Dare casa al futuro – #iorestoacasa

Pubblichiamo il comunicato dell’iniziativa del servizio di Pastorale Giovanile della CEI sulla campagna di sensibilizzazione #iorestoacasa

***

Visto il momento faticoso, le campagne di sensibilizzazione che si susseguono con l’hashtag #iorestoacasa, ma anche le tante proposte di riflessione e buone prassi come il portale https://chiciseparera.chiesacattolica.it, vogliamo provare – come Chiesa e come Pastorale Giovanile nazionale – a far sentire la presenza dei più giovani per restare accesi, soprattutto intellettualmente. Le occasioni per pregare e provare a vivere la Quaresima – seppur ‘virtualmente’ – non mancano, proprio grazie ai social e soprattutto alle molte idee messe in atto dalle pastorali giovanili diocesane.

IDEA Vogliamo rilanciare l’hashtag dell’ultimo convegno nazionale e delle linee progettuali #darecasaalfuturo per creare una sorta di diario del momento dove giovani ed educatori possano raccontare il momento attuale attraverso storie personali, storie di amici o di persone che li hanno colpiti in questo periodo. Magari sarà la storia di un libro o di una pagina di letteratura a ispirarli, o forse quella di un film. Sarà comunque il loro mondo a venir fuori. Raccontare – proprio come per Shahrazàd ne ‘Le mille e una Notte’ – può salvarci la vita o almeno prolungare la nostra immaginazione, creatività, pensiero in questo momento in cui tutto sembra fermo, immobile. Veniamo fuori da un Sinodo che ha messo al centro i giovani e che ci ha lasciato parole ed esperienze su cui riflettere, parole ed esperienze che vanno meditate, ripensate, riscritte, rilette a partire dall’oggi, dall’esperienza di quei giovani che abbiamo provato ad ascoltare. E il tempo dell’ascolto non si può fermare. Dunque, ispirandoci proprio al Sinodo e riprendendo in mano le linee progettuali, vogliamo chiedere ai nostri giovani in tutta Italia di raccontarci – attraverso video o foto racconti – una storia su #darecasaalfuturo. Quale momento migliore di questo per rileggere il tempo presente e raccontarlo? Un modo per riflettere su ciò che viviamo e su come lo viviamo. Un modo per abitare la crisi.

PROPOSTA La proposta per giovani e adolescenti: postate su Instagram le vostre storie attraverso video o foto racconti sul macrotema #darecasalafuturo taggando @pg_ita. Vi chiediamo però di metterci la faccia e raccontare in prima persona la vostra storia, usando anche altri hashtag come ad esempio #iorestoacasa #ioamo #iosono #iosogno #ioascolto #iocomunico #ioincontro .

Ricapitolando, gli step sono i seguenti:

  1. create un video o scegliete una foto con la storia che volete raccontare (se usate le stories, attenzione a non inserire la musica se volete essere condivisi)
  2. postate il video o la foto sul vostro profilo Instagram taggando @pg_ita e inserendo l’hashtag principale #darecasaalfuturo insieme ad altri che rappresentano il vostro modo personale per dare casa al futuro ( #iovivo #ioleggo #iorestoacasa o altro)

Mai come in questo momento il mondo digitale ci viene incontro come opportunità. Possiamo usarlo come finestra sul mondo, per sentirci meno soli, ma anche per parlare, raccontando un pezzetto di noi. E allora, raccontiamo il nostro diario di una chiesa giovane che esiste e resiste!

Servizio nazionale per la Pastorale Giovanile 

ICP – Celebrazione Eucaristica in diretta: vicini al Signore… anche da casa

La vita spirituale non si ferma e non va in quarantena. La Pastorale Giovanile del Piemonte ha programmato una serie di strumenti e di opportunità utili per poterla alimentare. In modo particolare l’Eucaristia domenicale, centro della vita cristiana, sarà resa disponibile nella sua celebrazione con una diretta realizzata presso la chiesa interna della Comunità Proposta di Valdocco.

