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CGS, il 2020 anno difficile ma pieno di energie nuove

Pubblichiamo la lettera del presidente del CGS, Cristiano Tanas, sul resoconto delle attività di questo anno che sta per concludersi. Un anno che ha messo alla prova anche la vita associativa, ma che ha trovato nei circoli iniziative creative per non perdere l’entusiasmo e il contatto con i giovani.

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Carissimi,

 il 2020 non è stato un anno semplice: la pandemia ha messo e continua a mettere a dura prova i nostri equilibri personali, comunitari e associativi.

Come cristiani e come salesiani, non possiamo però rifiutarlo e classificarlo come un anno da buttare o da cancellare: tutte le esperienze, positive e negative, felici e dolorose, fanno parte della nostra vita quotidiana e ci aiutano a crescere, anche quando sembrano incomprensibili alla nostra intelligenza.

Pertanto, più che soffermarmi sulle criticità e sulle disgrazie che hanno compromesso la nostra vita personale e associativa durante il 2020 e che ci vengono ricordate quotidianamente e incessantemente da tutti i mezzi di informazione, vorrei sottolineare gli aspetti positivi che, nonostante tutto, sono emersi e continuano ad emergere nelle nostre realtà, e che ci danno un segno concreto di speranza per il futuro.

La nostra Associazione si compone di 42 circoli locali, operanti in 14 regioni, e 6 Coordinamenti territoriali. Quest’anno abbiamo visto la nascita di un nuovo Circolo, il CGS Ubuntu di Caserta, e la rinascita del CGS XXI di Civitavecchia, rifondato sulle orme di quello che fu il primo Circolo locale istituito in oltre cinquant’anni di storia associativa.

Nel contesto straordinario dell’emergenza sanitaria, i nostri Circoli locali hanno saputo introdurre energie nuove e risorse per non disperdere il lavoro svolto, e soprattutto per garantire il contatto con il pubblico e con le fasce di età particolarmente colpite dall’isolamento, con particolare riguardo ai più giovani, già provati dalla improvvisa e prolungata chiusura delle attività scolastiche e di socializzazione “in presenza”.

Anche l’Associazione nazionale ha lavorato per trasformare il momento di crisi in un’opportunità di confronto e di riscatto “a distanza”, forte dello slogan “Essere associazione #lìdovesei”. La tradizionale assemblea nazionale, originariamente prevista a Mogliano Veneto (28-29 marzo) e annullata nel rispetto dei provvedimenti governativi, è  stata svolta in modalità remota, con una ottima partecipazione e rappresentatività territoriale, paradosso di questa difficile situazione, in cui si è potuto constatare che questo tipo di lontananza può anche avvicinare.

Diversi Circoli locali hanno ideato e promosso eventi social, quiz a tema cinematografico, sfide, contest, inviti alla lettura, scrittura e pubblicazione di recensioni, che hanno avuto una larga diffusione e hanno riscontrato notevole interesse, specialmente da parte del pubblico giovanile.

I Circoli più attivi nei settori del teatro e della musica non sono stati da meno: abbiamo assistito alla riproposizione sul web di tante produzioni e spettacoli realizzati negli anni passati, ma anche a esperimenti ben riusciti di dirette social, prove corali e spettacoli.

Nel mese di luglio sono state realizzate due attività di formazione: un corso per dirigenti sul tema della riforma del Terzo Settore, con particolare riguardo agli aspetti gestionali e amministrativi della gestione dei Cinecircoli locali, tenuto da esperti e coordinato dall’avv. Gabriele Sepio, in collaborazione con le Associazioni PGS, TGS e Salesiani per il Sociale, e poi l’iniziativa “On The Road”, curata dal Consiglio direttivo nazionale e destinata ai giovani dai 16 anni in su, attraverso una serie di moduli formativi sui settori di attività dell’Associazione, un vero e proprio viaggio attraverso le Arti figurative e nel mondo della comunicazione sociale, con particolare riferimento ai percorsi di educazione al linguaggio cinematografico e audiovisivo.

Sempre l’estate ha visto una certa ripresa delle attività con la presenza del pubblico, e diversi Circoli locali hanno potuto realizzare le proiezioni nelle arene estive e gli spettacoli prevalentemente all’aperto.

