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Udine, il presidente Mattarella in visita al “Bearzi” per ricordare Lorenzo: “La sicurezza sui luoghi di lavoro è un diritto, assicurarla un dovere”

“In questo tempo difficile è di conforto trovarsi sotto l’immagine rassicurante di Don Bosco“: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, questa mattina ha fatto visita all’istituto salesiano “Bearzi” di Udine, scuola frequentata dal giovane Lorenzo Parelli, morto lo scorso gennaio a causa di un incidente alla Burimec di Pavia di Udine, l’ultimo giorno di un percorso duale tra scuola e lavoro. Il presidente è stato accolto dalla comunità salesiana di Udine, con il direttore don Lorenzo Teston, il superiore dell’Italia Nord Est, don Igino Biffi, il vicario del Rettor Maggiore, don Stefano Martoglio e l’arcivescovo di Udine, monsignor Andrea Bruno Mazzocato. Presenti anche il sindaco di Udine, Pietro Fontanini e il governatore della Regione, Massimiliano Fedriga.

Dopo aver incontrato privatamente i genitori e la sorella di Lorenzo, il presidente  è stato guidato nell’istituto tra le aule della scuola primaria e quelle del centro di formazione professionale. Poi, il momento istituzionale nella palestra con i saluti delle autorità presenti.

“Udine le è grata, signor Presidente, perché la sua visita dimostra l’impegno dello Stato affinché episodi come quelli che abbiamo ricordato oggi non accadano più”, ha detto il sindaco di Udine, Pietro Fontanini, che poi ha rivolto un ringraziamento anche all’istituto “Bearzi”: “Ringrazio l’istituto Bearzi che rappresenta un punto di riferimento non solo scolastico ma anche sociale per tutti i ragazzi del Friuli”.

Massimiliano Fedriga, governatore dei Friuli Venezia Giulia ha invece sottolineato come serva “rafforzare la formazione e quindi la prevenzione. Solo la competenza e la consapevolezza possono tutelare chi, come Lorenzo, non stava lavorando, ma si stava formando. Forse in questo episodio è mancata la centralità dello studente, dunque la prima cosa è riportare le persone al centro dei percorsi formativi”.

L’opera costante di tutta la comunità educativa del Bearzi, in comunione con le Istituzioni, con la Chiesa ma soprattutto con le forze imprenditoriali del territorio, qui ben rappresentate, è quella di promuovere spazi e tempi di umanizzazione, di progresso e coesione sociale, di incontro con il messaggio del Vangelo –  ha detto il direttore don Lorenzo Teston -. Qui al Bearzi speriamo ardentemente e operiamo costantemente al fine di non venire meno al compito educativo affidatoci, fornendo il nostro aiuto a realizzare quello spirito comune, italiano, europeo e mondiale, di fratellanza, di solidarietà e di coesione, rivolto al progresso di ogni persona e conseguentemente della società intera”.

Il prof. Giulio Armano, invece, ha spiegato come “Alcuni ragazzi che accedono alla formazione professionale provengono da qualche insuccesso scolastico: il nostro ambiente li accoglie e li rilancia cercando di valorizzarli,  aiutandoli ad acquisire le competenze che in questo momento il mercato del lavoro cerca e richiede fortemente (muratori, cuochi, camerieri, meccanici, elettricisti, saldatori) maestranze spesso introvabili. Molti ragazzi partendo dai percorsi IeFP sono poi diventati artigiani o imprenditori”.

