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Mani invisibili dell’economia e mani “con anima” degli operatori sociali

Di Marco Menni (Vice Presidente Confcooperative)

La Chiesa produce da sempre responsabilità sociali: anche tra le nostre cooperatrici e i nostri cooperatori, le biografie sono piene di manifestazioni di questa chiamata. Veniamo da una storia di impegno, sostanza, opere comuni che sono state rese possibili da una forte volontà di “fare”. È una storia che si alimenta tutti i giorni e che parte dalle esperienze e dalla formazione.
Anche la mia storia è disseminata da percorsi formativi e umani, spesso nati e animati “nella sagrestia” di una parrocchia e capaci di generare volontà di impegno sociale e civile. Volontà che si sono espresse in vari modi nel Paese generando pratiche, oggi strutturate fino ad essere considerate “storiche”, incarnando una responsabilità sociale nata dal protagonismo attivo di sacerdoti e laici delle comunità locali.
La cooperazione ha applicato la diversità di approccio che sentiamo essenziale come cattolici: il fenomeno sociale che precede la teoria, dove la testimonianza è più urgente della regolamentazione; e l’economia che è pratica comune, collettiva, profondamente “reale”. Le esperienze delle banche di credito cooperativo nascevano nelle parrocchie per gestire il risparmio e i bisogni finanziari in maniera equa; le cooperative agricole erano essenziali per dare ai piccoli agricoltori un giusto riconoscimento di valore per i loro prodotti; la cooperazione sociale nasceva da un desiderio di “fare di più” per rispondere al bisogno degli ultimi che traeva la sua forza ideale da tante esperienze di volontariato ecclesiale locale.
La nostra e la mia storia è questa storia.
Chiesa e cooperazione sono fortemente assonanti e producono ancora oggi, coi fatti, legittimazione reciproca. Confcooperative richiama nello Statuto (art.1) i principi della Dottrina Sociale della Chiesa; la Chiesa riconosce l’opera e l’apporto della cooperazione.
Nel ‘900 si è alimentata una dicotomia Stato / Mercato: ma oggi riconosciamo con chiarezza che non sono sufficienti questi due fattori se non fanno spazio ai concetti di bene comune, relazioni, fiducia. Ne parlava già Antonio Genovesi nel 1765 nelle sue “Lezioni di commercio o sia d’economia civile”.
Abbiamo visto come la mano invisibile dell’economia non basti e tenda a provocare fallimenti di mercato: l’interesse individuale non produce sempre il bene collettivo.
Abbiamo visto altresì come la “potenza” dello Stato non basti e le istituzioni siano alle volte inefficaci e inefficienti.
Ma la crescente percezione che Stato e Mercato debbano rispondere a tutti i bisogni sta portando a una progressiva riduzione della capacità “propositiva” della Chiesa con i suoi laici e sacerdoti.
Anche per questo nascono meno cooperative: i bisogni ci sono sempre stati, e ancora oggi ci sono; ma c’è meno “intraprendenza”, meno “profeti” in grado di aggregare e portare speranza. Da qui dobbiamo ripartire, con una vera politica formativa e propositiva.
Oggi tra le principali priorità c’è certamente il lavoro, unito alla tutela dei territori in condizione di spopolamento e alla cura delle persone.

