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Foggia, apre “Casa Giò”. Il Rettor Maggiore: “Ragazzi, è ora di scrivere nella vostra vita una nuova pagina bella”

“Don Bosco si trova bene qui”: è don Gino Cella, direttore della casa salesiana di Foggia ad aprire il convegno “Povertà educativa minorile, riflessioni ed esperienze” che oggi, nell’istituto Sacro Cuore di Foggia, ha dato il via alle attività della nuova Comunità Alloggio “Casa Giò”. La Comunità accoglierà in maniera residenziale dieci adolescenti feriti dai vissuti familiari, ragazzi che hanno bisogno di un recupero educativo, ma anche ragazzi stranieri non accompagnati. La Casa famiglia sarà gestita dall’associazione salesiana “Piccoli Passi Grandi Sogni aps” che in Puglia è presente con altre tre comunità educative per minori nelle case salesiane di Bari, Cisternino e Corigliano D’Otranto ed è stata finanziata dalla Fondazione Don Bosco nel mondo, dalla Casa Generalizia dei Salesiani, da Salesiani per il Sociale APS e da un contributo della Regione Puglia.

“Un’iniziativa come questa accende i riflettori su questi adolescenti: la Chiesa a Foggia deve essere più coraggiosa. Il metodo di Don Bosco è vincente”, ha detto mons. Vincenzo Pelvi, Arcivescovo della Diocesi di Foggia-Bovino.

Rosa Barone, assessore al Welfare della Regione Puglia ha sottolineato la necessità di luoghi sicuri, “in vista del futuro con i risvolti della pandemia. Questa struttura è un luogo aperto, un punto di riferimento nel nome di Don Bosco e dei Salesiani in quartiere come questo”.

“A Foggia ho incrociato tanti ragazzi che oggi non ci sono più, uccisi dalla guerra tra clan. Dobbiamo decidere da che parte stare, i salesiani hanno fatto una scelta coraggiosa”: don Francesco Preite, presidente di Salesiani per il Sociale APS, evidenzia come una struttura come “Casa Giò” permetta ancora di più di non lasciare soli i ragazzi di un quartiere difficile come il Candelaro. “Giovanni Paolo II diceva che se da una parte c’è la criminalità organizzata, dall’altra si deve organizzare la speranza: il territorio ha bisogno di una rete che sostenga queste attività di prevenzione, non c’è più tempo da perdere, soprattutto dopo l’accelerata delle condizioni difficili della pandemia. Le istituzioni – conclude don Francesco Preite – devono sostenere questa rete, fatta dal lavoro congiunto di salesiani e laici”.

“Sono emozionato e felice, in un tempo così difficile in cui stiamo vivendo abbiamo celebrato la speranza, che non deve venire mai meno nemmeno nei tempi più difficili”: le conclusioni della giornata sono affidate a don Angelo Santorsola, superiore dei salesiani dell’Italia Meridionale. “Don Bosco ce lo ha insegnato, è sempre stato un uomo di speranza. Ho sentito interventi pieni di forza, appassionati: da domani ciò che abbiamo detto oggi deve diventare concretezza. Oggi abbiamo respirato una bella boccata di ossigeno che ci fa guardare avanti con gioia: restituire i sogni rubati ai ragazzi che ne hanno diritto. Ha ragione don Gino: Don Bosco si trova proprio bene qui a Foggia, i salesiani  ci stanno, ci mettono la faccia per i giovani più poveri e abbandonati”, ha concluso.

Al termine del convegno è stato trasmesso il docufilm “A piccoli passi, grandi sogni”: lo ha introdotto don Antonio Carbone, presidente di “Piccoli Passi, grandi sogni”, commentando la fotografia fatta dal prof. Andrea Farina, docente di Legislazione minorile e responsabile dell’Osservatorio salesiano sui diritti dei minori, durante la relazione sulla povertà educativa:  “Quando si ascoltano i numeri dell’emergenza educativa appena descritti da Andrea Farina, ciascuno di noi che lavora nel sociale ha davanti agli occhi persone, case, situazioni difficili viste nel corso della vita. Questa comunità alloggio vuole essere un punto dove confrontarsi sul temi della legalità, un luogo di accoglienza per tanti giovani che dovranno essere liberi di scegliere il proprio futuro“.

