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Perù – La Postulazione Salesiana in visita nel Paese: “La santità salesiana è una realtà che dobbiamo conoscere, custodire ed imitare”

Dall’agenzia ANS.

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(ANS – Lima) Don Pierluigi Cameroni, Postulatore Generale per le Cause dei Santi della Famiglia Salesiana, e don Gabriel Cruz, Animatore Spirituale Mondiale dell’Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA) e suo collaboratore nella Postulazione, sono in questi giorni (16-21 aprile 2024) in visita presso l’Ispettoria “Santa Rosa” del Perù. Scopo della loro presenza nel Paese andino è accompagnare e guidare la Causa di Beatificazione e Canonizzazione di don Luis (Luigi) Bolla, SDB, e promuovere la causa di Mons. Octavio Ortíz Arrieta, SDB.

Nel suo primo giorno in Perù, don Cameroni ha presieduto la Messa nella Basilica di Maria Ausiliatrice di Lima, con una significativa partecipazione di membri della Famiglia Salesiana. Dopo la celebrazione eucaristica, ha condiviso con i presenti il tema “La santità nella Famiglia Salesiana”

Nel suo intervento ha sottolineato che dei 32 gruppi che compongono la Famiglia Salesiana, ben 15 hanno attualmente delle Cause avviate. Poi, ha sottolineato l’importanza della santità salesiana, evidenziando che è una realtà che va conosciuta, custodita e imitata.

Nella seconda giornata, nella sala del Consiglio Ispettoriale dei salesiani del Perù, la Commissione Storica della Causa di Beatificazione e Canonizzazione di don Bolla ha presentato la sua relazione al Postulatore Generale.

David Franco, storico dei salesiani del Perù e coordinatore generale della Commissione Storica, ha curato la presentazione, accompagnato dalla signora Angélica Almeida e dal dottor José Antonio Benito, entrambi membri di questo gruppo di periti. La sessione di lavoro è stata accompagnata, via Zoom, dall’Italia, da Matteo Penati, Consulente della Postulazione Salesiana, e in presenza, da don Jesús Jurado, Vicepostulatore della Causa di don Bolla.

Don Cameroni, insieme a don Cruz e a don Jurado, ha riconosciuto l’importanza del lavoro svolto: “Non abbiamo visto nulla di simile in nessuna delle cause che abbiamo accompagnato”, ha detto don Cruz, Segretario e Responsabile dell’archivio dell’Ufficio della Postulazione Generale a Roma, nonché Vicepostulatore della Causa dell’exallievo salesiano pakistano Akash Bashir, Servo di Dio.

Anche don Cameroni ha espresso la sua grande soddisfazione per tutto ciò che è stato realizzato e si è congratulato per il lavoro dei membri della Commissione Storica.

Celebrazioni in onore di Sant’Artemide Zatti presso la Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino

Dall’agenzia ANS.

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(ANS – Torino) – A poco più di un anno della canonizzazione di Sant’Artemide Zatti (9 ottobre 2022) e ad un mese dalla posa e benedizione della nuova statua a lui dedicata da parte del Cardinale Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore dei Salesiani (15 ottobre 2023), nella Basilica Maria Ausiliatrice di Torino si è voluto celebrare in modo speciale la memoria liturgica del santo infermiere di Viedma, con un triduo di attività: si è iniziato il giorno esatto della ricorrenza, il 13 novembre 2023, e si è proseguito con altre due serate dedicate alla conoscenza della figura di questo modello di salesiano coadiutore.

Don Pierluigi Cameroni, Postulatore Generale per le Cause dei Santi della Famiglia Salesiana, ha presieduto in basilica la concelebrazione eucaristica di lunedì 13 novembre delle ore 18:30, che oltre alla partecipazione di numerosi fedeli, membri della Famiglia Salesiana e delle comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Valdocco, ha visto raccolti attorno all’altare i salesiani presbiteri delle comunità salesiane, rispettivamente della Casa Generalizia, della Casa Ispettoriale, e “San Francesco di Sales” e “Maria Ausiliatrice”, alla presenza, naturalmente, dei rispettivi loro confratelli coadiutori.

Nelle due serate successive, martedì 14 e mercoledì 15, presso la sala conferenze “Maria Ausiliatrice” collocata sotto la basilica, il Postulatore Generale per le Cause dei Santi della Famiglia Salesiana ha presentato a tutti gli amici e membri della Famiglia Salesiana due interventi: martedì, “Il grande dono della santità di Artemide Zatti, salesiano coadiutore”; e la sera successiva, dedicata in particolare agli operatori sanitari: “Artemide Zatti buon samaritano per malati, medici e infermieri”

Entrambe le serate sono state introdotte dalla proiezione del film cortometraggio: “Zatti, fratello nostro” e a conclusione di ogni serata lo stesso don Cameroni si è reso disponibile ad illustrare la mostra esposta nella sala della conferenza e intitolata: “Artemide Zatti. Il paradiso per una bicicletta”.

