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Nuova sede del Centro Nazionale Opere Salesiane: il 28 maggio inaugurazione con il Rettor Maggiore

Il 28 maggio, alle ore 11, si svolgerà l’inaugurazione della nuova sede del Centro Nazionale Opere Salesiane a Roma, in via Giacomo Costamagna alla presenza del Rettor Maggiore dei Salesiani, don Ángel Fernández Artime.

La nuova sede del Centro Nazionale sorge all’interno dell’Opera salesiana di Roma Pio XI: dopo una ristrutturazione, gli uffici del Centro Nazionale sono operativi da gennaio. Trovano spazio, all’interno della nuova sede, gli uffici di direzione, amministrazione e comunicazione dei Salesiani in Italia, la sede nazionale di Salesiani per il Sociale, TGS, CGS, gli uffici di rappresentanza del CNOS FAP, CNOS Scuola e l’ufficio Oratori e Parrocchie, la redazione e direzione di Note di Pastorale Giovanile, la sede dei Salesiani Cooperatori della Regione Italia, Medioriente e Malta e la sede del Don Bosco Formation.

Il dono di Madre Chiara Cazzuola al Rettor Maggiore: le reliquie della FMA a Torino-Valdocco

Domenica 10 aprile 2022, la Madre generale dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Suor Chiara Cazzuola, ha voluto donare al Rettor Maggiore Don Ángel Fernández Artime diverse reliquie rappresentative delle FMA da destinare al “Museo Casa Don Bosco” di Torino, Valdocco.

Di seguito l’articolo pubblicato sul sito delle FMA il 12 aprile scorso.

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Il 10 aprile 2022 Madre Chiara Cazzuola ha donato al Rettor Maggiore diverse reliquie rappresentative delle FMA da destinare al “Museo Casa Don Bosco” di Torino, Valdocco.

Roma (Italia). Il 10 aprile 2022, Domenica delle Palme, la Madre generale dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Suor Chiara Cazzuola, con la Vicaria generale, Suor María del Rosario García Ribas, ha raggiunto il Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco, Don Ángel Fernández Artime, presso la Sede Centrale SDB Sacro Cuore di Gesù a Roma.

Nell’incontro familiare Madre Chiara, oltre a porgere a nome di tutte le FMA gli auguri per la Pasqua imminente, in risposta a una specifica richiesta del Successore di don Bosco, animatore e centro di unità della Famiglia Salesiana (Cf Art. 3 della Regola di vita FMA) ha consegnato a Don Ángel diverse reliquie rappresentative (2° grado) delle FMA.

Si tratta di oggetti appartenuti ad alcune sorelle incamminate agli onori degli altari, che serviranno ad impreziosire con l’apporto femminile il settore della Santità Salesiana del “Museo Casa don Bosco” di Torino, Valdocco.

Nel testo “Le Cause dei Santi. Sussidio per lo Studium” della Congregazione delle Cause dei Santi, nello specifico del Capitolo II dedicato al culto delle reliquie, si trovano elementi importanti che aiutano a comprendere il valore del significativo gesto svoltosi in un colloquio tra il Rettor Maggiore e Madre Chiara.

Il termine reliquia letteralmente significa “frammento” e viene riferito al corpo umano o ad una sua parte; in senso lato, viene usato per indicare anche gli oggetti di proprietà di un defunto. In senso prettamente religioso le reliquie si dividono in:

– reliquie insigni (1° grado), il corpo intero o una parte rappresentativa non piccola di un Santo o Beato;

–  reliquie non insigni o rappresentative (2° grado), gli oggetti che sono appartenuti ai Santi o che sono stato in contatto con loro. Già nel Nuovo Testamento si vedono i presupposti per il culto delle reliquie rappresentative: i credenti che toccavano gli abiti appartenuti a San Paolo (cf At 19,11) venivano risanati (Cf. “Le Cause dei Santi. Sussidio per lo Studium”, a cura di Vincenzo Criscuolo, Carmelo Pellegrino, Robert J. Sarno, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2018,227-230).

Infine esistono anche le reliquie di 3° grado che corrispondono a qualsiasi oggetto che sia entrato in contatto con reliquie insigni.

Il Concilio Vaticano II, nella costituzione sulla Sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium, al n. 111, chiarisce il fine genuino e corretto della devozione delle reliquie«La Chiesa, secondo la sua tradizione, venera i santi e tiene in onore le loro reliquie autentiche e le loro immagini. Le feste dei Santi, infatti, proclamano le meraviglie di Cristo nei suoi servi e propongono ai fedeli opportuni esempi da imitare».

La venerazione delle reliquie ha come scopo dare Gloria a Dio, magnificare e lodare la bontà del Signore manifestata in quella creatura ed imitare il/la Santo/a nella sua disponibilità a corrispondere al dono sovrabbondante della Grazia.

