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Spagna – Il musical “Getsemani”

Il debuto del musical “Getsemani” il 19 marzo scorso e la replica del 2 aprile nella casa salesiana “Sant’Ignacio” di Cadice: un progetto nato nel 2019 dall’Assemblea dei Salesiani Cooperatori (SSCC) della Provincia di Maria Ausiliatrice. Di seguito la notizia riportata dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS.

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(ANS – Siviglia)– Il progetto del musical “Getsemani” nacque nel 2019 all’Assemblea dei Salesiani Cooperatori (SSCC) della Provincia di Maria Ausiliatrice: un gruppo di membri dell’associazione, di varie parti dell’Andalusia, preparò un piccolo musical sulla passione e morte di Gesù come momento di preghiera, concepito come una semplice rappresentazione scenica per i presenti. Ma le emozioni suscitate tra quelle persone diedero lo stimolo a ripetere e perfezionare il progetto, coinvolgendo, nell’anno successivo un numero maggiore di persone. Tuttavia, a pochi giorni dalla prima rappresentazione, la pandemia obbligò alla sospensione dello spettacolo. Era una battuta d’arresto, ma l’équipe tecnica e il cast di artisti sono rimasti uniti nell’attesa che arrivassero le condizioni per portare in scena lo spettacolo.

 Due anni dopo, “Getsemaní, el musical” ha potuto debuttare in un formato diverso e più ambizioso, nel teatro della casa salesiana “Santissima Trinità” di Siviglia, in occasione della festa di San Giuseppe, sabato 19 marzo. Poi, è stato portato in scena anche nella casa salesiana “Sant’Ignacio” di Cadice, sabato 2 aprile, anche qui – come a Siviglia – con due spettacoli per data.

Tutto il ricavato della vendita dei biglietti e dei prodotti collegati allo spettacolo viene destinato al progetto “Buzzetti” della “Fundación Don Bosco Salesianos Social”, finalizzato alla cura e alla promozione dei giovani fuoriusciti, per motivi di età, dai progetti di assistenza ai minori.

Il cast del musical è composto da oltre 120 persone che, tutte in forma volontaria, collaborano alla realizzazione di questo progetto. Nella direzione musicale, Javier Romero; nella direzione artistica, Rafael Sánchez Cazorla, SDB, e Ana Abad; nella scenografia, Rubén Fernández, nel disegno grafico, Javi Comino; e molte altre persone meno note che hanno dato il loro tempo, i loro doni e la loro dedizione, persone provenienti da molte case salesiane di tutto il Paese: i centri salesiani di Cadice, Rota, Jerez, San José del Valle, Algeciras, Siviglia, Sanlúcar la Mayor, Utrera, Palma del Río, Mérida, Alicante, Madrid…

A livello di struttura il musical consta di 18 scene, legate dalla figura di un centurione romano di nome Cornelius che fa da contrappunto al dramma rappresentato; nello sviluppo della trama si ascoltano canzoni conosciute di musical come “Godspell” e “Jesus Christ Superstar” e del gruppo Brotes de Olivo, oltre ad altri motivi meno noti che compongono un musical molto realistico e al tempo stesso in grado di commuovere.

E l’accoglienza del pubblico a Siviglia e a Cadice è stata elevata e calorosa.

Dopo l’ultima sua rappresentazione di Cadice, per il musical “Getsemani” si è aperto un nuovo orizzonte di altre possibili rappresentazioni. È già stato richiesto da diverse case salesiane nelle province di Cadice, Siviglia, Cordoba e Madrid, e ci sono anche diverse parrocchie e realtà diocesane interessate ad averlo.

