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ADMA – 18 aprile 2022: ancorati alle due colonne da 153 anni

18 aprile 2022: ancorati alle due colonne da 153 anni. Di seguito il video e il messaggio dedicati all’anniversario di fondazione dell’Associazione di Maria Ausiliatrice.

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“In ogni momento, in ogni circostanza, facciamo appello a questa dolce Madre, invochiamo il suo amore materno e, facendo ogni sforzo per imitare le sue virtù, abbiamo per Lei un sincero cuore di figli”.

(San Francesco di Sales, Filotea)

Il 18 aprile, anniversario di fondazione dell’ADMA, con le parole di San Francesco di Sales, rinnoviamo la nostra appartenenza a Maria, nella gioia di condividere un cammino di fede e speranza con tutti voi!

Renato Valera, Don Alejandro Guevara e tutto il Consiglio dell’ADMA Primaria di Torino Valdocco.

125° della nascita del Venerabile Stefano Ferrando

Oggi, 28 settembre 2020, ricorre il 125° della nascita del salesiano venerabile Mons. Stefano Ferrando,  missionario e vescovo di Shillong (India) e fondatore delle Suore Missionarie di Maria Aiuto dei Cristiani. Si riporta di seguito l’articolo pubblicato dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS.

(ANS – Roma) – Mons. Stefano Ferrando, Vescovo salesiano e fondatore delle Suore Missionarie di Maria Aiuto dei Cristiani, nacque a Rossiglione (provincia di Genova e diocesi di Acqui Terme) il 28 settembre 1895. Oggi, pertanto, ricorre il 125° anniversario della sua nascita.

Stefano Ferrando frequentò le scuole dai salesiani, prima a Fossano e poi a Torino, rimanendo affascinato dalla vita di Don Bosco. Interruppe forzatamente gli studi allo scoppio della Prima guerra mondiale, alla quale partecipò come ufficiale, guadagnandosi una medaglia d’argento. Dopo l’ordinazione sacerdotale, nel 1923, partì per le missioni salesiane del Nord Est dell’India, dove divenne uno dei grandi pionieri dell’epopea missionaria salesiana in quella vasta regione.

Nel 1934 venne nominato da Pio XI vescovo della Diocesi di Krishnagar, ma dopo appena un anno, fu trasferito alla sede di Shillong, che diventerà per 35 anni il centro di tutta la sua feconda azione apostolica ed evangelizzatrice.

Il suo apostolato fu caratterizzato dallo stile salesiano: gioia, semplicità e contatto diretto con la gente. La sua umiltà, semplicità, l’amore per i poveri spingono molti a convertirsi e a richiedere il Battesimo. Ricostruì la grande Cattedrale e il complesso missionario. Diffuse la devozione a Maria Ausiliatrice e a Don Bosco. S’impegnò affinché gli Indiani divenissero i primi evangelizzatori della loro terra.

Da un primo gruppo di catechiste indiane avviò la fondazione delle Suore Missionarie di Maria Aiuto dei Cristiani (MSMHC), aggregate alla Famiglia Salesiana il 27 giugno 1986.

Il 26 giugno 1969, dopo aver preso parte ai lavori del Concilio, rassegnò le dimissioni dalla propria Diocesi. Aveva trovato in Assam 4.000 cattolici, ne lasciava 500.000. In Italia l’anziano vescovo missionario si ritirò nella casa salesiana di Quarto (Genova). Morì il 20 giugno 1978.

Il 3 marzo 2016 Papa Francesco ne ha riconosciuto le virtù eroiche dichiarandolo Venerabile.

Preghiera

Dio onnipotente ed eterno, che vuoi la salvezza di tutti gli uomini,
noi ti rendiamo grazie perché hai donato a Stefano Ferrando
la vocazione ad essere sacerdote e religioso tra i figli di Don Bosco,
e ne hai fatto un intrepido missionario
tra i popoli dell’India del Nord-Est,
un vescovo buono e prudente,
il fondatore di una nuova famiglia religiosa.
Umilmente ti preghiamo,
per intercessione di Maria Aiuto dei Cristiani,
per la tua gloria e l’edificazione del popolo cristiano,
fa’ che la Chiesa riconosca in Stefano Ferrando
il segno della tua santità,
e il popolo cristiano possa trovare nella sua vita un esempio,
nella sua intercessione un aiuto,
nella comunione di grazia con lui un vincolo di amore fraterno.
E se ciò è conforme alla tua volontà concedici,
per sua intercessione, la grazia che imploriamo dalla tua bontà.
Per Cristo nostro Signore.

Amen.

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Borgo Ragazzi Don Bosco di Roma, 19 anni della Casa Famiglia: guardare al futuro con speranza

Pubblichiamo l’articolo del Borgo Ragazzi Don Bosco di Roma sui 19 anni della Casa Famiglia.

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16 settembre 2001: i primi 4 ragazzi entrano in casa, è domenica pomeriggio. Ad accoglierli il direttore del Borgo e i primi 4 educatori. Un po’ di imbarazzo iniziale subito stemperato dall’arrivo della pizza. Da allora sono passati 19 anni, 98 ragazzi sono stati accolti provenienti da 25 nazioni diverse. Un terzo dei quali italiani.  18 le ragazze accolte. Una storia fatta di volti, di storie e soprattutto di vita quotidiana. Quelle piccole cose che ti fanno crescere, che spesso diamo per scontato ma che al borgo sono veramente espressione di CASA CHE ACCOGLIE secondo lo spirito di Don Bosco.

