza alle ore 18 è stata celebrata la Professione Perpetua di Dritan Bushi e Savino Pecoraro. Sull’esempio di Don Bosco hanno accolto definitivamente la Chiamata del Signore, rispondendo “SÌ” a gran voce: diventeranno, così, suoi amici per sempre e coroneranno finalmente un lungo cammino di fede alla ricerca della loro “perla preziosa”.

Dritan Bushi, proveniente dall’ Albania, inizia il suo cammino nella comunità salesiana all’età di quattordici anni nel convitto, al fine di ottenere una formazione migliore. Successivamente egli decide di intraprendere l’università e al secondo anno ritorna in oratorio come assistente dei convittori. Ne consegue una seria e grande riflessione sul
proprio progetto di vita e ,grazie all’aiuto del direttore salesiano di Scutari, Dritan più deciso che mai prosegue il suo percorso. La sua prima prova vocazionale avviene nel lontano 2011 a Salerno e, nonostante un iniziale disaccordo genitoriale, non demorde. Qui ha modo di fare numerose esperienze e conosce Savino, con il quale instaura un
profondo legame. Successivamente si sposta a Genzano, Caserta e Roma.

Savino Pecoraro, di carattere mite e carismatico, invece, è originario di Potenza. Egli vive un’adolescenza tranquilla ma intensa; la maggior parte del tempo lo trascorre in oratorio, dove si sente a casa. Crescendo, egli sente maturare in sé il desiderio di voler realizzare qualcosa di bello per gli altri, mettendosi a servizio del prossimo; esamina quindi numerosi
mestieri, ma quello che lo alletta di più è proprio diventare salesiano. Egli svolge numerose esperienze in tutto il Sud Italia e riesce ad adottare una nuova filosofia di vita: “essere segno e portatore dell’amore di Dio ai giovani”. Questa missione gli dà la forza e lo stimolo di inseguire e portare a termine il suo obiettivo. Nonostante la lontananza da casa e le continue
prove, anche nel vivere il quotidiano, Savino è riuscito a conoscere meglio sé stesso, grazie anche alle storie di molti giovani che lo hanno segnato profondamente.

Questi due giovani sono un esempio per tutta la nostra grande comunità salesiana e, grazie alla fede e alle loro testimonianze, riescono a dimostrare grande caparbietà nella scelta più importante della loro vita.

Prime Professioni Religiose al Colle Don Bosco: “Fate quello che vi dirà”

Domenica 8 settembre 2019 si sono svolte le prime Professioni Religiose al Colle Don Bosco per 18 giovani Salesiani:

  • Giovanni Maria Andreetta (INE)
  • Fabio Aroldi (ILE)
  • Matteo Maria Aynaudi (ICP)
  • Martin Böing (GER)
  • Melad Elia (GER)
  • Giona Filippo Favrin (ILE)
  • Gilles Françoise-Boieru (FRB)
  • Marco Domenico Gobbato (INE)
  • Fitwi Carlo Maria Grilli Colombo (ILE)
  • Vincent Kergourlay (FRB)
  • Tomas Kivita (ICP)
  • Alessio Moretto (ICP)
  • Alban Pelletier (FRB)
  • Leopoldo Matteo Pinto (IRL)
  • Roberto Pizzulo (ILE)
  • Marco Giuseppe Rossi (ILE)
  • Nicolas Schreiber (FRB)
  • Cătălin Petruț Sociu (INE)

Momenti di gioia e di fede hanno contraddistinto la celebrazione della S.Messa presieduta dal Vicario del Rettor Maggiore, don Francesco Cereda, al quale hanno partecipato con esultanza le famiglie gli amici dei novizi che hanno emesso i loro primi voti.

Lungo tutta la giornata hanno riecheggiato così le parole del Vangelo scelte per questo importante evento: “Fate quello che vi dirà” (Gv 2,5).

Rivivi l’evento: