“Avrò cura di te”: la formazione dei Salesiani Cooperatori per migliorare le relazioni

Il 17 e 18 luglio, da remoto, si svolgerà la formazione per i consigli provinciali dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori della Regione Italia, Medioriente e Malta. In programma in presenza a Seveso, a causa delle restrizioni per l’emergenza sanitaria, si svolgerà in remoto. Il titolo della formazione è  “Avrò cura di te. Come migliorare le nostre relazioni”, il relatore sarà Tonino Solarino.

Programma:

venerdì 17 luglio
Ore 20.30 (online)
apertura dei lavori
momento di preghiera – Prov. Campania
intervento del Consigliere Mondiale Carlo Pellegrino

sabato 18 luglio
Ore 9.00 (online)
invocazione allo Spirito – Prov. Lombardia
1 . intervento: “IL CUORE DELLA VITA E’ LA RELAZIONE” – Tonino Solarino

Ore 10.30 (sconnessi)
lavoro di riflessione personale e di gruppo/consegna domande e riflessioni per il relatore

Ore 12.00 (online)
ritorno in Assemblea

Ore 15.00 (online)
2. intervento: “LA RELAZIONE INTELLIGENTE” – Tonino Solarino

Ore 16.30 (sconnessi)
lavoro di riflessione personale e di gruppo/consegna domande e riflessioni per il relatore

Ore 18.00 (online)
ritorno in assemblea

Ore 19.00
saluti

100 anni di “Voci fraterne”, lectio magistralis su “Don Bosco e la comunicazione sociale: un approccio attuale”

Pubblichiamo il comunicato stampa della lectio magistralis per i cento anni della rivista “Voci fraterne”, organo ufficiale della Federazione Italiana Exallievi/e di Don Bosco sul tema della comunicazione e Don Bosco. La videoconferenza si svolgerà su piattaforma Fondazione Franchi il 4 luglio alle ore 10. 

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Nel quadro delle iniziative previste per i festeggiamenti dei 100 anni della rivista “Voci Fraterne”, organo ufficiale della Federazione Italiana Exallievi/e di Don Bosco, è stata programmata, nella giornata di sabato 4 luglio alle ore 10, una lectio magistralis sul tema “Don Bosco e la comunicazione sociale: un approccio attuale”.

Papa Francesco nel messaggio per la 54a giornata mondiale della comunicazione sociale (24 gennaio 2020, festa di san Francesco di Sales), affermava: “Nella confusione delle voci e dei messaggi che ci circondano, abbiamo bisogno di una narrazione umana, che ci parli di noi e del bello che ci abita. Una narrazione che sappia guardare il mondo e gli eventi con tenerezza; che racconti il nostro essere parte di un tessuto vivo; che riveli l’intreccio dei fili coi quali siamo collegati gli uni agli altri”.

L’intento, pertanto, di questa lectio magistralis è duplice. Innanzitutto volgere uno sguardo attento al passato, evidenziando i rapporti di Don Bosco con la comunicazione sociale del suo tempo, per apprezzarne la ricchezza e l’attualità, al fine di trarne insegnamenti per una proficua, consapevole e propositiva emulazione del Fondatore. Ma nel contempo analizzare con rigore scientifico anche il presente, proprio per individuare i campi e gli interventi che vengono richiesti a chi vuole proseguire la missione di don Bosco nell’educazione dei giovani. 

Il prof. Francesco Motto, salesiano, tratterà il tema: “Forme di comunicazione interpersonale e sociale di Don Bosco”; Motto è stato presidente dell’Istituto Storico Salesiano di cui è membro permanente; attualmente è presidente dell’associazione cultori di storia salesiana. Il suo intervento, utilizzando un approccio storico e cronologico, tratteggerà la personalità comunicativa di Don Bosco nel campo della comunicazione sia interpersonale che sociale.

Il prof. Fabio Pasqualetti, salesiano, approfondirà il tema: “Comunicare nell’infosfera: le sfide educative di oggi alla Famiglia Salesiana”; Pasqualetti è il decano della Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell’Università Pontificia Salesiana di Roma. Il suo intervento rifletterà sulla comunicazione sociale nel contesto culturale contemporaneo, con uno sguardo attento, in pieno stile salesiano, alle sue influenze sul mondo giovanile.

La riflessione che si intende sviluppare dovrà essere di stimolo e di guida per il futuro della comunicazione dell’Associazione degli Exallievi di Don Bosco, specie tramite la rivista “Voci Fraterne”. 

La videoconferenza sarà condotta dal direttore della rivista Voci Fraterne, il  mazzarinese Valerio Martorana e le conclusioni saranno affidate all’avv. Michele Panajotti, direttore emerito di Voci Fraterne, componente direttivo della Cnal (consulta nazionale aggregazioni laicali) ed amministratore della Fondazione “Azione Cattolica Scuola di Santità”.

Chi intendesse partecipare, chieda di essere invitato inviando una mail a segreteria@exallievidonbosco.it

Salesiani Cooperatori, l’incontro online del Consiglio Mondiale con il Rettor Maggiore

Il 20 giugno si è svolto un incontro online del Consiglio Mondiale dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori, che è stato arricchito della presenza del Rettor Maggiore. Dopo un momento di preghiera ed un breve saluto dei Consiglieri presenti, Don Ángel Fernández Artime ha donato alcuni spunti su cui porre attenzione, come Consiglio Mondiale, nell’animazione dell’Associazione, chiedendo ai partecipanti di non tralasciare il lavoro fatto durante il V Congresso Mondiale di ottobre 2018 e di fare continuamente riferimento agli “atti del congresso” nei prossimi anni. Facendo riferimento alla lettera di Papa Francesco indirizzata alla Congregazione Salesiana in occasione del CG28, ha evidenziato alcune particolari attenzioni che possono essere prese in considerazione anche dai laici.

Bisogna avere una doppia docilità: nella missione salesiana, guardando sempre ai bisogni dei giovani e incontrandoli lì dove sono; e verso lo Spirito Santo, facilitando quello che Lui vuole attraverso l’operato di ciascuno. Continuando, ha posto l’attenzione su due aspetti che spesso, in questi ultimi mesi, hanno segnato il nostro modo di vivere: pessimismo e ottimismo. Queste due parole infondono un atteggiamento che non viene dallo Spirito Santo, ma emergono dalla nostra autoreferenzialità. Il giusto atteggiamento è quello di vivere con una grande speranza vissuta nella fede. Bisogna avere un tocco di umanità, guardando alla storia delle persone che sono al nostro fianco per capire le loro necessità ed essere portatori di questa speranza. Il Rettor Maggiore ha poi ringraziato Sr. Leslye e Don Casti per gli anni di servizio donato a tutta l’Associazione e salutato Sr. Lucrecia come nuova Delegata Mondiale. I lavori del Consiglio sono proseguiti con la presentazione, da parte di Raúl Fernández, Responsabile della Formazione, di un itinerario su cui le Regioni lavoreranno nei prossimi mesi, per arrivare ad un Piano per la Formazione di tutta l’Associazione.

Antonio Boccia
Coordinatore Mondiale
Associazione dei Salesiani Coooperatori

Una riflessione e tanti progetti per gli Exallievi di Don Bosco nell’anno del loro 150° anniversario

Dall’agenzia salesiana ANS, la riflessione del Presidente mondiale degli Exallievi di Don Bosco, Michal Hort sul 150mo anniversario della Confederazione.

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(ANS – Roma) – Domani, 24 giugno 2020, saranno esattamente 150 anni da quando Carlo Gastini, insieme ad altri giovani dell’Oratorio Salesiano, consegnò delle tazzine da caffè a Don Bosco, come ringraziamento per l’educazione ricevuta e in occasione della festa di San Giovanni Battista. Il solenne anniversario è sia occasione per una profonda riflessione sul significato della missione dell’Exallievo di Don Bosco nella Famiglia Salesiana, nella Chiesa e nella società oggi, sia opportunità per lanciare numerose iniziative.

Ha condiviso alcuni giorni fa il Presidente della Confederazione Mondiale degli Exallievi di Don Bosco, Michal Hort:

Io vedo la Famiglia salesiana un po’ come una cerchia “magica” in cui i Salesiani e tutti i gruppi spirituali salesiani fanno crescere i giovani e danno loro un insegnamento su Don Bosco e sulla Famiglia Salesiana. Poi questi giovani sceglieranno la loro vocazione, che sia diventare SDB, FMA, Salesiani Cooperatori… o vivere la loro vita in stile Salesiano con gli altri giovani e con le persone che li circondano. Questa è la modalità con cui questa “cerchia” resta viva e si allarga, coinvolgendo sempre più persone.

Mi sono spesso chiesto come gli Exallievi stiano partecipando alla Famiglia Salesiana. Nel momento in cui eravamo studenti o ospiti delle scuole e delle opere Salesiane, eravamo coloro che venivano formati ed educati. Dal momento in cui lasciamo questi ambienti e diveniamo Exallievi, dobbiamo cercare una modalità per restare vicini a Don Bosco e contribuire, nella nostra vita, a far crescere sempre questa “cerchia” della Famiglia Salesiana. Sono convinto che noi siamo invitati a sostenere gli altri membri della Famiglia Salesiana, ma anche ad essere educatori di noi stessi e modelli per gli altri, insieme ai Salesiani, le Figlie di Maria Ausiliatrice, i Salesiani Cooperatori, le Volontarie di Don Bosco, i Volontari con Don Bosco…

Credo che sia di grandissima importanza per gli Exallievi sviluppare la loro professionalità e le loro competenze e testimoniare nella vita di tutti i giorni e nella nostra società, anche nelle più piccole occasioni, il nostro motto, che è anche il motto della Strenna: “Essere buoni cristiani e onesti cittadini”. Io sono convinto che sia nostra vocazione il combattere a viso aperto, pubblicamente, contro l’ingiustizia, la superficialità, l’indifferenza. Le nostre professionalità ci consentono di essere presenti a vari livelli nella vita pubblica, come nella vita personale, per testimoniare l’importanza e il significato di essere figli di Don Bosco…

Cari membri della Famiglia Salesiana, noi vi sentiamo come parte importante della nostra vita come tutori, insegnanti, educatori, mentori e come guide spirituali… Vi prego di ricordare queste parole: noi abbiamo bisogno di voi, del vostro cuore, delle vostre preghiere, del vostro esempio e della vostra compagnia. Nello stesso tempo vi offriamo le nostre capacità professionali e i nostri talenti per supportare il vostro servizio insieme al nostro. Vi chiedo di utilizzare la nostra offerta per aiutarci a vivere meglio la nostra vocazione e la nostra missione di Exallievi. Sono convinto che abbiamo tutti un bisogno reciproco.

A motivo di questo solenne anniversario la Confederazione ha anche previsto alcune iniziative speciali:

– un libro e una statua dedicati a Carlo Gastini;

– un libro sull’exallievo di Don Bosco e Beato, Alberto Marvelli;

– una pubblicazione su 150 figure di rilievo fra gli Exallievi;

– una pubblicazione su 150 progetti e iniziative degli Exallievi che meritano di essere riconosciuti per ispirare altri;

– le tazzine del 150° anniversario: 150 confezioni speciali ed esclusive, accompagnate da un pacco del caffè del progetto “DI BOSCo – caffé di Exallievi”, la cui vendita servirà sostenere progetti educativi e sociali degli Exallievi in America, Africa e Asia. Per ulteriori informazioni, scrivere a tazzine150@exallievi.org

Conclude il suo messaggio il signor Hort: “Sentite benvenuti a partecipare a tutti i nostri progetti e iniziative di quest’anno. Spero che possiate sentire la nostra gioia e la nostra gratitudine verso Don Bosco per questi 150 anni. Per gli Exallievi è una benedizione poter vivere questo momento speciale e poter vedere come i sogni di Don Bosco si realizzano giorno dopo giorno”.

Exallievi, Lectio Magistralis all’Università di Catania sul quadro sociale, religioso e politico di Don Bosco

Riportiamo il comunicato stampa della Federazione degli Exallievi ed Exallieve di Don Bosco sulla Lectio Magistralis organizzata con l’Università di Catania su “Don Bosco nel quadro sociale, religioso e politico dell’Italia risorgimentale: dalla storia all’attualità”.

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Il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli studi di Catania, la Federazione Italiana Exallievi ed Exallieve di Don Bosco e le Unioni Exallievi della città metropolitana di Catania organizzano una Lectio Magistralis, venerdì 19 giugno alle ore 17.30, su “Don Bosco nel quadro sociale, religioso e politico dell’Italia risorgimentale: dalla storia all’attualità” che sarà tenuta dal prof. Pierluigi Guiducci, docente di Storia della Chiesa presso l’Istituto Ecclesia Mater della Pontifica Università Lateranense di Roma.

La videoconferenza avverrà su piattaforma Microsoft teams; per essere invitati a partecipare inviare una mail a: segreteria@exallievidonbosco.it.

Il programma prevede, alle ore 17.30, un saluto di benvenuto con relativa introduzione da parte del prof. Giuseppe Vecchio, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Catania; seguirà alle ore 17.45 la Lectio magistralis del prof. Pierluigi Guiducci (al termine domande in diretta (videoconferenza e/o chat); alle ore 18.45 l’intervento programmato dell’ing. Giovanni Costanza, presidente della Federazione Italiana Exallievi/e di Don Bosco; alle ore 19 le conclusioni di don Giovanni D’Andrea, Ispettore dei Salesiani di Sicilia e Tunisia

Salesiani Cooperatori, la lettera di don Casti: “Credo di aver dato tutto: l’amore, il servizio, la sofferenza”

Pubblichiamo dall’agenzia ANS la lettera di ringraziamento che don Giuseppe Casti, ex delegato mondiale dei Salesiani Cooperatori, ha scritto ai membri dell’associazione dopo otto anni di sevizio.

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Carissimi Salesiani Cooperatori,

dopo 8 anni di servizio all’Associazione desidero salutarvi con la stessa dignità e lo stesso amore con cui ho vissuto questi anni. Sono stati per me anni di grazia e di grande ricchezza umana e spirituale. Ho conosciuto persone forti nella fede in Cristo, coscienti della loro vocazione battesimale e salesiana, donne e uomini innamorati di Don Bosco e coinvolti pienamente nella missione salesiana. La loro testimonianza è stata per me un grande dono che lascia un segno profondo nella mia vita. Ho incontrato questi Salesiani Cooperatori nei cinque continenti e con momenti significativi che voglio ricordare.

Innanzitutto, ho partecipato al Congresso Mondiale del 2012 dove è stato approvato in modo definitivo il Progetto di Vita Apostolica. L’approvazione del libro di vita è stato un momento storico per tutta l’Associazione, e da lì è nato l’impegno per presentare il PVA in tutti i Congressi Regionali, assieme alla Carta dell’identità carismatica della Famiglia Salesiana. Insieme a questi documenti fondamentali abbiamo elaborato e presentato in tutti i continenti gli altri documenti che formano l’ossatura della nostra Associazione: il Commentario; Le linee Generali per la formazione; l’animazione e il governo; l’animazione della solidarietà economica (ASE).

Con Suor Leslye (Sandigo, NdR) abbiamo visitato molti Paesi africani. Da queste visite è nata l’idea di convocare un Congresso Regionale ad Addis Abeba. Per l’Africa è stato un momento storico perché da quel Congresso si è presa la decisione di creare due zone linguistiche per l’Africa anglofona e l’Africa francofona. Questa scelta di animazione, confermata nel Congresso di Nairobi, ha segnato un bel momento di crescita dell’Associazione in questo grande continente.

Sono felice di lasciare un’Associazione che cresce nel senso di appartenenza e della comunione. In questi valori nei quali credo fermamente ne abbiamo dato testimonianza insieme a Suor Leslye. Abbiamo condiviso insieme gioie, sofferenze e sogni. Ci siamo sentiti e abbiamo agito veramente come fratello e sorella. La stessa comunione abbiamo sempre vissuto nel Consiglio Mondiale. Ringrazio ciascuno di voi personalmente, ma in modo particolare Noemi (Bertola) per il suo servizio sapiente, materno, generoso. Grazie anche ad Antonio (Boccia) per il coraggio con cui ha preso in mano l’Associazione. Non posso non ringraziare Giuseppe (Cesaroni). Abbiamo trascorso insieme tanti momenti e ho sempre ammirato la sua generosità fatta di semplicità e cordialità. Un vero modello di Salesiano Cooperatore autentico.

Ma forse il periodo più fecondo di questo mio servizio è l’anno della chemioterapia. Scoprire all’improvviso di avere un linfoma è per tutti, anche per un sacerdote, una brutta sorpresa. È un ospite inaspettato e poco gradito. Cambia la vita. Si passa di colpo da una vita attiva, fatta di impegni e viaggi, a una vita passiva. Bisogna sottoporsi a un protocollo che non lascia molto spazio a quelle che erano le occupazioni abituali. Anche per un sacerdote non è facile gestire questo tempo che sembra “perso” e da rimuovere a tutti i costi. Nella fede ho deciso di trasformare l’isolamento sterile in una solitudine feconda. Così il silenzio è diventato un luogo di dialogo con Dio e con me stesso per ritornare all’essenziale, per ritrovare i codici dell’anima e il centro della vita sempre minacciato dalla dispersione e dalla frantumazione. In questo tempo ho offerto le mie sofferenze per la Famiglia Salesiana e per l’Associazione. Mi sono sentito vicino a Gesù che ha salvato l’umanità con la sua passione e morte.

A questo punto credo di aver dato tutto: l’amore, il servizio, la sofferenza. Questi sono anche i doni che lascio all’Associazione e al mio successore al quale auguro le stesse benedizioni che ho ricevuto.

Ringrazio tutti coloro che mi hanno accompagnato in questi anni e raccolgo tutti i vostri “grazie” nella celebrazione eucaristica, cuore della Chiesa e della Famiglia Salesiana, per rendere un unico “GRAZIE” a Dio Padre che ci sostiene con amore nel cammino che continua, anche se in direzioni diverse.

Maria Ausiliatrice accompagni l’Associazione dei Salesiani Cooperatori. In questo momento di pandemia dove il campo di missione per i giovani sembra ancora più difficile e arido, la Madonna dei tempi difficili, a tempo giusto, farà piovere e farà fiorire il terreno bagnato dal sudore delle nostre fatiche.

Fraternamente in Don Bosco

Don Giuseppe Casti

ExAllievi di Treviglio, un secolo con la bussola orientata al bene

Pubblichiamo l’articolo uscito su L’Eco di Bergamo sui centro anni dell’Unione Exallievi di Treviglio.

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Compiere cento anni rappresenta assai più che sottolineare un fatto temporale per quanto utile e necessario, è un momento che fa storia da sé, come accade per i cento anni dell’Unione Ex allievi Salesiani don Bosco di Treviglio.In questo caso l’evento – ancorché
caduto in questi giorni ma rimandato a ottobre per ovvii motivi legati al covid – connota un’epoca e trasmette un cumulo di esperienze, maturate tra gli ex allievi al di fuori delle mura dell’Istituto salesiano di Treviglio, ora in tempi non più scolastici, tuttavia ricchi dell’ardore giovanile suscitato da don Bosco verso la santità quale scopo primario, sulla scia dei «probi cittadini».

Don Bosco conosceva l’animo dei giovani, li vedeva in costante e altalenante sviluppo socio- religioso-morale, sapeva che, una volta usciti dalla realtà dell’oratorio o del collegio, avrebbero incontrato problemi di non facile approccio. Ecco il passaggio dal giovane oratoriano o studente all’ex allievo, non un salto nel buio, piuttosto uno slancio organizzato in direzione di un futuro di Bene.

A Treviglio dove i salesiani erano arrivati sul finire dell’Ottocento, gli ex allievi avevano presto maturato la necessità e la gioia di stare insieme, per aggiungere esperienza e toccare traguardi di dedizione all’ideale cristiano rivolto al Vangelo. Stare insieme e ritrovarsi nei convegni annuali e in altri eventi per realizzare lo spirito di don Bosco fu dunque il momento d’avvio di un’esperienza felice. Era il 1920. Da quell’anno la successione di impegni e di raduni ha visto crescere la partecipazione degli
«ex» all’Unione, tanto che negli anni Ottanta-Novanta del secolo scorso era additata come la più numerosa in ambito nazionale e la più attiva sul piano delle iniziative, soprattutto nel periodo del cosiddetto «presidentissimo» Manlio Possenti, così definito sia per la durata del suo mandato (22 anni) sia per la qualità e quantità delle attività programmate: incontri con lo scrittore Vittorio Messori, con il presidente del Consiglio Giulio Andreotti, con l’astronauta Flavio Guidoni, con il cardinale Pappalardo, con il fisico Antonino Zichichi e con altri illustri personaggi della vita civile e religiosa, venuti a Treviglio per sottolineare l’affetto verso don Bosco e gratificati da ampie platee. Non solo dibattiti e conferenze, anche raduni tra ex e giovani, consegne di diplomi, di attestati e di premi, infine la pubblicazione della testata unionale «Ad Alta Voce», autentico filtro informativo e di collegamento all’interno della Unione.

L’Unione di Treviglio nei suoi cento anni aveva annoverato – oltre al primo presidente cavalier Mario Ramelli di Bergamo e al presidente onorario canonico don Francesco Rainoni – il cavalier Carlo Ramelli, il commendator Guido Pozzi, il cavalier Diotallevi Zeduri, il dottor Alfredo Ferri. Non cito i numerosi viventi (oggi il presidente è Gian Luca Tirloni). Segnalo tuttavia, poiché hanno avuto un ruolo qualificato nella storia della Unione, i segretari cavalier Ernesto Merisi e Alessandro Segala, mancati anni fa, e i carissimi, e vivi, Giancarlo Colombo (che ha avuto funzioni nazionali nella Federazione),Umberto Taddeo (figura storica del Centro Salesiano e punto di riferimento di centinaia di iniziative nel tempo) ed Ezio Zanenga. Questa è la vicenda di un gruppo di ex allievi orientati ad un ideale comune di fede dentro il quale si sono sviluppate tante storie di uomini e donne che, in cento anni di intima adesione, hanno amato don Bosco non solo quale Maestro e Amico della gioventù anche come padre affettuoso e gioioso capace di farli camminare, con amore fecondo, nell’itinerario della fedeltà ai Valori umani e cristiani.
 

Federazione Exallievi, il nuovo consigliere GEX per l’Europa è Biagio Narciso

Pubblichiamo l’annuncio della nomina del nuovo consigliere confederale GEX per l’Europa della Federazione Exallievi.

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Biagio Narciso nuovo consigliere confederale GEX per l’Europa. A seguito delle dimissioni di Angel Gudina dalla Presidenza confederale, il nostro Biagio Narciso, dell’Unione di Caserta, è stato nominato consigliere confederale giovane per l’Europa.
Auguriamo a Biagio un buon lavoro.

Suor Carmen Lucrecia Uribe FMA è la nuova delegata mondiale dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori

Pubblichiamo l’intervista realizzata dall’agenzia ANS a Suor Carmen Lucrecia Uribe FMA, nuova delegata mondiale dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori.

