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La Corsa dei Santi – I runner a Roma per far correre voce: “Il diamante più prezioso è l’istruzione”

Il 1° novembre a Roma si terrà la 14° edizione della Corsa dei Santi sostenuta da Missioni Don Bosco. Quest’anno i fondi saranno devoluti alla scuola di Tshikapa in Congo.

Testimonial  della gara i campioni sportivi Marcell Jacobs e Chiara Vingione.

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Tshikapa, sul fiume Kasai a circa 950 km dalla capitale Kinshasa, è uno dei centri minerari più importanti della Repubblica Democratica del Congo. La ricerca dei diamanti, che avviene anche con minatori-bambini in condizioni di schiavitù, è il miraggio che confonde le famiglie, che preferiscono mandare i figli a lavorare piuttosto che a scuola. Il sistema educativo del Paese è inadeguato, e la distanza dei plessi scolastici dai quartieri poveri scoraggia la frequenza.

Per questo i salesiani hanno deciso di aprire un centro formativo nella periferia di quella città. In pochi mesi hanno eretto la struttura in muratura che ospiterà la scuola primaria e in queste settimane sono iniziate le lezioni. Missioni Don Bosco lo ha incoraggiato e si propone di sostenerlo fino a che non riesca a “correre con le sue gambe”.

Per informazione di questo progetto e della relativa raccolta fondi, la Corsa dei Santi che si svolge a Roma il 1° novembre – alla sua 14° edizione – è stata destinata quest’anno a sensibilizzare i partecipanti e gli spettatori sulla necessità di contrastare l’analfabetismo, conseguenza e causa dello sfruttamento minorile in atto. Il numero telefonico 45594 consentirà di inviare dal 30 ottobre al 5 novembre un SMS solidale per il completamento della struttura e l’avvio dei corsi scolastici.

Saranno testimonial della gara il campione olimpico dei 100 metri Marcell Jacobs e la campionessa mondiale con la Nazionale italiana di pallacanestro FISDIR Chiara Vingione. La manifestazione sarà seguita dalla trasmissione di Mediaset “Mattino Cinque”. I partecipanti, che provengono dai cinque continenti, faranno “correre voce” sull’impegno dei salesiani congolesi e di Missioni Don Bosco.

La Corsa dei Santi vede la partecipazione dell’Opera Romana Pellegrinaggi, ed è organizzata da ACSI Italia Atletica in collaborazione con l’Assessorato allo Sport del Comune di Roma, su licenza della Prime Time Promotions.

Lunedì 31 ottobre alle ore 10 si terrà la conferenza stampa.

“Missioni Don Bosco” in Kenya ad apertura del mese missionario

In occasione del mese missionario, è in programma un secondo viaggio di Missioni Don Bosco e Fiona May, questa volta in Kenya, per una visita di pochi giorni per vedere da vicino le opere a sostegno dei ragazzi e dei bambini di strada sostenute da migliaia di benefattori. Di seguito la notizia pubblicata dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS.

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Viaggio di “Missioni Don Bosco” per incontrare gli ospiti dei centri di accoglienza e di educazione dei salesiani in Kenya. Con la delegazione della Procura Missionaria salesiana di Torino ci sarà anche Fiona May, campionessa mondiale del salto in lungo. Visita di pochi giorni, intensissimi, per vedere da vicino le opere sostenute da migliaia di benefattori.

Partiranno domani, mercoledì 28 settembre, diretti alla capitale Nairobi, dove li attende il missionario don Felice Molino, responsabile dei progetti. Fiona May ha annunciato da tempo questo viaggio, rimandato più volte per le difficoltà determinate dalla pandemia. Nella sua veste di testimonial delle campagne di “Missioni Don Bosco”, in particolare di quelle legate al sostegno delle mamme africane, desidera percorrere le tappe degli interventi che i salesiani rivolgono ai ragazzi in situazione di strada.

Incontreranno due missionari italiani di lunga data, don Vincenzo Donati e il sig. Andrea Comino, protagonisti di una dedizione totale a questa parte d’Africa – da Sudan e Sudan del Sud al Kenya. La responsabile della comunicazione di “Missioni Don Bosco”, Rossana Campa, prima di partire ha anche potuto incontrare due salesiani coadiutori operanti da alcuni decenni nel Paese, Giacomo “Jim” Comino, fratello di Andrea, e Giorgio Conte, di passaggio a Valdocco anche per presentare nuovi progetti.

La delegazione di Missioni Don Bosco arriverà in un Paese che da poco ha eletto il suo nuovo Presidente, William Samoei Arap Ruto, insediatosi il 13 settembre 2022 con una manifestazione che ha riempito lo stadio della capitale. A Nairobi le strutture maggiori dei salesiani sono il “Bosco Boys” e il “Bosco Town”, destinati ai ragazzi in stato di abbandono che vengono avvicinati per strada dagli operatori e accompagnati nel centro di prima accoglienza.

