Articoli

“Missioni Don Bosco” in Kenya ad apertura del mese missionario

In occasione del mese missionario, è in programma un secondo viaggio di Missioni Don Bosco e Fiona May, questa volta in Kenya, per una visita di pochi giorni per vedere da vicino le opere a sostegno dei ragazzi e dei bambini di strada sostenute da migliaia di benefattori. Di seguito la notizia pubblicata dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS.

***

Viaggio di “Missioni Don Bosco” per incontrare gli ospiti dei centri di accoglienza e di educazione dei salesiani in Kenya. Con la delegazione della Procura Missionaria salesiana di Torino ci sarà anche Fiona May, campionessa mondiale del salto in lungo. Visita di pochi giorni, intensissimi, per vedere da vicino le opere sostenute da migliaia di benefattori.

Partiranno domani, mercoledì 28 settembre, diretti alla capitale Nairobi, dove li attende il missionario don Felice Molino, responsabile dei progetti. Fiona May ha annunciato da tempo questo viaggio, rimandato più volte per le difficoltà determinate dalla pandemia. Nella sua veste di testimonial delle campagne di “Missioni Don Bosco”, in particolare di quelle legate al sostegno delle mamme africane, desidera percorrere le tappe degli interventi che i salesiani rivolgono ai ragazzi in situazione di strada.

Incontreranno due missionari italiani di lunga data, don Vincenzo Donati e il sig. Andrea Comino, protagonisti di una dedizione totale a questa parte d’Africa – da Sudan e Sudan del Sud al Kenya. La responsabile della comunicazione di “Missioni Don Bosco”, Rossana Campa, prima di partire ha anche potuto incontrare due salesiani coadiutori operanti da alcuni decenni nel Paese, Giacomo “Jim” Comino, fratello di Andrea, e Giorgio Conte, di passaggio a Valdocco anche per presentare nuovi progetti.

La delegazione di Missioni Don Bosco arriverà in un Paese che da poco ha eletto il suo nuovo Presidente, William Samoei Arap Ruto, insediatosi il 13 settembre 2022 con una manifestazione che ha riempito lo stadio della capitale. A Nairobi le strutture maggiori dei salesiani sono il “Bosco Boys” e il “Bosco Town”, destinati ai ragazzi in stato di abbandono che vengono avvicinati per strada dagli operatori e accompagnati nel centro di prima accoglienza.

A Makuyu invece l’opera dei missionari è concentrata in un dispensario medico a disposizione della gente che non può accedere alle strutture pubbliche. L’impatto più forte sarà nella baraccopoli di Dagoretti, dove don Molino va spesso a sostenere l’impegno delle suore Figlie di Maria Ausiliatrice che vivono in mezzo ai più poveri.

La celebrazione domenicale del 2 ottobre nel Santuario di Maria Ausiliatrice a Nairobi – Upper Hill costituirà il momento nel quale andranno a convergere tutte le visioni e le speranze da affidare al Signore.

Il viaggio assume così anche la valenza di apertura del mese missionario celebrato dall’intera Chiesa cattolica, e sarà un messaggio particolarmente forte di sostegno ai tantissimi salesiani con i quali Missioni Don Bosco continua a sostenere il “Progetto Africa” avviato negli Anni Settanta.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito: www.missionidonbosco.org  

Una Croce del Volontario Salesiano per tutta la Congregazione: il Comitato Consultivo VMS lancia la sfida

Dal sito dell’agenzia salesiana ANS.

***

(ANS – Roma) – Il Programma di Volontariato Salesiano è vivo nella Congregazione fin dai tempi di Don Bosco. Mamma Margherita è stata la prima volontaria salesiana a prestare servizio all’Oratorio. Senza di lei, Don Bosco avrebbe fatto ancora più fatica. A livello di Congregazione Salesiana, oggi, c’è un gruppo di esperti che è stato chiamato a formare il Comitato Consultivo del Volontariato Missionario Salesiano (VMS), un organismo che ha il compito di aiutare la Congregazione Salesiana a rafforzare i suoi programmi di volontariato salesiano a livello mondiale.

Con questo obiettivo ben chiaro in mente, il Comitato Consultivo VMS si è riunito nello scorso mese di giugno per sviluppare un piano strategico. E come parte di questo piano, il Comitato Consultivo ha deciso di lanciare a tutta la Congregazione la proposta di partecipare e contribuire alla progettazione di una nuova Croce del Volontariato Salesiano. L’idea fondamentale è quella di utilizzare poi questa Croce per tutti i volontari dei progetti di volontariato salesiano nel mondo.

