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Spagna: la Formazione Professionale salesiana realizza 10 incubatrici per i bambini a rischio dell’Ucraina

Giovedì 16 giugno la piattaforma di associazioni e organizzazioni impegnate a favore della popolazione ucraina “Clúster SOS Ucrania” della Navarra ha ricevuto la donazione di 10 incubatricirealizzate da studenti e insegnanti dei Centri di Formazione Professionale salesiani. Di seguito la notizia riportata dal sito ANS.

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Giovedì 16 giugno, la piattaforma di associazioni e organizzazioni impegnate a favore della popolazione ucraina “Clúster SOS Ucrania” della Navarra ha ricevuto la donazione di 10 incubatrici realizzate da studenti e insegnanti dei Centri di Formazione Professionale salesiani, che saranno presto in viaggio verso l’Ucraina. Cinque saranno destinate alla regione di Kiev, tre a Zaporizhia e due a Mykolaiv.

Alla consegna di queste 10 incubatrici, insieme ai più importanti media della Navarra, erano presenti i rappresentanti delle entità che hanno donato i fondi per la loro costruzione e spedizione: il club sportivo Mulier, l’associazione “Farmacisti senza frontiere” e la compagnia assicurativa “IMQ” delle Asturie.

“Clúster SOS Ucrania” ha contattato i salesiani di Pamplona quando ha saputo del progetto che i centri salesiani stanno portando avanti. Si tratta del progetto “Incubatrici che salvano la vita”, in cui sono coinvolti otto Centri di Formazione Professionale salesiani dell’IspettoriaSpagna-San Giacomo Maggiore”.

La guerra in corso in Ucraina fa sì che le nascite premature avvengano in luoghi non attrezzati dal punto di vista medico. Le incubatrici progettate da “Medicina Abierta al Mundo” sono state costruite dagli studenti dei cicli di meccanizzazione di livello superiore degli otto CFP salesiani e i giovani del corso di Elettricità ed Elettronica del complesso salesiano di Pamplona hanno realizzato l’assemblaggio elettronica.

“Per noi – hanno detto gli studenti durante la presentazione – è un piacere lavorare alla costruzione di queste incubatrici per neonati prematuri. Impariamo a lavorare con nuovi materiali e ci sentiamo utili. È molto stimolante per tutti noi”.

La controparte ucraina del “Clúster SOS Ucrania” ha ordinato 50 unità, 10 delle quali sono state già inviate.

Il progetto “Incubatrici che salvano vite” è iniziato l’anno scorso con una collaborazione tra il CFP salesiano di Pamplona, e le ONG “Medicina abierta al Mundo” e “Ayuda Contenedores” ed è stato esteso quest’anno ad altri 7 centri. Prima dell’inizio della guerra in Ucraina, erano già stati inviati ad altri Paesi che avevano bisogno di questi apparati, soprattutto in Africa e in America.

Pablo Sánchez, il giovane ingegnere che ha partecipato alla progettazione delle incubatrici, ha affermato nella presentazione che la richiesta è alta e proviene da diversi luoghi, per questo si continuerà a produrne anche nel corso del prossimo anno accademico.

“Medicina abierta al Mundo” ha sviluppato l’idea, progettato il prototipo e costruito le prime incubatrici “ma i centri salesiani sono diventati la forza del progetto” hanno affermato.

Molte aziende sono state interessate a contribuire con il loro granello di sabbia attraverso la fornitura di materiali o la fabbricazione di piccole parti delle incubatrici su una scala più ampia di quella che può offrire un centro educativo. Questo è il caso della collaborazione dell’azienda “M Torres”, che fornisce la stampa 3D di piccole parti per completare il dispositivo, o della Moshy, che ha donato le fodere per i materassini delle incubatrici. Inoltre, il progetto gode anche del sostegno dell’impresa bancaria “La Caixa”, attraverso l’iniziativa “FPDualiza”.

LiLy Shyshkovska, rappresentante dell’associazione “Alas de Ucrania”, che fa parte del “Clúster SOS Ucrania”, si è rivolta al pubblico augurandosi che non debbano essere inviate molte altre culle nel suo Paese perché la guerra possa presto concludersi, e ha infine affermato:

“Grazie a tutte le persone che partecipano a questo progetto. Siete incredibili. Pur fra tanto male in questo mondo, grazie a voi sta tornando la fiducia nella bontà degli esseri umani”.

Spagna: il complesso educativo dei Salesiani di Pamplona premiato dal Collegio Ufficiale degli Architetti dei Paesi Baschi e della Navarra

Il 14 giungo, nell’Auditorium “Baluarte” di Pamplona, il complesso educativo dei Salesiani di Pamplona è stato riconosciuto come pregevole opera architettonica dal Collegio Ufficiale degli Architetti dei Paesi Baschi e della Navarra (COAVN, in spagnolo). Di seguito la notizia pubblicata dal sito ANS.

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Il complesso salesiano della scuola e Centro di Formazione Professionale di Pamplona, nella sua nuova sede di Sarriguren-Valle de Egües, è stato riconosciuto come pregevole opera architettonica dal Collegio Ufficiale degli Architetti dei Paesi Baschi e della Navarra (COAVN, in spagnolo), che lo ha ritenuto vincitore del Premio da esso assegnato nella sezione “Edifici Pubblici e Tecnologici”. Per questo, lo scorso 14 giungo, nell’Auditorium “Baluarte” di Pamplona, gli architetti Álvaro Cordero, Carlos Garmendia, Daniel Azpilicueta, Imanol Carlos García de Albéniz, Iñaki Tanco e Pedro Garmendía, che hanno ideato e realizzato l’opera, sono stati premiati dal COAVN, insieme a don Jorge Lanchas, come rappresentante dell’istituzione promotrice, i Salesiani di Don Bosco.