Anche l’Associazione nazionale ha proposto percorsi di educazione al linguaggio cinematografico e audiovisivo “in presenza”: se da una parte abbiamo dovuto tristemente rinunciare alla partecipazione al Giffoni Film Festival, siamo riusciti ad essere presenti alla Mostra del Cinema di Venezia, durante la quale si è svolto un laboratorio di critica cinematografica che si è concretizzato nel lavoro di recensione dei film e nell’assegnazione del Premio CGS “Lanterna Magica” (premio collaterale riconosciuto dalla Mostra, giunto alla XXIII edizione) al film “Khorshid” di Majid Majidi, grazie al lavoro della nostra giuria, composta prevalentemente da giovani provenienti dai Circoli CGS di Marche, Sardegna, Puglia, Liguria.

Dal mese di settembre abbiamo una nuova Delegata nazionale CIOFS, nella persona di suor Maria Grazia Tripi, subentrata in questo ruolo a suor Palma Lionetti, che in otto anni di servizio attento e delicato ha garantito sempre la sua presenza e il suo prezioso contributo agli appuntamenti nazionali, specialmente in mezzo ai giovani. A suor Maria Grazia il nostro augurio di trovarsi bene in mezzo a noi, in attesa di poterla incontrare presto anche di persona.

Attualmente è in corso di svolgimento il progetto “Connessi”, progetto sperimentale di contrasto e prevenzione del bullismo e del cyberbullismo attraverso un uso responsabile, consapevole e creativo dei social network, in una logica di alleanza tra generazioni e territori, realizzato sempre in collaborazione con Salesiani per il Sociale e TGS.

  Sul fronte amministrativo, prosegue l’adeguamento degli statuti dei Circoli locali e dei Coordinamenti territoriali al Codice del Terzo Settore. Non si tratta di pura formalità, ma di uno strumento utile e necessario perché le nostre Associazioni siano ancora più incisive nel tessuto della Società civile in cui operano.

In particolare, ricordo che le Associazioni che hanno già provveduto all’adeguamento del proprio statuto saranno iscritte in via transitoria al Registro nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale, che transiterà poi nel nuovo RUNTS (Registro Unico Nazionale del terzo Settore). È fondamentale che nei primi mesi del 2021 tutte le Associazioni CGS locali che non hanno ancora provveduto, effettuino i necessari adeguamenti statutari per essere allineati alla nuova normativa. A tal fine, la Segreteria nazionale proseguirà con la sua opera di sollecitazione e di supporto finalizzata al perseguimento di questo importante obiettivo.

Che ne sarà di noi nel 2021? Come Associazione, ci saremo! E ci saremo in maniera incisiva e concreta, affrontando le sfide della quotidianità sull’esempio di Don Bosco, che al posto nostro non si sarebbe certo arreso.

Confidiamo di poter riprendere le nostre occasioni di incontro a partire dal primo trimestre del 2021, a cominciare dal Week-end di formazione per animatori e dirigenti, in programma a Torino (Città del Cinema e culla del carisma salesiano), per accrescere le competenze dei giovani, non solo fruitori ma anche protagonisti delle attività associative e veri animatori delle iniziative a livello locale.

Anche il Missing Film Festival – organizzato dal CGS Club Amici del Cinema di Genova – è stato rimandato ai primi mesi del 2021, così come l’iniziativa Ho bisogno di credere – Fellini e il Sacro, realizzata dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell’Università Pontificia Salesiana, con il patrocinio e il supporto del Pontificio Consiglio per la Cultura e del Cortile dei Gentili, che si articola in diverse manifestazioni e che rientra tra gli eventi riconosciuti e inseriti nel programma Fellini100.

Nel 2021 avrà termine anche il mandato del Consiglio direttivo nazionale, in occasione dell’Assemblea elettiva in programma a Roma il 17 e 18 aprile, che speriamo di poter confermare definitivamente al più presto. In ogni caso, è nostra intenzione quella di tenere questo importante appuntamento associativo favorendo la massima partecipazione, con la dovuta preparazione e – naturalmente – nel rispetto delle norme statutarie.

Inoltre, nelle prossime settimane riceverete una pubblicazione contenente le recensioni originali prodotte in occasione delle recenti edizioni della Mostra del Cinema di Venezia dai giovani che hanno preso parte al laboratorio di cultura cinematografica nel 2019 e nel 2020, allo scopo di diffondere e promuovere il cinema di qualità, e di fornire ai Circoli locali, alle scuole e ai centri giovanili un valido strumento di animazione culturale e di educazione al cinema.