“Se volete essere parte di questa sfida, ideate e disegnate la vostra croce e inviatene una foto a SalesianVol@sdb.org entro il 30 novembre 2022. I Consiglieri per la Pastorale Giovanile, don Miguel Angel García Morcuende, e per le Missioni, don Alfred Maravilla, insieme ad altri esperti, sceglieranno la croce che poi porteranno tutti i nostri volontari porteranno” affermano i membri del Comitato Consultivo VMS.

I quali poi concludono: “Si tratta di una fantastica opportunità per far parte di una tappa fondamentale della nostra Congregazione e per lasciare la propria eredità alle generazioni future”.

Per ulteriori informazioni, scrivere a: SalesianVol@sdb.org

Vai alla notizia

Artemide Zatti: Vangelo della Vocazione e Chiesa della Cura – Lettera del Rettor Maggiore

Di seguito un estratto della Lettera del Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, a pochi giorni dalla canonizzazione di Artemide Zatti (9 ottobre 2022).

***

«Il mosaico dei nostri santi e beati, pur essendo abbastanza ricco quanto a rappresentatività -Fondatore, Cofondatrice, Rettori Maggiori, missionari, martiri, sacerdoti, giovani – era ancora privo del tassello prezioso della figura di un coadiutore. Ora anche questo si sta realizzando».

Così don Juan Edmundo Vecchi, ottavo Successore di Don Bosco, cominciava la sua lettera in occasione della beatificazione di Artemide Zatti.

Se al “mosaico dei nostri santi” mancava una tessera, oggi questo mosaico ha una lucentezza del tutto particolare perché, tra poche settimane, ci sarà dato di vivere un grande dono del Signore: vedere uno dei figli di Don Bosco, coadiutore salesiano, emigrato italiano in Argentina e infermiere, canonizzato da Papa Francesco il prossimo 9 ottobre 2022.

Artemide Zatti sarà, dunque, il primo santo salesiano non martire ad essere canonizzato. Senza dubbio la canonizzazione del primo santo salesiano e di un salesiano coadiutore dà e darà un tocco di completezza alla serie di modelli di spiritualità salesiana, che la Chiesa dichiara ufficialmente tali.

Riporto la bellissima testimonianza personale, piena di profondità spirituale e di fede, resa da Artemide Zatti nel 1915 a Viedma, in occasione dell’inaugurazione di un monumento funerario posto sulla tomba del Padre Evasio Garrone (1861-1911), salesiano missionario benemerito e considerato da Artemide insigne benefattore.

«Se io sto bene, sono sano e in condizione di fare un po’ di bene al mio prossimo infermo, lo debbo al Padre Garrone, Dottore, che vedendo peggiorare di giorno in giorno la mia salute, essendo io affetto da tubercolosi con frequenti emottisi, mi disse decisamente che, se non volevo finire come molti altri, facessi una promessa a Maria Ausiliatrice di rimanere sempre al fianco suo, aiutandolo nella cura degli infermi, che egli, confidando in Maria, m’avrebbe guarito.

CREDETTI, perché sapevo per fama che Maria Ausiliatrice lo aiutava in modo visibile.

PROMISI, perché sempre fu mio desiderio essere d’aiuto in qualcosa al mio prossimo.

E, avendo Dio ascoltato il suo servo, GUARII. [Firmato] Artemide Zatti».

Vediamo che la vita salesiana di Artemide Zatti, secondo questa testimonianza, si fonda su tre verbi che ne testimoniano la solidità generosa e confidente. Per valorizzare il dono della santità di questo grande salesiano coadiutore, vorremmo meditare su questi tre verbi e sui loro straordinari frutti di bene, perché tocchino in profondità i desideri, i sogni, gli impegni della nostra Congregazione e di ciascuno di noi e promuovano in tutti una rinnovata e feconda fedeltà al carisma di Don Bosco.

Leggi la lettera completa su ANS

Don García Morcuende all’Assemblea Ispettoriale ISI per l’avvio dell’anno pastorale

“I sogni nella pastorale non vivono per sempre: o toccano terra e diventano progetti, o restano in cielo e diventano illusioni”

Queste le parole di don García Morcuende – Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile – all’Assemblea Ispettoriale ISI per l’avvio dell’anno pastorale che si è tenuto dal 28 al 30 agosto scorso a Catania. Di seguito il video dedicato e l’articolo pubblicato dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS.

***

(ANS – Catania) – Si è avviato il nuovo anno Pastorale nell’Ispettoria salesiana della Sicilia (ISI), dal 28 a 30 agosto. Le prime due giornate sono state animate da don Miguel Angel García Morcuende, Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile. Erano presenti inoltre Direttori, Parroci, Incaricati di Oratorio, Animatori pastorali, laici e giovani. La presenza di salesiani e laici è stata fondamentale perché queste giornate significano l’avvio di un percorso formativo che li vedrà impegnati insieme per i prossimi anni.