Le reliquie non insigni consegnate nelle mani del Rettor Maggiore sono: gli occhiali, il libro delle preghiere “Piccolo ufficio della Beata Vergine Maria” della Venerabile Madre Laura Meozzi (1873-1951); un fazzoletto e un biglietto autografo della Serva di Dio Madre Rosetta Marchese (1922-1984); la camicia da notte, un libro di spartiti e un libro sulla cosmologia in francese della Venerabile Suor Teresa Valsé Pantellini (1878-1907); due corone del rosario, tre medaglie e un fazzoletto della Beata Maddalena Morano (1847-1908), un’armonica a bocca e un quaderno autografo della Beata Maria Romero (1902 – 1977) con trascrizioni di brani poetici di vari autori; una pinza utilizzata nell’assistenza ai malati e una corona del rosario Beata Maria Troncatti (1883 – 1969).

Il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, ha ringraziato vivamente Madre Chiara Cazzuola per questo dono, segno eminentemente pasquale di donazione di queste sorelle in cammino verso la Santità, che arricchisce tutta la Famiglia Salesiana.

Agustín de la Torre spiega come è nato il poster della Strenna 2022

Agustín de la Torre, autore del poster della Strenna 2022 racconta come è stato sviluppato questo progetto e come la sua vicinanza al mondo salesiano abbia ispirato questo disegno.

Dal sito dell’agenzia ANS
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L’artista spagnolo Agustín de la Torre, autore del poster della Strenna 2022 con il grande cuore rosso al centro dell’opera, ha raccontato come è stato sviluppato questo progetto e come la sua vicinanza al mondo salesiano abbia ispirato questo disegno di grande impatto visivo.

Il legame di Agustín de la Torre, membro dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori, con la Congregazione Salesiana inizia quando lui aveva sei anni e prosegue ancora oggi, dal momento che lavora nella scuola “Maria Ausiliatrice” di Siviglia come insegnante di disegno. “La mia vita ha sempre ruotato intorno alle figure e alla pedagogia di Don Bosco e di Madre Mazzarello”, spiega de la Torre.

Una delle sue più grandi passioni è proprio il mondo della grafica e dell’illustrazione e da molti anni pubblica sulle reti sociali, cercando di fare dell’arte uno strumento di evangelizzazione e una “traduzione” del messaggio di Gesù. Ha anche prodotto numerosi disegni dell’ambiente salesiano che circolano in molte parti del mondo; alcuni di essi adornano scuole, opere sociali e sono stati persino sulla copertina del Bollettino Salesiano.

“Tuttavia, mi mancava qualcosa – ha raccontato l’artista – Ogni anno aspettavo la Strenna del Rettor Maggiore e guardavo le foto e le immagini che la accompagnavano. Ho sempre pensato la stessa cosa: ‘Un giorno avrò il privilegio di fare io stesso il poster’. E quel giorno è arrivato. Quando mi è stata offerta la possibilità di farlo, ho sentito che uno dei miei sogni si era realizzato e sappiamo cosa significano e quanto sono importanti i sogni in termini salesiani”, ha aggiunto.

Agustín de la Torre si è prontamente messo al lavoro, concentrandosi sulla frase di San Francesco di Sales che ispira la Strenna 2022. “Ho pensato che l’AMORE, parola centrale del messaggio di San Francesco, Don Bosco e Gesù di Nazareth, che iconograficamente è rappresentato come un cuore, doveva essere composto da giovani di diverse età, culture, etnie, situazioni sociali. Un cuore presieduto e abbracciato da Don Bosco, sostenuto da San Francesco di Sales e, naturalmente, dalla sua Ausiliatrice”, spiega ancora l’artista.

Il disegno, inoltre, è anche ricco di riferimenti al mondo salesiano, che sono distribuiti in modo più o meno nascosto nell’insieme: dalle date di nascita e morte di Don Bosco, al Progetto di Vita Apostolica dei Salesiani Cooperatori, dalle castagne, alla margherita, in onore al nome della madre di Don Bosco. È presente anche un cane che, pur non essendo grigio come il famoso “angelo custode” di Don Bosco, ha la parola italiana “grigio” scritta sulla zampa.

Tutto nel poster è “salesiano”, persino le ombre dei personaggi, che, infatti, hanno un’opacità del 24% (il numero di Maria Ausiliatrice).

“Ringrazio Dio per questo dono – conclude Agustín de la Torre – Spero di continuare a disegnare e dipingere il messaggio del Vangelo per molti anni a venire, soprattutto attraverso l’immagine e la testimonianza di persone che lo mettono in pratica e che sono grandi e indispensabili come San Giovanni Bosco”.

 

Il messaggio del Rettor Maggiore: Il grande dono di San Francesco di Sales

Dall’agenzia ANS.

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“Che la carità e la dolcezza di Francesco di Sales mi guidino in ogni cosa”. Questa fu la risoluzione che Don Bosco prese all’inizio della sua vita di sacerdote educatore. Ed è in questo riferimento a san Francesco di Sales che la pedagogia salesiana prende il suo nome.