Il mercoledì alle ore 21.00, sempre grazie ad una diretta Facebook disponibile sui canali ispettoriali, sarà il giorno dedicato a degli approfondimenti biblici, spirituali e teologici.

Tutti i giorni sarà poi possibile la partecipazione “televisiva” alle ore 9.00 (Tv Rete 7, canale 12 del digitale terrestre e sui social dell’emittente).

Ecco il programma:

  • Domenica

    Celebrazione Eucaristica in diretta alle ore 12.00.

  • Mercoledì sera

    Approfondimenti biblici, spirituali e teologici alle ore 21.00.

  • Tutti i giorni

    Messa quotidiana in diretta alle ore 9.00.

Mettiamo a disposizione alcune opportunità di cammino nel quotidiano. Vivere in casa la fede è possibile, anche in questo contesto così atipico. La PG non vuole lasciare soli i giovani e desidera regalare tempi di luce. Se la parrocchia è la “fontana del villaggio”, come diceva Giovanni XXIII, noi regaliamo almeno un po’ di acqua genuina. Non siamo solo noi a offrire questo: tante e belle sono le proposte che la fantasia della Chiesa sta proponendo.

Crediamo che anche don Bosco donerebbe con la sua santa inventiva fontane di Luce e di Speranza viva: buona sosta di ristoro col Signore.

(Don Fabiano Gheller)

Facebook ICP
Telegram BuonaStampa
Rete 7
YouTube Rete 7

Avvenire: “Salesiani per i giovani, oggi” – CG28

Nella giornata di ieri, 23 gennaio, si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione del 28° Capitolo Generale della Congregazione Salesiana (CG28) presso la Sede Centrale Salesiana a Roma, alla presenza del Rettor Maggiore, don Ángel Fernández Artime, del card. Cristóbal López Romero sdb arcivescovo di Rabat, di don Stefano Vanoli, regolatore dei lavori del 28° Capitolo Generale,  e di don Giuseppe Costa sdb, giornalista e già Direttore della Libreria Editrice Vaticana.

Nella giornata di oggi, il quotidiano Avvenire dedica un articolo sul prossimo Capitolo Generale della Congregazione Salesiana con particolare riferimento alla presenza di alcuni ragazzi che saranno parte attiva dei lavori del Capitolo sul tema “Quali salesiani per i giovani d’oggi?“.

Si riporta di seguito l’articolo pubblicato in data odierna da Avvenire, a cura di Gianni Cardinale.

Salesiani per i giovani, oggi

A Valdocco (Torino) dal 16 febbraio al 4 aprile prossimi il 28° Capitolo generale
Tra le novità più importanti la partecipazione attiva ai lavori di alcuni ragazzi

(Roma – 24/01/2020 Pag. 22) – «Quali salesiani per i giovani d’oggi?». È questo il tema del 28° capitolo generale della Congregazione salesiana in programma a Torino dal 16 febbraio al 4 aprile.

Per il rettor maggiore don Angel Fernández Artime sarà l’occasione per individuare le priorità dei figli di don Bosco nel lavoro apostolico dei prossimi sei anni. Con due cardini specifici propri per questo Capitolo: la sintonizzazione con i giovani in un mondo che cambia a ritmi sempre più vertiginosi, e la consapevolezza di lavorare insieme con i laici in questa missione.

Ieri la presentazione dell’evento presso la Sede Centrale Salesiana a Roma, nell’opera del “Sacro Cuore”, coordinato da don Giuseppe Costa, giornalista e già direttore della Libreria Editrice Vaticana. Presenti, oltre al rettor maggiore, il cardinale Cristobal López Romero, arcivescovo di Rabat, e don Stefano Vanoli, Regolatore del Capitolo, che ha offerto alcuni dettagli sull’assise, tra cui la novità della presenza di alcuni giovani e laici che parteciperanno, in due diverse settimane, ai lavori.