Le tematiche esposte da don García Morcuende e la riflessione condivisa da parte di tutti si sono concentrate, in primo luogo, sulla progettazione educativo-pastorale e, dopo, su alcune indicazioni operative per accompagnare il processo di elaborazione del Piano Educativo Pastorale Salesiano (PEPS) locale, strumento di orientamento e guida, crescita e sostegno nel camino della Comunità Educativa Pastorale (CEP).

Le giornate hanno aiutato alla comprensione della necessità di una progettazione educativo-pastorale, a superare le diffidenze, a riconoscere alcuni benefici e ad acquisire gli strumenti essenziali per la redazione concreta di un progetto. Don García Morcuende ha fatto un invito caloroso a coltivare la mentalità progettuale, cioè, la capacità di pensare e progettare la Pastorale Giovanile Salesiana. Ha insistito nell’urgenza di questa mentalità per diversi motivi: per evitare l’improvvisazione, la frammentarietà e l’episodicità; per avere obiettivi precisi, concreti, mirati, verificabili; per capire da dove stiamo partendo e le mete a cui tendere ed arrivare; per individuare itinerari rispettosi della gradualità con i giovani; per offrire cammini che in maniera integrale favoriscano la crescita delle persone che formano parte della presenza salesiana.

Il metodo di progettazione pastorale deve avere alcune attenzioni di fondo: coinvolgere tutta la CEP in uno stile di comunione e corresponsabilità; proporre atteggiamenti di ascolto, confronto e discernimento; essere docile alla creatività dello Spirito imparando a tradurre il pensiero comune nella concretezza della vita di ogni presenza salesiana. I sogni nella pastorale non vivono per sempre: o toccano terra e diventano progetti, o restano in cielo e diventano illusioni.

La stesura del PEPS locale è un adempimento importante e significativo perché, seppur in modo essenziale e sintetico, descrive non solo il fondamento della vita comunitaria di una CEP concreta, ma anche la sua contestualizzazione storica, la situazione attuale e le scelte e le prospettive verso cui tendere. Dunque, è una sorta di fotografia “in movimento” delle CEP.

Dopo il momento di presentazione, l’incontro è proseguito con il momento del gruppo di lavoro di ogni casa.

Oltre a queste tematiche, è stata fatta la presentazione del percorso di formazione congiunta SDB e Laici e del Progetto Organico Ispettoriale. Si è riflettuto sulla proposta di accompagnamento dei Consigli delle CEP e su alcune tematiche riguardanti la vita delle comunità, affrontate nell’incontro tra i Direttori e l’Ispettore e con il suo Consiglio.

Vai alla notizia

Consegna della “Positio super martyrio” dei Servi di Dio Giovanni Świerc e VIII Compagni

Il 21 luglio 2022 è stato consegnato presso il Dicastero delle Cause dei Santi in Vaticano la Positio super martyrio dei Servi di Dio Giovanni Świerc e VIII Compagni, Sacerdoti Professi della Società di San Francesco di Sales. Di seguito l’articolo ANS.

***

La Positio ha avuto come relatore Fr. Szczepan Tadeusz Praśkiewicz OCD, come Postulatore don Pierluigi Cameroni e come Collaboratrice la dott.ssa Mariafrancesca Oggianu. Elementi strutturali della “Positio” – che presenta in modo articolato ed approfondito tutto l’apparato probatorio documentale e testificale riguardante il martirio dei Servi di Dio – sono: una breve presentazione da parte del Relatore; l’Informatio super martyrio, ossia la parte teologica nella quale viene dimostrato il martirio materiale e formale dei Servi di Dio; i due Summarium con le prove testificali e documentali; le Sessioni ultime e l’apparato iconografico.

Dopo la consegna, la Positio sarà esaminata dai Consultori storici, quindi dai Teologi. Quindi sarà studiata dai Cardinali e Vescovi del Dicastero delle Cause dei Santi: queste articolate tappe di studio e valutazione permetteranno al Sommo Pontefice, in caso di esito positivo, di dichiarare don Giovanni Świerc e VIII Compagni “Martiri” e quindi di procedere alla loro Beatificazione.