In tutti i casi gli organizzatori assicurano che quest’iniziativa manterrà i suoi caratteri propri, diffondendo il messaggio di Gesù di Nazaret nello stile di Don Bosco, e preservando lo scopo caritatevole e solidale di aiutare i più bisognosi.

https://fundaciondonbosco.es/

ANS: Spagna – I salesiani tornano ad organizzare gli incontri giovanili di Pasqua

I Salesiani di Madrid offrono per Pasqua a circa 1.600 giovani, un’esperienza comunitaria che tocca gli argomenti della Passione, della Morte e della Risurrezione. Gli incontri si svolgeranno a livello locale in varie case salesiane dei comuni di Andalusia, Aragona, Isole Baleari, Isole Canarie, Catalogna, Comunità di Valencia, Estremadura e Regione di Murcia.

Di seguito la notizia dell’ANS:

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(ANS – Madrid) – Un’intensa esperienza comunitaria di quello che è al centro della fede e della vita cristiana: la Passione, Morte e Risurrezione del Signore. Questo è ciò che i salesiani vogliono offrire a circa 1.600 giovani e famiglie che partecipano agli incontri speciali di Pasqua preparati per quest’anno. Il miglioramento della situazione sanitaria fa prevedere di poter realizzare queste celebrazioni con i canoni abituali.

In sintonia con il suo motto pastorale, i salesiani dell’Ispettoria “Spagna-Maria Ausiliatrice” (SMX) presentano la loro proposta pasquale salesiana come “Segnati dalla speranza”. “Ogni incontro pasquale lascia un segno in noi, soprattutto se incontriamo il Risorto”, ha spiegato José Luis Navarro, coordinatore dell’Itinerario di Educazione alla Fede di SMX.

Gli incontri si svolgeranno a livello locale in varie case salesiane dei comuni di Andalusia, Aragona, Isole Baleari, Isole Canarie, Catalogna, Comunità di Valencia, Estremadura e Regione di Murcia. Un sito web contiene i materiali comuni elaborati per questo appuntamento, cui si sono iscritti complessivamente circa 1.000 partecipanti.

Nel caso dell’Ispettoria di “Spagna-San Giacomo Maggiore” (SSM), lo slogan scelto per gli incontri è “Appassionati nel dare la vita”, anche questo in linea con la campagna pastorale ispettoriale di quest’anno. La partecipazione attesa è di circa 600 persone e gli incontri avverranno, come in passato, suddivisi per tre livelli d’età.

Ma non finisce qui. Il programma pasquale dei salesiani di Spagna prevede anche altre iniziative: ci saranno incontri per famiglie e giovani a Mohernando (Guadalajara) e Somalo (La Rioja). “L’esperienza di riunire famiglie e giovani genera una ricchezza particolare, perché mescola diverse generazioni e unisce la freschezza dei più giovani e l’esperienza accumulata dagli adulti”, spiega don Xabier Camino, Delegato di Pastorale Giovanile dell’Ispettoriale di SSM.

Inoltre, viene offerta la possibilità di vivere la Pasqua lungo il Cammino de Santiago. “Il Cammino, come la vita, è un’esperienza aperta all’incontro, chiede flessibilità, porta alla condivisione con il tuo gruppo, ma anche con altri i tanti altri compagni di viaggio che s’incontrano ad ogni tappa. Questo è ciò che vogliamo offrire in termini di convivenza e spirito salesiano” aggiunge ancora don Camino.

Tutte le case salesiane organizzeranno diverse attività per la Settimana Santa. Le parrocchie riuniranno migliaia di persone per la celebrazione del Triduo Pasquale. Inoltre, negli ambienti salesiani, a giovani, educatori, salesiani e altri membri della Famiglia Salesiana viene offerta l’opportunità di partecipare ad attività come esercizi spirituali, ritiri e pellegrinaggi.

In alcune case, poi, vengono realizzate delle rappresentazioni sulla Passione di Cristo. Si segnalano in particolare quelle presso i Salesiani di Cadice (“Getsemani”), Siviglia-Trinidad (“Agnus Dei”) e Huesca (“La Passione”). Inoltre, 29 confraternite e sodalizi di ispirazione salesiana faranno le loro processioni pasquali; tra queste, spiccano quelle de “L’Asinello” a Ciudad Real; “La Santa Cena” ad Alicante; “Lo Spogliato” a Cadice; “L’Arresto”, a Cordoba; e “Le Pene” a Malaga.