Il capitolo si terrà a Valdocco.

«È un ritorno a casa, alle origini, lì c’è Don Bosco. Non è la stessa cosa fare un incontro lì o altrove»,

ha spiegato don Fernández Artime, che ha ribadito l’impegno che contraddistingue i salesiani da sempre e che vuole essere mantenuto anche in futuro, quello di vivere il proprio carisma con concretezza e realismo, per ottenere sempre il massimo possibile in favore di tutti i giovani del mondo – cristiani, musulmani, induisti, agnostici… – e specialmente di quelli più poveri e privi di risorse. Soprattutto attraverso l’educazione.

«Quando la Chiesa, la Congregazione fanno qualcosa che non va, – ha precisato il rettor maggiore – quando ci sono errori, sbagli e fragilità, è giusto dirlo. Ma in oltre 100 nazioni ho visto davvero anche quanto bene viene fatto dai salesiani e dalla Chiesa». Il decimo successore di don Bosco, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha illustrato l’impegno dei salesiani in alcune regioni particolari, come il Venezuela, dove la Congregazione ha aiutato – anche economicamente – non solo alle opere salesiane ma anche le famiglie e le realtà più bisognose, come la Siria, con i salesiani che non hanno abbandonato quella popolazione martoriata dalla guerra, e l’Africa dove «sicuramente la vita di migliaia di giovani non sarebbe la stessa senza l’educazione salesiana».

Per il cardinale López Romero, che l’altra sera è stato ricevuto in udienza dal re del Marocco,

«oggi come mai è necessario che i salesiani continuino a essere presenti nelle periferie, nelle frontiere, nei luoghi di guerra, proprio come ci ha indicato don Bosco, il cui carisma è stato missionario fin dal primo momento».

L’arcivescovo di Rabat, che papa Francesco ha onorato con la porpora nell’ultimo Concistoro, ha ricordato che i salesiani hanno

«una grande capacità di adattarsi ai diversi contesti anche politici e di essere realisti, in quanto il loro unico obiettivo è quello di agire per il bene dei giovani».

«Ciò – ha spiegato – non significa però non essere critici. Vediamo le difficoltà ma cerchiamo di superarle con l’educazione e la formazione. Così come i radicalismi che sono generati esclusivamente dall’ignoranza».

Citando il celebre invito di don Bosco a formare “buoni cristiani e onesti cittadini” il cardinale ha poi osservato che esso si applica felicemente anche nei contesti a maggioranza musulmana.

«Sono convinto – ha osservato – che se don Bosco fosse oggi nei Paesi musulmani, trasformerebbe il suo famoso slogan dicendo: “Onesti cittadini e buoni credenti”».

Don Bosco infatti «avrebbe assimilato il Concilio Vaticano II e lo avrebbe messo in pratica, evitando il proselitismo (che all’epoca era normale) e impegnandosi nell’ecumenismo e nel dialogo interreligioso».

Da sapere

Ordinariamente il Capitolo generale dei salesiani si raduna ogni sei anni per fare il punto della situazione, tracciare le linee per il sessennio successivo, ed eleggere il rettor maggiore e gli altri membri del Consiglio Generale. Quest’anno i capitolari saranno 243 tra aventi diritto di voto e in vitati. Lo spagnolo don Angel Fernandez Artime, 60 anni, è stato eletto rettor maggiore nel precedente Capitolo del 2014 ed è rieleggibile per un altro mandato.

La presenza dei «figli» di Don Bosco 14.618 i salesiani nel mondo (132 vescovi, 14.056 professi e 430 novizi) 1.392 coadiutori, con 28 diaconi permanenti, in 1.802 opere erette canonicamente 3.643 scuole e istituti con 940mila allievi e 68mila docenti e formatori 830 centri di formazione professionale, 200mila allievi e 15mila docenti.