Il complesso dei Salesiani di Pamplona presso Sarriguren-Valle de Egües è stato aperto nel 2019 e inaugurato nel 2020, alla presenza del Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime. Esso è andato a rinnovare la presenza salesiana nella città, aperta nel 1927, e che era precedentemente situata nel centro della città, ma che non era più adeguata soprattutto per la carenza di spazi necessari alla formazione dei giovani.

Il grande e nuovo complesso, realizzato alla periferia della città, si compone di quattro ampi edifici educativi, uno residenziale amministrativo e la chiesa, cui vanno ad aggiungersi gli spazi dell’oratorio-centro giovanile e per le attività sportive.

Come hanno spiegato gli stessi architetti autori dell’opera, si tratta di “Un progetto che cambia la sua scala per integrarsi nell’ambiente circostante, generando spazi diversi che arricchiscono il suo stesso utilizzo… Non contano solo gli spazi, ma anche i vuoti, che inseriti in quegli spazi e insieme alla vegetazione vanno a generare un insieme gradevole e attraente”.

La cerimonia di premiazione si è svolta in occasione del gala annuale organizzato dal COAVN, e a consegnare il premio ai vincitori, è stato José María Aierdi, secondo Vicepresidente e Consigliere della Pianificazione Territoriale, dell’Edilizia Abitativa, del Paesaggio e dei Progetti Strategici del governo della Navarra. Da parte salesiana, oltre al già citato don Jorge Lanchas, Preside, c’era anche don Ángel Miranda, Direttore dell’opera.

Nel motivare la sua decisione, la giuria ha scritto:

“Il valore principale è stato dato all’esecuzione di un progetto su larga scala in un breve periodo di tempo con risultati molto interessanti. Vale la pena sottolineare l’uso appropriato degli spazi aperti in relazione alle diverse destinazioni d’uso (ingresso, portico, accesso ai diversi edifici). Il complesso, nonostante le sue grandi dimensioni, è riuscito a conseguire un gradevole inserimento con il sito in cui sorge: situato al confine ‘tra la campagna e la città’, il trattamento volumetrico attenua notevolmente il suo effetto paesaggistico. I limiti fisici del perimetro sono risolti in modo intelligente con le stesse strutture costruite, il che è altrettanto notevole. Infine, il progetto architettonico e quello educativo sono perfettamente combinati, il che è motivo di elogio per l’istituzione promotrice”.

 

“È una soddisfazione vedere che il proprio lavoro viene riconosciuto e apprezzato dai colleghi della tua professione”

ha dichiarato nell’occasione Pedro Garmendia, uno dei sei architetti premiati. In rete sono disponibili un video in cui altri due architetti dell’équipe responsabile del progetto – Carlos Garmendia e Iñaki Tanco – illustrano il complesso salesiano, così come un video sulla storia della presenza salesiana a Pamplona.

Mentre l’elenco di tutti i premiati nelle diverse categorie è disponibile sul sito del COAVN.

Spagna: conclusa la Visita Straordinaria di don Farfán all’Ispettoria “Spagna-Maria Ausiliatrice”

La casa salesiana Martí Codolar, a Barcellona, ha ospitato il 2 e 3 giugno scorsi l’ultimo incontro dell’anno pastorale per i Direttori delle comunità, che ha coinciso con la chiusura della Visita Straordinaria all’Ispettoria “Spagna-Maria Ausiliatrice” (SMX), realizzata dal Visitatore Straordinario don Marcelo Farfán per conto del Rettor Maggiore. Di seguito la notizia riportata dal sito ANS.

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La casa salesiana di Martí Codolar, a Barcellona, ha ospitato, nei giorni del 2 e 3 giugno scorsi, l’ultimo incontro dell’anno pastorale per i Direttori delle comunità, evento che ha coinciso con la chiusura della Visita Straordinaria all’Ispettoria “Spagna-Maria Ausiliatrice” (SMX), realizzata, per conto del Rettor Maggiore, dal Visitatore Straordinario “ad nutum” e “pro tempore” don Marcelo Farfán.

Come aveva manifestato il Rettor Maggiore, la Visita di don Farfán, iniziata il 1° settembre 2021, aveva l’obiettivo di intensificare ulteriormente la comunione reciproca tra i religiosi e le comunità, di conoscere la vita di ciascuna delle case e di rendere un servizio fraterno all’Ispettoria, secondo gli articoli 127 delle Costituzioni e 104 dei Regolamenti. Obiettivi che, con il senno di poi, possono dirsi raggiunti.

Durante questi circa 9 mesi di permanenza nell’Ispettoria, don Farfán ha visitato le 75 case che, sparse tra le Comunità di Andalusia, Estremadura, Murcia, Valencia, Aragona, Catalogna, Isole Baleari e Canarie, compongono il territorio ispettoriale, trascorrendo una media di due giorni in ognuna di esse e prendendo parte a diversi eventi significativi, come il Capitolo Ispettoriale e la Festa Ispettoriale celebrati ad aprile scorso a Malaga.