Nel pomeriggio di sabato 17, invece, il Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Ángel Fernández Artime, ha celebrato una Messa e inaugurato i locali della nuova Comunità Alloggio, accompagnato da tre Consiglieri Generali: il Consigliere per la Regione Mediterranea, don Juan Carlos Pérez Godoy, il Consigliere per la Regione Interamerica, don Hugo Orozco e il Consigliere Regionale per l’Europa Centro e Nord, don Roman Jachimowicz. Circa 40 ragazzi e operatori sociali delle 7 case famiglia della IME presenti in Puglia e Campania, gestite dall’associazione “Piccoli passi grandi sogni aps”, hanno raggiunto l’opera di Foggia per conoscere “in carne ed ossa” il Don Bosco di oggi. Nella zona giorno della nuova Comunità Alloggio è avvenuto un incontro sincero, intenso, dai toni familiari.

“In ogni struttura sono accolti circa 8 minori dai trascorsi differenti – ha spiegato don Carbone – Dal 2007 ad oggi ci siamo presi cura di circa 500 minori affidati dai Servizi di Educativa Territoriale e dai Centri di Giustizia Minorile. Siamo contenti di inaugurare una nuova comunità, anche se come salesiani vorremmo che ogni ragazzo potesse vivere il calore della propria famiglia nella sua casa di origine”.

La signora Patrizia, in rappresentanza degli operatori sociali delle comunità che anche nel periodo più duro del lockdown hanno continuato ad essere al fianco di ogni minore affidato, ha sottolineato: “Quello che abbiamo ricevuto, quello che stiamo donando e quello che ci hanno insegnato i salesiani all’oratorio è diventato per noi una vocazione, una professione”.

Don Ángel Fernández Artime conclude parlando al cuore dei ragazzi: “Non possiamo non immaginare le presenze salesiane del mondo senza una Casa Pinardi come a Valdocco, per essere accanto a ragazzi che non hanno nessuno e alcune possibilità. Per ognuno di voi la situazione più difficile è passata, è ora di scrivere nella vostra vita una nuova pagina bella”.

A seguire, la Comunità Educativa Pastorale ha vissuto prima la Celebrazione Eucaristica, presieduta dal Rettor Maggiore, nella parrocchia salesiana “Sacro Cuore di Gesù” e poi un momento di preghiera in oratorio con la benedizione ufficiale delle persone e delle “mura” della Comunità Alloggio “Casa Gio” da parte del Rettor Maggiore stesso.

Don Angelo Santorsola, superiore dell’Ispettoria Meridionale ha poi detto ai ragazzi delle case famiglia convenuti: “Per noi siete importanti e oggi la presenza del Rettor Maggiore e dei Consiglieri Generali ne è la dimostrazione concreta”.

 

Italia – Conclusione della Visita Straordinaria di don Pèrez Godoy all’Ispettoria dell’Italia Meridionale

Dal sito dell’agenzia salesiana ANS.

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(ANS – Napoli) – Si è conclusa ieri, lunedì 31 maggio, a Napoli, la Visita Straordinaria di don Juan Carlos Pérez Godoy, Consigliere per la Regione Mediterranea, all’Ispettoria “Beato Michele Rua” dell’Italia Meridionale (IME).

Per quattro mesi esatti, dal 31 gennaio al 31 maggio, don Pérez Godoy ha attraversato l’Italia meridionale, l’Albania e il Kosovo – le cui missioni appartengono anch’esse all’animazione e al governo dell’IME – e ha incontrato la Famiglia Salesiana attiva nelle 27 case salesiane, impegnata nella missione educativa in diversi settori di animazione pastorale con oratori, parrocchie, scuole e comunità-famiglia.

“Sono felice di aver conosciuto in maniera più approfondita quest’Ispettoria – ha dichiarato il Consigliere Regionale –. È una realtà salesiana generosa, composta da tanti ragazzi, laici e consacrati che in questo territorio dalle molteplici forme di disagio sociale si impegnano identificandosi fortemente nello spirito di Don Bosco”.

Presso la sede ispettoriale di Napoli, ieri, don Pérez Godoy, con l’ausilio dell’Ispettore IME, don Angelo Santorsola, ha incontrato tutti i Direttori delle case salesiane per presentare la relazione conclusiva della sua visita straordinaria. “Guardando in prospettiva, la missione salesiana nel Sud Italia non solo è ancora valida, ma è necessaria. In questi mesi ho avuto modo di verificare diverse espressioni di emergenze sociali e giovanili, come la disoccupazione, l’immigrazione, i disagi economici, la mancanza di reali sostegni del settore pubblico. La Chiesa rappresenta una delle poche presenze che concretamente si mobilita con azioni di aiuto e solidarietà. E in questo senso i salesiani, con il loro specifico carisma per gli ultimi e i più bisognosi, possono raccogliere tutte queste sfide e affrontarle con un unitario progetto d’azione ispettoriale e regionale”.

