Progetto ecologia a Sesto San Giovanni: materiali compostabili nella mensa e borraccia di alluminio per l’acqua

A Sesto San Giovanni, alle Opere Sociali Don Bosco, con il nuovo anno scolastico è partito il “Progetto ecologia”.

Come attestano gli studiosi più insigni e come ci testimoniano nella pratica i cambiamenti climatici che riguardano ogni parte del Pianeta, la SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE è un argomento ormai ineludibile per i governi, le aziende, i singoli cittadini. La Chiesa Cattolica, con la sua Dottrina Sociale, è stata sempre in prima fila a sostenere e promuovere la salvaguardia del Creato.

Lo stesso Papa Francesco, col suo magistero, ricorda che: «La coscienza della gravità della crisi culturale ed ecologica deve tradursi in nuove abitudini […]. Nei Paesi che dovrebbero produrre i maggiori cambiamenti di abitudini di consumo, i giovani hanno una nuova sensibilità ecologica e uno spirito generoso, e alcuni di loro lottano in modo ammirevole per la difesa dell’ambiente, ma sono cresciuti in un contesto di altissimo consumo e di benessere che rende difficile la maturazione di altre abitudini. Per questo ci troviamo davanti ad una sfida educativa» (lettera enciclica, Laudato si’, 24 maggio 2015, n. 209).

I Salesiani, che, sull’esempio di San Giovanni Bosco, fanno della questione educativa il perno e il fine della propria missione apostolica, non possono esimersi dal raccogliere tale sfida, concretizzandola in iniziative che vedano i giovani come protagonisti. È così che all’interno delle Opere Sociali Don Bosco, è nato un progetto molto importante e significativo:

  • La borraccia in alluminio: all’ingresso del nuovo anno scolastico tutti gli allievi iscritti alle Opere Sociali Don Bosco, grazie anche al contributo di Genesi Ristorazione, riceveranno in omaggio una borraccia di 0,75 l in alluminio realizzata da A.p.E. Social Wear. L’invito rivolto ai ragazzi sarà quello di imparare a utilizzarla il più possibile per ridurre sino ad eliminare il consumo di plastica e di contenitori monouso;
  • La mensa con materiali compostabili: a partire da settembre gli allievi, i docenti e i dipendenti troveranno un nuovo gestore della mensa scolastica. Le Opere Sociali Don Bosco infatti hanno voluto compiere un importante passo stringendo un accordo con Genesi Ristorazione (www.genesiristorazione.it) che, oltre alla forte propensione alla qualità del servizio e del prodotto offerto, garantisce una fornitura di materiali interamente compostabili (non solo biodegradabili), in modo che i rifiuti possano in breve tempo (meno di tre mesi) tramutarsi in una risorsa (compost fertilizzante). In tal modo gli utenti della mensa, e in particolar modo i giovani, saranno sensibilizzati (anche tramite apposite comunicazioni e iniziative didattiche) a differenziare in modo utile e intelligente i rifiuti di ogni genere.
  • La felpa OSDB: infine, come ogni “college” che si rispetti, le Opere Sociali Don Bosco avranno la propria felpa: interamente di cotone organico, sarà realizzata da A.p.E. Social Wear (www.apesocialwear.com) brand di moda etica e sostenibile che, in ogni sua produzione, lancia messaggi positivi, ed ha una lunga esperienza di servizio della pastorale (oratori, parrocchie…) un po’ in tutta Italia. Un marchio che veste bene e fa del bene, favorendo l’occupazione di persone “svantaggiate” e riservando parte del proprio ricavato a iniziative di solidarietà e di beneficienza. La felpa sarà prenotabile e acquistabile nei canali e nelle modalità che saranno indicate sul sito www.salesianisesto.it Anche questo variegato progetto di attenzione all’ambiente attesta come le Opere Sociali Don Bosco (che hanno felicemente e recentemente varcato la soglia dei 70 anni) confermino di voler essere una “SCUOLA APERTA AL FUTURO PER LA CRESCITA DELLA PERSONA”!

