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Brasile: mons. Bruno Pedron, SDB, riposa in pace

Con dolore il Vicario dell’Ispettoria di Brasile-Campo Grande di BCG, don Elias Roberto, ha comunicato la morte di mons. Bruno Pedron. Vescovo emerito di Ji-Paraná, è scomparso lo scorso 17 giugno a Campo Grande, in Brasile, dove aveva dedicato gran parte della sua vita salesiana. Di seguito la notizia riportata dal sito ANS.

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“È con dolore, ma con lo sguardo fisso e fiducioso su Cristo Risorto, che comunico la morte del nostro caro confratello, mons. Bruno Pedron. Ricoverato dal 1° giugno all’ospedale ‘UniMed’ di Campo Grande, è morto oggi (17 giugno 2022, NdR) alle 11:30. Chiedo a tutti di pregare per il riposo eterno di questo nostro fratello, sacerdote e vescovo missionario, che ha dato tanto di sé alla nostra cara Ispettoria Missionaria Salesiana del Mato Grosso”.

Con questo comunicato il Vicario dell’Ispettoria di Brasile-Campo Grande di BCG, don Elias Roberto, ha diffuso tra i suoi confratelli la notizia della scomparsa del salesiano mons. Pedron, vescovo emerito di Ji-Paraná.

Bruno Pedron aveva compiuto lo scorso 3 giugno 78 anni d’età, e ha vissuto 59 anni da salesiano, 48 anni da sacerdote e 23 vescovo. Il suo motto episcopale era: “Ut Unum Sint” (Perché tutti siano una cosa sola).

Nato il 3 giugno 1944 a Torreglia, in provincia di Padova, Bruno Pedron giunse in Brasile come giovane missionario salesiano. Studiò Filosofia presso l’Istituto Filosofico di São Vicente a Campo Grande (MS) e Teologia presso l’Istituto Pedagogico Salesiano di Verona-Saval, affiliato all’Università Pontificia Salesiana. Venne ordinato sacerdote il 6 aprile 1974 nella sua città natale.

Nella sua vita salesiana è stato Direttore delle Missioni Indigene a Meruri (1979-1982); Direttore dell’Istituto São Vicente a Campo Grande (1987-1993); Direttore del complesso salesiano di Lins (1997-1998), oltre che parroco presso Poxoréu (1998-1999). Per l’Ispettoria BCG è stato anche Consigliere (1988-1991).

Il 24 marzo 1999 Papa Giovanni Paolo II lo nominò vescovo coadiutore di Jardim, il 21 maggio seguente ricevette l’ordinazione episcopale, a Rondonópolis, e divenne titolare della diocesi il 4 agosto del medesimo anno, succedendo a mons. Onofre Cândido Rosa. Nel quadriennio 2003-2007 è stato Presidente del segretariato regionale Oeste 1 del Brasile. L’11 aprile 2007 Papa Benedetto XVI lo nominò vescovo della diocesi di Ji-Paraná, di cui preso possesso canonico il 24 giugno successivo. Il 5 giugno 2019 Papa Francesco ha accolto la sua rinuncia al governo pastorale della diocesi, presentata, come di consueto, al raggiungimento dei 75 anni di età.

La Presidenza della Conferenza Episcopale Brasiliana (CNBB) ha emesso una nota di cordoglio in cui si unisce all’attuale vescovo della diocesi di Ji-Paraná, Mons. Norberto Foerster,

“nel ringraziare Dio per l’immensa ricchezza di doni offerti alla Chiesa attraverso la vita e la testimonianza di Mons. Bruno”.

Poi, ricordando il motto episcopale del salesiano scomparso, la nota richiama

“la sua lotta in tutti questi anni di dedizione alla Chiesa: che l’unione fa sempre la forza. Felice è il popolo che l’ha avuto come pastore. La sua presenza e il suo incoraggiamento rimarranno senza dubbio impressi nei loro cuori”.

I funerali di mons. Pedron si sono svolti sabato scorso, 18 giugno, nella chiesa parrocchiale “Maria Ausiliatrice” a Campo Grande, e le sue spoglie sono state sepolte presso il cimitero di Parque das Palmeiras.

Osservatore Romano – Un oratorio contro la droga

Dal sito de L’Osservatore Romano, un articolo su don Roberto Cappelletti, missionario, originario dell’Ispettoria del Nord Est.

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Nonostante tutte le nefandezze e gli orrori che gli esseri umani sono capaci di compiere, il mondo continua a non sprofondare perché la logica della generazione, che mette al mondo felicità per altri, dona vita e futuro alla famiglia umana disegnando la trama segreta e indistruttibile della storia. La generazione dei quotidiani miracoli dell’agape che tengono in vita gli esseri umani è nel grembo stesso di Dio.