Questa visita, come riporta il Visitatore nella sua relazione, gli ha permesso di conoscere la realtà delle comunità educative-pastorali locali e di lavorare fianco a fianco con le organizzazioni di animazione e di servizio dell’Ispettoria, condividendo l’esperienza e gli orientamenti del Consiglio Generale, nonché la visione aggiornata dello stato dell’Ispettoria e dei progressi compiuti rispetto alla visita precedente nel percorso di unificazione seguito al ridisegno delle Ispettorie spagnole.

Nella sua relazione don Farfán ha potuto condividere una lettura complessiva della realtà dell’Ispettoria, soffermandosi su aspetti quali l’animazione e il governo, i salesiani e le comunità, la formazione, la pastorale giovanile e gli ambienti educativi pastorali, la comunicazione sociale e l’animazione della Famiglia Salesiana. Ha potuto anche illustrare alcuni punti chiave per l’animazione e il governo della Provincia, a partire dalla fedeltà alla Congregazione espressa nell’applicazione del Capitolo Generale 28°, e ha offerto diversi motivi di gioia e di speranza. La relazione si è conclusa con alcune opzioni stimolanti da tenere in considerazione per il Consiglio ispettoriale e per tutta l’Ispettoria SMX.

Oltre a questa condivisione e al dialogo tra salesiani, l’incontro ha fornito l’occasione per approfondire altre informazioni relative alla situazione degli aiuti offerti dall’Ispettoria e dell’ONG salesianaBosco Global” alla popolazione coinvolta dalla guerra in Ucraina, oltre che sullo stato del progetto di accompagnamento alle presenze salesiane in Libano e sulle attività salesiane in programma per la prossima estate.

L’incontro si è concluso con le risposte dell’Ispettore, don Angel Asurmendi Martínez, ad alcune domande sollevate durante il Capitolo Ispettoriale, e con la tradizionale foto di gruppo.

A Malaga incontro dei Centri Nazionali salesiani di Roma e Madrid

Il 30 e 31 maggio si sono radunati a Malaga alcuni rappresentanti dei Centri Nazionali di Roma e Madrid (nella foto ritratti con alcuni laici animatori dell’opera salesiana). Il cammino di convergenza e crescita della Regione Mediterranea vede ogni anno un momento importante nell’incontro tra salesiani e laici che animano i centri di coordinamento e animazione. I temi trattati conducono a percorsi condivisi; quest’anno in particolare sull’educazione alla fede, la formazione dei docenti nelle nostre scuole, la rete europea dei Centri di Formazione Professionale, la strutturazione organica dell’animazione salesiana nazionale, le iniziative nel campo del disagio giovanile e dell’accoglienza di immigrati e rifugiati, la preparazione dei seminari comuni sull’animazione vocazionale e sulla pastorale degli immigrati.

Spagna: la famiglia radiofonica salesiana cresce e dà voce alle Comunità Educativo-Pastorali

La radio si sta facendo strada nelle case salesiane in Spagna come mezzo dalle enormi potenzialità educative e di trasmissione di valori, e che dà voce a bambini e ragazzi anche di altre realtà. Dopo il successo dell’iniziativa “Salesianos.info/podcast”, sono molte le realtà salesiane che si stanno adoperando per avviare una propria radio salesiana. Di seguito la notizia pubblicata dal sito ANS.

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(ANS – Madrid) – Dopo il successo dell’iniziativa “Salesianos.info/podcast”, sono molte le realtà salesiane che si stanno adoperando per avviare una propria radio salesiana. È il caso, ad esempio, di Alcalá de Guadaíra e Morón de la Frontera, le ultime case entrate a far parte della “famiglia radiofonica salesiana”. Ma negli ultimi anni, e con un significativo incremento a partire dallo scoppio della pandemia, sono divenute sempre di più le presenze che hanno optato per questo mezzo per diffondere le proprie attività e dare protagonismo ai giovani.

Un esempio di tutto questo può essere visto nella prima stagione di “El Pódcast de Don Bosco”. Un format ideato dagli exallievi dell’opera salesiana di Alcalá de Guadaíra che hanno optato per la diffusione educativo-pastorale dell’opera di Don Bosco attraverso i media digitali e in formato audio. Questo podcast ha già presentato delle edizioni speciali dedicate a San Giovanni Bosco e a Maria Ausiliatrice nelle rispettive celebrazioni festive, trasmettendo episodi che hanno cercato di diffonderne la devozione a tutti gli ascoltatori. Hanno partecipato a quell’evento, sia a livello nazionale, sia internazionale, messaggi arrivati ​​da molti angoli della Spagna, della Colombia e dal centro giovanile salesiano di Aleppo in Siria. Con questa nuova stagione, “El Pódcast de Don Bosco”, continuerà a scommettere per scoprire e far conoscere tutte le realtà, i settori e i gruppi della Congregazione.

In altri casi è la scuola, attraverso la materia “Oratoria e Dibattito”, che mira a rendere gli studenti consapevoli dell’importanza e della portata di tutti i media, nonché a sviluppare tra gli allievi essi la padronanza del linguaggio e della trasmissione verbale. Per fare questo, gli studenti della scuola secondaria salesiana di Morón de la Frontera, nel loro studio radiofonico, hanno iniziato a realizzare le prime trasmissioni e registrazioni, accessibili dalle pagine social e dal sito della scuola. Questa iniziativa è stata accolta con grande interesse ed entusiasmo dagli studenti che l’hanno adottata, poiché la sua intenzione è chiara: continuare ad apprendere in modo significativo, raccontando attraverso i podcast tutto ciò che accade nella scuola salesiana.