Ispettoria Meridionale, l’ispettore don Angelo Santorsola dà il benvenuto agli studenti

San Giovanni Bosco ha sempre avuto a cuore l’educazione dei giovani: quella umana, spirituale e professionale. Una mente e un cuore istruiti sono in grado di decifrare i codici del mondo e di offrire ad esso una risposta adeguata, coerente e personale.  Il desiderio guida dell’agire della Congregazione Salesiana, ovvero preparare alla vita dei “buoni cristiani e onesti cittadini”, ancora oggi muove i suoi sistemi scolastici sempre di più inseriti nei contesti territoriale per rispondere propositivamente alle sfide socio-culturali e ai bisogni urgenti e mutevoli delle nuove generazioni. L’Ispettoria Salesiana Meridionale (IME), a tal proposito, dispone di tre Istituti scolastici paritari che ogni giorno, da tempo immemore, perpetuano lo stile pedagogico del santo fondatore nel Mezzogiorno italiano: l’Istituto “Sacro Cuore di Maria” a Caserta (Ce); l’Istituto “Sacro Cuore di Gesù” nel quartiere napoletano del Vomero (Na); l’Istituto “Beato Michele Rua” a Soverato (Cz). In rete con altre agenzie territoriali, questi Istituti paritari, offrono a tutti i ragazzi di età scolare la possibilità di scegliere un percorso formativo adeguato alle linee guida ministeriali nazionali.  L’offerta formativa è varia e si articola in:

  • Scuola Primaria e Secondaria di I°grado;
  • Liceo Classico;
  • Liceo Scientifico;  
  • Liceo Scientifico Sportivo;  
  • Istituto Tecnico-Commerciale.

A ciascun percorso formativo si affianca la possibilità di fare esperienza di scuola “integrale”, vissuta cioè a 360°, in cui al centro vi è non solo il sapere ma anche e soprattutto la scoperta del sé e la cura delle relazioni, nonché una libera educazione alla fede. È scuola viva e vivace questa salesiana, in cui le attività curricolari di studio ed extra-curricolari sportive, informatiche, linguistiche, di volontariato sociale, di scambi culturali, si intrecciano in percorsi ponderati e “cuciti” su misura. Al ritorno tra i banchi, i dati di monitoraggio del nuovo anno scolastico 2019/2020 parlano chiaro:

  • 1.110 alunni iscritti nei tre Istituti;
  • 109 docenti salesiani in servizio.

Sono numeri che dimostrano quanto oggi le famiglie continuino a desiderare il meglio per la formazione dei loro figli, prediligendo l’approccio pedagogico di don Bosco che è attento, mediante un corpo docenti in primis educatore e poi dispensatore di conoscenza, allo sviluppo sinergico delle capacità razionali (“la ragione”), affettive (“l’amorevolezza”) e spirituali (“la religione”). Alla vigilia della prima campanella dell’anno scolastico, un pensiero augurale di “buon inizio” giunge dall’Ispettore Don Angelo Santorsola, l’attuale “don Bosco del sud”. Ha sempre a cuore le realtà scolastiche Ispettoriali e oggi vuole farsi vicino a tutti gli alunni con queste parole incoraggianti (guarda il contenuto completo nel video in basso):

“Benvenuti a Casa!” Si, amici miei, perché la Scuola salesiana, la scuola di don Bosco, vuole essere innanzitutto una casa dove tutti si sentano accolti e dove il calore dello stile di famiglia possa aiutare a vivere lo studio come piacere per crescere culturalmente e dove le relazioni umane abilitino a fare dell’ordinario quotidiano qualcosa di straordinario! Allora…benvenuti a casa!”

La scuola al centro delle linee programmatiche di Pastorale Giovanile della CEI

Dal sito dell’ufficio nazionale per l’Educazione, la scuola e l’università della Conferenza Episcopale Italiana

“Dare casa al futuro” è il titolo delle Linee programmatiche della Pastorale giovanile della Conferenza episcopale italiana, elaborate dall’apposito Servizio nazionale alla luce del recente Sinodo dei Vescovi su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

“Non esiste una ricetta unica e risolutiva: quello che proponiamo – spiega don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale – si interseca con quanto, come Chiesa, abbiamo vissuto in questi anni, facendoci continuare, con maggiore coscienza e consapevolezza, il cammino intrapreso. È uno strumento che apre percorsi e lascia respiro alle molte azioni di Pastorale giovanile.”. Il testo si sviluppa secondo tre aree: le attenzioni-competenze della pastorale giovanile, la formazione dei giovani, Nella vita di comunità.