Infine, si proseguirà con la promozione dei cortometraggi, prodotti da giovani autori under 30 e selezionati nel 2019 con il concorso “Young Ways”, attraverso una rassegna da proporre a tutti i Circoli locali, aventi come tematica il mondo giovanile, con il filo conduttore “Camminare con i giovani andando verso tutti”, “Tutti i giovani – nessuno escluso”.

  Insomma, nonostante la pandemia, il panorama della nostra Associazione è sempre ricco e vario, e i nostri canali web e social si tocca con mano quotidianamente quanto siano belle e significative le attività portate avanti dai Circoli su tutto il territorio nazionale; vi invito pertanto a inviare puntualmente le vostre notizie, le foto, le locandine, il racconto delle vostre esperienze, per condividere sempre meglio ciò che facciamo e farlo conoscere a tutti.

Quanto sopra riassunto, che è solo una parte del lavoro quotidiano dell’Associazione nazio- nale, è possibile solo grazie all’impegno e alla dedizione delle persone che a diverso titolo ri- vestono incarichi di coordinamento e responsabilità, a cominciare dai Consiglieri Nazionali, sempre disponibili e pronti a mettersi in gioco e a condurre in prima persona le attività, con una menzione particolare per la Segretaria nazionale Stefania Di Turo e per le Segretarie Na- dia e Veronica, che hanno lavorato tanto anche in condizioni difficili e sempre con grande disponibilità e dedizione, a prescindere dagli obblighi contrattuali.

Un ringraziamento speciale va anche al CGS Marche, che ha coordinato in particolare il La- boratorio Venezia Cinema, e a tutti i dirigenti locali e agli animatori che come sempre hanno offerto un servizio all’Associazione con gratuità e professionalità.

Certo, non possiamo dimenticare chi ha sofferto nel corso di quest’anno, e non solo per effetto della pandemia: i lavoratori dello spettacolo, i gestori delle nostre Sale della Comunità, tutte le persone che ruotano attorno al mondo degli incontri, dei viaggi, degli eventi culturali, degli spettacoli e dell’intrattenimento. Ciascuno di noi ha vissuto più o meno da vicino le esperienze della quarantena, della malattia, e purtroppo anche del distacco dalle persone più care, e questo senza dubbio lascia un segno indelebile.

Vorrei ricordare in particolare Candido Coppetelli, che ha dedicato gran parte della sua vita alla nostra Associazione: un uomo di Fede, che ha testimoniato prima nel lavoro quotidiano e poi con la sofferenza il suo amore per la Vita. E poi ancora suor Rosetta Calì e don Gaetano Urso, entrambi impegnati nella promozione dell’associazionismo in Sicilia. Per loro e per tutti i nostri cari defunti invochiamo con fede la misericordia del Padre, certi che siano degni della ricompensa riservata ai Giusti.

Vi ringrazio per la vostra pazienza e per la vostra attenzione e rimango a disposizione per qualunque vostra necessità.

A tutti voi i migliori auguri di un sereno Natale e di un felice anno associativo, accompagnati dalla protezione di Maria Ausiliatrice e dallo sguardo paterno di Don Bosco.

Un caro saluto,

Il Presidente nazionale Cristiano Tanas

Fede, lavoro e attenzione verso gli altri: il ricordo di Candido Coppetelli

A un mese dalla scomparsa, pubblichiamo il ricordo di Candido Coppetelli scritto dal presidente del CGS Aps, Cristiano Tanas.

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Candido Coppetelli (Roma, 16 dicembre 1956 – 8 giugno 2020) affonda le sue radici nel Rione romano di Testaccio: un quartiere di fede tradizionalmente romanista, nel quale il 3 novembre 1929 la Roma inaugurò il suo stadio e nel quale un tifoso laziale come lui si trovava perfettamente a suo agio, tanto che all’esterno della chiesa, in occasione dei funerali, è comparso perfino uno striscione con la scritta “Grazie Candido” e con un cuore giallorosso. Un cuore (il suo rigorosamente biancoceleste!) che Candido metteva in tutto ciò che faceva, a cominciare dal teatro, passione e lavoro di una vita, per continuare con il cinema e l’animazione di oratorio. 