Il tema del lavoro

Sul tema lavoro, l’esperienza del Progetto Policoro è una manifestazione di questa intenzionalità a portare un contributo in questo senso. Rappresenta un Patto tra chiese locali e associazioni laicali. Nello specifico riconosce il fattore “lavoro” come centrale, da rafforzare, da orientare sui giovani. Dalle collaborazioni tra Chiesa e privato sociale sono nate moltissime esperienze esemplari.
Anche Papa Francesco, nel suo discorso davanti ai Giovani del Progetto Policoro, il 5 giugno 2021, ha sottolineato come occorra dare un’anima all’economia. Siamo chiamati a dare anima e senso a un’economia che sembra, soprattutto dopo la pandemia, dividere tra vincitori e vinti, tra aree forti e deboli, tra generazioni, tra generi.
L’economia a cui guardiamo è quella reale che si nutre di relazioni, di fiducia, di capitale umano. Il punto di atterraggio è sempre lo stesso: il “lavoro”, non a caso una delle 3 parole che caratterizza il Progetto Policoro assieme a “giovani” e “vangelo”.
Come dice Papa Francesco, bisogna pensare al lavoro come “atto creativo”, come “imitazione del Dio Creatore”. E allora, su questa strada dobbiamo continuare ad operare per farlo di più, e meglio. Mettiamo assieme tutte le componenti che possono giocare un ruolo in questa creazione: il mondo della cooperazione rappresentato da Confcooperative, insieme ad altre associazioni che si fondano sulla Dottrina Sociale della Chiesa, ha questo obiettivo e questa responsabilità.
Sono diverse le realtà di ispirazione cattolica che si parlano, e parlano questo linguaggio. Nostro dovere è favorire questo processo di attivazione: crediamo che da questo confronto, che è prima di tutto incontro, possano emergere percorsi concreti sul tema del lavoro: prima formativi, poi di accompagnamento e supporto.
In questo senso dobbiamo sviluppare relazioni e collaborazione tra tutti i componenti la nostra Chiesa, triangolandole con gli attori associativi ed economici che hanno a cuore il tema giovani e “lavoro”.
Il “lavoro” che abbiamo in mente ha alcune caratteristiche:
– come diceva il Santo Padre, è frutto di un atto creativo e va quindi creato, soprattutto dove scarseggia: abbiamo la responsabilità di creare le condizioni per cui i nostri giovani sappiano creare lavoro per sé e per (ma vorrei dire “con”) gli altri;
– è elemento di realizzazione personale e collettiva: il lavoro permette la realizzazione di percorsi di vita, la costruzione di famiglia e la generatività; permette anche lo sviluppo in senso ampio dei territori e delle comunità;
– è frutto di un pensiero lungo: il lavoro che abbiamo in mente non è predatorio, non è inutile, non è dannoso, ma è costruttivo, solido, capace di durare nel tempo, frutto di un impegno comune.
Per questo crediamo che in linea con le parole di Papa Francesco abbiamo voluto mettere la componente “lavoro” al centro delle associazioni di ispirazione cattolica, rendendolo ancora più strategico nelle formazioni di ogni livello, negli obiettivi, nella misurazione dei risultati prodotti.
Nel documento di audizione alle Settimane Sociali di Taranto abbiamo sottolineato la necessità di un patto di corresponsabilità tra le diverse generazioni, tra le diverse categorie lavorative, tra chi ha responsabilità educative e formative.
Papa Francesco nella Fratelli Tutti (162) diche che “Il grande tema è il lavoro. Ciò che è veramente popolare – perché promuove il bene del popolo – è assicurare a tutti la possibilità di far germogliare i semi che Dio ha posto in ciascuno, le sue capacità, la sua iniziativa, le sue forze.”
Il lavoro è una dimensione fondamentale per lo sviluppo integrale delle persone perché ci permette di garantire il sostentamento e il futuro della nostra famiglia, di esprimere i nostri talenti. Con esso ci poniamo al servizio della comunità di appartenenza secondo “un patto di reciprocità”, contribuendo alla sua crescita e al suo sviluppo, dato che il lavoro implica sempre relazione e condivisione e non è mai fine a se stesso.
Confcooperative ha tra gli ambiti di maggiore cura, nella promozione, alcuni temi che sono a cavallo tra lavoro e tutela dei territori “fragili” che vanno spopolandosi. Pensiamo ai workers buy-out (imprese in crisi rilevate dai lavoratori e trasformate in cooperativa) e alle cooperative di comunità (presenti nelle aree interne e periferiche e capaci di rappresentare un argine allo spopolamento e impoverimento dei territori).
Il workers buy-out ci consente di “ricreare” il lavoro, che rischia di scomparire, tramite la forma cooperativa. Si tratta di un insieme di processi, competenze, strumenti finanziati che anche Confcooperative fornisce per costruire opportunità cooperative. Dalle crisi a volte si può ripartire con speranza. Sono decine le esperienze di questo tipo e il protagonista è sempre il territorio, con gli attori che lo animano. In questo senso, serve la collaborazione di tutti: per questo sarebbe utile richiamare con forza come Papa Francesco abbia più volte sottolineato che il “lavoro recuperato” ha un valore particolare che ci vede tutti impegnati. Su questo fronte possiamo e dobbiamo crescere nella collaborazione.

“Il mondo sta migliorando, cogliamo l’opportunità”: il sig. Muller lancia l’SDB Change Challenge

Pubblichiamo la lettera del sig. Jean Paul Muller, economo generale, con la quale si presenta l’SDB Change Congressil congresso che si svolgerà a Roma a settembre 2022.

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Gli anni ’20 sono appena iniziati, e diverse cose stanno per terminare quest’anno, questo decennio. L’ influsso degli americani sta volgendo al termine, l’influsso della Cina e della Russia sta cambiando i nostri continenti, l’era fossile sta cominciando a volgere al termine, il Green è diventata la salvezza. Siamo pronti a prendere coscienza delle lezioni che possiamo trarre dal bilancio della Pandemia. La salute è diventata ancora più preziosa per ciascuno di noi. L’influsso delle social media sembra incontrollabile, quali sono fake news e quali le notizie reali? Verso quali decisioni si sta dirigendo ora la cultura umana? Al termine della pandemia, quali saranno i risvolti positivi e quali quelli negativi? Come possono la fede e il carisma salesiano salvarci dalle crisi del mondo? E come si sta riorganizzando, a seguito della crisi, il rapporto tra urbanità e ruralità? Dove sono necessari i Salesiani adesso? Quali sono le sfide per la sostenibilità delle opere salesiane nel futuro? A questi interrogativi, cercheremo di dare risposta durante l’SDB Change Congress e durante tutto l’arco di questo anno in cui, tramite i giusti canali, cominceremo a creare una rete di informazioni e aggiornamenti rispetto a questi temi.