Una insegnante ha scritto: «Ogni giorno faccio il giro delle classi. Prima del Covid quando entravo tutti si alzavano in piedi e si stringevano intorno alle mie gambe. Ora non accade più. I bambini di quarta e quinta elementare hanno l’impulso di correre da me e lo frenano. Quelli di prima elementare invece restano fermi, senza reazioni, freddi. Questo mi preoccupa molto per la loro futura capacità di esprimere l’affettività». Un’altra aggiunge: «Dobbiamo af­frontare un evidente aumento dell’aggressività tra i ra­gazzi delle medie». «Stai lontano dagli altri!» si sentono raccomandare dai genitori i bambini.

Quale carico di solitudine, depressione e insicurezze si porteranno dietro per molto tempo i bambini di oggi? Qual è il miglior intervento pedagogico?

«Chi si sente amato, amerà» diceva Don Bosco. Ma la gentilezza e la bontà non sono mai state virtù spontanee.

Anche per Don Bosco la dolcezza non era una dote naturale. Egli affermava di essersi svegliato dal «sogno» dei suoi nove anni con i pugni doloranti per i colpi menati a dei giovani bestemmiatori.

Da adolescente difese con irruenza l’amico Luigi Comollo. Racconta lui stesso: «Chi dice ancora una parolaccia, dovrà fare i conti con me. I più alti e sfacciati fecero muro davanti a me, mentre due ceffoni volavano sulla faccia di Luigi. Persi il lume degli occhi, mi lasciai trasportare dalla rabbia. Non potendo avere tra mano un bastone o una sedia, con le mani strinsi uno di quei gio­vanotti per le spalle, e servendomene come di una clava comin­ciai a menare botte agli altri. Quattro caddero a terra, gli altri se la diedero a gambe ur­lando».

Più tardi, il buon Luigi lo rimproverò per quella veemente esibizione di forza: «Basta. La tua forza mi spaventa. Dio non te l’ha data per massacrare i tuoi compagni. Perdona e restituisci bene per male, per favore». Quasi un’eco al personaggio del sogno che aveva detto: «Non è con i colpi, ma con la dolcezza e l’amore che devi mantenere la loro amicizia».

Giovanni imparò così non solo come si perdona, ma quanto sia importante dominare se stessi. Non lo dimenticherà mai. Porterà sempre dovunque il soffio del mite e nessuno saprà quanto gli costerà sempre, ma per questo, secondo le parole di Gesù “possederà la terra”.

I panegirici di san France­sco di Sales, che si tenevano di regola nel seminario, lo fecero riflettere. Secondo il suo Testamento spirituale, s’impose come quarto proposito dell’ordinazione sacerdotale la formula: «La carità e la dolcezza di S. Francesco di Sales mi guidino in ogni co­sa».

E quando dovette scegliere un nome per il nascente Oratorio non ebbe dubbi: «Si chiamerà Oratorio di San Francesco di Sales» e più tardi ai primi giovani che condivideranno la sua vita dirà: «Ci chiameremo salesiani». La ragione? «Perché la parte di quel nostro ministero esigendo grande calma e mansuetudine, ci era­vamo messi sotto alla protezione di questo Santo, affinché ci ottenesse da Dio la grazia di poterlo imitare nella sua straordinaria mansuetudine e nel guadagno delle anime».

La dolcezza, questa virtù «più rara della perfetta castità», è «il fiore della carità», è la carità messa in pratica, aveva insegnato san Francesco di Sales. «Vi raccomando soprattutto lo spirito di dolcezza, che è quello che riscalda il cuore e conquista le anime», scriveva a una giovane bades­sa.

Alla fine di una guerra che, durante quattro lunghi anni, l’aveva per­lomeno ignorata e disprezzata nelle relazioni tra i popoli, il Rettor Maggiore Don Paolo Albera dedicò alla dolcezza un’intera lettera cir­colare. «La virtù della dolcezza impone di dominare la vivacità del proprio ca­rattere, di reprimere ogni movimento di impazienza e di proibire alla pro­pria lingua di pronunciare una sola parola offensiva per la persona con cui si tratta. Essa esige il rifiuto di ogni forma di violenza nel comporta­menti, nelle proposte e nelle azioni». A Don Albera pareva impossibile di­menticare, nel quadro della dolcezza lasciatoci, «un cenno di quello sguardo sereno e pieno di bontà, che è il vero e limpido specchio di un animo sinceramente dolce e unicamente desideroso di rendere felice chiunque l’avvicina».

Dolce non è sinonimo di mellifluo e dolciastro, che sono le sue subdo­li caricatureDolcezza non è affatto debolezza. La violenza incontrollata è debolezza. La gentilezza è forza pacifica, paziente e umile. Don Bosco univa, nel suo governola dolcezza e la fermezza.

Questo spirito di bontà, dolcezza e mitezza si è profondamente inciso nei primi salesiani e appartiene alla nostra più antica tradizione. Tutto ciò sta ad indicare che non possiamo trascurarlo, né tantomeno perderlo, con il rischio di danneggiare significativamente la nostra identità carismatica.

Per molti dei nostri giovani, l’esperienza maggiormente ricordata dell’incontro con la Famiglia Salesiana nel mondo è spesso la familiarità, l’accoglienza e l’affetto con cui si sono sentiti trattati. Insomma, lo spirito di famiglia. Nei primi tempi si parlava di un “quarto voto salesiano”, che comprendeva la bontà (prima di tutto), il lavoro e il sistema preventivo.