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Spagna – Il Centro Giovanile Salesiano “Amencer” festeggia 35 anni di presenza salesiana a Ourense

Il centro giovanile salesianoAmencer” del nord-ovest della Spagna, in Galizia, ha celebrato 35 anni di vita dedicata alla gioventù con un ricco programma di iniziative che si sono svolte da venerdì 25 a domenica 27 marzo. Di seguito la notizia su ANS.

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(ANS – Ourense) – Più di tre decenni di presenza sono un tempo opportuno per gettare radici profonde. Una prova di ciò la si può avere guardando ad Ourense, nel nord-ovest della Spagna, in Galizia, dove il centro giovanile salesiano “Amencer” ha celebrato in questi giorni 35 anni di vita dedicata alla gioventù.

Molto tempo, impegno, lavoro ed emozioni sono stati impiegati, insieme a tanta buona volontà, per cambiare per sempre, in meglio, la vita dei giovani galiziani. “Amencer” oggi si posiziona come uno degli oratori più attivi e dinamici a livello nazionale, con un gran numero di giovani accolti e accompagnati ogni anno, ed è un centro pieno di vita in grado di dare un esempio di carisma salesiano vissuto e di dedizione.

Per questo “Amencer” ha preparato un ricco programma di iniziative, e i festeggiamenti si sono svolti nel fine-settimana da venerdì 25 a domenica 27 marzo. Nella serata del primo giorno è stata realizzata una festa giovanile, durante la quale ragazzi e ragazze si sono potuti riunire e ballare insieme. La mattina seguente, i gruppi di bambini – “Saltimbanqui”, “Andaina” e gli “Amici di Domenico Savio” – si sono divertiti con i giochi che gli animatori hanno preparato per loro in giro per tutta la città.

Lo stesso giorno, nel pomeriggio, ha avuto luogo un incontro tra la Giunta Direttiva e di Coordinamento e la Comunità Salesiana, seguito dalle celebrazioni dell’anniversario presso la Casa Salesiana. La serata si è conclusa con una cena per tutti coloro che fanno e hanno fatto parte della storia di “Amencer”. Infine, la domenica si è conclusa con l’Eucaristia nella chiesa parrocchiale dedicata a Maria Ausiliatrice, che ha riunito tutti i giovani, le famiglie e gli amici di Amencer, e con la successiva visita alla mostra sui 35 anni dell’opera, realizzata insieme alla Famiglia Salesiana.

Ha scritto per l’occasione il Direttore del Centro Giovanile:

Il percorso intrapreso come centro giovanile salesiano è stato costante, aperto alla realtà e alla città, e ha cercato di rispondere alle necessità dei bambini e dei giovani di Ourense.

Amencer è ad Ourense per rispondere alle necessità dei nostri bambini e giovani all’interno di un progetto educativo-pastorale chiaro e definito. Questo è ciò che abbiamo celebrato questo fine settimana in compagnia di salesiani, animatori ed ex animatori, giovani, adolescenti e bambini, e molte altre persone a noi vicine.

Con i nostri festeggiamenti abbiamo voluto celebrare il 35° anniversario nella memoria e nella profezia. Ricordando il lavoro di tanti volontari (o animatori, come li chiamiamo noi) che hanno sognato, sognano e sogneranno di accogliere ogni bambino o giovane che abbia bisogno.

E continuiamo a sognare un nuovo ‘amencer’ (alba) con pace, fraternità, giustizia in un tempo libero educativo e integrale”.

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Spagna – Rinnovamento tra gli Exallievi di Don Bosco

Dal sito dell’agenzia ANS.