Nella prima area, parlando dei luoghi di vita dei giovani e dell’importanza di accompagnamento, ascolto e prossimità, un paragrafo è dedicato alla scuola e all’università. “Iniziare a frequentare le scuole superiori – si legge – significa per gli adolescenti uscire dal proprio territorio di riferimento. Infine, per i giovani, le distanze si allungano sempre di più per raggiungere sedi universitarie che sono non di rado fuori provincia o fuori regione. L’esperienza dello studio è formazione di una coscienza critica (anche nei confronti della fede), ricerca di autonomia personale e di esperienze relazionali”.

La scuola – prosegue il testo – “rappresenta una propizia opportunità per imparare a confrontarsi con il territorio: insieme all’amministrazione locale, essa è l’istituzione più importante con cui fare alleanza e tenere un dialogo costante… L’incontro con la scuola è per la comunità cristiana una palestra di dialogo e la concreta possibilità di agire in modo sinergico. L’esperienza di studio condiviso, fare i compiti insieme, fuori dall’orario scolastico negli ambienti parrocchiali, ne è un esempio significativo da sostenere e far crescere”.

Segue un riferimento agli insegnanti: “Un’azione concreta e importante potrebbe essere quella di coinvolgerli di più nel discernimento e nella conoscenza dei ragazzi per la progettazione pastorale. Il loro sguardo, quotidiano e competente, dovrebbe essere una risorsa da ascoltare di più e meglio”.

“Un’attenzione particolare e da sviluppare – continua il testo – dovrebbe essere quella degli studenti universitari”, sia in riferimento ai fuori-sede che alle modalità del loro accompagnamento. A questo proposito, “è necessario un lavoro più condiviso fra gli incaricati (delle diverse pastorali, anche giovanili) delle diverse diocesi che afferiscono a quella sede (universitaria)”.

 

Ancora una medaglia per la lavatrice spaziale del “Don Bosco” di Verona al Global Innovation Award 2019

Alle 19.40 del 02.07.19 a San Josè in California, la squadra di robotica dell’Istituto Salesiano Don Bosco di Verona si è aggiudicata la medaglia d’argento al Global Innovation Award 2019. L’invenzione ormai a tutti nota con il nome di lavatrice spaziale”, è stata giudicata tra i primi due più importanti progetti scientifici dell’anno al mondo, su 40.000 progetti valutati da una giuria di tutto rispetto composta da ingegneri della NASA, di GOOGLE, di QUALCOMM, ed altri.

Dopo la vittoria dei mondiali di robotica conseguita il 20 aprile scorso a Houston (Texas), nella quale hanno sopravanzato le 108 squadre finaliste con il massimo del punteggio in tutte le categorie (progetto scientifico, innovazione, capacità di presentazione e team working), in questo nuovo concorso -il più prestigioso in assoluto- le giurie tecniche hanno valutato la congruenza tecnico-scientifica, la fattibilità, l’utilità e la novità dell’invenzione (ovvero il passaggio tra il campionato mondiale ed il Global Innovation Award è da “progetto” a “invenzione vera e propria” prototipata).

Le squadre concorrenti erano 40.000, e solo 20 in tutto il mondo sono state selezionale per la finale californiana.  Vincitori di questo concorso sono i “Franco Droid”, una squadra Brasiliana che ha realizzato la Cosmo Cup, una soluzione a servizio delle astronaute donne per la raccolta e l’eliminazione dei liquidi mestruali, in modo da evitare infezioni nell’astronave.

Ex-aequo con la “lavatrice spaziale” degli IDB Tech-No-Logic, c’è il progetto Growing Food di una squadra americana del Maryland, che ha studiato un sistema di coltivazione delle verdure per l’alimentazione sana e naturale degli astronauti.