Ancora, il podcast “Papeleta de Sitio” dei Salesiani di Triana ha recentemente completato con successo la sua quarta stagione. Il podcast, che può essere ascoltato dalla piattaforma Spotify, analizza l’attuale realtà delle confraternite salesiane di Siviglia ed è realizzato da studenti ed exallievi del Centro di Formazione Professionale di Triana. Quest’anno l’équipe è composta da un gruppo di 15 studenti, che hanno realizzato un totale di 6 programmi attraverso i quali hanno fatto riflettere sulle diverse figure della Passione, Morte e Risurrezione di Gesù Cristo e avviato dibattiti sul contesto post-pandemia.

Da alcuni anni, e grazie ai progressi tecnologici, in Spagna stanno emergendo una moltitudine di iniziative per “dare voce” alla comunità educativa. La decana delle attuali radio salesiane nel Paese è “Don Bosco Radio”, dell’opera salesiana di Ibi, presso Alicante: da circa 15 anni nella regione de l’Alcoià è possibile sintonizzarvisi sulle frequenze 88.4 FM.

Una delle potenzialità della radio è la sua funzione educativa. Così la intendono anche alla scuola “San Juan Bosco” di Valencia, dove “Radio Bosco” è nata più di tre anni fa.

E con la stessa idea di radio educativa, nell’anno accademico 2017/2018 è emerso “Salesianos LAM”, uno spazio digitale della scuola “Salesianos La Almunia”, presso Saragozza. Nell’ultimo anno altri centri sono stati incoraggiati a lanciare la propria radio scolastica, come centri “Salesianos Padre Aramburu” a Burgos, “Salesianos Lugo” e “Salesianos La Orotava”. A queste iniziative se ne aggiungono altre più specifiche, come i laboratori radiofonici organizzati da alcuni centri come “Salesianos Los Boscos” a Logroño, “Salesianos Cruces” a Barakaldo (Vizcaya), “Salesianos Monzón” (Huesca) e “Salesianos Santander”. E altri progetti sono già conclusi, come Radio Familia dei “Salesianos Antequera”, a Malaga, e Radio Bosco della parrocchia “Jesús Obrero” di Siviglia.

In ogni caso, la radio si sta facendo strada nelle case salesiane come mezzo dalle enormi potenzialità educative e di trasmissione di valori, e che dà voce a bambini e ragazzi anche di altre realtà.

Un esempio recente lo si vede con #DameLibros, il canale podcast con il quale l’editrice salesiana “Edebé” si vuole avvicinare a insegnanti, librai e lettori, al fine di consolidare una comunità che promuova la letteratura per bambini e giovani. Lì, gli studenti di centri come Rota o Córdoba hanno potuto condividere i loro consigli in una puntata dedicata alla giornata del libro.

Le Piattaforme Sociali Salesiane, invece, hanno recentemente aderito all’iniziativa radiofonica con il progetto “Déjameque te cuente” (Lascia che te lo racconti) con l’obiettivo di recuperare il concetto di amore fraterno e utilizzarlo per generare una comunicazione che abbatta barriere e muri, che unisca le persone, valorizzi la diversità e l’incontro con altre culture, e faccia della gioia uno strumento per diffondere amore.

Fonte: Salesianos.info

Spagna: La Formazione Tecnico-Professionale dei Salesiani di Don Bosco in Europa: la conferenza finale del progetto “DBWAVE” a Siviglia

A Siviglia (Spagna) dal 26 al 28 aprile si è tenuta la conferenza finale sul progetto “DBWAVE”, acronimo di “Don Bosco Web for a more Accessible and inclusive VET in Europe” (Rete Salesiana per una Formazione Professionale più accessibile e inclusiva in Europa, che contiene anche un rimando all’onda salesiana nell’acronimo “DB Wave”). In questa circostanza, oltre ai risultati e ai successi del progetto, sono state presentate a tutti gli attori coinvolti alcune idee concrete e una strategia per il futuro di questa rete. Di seguito la notizia pubblicata dal sito ANS.

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(ANS – Siviglia) – Con 196 Centri di Formazione Tecnico-Professionali in 19 Paesi europei, i Salesiani di Don Bosco stanno sostenendo oltre 60.000 giovani del Vecchio Continente nel loro passaggio dalla scuola al lavoro, attraverso una proposta educativa integrale. “DBWAVE” è l’acronimo di “Don Bosco Web for a more Accessible and inclusive VET in Europe” (Rete Salesiana per una Formazione Professionale più accessibile e inclusiva in Europa, che contiene anche un rimando all’onda salesiana nell’acronimo “DB Wave”), e costituisce un progetto finanziato dal programma europeo “Erasmus+”. L’incontro finale dei partner di questo progetto e la sua conferenza finale si sono svolti dal 26 al 28 aprile a Siviglia, in Spagna. In questa circostanza, oltre ai risultati e ai successi del progetto, sono state presentate a tutti gli attori coinvolti alcune idee concrete e una strategia per il futuro di questa rete.