A Makuyu invece l’opera dei missionari è concentrata in un dispensario medico a disposizione della gente che non può accedere alle strutture pubbliche. L’impatto più forte sarà nella baraccopoli di Dagoretti, dove don Molino va spesso a sostenere l’impegno delle suore Figlie di Maria Ausiliatrice che vivono in mezzo ai più poveri.

La celebrazione domenicale del 2 ottobre nel Santuario di Maria Ausiliatrice a Nairobi – Upper Hill costituirà il momento nel quale andranno a convergere tutte le visioni e le speranze da affidare al Signore.

Il viaggio assume così anche la valenza di apertura del mese missionario celebrato dall’intera Chiesa cattolica, e sarà un messaggio particolarmente forte di sostegno ai tantissimi salesiani con i quali Missioni Don Bosco continua a sostenere il “Progetto Africa” avviato negli Anni Settanta.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito: www.missionidonbosco.org  

Info ANS
Missioni Don Bosco

Da Leopoli a Torino, e adesso anche ritorno – Famiglia Cristiana

Alcune famiglie Ucraine, accolte a Valdocco da Missioni Don Bosco in seguito all’emergenza della guerra in Ucraina, stanno per tornare a casa nelle zone più calme del Paese, ma la situazione rimane disperata. Di seguito l’articolo di Famiglia Cristiana a cura di Giusi Galimberti.

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Prosegue la nostra serie che accompagna il programma su Canale 5 la domenica mattina: sesta tappa, dall’Ucraina a Valdocco in fuga e accolte da Missioni Don Bosco, alcune famiglie Ucraine ora tornano a casa. “Ma solo nelle zone più calme: la situazione è ancora tragica, siamo pronti a tutto”, spiega il salesiano Don Czaban.

Non si può mai parlare di belle notizie quando si tratta di un Paese invaso e in guerra, ma ciò che ci spiegano i missionari salesiani di don Bosco, che da quando è iniziata l’offensiva russa in Ucraina ospitano nella sede torinese diverse famiglie di profughi, è di un certo sollievo: alcuni di loro cominciano anche a ritornare a casa. Abbiamo approfittato di un brevissimo passaggio dalla Casa di Valdocco di don Michajlo Czaban, missionario ucraino di Leopoli, per conoscere meglio la situazione nel suo Paese e comprendere insieme con l’argentino don Daniel Antúnez, presidente di Missioni Don Bosco, come vengono ora organizzate emergenza e accoglienza di chi fugge dai territori invasi.

«Purtroppo, la situazione continua a essere tragica. Dobbiamo prepararci a tempi ancora più duri: non sappiamo quanto a lungo continuerà la guerra e dobbiamo essere pronti a tutto»

dice don Michajlo.

«Ora scappano soprattutto dalle zone calde della guerra, come Kharkiv e il Donbass»,

aggiunge padre Daniel.

«Quelli che prima vivevano in aree che sembrano ora più tranquille, cercano di rientrare. Sanno che se la situazione dovesse aggravarsi anche lì, qui da noi avranno sempre qualcuno ad accoglierli: così ripartono verso l’Ucraina con uno spirito più leggero. In questo momento vivono qui a Valdocco una quarantina di persone, tutte mamme con bambini. Con i vari flussi sono passate da qui circa 80 persone. Sedici ragazzini sono ospiti della scuola. ll primo pensiero di tutti, comunque, è sempre quello di tornare a casa appena possibile. Come li abbiamo aiutati a fuggire dalla guerra, ora aiutiamo alcuni – per ora purtroppo una minoranza – a rientrare in patria. Si sta verificando ai nostri occhi una sorta di controtendenza, ma per molti una casa non c’è più. Chi ce l’ha bombardata o sa che è ancora sotto le bombe, non ha un posto dove tornare. La nostra sfida, ne abbiamo parlato con don Michajlo nella speranza che la pace arrivi pre sto, è pensare proprio al futuro di queste famiglie dopo la guerra».

«Ci sono sei milioni di ucraini fuori dal Paese» , continua don Michajlo con un nodo nella voce.

«A Leopoli abbiamo organizzato un campo che accoglie fino a 300 mila persone in fuga dal fronte. Dalla Polonia sono arrivati centinaia di container, trasformati in case per i profughi: una sorta di cittadella dove il Comune ha fatto arrivare acqua e la luce. L’abbiamo chiamata Piccola Mariupol, in onore di una delle città simbolo di questa guerra».

Nel frattempo anche a Valdocco si è creata una piccola comunità.

