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IUSVE, inaugurato l’anno accademico partendo dall’ambiente

Pubblichiamo la notizia uscita su “Venezia Today” sull’inaugurazione dell’anno accademico dello IUSVE.

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Ricomincia su nuove basi l’anno accademico di Iusve (Istituto universitario salesiano di Venezia), con inaugurazione il 20 febbraio prossimo, che fa dei temi dell’ecologia e dell’ambiente i punti di partenza per riscrivere il messaggio educativo. Il documento di riferimento per l’unversità dei salesiani di Venezia, e per il campus della Gazzera, è l’enciclica di papa Francesco, Laudato sì, con la riflessione sul cambiamento climatico, sul tema dell’acqua, dell’inquinamento, delle diseguaglianze sociali: è il Green Dream, ma dalla teoria Iusve passa direttamente alla pratica. 

Si parte dal rendere più sostenibile la produzione di energia da pannelli solari portandola dal 10% al 30% in tre anni e si pratica quanto è più possibile la differenziata dei rifiuti. L’università distribuisce borracce Iusve agli studenti, per ridurre la circolazione di plastica nel campus. Qualche mese fa è partita l’iniziativa dell’armadio etico: si promuovono marchi di abbigliamento che, dai calzini ai giubbotti, utilizzano materiali compatibili, lavorazioni sostenibili e prestazioni lavorative ben retribuite. Quest’anno è partita una convenzione con il Comune di Venezia per il bike sharing. Già installate due zone di parcheggio in via dei Salesiani e in via Calabria, e un un posto alla stazione di Mestre riservato agli studenti Iusve.

Piccola rivoluzione anche per le aule: con un progetto da 150 mila euro l’università ne ricava 29 tra Mestre e Verona, e con un investimento di altri 250 mila provvede all’installazione di telecamere professionali per coinvolgere a lezione anche gli studenti che non possono essere presenti dando loro la possibilità di interagire con la classe, durante il corso. Una “piccola” università con benefici in termini organizzativi. Visto che il numero è chiuso, circa duemila studenti ammessi ogni anno, è più agevole la didattica duale per alternare lezioni in presenza e non.

L’enciclica papale sull’ecologia “integrale” ha invaso anche i programmi delle lezioni e dei corsi, la preparazione dei docenti, del personale, la ricerca e i convegni. L’eco-psicologia nel seminario che Iusve ha tenuto da poco all’Irccs San Camillo ha trovato applicazione nella riabilitazione dei pazienti all’aperto, a contatto con orti e giardini. L’apertura al confronto con altri movimenti ambientalisti come quello di Greta Thunberg c’è, anche a livello locale, spiegano il direttore Iusve e il suo vice, Nicola Giacopini e Lorenzo Biagi. Sono gli studenti stessi a porre l’accento su certi temi e la rete con altre realtà è importante per cambiare lo stato delle cose. Nella formazione sono stati lanciati un corso di “Ecologia integrale”, uno di “Creative green fashion lab”, un corso di alta formazione e una borsa di studio sul tema ecologico.

Europa e ambiente

di Renato Cursi

Il 24 maggio scorso, nel giorno in cui si celebra la memoria liturgica di Maria Aiuto dei Cristiani, la pastorale giovanile e tutta la Chiesa italiana sono potute tornare a celebrare l’Eucaristia domenicale con il popolo, dopo oltre due mesi di sospensione per prevenire il contagio pandemico. In tale data ricorreva, inoltre, il quinto anniversario della prima Lettera Enciclica di Papa Francesco: Laudato si’, sulla cura della casa comune. Questa coincidenza provvidenziale ha probabilmente aiutato molte persone a fare sintesi tra il desiderio di un nuovo inizio, pur tra nuove e non semplici sfide, e il richiamo alla cura del creato. Questo richiamo è risuonato in questi mesi tanto nelle iniziative intraprese a più livelli per celebrare il quinto anniversario di quest’Enciclica, quanto nelle immagini che molti di noi hanno ammirato a distanza nei giorni dell’isolamento forzato: immagini di un ambiente e di una natura che tornavano a respirare dopo anni di sofferenza sotto i colpi della progressiva antropizzazione del pianeta. Acque di nuovo limpide, animali a loro agio negli spazi urbani, immagini satellitari ripulite dalle nuvole dell’inquinamento atmosferico.

A sostegno di questo appello alle nostre coscienze, sono poi stati pubblicati diversi studi scientifici internazionali che hanno certificato la correlazione tra inquinamento dell’aria e diffusione del contagio del coronavirus. Tutto ciò faceva sperare che avremmo imparato la lezione. “Andrà tutto bene”, “questa crisi è un’opportunità”, “ne usciremo migliori”, ci ripetevamo nelle settimane di isolamento domestico. Eppure appena si è potuti ripartire, in Italia abbiamo preferito, per fare un esempio tra i tanti possibili, la produzione all’educazione. Molte fabbriche sono tornate a produrre senza tradurre questo tempo in un’opportunità di conversione ecologica, mentre milioni di studenti, docenti ed educatori sono rimasti a casa senza indicazioni chiare per una ripartenza. Diversi fiumi sono tornati ad essere inquinati, code chilometriche di macchine si sono riproposte in luoghi di consumo non sostenibile e alcune altre brutte abitudini sono riemerse.