L’ “SDB Change Congress” si svolge durante una tremenda turbolenza che ha attanagliato tutti i nostri sistemi di vita. Ma questa turbolenza ha anche un suo lato positivo: le crisi dissolvono i modelli di pensiero bloccati e distruggono ciò che non va più bene ed è divenuto superfluo. Forzano le innovazioni che prima erano bloccate nel latente.

All’ordine del giorno del Congresso abbiamo inserito diversi temi, che di seguito andiamo a descrivere, ma la parte più importante e decisiva sono i partecipanti (economi ispettoriali, responsabili degli uffici di sviluppo PDO, direttori delle procure e del settore della raccolta fondi, ecc,). Attraverso le loro esperienze e le loro sfide ci concentreremo sulle prospettive future, che impareremo a tener conto delle nostre tradizioni per creare cose nuove, per continuare a trasmettere le idee di Don Bosco ai giovani.

  • Con esperti del settore discuteremo e ci informeremo sulle soluzioni da trovare e mettere in pratica, per arrivare ad una Economia Sostenibile: energia, acqua, cibo e auto sostenibilità (produzione, amministrazione responsabile, fundraising). Don Bosco rappresenta l’alba di una nuova era in tutto il mondo, di responsabilità condivisa per mantenere il nostro pianeta abitabile.

  • Sappiamo che nel Vangelo troviamo la vera e unica fonte per la nostra missione tra i giovani, per questo approfondiremo il tema della nostra Spiritualità e della leadership salesiana (Human Resources, safeguarding, transparency), in quanto in questi tempi di crisi, la spiritualità salesiana ci dà conforto, forza e ci mostra una nuova visione del futuro con un significato profondo.

  • Molti di noi non hanno ancora capito come l’Intelligenza Artificiale (AI) abbia già cambiato le nostre vite e ne determinerà ancora di più. Vogliamo quindi mostrare, al Congresso, come l’intelligenza artificiale può aiutarci a comprendere il nuovo (dis)ordine del mondo e a viverci.

  • Il finanziamento al collasso, soprattutto per le persone veramente povere e svantaggiate nella società, richiede un nuovo modo di pensare alla comunicazione – non solo per trovare mezzi finanziari per il nostro lavoro, ma anche per trovare personale adatto -. Poiché le nuove forme di comunicazione sono programmi futuri pragmatici, abbiamo la necessità di imparare come, quando, dove e con chi comunicare, in modo che i nostri giovani ricevano il sostegno di cui hanno bisogno.

  • La base delle rivolte di successo è la vita di tutti i giorni, una tale rivolta è urgentemente necessaria nel campo della lotta alla corruzione, che è molto dannosa per le nostre istituzioni e che dobbiamo combattere più chiaramente alla radice.

Il congresso è già iniziato, tutti possono partecipare, discutere o fare domande sui nostri social. Il suo scopo è contenuto nel suo titolo: Cambiamento e Opportunità.

Come organizzatori del Congresso vogliamo che tutti coloro che sono attivi nel mondo salesiano inizino oggi a plasmare il domani! Essere l’avvocato e il difensore dei giovani come “Future People” in questo mondo, per aiutarli a plasmare il loro futuro e trasmettere il più possibile dei valori cristiani, affinché questo pianeta giunga a una grande correzione delle sue colpe.

Jean Paul Muller, Economo Generale della Congregazione Salesiana

 

Suor Alessandra Smerilli ha ricevuto l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia

Suor Alessandra Smerilli ha ricevuto l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia. Lo comunica l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede:

L’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede informa che è stata conferita l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia alla Professoressa Suor Alessandra Smerilli.

Il conferimento dell’onorificenza intende riconoscere l’assoluta rilevanza del profilo accademico della Professoressa Smerilli, docente ordinario di Economia Politica presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione «Auxilium», e coordinatrice della Taskforce Economia della Commissione Vaticana per il COVID-19 istituita da Papa Francesco nel marzo 2020, l’intensissima attività didattica e di ricerca nonché l’impegno nella promozione di una maggiore consapevolezza etica nella economia e nella finanza, in particolare nei confronti dei giovani.