«A gestire l’accoglienza nella Casa di Don Bosco siamo solo noi “due Daniel”»,

dice scherzando don Antúnez, riferendosi anche al padre missionario bosniaco don Danijel Vidovic:

«Sono le mamme ucraine che a turno preparano pranzi e cene, riordinano e tengono tutto pulitissimo. Proprio come se fossero a casa loro. E devono sentirsi a casa loro: deve essere così soprattutto per i loro bambini».

 

-Giusi Galimberti

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Panda 4 Mission: pronti per l’asta! – Serata di presentazione al Toolbox di Torino

(ICP) – Tutto pronto per l’asta della Fiat Panda 4×4 battezzata “Panda 4 Mission” immatricolata nell’anno del centenario di Don Bosco (1988) e restaurata integralmente dagli allievi dei corsi di Meccanica Autoveicolare e Carrozzeria del Centro di Formazione Professionale di Rebaudengo di Torino. L’intero ricavato della vendita, che sarà curata da “Aste Bolaffi” di Torino, è destinato a sostenere la scuola professionale “sorella” di Ivato, cittadina a 15 km dalla capitale del Madagascar Antananarivo, dove il salesiano don Erminio De Santis si affida alla provvidenza per offrire gratis scuola primaria e istituto professionale a oltre 400 ragazzi.

Per l’occasione, giovedì 9 giugno presso Toolbox (via Agostino da Montefeltro 2, Torino) si terrà una serata di presentazione dedicata al progetto, il giorno prima dell’effettiva asta. Di seguito il programma.

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Giovedì 9 giugno 2022 – Toolbox

  • ore 18,30 – Arrivo e accoglienza degli Invitati;
  • ore 19,15 – Evento PANDA 4 MISSION sul rooftop di Toolbox
    Intervento di apertura di Don Luca Barone, direttore dell’Opera Salesiana Rebaudengo;
  • Il salottino con gli ospiti per le specifiche del progetto PANDA 4 MISSION, interverranno: Francesco Joly di Finder Spa e Torino Heritage, Don Daniel Antúnez Presidente di Missioni Don Bosco, Mauro Teruggi direttore del Centro di Formazione Professionale Rebaudengo del CNOS-FAP Piemonte;
  • Consegna dell’attestato agli allievi autori del restauro a cura di Silvia Lusetti di Aste Bolaffi Madrina dell’evento Panda 4 Mission;
  • Consegna del book agli invitati;
  • Apericena;
    presentazione a cura di Lucia Coppola

L’ASTA

L’asta Bolaffi che vedrà coinvolta la “Panda 4 Mission” (lotto 69) si terrà invece venerdì 10 giugno 2022 alle ore 15.00 al Toolbox (via Egeo 18, Torino):

AUTO CLASSICHE (clicca qui)
Lotto 69 / 101 (clicca qui)
FIAT PANDA 4×4 1987

CNOS FAP Rebaudengo

Missioni Don Bosco: “Il vostro 5×1000 fa miracoli nel mondo”

Il presidente di Missioni Don Bosco, don Daniel Antunez, Sdb, dà conto dell’amministrazione del 5×1000 destinato a questa Onlus in un messaggio, riportato di seguito. L’aiuto portato mediante i salesiani a bambini, famiglie e comunità in numerosi Paesi del mondo ha spesso il sapore del miracolo poiché arriva in maniera insperata in situazioni difficili. Il messaggio, trasmesso nella giornata che ricorda le apparizioni di Fatima ai tre pastorelli, persone semplici alle quali un miracolo ha cambiato la vita, è perciò particolarmente significativo.

 

Torino Valdocco, 13 maggio 2022

Festa della Madonna di Fatima

Il messaggio del presidente di Missioni Don Bosco

“Il vostro 5×1000 fa miracoli nel mondo”

Attraverso i missionari, i fondi raccolti con la donazione fiscale in Italia vanno a beneficio dei minori e delle loro famiglie nei Paesi in difficoltà

 

Possiamo dire di essere nati nel 1875, l’anno della partenza dei primi giovani salesiani da Valdocco. Li inviò lo stesso Don Bosco, anziano, caricandoli di una responsabilità per la Patagonia, dove erano diretti, e per l’intera storia missionaria dei salesiani nel mondo. Un fallimento avrebbe compromesso il sogno di estendere la proposta educativa per i giovani in America latina e nel resto del mondo. Il risultato fu positivo, se oggi io sono qui: provengo infatti dall’Argentina e di fatto sono il derivato di quella spedizione missionaria.

La Onlus Missioni Don Bosco, fondata nel 1991, prosegue in forma moderna l’azione di sostegno all’attività dei salesiani in tutti i continenti dove scuole, centri di formazione professionale, oratori e parrocchie offrono opportunità concrete alla vita quotidiana e alle prospettive di vita di oltre un milione di giovani.

