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Albania: esperienza di formazione congiunta per i salesiani del quinquennio

Ventidue salesiani nella fase del quinquennio, appartenenti all’Ispettoria dell’Italia Meridionale (IME) e della Circoscrizione Italia Centrale (ICC), stanno vivendo dal 18 al 23 ottobre un’esperienza di formazione congiunta in Albania e Kosovo. Di seguito la notizia a cura di ANS.

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Ventidue salesiani nella fase del quinquennio, appartenenti all’Ispettoria dell’Italia Meridionale (IME) e della Circoscrizione Italia Centrale (ICC), con i loro rispettivi Ispettori e Vicari ispettoriali, stanno vivendo dal 18 al 23 ottobre un’esperienza di formazione congiunta in Albania e Kosovo, visitando le comunità salesiane presenti in quelle terre: Pristina, Gjlan, Scutari e Tirana, e incontrando i loro confratelli, i laici e i giovani.

L’obiettivo dell’incontro è il confronto con la presenza salesiana in un contesto religioso e sociale a maggioranza islamico, vedere come i salesiani operano nell’educazione e quale stile di evangelizzazione realizzano, conoscere la storia della persecuzione comunista, la vitalità della comunità cristiana e le sfide che affronta.

Molti interessanti sono stati gli incontri con alcuni neofiti in Kosovo, che hanno raccontato i motivi della loro conversione, la gioia di essere stati battezzati in età adulta, la ricchezza della vita cristiana in un territorio a maggioranza musulmana.

Davvero sfidante è stata la visita nella comunità di Gjilan dove quattro salesiani lavorano in una scuola con 350 studenti e i cattolici di tutta la città sono 18. Il Direttore, don Bledar Huba, ci ha raccontato l’opera di educazione e di testimonianza eroica che offrono i salesiani ai giovani. A fronte di un iniziale pregiudizio di andare a scuola da “quelli con la croce”, le perplessità iniziali vengono superate attraverso la vicinanza, la serietà didattica, l’affetto e la presenza in mezzo ai ragazzi.

“Ci siamo accorti di un bel clima relazionale tra salesiani e ragazzi e la gioia della nostra presenza tra loro era evidente nei loro occhi e nell’avvicinarsi a noi salesiani che venivano da un altro paese”

ha commentato don Francesco Marcoccio, Vicario dell’ICC.

Ora la compagine salesiana procede il suo viaggio verso Scutari, dove, oltre alla visita alla comunità salesiana, è prevista la testimonianza di alcuni cristiani che hanno vissuto la persecuzione durante il regime comunista di Enver Hoxha.

Il clima di allegria e di fraternità, la profondità spirituale nelle celebrazioni e nelle condivisioni e la bellezza delle realtà visitate stanno rendendo unica e formativa tale esperienza dei salesiani coadiutori e sacerdoti del quienquennio.

Quinquennio confratelli d’Italia e Medio Oriente: percorso dei cinque giorni ad Annecy

Da lunedì 15 agosto a sabato 20 il Quinquennio dei confratelli di Italia e Medio oriente si sono incontrati ad Annecy per il periodo di formazione estivo. Di seguito la notizia riportata dal sito Salesiani Piemonte e Valle d’Aosta.
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Da lunedì 15 agosto a sabato 20 il Quinquennio dei confratelli di Italia e Medio oriente si sono incontrati ad Annecy per il periodo di formazione estivo che lo scorso anno li ha visti a Valdocco ad immergersi nel “quinquennio” di don Bosco. Il tema di quest’anno era in parte “obbligato” nel quarto centenario di san Francesco di Sales ed era stato proposto, anni fa, dai giovani confratelli stessi per approfondire l’accompagnamento spirituale. Due temi che si sono intrecciati e arricchiti giorno per giorno nella loro permanenza ad Annecy.
Sessanta giovani confratelli del quinquennio e i Vicari ispettoriali con l’ispettore don Angelo Santorsola hanno fatto il percorso dei cinque giorni alternando mattinate stanziali sotto la guida di don Gabriele Quinzi che ha sviluppato la dinamica psicologica e spirituale dell’accompagnamento, e i pomeriggi guidati da don Michele Molinar sui luoghi di san Francesco di Sales in una lettura storico, artistica e soprattutto spirituale e pastorale.
Giorni impegnativi e altrettanto piacevoli sia per la location che li ha accolti, il meteo perfettamente consono ai loro programmi e lo scambio amichevole e fraterno tra confratelli che, nei percorsi formativi, si sono conosciuti e apprezzati e adesso rincontrati potendosi confrontare e arricchire con gli anni di ministero pastorale ed educativo.
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