A testimoniare chi fosse Lorenzo in classe è stato Matteo Lorenzon, suo compagno. “Si vedeva proprio che non era mai svogliato nel venire a scuola. Anzi aveva sempre voglia di imparare e scherzare con tutti e, dato che era molto bravo, capitava spesso di chiedergli un aiuto e lui era sempre pronto a darti una mano. Nel giorno di rientro a scuola durante il periodo di stage, dove ci rincontravamo tutti, ci raccontavamo a vicenda quello che facevamo in azienda. Lui ci raccontava con grandissimo entusiasmo dei bei lavori che facevaI momenti che passavamo tutti insieme sia in classe che a ricreazione erano sempre un divertimento; noi continuiamo a farlo ricordandoci sempre delle sue battute. In questi momenti dove magari eravamo solo noi della classe Lorenzo ci parlava del fatto che gli piaceva di più stare in azienda a lavorare rispetto che stare a scuola, come anche a tutto il resto della classe. Caro Lorenzo per noi resterai sempre un membro della nostra classe. Continua da Cielo a portare avanti con tutti noi la passione per questo fantastico mestiere”. 

“Io sono qui anzitutto per esprimere la mia vicinanza e la mia partecipazione all’immenso e insanabile dolore dei genitori, della sorella, degli amici e dei compagni di Lorenzo. È una ferita profonda che interroga l’intera comunità, a cominciare dalla quella scolastica di cui era parte, dai ragazzi e dagli insegnanti del suo corso di formazione professionale – ha detto il presidente Mattarella nel suo discorso -.  La natura del suo percorso formativo lo aveva portato in azienda. Ma è accaduto quel che non può accadere, quel che non deve accadere. La morte di un ragazzo, di un giovane uomo, con il dolore lancinante e incancellabile che l’accompagna ci interroga affinché non si debbano più piangere morti assurde sul lavoro. La sicurezza nei luoghi di lavoro è un diritto, una necessità; assicurarla è un dovere inderogabile. Questa esigenza fondamentale sarà al centro della cerimonia di dopodomani, Primo Maggio, al Quirinale. Ma quest’anno anticipiamo qui la celebrazione della Giornata del Lavoro, in omaggio a Lorenzo e a tutti coloro che hanno perso la vita sui luoghi di lavoro, affinché si manifesti con piena chiarezza che non si tratta di una ricorrenza rituale, astratta, ma di un’occasione di richiamo e riflessione concreta sulle condizioni del diritto costituzionale al lavoro”.

“Il ritardo – un ritardo che ci mette in coda alle statistiche europee – con il quale gran parte delle nuove generazioni riesce a trovare una occupazione non è condizione normale – ha detto ancora il Presidente  – .Sono quindi apprezzabili i percorsi che accompagnano i giovani ad entrare nel mondo del lavoro. Un mondo che deve rispettarli nella loro dignità di persone, di lavoratori, di cittadini. Che dia ai giovani quel che loro spetta, che consenta loro di esprimere le proprie capacità, affinché possano costruire il domani. È una necessità per il futuro stesso dell’intera società”.

“Esperienze come questa in cui ci troviamo, il Bearzi, – come è stato poc’anzi sottolineato opportunamente – sono uno strumento di forte contrasto alla dispersione scolastica e, sovente, sollecitano il raggiungimento di un titolo di studio secondario superiore. Le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono un’occasione da cogliere anche per modificare questi squilibri generazionali che hanno il loro fulcro nel lavoro ma che riguardano anche la casa e il welfare, insomma le condizioni per progettare in autonomia il proprio futuro e dar vita a una famiglia”.

“L’Italia ha dimostrato nei mesi passati di possedere le qualità morali per non lasciarsi confondere, per non lasciarsi distrarre dal proprio cammino e dai propri valori. Quando aumentano le difficoltà siamo capaci di trarre una forza supplementare dalla unità di intenti, che pure fa salva la diversità e la ricchezza degli apporti. È parte della nostra cultura, della nostra civiltà. Il lavoro è espressione di questa coesione, di questa spinta all’unità, di consapevolezza di un destino comune. Una forza preziosa che ci serve particolarmente in questa stagione, in questo periodo così difficile. Buon lavoro per l’oggi. Buona preparazione per il lavoro di domani”, ha concluso il Presidente della Repubblica.