Un missionario anzitutto entra in ascolto delle realtà in cui viene mandato: conoscere la lingua e la mentalità delle popolazioni, raccogliere le sfide allo sviluppo umano integrale, spesso compromesso da ingiustizie profonde e da condizionamenti che provengono purtroppo anche dalla relazione con i Paesi sviluppati.

La nostra associazione fa la sua principale scommessa sulla formazione ai mestieri di cui ha bisogno il territorio e che i giovani possono apprendere, a beneficio proprio e delle loro comunità. Il nostro slogan è:

“Il futuro è la nostra missione”.

La declinazione particolare, che appartiene al nostro carisma, è quella di dedicarci specialmente ai ragazzi e alle ragazze in difficoltà, emarginati, sfruttati.

Il 5×1000 ci consente di aggiungere qualche “miracolo” all’attività ordinaria. Ogni progetto richiede un impegno di definizione degli obiettivi e di studio di fattibilità che i missionari sostengono anche con il nostro supporto, poi cerchiamo il sostegno dei benefattori. La possibilità di destinare una parte delle tasse alla nostra organizzazione ci permette di affrontare con maggiore coraggio progetti di lunga durata e innovativi, quelli più complessi perché rivolti a destinatari diversi. Sorgono centri polifunzionali dove si concentrano i servizi per comunità vaste nelle aree periferiche delle città, nei campi profughi, nei territori sfavoriti dal punto di vista geografico. Il carattere “miracoloso” dei risultati ci viene raccontato dai missionari, che lo rilevano dal sorriso di un bambino o dalla gratitudine di una madre che vedono trasformata in positivo la loro esistenza grazie a un intervento inatteso e provvidenziale.

Diamo conto della destinazione dei fondi del 5×100 nelle pagine del nostro sito www.missionidonbosco.org, come per ogni altro progetto che sosteniamo.

Ogni anno la difficoltà è quella di scegliere tra i tanti progetti che arrivano. Ma spesso è purtroppo l’urgenza a stabilire le priorità. Quest’anno l’Ucraina con le grandi devastazioni e migrazioni che conosciamo richiede un intervento che stiamo già attuando per l’accoglienza ma che, su pressante richiesta dei salesiani del posto, interpretiamo già in chiave di ricostruzione: il ritorno a una vita quotidiana che dovrà fare i conti con la perdita di genitori e figli, di case e lavoro, di equilibrio mentale.

La presenza dei salesiani in 134 Paesi ci tiene aggiornati sulle esigenze che permangono nelle aree più povere del mondo: bambini minacciati da fame, miseria, abbandono scolastico ed emarginazione. E spesso anche nei Paesi che consideriamo “sviluppati” si trovano quei cancri sociali che richiedono il coraggio della vicinanza, la pazienza dell’educazione, la progettualità della fantasia.

Anche quest’anno abbiamo messo a fuoco nella nostra comunicazione alcuni di questi progetti, trainanti anche per tanti altri.

Come tanti altri amici che si occupano dell’aiuto allo sviluppo nei Paesi poveri, la nostra strategia è attenta a educarci e a sensibilizzare i nostri interlocutori a intervenire sulle cause dell’arretramento economico di interi popoli.

E non possiamo mettere al primo posto le guerre che in questo momento si stanno combattendo proprio là dove, invece che armi, occorrerebbe inviare aratri: abbiamo una presenza molto significativa di salesiani in Siria e nel Medio Oriente, in Etiopia, Congo e Sud Sudan, in Venezuela e Colombia… Paesi dove gli interessi strategici di potenze grandi e piccole compromettono alla base le possibilità di conciliazione e quindi di costruzione.

Subito dopo, i cambiamenti climatici stanno disegnando il presente e il futuro di intere regioni in ogni continente. Vediamo crescere gli effetti in Madagascar e nelle Filippine, in Bolivia e in Mozambico… Mentre inseguiamo le emergenze, dovremmo convincerci e convincere i nostri governanti e i manager delle grandi imprese a una decisa inversione di rotta.

La conoscenza e la divulgazione di queste realtà, e delle soluzioni praticabili dal basso anche attraverso l’azione dei nostri missionari – ormai avvertiti dei danni dello sfruttamento delle risorse del pianeta, oltre che dei coltivatori, dei minatori, dei manovali – è la sfida che abbiamo raccolta e che ci proponiamo di affrontare con nuova intraprendenza.

-Don Daniel Antúnez

presidente di Missioni Don Bosco, Onlus

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La missione: la storia della famiglia De Nardi – Vatican News

Vatican News dedica un articolo alla testimonianza dei coniugi De Nardi, laici in missione, e del figlio Giampiero, sacerdote delle Missioni Don Bosco in Guatemala. Di seguito un estratto dell’articolo a cura di Antonella Palermo.