Al numero dei presunti martiri del nazismo appartengo anche nove Salesiani sacerdoti polacchi. Si tratta dei Servi di Dio don Jan Świerc e gli VIII Compagni: don Ignacy Antonowicz, don Karol Golda, don Włodzimierz Szembek, don Franciszek Harazim, don Ludwik Mroczek, don Ignacy Dobiasz, don Kazimierz Wojciechowski e don Franciszek Miśka. Come sacerdoti, tutti i Servi di Dio furono impegnati in Polonia in diverse attività pastorali e di governo e nell’insegnamento. Furono del tutto estranei rispetto alle tensioni politiche che agitarono la Polonia durante l’occupazione bellica. Ciononostante, furono arrestati e martirizzati in odium fidei per il fatto stesso di essere sacerdoti cattolici.

Il 27 giugno 1941 nel campo di concentramento di Auschwitz morirono per mano delle SS don Jan Świerc, don Ignacy Dobiasz, don Franciszek Harazim e don Kazimierz Wojciechowski. Questi ultimi due Servi di Dio, nello specifico, furono uccisi, l’uno al fianco dell’altro, nello stesso momento. Il Servo di Dio don Ignacy Antonowicz morì tre settimane dopo, ovvero il 21 luglio 1941, in conseguenza dei maltrattamenti subiti proprio in quel 27 giugno 1941. Il 5 gennaio 1942 morì nel campo di concentramento di Auschwitz anche il Servo di Dio don Ludwik Mroczek a causa delle torture subite e delle numerose operazioni chirurgiche che ne conseguirono. Pochi mesi più tardi, il 14 maggio 1942, nello stesso campo venne fucilato don Karol Golda, accusato di aver amministrato il sacramento della confessione a due soldati tedeschi al solo fine di estorcere con l’inganno importanti segreti del regime nazista. Il 7 settembre 1942 nel campo di Auschwitz morì anche il Servo di Dio Włodzimierz Szembek: anche nel suo caso furono i maltrattamenti a causarne la morte. Tutti i Servi di Dio citati appartenevano all’Ispettoria di San Giacinto di Cracovia. Il Servo di Dio don Franciszek Miśka, appartenente invece all’Ispettoria salesiana di S. Adalberto di Piła, morì nel campo di concentramento di Dachau (Germania) il 30 maggio 1942 a seguito di maltrattamenti e torture.

La fama di santità e di martirio dei Servi di Dio don Jan Świerc e VIII Compagni, sebbene ostacolata durante il periodo comunista, si diffuse già a partire dalla loro morte e si manifesta viva ancora oggi. Furono considerati sacerdoti esemplari, dediti alla pastorale ed alle opere di carità, affabili, sempre disponibili, in tutto interessati a rendere gloria solo a Dio, per amore del quale furono fedeli fino all’effusione del sangue.

Vai alla notizia

Come lievito nella Famiglia umana d’oggi: la dimensione laicale della Famiglia di Don Bosco

Presentate le linee guida della Strenna 2023 da parte del Rettor Maggiore. Di seguito la notizia pubblicata dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS.

***

“COME LIEVITO NELLA FAMIGLIA UMANA D’OGGI. La dimensione laicale della Famiglia di Don Bosco”. Presentati il titolo e le linee guida della Strenna 2023

Il Rettor Maggiore dei Salesiani e Padre e Centro d’Unità della Famiglia Salesiana, Don Ángel Fernández Artime, dopo una fase di consultazione e discernimento con i Responsabili della Famiglia Salesiana, i membri del Consiglio Generale e altri esperti, ha reso noti oggi il titolo e le linee guida del suo messaggio della Strenna per il 2023: “COME LIEVITO NELLA FAMIGLIA UMANA D’OGGI. La dimensione laicale della Famiglia di Don Bosco”.

Nel documento di presentazione Don Á.F. Artime specifica subito che questa Strenna avrà due gruppi di destinatari: non solo tutti i gruppi della Famiglia Salesiana, ma anche “i bambini, gli adolescenti e i giovani di tutte le presenze della Famiglia di Don Bosco nel mondo”, perché, spiega, “alla luce di ciò che caratterizza maggiormente la nostra pedagogia e la nostra spiritualità, intendiamo aiutare i bambini e le bambine, soprattutto gli adolescenti e i giovani, a scoprire che ognuno di loro può essere come il lievito di cui parla Gesù”.

Al tempo stesso, per la Famiglia di Don Bosco essa “vuole essere un messaggio chiaro e provocatorio orientato a scoprire la sua dimensione laicale”; e specificamente per i consacrati della Famiglia Salesiana, è un invito ad essere “lievito nella pasta del pane dell’umanità” e “a vivere gli uni accanto agli altri, lasciandoci arricchire dalla laicità evangelica”.

Il lievito, elemento usato metaforicamente da Gesù per presentare il Regno di Dio agli apostoli, è “l’unico ingrediente vivo”, quell’elemento che viene utilizzato in piccole quantità, ma che “ha la capacità di influenzare, condizionare e trasformare l’intera pasta” afferma il Rettor Maggiore.