Le due serate sono state anche arricchite da una raffinata animazione musicale: la prima sera si è esibita la corale della Basilica Maria Ausiliatrice, mentre la seconda sera è toccato ai giovani salesiani dell’Istituto Internazionale di Torino-Crocetta.

Dal dibattito dopo le conferenze è emerso chiaro quanto siano diffusi l’interesse e l’amore per questo nuovo santo salesiano coadiutore e il desiderio di farlo conoscere e amare di più, soprattutto nei settori e nelle infrastrutture sanitarie.

La mostra dedicata a Zatti rimarrà esposta in Basilica fino al 30 novembre 2023 ed è organizzata in tre sezioni, attorno alle tre parole chiavi della sua vita: “Credetti, Promisi e Guarii”.

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Al servizio del “soffio dello Spirito”: il girotondo della santità della Famiglia Salesiana

Dal sito infoANS.

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Tempo per fare sintesi, rinnovare la comunione tra tutti e, infine, coltivare la passione per quello che, è stato ribadito, è un vero ministero: questo è stato il senso dell’ultima sessione del seminario per la promozione delle Cause di Beatificazione e Canonizzazione della Famiglia Salesiana, conclusosi nella mattinata di domenica 10 settembre 2023.

Una sessione che ha visto anche la presenza continua del Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, che non ha perso l’occasione per incoraggiare a far emergere la santità della Famiglia di Don Bosco:

“Bisogna assicurare che quanto di bello abbiamo vada avanti, perché non sono cose nostre – ha affermato –. Noi siamo al servizio del soffio dello Spirito, e dobbiamo aiutare a far sentire questo soffio”.

La mattinata si era aperta dapprima con la celebrazione comunitaria dell’Eucaristia domenicale, nella quale sempre il Rettor Maggiore, con riferimento alle letture del giorno, aveva consegnato tre punti chiave: amare il prossimo come sintesi di tutti i comandamenti; evitare i pettegolezzi come prima forma di carità; la mutua preghiera quale espressione di autentica carità tra fratelli e sorelle.

Nell’ultimo momento di confronto in aula, poi, don Pierluigi Cameroni, Postulatore Generale per le Cause dei Santi della Famiglia Salesiana, ha aggiornato per sommi capi sul lavoro compiuto dalla Postulazione Generale rispetto al precedente seminario (con 7 inchieste chiuse, 5 aperte, 6 positio consegnate, solo per citare quache dato).

Soprattutto, ha rinnovato l’invito a tutti i presenti a concepire il proprio servizio dell’animazione in maniera organica e completa, intessendo sinergie e collaborazioni a tutti i livelli.

Non sono mancati, inoltre, i suggerimenti sui passi da compiere per favorire la conoscenza della santità, la diffusione delle devozioni, e in definitiva, la promozione delle Cause.

A motivo della particolarità e della significatività di quest’esperienza, nell’ultima sessione dei lavori ha trovato spazio anche la presentazione della collezione dell’Archivio Storico del Perù sul Servo di Dio don Luis (Luigi) Bolla, SDB.

Il lavoro di raccolta della straordinaria documentazione sulla vita del salesiano, che spese tutta la sua vita missionaria (60 anni) tra gli indigeni Achuar e Schuar di Ecuador e Perù, è avvvenuto in accordo con quelle comunità e ha richiesto l’impegno di personale dedicato e altamente qualificato, ma alla fine ha messo insieme un patrimonio documentario straordinario, sia per conoscere la vita del Servo di Dio, sia a livello etnografico in relazione alle popolazioni indigene: 25 serie di reperti, con documenti di ogni tipo, decine di diari, mappe, fotografie, cartoline… e oggetti personali di don Bolla, come il suo tawásap, la corona di piume simbolo del suo status presso gli Achuar; o i suoi stivali, contenenti ancora il fango della Foresta Amazzonica da lui percorsa.

Le parole conclusive le ha pronunciate “a braccio” il X Successore di Don Bosco. Toccato dagli interventi cui aveva assistito nei giorni precedenti e dalla relazioni da lui lette, ha voluto raccontare con la sua testimonianza diretta quanto sia commovente, viva e vera la santità salesiana in tutto il mondo:

“Nei miei viaggi in 118 Paesi del mondo ho vissuto in questi anni delle realtà bellissime: ho potuto constatare quello di cui avete parlato vedendolo sul campo: ho conosciuto direttamente la storia dei martiri spagnoli della Guerra Civile; ho ammirato la storia di don Vincenzo Cimatti attraverso il suo bellissimo museo in Giappone; posso parlarvi della Causa di don Silvio Galli a Chiari o dello stesso don Bolla in Perù; sono stato accanto alle suore Ferrandine nei momenti difficili di rallentamento nella Causa del loro fondatore, e ho gioito con le Salesiane Oblate del Sacro Cuore quando è ripartita quella di Mons. Giuseppe Cognata…”.