L’8 febbraio 2022, meno di tre mesi fa, i Salesiani di Don Bosco hanno celebrato il 170° anniversario del primo contratto di apprendistato siglato in Italia. Infatti, l’8 febbraio 1852, nel pieno della prima rivoluzione industriale a Torino, Don Bosco firmò questo contratto insieme al giovane apprendista Giuseppe Odasso, al padre di questi, e al datore di lavoro del giovane, per garantire il rispetto dei diritti e dei doveri elencati nel contratto stesso. Questi diritti comprendevano un tempo limitato di lavoro giornaliero e settimanale, l’accesso ad una retribuzione dignitosa e ad una formazione di qualità, il riposo nei giorni di festa, compreso un giorno settimanale libero dal lavoro, la domenica. Meno di due secoli dopo, i Centri di FORMAZIONE PROFESSIONALE ispirati a questa originale esperienza sono sparsi nei cinque continenti. In alcune di queste regioni, come l’Africa, l’India e il Sud-Est asiatico, sono anche raggruppati in reti regionali di centri di formazione professionale salesiani, noti anche come “Don Bosco Tech” o, più abbreviato, “DB Tech” (Don Bosco Tech IndiaDon Bosco Tech Africa e Don Bosco Tech ASEAN).

Questo non è stato il caso dell’Europa – fino ad ora – perché le strutture nazionali o sub-regionali sono emerse molto tempo fa. Il progetto DBWAVE, tuttavia, ha rappresentato un’opportunità unica per esplorare il caso di una rete regionale di Formazione Tecnico-Professionale salesiana in Europa, lanciata verso una possibile rete “Don Bosco Tech Europe”.

Infatti, nel 2011 un gruppo di insegnanti, formatori e responsabili dei progetti dei Centri di Formazione Professionale salesiani in Europa, ha iniziato una cooperazione e un coordinamento con il supporto del Settore per la Pastorale Giovanile dei Salesiani. Da allora, tale gruppo si riunisce ogni anno in un diverso Paese europeo, al fine di far progredire la cooperazione e sostenersi a vicenda nella realizzazione della mobilità internazionale, sia del personale e sia degli studenti dei centri, e anche per esplorare la possibilità di adesione ai progetti più avanzati sostenuti dall’Unione Europea.

Nel 2019, poi, è stato preparato il progetto “DBWAVE”, con l’ente che coordina la Formazione Tecnico-Professionale salesiana in Italia, il CNOS-FAP, (Centro Nazionale Opere Salesiane – Formazione e Aggiornamento Professionale Italia), come capofila, e che venne approvato per il finanziamento dalla Commissione Europea. Altre sei reti di Formazione Professionale delle Ispettorie dei Salesiani di Don Bosco in Europa hanno aderito al progetto: AMDB, dalla Francia; DBOC, dall’Ispettoria del Belgio Nord e Olanda (BEN); le Ispettorie della Germania (GER) e di Spagna-Maria Ausiliatrice; SZIF, dall’Ungheria; e Tech Don Bosco dall’Ispettoria Spagna-San Giacomo Maggiore (SSM), più il Don Bosco International (DBI), ufficio di collegamento dei Salesiani di Don Bosco presso le istituzioni europee a Bruxelles.

Il progetto DBWAVE ha permesso ad ogni partner di sviluppare la propria strategia di internazionalizzazione, attraverso attività di apprendimento tra pari e l’utilizzo della metodologia della revisione tra pari (peer review). Il progetto ha anche finanziato la realizzazione di un database online per tracciare il successo formativo degli studenti che hanno beneficiato della Formazione Tecnico-Professionale salesiana di Don Bosco in Europa. Da un’indagine realizzata dai partner di DBWAVE nel 2021, emerge che la media del successo formativo degli studenti salesiani in Europa è dell’88,5%: ad un anno dal conseguimento della qualifica o del diploma, il 34,46% degli studenti ha un’occupazione/lavoro stabile, il 54% sta continuando i suoi studi verso un diploma o un percorso di formazione superiore, mentre solo il 7,3% è ancora disoccupato (il 5% del gruppo target non ha risposto all’indagine). Questi dati confermano che non solo la Formazione Tecnico-Professionale offerta dai Salesiani è una proposta educativa integrale, che fornisce ai giovani valori e competenze umane per l’inclusione nella società e per un apprendimento permanente, ma è anche rilevante per la loro transizione immediata dalla scuola al lavoro, evitando il rischio di essere intrappolati nella disoccupazione o in condizione di NEET (Not in Employment, Education and Training – cioè in stallo, senza lavoro, e nemmeno impegnati nell’educazione formale o nella formazione professionale).

Dopo due giorni di riunione dei partner, la conferenza finale del DBWAVE è stata ospitata dall’opera salesiana di Trinidad, a Siviglia, in Spagna, giovedì 28 aprile. Più di 50 persone hanno partecipato in presenza alla conferenza, che ha previsto la traduzione simultanea in inglese, spagnolo e italiano, mentre oltre 100 persone hanno seguito la diretta online. Oltre ai responsabili delle attività tematiche in rappresentanza dei partner del progetto, alla conferenza sono intervenuti come relatori don George Tharanyil, Direttore del Don Bosco Tech Africa, e Giulia Meschino, Direttore e segretario generale dell’EVTA (Associazione Europea della Formazione Professionale), oltre a Markus Espeter, Responsabile dei Programmi dell’EVBB (Associazione Europea degli Istituti per la Formazione Professionale), che ha guidato come formatore la sessione pomeridiana di formazione sui Centri di Eccellenza Professionale.

