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Suor Carmen Lucrecia Uribe FMA è la nuova delegata mondiale dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori

Pubblichiamo l’intervista realizzata dall’agenzia ANS a Suor Carmen Lucrecia Uribe FMA, nuova delegata mondiale dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori.

(ANS – Roma) – Il 9 maggio 2020, la Madre Generale dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, ha comunicato che è stata designata come Delegata Mondiale dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori (ASSCC) per l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice suor Carmen Lucrecia Uribe, di nazionalità colombiana augurando passione e creatività carismatica.

Madre Reungoat ha espresso parole di ringraziamento per suor Leslye Sándigo, per la competenza e l’entusiasmo carismatico, per la sua disponibilità con cui ha realizzato il suo servizio come Delegata dell’Istituto FMA nell’Associazione dei Salesiani Cooperatori in questi anni.

La Consigliera per la Famiglia Salesiana, suor Maria Luisa Miranda, ha ringraziato l’Ispettoria colombiana “Maria Ausiliatrice” (CMA) per il senso di comunione e l’appartenenza all’Istituto e ha accolto con speranza suor Lucrecia Uribe nella nuova missione a servizio della Chiesa e dell’Istituto.

Riportiamo di seguito una presentazione e delle prime riflessioni della Delegata FMA dei Salesiani Cooperatori, suor Carmen Lucrecia Uribe.

Suor Lucrecia: il viaggio e la formazione come FMA

Sono Figlia di Maria Ausiliatrice dal 1982, anno della Professione Religiosa nell’Ispettoria colombiana “María Auxiliadora” (CMA). Fin dall’inizio, ho sentito che “essere un insegnante era la mia passione”. Ho avuto l’opportunità di formarmi in Psicologia dell’Educazione, presso la Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium” a Roma e poi mi sono specializzata in Informatica Educativa. Nei centri educativi ho lavorato come insegnante educatrice, coordinatrice e direttrice, in scuole private e statali.

Accompagnare i giovani, essere vicini a loro e alle famiglie, è stato un forte appello che mi ha aiutato a rafforzare l’identità salesiana, ad approfondire il Sistema Preventivo e a contestualizzarlo. Le sfide del mondo contemporaneo hanno portato a profondi cambiamenti nella mia vita per umanizzare ed evangelizzare la missione.

La sua esperienza con la Famiglia Salesiana

Nel 1998, quando ero Vicaria Ispettoriale, ho avuto l’opportunità di far parte della Consulta Ispettoriale della Famiglia Salesiana e avere un approccio concreto ai diversi gruppi della Famiglia Salesiana, a livello locale e nazionale.

Come Ispettrice (2005-2010) ho svolto un lavoro di animazione congiunto, soprattutto con il gruppo delle Exallieve e dei Salesiani Cooperatori. È stato un momento favorevole per realizzare progetti comuni, per rafforzare i legami e per crescere nella comunione e nel carisma salesiano. La partecipazione agli ultimi tre Capitoli Generali dell’Istituto FMA mi ha permesso di ampliare la visione e di cogliere il prezioso cammino che la Famiglia Salesiana ha fatto in questi anni.

Le radici carismatiche sono ben fondate sotto la guida dello Spirito e la mano di Maria nel cuore e nell’esperienza vissuta da Don Bosco. I rami di questo albero fertile continuano a diffondersi e mostrano una vera e propria vitalità e linfa. Viviamo nella consapevolezza che lo Spirito riversa il carisma tra tanti laici, uomini e donne, in una missione condivisa, al servizio dei bambini, degli adolescenti e dei giovani più bisognosi, in forme ed espressioni molto diverse.

Le linee di futuro dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori

Al Congresso Mondiale nel 2018 il Coordinatore ha indicato le principali opzioni che rappresentano il trampolino di lancio per essere dove il Signore chiama ad “essere Don Bosco oggi” e basa il suo agire sui valori essenziali dell’Associazione: rafforzare la fedeltà alla promessa apostolica, accrescere il senso di appartenenza alla Chiesa, all’Associazione e alla Famiglia Salesiana, curare lo spirito di famiglia e la responsabilità condivisa.

Quindi, come Delegata Mondiale, mi impegno ad accompagnare l’Associazione camminando insieme ai giovani per costruire una società più cristiana e umana, affrontando con sano ottimismo salesiano le nuove sfide che si presentano con la certezza che il Signore Gesù continua a camminare con noi nella storia, soprattutto dopo questa grave pandemia che sta cambiando il volto del mondo e della storia.

Sono grata per la fiducia che la Madre Generale dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Madre Reungoat, e il Rettor Maggiore dei Salesiani Don Ángel Fernández Artime, hanno riposto in me per accompagnare l’Associazione. Sono grata per il cammino realizzato dalle Delegate che mi hanno precedute, in modo particolare suor Leslye Sándigo, che ha lavorato in comunione per diffondere il carisma in questi anni. Mi affido al Signore che mi sostenga in questa nuova missione e chiedo a tutti di accompagnarmi con la preghiera e la fraternità.