Avvenire

MGS IME: Assemblea Territoriale – Gennaio 2020

Dal 2 al 4 gennaio 2020 si è tenuta l’Assemblea Territoriale MGS dell’Ispettoria IME dedicata a tracciare le linee programmatiche del nuovo anno. Si riporta di seguito l’articolo pubblicato in data odierna dal sito dell’Ispettoria Meridionale, a cura di Francesco Persampieri.

ASSEMBLEA TERRITORIALE MGS

Dal 2 al 4 si sono riuniti nella casa Ispettoriale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, in occasione dell’Assemblea Territoriale Invernale, tutti i giovani delegati del Movimento Giovanile Salesiano dell’Ispettoria Meridionale. Circa quaranta giovani provenienti dalla Campania, dalla Basilicata, dalla Puglia e dalla Calabria si sono confrontati per pensare insieme e aggiornare il Documento Programmatico, ovvero quello che può essere considerato la Carta d’Identità del MGS dell’Italia Meridionale. Due sono stati i momenti più toccanti per i delegati, un momento di ASCOLTO della Coordinatrice Nazionale del MGS Italia, Elena Marcandella, e della Coordinatrice del MGS IME, Erica Inchingolo, la quale hanno illustrato nel primo caso quella che è la storia del MGS dell’Italia e la suddivisione nei vari territori, mentre nel secondo caso Erica ha illustrato come l’Ispettoria Meridionale è organizzata e soprattutto quali sono gli organi rappresentativi delle varie regioni.

Nella seconda parte dell’Assemblea i giovani delegati si sono concentrati particolarmente su tre aspetti fondamentali del Documento Programmatico quali i Nodi Problematici – la figura del Delegato – gli Appuntamenti Ispettoriali, e attraverso l’attività dello “Speed date” prima e del “world caffè” dopo hanno apportato sostanziali modifiche. Durante la permanenza a Napoli i giovani, oltre a concentrarsi sul lavoro da fare, hanno vissuto due serate di fraternità all’insegna della gioia e dell’allegria, attraverso giochi e balli di gruppo nella prima e facendo una passeggiata lungo le vie della città nella seconda. A fare da collante, proprio come voleva Don Bosco, sono stati i momenti di preghiera, tra cui la meravigliosa buonanotte Salesiana da parte dell’Ispettore Don Angelo Santorsola, che hanno caratterizzato questo appuntamento importante terminati poi con la consueta celebrazione Eucaristica.

Francesco Persampieri

Visita il sito ufficiale

Ispettoria ILE – Intervista a don Paolo Caiani: «Giovani, così noi Salesiani li aiutiamo a essere protagonisti nella vita»

Il Portale della Diocesi Ambrosiana ChiesadiMilano riporta l’intervista effettuata al salesiano don Paolo Caiani, responsabile della Pastorale giovanile dell’Ispettoria lombardo emiliana. Si riporta l’articolo pubblicato nella giornata del 22 dicembre 2019 a cura di Luisa BOVE.

«Giovani, così noi Salesiani li aiutiamo a essere protagonisti nella vita»

Le scuole dei figli di don Bosco, educatori per vocazione sull’esempio del loro fondatore, tra le realtà più significative di quel sistema di istruzione e formazione che l’Arcivescovo ha lodato nel Discorso alla Città. Parla don Paolo Caiani, responsabile della Pastorale giovanile dell’Ispettoria lombardo emiliana

«Ringrazio tutti coloro che si dedicano all’istruzione, alla formazione, all’educazione nelle scuole – scrive l’arcivescovo Delpini nel suo Discorso alla città -. Dovremmo essere fieri sostenitori di un sistema pubblico di istruzione così capillare e così importante, offerto da scuole statali, e paritarie, cattoliche e di ispirazione cristiana». Come le scuole salesiane presenti da decenni sul territorio ambrosiano, a Milano, Varese, Sesto San Giovanni, Arese e Treviglio. Ne parliamo con don Paolo Caiani, responsabile della Pastorale giovanile dell’Ispettoria salesiana lombardo emiliana.