La sua professionalità e competenza hanno trovato un prestigioso riconoscimento con la nomina a Consigliere nella Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano e con l’assegnazione di numerosi altri incarichi nella società civile e nelle istituzioni italiane, ambiti in cui continua ad offrire un importantissimo contributo allo sviluppo dello studio dell’economia civile italiana.

Di seguito anche il comunicato della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium” dove suor Smerilli insegna Economia Politica:

La conferma dell’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia alla Prof.ssa Alessandra Smerilli, docente ordinario di Economia Politica alla Facoltà, viene dall’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede.

Tale conferimento «intende riconoscere l’assoluta rilevanza del profilo accademico e l’intensissima attività didattica e di ricerca nonché l’impegno nella promozione di una maggiore consapevolezza etica nella economia e nella finanza, in particolare nei confronti dei giovani».

Questo va ad aggiungersi ad altri numerosi riconoscimenti, tra cui la nomina a Consigliere dello Stato della Città del Vaticano e a coordinatrice della Task-force Economia della Commissione Vaticana per il Covid-19, e all’assegnazione di numerosi altri incarichi nella società civile e nelle istituzioni italiane, ambiti in cui si rivela la sua professionalità e competenza nell’offrire un importantissimo contributo allo sviluppo dello studio dell’economia civile italiana.

L’Ordine della Stella d’Italia è stato istituito con Legge 3 febbraio 2011 ed è una onorificenza concessa dal Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro degli Affari Esteri, sentito il Consiglio dell’Ordine, presieduto dal Ministro degli Affari Esteri.

Con tale riconoscimento si vuole ricompensare quanti abbiano acquisito particolari meriti nella promozione dei rapporti di amicizia e di collaborazione tra l’Italia e gli altri Paesi e nella promozione dei legami con l’Italia.

L’Ordine è suddiviso in cinque classi: Cavaliere di Gran Croce, Grand’Ufficiale, Commendatore, Ufficiale, Cavaliere. È istituita inoltre una classe speciale di Gran Croce d’Onore, destinato a chi abbia perso la vita o subito gravi menomazioni fisiche nello svolgimento di attività di alto valore umanitario all’estero.

L’uso delle insegne dell’Ordine “della Stella della Solidarietà Italiana” è consentito senza limitazione alcuna.

La Preside, e l’intera Comunità Accademica, si congratulano con la Prof.ssa Alessandra Smerilli per questo nuovo e prestigioso riconoscimento e le augurano di continuare a fare del suo impegno nella docenza, nella ricerca e nella promozione di una economia etica e consapevole un servizio ai giovani, alla Chiesa, all’Italia e al mondo.

Suor Smerilli: Una conversione ecologica per rigenerare il mondo

Pubblichiamo un articolo di Famiglia Cristiana nel quale suor Alessandra Smerilli, docente all’Auxilium e consigliere di Stato Vaticano, racconta la sfida dell’economia dopo l’esperienza del Covid-19.

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«Si dice che, dopo il Covid-19, dobbiamo ripartire. Ma davvero siamo convinti che sia utile ripartire facendo esattamente quello che facevamo prima? Nel gruppo di lavoro di cui faccio parte, preferiamo usare il verbo “rigenerare”, andare verso una trasformazione dell’economia, del mondo del lavoro e della società imparando da ciò che abbiamo vissuto. Crediamo sia questa la vera sfida, dopo il trauma della pandemia che ha investito tutto il pianeta». Religiosa delle Figlie di Maria Ausiliatrice, suor Alessandra Smerilli, 45 anni, originaria di Vasto (Chieti), insegna Economia politica alla Pontificia facoltà di scienze dell’educazione Auxilium di Roma, l’università delle suore Salesiane. Papa Francesco l’ha nominata lo scorso anno consigliere di Stato della Città del Vaticano. E in questo ruolo sta coordinando una task force di economisti all’interno di una commissione fortemente voluta dal Papa, che ha il compito di elaborare proposte innovative a partire dall’esperienza del Covid-19.

