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Sesto San Giovanni, firmato l’accordo tra Comune e Salesiani per il tirocinio e l’alternanza scuola-lavoro

Da “Lo specchio di Sesto San Giovanni”

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E’ stato firmato giovedì 21 aprile l’accordo di collaborazione tra il comune di Sesto San Giovanni e la Fondazione “Salesiani Lombardia per la formazione ed il lavoro – CNOS-FAP” sede di Sesto San Giovanni per la gestione sperimentale di un progetto di tirocinio di alternanza scuola lavoro per l’anno formativo 2022 – 2023 – 2024. L’oggetto dell’accordo è la sperimentazione di un progetto pilota riguardante il tirocinio applicato ai soggetti fragili dell’area anziani/disabili totalmente o parzialmente non autosufficienti con le finalità descritte in premessa per soggetti segnalati dal Servizio Anziani e Disabili, attraverso le competenze tecniche acquisite dagli studenti del settore elettrico e termoidraulico.

Il progetto si pone l’obiettivo di ottimizzare le risorse esistenti sul territorio nel breve periodo e promuovere la prevenzione reale di patologie causate dall’isolamento sociale che alcuni anziani di Sesto San Giovanni vivono quotidianamente, nonché generare legami intergenerazionali attraverso la sperimentazione di nuove forme, o la riscoperta di forme dimenticate di solidarietà orizzontale. Tra le finalità del progetto migliorare migliorare le relazioni sociali, la qualità di vita dell’anziano fragile agendo sul suo contesto di vita, apportando piccole modifiche che lo rendono più accogliente; sperimentare le conoscenze e abilità pratiche apprese dai ragazzi frequentanti i percorsi di istruzione e formazione professionale con la supervisione di un tutor formativo al domicilio degli anziani fragili segnalati dai servizi sociali per piccoli interventi di manutenzione/riparazione; promuovere la cultura del rispetto dell’altro indipendentemente dall’età e dallo status sociale e facilitare il trasferimento di valori intergenerazionali.
Il periodo di realizzazione del tirocinio sarà da aprile 2022 a giugno 2022.
“Oggi – ha commentato il sindaco, Roberto Di Stefano – abbiamo firmato un’importante convenzione coi Salesiani di Sesto San Giovanni: i ragazzi degli istituti professionali andranno nelle case degli anziani più fragili per aiutarli nella manutenzione di impianti elettrici e idraulici. Penso che lo scambio di valori tra generazioni diverse sia fondamentale e per questo mi auguro che altre scuole del territorio prendano a esempio questo progetto. Ringrazio l’ufficio tecnico del Comune, Don Elio e i Salesiani, punto d’eccellenza autentico del territorio nel campo dell’istruzione e della formazione”.
“I giovani – ha commentato l’Assessore alle Politiche Sociali, Roberta Pizzochera – sono una grande risorsa per il nostro paese e per la nostra città e gli istituti professionali sono la base da cui partire per formare i lavoratori specializzati di oggi e di domani. Questa collaborazione coi Salesiani, eccellenza del nostro territorio, rappresenta un virtuoso esempio di welfare che coinvolge i nostri ragazzi in un progetto sociale dove non solo potranno toccare con mano la realtà della città ma avranno anche la possibilità di effettuare un’esperienza molto formativa per la loro crescita. Tengo a ringraziare anche il settore dei Servizi Sociali che seguirà i ragazzi durante il loro stage”.

Agensir – Alternanza scuola lavoro, Cnos-Fap: “I Pcto sono una ricchezza”

Da AgenSir, si riporta la dichiarazione di don Fabrizio Bonalume, direttore generale del CNOS Fap sull’alternanza scuola-lavoro.

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“La possibilità di far vivere l’alternanza scuola-lavoro ai nostri giovani deve essere ritenuta da tutti una fortuna. Infatti, il giovane ha la possibilità di approcciarsi al contesto lavorativo, dopo aver affrontato il tema della sicurezza sui banchi di scuola, con l’affiancamento di un lavoratore esperto che conosce i pericoli presenti in azienda. Questo permette al ragazzo di crescere con un ‘professore personale’ messo al suo fianco, cosa impensabile nei laboratori scolastici”, dice don Fabrizio Bonalume, direttore della Federazione nazionale Cnos-Fap. “Se l’alternanza non esistesse i ragazzi entrerebbero in azienda direttamente come apprendisti, affiancati sì ad un operaio (magari anche non esperto), ma subito con il compito di produrre. Il problema della sicurezza si riproporrebbe immediatamente”, osserva don Bonalume, evidenziando che “l’allievo in alternanza, oltre ad avere un tutor aziendale che lo segue, ha la scuola a cui rivolgersi se l’azienda non dovesse seguire le norme di sicurezza”. A tal proposito si è parlato di certificare le aziende sicure. “Ritengo che se un’azienda non dovesse avere i requisiti per essere certificata per accogliere uno studente a causa della mancanza di sicurezza, non dovrebbe nemmeno far entrare gli operai al suo interno. Quello che diventa derimente è la capacità formativa dell’azienda”. Don Fabrizio non è d’accordo con chi considera l’alternanza uno sfruttamento da parte delle aziende: “Se l’alternanza assicura la presenza del tutor aziendale, dobbiamo ricordarci che questo operaio esperto renderà di meno per l’azienda, avendo anche il compito di formare il ragazzo. Certo, l’azienda può conoscere il ragazzo e magari a lungo termine avere un ritorno positivo avendo già individuato una potenziale risorsa da inserire in organico, ma durante lo stage è più probabile che ci rimetta”. Come rendere più sicuri i Pcto? “Continuare a curare le ore di sicurezza sul lavoro nei corsi di formazione, facendo crescere la cultura della sicurezza. È questa cultura il vero rimedio a molti incidenti. E da parte delle aziende deve essere costante il richiamo al rispetto delle norme di sicurezza nei confronti dei giovani che ancora non hanno interiorizzarlo la loro importanza”.