A Maria Ausiliatrice, in questa novena speciale, è affidata la missione di suor Carmen Lucrecia Uribe, Delegata Mondiale FMA dell’ASSCC, e di tutti i gruppi della Famiglia Salesiana.

Buona festa di Madre Mazzarello!

Pubblichiamo il messaggio di Madre Yvonne Reungoat, Superiora Generale dell’Istituto FMA, alle Figlie di Maria Ausiliatrice, giovani e Famiglia Salesiana in occasione della festa di Madre Mazzarello.

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Roma (Italia). Il 12 maggio 2020, alla vigilia della Solennità di Santa Maria Domenica Mazzarello, Madre Yvonne Reungoat, Superiora Generale dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA), invia un messaggio alle FMA, giovani e Famiglia Salesiana.

«A voi tutte, carissime sorelle, a tutti i giovani, a tutte le giovani, al gran numero di ExAllieve/i, a tutte le persone che condividono la nostra missione, ai membri dei diversi gruppi della Famiglia salesiana, a tanti amici e familiari che sono parte della grande rete in cui l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice è connesso, auguro una

Buona Festa di Madre Mazzarello!

Celebriamo questa festa con gioia sempre, ma specialmente quest’anno, in cui stiamo iniziando la preparazione della celebrazione dei 150 anni della fondazione dell’Istituto. La situazione inedita che stiamo vivendo a motivo del lockdown non ci impedisce di sentirci in profonda comunione nel rendere grazie al Signore per la santità di Maria Domenica! La sentiamo viva e attiva nelle nostre comunità, nella nostra vita, pronta a sostenerci, a incoraggiarci, a suggerirci di essere creative.

È la Festa di Madre Mazzarello del primo dei tre anni di preparazione alla Celebrazione del 150° anniversario della nascita del nostro Istituto.
Scrivevo nella circolare 989: “Come segno di comunione proponiamo, per quest’anno improntato al ringraziamento, di vivere con speciale solennità la festa di S. Maria D. Mazzarello con una accurata e coinvolgente preparazione e lasciando emergere la gratitudine per il dono della sua santità e per l’attualità della missione salesiana nel mondo”.
Le circostanze ci hanno spinto a cercare modalità nuove, sia nella preparazione che nella celebrazione di questa solennità, ma sono certa che ogni comunità potrebbe raccontare esperienze bellissime di incontro con la Fondatrice, di conversione profonda, di accoglienza gioiosa e rinnovata del carisma; come sono certa che domani saprete dare un’impronta di riconoscenza alla celebrazione.

Vi confesso che in questi mesi mi ha fatto molta impressione pensare che la maggior parte delle nostre case erano diventate silenziose, che abbiamo dovuto interrompere molte attività o ripensarle per poterle assicurare “a distanza”, che la stessa vita della comunità religiosa è segnata dalla necessità del distanziamento fisico, dalle preoccupazioni per la salute all’interno e all’esterno, nelle famiglie, tra i destinatari della nostra azione pastorale, tra i nostri collaboratori, da un cambiamento di ritmi e di impegni. Sono rimasti in casa le/i giovani che non hanno un’altra casa, che sentono questa come la loro unica casa!

Ma sono anche impressionata positivamente dalla grande creatività per raggiungere le/i giovani, le famiglie, le persone che hanno bisogno. Abbiamo aperte vie nuove in cui non pensavamo essere capaci di entrare. La solidarietà si è moltiplicata. La fede si è consolidata dando lo spazio alla preghiera, all’incontro con il Signore. La Risurrezione di Gesù è venuta illuminare il cammino e ridarci la gioia. Maria Domenica oggi chiede ad ognuna e ognuno di noi: “sei allegra?”

L’esperienza delle epidemie in Maria Domenica

Per la grande maggioranza di noi la realtà di un’epidemia è una condizione nuova, tanto più lo è dal momento che si manifesta nella forma della pandemia, ma Maria Domenica conosceva fin da piccola le conseguenze delle epidemie: i suoi genitori avevano accolto come figlia un’altra Maria Domenica, una cuginetta, a cui il colera nel 1835 aveva tolto i genitori; gli abitanti della sua frazione stavano costruendo la chiesetta dei santi Stefano e Lorenzo e di Maria Ausiliatrice in ringraziamento della protezione ricevuta in quella stessa occasione. Ma poi ha fatto l’esperienza di un’epidemia nella sua stessa persona: è stato il momento dell’oblazione totale nella carità e nell’obbedienza: “Don Pestarino, se lei vuole, io vado. Ma sono sicura di prendere il male”. Ma, al tempo stesso, senza che potesse neppure immaginarlo, è stata una scelta determinante per la sua vita e…per noi, per l’Istituto che sarebbe nato dopo vari anni.