La giornata è terminata poi con un momento di ringraziamento e di convivialità intorno al Visitatore, “grati – come ha sottolineato don Santorsola – per averci illuminati e incoraggiati a proseguire con entusiasmo e speranza il servizio verso i giovani del Meridione”.

 

IME, primo incontro della scuola di mondilità

La Ime ha appena svolto il primo incontro della scuola di mondialità, in modalità online, con quasi cinquanta giovani collegati.

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Dalla chiusura all’apertura: Mai “Stati” così divisi!?

Questo il titolo del primo incontro della scuola di mondialità, svoltosi nella domenica pomeriggio del 22/11/2020. Quasi 50 giovani hanno deciso di ritagliarsi del tempo per dedicarsi a questo incontro proposto dall’Animazione Missionaria della nostra Ispettoria via web. Partecipazione ben oltre le aspettative, considerando il periodo storico in cui siamo.

L’incontro è iniziato con il saluto di Don Luca De Muro, delegato ispettoriale di Animazione Missionaria, che ha introdotto il percorso di quest’anno pastorale e lasciato poi la parola alla dott. Antonella Colucci che ha curato il primo momento formativo relativo ai muri presenti ancora oggi nel mondo. Il tema del “Muro”, delle sue origini storiche e del significato che poi ha assunto nel tempo attraversando culture e regioni geografiche diverse, ha aperto un vivo dibattito sull’ignoranza dell’esistenza di così tanti muri presenti ancora oggi o in via di costruzione in tutto il mondo (lunghi quasi quanto l’equatore!). I muri di cui si è parlato, però, non sono solo quelli fisici che si ergono imponenti ai confini degli stati, i muri sono anche quelli interiori che alziamo per tenere lontani gli altri, per tenere lontano Dio.

Un bel muro lo aveva eretto anche Giona, protagonista del momento di lectio animato da Don Luca. Il libro di Giona nei suoi 4 capitoli sarà infatti il fil rouge del percorso della scuola di mondialità di quest’anno, poiché proprio come Giona cercheremo di comprendere il significato profondo della chiamata missionaria, con tutte le sue sfumature. Alla lectio è seguito un momento di pausa cena e di riflessione personale.

Alle 21.30 nuovo collegamento, aperto dal delegato di pastorale giovanile don Giampaolo Roma, che ha fatto i suoi saluti a tutti i partecipanti esprimendo il profondo piacere di vedere tanti giovani appassionarsi alla missionarietà. Subito dopo ci siamo divisi in gruppi di lavoro e abbiamo condiviso le riflessioni sui temi proposti. Un momento molto bello di vicinanza e convivialità, seppur dietro uno schermo. Al rientro nel grande gruppo, ci attendeva l’Ispettore don Angelo Santorsola che ha concluso la giornata con una Buonanotte in pieno stile salesiano.

Che dire, Buona la prima e avanti così! Il percorso è ancora lungo e ricco di esperienze da vivere insieme ricordando che: “i muri non possono separare per sempre, per il semplice motivo che hanno le porte!”.

Antonella Colucci,

membro della Consulta di Animazione Missionaria Ispettoriale

IME, Convegno di Pastorale Giovanile: “Far crescere le sinergie lavorare insieme”

Pubblichiamo il resoconto del convegno di Pastorale Giovanile dell’Ispettoria Meridionale che si è svolto al Don Bosco di Napoli dal 28 al 30 agosto.

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Dal 28 al 30 agosto 2020, presso l’Istituto salesiano “don Bosco” di Napoli, si è svolto l’annuale convegno di Pastorale Giovanile al quale hanno preso parte tutti i salesiani e i laici delle Comunità Educativo-Pastorali dell’Ispettoria Salesiana Meridionale. La proposta della Pastorale Giovanile per l’anno 2020-2021 ha fatto da sfondo alle riflessioni delle tre intense giornate di convegno.

Nella prima giornata, con la rilettura della Lettera a Diogneto a cura di don Daniele Merlini, direttore del Borgo don Bosco di Roma, si sono distinte diverse parole chiave: mondo, cittadinanza, empatia, speranza. Parole che risuonano e che ben si associano all’obiettivo pastorale che quest’anno verrà affrontato come comunità ispettoriale: “Attraverso il sogno di 9 anni, consapevoli della chiamata ad essere santi, vogliamo provare a guardarci attorno con altri occhi (CV 6). Con questo sguardo rinnovato impariamo a cogliere l’amore di Dio per il mondo che ci spinge al dialogo con esso, per poter essere sale e luce (Mt 5)”. Certamente la lettera a Diogneto ha dato diversi spunti per aiutarci a guardare attorno con uno sguardo nuovo.

