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MAN e CNOS-FAP: integrazione fa rima con formazione

MAN Truck & Bus Italia, insieme a CNOS-FAPUNHCR (l’agenzia mondiale per i rifugiati), lancia il progetto “Giovani meccanici MAN” rivolto ai giovani immigrati, con l’obiettivo di favorirne l’accesso alla formazione e dunque a una professione, specificatamente quella di meccanico specializzato. Di seguito la notizia riportata dai siti Autobus Web e Macchine Edili News.

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Non c’è solo la carenza di autisti a rendere più difficile il lavoro quotidiano del mondo dell’automotive, ma anche quella che riguarda i meccanici specializzati. E così MAN Truck & Bus Italia, insieme a CNOS-FAPUNHCR (l’agenzia mondiale per i rifugiati) lancia un progetto rivolto ai giovani immigrati, con l’obiettivo di favorirne l’accesso alla formazione e dunque a una professione. Quella di meccanico specializzato.

«Il Progetto Giovani Meccanici MAN vuole sperimentare e verificare l’ipotesi di un’idea che tenta di risolvere, connettendoli, due problemi attuali: la mancanza di giovani interessati a intraprendere la carriera di tecnico d’officina e la presenza sul territorio di giovani immigrati, in particolare di rifugiati da Paesi del Terzo Mondo, senza lavoro e probabilmente senza un futuro dignitoso»

ha spiegato Marco Lazzoni, Direttore Generale MAN Truck & Bus Italia.

Con il progetto “Giovani meccanici MAN” si è voluto concretizzare un “laboratorio” sperimentale che dia corpo all’ambizione di far incontrare due mondi apparentemente lontani ma la cui collaborazione può portare enormi benefici ad entrambe le parti. Un contributo concreto e tangibile con il quale si vuole risolvere il problema oggettivo della domanda di lavoro e al contempo offrire a persone meno fortunate l’opportunità di costruire il proprio futuro in Italia.

Il progetto comprende un percorso formativo con un un tirocinio di sei mesi (da giugno a dicembre 2022), remunerato con una indennità mensile di 800 euro netti e la possibilità di proseguire con un successivo contratto di apprendistato previa valutazione dei risultati conseguiti. L’attività prevede sia una parte pratica svolta direttamente nell’officina assegnata sia una formazione teorica in MAN Academy. Presso quest’ultima, per un totale di 52 giorni, saranno erogati corsi specifici su vari argomenti tecnici di base oltre a una vera e propria formazione culturale e di “soft skills” con lo scopo di favorire l’inclusione sociale dei ragazzi coinvolti. Durante il periodo di formazione teorica, MAN si farà carico di tutti i costi di vitto e alloggio.

Il bando di selezione inizialmente definito prevedeva tra i requisiti un’età compresa tra 18 e 25 anni, il diploma di scuola media inferiore, la conoscenza della lingua italiana, un minimo di esperienza nel settore dell’autoriparazione o della meccanica e passione per i motori. Il perimetro degli stessi è stato adeguato di step in step alle diverse situazioni contingenti tenendo conto della difficoltà oggettiva di trovare profili in linea con tali caratteristiche.

Al termine della fase iniziale, sono stati identificati 26 profili potenzialmente in linea con quanto ricercato e per ognuno di questi è stato previsto un colloquio individuale onde poter effettuare la selezione finale.

Dei 16 posti inizialmente previsti per l’erogazione della formazione, alla fine sono stati scelti 12 candidati che, sulla base del domicilio, saranno così suddivisi:

  • 2 presso il MAN Center di Rescaldina (Milano)
  • 2 presso il MAN Center di San Giuliano (Milano)
  • 2 presso il MAN Center di Forlì
  • 2 presso il MAN Center di Valsamoggia (Bologna)
  • 1 presso l’officina Truck Service di Calenzano (Firenze)
  • 1 presso l’officina Alpiservice di Peveragno (Cuneo)
  • 1 presso l’officina Guglielmo di Monselice (Padova)
  • 1 presso l’officina Quadri di Cavenago (Monza Brianza).