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(ANS – Madrid) – È un tempo di rinnovamento per gli Exallievi di Don Bosco in Spagna, che in questo 2022 hanno iniziato il loro cammino con una nuova guida confederale e l’accompagnamento personale e fraterno del Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Ángel Fernández Artime.

Gli Exallievi di Don Bosco in Spagna erano stati convocati per celebrare l’Assemblea elettiva per eleggere il nuovo Presidente Confederale il 18 dicembre scorso. Dopo l’Eucaristia, è iniziata l’Assemblea. Tra le due candidature presentate è stato eletto a maggioranza assoluta, per i prossimi 4 anni, il signor Diego Aragón Yuste, attualmente Presidente Regionale della Zona Sud della Spagna.

In quell’occasione l’Assemblea non mancò poi di ringraziare anche il Presidente uscente, il signor Fernando Núñez Arce, a nome del suo Esecutivo Confederale, per il lavoro svolto durante gli ultimi otto anni.

Il nuovo esecutivo confederale ha iniziato il suo lavoro nei giorni del 21 e 22 gennaio, in una riunione che ha segnato il passaggio di consegne, e che si è contraddistinta per un regalo inaspettato: un incontro con Don Ángel Fernández Ártime, il Rettor Maggiore dei Salesiani e Padre e Centro di Unità della Famiglia Salesiana, che si è congratulato con la nuova squadra e l’ha incoraggiata a guardare al futuro e a contribuire al lavoro di tutta la Famiglia Salesiana in Spagna. Nel suo messaggio di incoraggiamento, Don Á.F. Ártime ha invitato tutti i presenti a non lasciarsi trasportare dalla nostalgia, ma a fare la loro parte per i bambini, i ragazzi e i giovani, specialmente i più vulnerabili.

Inoltre, si sono tenute riunioni con la Segreteria Tecnica, che svolge il lavoro quotidiano della Confederazione Spagnola degli Exallievi, per conoscere nel dettaglio lo stato del movimento degli Exallievi, e con i responsabili della Fondazione “Juan Siglo XXI”, che negli ultimi anni hanno fatto un grande lavoro per modernizzare e adattare questa entità, in modo che siano sempre più e sempre meglio uno strumento utile per sostenere progetti educativi e occupazionali per i giovani in Spagna.

Diego Aragón Yuste è Exallievo delle Case di Antequera e Malaga, Salesiano Cooperatore del Centro di Malaga, membro attivo dell’Adorazione Notturna, fondatore della Confraternita Salesiana di Malaga nata su impulso degli Exallievi di Don Bosco. È stato Presidente dell’Associazione di Malaga per due mandati, dal 2004 al 2012, periodo durante il quale l’Associazione ha celebrato il centenario di fondazione, ottenendo l’erezione del monumento a Don Bosco e la celebrazione di cinque eventi legati al movimento, di carattere regionale, nazionale e internazionale. Dal 2006, con la riunificazione delle associazioni regionali di Cordoba e Siviglia, è stato Segretario regionale fino al 2015, quando è stato eletto Presidente regionale.

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Spagna, i salesiani aprono una scuola del digitale

Dal sito de L’Osservatore Romano.

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Un primo gruppo di 25 giovani verrà formato alle nuove tecnologie presso la Don Bosco F5. Si tratta di una scuola digitale, inclusiva e solidale, la prima in Spagna, che verrà sviluppata in Andalusia sotto il modello pedagogico Simplon.co. Un’opera simbolo del lavoro salesiano con i giovani a rischio e le persone in difficoltà. Il progetto è nato dalla collaborazione tra la Fundación Don Bosco e la Factoría F5, fa parte delle attività sviluppate nell’area Polígono Sur di Siviglia, considerata una delle zone più vulnerabili del Paese, dove un gran numero di minori, giovani e famiglie sono immersi in situazioni di grave precarietà, soprattutto in termini di occupazione.