In che cosa consiste il modello salesiano?
Il nostro sistema educativo si chiama “Sistema preventivo” e ripropone l’esperienza educativa di don Bosco, che noi cerchiamo di vivere con fedeltà. È un modo di comprendere l’esigenza dei giovani e dei ragazzi per rispondere alle loro domande educative ed esistenziali e formarli come uomini pienamente realizzati. Il Sistema preventivo rappresenta il condensato della saggezza pedagogica di don Bosco e costituisce il messaggio profetico che ci ha lasciato come eredi nella missione che il Signore gli ha affidato. Con il nostro metodo puntiamo a formare ogni giovane a essere «onesto cittadino e buon cristiano.

Nelle vostre scuole, oltre agli insegnanti, affiancate ai ragazzi degli educatori…
Come salesiani di don Bosco non vogliamo disertare il campo giovanile. Per noi è vitale la conoscenza dei giovani. Il nostro cuore pulsa dove pulsa quello dei giovani. Noi lavoriamo e viviamo per loro, ci impegniamo a rispondere alle loro necessità e ai loro problemi. I giovani sono il senso della nostra vita. Per fare questo crediamo che ci voglia un villaggio per educare i giovani. Abbiamo bisogno non solo di educatori, ma di una Comunità educativa pastorale: salesiani, giovani, famiglie, docenti, volontari, educatori. Gli educatori presenti nelle nostre scuole diventano preziosi collaboratori per portare a compimento la nostra missione. Noi cerchiamo di trasmettere questa sensibilità educativa non come ruolo professionale, ma come scelta di vita. Il punto di arrivo dovrebbe essere: «Faccio l’educatore perché sento questa come mia vocazione.

C’è una bella alleanza tra scuola e famiglia…
Avere un gruppo di adulti che si prende a cuore la crescita dei ragazzi dà più solidità alla proposta formativa. È impensabile oggi fare da soli. I genitori appartengono alla Comunità educativa pastorale perché la prima forma di educazione si riceva in famiglia. Creare una pastorale giovanile in unione a una pastorale familiare è certamente una carta vincente per accompagnare i giovani a rendersi protagonisti nella vita.

Visita il sito ufficiale

Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita: Costituito l’Organismo consultivo internazionale dei giovani – l’MGS c’è!

Su indicazione del Documento Finale del Sinodo 2018, il quale chiedeva che fosse rafforzata “l’attività dell’Ufficio Giovani”, il “Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita” ha costituito nella giornata di ieri, 25 novembre, l’Organismo Consultivo Internazionale dei Giovani, nel quale anche il Movimento Giovanile Salesiano è presente. Si riporta di seguito l’articolo oggi pubblicato dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS.

Vaticano – Organismo Consultivo Internazionale dei Giovani: l’MGS c’è!

(ANS – Città del Vaticano) – Nella Solennità di Cristo Re, domenica 25 novembre, il Dicastero vaticano per i Laici, la Famiglia e la Vita ha annunciato con gioia l’istituzione dell’“Organismo consultivo internazionale dei giovani”, composto da 20 giovani provenienti da diverse regioni del mondo e da alcuni movimenti, associazioni e comunità internazionali. Anche il Movimento Giovanile Salesiano (MGS) è rappresentato, grazie a Carina Baumgartner, 28enne austriaca, che ha già partecipato a numerosi incontri internazionali – tra cui l’XI Forum Internazionale dei Giovani dello scorso giugno – e che ha una vasta esperienza in materia di gioventù in tutto il mondo.

Il Documento finale del Sinodo 2018 chiedeva che fosse rafforzata “l’attività dell’Ufficio Giovani del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita anche attraverso la costituzione di un organismo di rappresentanza dei giovani a livello internazionale”. L’istituzione di questo nuovo organismo, dunque, è figlia diretta di quel Sinodo, oltre che della volontà di Papa Francesco, che sottolinea spesso come il contributo attivo dei giovani sia essenziale per la Chiesa.