CREATIVITÀ EVANGELICA
«Quello che stiamo vivendo è un periodo delicato e decisivo», afferma suor Smerilli, «che può essere l’occasione per una transizione positiva, ma che richiede grandi cambiamenti: nel mondo del lavoro, nell’economia, nella nostra stessa organizzazione sociale, nel nostro equilibrio con la natura. Il Papa ha chiesto a noi economisti delle proposte concrete per affrontare queste sfide, che abbiano basi solide ma anche la creatività del Vangelo». La direzione verso cui la commissione post Covid-19 del Vaticano sta lavorando è quella di un modello economico più sostenibile e dell’ecologia integrale, per questo suor Alessandra è coinvolta anche nell’anno di celebrazioni della Laudato si’, l’enciclica sulla custodia del creato di papa Francesco, a cinque anni dalla pubblicazione il 24 maggio 2015. «Questi cinque anni sono stati il periodo della ruminatio», afferma suor Smerilli. «La Laudato si’ è stata accolta subito con entusiasmo, anche in ambienti non cattolici. Sono partite iniziative in tutto il mondo: penso alle famiglie che si sono unite per ridurre i consumi, alle nuove “comunità Laudato si’”, alle università e alle parrocchie che stanno attuando la conversione ecologica e danno spazio a una spiritualità del creato, all’interessante fenomeno dei monasteri a impatto zero, a tante persone non credenti che si sono mosse ispirate dall’enciclica. All’inizio si è trattato di iniziative sporadiche, che poi però sono state messe a sistema da chi, profondamente convinto, si è fatto promotore del cambiamento. L’anno di celebrazione sarà un altro inizio, cui seguiranno sette anni – un numero biblico, non a caso, per far crescere queste pratiche di transizione ecologica e replicarle, fare massa critica e aumentare l’impatto sulla politica e su chi deve prendere decisioni».

UN ANNO DI INIZIATIVE
A partire dal primo settembre, giornata per la salvaguardia del Creato, fino a maggio del 2021, il programma dell’anno della Laudato si’ vedrà coinvolte Chiese locali, ordini religiosi, scuole e università, imprese e parrocchie, attraverso eventi, seminari e occasioni di confronto. Anche l’arte avrà un ruolo importante: «Lo spirito della Laudato si’ parte da uno sguardo contemplativo sul creato», afferma suor Alessandra. «L’arte in questo processo è importantissima perché ci dice gratuità, passione. Ci dice che a smuoverci è la tensione verso il bello, non tanto il fatto che “dobbiamo” cambiare i comportamenti». Un’eredità che questo anno vuole lasciare sono le living chapel, le cappelle viventi: luoghi di preghiera all’aperto, realizzati con materiali ecosostenibili, all’insegna dell’armonia tra spiritualità e natura, grazie all’apporto delle arti, dalla musica all’architettura. La prima living chapel è sorta nell’orto botanico di Roma. «La seconda si sta progettando in Veneto». «L’obiettivo dell’anno di celebrazione della Laudato si’ e dei sette anni seguenti è entrare nel concreto della transizione ecologica», continua la religiosa salesiana. «Cosa vuol dire per un’università, per esempio, essere completamente sostenibile? La Georgetown University di Washington, negli Usa (retta dai Gesuiti), ha trasformato strutture, comportamenti e persino la didattica, in modo da essere in linea con la Laudato si’. E in questi mesi metterà a disposizione di altri atenei la propria esperienza».

VITA DONATA PER IL VANGELO
Donna, economista e religiosa. Questi tre aspetti contraddistinguono in modo profondo l’impegno di suor Alessandra Smerilli, che di recente è stata chiamata a far parte anche del Comitato di donne per le pari opportunità del Governo italiano, voluto dalla ministra Elena Bonetti per il dopo emergenza sanitaria. «Sono cresciuta in un oratorio salesiano», racconta la religiosa. «A 16 anni ero animatrice di altri ragazzi e molto presto, a partire dall’incontro con la parola del Vangelo, ho avvertito la chiamata a seguire Cristo, e a farlo con i giovani e per i giovani. Queste sono le due dimensioni che mi porto dentro. Quando poi ho conosciuto le Figlie di Maria Ausiliatrice, mi ha colpito questo carisma dentro la famiglia salesiana che ha più a che fare con le giovani donne, con il femminile. E da allora anche questa è un’attenzione che ho sempre più sviluppato, anche perché sono convinta che la questione femminile sia una delle sfide cruciali del nostro tempo. Lo si è visto anche durante il lockdown. Da una parte, a essere penalizzate sono state soprattutto le donne, molte delle quali hanno dovuto rinunciare al lavoro per l’impossibilità di conciliarlo con gli impegni familiari. È vero che molti uomini hanno vissuto la stessa situazione di lavoro entro le mura domestiche durante la pandemia, ma i dati ci dicono che solo il 55% ha contribuito di più rispetto al solito alla gestione della casa e dei figli. Dall’altro lato si è visto che i Paesi governati da donne – penso alla Nuova Zelanda o alla Germania, per esempio – hanno reagito molto meglio alla crisi. Una recente analisi sul New York Times ha riconosciuto alle leader di questi Paesi chiarezza nella comunicazione, capacità di empatia e di mettersi nei panni dei cittadini, di comunicare in modo chiaro ed efficace, chiarezza nelle decisioni e non confusione rispetto a quanto si è visto in tanti altri Paesi. Forse la dimensione del prendersi cura, più sviluppata dalla parte femminile dell’umanità, ha permesso una reazione migliore di fronte a emergenze dove la salute viene messa in discussione. Ci sono capacità che le donne hanno sviluppato più degli uomini, per ragioni anche culturali, che sono particolarmente adatte ad affrontare i problemi del nostro tempo. Rinunciare a questo contributo sarebbe come guardare con un occhio solo: la visione della realtà è deformata».