La seconda giornata di sabato 29 è stata, invece, caratterizzata dall’introduzione biblico-teologica al tema pastorale a cura di S.E. Mons. Luigi Renna, vescovo della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano: “Dio ha tanto amato il mondo”. L’intervento ha dato modo di riflettere sulle caratteristiche dell’amore di Dio. L’universalità, in quanto si parla di salvezza universale, e personalizzazione dell’amore di Dio: Gesù ama il mondo nell’universalità ma incontra le persone una ad una. La sua parola giunge al fondo dei cuori.
A seguito dell’intervento i convegnisti hanno avuto modo di confrontarsi sugli input ricevuti, suddividendosi in tre gruppi di lavoro e altrettanti tempi di studio, lasciandosi guidare dai temi proposti nel volume delle “Linee Progettuali della PG” (a cura della CEI): ESSERCI, il COMUNICARE e l’APRIRE LUOGHI. Tali temi sono stati accompagnati dalla condivisione di esperienze virtuose messe in atto da alcune realtà della nostra ispettoria salesiana.
In particolare, riguardo all’ ”ESSERCI insieme per testimoniare la comunione”, l’esperienza del progetto “Ri-Generazioni” dei Salesiani di Foggia, presentata da Massimo Marino, ha dimostrato come poter inserirsi efficacemente in un territorio complesso in rete alle iniziative diocesane per animare i diversi luoghi e coinvolgere le risorse presenti. Le pastorali giovanili possono progettare insieme o in parallelo, differenziando l’offerta per incontrare sempre più giovani.
“COMUNICARE”, invece, non solo per pubblicizzare iniziative ma come una competenza essenziale per l’incontro e il dialogo nella relazione educativa, è il tema approfondito dalla testimonianza di Federico Silvestro che ha raccontato la struttura organizzativa dell’ufficio di comunicazione “Don Bosco” di Napoli.
In ultimo, “APRIRE LUOGHI”, Giovanni Monaco e Francesco Abbruzzese della comunità di Andria hanno raccontato il processo di realizzazione dell’aula studio per gli studenti universitari concentrato intorno all’idea di accoglienza dei più giovani, tenendo aperta la porta di casa della comunità, affinché possano entrare senza difficoltà e senza sentirsi giudicati, rispondendo alle loro richieste, anche implicite, di stare insieme, di trovare appartenenza e di sperimentare nuovi legami.
Al termine delle testimonianze, i tre diversi gruppi hanno avuto un momento di studio personale e la possibilità poi di confronto e condivisione.

La giornata conclusiva di domenica 30, invece, si è incentrata sul confronto e sulla programmazione degli obiettivi di ciascun settore di animazione ispettoriale, concludendosi con la Celebrazione Eucaristica, presieduta dall’Ispettore don Angelo Santorsola.

«Anche quest’anno giunge al termine il nostro convegno di Pastorale Giovanile. Ci siamo trovati ad approfondire il tema pastorale di quest’anno, un tema affascinante e attuale. La relazione di don Daniele Merlini e l’introduzione biblico-teologica al tema pastorale da parte di sua eccellenza Mons. Luigi Renna, ci hanno fatto respirare in profondità i contenuti della proposta pastorale. Ci hanno fatto toccare con mano, che essere cristiani nel mondo, in ogni tempo, pone problemi e sfide non così distanti da oggi. L’impegno è quello di combattere gli idoli di oggi, perchè si possa realizzare la nostra missione.  Far crescere la collaborazione, le sinergie. lavorare insieme, pensare insieme, decidere insieme, salesiani, laici, giovani. Accettare quello che siamo e la nostra comunità. Questa è la comunità da amare, queste sono le comunità, educative pastorali, in cui oggi dobbiamo essere nel cuore del mondo.» (don Angelo Santorsola)

La Rete dei Sogni: l’Estate Ragazzi del Don Bosco Napoli riparte in sicurezza con le mascherine donate da Salesiani per il Sociale APS

Lunedì 22 giugno 2020, dopo 105 giorni, riapriranno i cancelli dell’Istituto salesiano Don Bosco di Napoli per i giovani del quartiere.