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Laici in missione, all’insegna di condivisione e fratellanza. La storia dei coniugi De Nardi

La testimonianza di Lillina e Carlo, che fin dagli anni Settanta hanno vissuto qualche mese in Amazzonia, incarna bene il Messaggio del Papa per la Giornata Missionaria Mondiale e dice la sfida di portare Cristo nelle regioni più remote della terra, come anche nelle nostre dimore abituali. “L’importante – confidano – è mantenere la porta sempre aperta all’accoglienza dell’altro”

Lillina Attanasio e Carlo De Nardi partirono insieme ad altre due persone cui erano stati affidati compiti diversi: due erano geometri, scelti dall’ispettore salesiano dell’Equador alle prese con i lavori ad un hangar per un elicottero che sarebbe servito ai salesiani per arrivare nei villaggi remoti dell’Amazzonia. All’attuale marito Carlo fu chiesto di incentivare la nascita di una scuola professionale per la riparazione di motori con cui i salesiani cercavano di abilitare i giovani per questo tipo di spostamenti. A lei sarebbe spettato di insegnare l’inglese. Proveniva già da una competenza di questo genere ma, proprio per questo, aveva desiderio di misurarsi con un’altra mansione. Si aggregò ad un missionario salesiano e due suore per raggiungere un villaggio: “Il Signore ti parlerà”, le venne detto. “In effetti è accaduto così – racconta – perché mi si presentò una situazione di emergenza in cui riuscii a salvare una bambina”. Arrivati nel primo villaggio, infatti, la gente era in apprensione perché un serpente velenosissimo aveva morso una piccola, era ormai moribonda. Lillina estrasse un pietra che i Padri Bianchi del Belgio le avevano dato da usare come rimedio in questi casi: si rivelò una vera e propria medicina salva vita. La gente del villaggio volle che lei rimanesse là con loro per un po’. “Così restai quasi cinque mesi da sola, raggiunta poi da Carlo e da una volontaria spagnola”.

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Tramandare, da genitori, l’impegno missionario
Lillina e Carlo hanno due figli, entrambi hanno sempre respirato un clima di chiesa domestica, aperta all’incontro con l’altro, senza distinzioni. Uno dei due, Giampiero, è diventato sacerdote delle Missioni Don Bosco, ora vive in Guatemala. “Guardava le foto di quello che avevamo vissuto noi, sentiva i nostri racconti…”, conclude Lillina. “Una notte ci portarono dal Tribunale dei Minori un bambino dell’età di mio figlio, era senza scarpe, doveva reintegrarsi in qualche modo. Lui gli donò le sue, senza esitare, di sua iniziativa, senza farsi vedere. Piccoli gesti che già dicevano di un cuore generoso”. Prima della pandemia, Lillina e Carlo andavano ogni anno a trovare il figlio in Centro America: “L’ultima volta abbiamo imparato a fare il pane e i formaggi per un corso da impartire alle donne guatemalteche. Ecco, la missione è in fondo semplicemente questo: rendersi utili, nonostante l’età, in un fare quotidiano attraverso cui passa Gesù”.

Articolo completo Vatican News

Concerto di Natale 2021, tra musica e solidarietà

Concerto di Natale con i buoni auspici di Papa Francesco, per far conoscere la situazione di estrema povertà di due Paesi e ciò che la Chiesa sta facendo per alleviare la sofferenza della gente. Libano e Haiti saranno sotto i riflettori televisivi, venerdì 24 dicembre, in prima serata su Canale 5 (dalle ore 21:30 circa) grazie alla Congregazione per l’Educazione Cattolica, che ha invitato “Missioni Don Bosco” – la Procura Missionaria salesiana di Torino – e la Fondazione Pontificia “Scholas Occurrentes” a partecipare all’evento. L’appuntamento, che si ripropone per il 29° anno, questa volta dall’Auditorium della Conciliazione di Roma, sarà trasmesso in replica anche nella giornata del 25.

“Missioni Don Bosco” propone il problema del Libano, che sta attraversando la peggiore e più dura depressione dalla fine della guerra civile.

Ad El Houssoun i salesiani gestiscono il centro giovanile “Don Bosco”, uno spazio aperto a ragazzi e giovani di diversa estrazione e provenienza, dove vengono offerte diverse attività socioeducative, ricreative e di supporto a quattro gruppi principali di destinatari.

A Beirut gestiscono dal 2020 la scuola degli “Angeli della Pace”, originariamente di proprietà della Chiesa armena, che garantisce educazione scolastica non formale a bambini rifugiati i quali non avrebbero accesso a opportunità di istruzione in Libano.

Ad Al Fidar è attivo l’Istituto Tecnico “Don Bosco”, che offre istruzione e formazione tecnica e professionale di alta qualità a circa 200 ragazzi libanesi dai 13 ai 20 anni, attraverso diversi percorsi formativi.