Durante tutto il percorso formativo non verrà mai meno la figura del tutor, sia aziendale sia dell’associazione locale di riferimento. Particolarmente importanti saranno le fasi di valutazione intermedia del progetto onde valutare, caso per caso, criticità e opportunità per sostenere al meglio i ragazzi nel concludere positivamente questa esperienza.

FCA riceve un riconoscimento dall’UNHCR per l’inserimento lavorativo dei rifugiati formati al CFP dell’Agnelli di Torino

Pubblichiamo un articolo uscito su Avvenire dove si riporta la notizia del riconoscimento ottenuto da Fiat-Chrysler “Welcome Working for refugee integration per l’impegno nell’inserimento lavorativo dei rifugiati. Questi ragazzi, prima di lavorare per FCA, sono stati formati dal Cnos Fap dell’istituto Agnelli di Torino.

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L’UNHCR (United Nations High Commissioner for Refugees) ha conferito oggi a Fiat-Chrysler il prestigioso logo Welcome Working for refugee integration per l’anno 2019, per l’impegno dimostrato nella promozione di interventi specifici per l’inserimento lavorativo dei rifugiati. Il riconoscimento è stato assegnato grazie alla partecipazione di Fca al progetto MOI, “Migranti, un’Opportunità d’Inclusione”, nato da un’intesa tra il Comune di Torino, la Regione Piemonte, la Città Metropolitana di Torino, la Prefettura, la Diocesi di Torino e la Fondazione Compagnia di San Paolo. L’obiettivo è di contribuire alla risoluzione della condizione dell’ex-MOI di Torino (Mercato Ortofrutticolo all’Ingrosso, divenuto villaggio olimpico per l’Olimpiade invernale Torino 2006) dove quattro stabili erano occupati (fino a luglio 2019) da diverse centinaia di persone immigrate, in condizione di degrado e disagio, alle quali il progetto ha offerto percorsi di accompagnamento individualizzato per l’autonomia abitativa e lavorativa e concrete opportunità di inclusione sociale.

L’impegno di FCA nel progetto, grazie ad una collaborazione con la Fondazione Compagnia di San Paolo, è consistito nell’organizzazione e nell’erogazione di un percorso formativo rivolto a 15 persone del MOI (gli stati di provenienza erano Sudan, Nigeria, Somalia, Burkina Faso, Ghana, Mali, Togo), con la finalità di prepararli al mondo del lavoro. Il percorso formativo si è focalizzato sulle competenze richieste dal processo produttivo:
– Formazione generale (200 ore, inclusa lingua italiana e conoscenze tecniche di base): realizzata dal Centro Nazionale Opere Salesiane – Formazione e Aggiornamento Professionale (CNOS FAP) con il contributo di FCA e della Fondazione Compagnia di San Paolo
– Formazione specialistica (160 ore, conoscenze World Class Manufacturing): realizzata direttamente da docenti FCA
– Patentino da carrellista (40 ore)

Al termine del percorso formativo le persone sono state introdotte al mercato del lavoro italiano, grazie anche al coinvolgimento da parte di Fca di alcune Agenzie per il Lavoro e, quattro di loro, John (Nigeria), Mare (Burkina Faso), Adam e Amir, entrambi del Sudan, sono stati impiegati, ad ottobre 2019, nello stabilimento Sevel di Atessa (Chieti), con contratto di somministrazione annuale. “L’inserimento lavorativo dei quattro rifugiati è stato un successo sotto il profilo professionale, con il rinnovo contrattuale appena arrivato per gli aspetti di inclusione sociale, con il team Sevel e la comunità locale per temi più personali come la possibilità di supportare in modo continuativo la famiglia rimasta nel paese di origine e di considerare il ricongiungimento familiare”, sottolineano fonti aziendali.