Il primo contratto di Apprendistato di Don Bosco compie 170 anni

Pubblichiamo il comunicato di CNOS Fap, CIOFS Fp e Salesiani Don Bosco Italia sull’anniversario del primo contratto di apprendistato firmato da San Giovanni Bosco.

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8 febbraio 1852 – 2022: il primo contratto di apprendistato promosso da Don Bosco compie oggi 170 anni. Per celebrare questo anniversario i Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice con tutti i formatori CNOS e CIOFS ribadiscono il valore dell’apprendistato, della formazione in assetto di lavoro, della formazione duale.

Il contratto concepito e sottoscritto da Don Bosco è considerato da molti il primo contratto moderno di lavoro. Non solo perché molte delle sue clausole più tardi entreranno nella normale prassi dei rapporti lavorativi, ma anche e soprattutto perché per la prima volta, con un documento che riporta ben quattro firme, si sancisce un’alleanza che è ancora oggi di ispirazione per l’opera dei formatori: quella tra il datore di lavoro, il lavoratore, la famiglia dell’apprendista e l’educatore.

Nel dibattito odierno si intende quindi ribadire come la possibilità che i giovani possano vivere l’alternanza scuola-lavoro, in un contesto protetto e in stretta collaborazione con i centri di formazione, rappresenti una preziosa opportunità.

L’insegnamento che giunge dalle più avanzate esperienze europee mostra come il sistema duale, che vede una strettissima collaborazione tra ente formativo ed azienda, sia il sistema che meglio aiuta i giovani nel proprio percorso di sviluppo delle competenze e di inserimento nel mondo del lavoro. In Italia da anni si è percorsa questa strada con ottimi risultati sul piano occupazionale.

Cnos-Fap e Ciofs Fp, nella capillarità della loro presenza, lavorano costantemente insieme alle aziende per rendere queste esperienze educative, momenti di crescita e maturazione capaci di aiutare i giovani ad entrare in contatto con la realtà lavorativa e sociale sviluppando una forte sensibilità sui temi della sicurezza grazie anche alla collaborazione con i tutor aziendali che in questo percorso svolgono un ruolo fondamentale.

Un’alleanza sempre più stretta tra istituzioni, sistema educativo ed imprese, è quindi fondamentale per costruire strategie, itinerari, momenti di confronto che possano portare all’attenzione pubblica un tema tanto attuale come quello della sicurezza sul lavoro.

La cura delle ore di sicurezza sul lavoro all’interno dei corsi di formazione propedeutici all’ingresso in azienda, il richiamo costante al rispetto delle norme nel contesto lavorativo, il criterio di scelta dei tutor aziendali, la certificazione delle aziende sicure, sono elementi centrali per favorire la creazione di una vera e propria cultura della sicurezza.

“Prima di arrivare a Roma come direttore generale del CNOS Fap nazionale, ho avuto la fortuna di dirigere il CNOS-FAP di Bologna per nove anni durante i quali ho visto passare più di 1000 ragazzi – dichiara don Fabrizio Bonalume, direttore generale del CNOS Fap – . Durante il periodo di stage aziendale ho visto questi giovani rifiorire e ritrovare la stima in loro stessi: per loro era fonte di gioia il sentirsi apprezzati in un contesto di adulti. E sapevano riconoscere che in questo percorso l’esperienza nel centro di formazione salesiano li aveva aiutati. Tutto ciò diventava ancora più forte e concreto quelle tante volte in cui lo stage si concludeva con la proposta di contratto di apprendistato. In diverse occasioni ho avuto la fortuna di essere io stesso presente … ecco un altro “contratto di apprendizzaggio” firmato grazie a don Bosco

170 anni fa, don Bosco inaugurava una via. Ancora oggi Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice si impegnano nello stesso cammino.

Don Roberto Dal Molin – Presidente CNOS Italia

Don Fabrizio Bonalume – Direttore generale CNOS Fap

Suor Manuela Robazza –  Presidente Nazionale CIOFS-FP