 

 

 

 

Corriere della Sera – Gli studi ad hoc e la corsa delle aziende. La fucina salesiana che sforna talenti

Dal Corriere della Sera, ed. Milano.

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Il cortile è quello che chiunque abbia frequentato o visitato un centro dei salesiani potrebbe riconoscere al primo sguardo. Ma al posto delle campane, a scandire le ore è una sirena recuperata da una fabbrica dismessa, e gli edifici interni non portano nomi di santi, bensì di industrie – Falck, Breda, Marelli – e del cardinale Schuster, l’arcivescovo che intuì il bisogno di una scuola in quel territorio industriale alle porte dei Milano e trovò la collaborazione attiva delle famiglie imprenditoriali che hanno lasciato il segno nella storia della «Stalingrado d’Italia». Era il 1948. Ma ancora adesso le «Opere sociali don Bosco» di Sesto San Giovanni sono al centro delle attenzioni del mondo  produttivo: aziende di ogni dimensione assediano di richieste gli uffici che governano l’orientamento al lavoro degli oltre 2.800 ragazzi che frequentano i diversi livelli di formazione.

Cercano manodopera formata e sanno che nelle aule che circondano quel cortile possono trovarne. Soltanto da aprile sono giunte 681 richieste di curriculum (considerata la pausa estiva, sono quasi 100 al mese). Dal piccolo artigiano alla multinazionale si rivolgono ai salesiani alla ricerca di lavoratori. «I più richiesti sono i tornitori, i fresatori e anche i meccatronici – spiega Raffaele Crippa, direttore dell’Its, cioè il livello più alto di formazione tra quelli offerti dai salesiani sestesi -. Ma le aziende sanno che qui possono trovare ragazzi a tutti i livelli della filiera formativa». All’interno del centro, infatti, ci sono tre scuole: il Cfp che offre istruzione professionale, l’Itt ovvero l’istituto tecnico e l’Its per la formazione post-diploma. Le aziende stesse sono molto coinvolte anche nella didattica e nell’orientamento, con molte ore di formazione offerte direttamente nei luoghi di lavoro. «Perché spesso per i ragazzi è fondamentale sapere esattamente cosa c’è dietro a una mansione, cosa fa ciascuna figura, e quando hanno le idee chiare su cosa li aspetta sono più motivati».

Attorno al cortile di via Matteotti 425, mentre la sirena scandisce le ore che scorrono, si aprono aule e laboratori che preparano il futuro delle «risorse umane» della manifattura lombarda. Infatti, racconta il direttore del centro don Elio Cesari, non è raro ricevere la chiamata diretta di un imprenditore o di un manager che domanda: «Ce l’avete qualche bravo ragazzo che sappia lavorare?». E non solo da Milano, ma da tutta la Lombardia, perché ormai il centro salesiano è un riferimento per piccole, medie e grandi aziende di tutta la regione, al punto da indurre la Fondazione Its ad aprire succursali a Bergamo, Brescia, Lecco e Pavia, «con la collaborazione di circa 450 aziende».

Le statistiche sul tasso di occupazione successiva agli studi sono eloquenti: 72% per i diplomati Itt e 97% per chi ha frequentato l’Its. E quelle 681 richieste da parte delle aziende confermano uno dei temi del momento, a proposito del mercato del lavoro: la domanda di formazione mirata, tecnica ma non necessariamente in senso stretto. Come dimostra l’avvio di un nuovo Its per Manager culturale per lo Sviluppo del territorio, promosso da Innovaprofessioni (ente che fa capo alla Confcommercio milanese), che si aggiunge a quello a indirizzo moda e design creato dalla Afol metropolitana con la Triennale.

Cnos Fap Forlì, in arrivo nuove aule didattiche

Sul Corriere della Romagna, un articolo racconta l’ammodernamento delle aule del CFP di Forlì con l’ampliamento dell’offerta formativa.