Per questo il testo propone ad ogni membro della Famiglia Salesiana e ai giovani di essere lievito nel mondo, diffondendo la Parola e il Regno di Dio così come il lievito trasforma la pasta del pane.

La riflessione del Rettor Maggiore richiama anche l’attenzione sull’importanza del lavoro dei laici nelle opere della Congregazione salesiana, ricordando che “la Chiesa è formata ben oltre il 99% da laici… Immaginiamo come aumenti la proporzione se si considera e si abbraccia il mondo intero: i laici sono la pasta, oltre che lievito, del Regno”.

Il testo completo con le prime linee guida per il messaggio della Strenna del Rettor Maggiore per il 2023 è disponibile in italiano, inglese, spagnolo, portoghese e francese a fondo pagina.

Vai alla notizia

Portogallo – WYD DON BOSCO 23: circa 400 giovani polacchi parteciperanno alla GMG con MGS

Dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS.

***

L’équipe di coordinamento di “WYD DON BOSCO 23”, al lavoro per preparare la partecipazione salesiana alla Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) di Lisbona 2023, si è riunita martedì 12 luglio presso la Casa Ispettoriale dei Salesiani di Lisbona con una rappresentanza di Salesiani della Polonia. L’incontro è servito a preparare la partecipazione di circa 400 giovani polacchi al grande evento della gioventù cattolica in programma dal 1° al 6 agosto 2023 nella capitale del Portogallo.

Il gruppo polacco, composto da quattro salesiani, ha attraversato l’Europa in auto, sostando presso varie case e presenze salesiane del continente, “pensando a quale potesse essere il viaggio verso il Portogallo” hanno spiegato i salesiani coinvolti nella spedizione.

Oltre a conoscere i Salesiani di Lisbona, la rappresentanza polacca ha avuto l’opportunità di conoscere i luoghi in cui si svolgeranno gli incontri con il Santo Padre e di chiarire alcuni dubbi sulle attività e sui diversi momenti che caratterizzeranno l’incontro mondiale della gioventù.

Una volta in Portogallo, i salesiani polacchi hanno raggiunto anche Porto, dove hanno avuto modo di conoscere l’istituto salesiano della città e dove hanno maturato la decisione che sarà proprio in quella diocesi che i giovani da essi guidati vivranno, dal 26 al 31 luglio 2023, le cosiddette “Giornate nella Diocesi, il tradizionale appuntamento che precede il programma vero e proprio della GMG.  Da ultimo, la delegazione polacca si è recata in visita anche presso i Salesiani di Estoril, che il 2 agosto del prossimo anno ospiteranno il “SYM DAY”, la Giornata del Movimento Giovanile Salesiano nell’ambito della GMG.

“Siamo felici di essere qui – ha affermato don Piotr, salesiano polacco parte dell’équipe in trasferta a Lisbona –. Ricordo quando ci fu la GMG a Czestochowa, nel 1991, e la gioventù polacca poté sperimentare lo spirito della GMG. La partecipazione giovanile fu enorme, vennero ragazzi e ragazze da tutta Europa e dal resto del mondo, i giovani abbracciarono questa proposta e piacque moltissimo. E la prova di tutto questo si è avuta poi nel 2016, con la GMG di Cracovia, con due milioni di giovani partecipanti, e la popolazione polacca che si è impegnata davvero tanto e bene nell’organizzazione, nel creare un clima di spiritualità, e nell’accogliere i giovani provenienti da ogni angolo del pianeta. Tutto questo è per dire che, in generale i giovani polacchi sono appassionati di GMG e sappiamo che ci sarà una grande partecipazione anche a Lisbona2023”.

Il Movimento Giovanile Salesiano invita i giovani a vivere la GMG di Lisbona 2023 secondo il carisma di Don Bosco, grazie e insieme alla WYD DON BOSCO 23, l’organizzazione che lavora per preparare e accompagnare tutte le dinamiche, i processi e i momenti previsti per la GMG.

In questo senso, l’équipe di coordinamento dell’organizzazione WYD DON BOSCO 23 sottolinea anche che la motivazione alla partecipazione dei giovani polacchi e portoghesi è ancora in corso e viene portata avanti in molti modi, tra i quali anche una costante animazione sulle reti sociali.

In rete è disponibile un’intervista ai membri della delegazione polacca in visita a Lisbona.

Mentre sul sito www.wyddonbosco23.pt, lanciato in occasione della Festa di Don Bosco, il 31 gennaio, sono disponibili diverse informazioni sul Portogallo, Lisbona e la GMG.