Guardando oltre queste prime reazioni, tuttavia, possiamo riconoscere di avere imparato qualcosa. Volenti o nolenti, abbiamo constatato di essere impreparati, in Italia come altrove, a sfide globali come questa. Abbiamo appurato che la globalizzazione comporta anche la condivisione mondiale dei rischi di uno sviluppo incurante di quelli che etichetta come “effetti collaterali”. Una volta di più, l’Italia e gli altri Stati Membri dell’Unione Europea hanno risposto inizialmente in ordine sparso, mostrando la debolezza e le contraddizioni di un’Unione fondata quasi unicamente sui valori del mercato. Non paghi, quando hanno compreso di dover rispondere insieme, è ancora all’economia e alla finanza che questi Stati hanno voluto affidare la cosiddetta “ripresa” (“Recovery”), concetto peraltro che guarda ad un ritorno al passato piuttosto che “ricostruire” o “ripensare” il futuro.

 

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Don Bosco Green Alliance lancia la campagna “Ripensa, riconnetti, rinnova”

Il 5 giugno scorso si è celebrata la Giornata Mondiale dell’Ambiente, festività proclamata nel 1972 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite in occasione dell’istituzione del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente.

Don Bosco Green Alliance” (DBGA) per l’occasione ha lanciato una campagna dal titolo “Ripensa, riconnetti, rinnova”, da realizzarsi per tutto l’Anno della Laudato Si’ indetto da Papa Francesco.

Attraverso questa campagna verranno proposte una serie di attività per riconnettersi con la natura, soprattutto nelle opere salesiane e negli ambienti circostanti. Il ripensamento e la ri-connessione proposte dalla DBGA mirano ad ispirare ad un rinnovamento dello stile di vita, per garantire un futuro più sano e più felice.

La campagna invita tutti i membri dell’alleanza a ripensare le priorità, le scelte e gli stili di vita.

Il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, riferendosi alla pandemia, ha invocato proprio tale rinnovamento:

“Spero che impareremo qualcosa da tutto questo. Per esempio, torneremo a uno stile di vita frenetico o potremo avere un ritmo e spazi più umani? Vogliamo recuperare il tempo perduto nel consumismo o impareremo che è possibile vivere felicemente con l’essenziale? Continueremo sfrenatamente nella corsa ad inquinare il pianeta o gli daremo una tregua? Dopo questa pandemia, un’indifferenza ecologica come quella che continuiamo a vedere nei vertici climatici non è più possibile”.

Tutti i membri dell’alleanza sono incoraggiati ad assumersi degli impegni su come vivere concretamente una vita più ecologica.

La settimana Laudato Si’ 2020 – dal 16 al 24 maggio

Papa Francesco, nei giorni scorsi, ha esortato a partecipare alla Settimana “Laudato Si”, che si terrà da domani, 16 maggio, fino a domenica 24 maggio e che avrà come tema: “Tutto è connesso”.

E mentre ci si prepara a vivere questa iniziativa, il mondo viene profondamente colpito dalla pandemia di coronavirus. La Settimana “Laudato Si’” vuole dare forma al mondo che sorgerà al termine della pandemia. L’attuale crisi è un’opportunità per ricominciare da capo e assicurarsi che il mondo post-emergenza sia sostenibile e giusto. La Laudato si’ insegna che “tutto è connesso”.

Per l’ultimo giorno, il 24 maggio a mezzogiorno, secondo la propria ora locale, si invita a recitare questa preghiera:

Tutti coloro che sono in contatto con la Don Bosco Green Alliance o con altri movimenti per i Cambiamenti Climatici già conoscono i diversi inviti all’azione, i video animati pensati per sensibilizzare e promuovere azioni per la nostra casa comune, per le persone e il loro pianeta. Per chi vuole saperne di più, invece, è possibile ascoltare il videomessaggio di Papa Francesco o visitare il sito laudatosiweek.org.

IUSVE, tutto “green” il nuovo anno accademico

Pubblichiamo l’articolo di Venezia Today a firma di Sabrina Zuccato sull’inaugurazione dell’Anno Accademico dello IUSVE

Sarà all’insegna del green il nuovo anno accademico che Iusve (Istituto Universitario Salesiano Venezia) ha inaugurato, il 20 dicembre scorso, puntando su una vera e propria rivoluzione verde: convegni e incontri dedicati all’importanza di uno stile di vita ecologico. È in fase di costituzione una Commissione per l’Ecologia integrale e i nuovi stili di vita, in cui verranno impegnati studenti e docenti. «Vorremmo arrivare a formulare una proposta formativa interdisciplinare in questo campo, con l’introduzione di un corso dedicato all’Ecologia in tutti i corsi di laurea», spiega Christian Crocetta, segretario Iusve e coordinatore della Commissione Green. Durante l’inaugurazione del nuovo anno accademico, insieme al lancio del progetto triennale, anche la consegna dei premi al merito agli studenti dei Baccalaureati e delle Licenze.

Si faranno azioni concrete che coinvolgeranno l’ateneo in una rivoluzione che riguarderà la vita di tutti i giorni ma anche una ricerca nazionale sul tema dell’ecologia e convegni e incontri tra studenti e docenti sul tema. Il 2020 per lo Iusve sarà l’anno della svolta green. «Anche la consegna agli studenti delle borse di merito e quella alla memoria di don Walter Cusinato – spiega don Nicola Giacopini direttore Iusve – esprimono il nostro essere al servizio dei giovani e del territorio». «L’apertura dell’anno è il momento di massima espressione della comunità accademica – spiega Arduino Salatin, preside Iusve uscente – studenti, docenti, personale tecnico amministrativo e ausiliario insieme ai responsabili, laici e salesiani, esprimono la mission e la vision universitaria: rispondere alle sfide più attuali con contributi culturali, scientifici e di sviluppo di comunità».