Dopo aver elogiato le relazioni di alto livello e la qualità riscontrata durante tutto il seminario, il Rettor Maggiore, da un lato ha messo in guardia dal pericolo “che la nostra pigrizia e distrazione rovini quello che la grazia ha compiuto”, ma dall’altro ha proseguito il suo messaggio di incoraggiamento facendosi testimone del “bellissimo movimento” di persone impegnato a “rintracciare e recuperare tante storie salesiane”.

Nella consapevolezza che “ogni santo mostra una parola di Dio”, Don Á.F. Artime ha infine esortato a perseverare con tenacia nel servizio:

“Trasmettete e condividete tutto questo, con gli attori delle cause, nelle diocesi e con il resto della Famiglia Salesiana!”.

Proprio in quest’ottica la Postulazione Generale ha già proposto alcuni piccoli passi possibili per dare continuità ai processi in corso: in vista del IV seminario, fissato per il 2026, realizzare degli appuntamenti online ogni 6 mesi tra tutti gli animatori delle Cause; e, a livello spirituale, dedicare ciascuno un momento di preghiera ogni sabato per affidare a Maria Ausilitrice tutte le cause della Famiglia Salesian, e in particolare quella di Mamma Margherita.

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Vaticano: Mons. Antônio de Almeida Lustosa è Venerabile

Dal sito infoANS.

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Il 22 giugno 2023, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza il Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, e durante l’Udienza il Sommo Pontefice ha autorizzato il medesimo Dicastero a promulgare il Decreto riguardante le virtù eroiche del Servo di Dio Antônio de Almeida Lustosa, della Società Salesiana di San Giovanni Bosco, Arcivescovo di Fortaleza; nato l’11 febbraio 1886 a São João del Rei (Brasile) e morto il 14 agosto 1974 a Carpina (Brasile).

Antônio de Almeida Lustosa nasce nella città di São João del Rei, nello Stato del Minas Gerais, in Brasile, l’11 febbraio 1886, nell’anniversario della prima apparizione dell’Immacolata a Lourdes, circostanza questa che lo segna profondamente, offrendogli una filiale devozione alla Madonna, tanto da essere definito, ormai sacerdote, come il poeta della Vergine Maria.

Dai suoi genitori riceve una buona formazione cristiana e umana. A 16 anni entra nell’istituto salesiano di Cachoeira do Campo, Minas Gerais, e tre anni dopo è a Lorena come novizio e assistente dei suoi compagni. Dopo la prima professione religiosa, avvenuta nel 1906, diventa anche insegnante di filosofia, studiando nel frattempo teologia. La professione perpetua ha luogo tre anni dopo, mentre il 28 gennaio 1912 riceve l’ordinazione sacerdotale.

Dopo alcuni incarichi all’interno della sua Congregazione religiosa, nel 1916 è Direttore e Maestro dei Novizi a Lavrinhas, nel Colégio São Manoel. Dopo il compito di Direttore svolto a Bagé nel ginnasio Maria Ausiliatrice e l’incarico di Vicario della parrocchia annessa, l’11 febbraio 1925 viene consacrato Vescovo di Uberaba, giorno da lui scelto per ricordare la presenza della Madonna nella sua vita. Nel 1928 viene trasferito a Corumbá, nello Stato del Mato Grosso, e nel 1931 viene promosso Arcivescovo di Belém do Pará, dove rimane 10 anni.

Il 5 novembre 1941 assume l’incarico di Arcivescovo di Fortaleza, capitale dello Stato del Ceará. Unitamente ad un numero elevato di iniziative e azioni di natura sociale e caritativa, egli erige più di 30 nuove parrocchie, 45 scuole per bisognosi, 14 centri sanitari alla periferia di Fortaleza, la Scuola di Servizi Sociali, gli ospedali “São José” e “Cura d’Ars”, per ricordare solo alcune delle più rilevanti opere attribuite al suo episcopato.

La sua azione pastorale si articola in particolare nel campo della catechesi, dell’istruzione, delle visite pastorali, nell’incremento delle vocazioni, nella valorizzazione dell’azione cattolica, nel miglioramento delle condizioni di vita dei più poveri, nella difesa dei diritti dei lavoratori, nel rinnovamento del clero, nell’istituzione di nuovi ordini religiosi nel Ceará, per non parlare poi della sua ricca e fruttuosa attività di poeta e scrittore.