(ANS – Roma) – Il 9 maggio 2020, la Madre Generale dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, ha comunicato che è stata designata come Delegata Mondiale dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori (ASSCC) per l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice suor Carmen Lucrecia Uribe, di nazionalità colombiana augurando passione e creatività carismatica.

Madre Reungoat ha espresso parole di ringraziamento per suor Leslye Sándigo, per la competenza e l’entusiasmo carismatico, per la sua disponibilità con cui ha realizzato il suo servizio come Delegata dell’Istituto FMA nell’Associazione dei Salesiani Cooperatori in questi anni.

La Consigliera per la Famiglia Salesiana, suor Maria Luisa Miranda, ha ringraziato l’Ispettoria colombiana “Maria Ausiliatrice” (CMA) per il senso di comunione e l’appartenenza all’Istituto e ha accolto con speranza suor Lucrecia Uribe nella nuova missione a servizio della Chiesa e dell’Istituto.

Riportiamo di seguito una presentazione e delle prime riflessioni della Delegata FMA dei Salesiani Cooperatori, suor Carmen Lucrecia Uribe.

Suor Lucrecia: il viaggio e la formazione come FMA

Sono Figlia di Maria Ausiliatrice dal 1982, anno della Professione Religiosa nell’Ispettoria colombiana “María Auxiliadora” (CMA). Fin dall’inizio, ho sentito che “essere un insegnante era la mia passione”. Ho avuto l’opportunità di formarmi in Psicologia dell’Educazione, presso la Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium” a Roma e poi mi sono specializzata in Informatica Educativa. Nei centri educativi ho lavorato come insegnante educatrice, coordinatrice e direttrice, in scuole private e statali.

Accompagnare i giovani, essere vicini a loro e alle famiglie, è stato un forte appello che mi ha aiutato a rafforzare l’identità salesiana, ad approfondire il Sistema Preventivo e a contestualizzarlo. Le sfide del mondo contemporaneo hanno portato a profondi cambiamenti nella mia vita per umanizzare ed evangelizzare la missione.

La sua esperienza con la Famiglia Salesiana

Nel 1998, quando ero Vicaria Ispettoriale, ho avuto l’opportunità di far parte della Consulta Ispettoriale della Famiglia Salesiana e avere un approccio concreto ai diversi gruppi della Famiglia Salesiana, a livello locale e nazionale.

Come Ispettrice (2005-2010) ho svolto un lavoro di animazione congiunto, soprattutto con il gruppo delle Exallieve e dei Salesiani Cooperatori. È stato un momento favorevole per realizzare progetti comuni, per rafforzare i legami e per crescere nella comunione e nel carisma salesiano. La partecipazione agli ultimi tre Capitoli Generali dell’Istituto FMA mi ha permesso di ampliare la visione e di cogliere il prezioso cammino che la Famiglia Salesiana ha fatto in questi anni.

Le radici carismatiche sono ben fondate sotto la guida dello Spirito e la mano di Maria nel cuore e nell’esperienza vissuta da Don Bosco. I rami di questo albero fertile continuano a diffondersi e mostrano una vera e propria vitalità e linfa. Viviamo nella consapevolezza che lo Spirito riversa il carisma tra tanti laici, uomini e donne, in una missione condivisa, al servizio dei bambini, degli adolescenti e dei giovani più bisognosi, in forme ed espressioni molto diverse.

Le linee di futuro dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori

Al Congresso Mondiale nel 2018 il Coordinatore ha indicato le principali opzioni che rappresentano il trampolino di lancio per essere dove il Signore chiama ad “essere Don Bosco oggi” e basa il suo agire sui valori essenziali dell’Associazione: rafforzare la fedeltà alla promessa apostolica, accrescere il senso di appartenenza alla Chiesa, all’Associazione e alla Famiglia Salesiana, curare lo spirito di famiglia e la responsabilità condivisa.

Quindi, come Delegata Mondiale, mi impegno ad accompagnare l’Associazione camminando insieme ai giovani per costruire una società più cristiana e umana, affrontando con sano ottimismo salesiano le nuove sfide che si presentano con la certezza che il Signore Gesù continua a camminare con noi nella storia, soprattutto dopo questa grave pandemia che sta cambiando il volto del mondo e della storia.

Sono grata per la fiducia che la Madre Generale dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Madre Reungoat, e il Rettor Maggiore dei Salesiani Don Ángel Fernández Artime, hanno riposto in me per accompagnare l’Associazione. Sono grata per il cammino realizzato dalle Delegate che mi hanno precedute, in modo particolare suor Leslye Sándigo, che ha lavorato in comunione per diffondere il carisma in questi anni. Mi affido al Signore che mi sostenga in questa nuova missione e chiedo a tutti di accompagnarmi con la preghiera e la fraternità.