Tutte queste attività hanno subito un duro colpo nell’agosto dello scorso anno, a causa della devastante esplosione che ha distrutto buona parte dell’area del porto di Beirut e molti dei beneficiari delle diverse attività portate avanti dai salesiani sono stati in vario modo colpiti dall’esplosione.

Il Concerto di Natale vedrà numerosi cantanti e musicisti italiani e stranieri, con la conduzione di Federica Panicucci e con l’Orchestra italiana del Cinema diretta dal maestro Adriano Pennino. Ospiti speciali saranno i tre giovani vincitori del Christmas Contest, che TV2000 ha trasmesso mercoledì 22: Matteo Faustini (miglior testo), Valentina Tioli (miglior musica) e I Fake (miglior interpretazione). La presenza artistica più appropriata – dato il motivo dell’evento – sarà forse quella dei piccoli componenti del coro “Dolci note” di Roma. Per gli appassionati sarà importante veder le “stelle” italiane che saliranno sul palco: Rita Pavone, Enrico Ruggeri, Francesca Michielin, Andrea Griminelli, Federico Rossi, Bugo, Giò Di Tonno, Arianna. Con loro le “star” internazionali 2Cellos (Croazia), Ian Anderson (UK), Shaggy (Giamaica), Anggun (Francia), Jimmy Sax (Francia) e il Virginia Union Gospel Choir feat. David Bratton (USA).

Tutto servirà a suggerire agli spettatori la solidarietà, con i progetti umanitari proposti chiamando o inviando un sms al 45582.

Per questo il salesiano don Simon Zakerian è venuto da Beirut per presentare la situazione del Paese. Secondo stime dell’Onu oltre il 55% della popolazione libanese è stretta nella morsa della povertà e lotta per lo stretto necessario, e vive una grave crisi finanziaria causata dalla forte inflazione. “Prima della crisi – ha esemplificato don Zakerian – un litro di latte costava 3.000 Lire Libanesi, ora è arrivato a 24.000, 12 euro circa. Mentre gli stipendi sono bloccati ai valori precedenti allo scoppio della crisi, intorno a 35 euro al mese”. Le forniture mediche hanno iniziato a scarseggiare, ma anche l’elettricità: “Viviamo intere giornate al buio e l’inverno sarà difficilissimo perché non ci sono i mezzi per riscaldarsi” ha spiegato.

Il Libano è uno dei crocevia più delicati del Medio Oriente. Da anni sono numerosi i profughi siriani ed iracheni che arrivano in situazioni di povertà estrema. Oltre al lavoro educativo con le fasce più svantaggiate della popolazione libanese, i salesiani hanno accolto numerosi profughi ed avviato un processo di integrazione, partendo dei più piccoli. “Le necessità in questo periodo sono tantissime e abbiamo bisogno del vostro sostegno” ha detto don Zakerian lanciando il suo appello alla solidarietà.

Il Concerto di Natale gode del patrocinio della Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE) e dell’Associazione fonografici Italiani (AFI) e del sostegno di numerose imprese che offrono anche un supporto tecnico alla buona riuscita dell’iniziativa coordinata da “Prime Time Promotions”. Quest’anno, a partire dal Christmas Contest, hanno dato il loro patrocinio anche il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC).

“Dalla fine del mondo per aiutare i ragazzi”: l’intervista a don Antúnez, presidente di Missioni Don Bosco

Intervista a don Daniel Antúnez, nuovo presidente di Missioni Don Bosco, su Famiglia Cristiana.

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Lo aveva detto di sé stesso papa Francesco, primo sudamericano della storia eletto Pontefice: «Vengo dalla “fin del mundo”». E ci siamo abituati a considerarla così quella terra lontana, l’Argentina, la fine della terra. Arriva proprio dal Finisterre – nato a Buenos Aires, ma missionario per 18 anni in Patagonia, dove le Americhe termina no e si affacciano verso l’Antartide – il nuovo presidente di Missioni Don Bosco, procuratore delle opere salesiane, don Daniel Antúnez. «I primi missionari salesiani arrivarono con una spedizione nel 1875 proprio in Argentina», spiega don Daniel. «Mi sento figlio di quegli italiani che dal Piemonte arrivarono in nave a Buenos Aires per fondare le prime missioni. Instancabili come i salesiani che ho incontrato in oratorio da ragazzo. Mi sembra un regalo immenso di Dio essere qui a Valdocco, nella terra di san Giovanni Bosco, a coordinare gli aiuti che dai nostri benefattori arriveranno ai bimbi e ai ragazzi poveri del mondo». Ci parla in un italiano viziato dallo spagnolo, che ben conosciamo in Bergoglio, e la gioia di chi corona un sogno.