Un lockdown che non ha fermato la voglia e il lavoro dei tanti educatori e volontari dell’Istituto Salesiano. Durante questi mesi attraverso i canali social e le piattaforme digitali, gli educatori hanno seguito i giovani che spesso vivono in contesti familiari difficili senza mai abbandonarli, continuando costantemente la loro azione educativa.

Oggi però si riparte con un’azione educativa diretta attraverso il progetto estivo “La Rete Dei Sogni – #ogunoalsuoposto” nel quale si mette in relazione la rete internet, l’unico strumento che in questi mesi ha permesso ai giovani di essere collegati tra loro, con la rete di relazioni che prenderà forma attraverso una serie di attività ricreative e formative. L’hashtag #ognunoalsuoposto aiuterà non solo a mantenere le distanze ma permetterà ai giovani di ristabilire le relazioni quotidiane che in questi mesi sono venute a mancare. Il progetto, ideato e presentato dallo staff dell’Istituto salesiano, è frutto di un lavoro accurato che permetterà di svolgere le attività estive in completa sicurezza senza perdere la gioia e la passione educativa nello stile salesiano di Don Bosco.

Quattro settimane di attività divise in 3 fasce orarie dal lunedì al venerdì dove saranno coinvolti i giovani iscritti in oratorio per un totale di circa 300 minori dai 6 ai 17 anni.
Le attività si svolgeranno nel grande cortile dell’Istituto Salesiano in completa sicurezza, rispettando le regole del distanziamento. Saranno disposte due postazioni per il triage all’ingresso della struttura dove verrà misurata la temperatura attraverso i termoscanner e successivamente sarà garantita l’igienizzazione delle mani per tutti i giovani e gli operatori coinvolti.

Inoltre tutti i partecipanti saranno muniti di mascherine, progettate ed acquistate grazie a Salesiani per il Sociale APS , organizzazione non profit dei Salesiani d’Italia che da oltre 25 anni attua e sostiene progetti a favore dei minori e dei giovani, in particolare di coloro che si trovano in condizioni di emarginazione, disagio ed esclusione sociale.
Le mascherine, di 4 colori diversi, sono state donate attraverso Salesiani per il Sociale APS da una donatrice napoletana di nome Giovanna, da anni sostenitrice dei giovani in difficoltà. A Napoli l’anno scorso aveva deciso già di investire sui giovani che vivono il Don Bosco di Napoli, precisamente nel laboratorio di parrucchiere “CapAppost” inaugurato nel novembre scorso. Anche in un momento così delicato che stiamo vivendo non si è tirata indietro ed ha voluto sostenere il progetto estivo “La Rete Dei Sogni – #ogunoalsuoposto”. Il Covid non ha fermato né la provvidenza né la solidarietà. Grazie Giovanna!

Per l’occasione ci sarà una cerimonia di presentazione lunedì 22 giugno alle ore 19:00 nel grande cortile. Saranno presenti don Angelo Santorsola (ispettore dei Salesiani del sud Italia) e don Fabio Bellino (direttore dell’Istituto Salesiano).

Scuole paritarie, la lettera di don Angelo Santorsola al presidente della Regione Campania

Pubblichiamo un articolo uscito su Il Mattino di Napoli che riporta la lettera di don Angelo Santorsola, ispettore dell’Ispettoria Meridionale, al presidente della Regione Campania e alle famiglie degli alunni delle scuole salesiane di Napoli.