Il database del DBWAVE, che in questo momento sta raccogliendo dati sui corsi di formazione offerti dai Salesiani di Don Bosco in 6 paesi Europei, può essere consultato registrandosi sul sito DBWAVE. Tutte le pubblicazioni del progetto DBWAVE, comprese le linee guida per la creazione di uffici di servizi per il lavoro nei centri di formazione professionale, possono essere scaricate liberamente dallo stesso sito web.

Il progetto DBWAVE ora è finito, ma la comunità DBWAVE è ancora viva. Infatti, alcuni materiali di formazione sono disponibili per le entità che intendono siglare un memorandum d’intesa con i partner DBWAVE, e attualmente sono oltre 50 le organizzazioni da diversi Paesi dell’Unione Europea che hanno già firmato tali accordi.

C’è, dunque, tutto il potenziale per un possibile “Don Bosco Tech Europe”, sostenendo l’internazionalizzazione dei Centri di Formazione Tecnico-Professionale dei salesiani in questa regione e collegandoli con tutti gli attori dell’“ecosistema delle competenze” in Europa, avanzando verso una rete efficace di eccellenza professionale.

Spagna: Riunione della Conferenza Iberica e incontro della Regione Mediterranea

Dal 25 al 27 aprile la comunità salesiana di Sanlúcar la Mayor, presso Siviglia (Spagna), ha ospitato due importanti eventi di coordinamento salesiano: la riunione della Conferenza Iberica e l’incontro della Regione Mediterranea. L’incontro, che si è concluso con una visita culturale a Siviglia, è stato ritenuto da tutti un tempo di dialogo fraterno per valutare e programmare al meglio le iniziative salesiane nella Regione. Di seguito l’articolo pubblicato sul sito dell’ANS.

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(ANS – Siviglia) – Dal 25 al 27 aprile la comunità salesiana di Sanlúcar la Mayor, presso Siviglia, ha ospitato due importanti eventi di coordinamento salesiano: la riunione della Conferenza Iberica – che raduna le due Ispettorie salesiane della Spagna e quella del Portogallo – e l’incontro della Regione Mediterranea, che prevede la partecipazione degli Ispettori e dei Delegati della Pastorale Giovanile di tutte le Ispettorie di questa regione: oltre a quelle già citate della Spagna e del Portogallo, anche le sei Ispettorie d’Italia e quella del Medio Oriente. Durante queste giornate di intenso lavoro e di proficua animazione, sono intervenuti anche don Gildasio Mendes, Consigliere Generale per la Comunicazione Sociale, e il sig. Jean Paul Muller, Economo Generale, oltre a don Juan Carlos Pérez Godoy, che, in qualità di Consigliere per la Regione Mediterranea, ha convocato e presieduto gli appuntamenti.

Tra i temi trattati dalla Conferenza Iberica si segnalano lo studio degli statuti del Centro Nazionale Salesiano di Pastorale Giovanile, la formazione in Europa e varie informazioni su progetti in corso e le attività generali, come la partecipazione salesiana alla Giornata Mondiale della Gioventù 2023 di Lisbona, lo sviluppo della prossima edizione del “Campobosco” e le operazioni di accoglienza dei rifugiati.

All’incontro della Regione Mediterranea sono spiccati, in particolare, gli interventi di don Mendes e quello di don Joan Lluís Playà, Delegato Centrale del Rettor Maggiore per il Segretariato per la Famiglia Salesiana, che era accompagnato dal salesiano coadiutore vietnamita Dominic Nguyen Duc Nam, Delegato Mondiale per i Salesiani Cooperatori e gli Exallievi; inoltre, sono stati ascoltati con interesse la proposta fondativa del “Don Bosco Tech-Europe” e l’approfondimento sulla collaborazione con l’Ispettoria del Medio Oriente (MOR).

Programmando poi i prossimi eventi nella Regione, sono state date informazioni sui lavori di preparazione del Congresso delle Piattaforme Sociali, che avrà luogo all’inizio del prossimo anno accademico, sul seminario per la promozione delle vocazioni, quello dei giovani migranti, gli Esercizi Spirituali e il corso per i Vicari ispettoriali.

L’incontro, che si è concluso con una visita culturale a Siviglia, alla sua Cattedrale e alle sue bellezze artistiche, è stato ritenuto da tutti un tempo di dialogo fraterno per valutare e programmare al meglio le iniziative salesiane nella Regione.

Fonte: Salesianos.info

 

Spagna – Il musical “Getsemani”

Il debuto del musical “Getsemani” il 19 marzo scorso e la replica del 2 aprile nella casa salesiana “Sant’Ignacio” di Cadice: un progetto nato nel 2019 dall’Assemblea dei Salesiani Cooperatori (SSCC) della Provincia di Maria Ausiliatrice. Di seguito la notizia riportata dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS.