Don Antúnez è diventato salesiano non giovanissimo: «Sono entrato in seminario dopo aver finito gli studi e iniziato a lavorare. Sono stato ordinato a 34 anni, un desiderio che avevo fin da ragazzino». Il neopresidente si racconta, ma soprattutto spiega le sue missioni. Da Buenos Aires si è spostato a operare prima per tredici anni nella Terra del Fuoco e poi per cinque a Santa Cruz.

La Patagonia ce l’ha nel cuore, con la sua natura straordinaria: «Da noi vengono da tutto il mondo per vedere i pinguini, i guanaco, animali simili ai lama, e soprattutto i giganti del mare e del cielo: le balene e gli splendidi albatros. La città dove lavoravo, Ushuaia, è una località dove arrivano tanti turisti, anche per andare a sciare. Ma mentre il centro è elegante, nelle periferie ci sono le capanne di legno e plastica dei poveri, che di inverno (lì fa freddissimo) rischiano di morire di gelo. O peggio per gli incendi provocati da riscaldamenti di fortuna». Attraverso i suoi occhi sembra di essere lì, tra quelle meraviglie natura li tra porti e montagne, ma di ascoltare anche, purtroppo, i gemiti per il freddo degli emarginati. Quelli che per anni don Daniel ha aiutato. Ora per lui si apre una nuova vita. «Sarà una grande sfida. Noi di Missioni Don Bosco siamo solo un mezzo, che mette in contatto il cuore generoso dei benefattori e le persone che hanno bisogno. Sembra incredibile, ma all’alba del 2022 ci sono bimbi e ragazzi che con le loro famiglie non hanno acqua né cibo, né vestiti. Solo dopo aver offerto loro l’indispensabile si può pensare a dotarli di scuole, educazione, preparazione al lavoro. C’è chi non ha nulla, e chi troppo, e la pandemia ha aumentato le disuguaglianze. Ho visto migliaia di persone fare la fila per un piatto alla mensa dei poveri dove ho fatto il cuoco, a Buenos Aires, ma anche gente dormi re per strada nelle vostre città, Torino, Milano… C’è tanto da fare e per quel che posso sono pronto».

 

Vaticano – “Coraggiosi, i salesiani!”. Papa Francesco riceve organizzatori e artisti del Concerto di Natale in Vaticano 2021

Dal sito dell’agenzia ANS.

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(ANS – Città del Vaticano) – Al mattino di oggi, mercoledì 15 dicembre, Papa Francesco ha ricevuto in udienza i promotori, gli organizzatori e gli artisti del Concerto di Natale in Vaticano, promosso dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica, e il cui ricavato sarà devoluto a favore della Fondazione Pontificia “Scholas Occurrentes” e della Procura Missionaria salesiana “Missioni Don Bosco” di Torino. Da parte salesiana hanno partecipato all’udienza il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, e don Daniel Antúnez, Presidente di “Missioni Don Bosco”, insieme con don Simon Zakerian, Direttore dell’opera di Al Fidar, in Libano, e don Danijel Vidović, incaricato dell’accoglienza presso la Casa Madre dei Salesiani a Torino.

“Il Natale ci invita a fissare lo sguardo sull’evento che ha portato nel mondo la tenerezza di Dio – una parola che sottolineo, tenerezza, ci manca tanto – e così ha suscitato e continua a suscitare gioia e speranza. Tenerezza, gioia, speranza: sentimenti e atteggiamenti che anche voi artisti sapete ravvivare e diffondere con i vostri talenti. Grazie” ha esordito il Pontefice, creando subito un clima di grande apertura con l’uditorio.

Poi, dopo aver richiamato le espressioni di tenerezza presenti nella vita quotidiana (le carezze tra fidanzati, la cura dei genitori per i propri figli), così come nella scena del presepe, il Papa ha parlato della gioia frutto dell’amore: quella stessa gioia che sanno suscitare sempre i bambini, cioè i destinatari dei progetti sostenuti dal Concerto di Natale.

“Nel Concerto di Natale voi offrite le vostre qualità artistiche per sostenere progetti educativi, destinati soprattutto a bambini e ragazzi in due Paesi che versano in condizioni assai precarie: Haiti e il Libano” ha continuato il Santo Padre, che non ha mancato di dare lui stesso una carezza ai salesiani, aggiungendo: “Coraggiosi, i salesiani, che sempre inventano qualche cosa per andare avanti. E questa è promessa di vita”.

Con uno sguardo alle tante difficoltà del mondo di oggi, il Santo Padre ha poi rimarcato che “la pandemia ha purtroppo aggravato il divario educativo per milioni di bambini e adolescenti esclusi da ogni attività formativa. E ci sono altre ‘pandemie’ che impediscono il diffondersi della cultura del dialogo e della cultura dell’inclusione. Oggi domina la cultura dello scarto, purtroppo”.