A Maria Ausiliatrice, in questa novena speciale, è affidata la missione di suor Carmen Lucrecia Uribe, Delegata Mondiale FMA dell’ASSCC, e di tutti i gruppi della Famiglia Salesiana.

Buona festa di Madre Mazzarello!

Pubblichiamo il messaggio di Madre Yvonne Reungoat, Superiora Generale dell’Istituto FMA, alle Figlie di Maria Ausiliatrice, giovani e Famiglia Salesiana in occasione della festa di Madre Mazzarello.

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Roma (Italia). Il 12 maggio 2020, alla vigilia della Solennità di Santa Maria Domenica Mazzarello, Madre Yvonne Reungoat, Superiora Generale dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA), invia un messaggio alle FMA, giovani e Famiglia Salesiana.

«A voi tutte, carissime sorelle, a tutti i giovani, a tutte le giovani, al gran numero di ExAllieve/i, a tutte le persone che condividono la nostra missione, ai membri dei diversi gruppi della Famiglia salesiana, a tanti amici e familiari che sono parte della grande rete in cui l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice è connesso, auguro una

Buona Festa di Madre Mazzarello!

Celebriamo questa festa con gioia sempre, ma specialmente quest’anno, in cui stiamo iniziando la preparazione della celebrazione dei 150 anni della fondazione dell’Istituto. La situazione inedita che stiamo vivendo a motivo del lockdown non ci impedisce di sentirci in profonda comunione nel rendere grazie al Signore per la santità di Maria Domenica! La sentiamo viva e attiva nelle nostre comunità, nella nostra vita, pronta a sostenerci, a incoraggiarci, a suggerirci di essere creative.

È la Festa di Madre Mazzarello del primo dei tre anni di preparazione alla Celebrazione del 150° anniversario della nascita del nostro Istituto.
Scrivevo nella circolare 989: “Come segno di comunione proponiamo, per quest’anno improntato al ringraziamento, di vivere con speciale solennità la festa di S. Maria D. Mazzarello con una accurata e coinvolgente preparazione e lasciando emergere la gratitudine per il dono della sua santità e per l’attualità della missione salesiana nel mondo”.
Le circostanze ci hanno spinto a cercare modalità nuove, sia nella preparazione che nella celebrazione di questa solennità, ma sono certa che ogni comunità potrebbe raccontare esperienze bellissime di incontro con la Fondatrice, di conversione profonda, di accoglienza gioiosa e rinnovata del carisma; come sono certa che domani saprete dare un’impronta di riconoscenza alla celebrazione.

Vi confesso che in questi mesi mi ha fatto molta impressione pensare che la maggior parte delle nostre case erano diventate silenziose, che abbiamo dovuto interrompere molte attività o ripensarle per poterle assicurare “a distanza”, che la stessa vita della comunità religiosa è segnata dalla necessità del distanziamento fisico, dalle preoccupazioni per la salute all’interno e all’esterno, nelle famiglie, tra i destinatari della nostra azione pastorale, tra i nostri collaboratori, da un cambiamento di ritmi e di impegni. Sono rimasti in casa le/i giovani che non hanno un’altra casa, che sentono questa come la loro unica casa!

Ma sono anche impressionata positivamente dalla grande creatività per raggiungere le/i giovani, le famiglie, le persone che hanno bisogno. Abbiamo aperte vie nuove in cui non pensavamo essere capaci di entrare. La solidarietà si è moltiplicata. La fede si è consolidata dando lo spazio alla preghiera, all’incontro con il Signore. La Risurrezione di Gesù è venuta illuminare il cammino e ridarci la gioia. Maria Domenica oggi chiede ad ognuna e ognuno di noi: “sei allegra?”

L’esperienza delle epidemie in Maria Domenica

Per la grande maggioranza di noi la realtà di un’epidemia è una condizione nuova, tanto più lo è dal momento che si manifesta nella forma della pandemia, ma Maria Domenica conosceva fin da piccola le conseguenze delle epidemie: i suoi genitori avevano accolto come figlia un’altra Maria Domenica, una cuginetta, a cui il colera nel 1835 aveva tolto i genitori; gli abitanti della sua frazione stavano costruendo la chiesetta dei santi Stefano e Lorenzo e di Maria Ausiliatrice in ringraziamento della protezione ricevuta in quella stessa occasione. Ma poi ha fatto l’esperienza di un’epidemia nella sua stessa persona: è stato il momento dell’oblazione totale nella carità e nell’obbedienza: “Don Pestarino, se lei vuole, io vado. Ma sono sicura di prendere il male”. Ma, al tempo stesso, senza che potesse neppure immaginarlo, è stata una scelta determinante per la sua vita e…per noi, per l’Istituto che sarebbe nato dopo vari anni.

Quello che poteva apparire un fallimento, che portava con sé il crollo di progetti e speranze, si rivelò, invece, nel tempo, la chiave per accedere ad un disegno di Dio provvidenziale e impensabile.