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(ANS – Siviglia)– Il progetto del musical “Getsemani” nacque nel 2019 all’Assemblea dei Salesiani Cooperatori (SSCC) della Provincia di Maria Ausiliatrice: un gruppo di membri dell’associazione, di varie parti dell’Andalusia, preparò un piccolo musical sulla passione e morte di Gesù come momento di preghiera, concepito come una semplice rappresentazione scenica per i presenti. Ma le emozioni suscitate tra quelle persone diedero lo stimolo a ripetere e perfezionare il progetto, coinvolgendo, nell’anno successivo un numero maggiore di persone. Tuttavia, a pochi giorni dalla prima rappresentazione, la pandemia obbligò alla sospensione dello spettacolo. Era una battuta d’arresto, ma l’équipe tecnica e il cast di artisti sono rimasti uniti nell’attesa che arrivassero le condizioni per portare in scena lo spettacolo.

 Due anni dopo, “Getsemaní, el musical” ha potuto debuttare in un formato diverso e più ambizioso, nel teatro della casa salesiana “Santissima Trinità” di Siviglia, in occasione della festa di San Giuseppe, sabato 19 marzo. Poi, è stato portato in scena anche nella casa salesiana “Sant’Ignacio” di Cadice, sabato 2 aprile, anche qui – come a Siviglia – con due spettacoli per data.

Tutto il ricavato della vendita dei biglietti e dei prodotti collegati allo spettacolo viene destinato al progetto “Buzzetti” della “Fundación Don Bosco Salesianos Social”, finalizzato alla cura e alla promozione dei giovani fuoriusciti, per motivi di età, dai progetti di assistenza ai minori.

Il cast del musical è composto da oltre 120 persone che, tutte in forma volontaria, collaborano alla realizzazione di questo progetto. Nella direzione musicale, Javier Romero; nella direzione artistica, Rafael Sánchez Cazorla, SDB, e Ana Abad; nella scenografia, Rubén Fernández, nel disegno grafico, Javi Comino; e molte altre persone meno note che hanno dato il loro tempo, i loro doni e la loro dedizione, persone provenienti da molte case salesiane di tutto il Paese: i centri salesiani di Cadice, Rota, Jerez, San José del Valle, Algeciras, Siviglia, Sanlúcar la Mayor, Utrera, Palma del Río, Mérida, Alicante, Madrid…

A livello di struttura il musical consta di 18 scene, legate dalla figura di un centurione romano di nome Cornelius che fa da contrappunto al dramma rappresentato; nello sviluppo della trama si ascoltano canzoni conosciute di musical come “Godspell” e “Jesus Christ Superstar” e del gruppo Brotes de Olivo, oltre ad altri motivi meno noti che compongono un musical molto realistico e al tempo stesso in grado di commuovere.

E l’accoglienza del pubblico a Siviglia e a Cadice è stata elevata e calorosa.

Dopo l’ultima sua rappresentazione di Cadice, per il musical “Getsemani” si è aperto un nuovo orizzonte di altre possibili rappresentazioni. È già stato richiesto da diverse case salesiane nelle province di Cadice, Siviglia, Cordoba e Madrid, e ci sono anche diverse parrocchie e realtà diocesane interessate ad averlo.

In tutti i casi gli organizzatori assicurano che quest’iniziativa manterrà i suoi caratteri propri, diffondendo il messaggio di Gesù di Nazaret nello stile di Don Bosco, e preservando lo scopo caritatevole e solidale di aiutare i più bisognosi.

https://fundaciondonbosco.es/

ANS: Spagna – I salesiani tornano ad organizzare gli incontri giovanili di Pasqua

I Salesiani di Madrid offrono per Pasqua a circa 1.600 giovani, un’esperienza comunitaria che tocca gli argomenti della Passione, della Morte e della Risurrezione. Gli incontri si svolgeranno a livello locale in varie case salesiane dei comuni di Andalusia, Aragona, Isole Baleari, Isole Canarie, Catalogna, Comunità di Valencia, Estremadura e Regione di Murcia.

Di seguito la notizia dell’ANS:

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(ANS – Madrid) – Un’intensa esperienza comunitaria di quello che è al centro della fede e della vita cristiana: la Passione, Morte e Risurrezione del Signore. Questo è ciò che i salesiani vogliono offrire a circa 1.600 giovani e famiglie che partecipano agli incontri speciali di Pasqua preparati per quest’anno. Il miglioramento della situazione sanitaria fa prevedere di poter realizzare queste celebrazioni con i canoni abituali.

In sintonia con il suo motto pastorale, i salesiani dell’Ispettoria “Spagna-Maria Ausiliatrice” (SMX) presentano la loro proposta pasquale salesiana come “Segnati dalla speranza”. “Ogni incontro pasquale lascia un segno in noi, soprattutto se incontriamo il Risorto”, ha spiegato José Luis Navarro, coordinatore dell’Itinerario di Educazione alla Fede di SMX.

Gli incontri si svolgeranno a livello locale in varie case salesiane dei comuni di Andalusia, Aragona, Isole Baleari, Isole Canarie, Catalogna, Comunità di Valencia, Estremadura e Regione di Murcia. Un sito web contiene i materiali comuni elaborati per questo appuntamento, cui si sono iscritti complessivamente circa 1.000 partecipanti.

Nel caso dell’Ispettoria di “Spagna-San Giacomo Maggiore” (SSM), lo slogan scelto per gli incontri è “Appassionati nel dare la vita”, anche questo in linea con la campagna pastorale ispettoriale di quest’anno. La partecipazione attesa è di circa 600 persone e gli incontri avverranno, come in passato, suddivisi per tre livelli d’età.