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Due lettere, una inviata al presidente della Regione, l’altra alle famiglie degli alunni che frequentano la scuola del Vomero. La firma è di don Angelo Santorsola, ispettore dell’istituto dei Salesiani di via Don Bosco. La ragione è una sola: la crisi economica che si è abbattuta anche su di loro in seguito all’emergena Covid: « Il decreto Cura Italia – si legge nella lettera a De Luca – ha previsto 85 milioni di euro per estendere l’accessibilità e migliorare l’uso della didattica a distanza, ma questi sono stati riservati alle scuole pubbliche statali (11,18 euro per allievo). Solo in sede di conversione in legge, il Parlamento ha previsto 2 milioni di euro per le scuole pubbliche paritarie (2,30 euro per allievo). La disparità di trattamento è palese».
IL RISCHIO
Poi, il rischio chiusura: «Le nostre scuole pubbliche paritarie, – dicono i Salesiani – hanno reagito con prontezza alla crisi, attuando, senza interruzione percorsi di didattica a distanza, anticipando le disposizione delle ordinanze ministeriali. Per attuare tale orientamento si è di fatto rinunciato all’accesso degli ammortizzatori sociali previsti. Tuttavia la crisi economica, tra i tanti settori, ha messo in ginocchio queste nostre istituzioni. Permanendo l’attuale assenza di qualsiasi intervento, lo stato di dissesto economico, già oggi manifesto, fa prevedere la loro chiusura». Da qui – secondo i sacerdoti – la necessità di «far pressione
politica, verso i suoi gruppi parlamentari, affinché vengano approvati, in sede di conversione in legge dei decreti emanati dal governo, quegli emendamenti che prevedono provvedimenti a favore degli allievi della scuola pubblica paritaria e delle loro famiglie, primo fra tutti la detraibilità delle spese sostenute. Altresì – scrivono ancora i Salesiani – la invitiamo a considerare la possibilità, oltre ai numerosi interventi messi in atto a sostegno delle famiglie e delle imprese per questo tempo di crisi, che possa configurarsi, come peraltro già avviene da tempo in Lombardia, anche un aiuto verso le scuole paritarie, attraverso degli interventi strutturati o una tantum che divengano condizione fondamentale per le famiglie per esercitare il proprio diritto di scelta costituzionalmente garantito». Una richiesta di aiuto economico prima che sia troppo tardi. Un appello che i Salesiani rivolgono alle famiglie degli studenti della scuola di Napoli, ma anche di Caserta e Soverato.
LE RETTE
«È opinione diffusa, quanto errata, che le rette da voi pagate, siano sufficienti non solo a coprire i costi gestionali della scuola, ma addirittura a generare un profitto per la Casa Salesiana nel suo complesso. Non è così. Piuttosto, è vero il contrario». Vale a dire – spiegano – che la sostenibilità delle scuole, si basa su un equilibrio molto delicato. «Pertanto è chiaro che, le sole rette scolastiche, che abbiamo sempre cercato di contenere nel tempo, non sono sufficienti a coprire i costi di gestione della scuola. Col sopraggiungere dell’emergenza Covid19, ogni nostro docente, ogni nostro dipendente, che è regolarmente inquadrato ha visto tutelati i propri diritti di lavoratore. Mai siamo venuti meno ai nostri doveri. Anche in questo tempo, seppur difficile. Ora – concludono – sentiamo il bisogno, di rivendicare quelli che sono i nostri e vostri diritti anche sul fronte economico».

Ispettoria Meridionale, raccolta fondi per le famiglie in difficoltà

Pubblichiamo la lettera di don Angelo Santorsola, Ispettore dell’ispettoria Meridionale, il quale lancia una raccolta fondi per le famiglie in difficoltà a causa della crisi generata dall’epidemia di Covid-19.

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Carissimi benefattori e amici di don Bosco,

un fraterno saluto, carico di affetto sincero, a tutti e a ciascuno di voi in questo tempo difficile di Covid-19.
L’intera umanità è provata dal dolore della perdita di tanti cari e dalle situazioni drammatiche che si sono create in tantissime famiglie.
La nostrea popolazione del sud Italia, ne risente particolarmente e in notevole proporzione anche in ragione della tanta disoccupazione che affligge le nostre regioni del sud.
In questa emergenza, unica nella storia del dopoguerra, i figli di don Bosco non si fermano e, sull’esempio del nostro amato Fondatore, continuiamo il nostro servizio ai giovani mediante nuove modalità social per non far mancare la presenza, la formazione, l’accompagnamento e l’aiuto a tanti!
Inoltre, stiamo soprattutto cercando, con tutte le forze, di aiutare tantissime famiglie in difficoltà economica con situazioni davvero drammatiche anche se vissute con tanta dignità.
Per questi motivi, con il coraggio che non è mai mancato a don Bosco, ripetiamo, oggi, più che mai: “ABBIAMO BISOGNO DI TUTTI !”
E’ proprio sentendoci un’unica , grande famiglia che ci stringiamo nel momento del bisogno. Chi può doni, secondo la generosità che porta scritta nel proprio cuore.
Grazie di cuore!
don Angelo Santorsola
Ispettore

IME, lettera dell’Ispettore dopo il Capitolo Generale

Pubblichiamo la lettera dell’ispettore della IME, don Angelo Santorsola a termina del CG28, pubblicata sul sito dell’ispettoria.