Non possiamo immaginare una presenza salesiana nel mondo, una presenza delle Figlie di Maria Ausiliatrice, dei Salesiani di Don Bosco e degli attuali trentadue gruppi che compongono la Famiglia Salesiana di Don Bosco, che non abbia la caratteristica della bontà come elemento distintivo; o almeno dovremmo averla, come ha voluto ricordare Papa Francesco con la sua illuminante espressione di “opzione Valdocco”.

Si tratta della nostra opzione per lo stile salesiano fatto di gentilezza, affetto, familiarità e presenza.

Abbiamo un tesoro, un dono ricevuto da Don Bosco, che ora tocca a noi ravvivare.

Salesiani a Taranto, un secolo di storia nel libro di Guadagnolo. La presentazione

Giovedì 24 febbraio, Mario Guadagnolo, presenterà il suo nuovo libro Quelle tonache impolverate, 1921-2021, un secolo di presenza salesiana a Taranto” , all’interno dell’aula magna della sede universitaria di via Duomo a Taranto.

Di seguito l’articolo di “La Ringhiera”.

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Quelle tonache impolverate, 1921-2021, un secolo di presenza salesiana a Taranto” è il titolo del nuovo libro di Mario Guadagnolo, edito da Scorpione.

La presentazione è prevista per giovedì 24 febbraio, alle 18, nell’aula magna della sede universitaria di via Duomo, in Città Vecchia, a Taranto. Coordinerà il dibattito Walter Baldacconi, direttore del Tg di Studio100. Porteranno il loro saluto il prof Riccardo Pagano a nome dell’Universita’, il prof Piero Massafra editrice Scorpione, don Angel Fernandez Artime Rettore Maggiore dei salesiani e Xmo successore di don Bosco, mons. Filippo Santoro, Arcivescovo di Taranto, don Angelo Sant’Orsola, Ispettore salesiano per l’Italia meridionale, la direttrice dell’istituto delle suore Figlie di Maria Usilitrice di Via Umbria, don Peppino Resta responsabile della Casa Salesjana di Taranto, il signor Mimmo Mastillone coordinatore del Gruppo Amici di don Bosco di Taranto.

Parleranno del libro il cardinale Salvatore De Giorgi arcivescovo emerito di Palermo e di Taranto, don Franco Semeraro gia’ segretario particolare di mons Guglielmo Motolese e il Vittorio De Marco ordinario di Storia moderna nella Universita’ del Salento. Ingresso secondo prescrizioni covid.

Spagna – Rinnovamento tra gli Exallievi di Don Bosco

Dal sito dell’agenzia ANS.

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(ANS – Madrid) – È un tempo di rinnovamento per gli Exallievi di Don Bosco in Spagna, che in questo 2022 hanno iniziato il loro cammino con una nuova guida confederale e l’accompagnamento personale e fraterno del Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Ángel Fernández Artime.

Gli Exallievi di Don Bosco in Spagna erano stati convocati per celebrare l’Assemblea elettiva per eleggere il nuovo Presidente Confederale il 18 dicembre scorso. Dopo l’Eucaristia, è iniziata l’Assemblea. Tra le due candidature presentate è stato eletto a maggioranza assoluta, per i prossimi 4 anni, il signor Diego Aragón Yuste, attualmente Presidente Regionale della Zona Sud della Spagna.

In quell’occasione l’Assemblea non mancò poi di ringraziare anche il Presidente uscente, il signor Fernando Núñez Arce, a nome del suo Esecutivo Confederale, per il lavoro svolto durante gli ultimi otto anni.

Il nuovo esecutivo confederale ha iniziato il suo lavoro nei giorni del 21 e 22 gennaio, in una riunione che ha segnato il passaggio di consegne, e che si è contraddistinta per un regalo inaspettato: un incontro con Don Ángel Fernández Ártime, il Rettor Maggiore dei Salesiani e Padre e Centro di Unità della Famiglia Salesiana, che si è congratulato con la nuova squadra e l’ha incoraggiata a guardare al futuro e a contribuire al lavoro di tutta la Famiglia Salesiana in Spagna. Nel suo messaggio di incoraggiamento, Don Á.F. Ártime ha invitato tutti i presenti a non lasciarsi trasportare dalla nostalgia, ma a fare la loro parte per i bambini, i ragazzi e i giovani, specialmente i più vulnerabili.

Inoltre, si sono tenute riunioni con la Segreteria Tecnica, che svolge il lavoro quotidiano della Confederazione Spagnola degli Exallievi, per conoscere nel dettaglio lo stato del movimento degli Exallievi, e con i responsabili della Fondazione “Juan Siglo XXI”, che negli ultimi anni hanno fatto un grande lavoro per modernizzare e adattare questa entità, in modo che siano sempre più e sempre meglio uno strumento utile per sostenere progetti educativi e occupazionali per i giovani in Spagna.