Fonda due Congregazioni religiose, quali l’Istituto dei Cooperatori del Clero e la Congregazione delle Josefinas.

Undici anni dopo le sue dimissioni dall’Arcidiocesi, in seguito alle quali si ritira nella casa salesiana a Carpina, e costretto sulla sedia a rotelle per una rovinosa caduta che gli causa la frattura del femore, egli muore il 14 agosto 1974, dimostrando, anche durante la malattia e la sofferenza, un esemplare atteggiamento di piena e incondizionata accettazione della volontà di Dio. La sua sepoltura diviene a tutti gli effetti una vera e propria consacrazione popolare di una vita, quale quella vissuta da Mons. Lustosa, interamente votata a Dio e al bene del prossimo.

“Mons. Lustosa – commenta don Pierluigi Cameroni, Postulatore Generale delle Cause dei Santi della Famiglia Salesiana – fu un grande asceta. Fu dotato di una volontà adamantina che tradiva il fuoco che gli bruciava dentro. Visse poveramente: ‘Non ho nulla’, aveva scritto nel suo testamento. Fu un uomo di preghiera, umile, dedito alla penitenza. Seppe accostare tutti, specialmente i più bisognosi, totalmente dedito alla causa del Regno di Dio: ‘Continuerei qui semplicemente a lavorare per il Padre Nostro: Santificato sia il Vostro nome! Venga a noi il Vostro Regno; il programma di un vescovo è sempre lo stesso: compiere il proprio dovere!’”.

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Italia – La Spezia: un nuovo quadro della santità nella Famiglia Salesiana

Dall’agenzia salesiana ANS.

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(ANS – La Spezia) – La Famiglia Salesiana di La Spezia ha proposto a tutta la comunità due giornate formative con al centro l’Eucaristia e la santità salesiana. Nella giornata di sabato 25 febbraio è stato invitato don Pierluigi Cameroni, Postulatore Generale per le Cause dei Santi per la Famiglia Salesiana, per un incontro sul tema: “l’Eucaristia e Maria Ausiliatrice”.

Nella giornata di domenica 26 febbraio 2023, al termine della celebrazione Eucaristica delle ore 10:00, da don Cameroni è stata presentata e benedetta una tela raffigurante alcune figure di santità salesiana e in particolare quelle legate alla Liguria: San Domenico Savio, Santa Domenica Maria Mazzarello, i Beati Michele Rua e Filippo Rinaldi, che consolidarono la crescita della presenza salesiana in terra ligure, il Beato Augusto Czartoryski, che a Sanremo venne ordinato sacerdote e ad Alassio concluse la sua breve vita, la Beata Laura Vicuña, il Beato Zeffirino Namuncurá, il Venerabile Mons. Stefano Ferrando, nativo di Rossiglione, missionario e fondatore nel Nord Est dell’India e morto a Genova-Quarto e la Serva di Dio Vera Grita, Salesiana Cooperatrice che visse a Savona. Dei giovani, dei religiosi, una maestra appartenenti alla schiera di “anime piccole e povere” ricordate da San Giovanni Paolo II nella Lettera Apostolica Divini amoris scientia.

L’unione gioiosa di questi personaggi conferma la forza e l’efficacia dell’operare uniti ispirandosi al Vangelo e al metodo del Buon Pastore nello stile di Don Bosco.

Sullo sfondo del quadro si intravede il cortile dell’oratorio e la chiesa spezzina perché la santità è un obbiettivo alla portata di ognuno di noi e si raggiunge solo creando relazioni positive. L’autore della tela, Luca Pontassuglia, ha ricordato, citando Paul Klee, che “l’arte svela ciò che è invisibile agli occhi, ma rende visibile ciò che non sempre lo è”. Tale raffigurazione vuole ispirare in chi la contempla un percorso di crescita spirituale all’interno della propria comunità.

 

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Nel Centenario della nascita di Vera Grita, mistica dell’Eucarestia, intervista a Maria Rita Scrimieri

In occasione del centenario della nascita della Serva di Dio Vera Grita, Laica, salesiana cooperatrice, avvenuta il 28 gennaio 1923, il Centro Studi “Opera dei Tabernacoli Viventi”, la CISI (Conferenza delle Ispettorie Salesiane d’Italia) e i Salesiani Cooperatori propongono il giorno 21 gennaio 2023 dalle ore 9 alle ore 10 sul canale YouTube e Facebook di ANS un’intervista on line in italiano e con le traduzioni in inglese, spagnolo, francese, portoghese, a Maria Rita Scrimieri, Coordinatrice del Centro Studi “OTV”. L’intervista verrà fatta da don Pierluigi Cameroni, Postulatore Generale.

