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Scuola pubblica paritaria cattolica, l’ultima campanella

Pubblichiamo l’articolo di don Ivan De Maffeis, sottosegretario della CEI, sul grido di allarme lanciato dalle scuole pubblica paritarie cattoliche.

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Nella tempesta che ci sta flagellando, scrivere di scuole paritarie può stridere fin dalle prime righe e condannare a finire inclassificati perché fuori tema. Il giudizio non farebbe che confermare quell’emarginazione culturale che nel nostro Paese di fatto ha sempre impedito di riconoscere loro piena cittadinanza.

La Chiesa, forte della sua tradizione educativa, ha a cuore la scuola tutta.

In queste settimane le voci dei Vescovi – insieme a quella delle religiose e dei religiosi – si sono unite a quelle di tante associazioni di genitori per rappresentare la forte preoccupazione circa la stessa tenuta del sistema delle paritarie. Se già ieri erano in difficoltà sul piano della sostenibilità economica, oggi – con le famiglie che hanno smesso di pagare le rette a fronte di un servizio chiuso dalle disposizioni conseguenti all’emergenza sanitaria – rischiano di non aver più la forza di riaprire.

Dietro le parole, c’è il volto di centinaia di migliaia di alunni e di migliaia di dipendenti; c’è la ricchezza di un presidio educativo unico; ci sono i principi – centrali in democrazia – di libertà educativa e di sussidiarietà.

Nel nostro contesto, paradossalmente, non passa nemmeno il criterio dell’investimento: la prospettiva di una scomparsa delle scuole paritarie, oltre che un oggettivo impoverimento culturale, costituirebbe un aggravio di alcuni miliardi di euro all’anno sul bilancio della collettività. Senza aggiungere che, chiuse le paritarie, ci si troverà ad affrontare la mancanza di servizi con cui supplirle.

Allo Stato non si chiedono privilegi né elemosina, ma di riconoscere il servizio pubblico che queste realtà assicurano. Intervenire oggi – con un fondo straordinario destinato alle realtà paritarie o con forme di sostegno, quali la detraibilità delle rette, alle famiglie – è l’ultima campanella.

Se questa suonasse senza esito, diverrà un puro esercizio accademico fermarsi a discutere circa il patrimonio assicurato al Paese da un sistema scolastico integrato.

COMUNICATO STAMPA – 18 marzo 2020 D.L. “CURA ITALIA” SERVONO MISURE STRAORDINARIE ANCHE PER SCUOLE PARITARIE

Nella drammatica situazione venutasi a creare nel nostro Paese a causa del Coronavirus, le scuole italiane non hanno rinunciato alla loro missione educativa e formativa, rispondendo in modo significativamente propositivo e dinamico alla sospensione delle consuete attività didattiche. Lo sforzo, in atto in moltissime scuole, di mantenere vivo e vitale, a partire dalla scuola dell’infanzia, il rapporto tra gli insegnanti, i loro alunni e le stesse famiglie, utilizzando nella scuola primaria e secondaria la didattica online, nonché la disponibilità all’aiuto reciproco tra scuole, stanno documentando ancora una volta quanto sia importante e strategico, anche in funzione della tenuta sociale, il nostro sistema di istruzione. Moltissime scuole paritarie, da parte loro, si sono rapidamente organizzate per far fronte all’emergenza e stanno offrendo una luminosa testimonianza di positività e profondità di rapporto fra docenti, alunni e genitori, indicando a tutto il Paese una opportunità di speranza affinché la paura non diventi la chiave di lettura delle circostanze attuali. Non vi è dubbio che l’emergenza Coronavirus stia già causando gravissimi danni economici e finanziari anche alle scuole paritarie. In tale contesto apprezziamo l’avvio (con la firma dell’annuale decreto ministeriale) dell’iter per la erogazione ordinaria dei pur modesti contributi previsti dalla legge di bilancio alle scuole paritarie. Ci auguriamo che la fase degli adempimenti conseguenti, in particolare da parte degli Uffici Scolastici Regionali e Territoriali, sia svolta con procedure eccezionalmente rapide viste le gravi difficoltà finanziarie che le scuole stanno oggi vivendo. Apprezziamo altresì il contenuto del decreto-legge “Cura Italia”, con particolare riferimento alle misure di sostegno previste per le famiglie con figli minori e al potenziamento degli ammortizzatori sociali, anche in deroga alle regole ordinarie, data l’eccezionalità, senza precedenti, della situazione in corso. Chiediamo di garantire un rapido accesso alla Cassa Integrazione in deroga, al FIS e a tutti gli ammortizzatori sociali. Al fine di sostenere anche le scuole paritarie in questo momento emergenziale, non essendo ancora previsti aiuti specifici nell’attuale decreto-legge. Proponiamo la adozione delle seguenti misure: istituzione di un fondo straordinario adeguatamente finanziato per la erogazione di contributi aggiuntivi alle scuole paritarie per l’anno scolastico 2019/2020, a tutela dei propri dipendenti e del servizio svolto alle famiglie; detraibilità integrale delle rette pagate dalle famiglie per la frequenza scolastica e per i servizi educativi nelle scuole paritarie nel corso del 2020; accesso ai fondi previsti per le “Piattaforme didattiche a distanza” anche per le scuole paritarie; azzeramento delle imposte (ires, irap …) e i tributi locali nel 2020, per tutte le realtà educative e scolastiche no profit le scuole paritarie. 

La grande prova di unità e di corresponsabilità che sta dando il popolo italiano in questo periodo di grande difficoltà è frutto di un’educazione radicata su comuni e profondi valori della nostra civiltà. Anche la possibilità di ripartire – speriamo a breve – non può che fondarsi sulla educazione delle persone, a partire dalle generazioni più giovani. Sostenere tutta la scuola italiana oggi costituisce il miglior investimento per il presente e il futuro del nostro Paese. 

Roma, 18 marzo 2020 

Giancarlo Frare – Presidente nazionale AGeSC Marco Masi – Presidente nazionale CdO Opere Educative Pietro Mellano – Presidente nazionale CNOS Scuola Marilisa Miotti – Presidente nazionale CIOFS scuola Giovanni Sanfilippo – Delegato nazionale per le Relazioni Istituzionali FAES Virginia Kaladich – Presidente nazionale FIDAE Luigi Morgano – Segretario Nazionale FISM *Con l’approvazione e il sostegno delle presidenze nazionali della CISM (Conferenza Italiana Superiori Maggiori) e dell’USMI (Unione Superiore Maggiori d’Italia)