Diego Aragón Yuste è Exallievo delle Case di Antequera e Malaga, Salesiano Cooperatore del Centro di Malaga, membro attivo dell’Adorazione Notturna, fondatore della Confraternita Salesiana di Malaga nata su impulso degli Exallievi di Don Bosco. È stato Presidente dell’Associazione di Malaga per due mandati, dal 2004 al 2012, periodo durante il quale l’Associazione ha celebrato il centenario di fondazione, ottenendo l’erezione del monumento a Don Bosco e la celebrazione di cinque eventi legati al movimento, di carattere regionale, nazionale e internazionale. Dal 2006, con la riunificazione delle associazioni regionali di Cordoba e Siviglia, è stato Segretario regionale fino al 2015, quando è stato eletto Presidente regionale.

Programmi e prospettive al termine dell’VIII Assemblea Generale delle IUS

Si è conclusa l’VIII Assemblea Generale dellle istutuzioni salesiane (IUS) con l’approvazione di tre documenti fondamentali, l’approvazione dei cordinatori continentali, la programmazione delle date delle prossime conferenze continentali, la presentazione dell’equipe di coordinamento e l’Eucarestia conclusiva presieduta dal Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime.

Di seguito l’articolo di ANS Agenzia Info Salesiana.

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L’VIII Assemblea Generale delle Istituzioni Salesiane di Educazione Superiore (IUS) si è conclusa con l’approvazione di tre documenti fondamentali, l’elezione dei coordinatori continentali per i prossimi mandati, la programmazione delle date delle prossime conferenze continentali, la presentazione dell’equipe di coordinamento e, infine, l’Eucaristia conclusiva presieduta dal Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime.

I membri dell’Assemblea hanno approvato, per votazione, i documenti “Politiche 2022-2026”, “Programma comune 6”, e “Linee guida per una pastorale nelle IUS” che sono stati discussi e riflessi durante la settimana.

I documenti contengono linee di azione, approcci, politiche e orientamenti, basati sulla realtà delle istituzioni e sugli obiettivi emessi dal Rettor Maggiore al termine del Capitolo Generale 28° e in sincronia con il Dicastero di Pastorale Giovanile Salesiana.

Dopo l’approvazione dei documenti, sono stati annunciati anche i nuovi coordinatori continentali. Come nuovo coordinatore dell’Europa è stato eletto il Professore Alessio Rocchi, dell’Istituto Universitario Salesiano Torino Rebaudengo (IUSTO); il Coordinatore dell’America sarà il sig.re Mario Olmos, SDB, Rettore dell’Università Don Bosco di El Salvador; il coordinatore interino dell’Africa (fino a settembre) sarà don Dieudonne Otekpo dell’“Institut Supérieur Don Bosco” (ISDB), del Togo; don Thaddeus Singarayan continua come Coordinatore dell’Asia Sud, e il nuovo Coordinatore dell’Asia Est-Oceania sarà don Joel Camaya, del “Don Bosco College” di Canlubang, di Filipine.

Le date per i prossimi incontri continentali sono state stabilite come segue: l’incontro continentale Europa avrà luogo a Praga, Repubblica Ceca, presso l’istituto “Jabok”, nella terza settimana di maggio del 2023. La riunione continentale dell’America sarà a Vitória, Brasile, presso l’Università “Unisales” dal 19 al 22 settembre 2022, seguita dal corso sulle direttive IUS a Campo Grande, Brasile, presso l’università UCDB, dal 24 al 30 dello stesso mese. La riunione continentale dell’Asia Est e dell’Oceania avrà luogo a Manila, nelle Filippine, il 3 o 4 giugno 2023, in una data ancora da confermare. La riunione continentale dell’Asia meridionale avrà luogo la terza settimana di novembre 2022, seguita anche dal corso sulle direttive IUS. La riunione continentale dell’Africa avrà luogo a Maputo, Mozambico, presso l’Istituto Superiore “Dom Bosco” (ISDB) dal 24 al 26 ottobre 2022.

Infine, tutti i partecipanti hanno preso parte all’Eucaristia conclusiva che è stata celebrata da Don Ángel Fernández Artime, Rettore Maggiore.

La VIII Assemblea può dirsi che è stata un messaggio di speranza e di incoraggiamento a continuare la missione salesiana nell’educazione superiore, in mezzo alle difficoltà, i richiami odierni e le sfide proprie della cultura attuale.

Rettor Maggiore: messaggio ai giovani nella festa di Don Bosco

In occasione della commemorazione dei 400 anni dalla morte di San Francesco di Sales e nel giorno della festa di san Giovanni Bosco, il Rettor maggiore, Don Ángel Fernández Artime ha scritto una lettera ai giovani ricordando loro che quanto siano protagonisti di questa storia, come lo sono stati i ragazzi di Valdocco con Don Bosco.

Di seguito la lettera del Rettor maggiore, Don Ángel Fernández Artime.

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MESSAGGIO AI GIOVANI NELLA FESTA DI DON BOSCO,

NEL IV CENTENARIO DELLA MORTE DI SAN FRANCESCO DI SALES, nostro Patrono

Torino-Valdocco, 31 gennaio 2022

Miei carissimi giovani,

giunga a ciascuno di voi il mio saluto con vero affetto e con tutto il cuore da Valdocco, dove stiamo celebrando la festa del nostro amato Don Bosco, “Padre e maestro della gioventù” – come ha dichiarato San Giovanni Paolo II.