Secondo un’indagine sulla popolazione attiva, pubblicata dall’Istituto nazionale di statistica spagnolo (Ine), nel terzo trimestre 2020 si è registrato il più alto livello di disoccupazione dall’inizio del 2018 e in Andalusia, i senza lavoro sono più di 84.000. Vari i motivi che hanno spinto alla nascita del progetto. In primo luogo, la constatazione che nella popolazione giovanile la mancanza di accesso al mercato del lavoro è spesso predeterminata dall’abbandono precoce dei percorsi formativi, che impedisce di ottenere una formazione professionale adeguata e le competenze necessarie per accedere a un lavoro.

In secondo luogo, alcuni dati significativi della realtà socio-economica nazionale: stando al 10º rapporto sulla popolazione a Rischio di Povertà o Esclusione, in Spagna ci sono 12,3 milioni di persone in situazione di esclusione sociale; mentre, secondo i dati della Fundación Telefónica, ci sono oltre 56.000 posti vacanti nel settore tecnologico. Infine, il progetto della scuola Don Bosco F5 è generato soprattutto anche come risposta alla crisi provocata da covid-19, per cercare un’alleanza strategica tra tre realtà leader nell’intervento educativo e sociale, nella formazione tecnologica e nell’impegno imprenditoriale.

Secondo i promotori del progetto, Don Bosco F5 vuole essere un impegno verso i talenti nascosti, specialmente tra le donne in situazioni precarie, i giovani non qualificati, i disoccupati di lunga durata, i richiedenti protezione internazionale, i gitani, i giovani esclusi dalla pubblica amministrazione, gli immigrati e tutti quei gruppi che partono da una situazione di minori opportunità e di vulnerabilità.

Per lo sviluppo del progetto — si legge sul sito www.salesianos.edu — verrà utilizzata una metodologia innovativa, focalizzata sull’inserimento lavorativo, che punta su una pedagogia attiva, cento per cento pratica, che unirà dinamiche d’aula e online, metodi di apprendimento deduttivi e un costante orientamento professionale, con la realizzazione di progetti reali per le organizzazioni coinvolte, lezioni realizzate da professionisti del settore dell’hi-tech, incontri e giornate di assunzione con le aziende e nelle fiere del lavoro. In questo modo, Don Bosco F5, quindi, entrerà a far parte della prima rete di scuole digitali inclusive e solidali in Spagna, già presente a Barcellona, Madrid, Bilbao e nelle Asturie. Uno degli aspetti più interessanti è che si potrà accedere alla formazione nelle competenze più ricercate nel settore digitale senza conoscenze pregresse. Al tempo stesso, non si tratta di un salto nel buio: l’esperienza delle scuole F5 già attive dimostra che il 76 per cento degli allievi nei mesi immediatamente successivi alla formazione ottiene un lavoro, accede ad ulteriori corsi formativi o avvia un progetto imprenditoriale.

A livello tecnico, verrà offerta una formazione di 1.000 ore su: Design e sviluppo front-end di siti web e applicazioni (Html, Css e JavaScript), Design e sviluppo back-end di siti web e applicazioni, User experience design e prototipazione, uso di metodologie agili, come Kanban o Scrum.

La presenza della Fundación Don Bosco nell’area spagnola Polígono Sur è iniziata nei primi anni ‘90 con l’allestimento di case di accoglienza per minori sotto tutela e di progetti di intervento socio-educativo nonché di inserimento socio-lavorativo.

di Francesco Ricupero

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“Sono operaio e sono cattolico”. Bartolomé Blanco Márquez (1914-1936)

Pierluigi Cameroni

(NPG 2020-05-66)

“Io sono operaio, sono nato da genitori che pure lo erano. Ho vissuto e vivo nell’ambiente di strettezza e di lavoro delle classi umili e sento correre nelle mie vene, esacerbate a volte dal fuoco dell’entusiasmo giovanile, una protesta, un’energica protesta, contro coloro che credono che non siamo uomini come loro perché abbiamo avuto la disgrazia – o forse la sorte – di nascere nella povertà, di usare il camice da lavoro e avere le mani ruvide e callose. Però chiariamo i concetti: sono operaio e sono cattolico”.