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Sono a buon punto i lavori di riqualificazione dell’ ex oratorio salesiano di via Episcopio Vecchio, in vista dell’ampliamento dell’ offerta formativa del Cnos-Fap. «Accanto ai corsi classici e storicizzati – dichiara il delegato regionale Cnos-Fap, don Gianni Danesi – con la recente aggiunta del laboratorio per parrucchieri ed estetisti, stiamo valutando di allargare ulteriormente la proposta, con il possibile coinvolgimento di altri partner ed enti formativi per un progetto comune». La formazione professionale giovanile è da sempre una prerogativa della vocazione Salesiana. «Il nostro fondatore San Giovanni Bosco – continua don Gianni – prese subito a cuore la condizione dei ragazzi poveri di Torino. Non si limitò ad addestrarli e formarli al lavoro, ma dette loro anche forti basi culturali, perché la società, oggi come allora, richiede questo». Ad ormai 67 anni dalla posa della prima pietra (correva l’ anno 1954), la cittadella formativa salesiana sta per avere il sopravvento su quelli che per decenni sono stati i locali dell’oratorio San Luigi. «Sì – interviene il direttore salesiano del Cnos-Fap di Forlì, Sergio Barberio – assorbiremo anche i locali del pian terreno trasformati in laboratori. L’oratorio continuerà la sua attività in un altro edificio del complesso prima riservato a funzione residenziale».

Sull’ altare del potenziamento del Cnos è stato sacrificato persino il glorioso teatrino Don Bosco. «Ci dispiace molto- prosegue Barberio – ma recuperarlo sarebbe stato anti-economico e inutile, vista la presenza in via Nanni della sala multimediale San Luigi, all’avanguardia sul piano funzionale e tecnologico». Attualmente, in via Episcopio Vecchio sono operative 8 classi di formazione giovanile, più un post-qualifica, per un totale di circa 300 studenti. «Confermo che la ristrutturazione in corso è funzionale a realizzare un polo formativo multifunzionale d’ eccellenza, che spazia dalla meccanica all’ elettronica, dalla falegnameria alle cure estetiche, in grado di rispondere a un mercato del lavoro in continua evoluzione». Sono in corso la sostituzione e l’aggiornamento delle macchine da lavoro all’interno dei laboratori, proprio per dare precise risposte alle richieste del territorio. «Ci stiamo muovendo con circospezione, dopo aver intervistato le aziende locali in merito al loro fabbisogno  assunzionale». C’è stata una riorganizzazione dell’ opera proprio in termini di spazi e di efficienza. «Adesso accogliamo anche le ragazze – conclude Barberio – e si è persino creata una filiera con ex diplomati, che stanno diventando a loro volta docenti e formatori». Al termine della riqualificazione e del reperimento dei nuovi spazi, per una spesa che si aggira sui 700.000 euro, di cui 100.000 erogati dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, la cittadella formativa salesiana potrà coinvolgere sino a 600 giovani.

ICP: cammino quaresimale 2021

La Pastorale Giovanile e il Movimento Giovanile Salesiano ICP propongono un cammino quaresimale in preparazione alla Santa Pasqua 2021.

Il materiale a disposizione è stato pensato per vivere tutto il periodo della Quaresima (dal 17 febbraio) come un tempo di silenzio, di ascolto e di riflessione, un’esperienza di “deserto” di 40 giorni, sulle orme del Signore. C’è bisogno infatti di qualcuno che del deserto abbia già fatto esperienza prima di noi, per poterci dire che il deserto si può attraversare. Che il deserto e la morte non sono l’ultima parola.

Il cammino comprende una proposta per la liturgia del Mercoledì delle Ceneri, con un momento penitenziale; per ciascuna settimana della Quaresima invece, una Via Crucis divisa in 6 tappe, una parola chiave con il video correlato e un fatto di attualità per riflettere.