ECONOMISTA PER OBBEDIENZA
Se è diventata religiosa per scelta, suor Alessandra ha cominciato a studiare economia per “obbedienza”. «Volevo occuparmi dei giovani e lavorare nel sociale. Invece la mia superiora, al momento di scegliere la facoltà, mi chiese di iscrivermi a Economia. Lei guardava avanti e mi disse che l’economia sarebbe diventata sempre più importante, e che come educatrici non potevamo non occuparcene. All’inizio mi crollò il mondo addosso, poi studiando ho capito che mi interessava andare a fondo dei modelli di teoria economica. Grazie all’incontro con studiosi come Antonio Maria Baggio e Luigino Bruni, ho trovato la mia strada: ho capito che era possibile fare economia in modo scientifico, ma mettendo al centro valori diversi rispetto a quelli classici. Alcune teorie economiche su cui basiamo la nostra vita danno per scontato, per esempio, che sia sempre e comunque meglio per le persone avere più beni, possedere sempre di più. Oggi sono convinta che sia necessario rimettere l’economia al suo posto in un quadro più ampio, renderla davvero strumento al servizio di un benessere che è uno star-bene delle persone in tutti i sensi». Per affrontare le sfide del futuro, secondo suor Smerilli, sarà fondamentale puntare sulla cooperazione piuttosto che sulla competizione: «Serve una politica lungimirante, un nuovo protagonismo dello Stato e una rinnovata cooperazione fra i governi», afferma l’economista. «Papa Francesco l’ha detto benissimo il 27 marzo: “Nessuno si salva da solo”. Questo virus, un esserino invisibile l’ha reso evidente: si può fare tanto nella gestione dell’epidemia, ma poi basta l’arrivo di un aereo da un altro Paese per rimettere tutto in discussione. L’Europa si sta mostrando forte in questo senso, ma ci aspettano profondi cambiamenti, soprattutto nel mercato del lavoro. È essenziale capire dove si sta andando per intervenire per gestire la transizione. Non dobbiamo aspettare che milioni di persone perdano il lavoro per riconvertire alcuni settori della produzione. Va fatto subito, prima che ci sia la crisi sociale. In questo senso, il Green New Deal, il progetto europeo per la transizione ecologica dell’Unione europea, può essere un’occasione per creare nuovi posti di lavoro e, nello stesso tempo, per andare verso un’economia riconciliata con l’ambiente e la natura, con tempi e ritmi di lavoro umani».

Il Consiglio Generale è completo: eletti i Consiglieri di Settore e i Consiglieri Regionali

Il Capitolo Generale 28° della Congregazione Salesiana ha eletto i nuovi Consiglieri di Settore per la Formazione, la Pastorale Giovanile, la Comunicazione Sociale, le Missioni e l’Economia e i Consiglieri Regionali per il sessennio 2020-2026. Si riportano di seguito gli articoli pubblicati dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS.

(ANS – Roma)– Formazione, Pastorale Giovanile, Comunicazione Sociale, Missioni ed Economia: il Capitolo Generale 28° della Congregazione Salesiana ha provveduto a nominare i Consiglieri di Settore per il sessennio 2020-2026.

Alla Formazione è stato confermato per un secondo sessennio don Ivo Coelho, che ha ricoperto il medesimo incarico nel sessennio 2014-2020. Don Ivo Nicholas Coelho è nato il 15 ottobre 1958 a Mumbai (India). Entrato nel noviziato salesiano di Yercaud nel 1976, ha emesso i primi voti il 24 maggio 1977, nella medesima città, e i voti perpetui esattamente 7 anni dopo a Mumbai. È stato ordinato sacerdote il 27 dicembre 1987 a Panjim. Tra gli incarichi precedenti di maggior rilievo, è stato Ispettore di India-Mumbai (2002-2008) e moderatore al Capitolo Generale 26.

Come Consigliere di Pastorale Giovanile è stato eletto don Miguel Angel García Morcuende, che ha servito presso il medesimo Dicastero tra il 2010 e il 2017, occupandosi del Settore Scuola e Formazione Professionale. Don García Morcuende è nato il 29 settembre 1967 a Madrid (Spagna); ha frequentato il noviziato salesiano a Mohernando, dove ha emesso la prima professione il 16 agosto 1986. I voti perpetui li ha pronunciati ad Arevalo, l’11 giugno 1994; ed è stato ordinato sacerdote il 5 aprile 1997 a Madrid. Prima del suo periodo di servizio a Roma si era già occupato di Pastorale Giovanile presso la sua Ispettoria di origine (2003-2010), l’allora “Spagna-Madrid”.