Chi parla così è un giovane di 19 anni, di professione fabbricatore di sedie, seggiolaio, al comizio dell’Azione Popolare il 5 novembre 1933 a Pozoblanco (Spagna); un giovane retto e coraggioso, con un’intelligenza non comune, di umili origini, di condizione operaia, difensore dei diritti del popolo e della Chiesa.

Una vita breve, ma intensa

Bartolomé Blanco Márquez nasce a Pozoblanco (Cordova, Spagna) il 25 dicembre 1914. Sua mamma muore a causa dell’epidemia detta “spagnola” prima che il bimbo compia i quattro anni. Figlio e padre vanno a vivere dagli zii. Orfano anche di padre a dodici anni, perso a seguito di un grave incidente, deve lasciare la scuola e mettersi a lavorare da seggiolaio nel piccolo laboratorio del cugino. Quando nel settembre 1930 arrivano a Pozoblanco i Salesiani, Bartolomé frequenta l’oratorio e aiuta come catechista e animatore. Trova in don Antonio do Muiño un direttore che lo spinge a continuare la sua formazione intellettuale, culturale e spirituale attraverso la partecipazione ai circoli di studio. Questo Salesiano sarà, fino alla prematura morte di Bartolomé, suo confessore e guida spirituale. Don Antonio intuisce la buona stoffa di quel ragazzino, già provato dalla vita, che grazie all’impegno cristiano e all’influenza della dottrina sociale della Chiesa si sarebbe coinvolto fin da giovanissimo nell’impegno di trasformazione sociale. È apprezzato da parenti, amici, compagni per il suo ingegno, l’impegno apostolico, l’attitudine di leader. Più tardi entra nell’Azione Cattolica, di cui è segretario e dove dà il meglio di sé. Trasferitosi a Madrid per specializzarsi nell’apostolato fra gli operai presso l’Istituto Sociale Operaio, si distingue come oratore eloquente e studioso della questione sociale. Ottenuta una borsa di studio, può conoscere attraverso un viaggio organizzato dall’Istituto Sociale Operaio le organizzazioni operaie cattoliche di Francia, Belgio e Olanda. Nominato delegato dei sindacati cattolici, nella provincia di Cordoba ne fonda otto sezioni.

Quando esplode la rivoluzione, il 30 giugno 1936, Bartolomé ritorna a Pozoblanco e si mette a disposizione della “Guardia Civile” per la difesa della città, che dopo un mese si arrende ai rossi. Dopo qualche giorno di nascondimento si consegna il 18 agosto. Accusato di ribellione viene portato in carcere, dove continua ad avere un comportamento esemplare: “Per meritarsi il martirio, bisogna offrirsi a Dio come martiri!”. Il 24 settembre viene trasferito nel carcere di Jaén, nel quartiere di ‘Villa Cisneros’, dove condivide la sorte con quindici sacerdoti e molti altri laici impegnati. Viene processato e condannato a morte a Jaén il 29 settembre. Il processo avviene davanti a un pubblico che grida e insulta, attraverso testimoni falsi e manipolati, con accuse prive di fondamento. I veri motivi sono la fede cattolica e l’impegno di Bartolomé in diverse associazioni e attività a favore della giustizia. Come è tipico di queste situazioni si tratta di un processo farsa, con giudizio iniquo. Le accuse sono: essere di destra, ribellione alla Repubblica, congiura contro il governo costituito, addirittura l’assassinio. Lo fa soffrire che il delatore sia un compagno di infanzia animato da odio viscerale nei confronti suoi e della Chiesa. Dopo la sentenza, mantenendo la calma e difendendosi con dignità, dice: “Avete creduto di farmi un male e invece mi fate un bene perché mi cesellate una corona”.

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