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Valdocco, 14 marzo 2020

“Miei carissimi figliuoli in Gesù Cristo,

vicino o lontano io penso sempre a voi. Un solo è il mio desiderio, quello di vedervi felici nel tempo e nell’eternità. Questo pensiero, questo desiderio, mi risolsero a scrivervi questa lettera. Sento, o cari miei, il peso della mia lontananza da voi e il non vedervi e non sentirvi mi cagiona pena, quale voi non potete immaginare. Perciò io avrei desiderato scrivere queste righe una settimana fa, ma le continue occupazioni me lo impedirono.”

Carissimi confratelli, carissimi ragazzi e giovani, carissimi laici corresponsabili della stessa missione salesiana, queste parole di don Bosco sono molto care a tutti i suoi figli e sono di un’attualità disarmante per quanto stiamo vivendo in queste settimane. Sono giorni che mi ritornano al cuore queste parole ed oggi, a poche ore dal ritorno in ispettoria, mi sono deciso a scrivervi quanto abita nel mio cuore mentre vicino all’urna di don Bosco ricevo tanta consolazione e ispirazione.

I giorni che stiamo vivendo, seguendo le disposizioni del governo per impegnarci a contenere il Covid-19, rendono vive le parole di don Bosco. Costretti ad essere “distanti” fisicamente, ci accorgiamo con gioia che il bene che ci vogliamo è più grande di quanto immaginavamo. Credo che tutti stiamo soffrendo il cambio forzato del vivere il nostro modo di salutarci, accoglierci, esprimerci o di abitare i cortili, i corridoi, le aule, le sale dove ordinariamente costruiamo amicizia, cultura, crescendo insieme. A tutti noi in questi giorni mancano tante cose e a volte possiamo sentirci soli o in “prigione”.

Eppure, in tutto ciò che stiamo vivendo, c’è anche tanta ricchezza, tanta riflessione, tanta gratitudine. Il salmista dice che spesso “L’uomo nella prosperità non intende, è come gli animali che periscono…”. Ebbene, credo che il tempo che stiamo vivendo ci educa ad apprezzare quelle ricchezze che troppo spesso nel quotidiano diamo per scontate e non apprezziamo: l’umanità di ogni giorno fatta di gesti semplici che esprimono amore. Tutti, in questo tempo, stiamo apprezzando di più tante cose, tante relazioni, il lavoro, il ministero che svolgiamo, il tempo dedicato agli altri, la bellezza di incontrarsi, l’importanza di vivere la comunità…insomma stiamo recuperando ciò che in genere viviamo velocemente senza gustarlo.

Per noi salesiani è triste e fa male vedere tutti gli ambienti vuoti e non sentire le voci, le grida dei ragazzi e dei giovani; non poter vivere l’eucarestia con l’intera comunità educativa pastorale. Eppure, cari tutti, credo che questo “distacco”, questo “silenzio”, questo “vuoto” sia salutare per tutti nella misura in cui ci aiuta a riappropriarci della vita, troppo spesso bistrattata dalle cose da fare, dalla frenesia, dalla superficialità. È un tempo propizio per esaminarci e convertire quegli atteggiamenti che non aiutano ad accorgerci di quanto amore c’è nella nostra vita.

Sono felice nel constatare che l’amore vero dà sempre spazio alla creatività come sta capitando da parte di tanti salesiani, giovani e laici che vivono quotidianamente la missione salesiana. Bravi! Don Bosco farebbe lo stesso pur di farsi sentire vicino e di sentire vicino i ragazzi. Appena rientrato in Ispettoria cercherò anche io di inventarmi qualcosa per sentirvi e farmi sentire più vicino.

Mentre vi invito ad essere responsabili e attenti nel seguire le disposizioni che ci vengono date dal governo e dai Vescovi, allo stesso tempo vi chiedo di non scoraggiarvi, di non avere paura di quanto stiamo vivendo. In atteggiamento di fede preghiamo il Signore della Vita perchè allontani dal mondo intero questo virus e conforti quanti stanno perdendo persone care. Chiediamo, inoltre, di saper fare tesoro di ciò che stiamo vivendo per riappropriarci di quella umanità di cui tutti abbiamo bisogno.

Il tempo forte della quaresima, quest’anno ha un sapore tutto particolare e può aiutarci tanto. In che cosa? Vi suggerisco 4 cose:

  1. Riscoprire l’importanza dell’interiorità, dell’unione con Dio, della preghiera come capacità di sognare, sperare, contemplare;
  2. Riscoprire il Silenzio, la riflessione per potersi guardare dentro e crescere rileggendo le proprie azioni e riconoscendo gli errori di cui troppo spesso non ci rendiamo conto;
  3. Riscoprire lo studio, la lettura per approfondire la conoscenza della realtà ed imparare a intus-legere;
  4. Riscoprire la bellezza dell’essere famiglia, dei volti che la abitano, del valore del dialogo e del tempo per crescere in profonda umanità.