Il Rettor Maggiore nella strenna del 2023 “Come lievito nella famiglia umana d’oggi” parlando della dimensione laicale del carisma cita in particolare quattro figure esemplari: Mamma Margherita, Bartolomé Blanco Màrquez, Attilio Giordani e Vera Grita. Nella presentazione di Vera Grita, “salesiana cooperatrice e insegnante, strumento di un’Opera mistica che impegna ogni cristiano a far fruttificare la grazia dell’Eucarestia”, dice in particolare: «Vera Grita attesta anzitutto un orientamento eucaristico totalizzante, che si fa esplicito soprattutto negli ultimi anni della sua esistenza. Non ha pensato in termini di programmi, di iniziative apostoliche, di progetti: ha accolto il “progetto” fondamentale che è Gesù stesso, fino a farne vita della propria vita. Il mondo odierno attesta un grande bisogno di Eucaristia. Il suo cammino nella faticosa operosità dei giorni offre anche una nuova prospettiva laica alla santità, divenendo esempio di conversione, accettazione e santificazione per i “poveri”, i “fragili”, i “malati” che in lei possono riconoscersi e ritrovare speranza».

Per ascoltare l’intervista sarà sufficiente collegarsi alla pagina Facebook e al canale YouTube di ANS. L’intervista rimane a disposizione anche registrata sugli stessi canali.

Artemide Zatti sarà dichiarato santo domenica 9 ottobre 2022

Il Santo Padre Francesco ha deciso che il rito di Canonizzazione del Beato Artemide Zatti, SDB, si celebrerà domenica 9 ottobre 2022. Di seguito la notizia riportata dal sito ANS a cura di don Pierluigi Cameroni, SDB.

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In occasione del Concistoro Ordinario Pubblico tenutosi nella Basilica di San Pietro sabato 27 agosto 2022 per la Canonizzazione dei Beati:

– Giovanni Battista Scalabrini, vescovo di Piacenza, fondatore della Congregazione dei Missionari di San Carlo e della Congregazione delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo;

– Artemide Zatti, laico professo della Società Salesiana di S. Giovanni Bosco (Salesiani).

Il Santo Padre Francesco ha deciso che il rito di Canonizzazione dei due Beati si celebri domenica 9 ottobre 2022.

Artemide Zatti nacque a Boretto (Reggio Emilia) il 12 ottobre 1880. Sperimentò presto la durezza del sacrificio, tanto che a nove anni già si guadagnava la giornata da bracciante. Costretta dalla povertà, la famiglia Zatti, agli inizi del 1897 (Artemide aveva quindi 17 anni), emigrò in Argentina e si stabilì a Bahía Blanca.

Il giovane Artemide cominciò subito a lavorare, prima in un albergo e poi in una fabbrica di mattoni. Prese a frequentare la parrocchia retta dai Salesiani. A quel tempo era parroco il salesiano don Carlo Cavalli, uomo pio e di una bontà straordinaria. Artemide trovò in lui il suo direttore spirituale e il parroco trovò in Artemide un collaboratore eccellente. Non tardò ad orientarsi verso la vita salesiana. Aveva 20 anni quando partì per l’aspirantato di Bernal. Quelli furono anni molto duri per Artemide, che era più avanti dei suoi compagni per età ma più indietro di loro per i pochi studi fatti. Vinse però tutte le difficoltà, grazie alla sua volontà tenace, alla sua acuta intelligenza e ad una solida pietà.

Assistendo un giovane sacerdote tubercolotico, egli ne contrasse purtroppo la malattia. L’interessamento paterno di don Cavalli – che lo seguiva da lontano – fece sì che si scegliesse per lui la Casa salesiana di Viedma dove c’era un clima più adatto e soprattutto un ospedale missionario con un bravo infermiere salesiano che in pratica fungeva da “medico”: Padre Evasio Garrone. Questi si rese subito conto del grave stato di salute del giovane e nello stesso tempo intuì le sue virtù non comuni. Invitò Artemide a pregare Maria Ausiliatrice per ottenere la guarigione, ma suggerì anche di fare una promessa:

“Se Lei ti guarisce, tu ti dedicherai per tutta la tua vita a questi infermi”.

Artemide fece volentieri questa promessa e misteriosamente guarì. Accettò con umiltà e docilità la non piccola sofferenza di rinunziare al sacerdozio (a causa della malattia contratta). Dalla sua bocca né allora né in seguito, uscì mai un lamento per questa meta non raggiunta.