Il percorso è stato pensato per le medie, le superiori (biennio e triennio) e per i CFP e man mano saranno resi disponibili tutti i contenuti per ciascuna sezione.

Il Triduo pasquale conterrà una proposta anche per i giovani, gli universitari e le famiglie.

Dal CFP di Castel de’ Britti arriva il «football anti-covid»

Dal sito del Corriere della Sera, edizione di Bologna

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Siamo a Castel de’ Britti e per una volta, essendo questa la patria di Alberto Tomba, non parliamo di sci, ma di calcio. Calcio in tempo di Pandemia, quindi nuovo calcio o comunque calcio alternativo. Rincorrere un pallone si può. A dirlo e praticarlo è il centro di formazione professionale salesiano Cnos Fap, impegnato con corsi di formazione per adolescenti (spesso in difficoltà per svariati motivi, problematici). In questa delicata fase di distanziamento il centro ha cercato di trovare soluzioni per far comunque stare insieme i ragazzi, confinati nella didattica a distanza (a parte i laboratori).

Gioco e sport come collante relazionale e sociale Il gioco e lo sport sono un importante collante relazionale e sociale, e così i docenti di Castel de’ Britti hanno ideato il «football anti-covid», da praticare «a distanza». Il tutto non come attività didattica, ma da svolgere nel tempo libero, nelle pause di studio. Un escamotage temporaneo certo, ma con interessanti caratteristiche e dinamiche di applicazione. Insomma, un gioco giocabile. Le regole in un video In sostanza, come viene ben spiegato in un video postato su You Tube («CdB Covid football»), è stato preso un campo da gioco a 7 ed è stato suddiviso in tante diverse zone secondo un preciso disegno geometrico che ridefinisce per certi versi le aree classiche. All’interno di ogni zona gioca perciò solo un calciatore, evitando così contatti con gli altri ora vietati. Ogni squadra disporrà di due difensori davanti al portiere, un centrocampista in mezzo al campo, uno sulla trequarti e due attaccanti sugli spazi esterni del fronte offensivo. L’opposizione fra gli avversari avverrà quindi esclusivamente schermando il rivale di fronte.

I giocatori si muovono in continuazione, «e soprattutto imparano una cosa basilare: passare la palla, farlo magari di prima e velocemente», racconta il direttore di Cnos, Carlo Caleffi. Progetto di resilienza Certo, qualcosa si perde nella capacità di dribblare così come nella marcatura difensiva «a uomo», ma si sviluppano altre qualità, a partire dallo stop, il gesto atletico più importante del gioco. «Al tempo stesso aiuta anche chi ha giocato poco, i principianti, che possono iniziare misurandosi nella propria zona senza la pressione dell’avversario. E stessa cosa per gli insegnanti che hanno una certa età e una mobilità ridotta». Naturalmente è possibile cambiare i ruoli durante la partita. L’esperimento sta andando in scena da alcune settimane nel cortile della scuola, «che finalmente si è rianimato. Ci sembra un buon progetto di resilienza, un modo per convivere e reagire, evitando depressione e impotenza. Speriamo di contagiare altre scuole e altre realtà educative», conclude Carlo Caleffi.

Bra: all’Istituto Salesiano è entrato in azione uno spartineve “da riciclo”

Dal sito Idea Web Tv la notizia di uno spartineve creato da un insegnante del CFP di Bra, in Piemonte.

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Le copiose nevicate dei giorni scorsi, anche, a Bra hanno innevato i cortili dell’Istituto Salesiano di viale Rimebranze. Per ripulire tutti gli spazi, i Salesiani braidesi hanno messo in azione uno spartineve assemblato “in casa”.