Se la  casa famiglia può festeggiare i suoi 19 anni e guardare al futuro con speranza lo deve a tanti che si sono avvicendati come in una ideale staffetta passandosi il testimone in corsa: salesiani, educatori, volontari… soprattutto  i ragazzi che hanno lasciato ciascuno un “pezzetto di cuore”. Perché come è scritto all’ingresso: “casa è dove è il tuo cuore”. Con molti di loro siamo in contatto e oggi sarebbe dovuta essere anche una festa per loro e con loro. Ma quest’anno è stato come per tutti molto particolare,  e dobbiamo accontentarci di festeggiare a distanza. Siamo abituati a feste con tanti ragazzi, volontari, famiglie. Come tutti ci siamo dovuti riadattare. Quella che è rimasta è la voglia di stare insieme.

Il nostro pensiero è soprattutto per chi ha compiuto o sta per compiere 18 anni in questo periodo.  Dover passare dalla casa famiglia alla vita autonoma durante l’emergenza covid non è facile. Ritrovarsi in pochi a festeggiare il compleanno e ad accompagnare i ragazzi. Le difficoltà per trovare lavoro. Sappiamo però che non siamo soli con loro!

Grazie a tutte le persone che collaborano a distanza e che si fanno vicine ai ragazzi di Don Bosco!

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Venticinque anni fa il primo Confronto MGS Italia, il ricordo di chi c’era

Pubblichiamo un articolo di Marco Pappalardo, docente al liceo, scrittore e giornalista, uscito sul blog “Il vino nuovo” in cui viene raccontata l’esperienza del Primo Confronto MGS Italia concluso ad agosto di 25 anni fa al Colle Don Bosco.

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Nei giorni scorsi in molti (anche se non in moltissimi a giudicare dai post sui social e con poca eco mediatica) abbiamo ricordato i 20 anni dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Roma, un evento emozionante, profetico, vocazionale, che ha segnato i giovani presenti allora e adulti oggi.

Insieme ad un gruppo del mondo salesiano italiano da alcuni mesi ci troviamo sul web per celebrare un altro evento speciale per il Movimento Giovanile Salesiano (MGS), poiché 25 anni fa si concludeva a Torino il primo “Confronto MGS Italia” con la partecipazione di circa 700 giovani. Collego i momenti, perché hanno avuto la stessa intensità per noi e, con i dovuti distinguo a livello di partecipazione, parlando dello spirito di uno (il Confronto MGS) dirò anche dell’altro (la GMG). Fu un evento di grazia per il Movimento, per la Famiglia Salesiana, per ognuno dei partecipanti! Mi commuove pensare a quei giorni di agosto in cui ci conoscevamo, diventavamo amici, ci veniva posto nel cuore o confermavamo un sogno, spero oggi divenuto una realtà per ognuno di noi. Che storia abbiamo vissuto! Che dono ci è stato fatto!

Quando penso a quei giorni, all’esperienza di Chiesa, di famiglia e di movimento, ai contenuti, ai luoghi tanto significativi (dove hanno vissuto santi come Don Bosco, Madre Mazzarello, Domenico Savio), mi meraviglio ancora di tanta bellezza e gratuità. Ci abbiamo messo tutto il cuore e certamente di più abbiamo ricevuto, e non solo allora o per quel momento, ma oso dire per ogni anno di questi 25 passati.

Alcuni di noi non si sono mai persi di vista, ci siamo cercati e trovati, anche in due, in pochi o in piccoli gruppi; rispetto agli altri – quelli ritrovatici di recente – di una cosa sono certo ripensando agli incontri on line: non abbiamo abbandonato lo sguardo di allora, non abbiamo oscurato quella bellezza, siamo pronti a parlare con il cuore in mano come se non ci fossimo mai lasciati.

In passato è già accaduto altre volte, ma vi assicuro che anche in futuro, se dovessi essere chiamato a parlare del MGS ad altri giovani, potrei parlare di loro, di noi, e dire tutto, facendo così comprendere l’essenza evangelica di “un cuor solo e un’anima sola”. Il resto è frutto del cercare di vivere al meglio dentro questa speciale amicizia e compagnia, anche a distanza di tempo e di luoghi: da qui ancora oggi vengono il servizio, l’impegno, il volontariato, la scelta vocazionale, il senso di appartenenza al mondo salesiano nonostante tutto e le debolezze, la condivisione del carisma.

Non sono un “romanticone” e non scrivo per nostalgia, lo faccio per “una pienezza del cuore”, per gratitudine, perché ciò che si è vissuto di buono va raccontato, per continuare “a narrare una storia che continua con te…con me” (tema-sloga del Confronto MGS 1995). Ci sono eventi che cambiano la vita e, ormai adulti – ce lo siamo detti in questo gruppo social degli animatori – siamo certi che il MGS e quell’esperienza in quei luoghi santi ci ha resi, nel bene e con tutti i limiti, ciò che siamo adesso.

Dunque, meno spensierati di allora, con il cuore salesiano che batte ancora proviamo con la nostra vita a raccontare quell’incontro, a ringraziare, a metterci a servizio “fino all’ultimo respiro”. Siamo cresciuti ed invecchiati, ma rimasti giovani nel cuore, sperando di aver tenuto fede agli impegni di tanti anni fa!

 

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