Vi saluto don Bosco e Domenico Savio prima di partire da questa magnifica Basilica dedicata a Maria Ausiliatrice alla quale affido ciascuno di voi e le vostre famiglie. Non lasciamoci scoraggiare dal Covid-19 e preghiamo con le parole di Mons. Nosiglia:

Dio onnipotente ed eterno,
dal quale tutto l’ universo riceve l’energia, l’esistenza e la vita,
noi veniamo a te per invocare la tua misericordia,
poiché oggi sperimentiamo ancora la fragilità della condizione umana
nell’ esperienza di una nuova epidemia virale.
Noi crediamo che sei tu a guidare il corso della storia dell’ uomo
e che il tuo amore può cambiare in meglio il nostro destino,
qualunque sia la nostra umana condizione.
Per questo, affidiamo a te gli ammalati e le loro famiglie:
per il mistero pasquale del tuo Figlio
dona salvezza e sollievo al loro corpo e al loro spirito.
Aiuta ciascun membro della società a svolgere il proprio compito,
rafforzando lo spirito di reciproca solidarietà.
Sostieni i medici e gli operatori sanitari,
gli educatori e gli operatori sociali nel compimento del loro servizio.
Tu che sei conforto nella fatica e sostegno nella debolezza,
per l’ intercessione della beata Vergine Maria e di tutti i santi medici e guaritori,
allontana da noi ogni male.
Liberaci dall’ epidemia che ci sta colpendo
affinché possiamo ritornare sereni alle nostre consuete occupazioni
e lodarti e ringraziarti con cuore rinnovato.
In te noi confidiamo e a te innalziamo la nostra supplica,
per Cristo nostro Signore. Amen

 

Con sincero affetto, Vostro don Angelo

Ispettore

MGS IME: Assemblea Territoriale – Gennaio 2020

Dal 2 al 4 gennaio 2020 si è tenuta l’Assemblea Territoriale MGS dell’Ispettoria IME dedicata a tracciare le linee programmatiche del nuovo anno. Si riporta di seguito l’articolo pubblicato in data odierna dal sito dell’Ispettoria Meridionale, a cura di Francesco Persampieri.

ASSEMBLEA TERRITORIALE MGS

Dal 2 al 4 si sono riuniti nella casa Ispettoriale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, in occasione dell’Assemblea Territoriale Invernale, tutti i giovani delegati del Movimento Giovanile Salesiano dell’Ispettoria Meridionale. Circa quaranta giovani provenienti dalla Campania, dalla Basilicata, dalla Puglia e dalla Calabria si sono confrontati per pensare insieme e aggiornare il Documento Programmatico, ovvero quello che può essere considerato la Carta d’Identità del MGS dell’Italia Meridionale. Due sono stati i momenti più toccanti per i delegati, un momento di ASCOLTO della Coordinatrice Nazionale del MGS Italia, Elena Marcandella, e della Coordinatrice del MGS IME, Erica Inchingolo, la quale hanno illustrato nel primo caso quella che è la storia del MGS dell’Italia e la suddivisione nei vari territori, mentre nel secondo caso Erica ha illustrato come l’Ispettoria Meridionale è organizzata e soprattutto quali sono gli organi rappresentativi delle varie regioni.

Nella seconda parte dell’Assemblea i giovani delegati si sono concentrati particolarmente su tre aspetti fondamentali del Documento Programmatico quali i Nodi Problematici – la figura del Delegato – gli Appuntamenti Ispettoriali, e attraverso l’attività dello “Speed date” prima e del “world caffè” dopo hanno apportato sostanziali modifiche. Durante la permanenza a Napoli i giovani, oltre a concentrarsi sul lavoro da fare, hanno vissuto due serate di fraternità all’insegna della gioia e dell’allegria, attraverso giochi e balli di gruppo nella prima e facendo una passeggiata lungo le vie della città nella seconda. A fare da collante, proprio come voleva Don Bosco, sono stati i momenti di preghiera, tra cui la meravigliosa buonanotte Salesiana da parte dell’Ispettore Don Angelo Santorsola, che hanno caratterizzato questo appuntamento importante terminati poi con la consueta celebrazione Eucaristica.

Francesco Persampieri