L’organismo lavorerà a stretto contatto con il Dicastero sulle questioni giovanili e i primi 20 ragazzi e ragazze selezionati, nominati per un triennio, sono giovani che sono stati coinvolti in diverse fasi del processo sinodale; ad aprile 2020 avranno il loro primo incontro.

“Non vedo l’ora di ascoltare e discutere le diverse prospettive da tutto il mondo. In particolare, voglio contribuire con la mia esperienza nell’MGS. Mettiamo i giovani al centro, diamo loro la responsabilità, ci fidiamo di loro e prendiamo sul serio le loro preoccupazioni. Sono lieta che Papa Francesco dia questo posto ai giovani ora nella Chiesa!” ha commentato Carina.

La ventottenne viennese ha rappresentato l’Austria nel Movimento Giovanile Salesiano in Europa e Medio Oriente. Ha anche contatti in diversi Paesi africani, asiatici e americani. Una sincera preoccupazione è per lei l’impegno dei giovani nell’iniziativa Generazione Laudato Si’. Quando venne fondata, durante la Giornata Mondiale della Gioventù a Panama, lei era presente. E all’XI Forum Internazionale della Gioventù a Roma ha avuto anche l’opportunità di incontrare personalmente Papa Francesco.

Nata a Vienna nel 1991, Carina è maestra d’asilo e di doposcuola. Ha studiato Lavoro Sociale e attualmente sta completando il suo Master come insegnante di Teatro. Da tre anni lavora come addetta pedagogica nell’MGS dei Salesiani di Don Bosco; ha svolto numerose iniziative di volontariato, sempre rivolte alla cura di bambini e adolescenti, e con le Figlie di Maria Ausiliatrice e l’ONG VIDES è stata volontaria in Georgia ed Etiopia. Ha messo in scena spettacoli per bambini, dirige un coro di bambini ed è stato responsabile dei chierichetti nella sua parrocchia d’origine.

“Sono molto felice di essere una persona credente e religiosa e di sapere che c’è Dio al mio fianco. La mia fede dà significato alla mia vita. La Santa Messa, il festeggiare, cantare e pregare insieme sono per me come delle stazioni di rifornimento. Con un serbatoio pieno provo nella vita di tutti i giorni a vivere, come Don Bosco, le parole ‘Sii felice, fa’ del bene e lascia fischiare i passeri (Laetare et bene facere… Lasciar cantar le passere!)”.

Visita il sito ufficiale

SYM Europe – Il racconto della 15ª assemblea generale sul tema della “Christus Vivit”

Dal 22 al 24 novembre si è svolta a Siviglia in Spagna la 15ª assemblea generale del Movimento Giovanile Salesiano d’Europa (SYM Europe). Come rappresentanti del MGS Italia hanno partecipato Giuseppe, Elena, Stefano e don Roberto, membri della Segreteria Nazionale.

L’assemblea ha avuto come filo conduttore l’esortazione apostolica Christus Vivit, scritta da papa Francesco alla luce del Sinodo sui giovani. Tuttavia questo non è stato l’unico argomento trattato a Siviglia, ma i giovani sono stati coinvolti nel preparare un documento che sarà presentato ai Capitoli Generali di Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice. La domenica mattina invece si è iniziato a pensare al Confronto del MGS Europa, previsto per l’estate del 2021. Durante tutte e tre le giornate c’è stata poi la possibilità per i giovani dei vari Paesi di illustrare alcune esperienze educative che sono state portate avanti nei territori d’origine.