Grazie al brevetto del prof. Gianfranco Morra, docente di meccanica d’auto presso il nostro CFP. Con un lavoro lungo è riuscito a realizzare questo prototipo, con la collaborazione dei colleghi e degli allievi. Il risultato è stato un assemblaggio di quattro parti, con materiale di recupero: la carrozzeria di una Ypsilon 10 in rottamazione, il motore di un Ducato, il telaio di un fuoristrada e una lama pluridirezionale. Dopo molti tentativi, il prototipo ha avuto il suo collaudo. Negli ampi cortili dell’Istituto, ha dato ottima prova di sé: agile, affidabile ed efficace. Un utilizzo che sarà limitato ai nostri spazi interni, perchè difficilmente la Motorizzazione ne consentirebbe un utilizzo in luoghi pubblici. Complimenti professore per l’ottimo lavoro!“, hanno commentato dall’Istituto Salesiano.

 

Oscar Don Bosco al CFP “T. Gerini” di Roma

Pubblichiamo da ANS l’articolo sul CFP “T.Gerini” e il premio Oscar Don Bosco

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Vicino al quartiere periferico di San Basilio, nella città di Roma, si erge il Centro di Formazione Professionale “Teresa Gerini” che offre a 650 giovani, provenienti da 27 Stati e appartenenti a 11 confessioni religiose, la possibilità di vivere una esperienza formativa e professionale nel classico stile educativo salesiano. Quest’anno, in occasione dei festeggiamenti per il Santo dei Giovani, si è svolto l’“Oscar Don Bosco”, una gara a quiz sulla vita e sugli insegnamenti profusi dal fondatore della Famiglia Salesiana. L’adrenalina, l’entusiasmo e la partecipazione dei ragazzi ha reso speciale l’evento. Ad aggiudicarsi l’“Oscar Don Bosco 2020” è stata Azzurra, allieva italiana di religione cattolica, appartenente al settore Elettro-Benessere, mentre al secondo posto è arrivato Madhub, allievo marocchino di religione musulmana, appartenente al settore Meccanici-Carrozzieri.

Istituto Salesiano Teresa Gerini Torlonia: incontro “Sinergie Scuola & Impresa”

Il CFP dell’Istituto Salesiano Teresa Gerini Torlonia di Roma lancia un’originale iniziativa per le aziende del territorio – “Sinergie Scuola & Impresa” – per promuovere un rinnovato sistema di apprendimento per i giovani. Si riporta l’articolo pubblicato il 5 novembre da parte dell’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS.

Italia – I incontro “Sinergie Scuola & Impresa”

(ANS – Roma) – Il Centro di Formazione Professionale (CFP) dell’istituto salesiano “Teresa Gerini”, ubicato sulla via consolare Tiburtina, conosciuta come la “Silicon Valley italiana”, ha lanciato un’originale iniziativa alle numerose aziende e i loro imprenditori del territorio e, nello scorso ottobre, ha aperto loro le porte al fine di promuovere un rinnovato sistema di apprendimento per i giovani e le aziende.

L’obiettivo dell’incontro è stato quello di fidelizzare il rapporto con le aziende che da decenni conoscono il Centro, grazie alla positiva e consolidata esperienza degli stages di tanti allievi, e soprattutto di intraprendere una nuova modalità sinergica più fattiva e permanente, attraverso una conoscenza diretta e all’interno delle strutture.

In un Paese come l’Italia, dove le più recenti indagini mostrano un’elevata dispersione scolastica, una percentuale alta di NEET (i giovani che non studiano e non lavorano) e un ritardato inserimento nel mondo del lavoro anche per chi possiede validi titoli o attestati, il CFP “Teresa Gerini” si è impegnato ad estendere il proprio progetto educativo e formativo anche ai luoghi dove gli allievi compiono i loro stage e tirocini.

Ciò avviene realizzando un’interazione più stretta tra i formatori del CFP e quelli dell’azienda, tra i contenuti di base trattati nel CFP e il loro sviluppo in azienda, tra i principi e regole comportamentali e del vivere sociale proposti nel CFP e la loro attuazione vissuta durante il lavoro.