Vai alla notizia

Investire nell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 4.7 – don Miguel Angel García Morcuende

Si è svolge oggi l’evento dal titolo “Investire nell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 4.7: Potenziare il potere trasformativo dell’educazione” a latere del Forum Politico di Alto Livello delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile attualmente in corso a New York (5-12 luglio 2022). Come relatore introduttivo, don Miguel Angel García Morcuende, Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile della Congregazione Salesiana. Di seguito l’articolo pubblicato da ANS.

***

ONU – Investire nell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 4.7: “Potenziare il potere trasformativo dell’educazione”. Intervento del Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile

Si svolge oggi, a partire dalle ore 13:30 (UTC+2), un evento a latere del Forum Politico di Alto Livello delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile attualmente in corso a New York (5-12 luglio 2022), sotto gli auspici dell’ECOSOC, il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite. Tale evento a latere, patrocinato da “Salesian Missions”, la Procura Missionaria salesiana con sede a New Rochelle, negli Stati Uniti d’America, ha per tema: “Investire nell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 4.7: Potenziare il potere trasformativo dell’educazione” e vede come relatore introduttivo don Miguel Angel García Morcuende, Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile della Congregazione Salesiana.

L’evento patrocinato da “Salesian Missions”, grazie alla collaborazione di don Thomas Pallithanam, rappresentante salesiano presso l’ECOSOC, intende affrontare la necessità impellente di un’educazione integrale, con particolare attenzione alla meta n° 7 dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (OSS) n° 4 (“Garantire entro il 2030 che tutti i discenti acquisiscano la conoscenza e le competenze necessarie a promuovere lo sviluppo sostenibile, anche tramite un educazione volta ad uno sviluppo e uno stile di vita sostenibile, ai diritti umani, alla parità di genere, alla promozione di una cultura pacifica e non violenta, alla cittadinanza globale e alla valorizzazione delle diversità culturali e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile”).

Sebbene siano stati compiuti notevoli progressi in questo campo, ancora non sono stati raggiunti i vari obiettivi prefissati. E, nonostante l’educazione sia sempre stata vista come un fattore di sviluppo, le disuguaglianze nel mondo continuano a crescere.

Gli obiettivi di cui al punto 4.7 possono rendere l’educazione veramente trasformativa.

E mentre la comunità internazionale si prepara al Summit sull’Educazione Trasformativa del settembre 2022, la sfida da vincere è quella di rendere l’educazione un vero e proprio motore di sviluppo.

Nel suo discorso introduttivo, don García Morcuende richiama innanzitutto la figura di Don Bosco, “una persona che fu fortemente impegnata nell’educazione, un grande costruttore di opere educative per le nuove generazioni, alle quali trasmise molti valori attraverso la scuola, la cultura e la formazione professionale: i suoi ragazzi venivano formati per essere lavoratori onesti e competenti, attori sociali dotati di grande senso civico, di cittadinanza attiva. Il suo è un messaggio moderno per i tempi di allora e di oggi”.

Sul modello del fondatore, il Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile fa derivare la concezione dell’educazione salesiana: “Nella nostra istituzione, la Congregazione Salesiana, l’educatore è sempre attento ai bisogni quotidiani dei giovani, è consapevole del suo impatto trasformativo in campo educativo, sociale e anche politico”.

E ricorda anche che per i Salesiani, presenti in 134 Paesi del mondo, con oltre 3.000 scuole, più di 700 Centri di Formazione Professionale e 90 Centri di istruzione superiore, oltre 1.000 centri dedicati alla popolazione giovanile più bisognosa, “è necessario mettere a punto un’intuizione intellettuale ed emotiva del mondo giovanile, soprattutto di quello più ‘abbandonato’: l’educazione, se non è integrale, oggi non è più efficace”.

Sviluppando il suo pensiero don García Morcuende argomenta ancora che “la società deve fare in modo che tutte le persone ricevano un’educazione integrale basata sul dialogo, sull’uso responsabile della libertà, sulla scoperta e sullo sviluppo delle competenze che abbiamo, sull’autonomia come capacità di autoregolazione di ognuno di noi, sull’empatia verso gli altri, e in breve, il suo interesse è quello di trasformarci in cittadini con sentimenti equilibrati e con la possibilità di sviluppare le nostre competenze”.

Si tratta, in poche parole, di coltivare “i valori degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, senza i quali l’educazione non può essere trasformativa”.

Per questo il Consigliere Generale richiama anche gli appelli di Papa Francesco per un Patto Globale sull’Educazione, così come il convergente Summit sull’Educazione Trasformativa di settembre 2022 convocato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, entrambi mossi dalla consapevolezza che “Più i giovani sono educati ai valori, meglio possono lavorare per rendere questo mondo un posto migliore, dove regnino la pace e la giustizia e dove nessuno sia lasciato indietro”.