Vi scrivo questa lettera, mentre da pochi istanti sono tornato dalla preghiera che ho fatto per voi nella Basilica davanti al Signore, davanti alla nostra Madre Ausiliatrice, davanti a Don Bosco, a Madre Mazzarello e a San Domenico Savio, il santo adolescente dei primi anni dell’oratorio qui a Valdocco.

L’Eucaristia di ieri è stata trasmessa dalla televisione proprio dalla Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino, e il Santo Padre, Papa Francesco, durante la preghiera dell’Angelus ha dichiarato di aver seguito la Santa Messa in televisione, aggiungendo di salutare tutti i Salesiani in occasione della festa di Don Bosco. Nell’esprimere tutto questo ha ricordato che il nostro Padre «non si è chiuso in sagrestia, non si è chiuso nelle sue cose. È uscito sulla strada a cercare i giovani, con quella creatività che è stata la sua caratteristica». Indubbiamente, così farebbe Don Bosco anche oggi, invitando tutti noi ad essere al vostro fianco, accanto a voi, per percorrere insieme il cammino della vita.

Quanto il Santo Padre ama la Famiglia Salesiana, la famiglia di Don Bosco! E quanta responsabilità questo comporta, perché dobbiamo sempre dare il meglio di noi stessi al servizio del Vangelo nel nome del Signore Gesù.

E voi, carissimi giovani, siete i protagonisti di questa storia, come lo erano i ragazzi di Valdocco con Don Bosco.

In questo anno in cui commemoriamo nella Chiesa il IV centenario della morte di un grande santo, quel “gigante della santità” che fu San Francesco di Sales, la Famiglia Salesiana di Don Bosco, e voi, i giovani che ne fate parte, tutti noi con voi siamo chiamati a vivere la nostra fede cristiana e tutto il dinamismo giovanile che portate nel cuore, con questa carità e dolcezza “salesiana” che San Francesco di Sales ci ha lasciato in eredità e che Don Bosco fece sua. Nel 1854, egli stesso scrisse a riguardo dell’Oratorio di Valdocco: «Questo Oratorio è posto sotto la protezione di San Francesco di Sales per indicare che il fondamento su cui poggia questa Congregazione deve essere la carità e la dolcezza, che sono le virtù caratteristiche di questo santo». Don Bosco per realizzare la sua opera si ispirò a San Francesco di Sales, il Santo che comprese – come pochi altri – che Dio e il suo amore misericordioso erano al centro della sua vita e della sua storia. Francesco di Sales è il Santo della tenerezza, del cuore modellato sul cuore di Dio Padre che, con la sua dolcezza, attira tutti a sé.

E facendomi eco di questa sensibilità e spiritualità, che abbiamo ricevuto da San Francesco di Sales attraverso Don Bosco, e con la forza della Parola con cui sia il Papa Emerito Benedetto XVI sia Papa Francesco si sono rivolti a voi, desidero invitare voi, cari giovani di tutte le presenze salesiane nel mondo, a vivere con grandi ideali, con grandi mete che vi conducano sulla via della felicità e verso Dio.

  • Mi è parso molto bello quando in uno dei suoi messaggi rivolti a voi giovani, Papa Benedetto XVI vi ha detto: «Cari giovani, non accontentatevi di meno della Verità e dell’Amore, non accontentatevi di meno di Cristo». Che bello e che proposta che vale la pena accettare con coraggio, perché è molto probabile che l’ambiente sociale e culturale in molti luoghi nei quali vivete non vi aiuterà in questo. Ma il privilegio di non accontentarsi di niente di meno che Cristo nelle vostre vite è che potete fidarvi di Dio, abbandonarvi a Lui, il Dio vivente e che invita tutti a vivere come è vissuto Gesù. Sono convinto che essere un giovane cristiano oggi sia davvero una sfida coraggiosa.

E nell’affermare questo, non dimentico molti di voi, cari giovani delle presenze salesiane del mondo, che professano un’altra religione. Vi auguro con vero affetto di vivere la vostra fede in profondità, di essere veri credenti nella fede che professate, di viverla autenticamente. L’unico Dio che esiste e al quale tutti ci rivolgiamo, sarà sempre al vostro fianco e saprà incontrare ognuno di voi. Le case di Don Bosco e di tutta la Famiglia Salesiana nel mondo hanno, e continueranno sempre ad avere, porte aperte per ogni giovane che le avvicina.

