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Don Antonio Carbone saluta Torre Annunziata: “La città del mio cuore”

Da Lo Strillone web.

“Lascio la mia città. Torre Annunziata è nel mio cuore”. Dopo nove anni di lavoro sul territorio in mezzo ai giovani, don Antonio Carbone lascia i salesiani e si trasferisce nella comunità di Foggia. Una presenza costante per il parroco, che ha svolto un lavoro importante con i ragazzi, che anche distanza di tanti anni hanno per lui grani attestati di stima.

Al suo posto arriverà don Gino Cella in quello che è uno scambio tra Torre Annunziata e Foggia. Alla vigilia del suo passaggio in Puglia, il padre salesiano traccia un po’ quello che è stato il bilancio della sua seconda avventura nella città oplontina (la prima dal 2002 al 2006).

Tante sono state le attività per fornire un futuro migliore anche a ragazzi provenienti da realtà difficili nel mondo.

“In questi ultimi 9 anni abbiamo cercato di dare maggiore importanza alla nostra presenza sul territorio attraverso l’apertura della Casa Famiglia Mamma Matildedel pizzoratorio e del centro diurno Casa Valdocco. Bella anche la collaborazione con i vari istituti cittadini per provare a combattere la dispersione scolastica. Ma soprattutto c’è stato un impegno costante nel settore educativo. Significativa anche l’esperienza con il presidio Libera e l’Osservatorio per la Legalità. La presenza dei nostri ragazzi con le maglie rosse delle vittime innocenti di camorra, con l’ultima dedicata a Maurizio Cerrato nel giorno della manifestazione dopo il suo omicidio in via IV Novembre, è stata emozionante”.

Qual è stato il successo che più la gratifica per l’impegno profuso?

“L’apertura del laboratorio per piazzaioli. . Vedere almeno una quindicina di ragazzi che sono impegnati nella ristorazione nel nostro territorio, ma anche fuori, regala enorme soddisfazione. Un ragazzo che ora vive in Francia ci ringraziava per com’è cambiata la sua vita. Il discorso della riscossa lavorativa è quello di cercare anche di creare delle opportunità. L’impegno continuerà con l’associazione Piccoli Passi Grandi Sogni. Per tale motivo, anche se solo per una volta alla settimana, tornerò a Torre Annunziata”.

Vittorie, ma anche sconfitte. Nell’ultimo anno avete dovuto fronteggiare le perdite di due ragazzi come Luigi Caiafa e Vincenzo Arborea.

“Quando si lavora si può anche perdere. Se non lo si fa si perde soltanto. Di sicuro queste situazioni, che hanno avuto anche una grande risonanza, ci hanno rattristato. Ma rafforzano anche i tanti germogli. E’ stupendo per noi vedere tanti ragazzi, che hanno cambiato il loro modo di pensare. Alcuni spacciavano e ora lavorano onestamente”.

Che Torre Annunziata lascia?

“Una città che non è migliorata rispetto a 9 anni fa ed è triste. Tante forze giovani si sono allontanate dai nostri territori ed è brutto. A me il distacco da Torre costa perché sono nato qui nel quartiere Provolera. Malgrado le sue tante contraddizioni è nel mio cuore”.

Torre Annunziata, le storie dei ragazzi sfuggiti alla morte in un docufilm di “Piccoli passi grandi sogni”

Da Lo Strillone Web.

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Un docufilm per raccontare le storie di chi è riuscito a salvarsi, accolto nelle case famiglia di Torre Annunziata e non solo. “A Piccoli Passi Grandi Sogni” è il contenitore che vuole raccontare l’esperienza educativa dei salesiani con i ragazzi accolti nelle Case Famiglia del sud Italia.

Ragazzi provenienti da famiglie difficili, ragazzi che hanno avuto problemi con la giustizia, ragazzi stranieri che davanti ad una morte certa nella loro nazione sono andati incontro ad una morte incerta attraversando il Mediterraneo.

La prima Comunità “Mamma Matilde” nasce a Torre Annunziata nel 2004, nel 2007 i salesiani costituiscono l’associazione “Piccoli Passi grandi Sogni aps” che in questi anni ha dato vita ad altre Comunità Famiglia presso le case salesiane di Caserta (Casa Pinardi), Napoli (Il Sogno), Corigliano d’Otranto (Domenico Savio), Bari (!6 Agosto), Cisternino (Francesco Convertini), ancora a Torre Annunziata (Peppino Brancati) e ultima a Foggia (Casa Gio). Presenze sui territorio che vogliono essere non solo luoghi educativi ma anche culturali sui grandi temi dell’accoglienza, della legalità, del riscatto sociale.

La “pizza sospesa” a Torre Annunziata: i ragazzi della casa famiglia regalano 52 pizze

Chi ha sperimentato su di sé gesti di solidarietà, generosamente li dona poi agli altri. Come i ragazzi della comunità “Peppino Brancati”, sede di “Salesiani per il Sociale Aps”, che in questi giorni, grazie al laboratorio “Mani in pasta”, stanno sfornando e distribuendo pizze “sospese” a tutti i bisognosi di Torre Annunziata. L’iniziativa si ispira al tradizionale “caffè sospeso”, nato molti anni fa a Napoli per aiutare chi non poteva permetterselo, e alla “spesa sospesa” iniziativa messa in atto in molte parti d’Italia nell’emergenza coronavirus. Grazie alla generosità di questi ragazzi, sono state donate 52 pizze ai più bisognosi di Torre Annunziata.

La “pizza sospesa” è una delle azioni di solidarietà che Salesiani per il Sociale APS sta raccogliendo sul suo sito per raccontare quanto si fa nelle tante presenze in tutto il territorio nazionale. #noicis(t)iamo è la campagna lanciata per condividere l’impegno educativo con chi fa più fatica che prosegue ora con più creatività e tenacia.