Ma non finisce qui. Il programma pasquale dei salesiani di Spagna prevede anche altre iniziative: ci saranno incontri per famiglie e giovani a Mohernando (Guadalajara) e Somalo (La Rioja). “L’esperienza di riunire famiglie e giovani genera una ricchezza particolare, perché mescola diverse generazioni e unisce la freschezza dei più giovani e l’esperienza accumulata dagli adulti”, spiega don Xabier Camino, Delegato di Pastorale Giovanile dell’Ispettoriale di SSM.

Inoltre, viene offerta la possibilità di vivere la Pasqua lungo il Cammino de Santiago. “Il Cammino, come la vita, è un’esperienza aperta all’incontro, chiede flessibilità, porta alla condivisione con il tuo gruppo, ma anche con altri i tanti altri compagni di viaggio che s’incontrano ad ogni tappa. Questo è ciò che vogliamo offrire in termini di convivenza e spirito salesiano” aggiunge ancora don Camino.

Tutte le case salesiane organizzeranno diverse attività per la Settimana Santa. Le parrocchie riuniranno migliaia di persone per la celebrazione del Triduo Pasquale. Inoltre, negli ambienti salesiani, a giovani, educatori, salesiani e altri membri della Famiglia Salesiana viene offerta l’opportunità di partecipare ad attività come esercizi spirituali, ritiri e pellegrinaggi.

In alcune case, poi, vengono realizzate delle rappresentazioni sulla Passione di Cristo. Si segnalano in particolare quelle presso i Salesiani di Cadice (“Getsemani”), Siviglia-Trinidad (“Agnus Dei”) e Huesca (“La Passione”). Inoltre, 29 confraternite e sodalizi di ispirazione salesiana faranno le loro processioni pasquali; tra queste, spiccano quelle de “L’Asinello” a Ciudad Real; “La Santa Cena” ad Alicante; “Lo Spogliato” a Cadice; “L’Arresto”, a Cordoba; e “Le Pene” a Malaga.

Spagna – Il Centro Giovanile Salesiano “Amencer” festeggia 35 anni di presenza salesiana a Ourense

Il centro giovanile salesianoAmencer” del nord-ovest della Spagna, in Galizia, ha celebrato 35 anni di vita dedicata alla gioventù con un ricco programma di iniziative che si sono svolte da venerdì 25 a domenica 27 marzo. Di seguito la notizia su ANS.

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(ANS – Ourense) – Più di tre decenni di presenza sono un tempo opportuno per gettare radici profonde. Una prova di ciò la si può avere guardando ad Ourense, nel nord-ovest della Spagna, in Galizia, dove il centro giovanile salesiano “Amencer” ha celebrato in questi giorni 35 anni di vita dedicata alla gioventù.

Molto tempo, impegno, lavoro ed emozioni sono stati impiegati, insieme a tanta buona volontà, per cambiare per sempre, in meglio, la vita dei giovani galiziani. “Amencer” oggi si posiziona come uno degli oratori più attivi e dinamici a livello nazionale, con un gran numero di giovani accolti e accompagnati ogni anno, ed è un centro pieno di vita in grado di dare un esempio di carisma salesiano vissuto e di dedizione.

Per questo “Amencer” ha preparato un ricco programma di iniziative, e i festeggiamenti si sono svolti nel fine-settimana da venerdì 25 a domenica 27 marzo. Nella serata del primo giorno è stata realizzata una festa giovanile, durante la quale ragazzi e ragazze si sono potuti riunire e ballare insieme. La mattina seguente, i gruppi di bambini – “Saltimbanqui”, “Andaina” e gli “Amici di Domenico Savio” – si sono divertiti con i giochi che gli animatori hanno preparato per loro in giro per tutta la città.

Lo stesso giorno, nel pomeriggio, ha avuto luogo un incontro tra la Giunta Direttiva e di Coordinamento e la Comunità Salesiana, seguito dalle celebrazioni dell’anniversario presso la Casa Salesiana. La serata si è conclusa con una cena per tutti coloro che fanno e hanno fatto parte della storia di “Amencer”. Infine, la domenica si è conclusa con l’Eucaristia nella chiesa parrocchiale dedicata a Maria Ausiliatrice, che ha riunito tutti i giovani, le famiglie e gli amici di Amencer, e con la successiva visita alla mostra sui 35 anni dell’opera, realizzata insieme alla Famiglia Salesiana.

Ha scritto per l’occasione il Direttore del Centro Giovanile:

Il percorso intrapreso come centro giovanile salesiano è stato costante, aperto alla realtà e alla città, e ha cercato di rispondere alle necessità dei bambini e dei giovani di Ourense.

Amencer è ad Ourense per rispondere alle necessità dei nostri bambini e giovani all’interno di un progetto educativo-pastorale chiaro e definito. Questo è ciò che abbiamo celebrato questo fine settimana in compagnia di salesiani, animatori ed ex animatori, giovani, adolescenti e bambini, e molte altre persone a noi vicine.

Con i nostri festeggiamenti abbiamo voluto celebrare il 35° anniversario nella memoria e nella profezia. Ricordando il lavoro di tanti volontari (o animatori, come li chiamiamo noi) che hanno sognato, sognano e sogneranno di accogliere ogni bambino o giovane che abbia bisogno.

E continuiamo a sognare un nuovo ‘amencer’ (alba) con pace, fraternità, giustizia in un tempo libero educativo e integrale”.