Ma a fronte di questo, “la luce del Natale ci fa riscoprire il senso della fratellanza e ci spinge alla solidarietà con chi è nel bisogno. E voi nell’arte subito create fratellanza; davanti all’arte non ci sono amici e nemici, siamo tutti uguali, tutti amici, tutti fratelli. È un linguaggio fecondo il vostro”.

L’intervento del Pontefice si è chiuso con un autentico inno all’educazione, che ogni salesiano potrebbe fare proprio: “Investire nell’educazione significa far scoprire e apprezzare i valori più importanti e aiutare i ragazzi e i giovani ad avere il coraggio di guardare con speranza al loro futuro. Nell’educazione abita il seme della speranza: speranza di pace e di giustizia, speranza di bellezza, speranza di bontà; speranza di armonia sociale”.

Dopo i ringraziamenti finali, il Papa si è congedato dai presenti augurando a tutti loro “Buon Natale di fraternità e di pace”.

Il Concerto di Natale in Vaticano 2021, giunto alla 29° edizione, avrà luogo domani, giovedì 16 dicembre, alle ore 19:00 (UTC+1) presso l’Auditorium Conciliazione a Roma, e verrà mandato in onda alla Vigilia di Natale su Canale 5, in prima serata. Le grandi voci internazionali del pop, del rock, del soul, del gospel, della lirica, si esibiranno per festeggiare insieme la ricorrenza del Natale in un concerto che ripropone i motivi più classici e più evocativi della festa e che ogni anno costituisce anche uno sprone alla solidarietà.

Messaggio del Papa
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Italia – Il successo, sportivo e solidale, della 13a Corsa dei Santi

Dall’agenzia ANS.

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(ANS – Roma) – Oltre 1.500 runner hanno partecipato ieri, 1° Novembre, festa di Ognissanti, alla 13a Corsa dei Santi, realizzata nelle due versioni – gara competitiva e non competitiva, entrambe lungo un percorso di 10 chilometri su strada. È stata, come sempre, una festa di sport e solidarietà, con i partecipanti che, sotto la pioggia, hanno attraversato alcune tra le vie e le piazze più celebri e belle della Capitale e contribuito in questo modo a sostenere il progetto solidale di quest’anno: “Ridiamogli la loro infanzia”, che mira a combattere e prevenire lo sfruttamento minorile in Colombia.

Ogni anno la Corsa dei Santi si propone di dare maggiore visibilità alle iniziative benefiche realizzate dai salesiani in tutto il mondo. Stavolta ad essere supportato è stato il progetto coordinato da “Missioni Don Bosco”, la Procura Missionaria salesiana di Torino, e realizzato in loco dai salesiani del centro “Ciudad Don Bosco” di Medellín, in favore dei bambini e i ragazzi delle aree rurali dei comuni di Amagá e Angelópolis, costretti a rinunciare alla propria infanzia e a trascorrere intere giornate nelle miniere di carbone.

Grazie al sostegno che tanti benefattori hanno dato – e che è possibile continuare a dare, ancora per la giornata di oggi, 2 novembre, attraverso il numero 45586 (2 euro con SMS, 5 o 10 euro da rete fissa) – verrà rafforzato il piano globale elaborato dai Figli di Don Bosco per prevenire ogni forma di sfruttamento di questi minori: un piano che prevede l’accoglienza presso il centro “Ciudad Don Bosco”, e l’offerta di cibo, istruzione e formazione professionale, così da garantire loro un presente di serenità e un futuro di opportunità.

Quanto alla gara, in campo femminile, non poteva esserci vittoria più simbolica. Prima sul traguardo è arrivata Sara Carnicelli (35:39), portacolori della “Athletica Vaticana” che era presente con un nutrito gruppo di corridori. “Sono felice di aver vinto questa gara così importante a livello solidale – ha detto al Corriere dello Sport-Stadio – e soprattutto sono orgogliosa di averla vinta per la mia società sportiva. Questa è una gara dal fascino unico e correre dentro il centro storico pensando di poter aiutare con il mio gesto chi soffre l’ha resa ancor più bella”.

Al maschile, invece, successo per un altro italiano, Stefano Ghenda, della “Trevisatletica”, che in 32:25 ha tagliato per primo il traguardo di fronte a piazza San Pietro. “In una gara come questa – le sue parole – non conta vincere, ma esserci. Sono contento di aver contribuito con la mia partecipazione ad aiutare il progetto solidale e questo vale più di una vittoria”.

Durante la trasmissione della gara, in diretta su Canale 5, sono intervenuti diversi atleti e personalità, come le atlete olimpiche e paralimpiche Fiona May e Oxana Corso, il cantante Moreno e il salesiano don Rafael Bejarano Rivera, SDB, che hanno invitato i telespettatori alla solidarietà.

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