Questo traguardo viene a coronare un percorso intenso e ricco di successi:

  • 26 gennaio 2019, a Reggio Emilia, qualificazione per le finali Nazionali
  • 10 marzo 2019, a Rovereto (TN), campioni d’Italia per il secondo anno consecutivo
  • 20 aprile 2019, a Houston in Texas, campioni del mondo di robotica
  • 9 maggio 2019, c/o Villa Baietta di Dossobuono, LA CENA DEI CAMPIONI. Serata di gala celebrativa della vittoria, offerta dallo sponsor CUBI Impianti Tecnologici con la presenza degli sponsor, dei campioni, dei loro insegnanti e delle loro famiglie
  • 16 maggio 2019, a Verona, assegnazione del premio Verona Network (riconoscimento della CCIAA di Verona attribuito ai veronesi che danno lustro alla Città)
  • 21 maggio, a Roma presso il MIUR, assegnazione del premio “Oltre la Robotica”
  • 30 maggio 2019, presso il municipio di Verona, il Sindaco Federico Sboarina a nome della cittadinanza, ha consegnato una targa alla scuola ed una pergamena ai ragazzi
  • sono seguite una molteplicità di inviti televisivi, interviste radio, ed inviti presso scuole, associazioni, enti, per raccontare l’esperienza o nei quali i giovani campioni sono stati chiamati a fare da “insegnanti” a docenti veri e propri, in scuole che vogliono formare e motivare il proprio staff affinché si apra all’ormai presente Industry 4.0

L’IDB Tech-No-Logic Team è composto da 5 studenti e 3 studentesse di 4^ liceo scientifico e delle scienze applicate (Pietro Formenti, Pietro Fornalè, Beatrice Ligozzi, Alessio Montignani, Filippo Oliosi, Camilla Salvagno, Paolo Venturini e Maddalena Zuccato), guidati dal coach prof. Luca Zanetti coadiuvato da altri due insegnanti (Anna Baruzzi e Andrea Materassi). Il risultato certamente dovuto al genio e all’impegno degli allievi, è stato altrettanto certamente favorito dall’impostazione e dal sostegno della scuola che ha messo a loro disposizione risorse umane, ambienti e tecnologie anche al di fuori dei normali orari di lezione e dei tradizionali curricula formativi ministeriali.

In tutto ciò, hanno avuto un ruolo importante la Regione del Veneto che ha sostenuto (anche con un piccolo contributo economico) le trasferte, e soprattutto gli sponsor che hanno finanziato tutto il percorso del team. La ricerca, lo sviluppo, i vari viaggi interni in Italia e soprattutto le due trasferte in America non sarebbero stati possibili senza il concreto sostegno dei due main sponsor CALZEDONIA e CUBI IMPIANTI TECNOLOGICI, e di tutti gli sponsor sostenitori: Payanini Stone Brand, Birrificio della Scala, Impresa edile Meneghini Giovanni, Virtual Land, Impresa pulizie Intra Group, Flover, Vittoria Assicurazioni, Mada, Redoro, Marcolini Marmi, UniCredit, TechPa, Spac, Zanolli, eWake, Fincons Group, MrDay, e Tecno Service. Tutti questi sono stati i “compagni di viaggio” della squadra, perché si tratta di aziende che non si sono limitate a concedere una semplice elargizione di denaro, ma hanno creduto e sostenuto il progetto educativo della scuola salesiana, volendo investire sul futuro dei giovani e quindi il bene della società.

I campioni dell’IDB Tech-No-logic Team rientranno in Italia domani notte (4 luglio).

Il liceo “Don Bosco” di Verona primo nel concorso mondiale di robotica

“Il messaggio di questa esperienza è quello tipico di Don Bosco: offrire ai ragazzi delle nostre scuola una formazione al passo con i tempi, evoluta, in grado di offrirgli un futuro promettente, dove andare a testa alta”: don Roberto Guarise è il direttore dell’opera di Verona dove c’è il liceo “Don Bosco”,  vincitore del primo premio al concorso di robotica FIRST®️ LEGO®️ League a Houston.