L’evento è moderato da Barbara Terenzi, Responsabile dell’Ufficio per i Diritti Umani e l’Advocacy dell’ONG salesiana “Volontariato Internazionale per lo Sviluppo”, e vede gli interventi anche di altre personalità e rappresentanti di agenzie internazionali, ONG e realtà impegnate a favore dei Diritti Umani.

Vai alla notizia

Ricerche Storiche Salesiane n° 78

È stato pubblicato il numero 78, relativo al semestre gennaio-giugno 2022, di “Ricerche Storiche Salesiane n° 78” (RSS). In questo numero trovano spazio degli studi su Don Paolo Albera, II Successore di Don Bosco, e sulla realtà salesiana di Mogliano Veneto. Non mancano, poi, altri approfondimenti e contributi nei diversi altri settori del volume.

Di seguito la notizia pubblicata su ANS.

***

La rivista accoglie, nel settore STUDI di questo numero, due saggi:

L’articolo Il rettorato di don Paolo Albera (1910-1921): al governo per trasmettere il genuino spirito salesiano è il frutto dello studio di Stanisław Zimniak. Il ricercatore fa notare che il rettorato di don Paolo Albera non è stato oggetto di ricerca monografica, scientifica e sistematica, se si eccettuano poche indagini parziali che però illuminano solo qualche aspetto del suo lungo governo, durato oltre undici anni. Con la presente ricerca vengono esposti solo alcuni importanti aspetti del suo operato come Rettor maggiore, cioè elementi di governo che, pur essendo di capitale importanza, non sono stati ancora tematizzati, oppure sono stati trattati senza i dovuti approfondimenti. Oltre che esporre una documentazione su alcune tematiche, qui studiate, ci interessa in questa ricerca indagare sul “filo rosso” del suo essere e agire da Rettore Maggiore della Società salesiana. In tutti i capitoli di questa ricerca si cercherà di mettere in evidenza e documentare la “mens” e lo “spirito” che lo animava, lo muoveva e lo ispirava a fare tutto il possibile per assicurare l’ulteriore sviluppo della preziosa eredità dei suoi stimati predecessori – don Bosco e don Rua – in un periodo segnato da epocali trasformazioni culturali, sociali, politiche e religiose. Un periodo profondamente marcato non solo dal tragico e disumano primo conflitto mondiale, ma anche da altri contrasti molto pericolosi, iniziati già nell’Ottocento, cioè quelli scaturiti da lotte ideologiche, specie quelle esplicitamente avverse alla Chiesa cattolica.

Il secondo articolo Alle origini del collegio salesiano Astori a Mogliano Veneto (1879-1888) è di Vito Maurizio. A nemmeno un anno dall’apertura del collegio a Este, nel 1879 Don Bosco veniva interpellato dall’ingegner Saccardo a nome del movimento cattolico e della diocesi patriarcale per l’istituzione di una colonia agricola a favore della gioventù povera e abbandonata della città di Venezia. Ma poco dopo comunicava la nuova proposta della signora Elisabetta Bellavite Astori, che aveva a disposizione una cospicua somma a beneficio della gioventù del vicino paese di Mogliano Veneto. Don Bosco accettò il legato, per cui dall’inizio del 1881 ebbe inizio la costruzione del nuovo edificio. I primi salesiani vi giunsero il 18 novembre 1882. Il nuovo direttore dovette affrontare il difficile problema dei destinatari. Ma già al termine del primo anno, furono avviate le scuole, imprimendo all’opera uno sviluppo notevole, tanto che don Bosco, poco prima di morire, fu informato che gli alunni erano centocinquanta, quanti ne poteva contenere il collegio stesso.

Nel settore FONTI è presentato un testo originale:

Si tratta di una ricerca comparativa realizzata da José Manuel Prellezo: “La pratica della educazione cristiana” di Antoine Monfat e gli “Appunti di pedagogia” di Giulio Barberis: una selezione di passi corrispondenti. Questo lavoro costituisce una rilevante importanza per la comprensione della genesi della “Pedagogia salesiana”. Si propone, come scopo principale, di documentare l’influsso dell’educatore e pedagogista francese della Società di Maria, padre Antoine Monfat (1820-1898), in don Giulio Barberis (1847-1927), responsabile della “scuola di pedagogia” avviata, nel 1874, da Don Bosco nella sua prima opera benefico-educativa di Torino-Valdocco. Lo studio, che si colloca in linea di continuità con alcuni saggi e ricerche precedenti, focalizza l’attenzione sull’opera pedagogica di A. Monfat: La pratica della educazione cristiana (1879) e gli Appunti di pedagogia (1897) di G. Barberis. La puntuale messa a confronto di un significativo numero di testi, tratti da ciascuna delle opere citate, è preceduta da alcune annotazioni riguardanti il contesto storico in cui le stesse opere esaminate videro la luce, e da un breve profilo biografico degli autori dei medesimi.