Alla Comunicazione Sociale è stato eletto don Gildásio Mendes dos Santos, che nello scorso febbraio si era insediato come Superiore dell’Ispettoria salesiana di Brasile-Belo Horizonte (BBH), e che in precedenza era Ispettore di Brasile-Campo Grande (BCG). Nato il 18 marzo 1963 a Conceição do Barra, don Gildásio Mendes dos Santos è entrato nel noviziato salesiano di São Carlos, dove il 6 gennaio 1984 ha emesso i primi voti. A Campo Grande, l’11 febbraio 1990, ha emesso la professione perpetua. Il 12 dicembre di due anni dopo, a Rondonopolis, ha ricevuto l’ordinazione presbiterale. Ha maturato la sua competenza nel settore nel servizio come Delegato ispettoriale per la Comunicazione Sociale (2004-2005 e poi 2009-2015) nell’Ispettoria BCG.

Per le Missioni salesiane è stato eletto don Alfred Maravilla, attualmente Superiore della Visitatoria di Papua Nuova Guinea-Isole Salomone (PGS). Alfred Maravilla è nato a Silay City, Negros Occidental, nelle Filippine, il 31 luglio del 1962. Dopo aver svolto il Noviziato a Canlubang, è partito missionario in Papua Nuova Guinea, dove il 24 marzo 1988, a Gabutu, ha emesso i voti perpetui. Dopo aver studiato Teologia a Cremisan, in Israele, ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nella sua città natale, il 15 agosto 1992. Anche per lui si tratta di un ritorno in un Dicastero in cui ha già collaborato: dal 2008 al 2017 è stato a Roma, occupandosi in particolare della formazione e dell’accompagnamento dei missionari.

Infine, come Economo Generale è stato confermato il sig. Jean Paul Muller, salesiano coadiutore, che ha assunto tale incarico il 27 gennaio 2011 – quando venne nominato dall’allora Rettor Maggiore, Don Pascual Chávez – e che era stato confermato Economo anche dal Capitolo Generale 27°. Nato il 13 Ottobre 1957 a Grevenmacher, in Lussemburgo, il 16 agosto 1978 è entrato nel noviziato di Jünkerath, dove ha emesso la prima professione salesiana il 15 agosto dell’anno successivo e quella perpetua il 15 agosto 1984. Ha partecipato ai Capitoli Generali 23, 24 e 26 ed ha fatto parte della Commissione pre-capitolare per il CG27.

(ANS – Roma) – Il Capitolo Generale 28° della Congregazione Salesiana ha eletto anche i sette nuovi Consiglieri regionali. In questo modo la squadra di lavoro che affiancherà il Rettor Maggiore per il sessennio 2020-2026 è al completo.

Per la regione Africa-Madagascar è stato eletto don Alphonse Owoudou, finora Superiore della Visitatoria Africa Tropicale Equatoriale (ATE). Don Owoudou è nato a Ebolowa (Camerun), il 30 aprile 1969; ha svolto il noviziato a Lomé (Togo) tra il 1989 e il 1990; ha emesso i voti perpetui il 9 agosto 1997 a Yaoundé (Camerun), dove poi è stato ordinato sacerdote l’11 luglio 1999. È stato Preside del Post-Noviziato di Lomé (2011-2015) e Preside dell’istituto salesiano di Yaoundé e ha conseguito un Dottorato in Psicologia presso l’Università Pontificia Salesiana (UPS) di Roma.

Per la regione America Cono Sud il prescelto è don Gabriel Romero, finora Ispettore dell’Argentina Nord (ARN). Don Gabriel Romero è nato il 10 settembre del 1971 a San Miguel de Tucumán (Argentina). Ha frequentato il noviziato a La Plata professando come salesiano il 31 gennaio 1991. La sua professione perpetua è stata fatta il 5 ottobre del 1996 e l’ordinazione sacerdotale l’ha ricevuta a Cordoba, l’11 dicembre del 1999. È professore di Filosofia e Scienze dell’Educazione, con indirizzo in Pastorale Giovanile, e ha partecipato anche al Capitolo Generale 27°.

Per la regione Asia Sud i Capitolari hanno designato don Michael Biju, finora Consigliere dell’Ispettoria di India-Guwahati. Don Biju è nato il 20 maggio 1970 a Idukki (India), ha frequentato il noviziato a Shillong, emettendo i primi voti il 20 marzo 1988; i vori perpetui li ha pronunciati il 24 maggio 1996, sempre a Shillong, ed è stato ordinato sacerdote il 30 luglio del 2000 a Moolamattam. Ha conseguito un Dottorato in teologia Morale e un Master in Bioetica e dal 2011 al 2017 è stato Preside scolastico dello Studentato Teologico Salesiano “Ratisbonne” di Gerusalemme.