Alessio Montignani, Beatrice Ligozzi, Camilla Salvagno, Filippo Oliosi, Maddalena Zuccato, Paolo Venturini, Pietro Formenti e Pietro Fornalè sono i nomi della squadra guidata dal coach Luca Zanetti coadiuvato da altri due docenti, Anna Baruzzi e Andrea Materassi è la squadra che ha sbaragliato la concorrenza di 108 team provenienti da tutto il mondo.

Si è conclusa nel pomeriggio di sabato 20 aprile la 20ma edizione del FIRST* LEGO League World Championship (*FIRST = For Inspiration and Recognition of Science and Technology), il concorso di robotica rivolto agli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado. I team che sono arrivati alla fase finale hanno superato delle fasi con oltre 40mila squadre candidate, di cui 177 solo in Italia.

La squadra iDB Tech-No-Logic Team, del liceo “Don Bosco” di Verona aveva già fatto parlare di sé lo scorso anno, qualificandosi comunque per i mondiali a Detroit ed aggiudicandosi un primo premio per la migliore presentazione del progetto. Due anni fa, invece, era arrivata terza a livello nazionale – racconta don Roberto Guarise, direttore dell’opera di Verona -. La robotica non  è una materia scolastica, per cui i ragazzi della squadra si sono dedicati a questa attività nel tempo extrascolastico. Sono tutti appassionati di robotica, tanto che uno di loro ha fatto uno stage al CERN e un’altra sta facendo l’anno all’estero in California, occupandosi comunque di robotica”.

I giovani veronesi quest’anno sono risultati i primi su tutto (progetto scientifico, innovazione tecnologica, programmazione robotica, presentazione, lavoro di squadra, core value), progettando l’innovativa “lavatrice spaziale”. Il tema del concorso era “INTO ORBIT”, e aveva come partner la NASA: la sfida per i giovani era quella di inventare soluzioni per migliorare le condizioni di vita degli astronauti nello spazio.

“Ai ragazzi l’idea è venuta ascoltando un’intervista di Samantha Cristoforetti, l’astronauta italiana che raccontava come lei e i suoi colleghi, durante le missioni spaziali non avessero modo di lavare le tute. Quindi le usano fino a quando possono e poi le disperdono nello spazio”. È nato così WEMIT, ovvero un innovativo sistema per il lavaggio dei vestiti degli astronauti in assenza di gravità e senza acqua. “La novità sta nel tipo di fibra tessuta per queste tute: un unico filo – come i maglioni di lana di una volta – che tramite la macchina robotica inventata dai ragazzi, viene disfatto e attraverso delle capsule igienizzato, per poi essere ricomposto nella tuta spaziale, pronta e pulita”, spiega ancora don Roberto. “Questo sistema potrebbe trovare applicazione anche in molti ambiti della vita quotidiana al fine di ridurre la produzione di rifiuti (si pensi ai vestiti usa e getta utilizzati negli ospedali, negli stabilimenti alimentari, ecc), ragion per cui l’Istituto Don Bosco ha già provveduto a brevettarlo, facendo così entrare i suoi otto giovani studenti nel novero degli inventori”. Alla premiazione del concorso è intervenuta la NASA con l’amministratore delegato Jim Bridenstine.

Non solo. Mentre i ragazzi volavano verso Houston, il direttore di FIRST®️ LEGO®️ League, Kim Wierman Reid, ha comunicato loro di essere stati selezionati tra i 20 migliori progetti al mondo che concorreranno a fine giugno per il GLOBAL INNOVATION AWARD, in California.
“Tale nomination, a prescindere da quello che sarà l’esito, è chiaramente già motivo di orgoglio per i giovani ragazzi, che comunque mantengono la loro semplicità di adolescenti e stanno affrontando tutta questa escalation come una simpatica avventura, tanto che non si sono lasciati sfuggire l’occasione del viaggio oltreoceano per andare nei prossimi giorni a visitare New York City, programmando per venerdì 26 aprile il rientro a Verona …dove tutti gli altri insegnanti li attendono con interrogazioni e verifiche che poco hanno a che vedere con la robotica”.