Il Primo incontro “Sinergie Scuola & Impresa”, svoltosi nella “Sala Rinaldi dell’Istituto” nel pomeriggio dello scorso 18 ottobre ha visto coinvolti in prima persona i giovani del IV anno, con indirizzo elettronico/informatico/robotica educativa, che hanno organizzato l’incontro e introdotto tramite delle presentazioni multimediali le esperienze attuate sotto la guida del loro insegnante ing. Roberto Cioeta.

I titolari o responsabili delle aziende hanno apprezzato ed incoraggiato il lavoro in atto e la volontà di confrontarsi ed interagire con le aziende, e particolarmente la disponibilità a svolgere e/o introdurre moduli o parte di essi, sulla base di ciò che accade in azienda.

Diversi ospiti hanno invitato a ripetere questi appuntamenti, perché utili e di reciproco arricchimento, e hanno lodato il comportamento e la correttezza dei giovani provenienti dal CFP salesiano passati per le loro aziende.

Hanno incoraggiato, inoltre, gli allievi presenti ad impegnarsi, a curare l’analisi, la progettazione e lo sviluppo, e ad entusiasmarsi e coinvolgersi integralmente, perché con l’impegno e la determinazione possono cambiare il loro destino e quello della società.

Gli ospiti hanno poi presentato brevemente le loro aziende, coinvolte a livello di progettazione, realizzazione, installazione e manutenzione in numerosi settori: elettro medicale, avionica, sicurezza informatica, videosorveglianza, videogames, elettronica avanzata in ambito militare, protezione dati, laboratori scientifici…

La continua innovazione e la ricerca sono stati gli elementi comune e qualificanti di tutte le imprese rappresentate, operanti per lo più a livello nazionale o internazionale.

L’Istituto dei Salesiani, sorto nel 1952, è situato in una zona popolare della Capitale – serve i giovani dei quartieri Ponte Mammolo, Rebibbia, San Basilio… – e al tempo stesso privilegiata e strategica, perché in essa insistono dagli anni ‘60 numerose industrie tecnologiche. Il CFP accoglie al momento oltre 700 allievi ed è il maggiore in Italia; opera nei settori di meccanica, elettromeccanica, elettronica, benessere ed ha i seguenti indirizzi: elettronico/informatico/robotica educativa.

L’Istituto “Teresa Gerini” di Roma intende offrire ai giovani rinnovate e qualificate opportunità formative con l’ausilio delle aziende del territorio sensibili a favorire l’inserimento di giovani nel tessuto sociale e lavorativo, anche grazie del minuzioso lavoro organizzativo del Responsabile di stage, Giorgio Sbaffoni. “Il nostro CFP si rivolge alle aziende per inserire stagisti e tirocinanti, dando vita a un processo di innovazione e di cambiamento nella didattica digitale in modo da integrare professionalità e innovazione pedagogica” ha affermato.

“Ogni significativo processo di cambiamento comporta il coinvolgimento e l’interazione di molteplici attori – precisa Fabrizio Tosti, il direttore regionale per il Lazio del Centro Nazionale Opere Salesiane – Formazione Aggiornamento Professionale –. La globalizzazione obbliga perciò ad essere flessibili e ad allargare lo sguardo sulla molteplicità, specificità e localizzazione dei settori tecnologici presenti nel mercato. È doveroso quindi relazionarsi e attivare l’apprendimento cooperativo anche fra centri di formazione, scuole, aziende, enti del terzo settore, istituzioni pubbliche e private, nazionali e internazionali…”

La Federazione Nazionale del CNOS-FAP, sulle orme di Don Bosco e attenta alle esigenze della formazione dei giovani, ha da tempo siglato accordi nazionali con numerose e importanti società e aziende nazionali ed europee, per far sì che gli allievi dei CFP dei salesiani siano introdotti alle tecnologie più aggiornate già durante la formazione iniziale, ed essere così più preparati per il lavoro.