Emise come confratello laico la sua prima Professione l’11 gennaio 1908 e quella Perpetua il 18 febbraio 1911. Coerentemente alla promessa fatta alla Madonna, egli si consacrò subito e totalmente all’ospedale, occupandosi in un primo tempo della farmacia annessa dopo aver conseguito il titolo di “idoneo in farmacia”. Quando nel 1913 morì padre Garrone, tutta la responsabilità dell’ospedale cadde sulle sue spalle. Ne divenne infatti vicedirettore, amministratore, esperto infermiere stimato da tutti gli ammalati e dagli stessi sanitari che gli lasciavano man mano sempre più libertà d’azione. L’ospedale fu per tutta la sua vita il luogo dove esercitò, giorno dopo giorno, la sua virtù fino al grado eroico.

Il suo servizio, non si limitava all’ospedale ma si estendeva a tutta la città anzi alle due località situate sulle rive del fiume Negro: Viedma e Patagones. Usciva abitualmente con il suo camice bianco e il borsello delle medicine più comuni. Una mano al manubrio e l’altra col rosario. Preferiva le famiglie povere, ma era chiamato anche dai ricchi. In caso di necessità si muoveva ad ogni ora del giorno e della notte, con qualunque tempo. Non si fermava al centro della città, ma andava anche nei tuguri della periferia. Faceva tutto gratuitamente, e se riceveva qualcosa, andava per l’ospedale.

Artemide Zatti amò i suoi ammalati in modo davvero commovente, vedeva in loro Gesù stesso. Fu sempre ossequiente verso i medici e i titolari dell’ospedale. Ma la situazione non era sempre facile, sia per il carattere di alcuni di loro sia per i contrasti che potevano sorgere tra i dirigenti legali e lui che lo era di fatto. Egli però li seppe conquistare tutti e col suo equilibrio riusciva a risolvere anche le situazioni più delicate. Solo un profondo dominio di sé poté rendergli possibile la vittoria sull’affanno e sulla facile irregolarità di orario.

Egli fu un edificante testimone della fedeltà alla vita comune. Meravigliava tutti come potesse questo santo religioso, così indaffarato nei suoi molteplici impegni all’ospedale, essere nello stesso tempo il rappresentante esemplare della regolarità. Era lui a suonare la campana, era lui a precedere tutti gli altri confratelli negli appuntamenti comunitari. Fedele allo spirito salesiano e al motto – “lavoro e temperanza” – lasciato in eredità da Don Bosco ai suoi figli, egli svolse un’attività prodigiosa con abituale prontezza d’animo, con spirito di sacrificio specie durante il servizio notturno, con distacco assoluto da ogni soddisfazione personale, senza mai prendersi vacanze e riposo. Da buon salesiano seppe fare dell’allegria, una componente della sua santità. Appariva sempre simpaticamente sorridente: così lo ritraggono tutte le foto pervenuteci. Fu un uomo di facile rapporto umano, con una visibile carica di simpatia, sempre lieto di potersi intrattenere con l’umile gente. Ma fu soprattutto un uomo di Dio. Lo irraggiava. Uno dei medici dell’ospedale ha detto:

“Quando vedevo il Sig. Zatti la mia incredulità vacillava”.

E un altro:

“Credo in Dio da quando ho conosciuto il Sig. Zatti”.

Nel 1950 cadde da una scala e fu in occasione di questo incidente che si manifestarono i sintomi di un cancro che egli stesso lucidamente diagnosticò. Continuò tuttavia ad attendere alla sua missione ancora per un anno, finché dopo sofferenze eroicamente accettate, si spense il 15 marzo 1951 in piena coscienza, circondato dall’affetto e gratitudine di una popolazione che da quel momento cominciò a invocarlo come intercessore presso Dio. Al suo funerale accorsero tutti gli abitanti di Viedma e Patagones in un corteo senza precedenti.

La fama di santità si estese rapidamente e la sua tomba cominciò ad essere molto venerata. Ancora oggi, quando la gente va al cimitero per i funerali, passa sempre a visitare la tomba di Artemide Zatti. Beatificato da S. Giovanni Paolo II il 14 aprile 2002, il Beato Artemide Zatti fu il primo salesiano coadiutore non martire ad essere elevato agli onori degli altari.

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Italia – Ricognizione del Venerabile Andrea Beltrami, SDB

Dal sito dell’agenzia ANS.

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(ANS – Omegna) – In data 17 maggio 2022 ha avuto luogo ad Omegna, Provincia di Verbano-Cusio-Ossola, la ricognizione canonica dei resti mortali del Venerabile Andrea Beltrami, salesiano sacerdote (1870-1897). Su richiesta del Postulatore della Congregazione Salesiana, don Pierluigi Cameroni, e dopo aver ottenuto il nulla osta della Congregazione delle Cause dei Santi, il Vescovo di Novara, Mons. Franco Giulio Brambilla, ha delegato il Rev.do Fabrizio Poloni a presiedere alle operazioni richieste, coadiuvato dagli altri membri del Tribunale: don Andrea Primatesta, promotore di Giustizia; don Luca Longo, Notaio; dott. Antonio De Consoli, perito medico. Il lavoro di trattamento conservativo è stato affidato al Sig. Luciano Griggio, diacono, esperto in tale campo.