  • Allo stesso tempo, insieme ai miei confratelli Salesiani, alle mie consorelle Figlie di Maria Ausiliatrice, e a tanti altri che compongono questa nostra preziosa Famiglia, faccio risuonare le proposte che vi hanno rivolto Papa Francesco e Papa Benedetto, perché capisco che, proprio come ha fatto Don Bosco con i suoi ragazzi, insieme desideriamo chiedervi di essere coraggiosi, di non avere mai paura, di lasciarvi sorprendere da Gesù, il Signore, di aprire le porte del vostro cuore a Lui, lasciando che Lui vi parli. Gesù vi sorprenderà sempre e vi condurrà sul sentiero dell’autentica felicità: quella che cercate, che desiderate e di cui avete bisogno.
  • Miei cari giovani, oso dirvi in questa festa di Don Bosco che oggi, come sempre o più che mai, il Signore ha bisogno di voi e vi chiama ad essere discepoli missionari nel Regno. Don Bosco ha bisogno di voi, come aveva bisogno dei suoi ragazzi di Valdocco, per fare del bene a tanti altri. E tanti vostri compagni e amici hanno bisogno di voi e del vostro sostegno. Di voi giovani che, con responsabilità e generosità, prendete in mano la vostra vita.

Il nostro mondo ha bisogno di giovani che sentano di avere una missione sognata da Dio e che si innamorino di essa. Giovani che sentono che Dio ha un sogno e un bellissimo progetto per ognuno di loro. Giovani con speranza e forza. Giovani, come dice Papa Francesco, che non si lasciano rubare la speranza: «Un giovane non può essere scoraggiato, la sua caratteristica è sognare grandi cose, cercare orizzonti ampi, osare di più, aver voglia di conquistare il mondo, saper accettare proposte impegnative e voler dare il meglio di sé per costruire qualcosa di migliore. Per questo insisto coi giovani che non si lascino rubare la speranza» (Christus Vivit, 15).

Carissimi giovani,

concludo questo messaggio augurandovi una buona festa di Don Bosco e invitandovi a vivere tutto l’anno in grande armonia con Don Bosco e San Francesco di Sales. Loro continueranno a condurvi a incontrare l’unico che conta: Gesù Cristo il Signore.

Ricordo che nell’incontro della Consulta Mondiale del Movimento Giovanile Salesiano (SDB-LEADS) tenutosi nel dicembre scorso, dopo aver approvato le linee guida della Consulta Mondiale del Movimento Giovanile Salesiano (SDB-LEADS), i giovani rappresentanti di tutto il mondo sono stati unanimi nel proporre di celebrare il 400° anniversario della morte di San Francesco di Sales. I membri della Consulta della Regione Africa-Madagascar coordineranno questo evento, al quale parteciperanno tutti i gruppi del Movimento Giovanile Salesiano (MGS) delle ispettorie salesiane del mondo, in segno di omaggio, gratitudine, amore e devozione a questo grande Santo, ispiratore del nostro amato Don Bosco.

Vi incoraggio a continuare a curare i momenti di preghiera, le iniziative a favore dei più svantaggiati e a far conoscere e condividere tutto quello che state facendo.

Miei cari giovani, buona festa di Don Bosco e buon anno “salesiano” sotto l’ispirazione di San Francesco di Sales.

La mia benedizione per tutti.

Con vero affetto e l’assicurazione del ricordo nella mia preghiera, vi saluto,

Ángel Fernández Artime, SDB

Rettor Maggiore

Italia – GSFS 2022, il Rettor Maggiore: “Solo nella libertà possiamo avvicinarci a Dio”

A Valdocco è iniziata la 40ma edizione delle Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana. Ecco la cronaca del primo giorno, dall’agenzia ANS.

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(ANS – Torino) – Tatiana dal Centro America, Carlos dalla Spagna, Antoine dall’Asia centrale, Jonas dall’Estremo Oriente e Christopher dall’Africa… ed è subito descritta la mondialità della Famiglia Salesiana che celebra l’apertura della 40° edizione delle sue Giornate di Spiritualità, il 13 gennaio a Torino-Valdocco. In collegamento via web circa 10.000 persone seguiranno i quattro giorni di ascolto-preghiera-confronto che si svolgono nella Casa Madre, con la presenza di 150 rappresentanti dei 32 gruppi che compongono la più estesa famiglia religiosa cattolica.

Fu Don Egidio Viganò, VII Successore di Don Bosco, a istituire le “Giornate”, divenute appuntamento a cui si partecipa con entusiasmo. È un momento di formazione strettamente connesso alla “Strenna” del Rettor Maggiore, la carta di orientamento per il nuovo anno che fa convergere la pluralità di esperienze su un binario comune. Questo 2022 è dedicato a San Francesco di Sales, nel 400° anniversario del transito: una ricorrenza che – ben più che un tributo a colui che diede linfa preziosa al carisma di Don Bosco – è un vero ritorno alle fonti di una spiritualità feconda ancora oggi.

Don Ivo Coelho, Consigliere Generale per la Formazione, ad apertura dei lavori ha descritto il collegamento fra la “riscoperta” di Don Paolo Albera (di cui è ricorso il centenario della morte nel 2021) e quella di San Francesco di Sales. “Il secondo Successore di Don Bosco, Don Albera, un uomo di studio, si fece apprezzare per lo spessore e l’intensità della sua predicazione”; fu attento a lasciare traccia scritta del suo percorso spirituale nel diario che ancora oggi “testimonia il dialogo tra grazia e libertà, fondamento del carisma di Don Bosco”. Don Albera, per certi aspetti diverso dall’immagine popolare del salesiano scherzoso, è stato capace di conquistare i cuori con il suo modo di essere melanconico. “Possiamo essere discepoli rimanendo noi stessi” ha sottolineato don Coelho, “non dobbiamo perdere la nostra originalità nella sequela”.