L’assemblea generale del MGS Europa è stata un’occasione di confronto e di scambio oltre che di formazione. Vedere molti giovani provenienti da tutta Europa e dal Medio Oriente che vivono lo stile e il carisma di don Bosco in tanti modi diversi è una cosa stimolante e al tempo stesso edificante. Ti fa capire che l’energia che porta avanti la nostra attività educativa è la stessa per tutti e che le problematiche che abbiamo in Italia possono trovare risposte da esperienze che si sono svolte in altri Paesi d’Europa. Un grazie va ai giovani, ai salesiani e alle FMA della Spagna che ci hanno accolto e ospitato calorosamente nella casa di San Lucar la Mayor e ci hanno portato alla scoperta di Siviglia

Immacolata, la Novena dell’Ispettoria Meridionale ispirata alla Santità

La Pastorale Giovanile dell’Ispettoria Meridionale ha preparato una Novena all’Immacolata ispirandosi alla proposta pastorale dell’anno, realizzata da don Carlo Cassatella SdB.

***

La novena fa riferimento alla proposta pastorale dell’anno e si pone come obiettivo la preparazione alla solennità dell’Immacolata guardando alla santità di Maria esplicitata in alcuni di quegli indicatori di santità espressi dal Rettor Maggiore nel commento alla Strenna 2019 (Atti consiglio generale n. 429, p. 25).

Lo schema è abbastanza semplice: finito il canto, dopo il saluto,  c’è un dialogo teso a esplicitare il tema del giorno; segue un’orazione e la proclamazione della Parola di Dio a cui si risponde con un responsorio. La seconda lettura è presa dal commento del rettor maggiore al termine della quale il presidente dell’assemblea può far seguire una breve riflessione. Un canto crea un ulteriore spazio di meditazione e di risposta. Viene comunicato l’impegno concreto (il fioretto) per il giorno dopo a cui segue una preghiera corale. Al termine ci si può recare davanti all’immagine di S. Maria e recitare le tre ave Maria della nostra tradizione. Il canto del Tota pulcra, dove conosciuto e appartenente al repertorio tradizionale del luogo, è bene che sia lodevolmente mantenuto. La benedizione, il congedo e il canto chiudono il momento di preghiera.

N.B. le giornate della novena sono 6 poiché l’ambiente per cui è stata pensata il sabato sera e la domenica sera celebra l’eucarestia domenicale e la novena è ristretta alla venerazione dell’immagine di S. Maria, alle tre ave Maria e al canto del Tota Pulcra il 7 dicembre lodevolmente la novena  viene sostituita dalla celebrazione dei primi vespri. Chiunque potrà riadattare il materiale a seconda dei suoi bisogni.

Le fonti a cui si è attinto sono: La Sacra Scrittura; il Catechismo della Chiesa Cattolica; il “messale mariano”; preghiere del S. Padre Francesco; testi del Servo di Dio Antonio (Tonino) Bello;  il commento alla strenna 2019.

Buona preparazione alla festa dell’Immacolata.

don Gianpaolo Roma (delegato di Pastorale Giovanile dell’Ispettoria Meridionale)

Il nuovo libro edito da Elledici: “Carlo Acutis 15 anni di amicizia con Dio”

L’Editrice Salesiana Elledici segnala l’uscita del nuovo libro “Carlo Acutis. 15 anni di amicizia con Dio”, una biografia dedicata a descrivere  la vita del giovane “candidato alla santità”, con alcune proposte per la riflessione personale e di gruppo. Si riporta di seguito l’articolo pubblicato dall’editrice.

Il vero “scandalo” di oggi!

Un giovane che aspira alla santità

L’adolescenza come occasione per portare il Vangelo. Una biografia con la presentazione di mons. Paolo Martinelli, vescovo ausiliare di Milano.

Caro Lettore,

abbiamo il piacere di informarti della pubblicazione del nuovo libro Elledici “Carlo Acutis. 15 anni di amicizia con Dio “, la testimonianza di fede di un giovane dei nostri tempi ormai “candidato alla santità“.

Carlo, l’inconfondibile sapore della Grazia

“È stato un giovane libero e lieto, Carlo Acutis, contento della vita, capace di compassione e di gratuità.
Ha vissuto i suoi 15 anni “alla grande”, all’altezza dei suoi desideri più veri”.