Per la regione Asia Est ad essere eletto è stato don Giuseppe Nguyen Thinh Phuoc, attualmente in servizio presso il Dicastero per le Missioni. Nato il 2 novembre 1955, a Quang Ngai (Vietnam), ha svolto il noviziato a Tram Hanh, concluso con la prima professione nel 15 agosto del 1974. Ha emesso i voti perpetui a Dalat il 15 agosto 1980 ed è stato ordinato presbitero il 9 settembre 1995 a Fountain Valley (Stati Uniti). Per la sua Ispettoria d’origine è stato Consigliere e Delegato per la Formazione.

Per la regione Europa Centro e Nord è stato eletto don Roman Jachimowicz, che finora ricopriva l’incarico di Superiore dell’Ispettoria di Polonia-Piła (PLN). Don Jachimowicz è nato il 13 novembre 1967 a Gorzów Wlkp (Polonia), ha svolto il noviziato a Swobnica, ha emesso la prima professione il 22 agosto 1987 e quella perpetua il 31 luglio 1993 a Rumia; è stato ordinato sacerdote il 25 maggio 1995 a Lad. Sa parlare anche il tedesco e il russo e per l’Ispettoria “Sant’Adalberto” della Polonia è stato anche Delegato per gli Exallievi.

Per la regione Interamerica il nuovo Consigliere sarà don Hugo Orozco Sánchez, che fino ad oggi era Ispettore di Messico-Guadalajara. Nato il 30 Giugno 1968 a San Luis de Potosí (Messico), ha svolto il noviziato a Chula-Vista, ha emesso i suoi primi voti il 16 agosto 1989 a Tlaquepaque e quelli perpetui, il 10 settembre 1995, sempre a Tlaquepaque. L’ordinazione sacerdotale l’ha ricevuta a San Pedro de Tlaquepaque, il 15 marzo 1997. Prima di essere nominato Superiore, per l’Ispettoria MEG aveva anche servito come Delegato di Pastorale Giovanile e Formazione.

Infine, per la regione Mediterranea, in sostituzione di don Stefano Martoglio, eletto Vicario del Rettor Maggiore, è stato scelto don Juan Carlos Pérez Godoy, Superiore uscente dell’Ispettoria salesiana di Spagna-San Giacomo Maggiore (SSM). Don Pérez Godoy è nato il 5 novembre 1959 a Burguillos, ha fatto la sua prima professione religiosa l’8 settembre 1978, ha emesso la professione perpetua il 15 agosto 1984 ed è stato ordinato sacerdote il 5 giugno 1987. Prima di servire l’Ispettoria SSM, nella vecchia Ispettoria di Siviglia era stato Delegato di Pastorale Giovanile, Vicario e Ispettore. Laureato in Scienze Ecclesiastiche, ha un Diploma in Magistero e Catechetica e in Pastorale Giovanile.

Alcuni capitolari con il nuovo Consigliere della regione Mediterranea, don Juan Carlos Pérez Godoy il nuovo Vicario del Rettor Maggiore, don Stefano Martoglio:

Italia Centrale, parte la Scuola di Mondialità sul tema del consumo e dell’economia

Iniziano anche per l’anno 2019-2020, secondo un calendario differenziato per ogni zona, le Scuole di Mondialità: un’iniziativa di animazione missionaria pensata per la formazione dei giovani, ordinariamente maggiorenni, sensibili a temi di carattere missionario.

Il percorso prevede l’approfondimento del tema del consumismo e dell’economia.

Dopo aver affrontato lo scorso anno il tema dei conflitti, si è deciso di dedicare la riflessione di questo anno al consumismo. Non si tratta solo di una problematica che riguarda l’uomo che usa e consuma beni materiali presenti nel nostro ecosistema comune, ma di un argomento che intercetta diverse e molteplici dimensioni dell’umano: l’uomo in relazione con l’ambiente, i diritti umani, la fruizione dei prodotti virtuali, il mondo del lavoro e delle relazioni, il consumismo nell’ottica del Vangelo.

​La partecipazione alla Scuola di Mondialità è richiesta a tutti quei giovani che desiderano fare un’esperienza missionaria e di servizio durante la prossima estate 2020.

La Scuola è aperta anche a tutti i giovani che vogliono formarsi sul tema.

calendari delle varie zone sono in fase di elaborazione e saranno presto scaricabili.

È già disponibile quello della zona Lazio-Umbria che inizierà con il primo incontro di formazione il 16 novembre alle ore 16:00 presso l’istituto Maria Ausiliatrice delle salesiane di Don Bosco in via Marghera, 59 a Roma.