Qui si trova il collegamento diretto con san Francesco di Sales, uomo di cultura e capace di avvicinarsi a tutti. “È la bontà che ci distingue – ha esordito il Rettor Maggiore nella sua riflessione sulla figura del santo che Don Bosco propose ai suoi ragazzi quale patrono dell’avventura alla quale davano inizio –. Solo nella libertà possiamo avvicinarci a Dio”.

Dopo la visione del video che sintetizza i temi della Strenna, Don Ángel Fernández Artime ha insistito sulla necessità di meditare su questa verità: “Dio attira le sue creature a se senza togliere la libertà che ha dato, perché l’amore fa questo. Il salesiano si propone di suscitare entusiasmo per Dio, ma lo fa sempre con la cura e nel pieno rispetto della persona che incontra”. Con questa premessa si può bene interpretare il motto di san Francesco di Sales, divenuto il titolo della Strenna 2022: “Fate tutto per amore, nulla per forza”.

La chiamata a darsi agli altri nel servizio educativo e di promozione umana si alimenta dell’esempio dei maggiori e della forza dello Spirito; presuppone un moto di generosità della persona che corrisponde a un volere positivo non a una imposizione. Il Rettor Maggiore ha simpaticamente, ma doverosamente, aggiunto una chiosa, un “guiño”, come ha detto: “Questa libertà non significa che ‘faccio quello che mi pare’, ma è la scoperta di una responsabilità gioiosa”.

Con la celebrazione eucaristica e con la sessione successiva è cresciuta la conoscenza fra i partecipanti, che permetterà di affrontare i prossimi intensi giorni di ascolto reciproco.

Tutto pronto per le Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana 2022

(ANS – Roma) – Si apre domani, 13 gennaio 2022, la 40° edizione delle Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana 2022. Un’edizione del tutto speciale per vari motivi: per la ricorrenza di alcuni anniversari significativi (la chiusura dell’anno centenario dedicato a Don Paolo Albera, così come il 400° anniversario della morte di San Francesco di Sales, per il quale verrà inaugurata una mostra speciale presso il Museo Casa Don Bosco); per la modalità di realizzazione “mista”, che alternerà eventi nella Torino salesiana con attività di livello regionale diffuse attraverso Internet; per il protagonismo che verrà riservato al ruolo dei laici della Famiglia Salesiana; e per tanti altri motivi ancora, quelli che rendono speciale ciascuna edizione di questo appuntamento unico di questa grande famiglia religiosa.

L’incontro delle GSFS 2022, come da tradizione, servirà in primo luogo ad approfondire la Strenna del Rettor Maggiore, a partire dal commento che lo stesso Don Ángel Fernández Artime offrirà, nella prima giornata (domani, giovedì 13 gennaio, ore 13:00 – UTC+1 – in diretta in 5 lingue sulla pagina Facebook di ANS). Il motto della Strenna “Fate tutto per amore, nulla per forza” – una citazione di San Francesco di Sales – aprirà dunque il cammino delle quattro giornate, dedicate a conoscere meglio la spiritualità di questo santo: una spiritualità e un senso apostolico che nutrirono profondamente l’ESSERE e il FARE di Don Bosco nello svolgimento della sua missione tra i giovani.

Circa 190 sono gli ospiti attesi a Torino-Valdocco, che prenderanno parte, sempre nel massimo rispetto delle misure di sicurezza anti-contagio, alle attività in presenza. Tra di essi vi saranno diversi Superiori Maggiori e Responsabili dei 32 gruppi della Famiglia Salesiana: oltre a Don Á.F. Artime si segnalano il neo-eletto Presidente Confederale degli Exallievi di Don Bosco, il signor Bryan Magro; la nuova Madre Generale delle Suore della Carità di Gesù, Madre Emiliana Park; i Superiori delle Volontarie con Don Bosco (VDB) e dei Volontari con Don Bosco (CDB)… e tanti altri Delegati dei Superiori che per vari motivi saranno impossibilitati a raggiungere Torino.

Mentre per quel che riguarda la partecipazione ai programmi realizzati a livello regionale (America; Africa e Madagascar; Mediterranea; Europa Nord-Orientale; Asia Sud; Asia Est e Oceania) è ancora impossibile quantificare con precisione le adesioni, le iscrizioni, infatti, sono state tantissime e da tutto il mondo, ma in molti casi sono state realizzate registrazioni collettive di interi gruppi locali.

Merita di essere sottolineato, infine, lo spazio speciale che verrà dedicato ai laici della Famiglia Salesiana, chiamati ad offrire i pensieri della “buonanotte salesiana”.

Ulteriori informazioni e aggiornamenti saranno disponibili sul sito: https://www.famigliasalesiana.org