Nello stato brasiliano di Acre, in territorio amazzonico, a Cruzeiro do Sul, cittadina di centomila abitanti, sta per nascere una nuova presenza missionaria che metterà al mondo vita buona per decine di bambini e giovani esposti a molti pericoli. Impegnato in questo lavoro bello di generazione è padre Roberto Cappelletti, 50 anni, salesiano. Ha vissuto sei anni in due missioni sul fiume Alto Rio Negro, prendendosi cura degli indigeni che vivevano in piccoli villaggi della foresta. È stato poi trasferito nello stato amazzonico di Rondônia, a Porto Velho, città di 500.000 abitanti, dove è responsabile di una parrocchia, dell’oratorio e delle attività promosse per i bambini e i ragazzi. Da qui, ogni mese, percorre 1200 chilometri di strada accidentata per recarsi a Cruzeiro do Sul e preparare la nuova missione voluta dal vescovo locale, il salesiano Flavio Giovenale: «Il dramma di questa cittadina confinante con il Perú è il massiccio traffico di droga: quando i ragazzi abbandonano gli studi o finiscono la scuola e non riescono a trovare lavoro vengono spesso arruolati dai trafficanti per spacciare», racconta padre Roberto. «Nell’area amazzonica vi sono famiglie solide e unite, attente all’educazione dei figli, ma moltissimi nuclei familiari sono fragili. I figli, spesso trascurati, cercano di fare soldi facili con la droga. La povertà è diffusa: agricoltura e allevamento – le principali attività – sono in mano a pochi, ricchissimi latifondisti i quali purtroppo riservano ai loro lavoratori stipendi umilianti».

Il vescovo Giovenale ha affidato ai salesiani la pastorale giovanile dell’intera città di Cruzeiro do Sul e la cura dei detenuti del locale carcere minorile. Obiettivo di padre Roberto è aprire un oratorio per accogliere bambini e ragazzi e avviare corsi professionali affinché i giovani possano trovare un impiego o aprire una piccola attività. In particolare, saranno organizzati corsi di panificazione, cucina, estetica, installazione e manutenzione di impianti elettrici. L’oratorio sorgerà nell’area dell’ex seminario maggiore, dove sono già presenti un campo di calcio e un campo al coperto per basket e pallavolo. In queste settimane si stanno ristrutturando i locali che accoglieranno la comunità salesiana e le diverse attività dell’oratorio. In un’altra area della città la Caritas locale ha messo a disposizione un capannone, anch’esso in fase di ristrutturazione, che ospiterà le aule dei corsi. I lavori termineranno entro alcuni mesi e già a dicembre sarà possibile iniziare a raccogliere le iscrizioni. «Da gennaio dell’anno prossimo dovrei andare a vivere stabilmente a Cruzeiro do Sul. Mi auguro che la Provincia salesiana di Manaus, alla quale appartengo, e la congregazione inviino almeno due confratelli: potremo così costituire una piccola comunità», dice padre Roberto, che in questo periodo sta valutando quali iniziative proporre nelle scuole della città; gli è stato infatti riferito che gli insegnanti, preoccupati per il futuro dei ragazzi, sono molto interessati ad accogliere i missionari e le loro proposte educative. «Penso che in questa città si lavorerà bene, le congregazioni religiose sono felici dell’arrivo dei salesiani», prosegue: «Il sindaco e l’assessore alle politiche giovanili, entrambi cattolici e coinvolti nella vita della Chiesa locale, sono molto disponibili e aperti a ogni iniziativa che possa sostenere le giovani generazioni».

Intanto, a Iaureté (sull’Alto Rio Negro), padre Roberto ha quasi completato la costruzione di una casa che sarà in parte destinata a ospitare la comunità religiosa, in parte riservata ad accogliere quei bambini che, soprattutto nel fine settimana, vivono per strada, abbandonati a se stessi perché i genitori bevono e si ubriacano. Al contempo, a Porto Velho, dove a causa della pandemia scuole e oratori sono temporaneamente chiusi, il sacerdote, insieme ai Salesiani Cooperatori, ha avviato, grazie al sostegno della Fondazione Opera Don Bosco di Milano, un progetto di adozioni a distanza: con i fondi raccolti vengono sostenute le famiglie maggiormente in difficoltà alle quali sono consegnati regolarmente cibo e medicinali, e in alcuni casi sono pagate anche le visite mediche.

«Quando vivevo il mio sacerdozio in Italia, in estate accompagnavo i giovani in Madagascar. Durante quei viaggi compresi che la vocazione missionaria mi apparteneva e chiesi ai miei superiori di partire», dice padre Roberto. «Da allora ho sempre vissuto tra i popoli del Brasile, ai quali sono profondamente legato. Aprire una nuova presenza salesiana a Cruzeiro do Sul è un’avventura entusiasmante, anche se le difficoltà non mancano. Ma alla scuola di don Bosco ho imparato a darmi da fare e a confidare sempre nel Signore. Sogno che l’oratorio che stiamo costruendo possa anche diventare itinerante: vorrei che molte attività si svolgessero anche nei quartieri più poveri e periferici. I bambini e i ragazzi di questa cittadina, che il Signore guarda con sconfinato amore, hanno bisogno di essere accompagnati, guidati, sostenuti, hanno bisogno di qualcuno che li aiuti a costruire una vita buona. Lavorerò perseguendo questo obiettivo insieme a tutti coloro che vorranno dare una mano: l’alleanza degli adulti per il bene dei giovani è cruciale».

di Cristina Uguccioni

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