A distanza di oltre un secolo dalla traslazione e tumulazione del Venerabile dal cimitero cittadino alla Collegiata di Sant’Ambrogio ad Omegna, si è resa necessaria tale operazione in vista del trattamento conservativo dei resti mortali e a seguito del movimento di preghiera e di interesse che in questi anni accompagna la figura e la testimonianza del giovane prete salesiano, omegnese di nascita, grazie all’azione pastorale del parroco don Gianmario Lanfranchini e del gruppo di preghiera che si è costituito per promuovere la Causa di Beatificazione dell’illustre omegnese.

I resti mortali del Venerabile Andrea Beltrami, che non possono godere di alcun culto pubblico, né di quei privilegi che sono riservati soltanto al corpo di chi è stato beatificato o canonizzato, al termine del processo conservativo verranno nuovamente collocati in una nuova urna nello stesso luogo dove erano nella chiesa parrocchiale.

Alcuni segni hanno accompagnato la ricognizione: il fatto che sia avvenuta nel Battistero di san Giovanni dove si conserva il fonte battesimale in cui Andrea Beltrami nacque alla vita dei figli di Dio, il 25 giugno 1870, il giorno seguente alla sua nascita, ricorda come ogni cammino di santità è la maturazione della grazia battesimale. Inoltre, l’aver trovato sulla cassa alcuni segni che richiamano la passione di Cristo: il crocifisso, il volto del Cristo coronato di spine, ricordano come l’esperienza del dolore e della malattia che segnarono la vita del giovane Beltrami siano fonte di maturazione e di santificazione. Infine, forma insolita, l’aver trovato sulla copertura della cassa del Venerabile oltre alla sua fotografia, quella dei genitori e di altri parenti, esprime la profonda comunione famigliare.

La testimonianza di don Andrea Beltrami è paradigmatica di tutto un filone della santità salesiana che, inizia con lui, con il Beato Augusto Czartoryski e il Beato Luigi Variara. Egli è l’apripista della dimensione vittimale-oblativa del carisma salesiano: “La missione che Dio mi affida è di pregare e di soffrire”, diceva. “Né guarire, né morire, ma vivere per soffrire”, fu il suo motto. Esattissimo nell’osservanza della Regola, ebbe un’apertura filiale con i superiori e un amore ardentissimo a Don Bosco e alla Congregazione. Il suo letto diventerà altare e cattedra, in cui immolarsi insieme a Gesù e da cui insegnare come si ama, come si offre e come si soffre. La sua cameretta diventa tutto il suo mondo, da cui scrive e in cui celebra la sua Messa: “Mi offro vittima con Lui, per la santificazione dei sacerdoti, per gli uomini del mondo intero”.

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Italia – La santità salesiana, un forte richiamo alla vita mistica: intervista a don Pierluigi Cameroni, Postulatore Generale, e alla dott.ssa Lodovica Maria Zanet

Tornare alla radice della vita consacrata salesiana è il compito implicito nel cammino di riscoperta dell’identità indicato dal Rettor Maggiore per questo sessennio. Papa Francesco ha più volte richiamato i consacrati tutti, e i salesiani in particolare, ad assumere la fatica della profezia del loro carisma.

Il quinto incontro del ciclo “Quali salesiani per i giovani d’oggi?” promosso dal Centro Studi Opera Tabernacoli Viventi, in collaborazione con la Conferenza delle Ispettorie Salesiane d’Italia (CISI) – Settore Formazione, vedrà l’intervista da parte di don Flaviano D’Ercoli a don Pierluigi Cameroni, SDB, Postulatore Generale delle Cause dei Santi della Famiglia Salesiana, insieme alla Dott.ssa Maria Lodovica Zanet, Collaboratrice della Postulazione e docente presso il Centro Studi Paolo VI di Nave (Brescia) affiliato alla Pontificia Università Salesiana. Tema dell’Incontro: La Santità salesiana, un forte richiamo alla vita mistica.

Anche alla luce della Strenna di quest’anno, ispirata alla figura di San Francesco di Sales, siamo chiamati a ravvivare il grande tema della chiamata universale alla santità (cf. LG 39). e a valorizzare nella Famiglia salesiana il patrimonio di santità scaturito dal carisma di Don Bosco. Da don Bosco fino ai nostri giorni, infatti, è attestata una tradizione di santità cui merita dare attenzione, perché incarnazione del carisma che da Don Bosco ha avuto origine e che si è espressa in una pluralità di stati di vita e di forme.