Nel settore PROFILI viene presentato un saggio di Pedro Ruz Delgado: Angel Martín González (1924-1994), profesor, investigador e historiador salesiano.

Nel settore NOTA vi sono tre contributi. Il primo è di Carlo Maria Zanotti: Accompagnamento e formazione. Una lettura vocazionale del volume IX dell’Epistolario di don Bosco. Il secondo di Giancarlo Cursi: Tu diventi collaboratore di un’impresa che val la pena di perseguire. Il terzo di Andrea Farina: Don Bosco e le autorità civili ed ecclesiastiche: misurarci con il principio di realtà.

Nel settore Recensioni sono state recensite pubblicazioni sugli argomenti relativi alle personalità ed all’attività salesiane:

Elias MASILELA, Larry – Simply Larry. The Story of Father Laurence McDon­nell SDB and the Selflessness of the Salesians of Manzini. Johannesburg, NLSA 2018; Mujeres de la primera hora. La Crónica del Colegio María Auxiliadora de Río Gallegos, Santa Cruz – Argentina. Período de los orígenes 1901 – 1916. Texto original italiano, traducción al castellano, estudio preliminar y notas por Ana María Fernández. Argentina, Ediciones Don Bosco 2021.

Nel settore Segnalazioni si presenta il seguente volume:

Jesús M. BOTELLA GUERRERO, La Obra Salesiana en Linares (1964-2005). Madrid, CCS 2016.

Don Stanisław Zimniak, SDB

Vai alla notizia

Portogallo – WYD DON BOSCO 23: scendono in campo gli “influencer” dei giovani

Lo scorso 9 giugno, l’équipe degli Itinerari dell’organizzazione salesiana “WYD DON BOSCO 23” ha invitato le diverse case salesiane del Portogallo a partecipare ad un incontro di “influencer adulti”. L’obiettivo è quello di raggiungere TUTTI i giovani che passano per le case salesiane, invitandoli a unirsi al cammino verso la GMG di Lisbona 2023.

Di seguito l’articolo di ANS – Lisboa:

Lo scorso 9 giugno, l’équipe degli Itinerari dell’organizzazione salesiana “WYD DON BOSCO 23” – cioè l’équipe deputata a sviluppare gli Itinerari di avvicinamento alla Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) di Lisbona 2023 – ha invitato le diverse case salesiane del Portogallo a partecipare ad un incontro di “influencer adulti”. Tali partecipanti/influencer sono stati reclutati perché possano raggiungere i giovani delle varie realtà pastorali e, in modo particolare, quelli che normalmente non sono i tipici frequentatori del lavoro pastorale ordinario. Il grande obiettivo è quello di raggiungere TUTTI i giovani che passano (o sono passati) per le case salesiane, invitandoli a unirsi al cammino di “WYD DON BOSCO 23” verso la GMG di Lisbona 2023.

Per raggiungere questo obiettivo, l’équipe degli Itinerari può contare sulla preziosa collaborazione degli adulti di riferimento degli ambienti salesiani, quelle persone, cioè, la cui capacità di relazionarsi con i giovani, di interpellare gli allievi e di motivarli verso buoni e grandi obiettivi è chiaramente riconosciuta nella comunità educante.

Ad essi l’équipe degli Itinerari ha affidato questa importante missione, di invitare TUTTI i giovani che passano (o sono passati) per le case salesiane a partecipare a questo grande evento di Chiesa in programma tra poco più di un anno ormai.

Le varie case salesiane dell’Ispettoria “Sant’Antonio” del Portogallo che erano rappresentate all’incontro hanno illustrato ciascuna il cammino che stanno realizzando e ciò che hanno programmato per il prossimo anno pastorale al fine di raggiungere questo obiettivo. Inoltre, in tutte le case salesiane si svolgono attività come “Una notte a scuola”, incontri con gli exallievi dei passati anni accademici, iniziative di volontariato, percorsi tematici in vista della GMG e numerose altre attività.

Durante l’incontro c’è stata anche un’interessante condivisione che ha permesso di conoscere le diverse modalità di convocazione e promozione della GMG Lisbona 2023.

WYD DON BOSCO 23 è al lavoro, perché la GMG di Lisbona 2023 già richiama tutti i giovani del mondo!

Vai alla notizia