L’inizio di tutto…

Quella che poteva apparire la fine di tutto era, invece, l’inizio di tutto.
Dio non la voleva solo contadina, impegnata nella sua parrocchia, disponibile a fare la catechista anche alle mamme, ma apostola del mondo giovanile femminile, attraverso l’educazione cristiana. Non le fu tutto chiaro, subito, tutt’altro.
Dalla preghiera “Signore, se nella vostra bontà volete concedermi ancora alcuni anni di vita, fate che io li trascorra ignorata da tutti, e, fuorché da voi, da tutti dimenticata”, alla visione di Borgo Alto, alla decisione di imparare a fare la sarta per raccogliere ed educare cristianamente le fanciulle del paese, si delinea tutto un percorso di docilità allo Spirito, che non le fa vedere se non un passo dopo l’altro quello che Dio vuole da lei, che stimola la sua capacità di guardarsi attorno, di vedere i bisogni e di progettare risposte… ma sempre con lo sguardo del cuore a Dio solo.

A te le affido…, ancora oggi

Questo è per noi un grande suggerimento in questo tempo, in cui tutte le nostre case non risuonano, come d’abitudine, di voci giovanili, in cui stiamo inventando modi nuovi di raggiungere, animare, educare fanciulli e adolescenti, di coinvolgere le/i giovani in questa missione.
Cosa il Signore e Maria Ausiliatrice ci stanno chiedendo? Quale volto deve assumere la nostra missione adesso e quando torneremo ad incontrarci fisicamente? Cosa vogliono che cambi nella nostra vita e nel nostro affiancare la vita che cresce?
Sappiamo solo una cosa con certezza: che l’appello della Madonna, “A te le affido, continua a risuonare nel nostro cuore come singole e come comunità, come comunità religiosa e come comunità educante, come Istituto. Sta a noi, in sinodalità, cercare cosa significa, in questo 2020, e rispondervi.
Questo è un cammino che ben si inserisce in quest’ultima fase di preparazione al Capitolo Generale XXIV.
Essere “comunità generative di vita” è saper suscitare vita là dove sembra che ci sia solo morte, speranza dove la tentazione è quella di rifiutare anche la possibilità di sognare un futuro migliore, fiducia là dove la diffidenza rischia di prendere il sopravvento.
Risvegliare la freschezza vocazionale delle origini è aiutare a spalancare cuore e orecchie agli appelli che ci raggiungono da ogni parte e ci chiedono di saper “inventare gli strumenti” per rispondervi, di dare una svolta decisiva alle scelte per mettersi a servizio di chi ha bisogno.

Un evento di grazia

In questo tempo, mi sono detta, più volte, che anche la pandemia con tutto quello che di limitazione sta comportando, è un evento di grazia, che viene a scuoterci dalle nostre sicurezze e ad invitarci ad uno sguardo nuovo sulla realtà e sul carisma.
A Maria Domenica chiese il passaggio da quella che poteva apparirle come una vita spezzata ad una maternità grande come il mondo; una maternità che è iniziata in lei, ma continua in ciascuna di noi, attraverso i quasi 150 anni di vita dell’Istituto.
Una maternità che va assumendo il volto, la lingua, le attese, i sogni di ogni popolo e di ogni giovane.
Vi lascio un compito per questo 13 maggio 2020: interroghiamo Maria Domenica perché ci indichi, come singole FMA, come comunità, come comunità educanti, come giovani, come famiglie, la strada che ci si apre, il volto per l’oggi, i cambiamenti che siamo chiamate a compiere per essere “trasparenza dell’amore di Dio e riflesso della bontà materna di Maria” (C 14), nella concretezza della società in cui ci troveremo a vivere nei prossimi mesi, quando il contagio sarà cessato, ma occorrerà riparare i tanti guasti materiali e spirituali, morali e sociali che avrà prodotto e far crescere le aperture e prospettive di bene che si saranno sviluppate.

Vi auguro un festa trascorsa in intimità dialogante con Maria Domenica, la nostra Fondatrice, in docilità gioiosa a quello che Lei ci suggerirà, in comunione profonda tra noi, con i nostri giovani, anche se fisicamente lontani loro sono sempre vicini perché abitano il nostro cuore, con tutti quelli che frequentano abitualmente le nostre case e collaborano con noi nella missione.

Maria Domenica ci accompagni e ci faccia sentire la sua maternità forte e preveniente, ci renda capaci della sua stessa donazione a Dio e ai giovani, alle sorelle e a quanti incontriamo ogni giorno, chieda a Gesù di riempire il nostro cuore della Sua gioia!

Buona festa!

Roma, 12 maggio 2020

Suor Yvonne Reungoat
Superiora Generale dell’Istituto FMA