Si tratta di uomini e donne, giovani e adulti, consacrati e laici, vescovi e missionari che in contesti storici, culturali, sociali diversi nel tempo e nello spazio hanno fatto brillare di singolare luce il carisma salesiano, rappresentando un patrimonio che svolge un ruolo efficace nella vita e nella comunità dei credenti e per gli uomini di buona volontà. Come dicono le Costituzioni dei Salesiani “La testimonianza di questa santità, che si attua nella missione salesiana, rivela il valore unico delle beatitudini, ed è il dono più prezioso che possiamo offrire ai giovani”.

L’appuntamento, in diretta, è per sabato 12 marzo, dalle ore 9 alle ore 10:15 (UTC+1) sulla pagina Facebook di Don Bosco Italia, come sempre con la possibilità in diretta di rivolgerne altre domande per chi assisterà alla trasmissione.

Salesiani Don Bosco Italia

RMG – Corso per Delegati della Famiglia Salesiana

Dal sito dell’agenzia salesiana ANS.

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(ANS – Roma) – Immediatamente al termine delle prossime Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana (GSFS), in quel di Valdocco e sui Luoghi Salesiani del Piemonte avrà luogo un altro evento di condivisione dello spirito salesiano per alcuni membri dei diversi gruppi di questa grande famiglia spirituale: il corso per Delegati della Famiglia Salesiana (FS).

L’appuntamento occuperà quasi un’intera settimana, dal 16 al 22 gennaio, e vedrà coinvolti una trentina di partecipanti, tra Delegati salesiani di vari Paesi e Ispettorie del mondo, Delegati di altri gruppi della Famiglia Salesiana e relatori.

L’avvio ai lavori si avrà già nel pomeriggio di domenica 16 – quindi subito dopo la chiusura della 40° edizione delle (GSFS) – e prevede la presentazione del corso e i saluti da parte del Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime.

Nella mattinata di lunedì 17 le attività prevedono un intervento di don Giuseppe Casti, già Delegato Mondiale per i Salesiani Cooperatori, sul tema “Don Bosco fondatore: Il movimento salesiano. I laici nella mente di Don Bosco”; oltre alla presentazione di diversi gruppi della FS: Salesiani Cooperatori, Exallievi/e di Don Bosco e l’Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA). La giornata sarà completata alla visita al Museo Casa Don Bosco.

Martedì 18 gennaio è in programma la visita al Colle Don Bosco. Oltre al tempo per la visita ai Becchi e a quello per l’Eucaristia nel Santuarietto di Maria Ausiliatrice, nella giornata spiccano le due relazioni – una al mattino, una al pomeriggio – di Don Pascual Chávez, Rettor Maggiore Emerito, sulla Carta d’Identità della Famiglia Salesiana.

Mercoledì 19 verrà dedicato all’approfondimento della figura, del ruolo e della missione del Delegato per la FS, grazie al contributo di don Joan Lluís Playà, Delegato centrale del Rettor Maggiore per il Segretariato per la Famiglia Salesiana; e della relazione tra la FS e la Pastorale Giovanile e la FS e la Formazione. Su questi due temi sono previsti gli interventi, rispettivamente, di don Miguel Angel García, Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile, e don Francisco Santos, del Settore per la Formazione.

Giovedì 20 al centro delle riflessioni e delle esperienze sarà la spiritualità salesiana al femminile. Presso Mornese i partecipanti all’incontro potranno ascoltare la relazione di suor Lucrecia Uribe, Delegata mondiale delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) per l’ADMA, e quella di suor Leslie Sándigo, Consigliera Generale per la Famiglia Salesiana, oltre a conoscere più da vicino l’Associazione delle Exallieve ed Exallievi delle FMA, e a vivere un momento di preghiera nella Cameretta di Madre Maria Domenica Mazzarello.

Venerdì 21 gennaio, infine, ultimo giorno completo di lavori – il sabato è riservato al disbrigo delle ultime formalità logistiche – ci sarà ancora spazio per ragionare sul ruolo dei laici nella Famiglia Salesiana, grazie all’intervento di Renato Cursi, Segretario Esecutivo del “Don Bosco International”; e per assistere alla presentazione dei gruppi delle Volontarie di Don Bosco e dei Volontari con Don Bosco, all’esposizione sulla santità della FS, da parte del Postulatore Generale per le Cause dei Santi della FS, don Pierluigi Cameroni, e alla presentazione delle funzioni del Segretariato per la FS, da parte di don Joan Lluís Playà.

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