(mons. Paolo Martinelli)

Sono ormai tantissimi nel mondo i giovani che guardano a Carlo Acutis (1991-2006) e si rifanno alla sua testimonianza.

Carlo è il santo che non ti aspetti, piace e sorprende perché ha tutte le caratteristiche dei ragazzi d’oggi: la passione per la vita e l’informatica, lo sport e l’amicizia, l’amore verso tutti, mettendo nello stesso tempo Dio al primo posto.

Mons. Paolo Martinelli, vescovo ausiliare di Milano, ha parlato di Carlo come di un giovane cristiano desideroso di vivere alla grande e che «ha condiviso con i giovani del suo tempo la bellezza della vita nell’adolescenza, trovando in essa un’occasione straordinaria per portare il Vangelo».

Per il suo amico Rajesh è stato un esempio talmente alto di spiritualità e santità che ha sentito il desiderio di farsi battezzare:

«Carlo è stato per me un maestro di vita cristiana. Carlo che mi ha contagiato e folgorato con la sua profonda fede, la sua grande carità e la sua grande purezza, che ho sempre considerato fuori del normale, perché un ragazzo così giovane, così bello e così ricco normalmente preferisce fare una vita diversa».

Innamorato di Dio“, Carlo era affascinato da una forte spiritualità che ha vissuto senza complessi, respirando il mondo della fede con la spontaneità di uno che si direbbe caduto giù dal cielo.

Dentro al libro

  • Un linguaggio smart e giovanile capace di trasmettere la testimonianza del giovane Carlo Acutis in tutta la sua bellezza;
  • Numerose fotografie a colori che ripercorrono la vita del giovane “candidato alla santità”;
  • Alcune proposte di riflessione personale e di gruppo;
  • Un’idea originale di dono ai ragazzi che hanno completato l’iniziazione cristiana (“dopo-Cresima”).

Autore

UMBERTO DE VANNA, sacerdote salesiano, è autore di numerosi libri di catechesi e spiritualità giovanile. Per Elledici ha pubblicato negli ultimi anni Un prete per amico, Dio a un passo da noi, Noi gli adolescenti, Il mondo che vorrei, Sorpresi da Dio, La catechesi in parrocchia e la biografia Gesù di Nazaret. Ti seguirò ovunque tu vada, che si inserisce con originalità nel grande filone delle “vite di Gesù”.

Tutti i dettagli

  • EAN: 9788801066067
  • Prezzo: € 9,90
  • Formato: 11,5 x 18,5
    Pagine: 80
  • Collana: Storie di vita
  • Data pubblicazione: settembre 2019
  • Cod: 06606
  • Destinatari: Giovani, educatori, animatori
  • Scaffale: Testimoni della fede

 

Visita il sito ufficiale Elledici

“Valdocco oggi”: dal seminario sull’oratorio il promemoria per le ispettorie

Con la giornata di oggi, termina a Palermo “Valdocco oggi: quale oratorio per il Terzo Millennio?”, il seminario sull’oratorio centro giovanile salesiano. Ogni dieci anni, l’Italia Salesiana si ritrova per riflettere sulla salute pastorale dei propri oratori-centri giovanili e non disperdere il tesoro lasciato in eredità da Don Bosco. Dal seminario sono emerse sette parole chiave da concretizzare nelle ispettorie: relazione, corresponsabilità, discernimento, casa, missione, accompagnamento e sinodalità. Non si tratta di un documento, bensì di “un promemoria per noi, perché siamo noi i primi testimoni di quello che abbiamo vissuto. Compito nostro sarà creare altre esperienze simili lì dove siamo, localmente”, spiega durante le conclusioni don Silvio Zanchetta, coordinatore dell’ufficio nazionale Parrocchie e oratori.

Su Don Bosco Italia c’è la pagina dedicata al seminario, dove poter rivedere le relazioni (e scaricare i documenti), le omelie e le foto.