I PARTNER E GLI SPONSOR
In Italia, la FIRST LEGO League trova come operational partner la Fondazione  Museo Civico di Rovereto, che ha organizzato la finale nazionale dopo varie fasi di valutazione nelle quali spiccava la presenza di giudici insigni come (una tra tutti) l’ing. Piera Levi Montalcini, nipote della più famosa Rita.
I ragazzi del Team Veronese, riconoscono che per questi successi devono ringraziare la Regione del Veneto che li sostiene dall’anno scorso e soprattutto il Direttore della loro scuola, don Roberto Guarise, il quale ha sempre creduto nel gruppo e nell’iniziativa, dando fin dall’inizio il massimo sostegno.
Infine, se è stato possibile far fronte alle importanti spese che la partecipazione a tale concorso comporta (soprattutto per le trasferte del team e di tutta l’attrezzatura per le fasi internazionali), i ragazzi vogliono ringraziare tutti gli sponsor (quasi 20!) ma in modo particolare i main sponsor CALZEDONIA e CUBI IMPIANTI TECNOLOGICI che hanno dato un importante contributo economico per la copertura delle spese, nonché per lo sviluppo della ricerca scientifica. La particolarità del rapporto con questi PARTNER e compagni di viaggio, sta nel fatto che le due aziende veronesi d’origine ed internazionali nel mercato, credono e vogliono investire sui giovani, per dare alla società menti migliori ed al passo coi tempi, secondo la loro filosofia aziendale.

 

CNOS-Scuola: digitale, orientamento e confronto per il piano triennale al centro della missione scolastica salesiana

Il 15 e 16 marzo, nell’Opera del San Zeno a Verona, si è svolto il consiglio direttivo del CNOS-Scuola.

Tra i punti affrontati, l‘esperienza di una docente che nella scuola primaria ha utilizzato il tablet: grazie alla realtà aumentata, i ragazzi hanno realizzato i testi e il paesaggio di una serie di videofumetti, creando la musica con l’iPad.

Una delle docenti del San Zeno ha poi presentato la realtà del doppio titolo riconosciuto in Italia e negli Stati Uniti, con due finalità: allargamento della realtà con un approccio diverso dal punto di vista del curriculum di studi, una prospettiva dal punto di vista dell’orientamento del mondo del lavoro. A questo proposito, con un collegamento skype, il gruppo si confronta con l’avvocato Antonio Rocca, presidente dell’Accademia Internazionale.

Altro argomento, che richiama la missione della scuola salesiana in Italia, è l‘orientamento. Durante il consiglio direttivo, infatti, i delegati delle Ispettorie hanno presentato quanto si fa nelle scuole secondarie di primo e secondo grado rispetto all’orientamento dei ragazzi, che in molti territori si svolge in collaborazione con il Cospes. Possibilità dell’alternanza scuola/lavoro, orientamento nel mondo universitario, interazione con i CFP e le scuole superiori realizzata con visite, lezioni aperte, lavoro con le famiglie.

A gennaio, il presidente don Pietro Mellano ha partecipato alla fiera BETT di Londra, la più grande manifestazione internazionale dedicata alle tecnologie didattiche.

Dall’ispettoria Lombardo-Emiliana è arrivata l’esperienza del progetto TEEN STAR, un programma di educazione affettiva/sessuale in collaborazione con l’università Cattolica del Sacro Cuore: questo progetto sta andando avanti in collaborazione con l’ufficio Comunicazione Sociale. 

Per il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) prosegue il confronto sulla redazione di linee comuni per l’elaborazione del Piano. 

Infine, altro confronto aperto è quello con la Spagna: in questo caso per una comune formazione dei quadri, dirigenti scolastici e coordinatori di classe.

Qualche numero sulla scuola (rif. anno scolastico 2018/2019):
97 scuole (5 dell’infanzia, 20 scuole primarie, 42 secondarie di 1° grado, 30 secondarie di 2° grado)
1.965 docenti
22.292 allievi (355 nella scuola dell’infanzia, 3.095 nelle scuole primarie, 8.395 in quelle secondarie di 1° grado, 10.497 nelle secondarie di 2° grado)