Quello che poteva apparire un fallimento, che portava con sé il crollo di progetti e speranze, si rivelò, invece, nel tempo, la chiave per accedere ad un disegno di Dio provvidenziale e impensabile.

L’inizio di tutto…

Quella che poteva apparire la fine di tutto era, invece, l’inizio di tutto.
Dio non la voleva solo contadina, impegnata nella sua parrocchia, disponibile a fare la catechista anche alle mamme, ma apostola del mondo giovanile femminile, attraverso l’educazione cristiana. Non le fu tutto chiaro, subito, tutt’altro.
Dalla preghiera “Signore, se nella vostra bontà volete concedermi ancora alcuni anni di vita, fate che io li trascorra ignorata da tutti, e, fuorché da voi, da tutti dimenticata”, alla visione di Borgo Alto, alla decisione di imparare a fare la sarta per raccogliere ed educare cristianamente le fanciulle del paese, si delinea tutto un percorso di docilità allo Spirito, che non le fa vedere se non un passo dopo l’altro quello che Dio vuole da lei, che stimola la sua capacità di guardarsi attorno, di vedere i bisogni e di progettare risposte… ma sempre con lo sguardo del cuore a Dio solo.

A te le affido…, ancora oggi

Questo è per noi un grande suggerimento in questo tempo, in cui tutte le nostre case non risuonano, come d’abitudine, di voci giovanili, in cui stiamo inventando modi nuovi di raggiungere, animare, educare fanciulli e adolescenti, di coinvolgere le/i giovani in questa missione.
Cosa il Signore e Maria Ausiliatrice ci stanno chiedendo? Quale volto deve assumere la nostra missione adesso e quando torneremo ad incontrarci fisicamente? Cosa vogliono che cambi nella nostra vita e nel nostro affiancare la vita che cresce?
Sappiamo solo una cosa con certezza: che l’appello della Madonna, “A te le affido, continua a risuonare nel nostro cuore come singole e come comunità, come comunità religiosa e come comunità educante, come Istituto. Sta a noi, in sinodalità, cercare cosa significa, in questo 2020, e rispondervi.
Questo è un cammino che ben si inserisce in quest’ultima fase di preparazione al Capitolo Generale XXIV.
Essere “comunità generative di vita” è saper suscitare vita là dove sembra che ci sia solo morte, speranza dove la tentazione è quella di rifiutare anche la possibilità di sognare un futuro migliore, fiducia là dove la diffidenza rischia di prendere il sopravvento.
Risvegliare la freschezza vocazionale delle origini è aiutare a spalancare cuore e orecchie agli appelli che ci raggiungono da ogni parte e ci chiedono di saper “inventare gli strumenti” per rispondervi, di dare una svolta decisiva alle scelte per mettersi a servizio di chi ha bisogno.

Un evento di grazia

In questo tempo, mi sono detta, più volte, che anche la pandemia con tutto quello che di limitazione sta comportando, è un evento di grazia, che viene a scuoterci dalle nostre sicurezze e ad invitarci ad uno sguardo nuovo sulla realtà e sul carisma.
A Maria Domenica chiese il passaggio da quella che poteva apparirle come una vita spezzata ad una maternità grande come il mondo; una maternità che è iniziata in lei, ma continua in ciascuna di noi, attraverso i quasi 150 anni di vita dell’Istituto.
Una maternità che va assumendo il volto, la lingua, le attese, i sogni di ogni popolo e di ogni giovane.
Vi lascio un compito per questo 13 maggio 2020: interroghiamo Maria Domenica perché ci indichi, come singole FMA, come comunità, come comunità educanti, come giovani, come famiglie, la strada che ci si apre, il volto per l’oggi, i cambiamenti che siamo chiamate a compiere per essere “trasparenza dell’amore di Dio e riflesso della bontà materna di Maria” (C 14), nella concretezza della società in cui ci troveremo a vivere nei prossimi mesi, quando il contagio sarà cessato, ma occorrerà riparare i tanti guasti materiali e spirituali, morali e sociali che avrà prodotto e far crescere le aperture e prospettive di bene che si saranno sviluppate.

Vi auguro un festa trascorsa in intimità dialogante con Maria Domenica, la nostra Fondatrice, in docilità gioiosa a quello che Lei ci suggerirà, in comunione profonda tra noi, con i nostri giovani, anche se fisicamente lontani loro sono sempre vicini perché abitano il nostro cuore, con tutti quelli che frequentano abitualmente le nostre case e collaborano con noi nella missione.

Maria Domenica ci accompagni e ci faccia sentire la sua maternità forte e preveniente, ci renda capaci della sua stessa donazione a Dio e ai giovani, alle sorelle e a quanti incontriamo ogni giorno, chieda a Gesù di riempire il nostro cuore della Sua gioia!

Buona festa!

Roma, 12 maggio 2020

Suor Yvonne Reungoat
Superiora Generale dell’Istituto FMA