La sua formazione inizia con un diploma di laurea a pieni voti in cultura religiosa nel 1977, presso il Centro di Teologia per Laici della Diocesi di Roma, ma prosegue subito nel teatro con la scuola di mimo, i corsi di clownerie, gli stage di regia.

All’inizio degli anni Ottanta si avvicina all’Associazione CGS (Cinecircoli Giovanili Socioculturali), che non lascerà più per i successivi quarant’anni, e alla quale ha legato indissolubilmente il suo impegno e la sua dedizione quotidiana, ricoprendo diversi ruoli di animazione e di coordinamento: presidente del Comitato regionale del Lazio, responsabile del settore teatro, segretario nazionale, vicepresidente e infine presidente nazionale dal 2009 al 2017.

Candido, come spesso e volentieri succede a chi fa parte delle Associazioni salesiane, aveva un retroterra di provenienza oratoriana, e questa esperienza, mai abbandonata fino all’ultimo, gli è stata fondamentale per comprendere le dinamiche aggregative, educative e formative dei giovani e per conoscere profondamente le loro esigenze e i loro bisogni, non solo all’interno degli oratori stessi.

Dall’oratorio partono le sue molteplici attività, specialmente di animazione, scrittura e regia teatrale, molte delle quali condivise con la moglie Angela Luciani, cui seguono le rassegne cinematografiche e le esperienze di direzione artistica. Ricordiamo anche le molteplici attività di cui Candido fu promotore e animatore nella cittadina abruzzese di Vasto, dove è stato particolarmente apprezzato e benvoluto, soprattutto per il suo impegno verso i giovani, e dove ha scelto di riposare per sempre.

Ed è proprio per la sua caparbietà di dedizione ai giovani che ha sempre voluto rilanciare i momenti formativi associativi caratteristici dell’Associazione CGS, come i laboratori del cinema di Giffoni e di Venezia, scommettendoci ed impegnandosi in prima persona.

Scrive Emilio Santoro, tesoriere nazionale CGS: “E’ questo il principale ricordo che porterò sempre dentro di me di Candido: il suo sorriso accogliente. In qualunque momento ci trovassimo, di serenità o difficoltà, sia per situazioni legate all’Associazione, sia per circostanze personali, Candido dispensava a chiunque il suo sorriso accogliente, che spesso senza dover aggiungere parole ti effondeva fiducia e coraggio. Lui ha sempre avuto nel DNA la passione, la volontà, la capacità e l’amore di stare con i ragazzi rivestendo la figura di educatore, in una sola parola ha incarnato la salesianità nello stile di Don Bosco, e spesso Candido ricordava come, attraverso l’associazionismo, questo modo di spendere la propria vita dovrebbe essere considerato una vera e propria vocazione”.

Anche Pier Cesare Rivoltella, già presidente nazionale CGS e ora professore presso l’Università Cattolica di Milano, ricorda che “Candido era una persona garbata, gentile, attraversava la vita con un sorriso, il sorriso in parte ironico e in parte saggio di chi ha uno sguardo lungo e grazie a quello riesce a relativizzare i fatti”.

Candido ha lavorato anche nel mondo della Televisione, con alcune esperienze in RAI in diversi periodi tra il 1992 e il 2009, tra cui spicca la collaborazione ai testi tra gli autori di “Domenica In”, ai tempi di Pippo Baudo, con cui ebbe l’occasione di lavorare anche al Festival di Sanremo.

Ricordiamo ancora la sua collaborazione con la Conferenza Episcopale Italiana, presso la quale prese parte al Master biennale di alta formazione per animatori della cultura e della comunicazione, e il suo contributo nell’ambito della Commissione Nazionale Valutazione Film.

Per diversi anni è stato coordinatore e portavoce delle Associazioni Nazionali di Cultura Cinematografica, ruolo che fino a tutto il 2018 lo ha visto impegnato in importanti mediazioni critiche per il riconoscimento del valore delle associazioni nell’ambito della riforma della Legge sul Cinema.

Scrive Francesco Giraldo (ACEC – Sale della Comunità): “Un animo gentile, mai ideologico. Disposto a lavorare ed impegnarsi per l’associazionismo culturale cinematografico sia laico che cattolico gratuitamente con abnegazione. In silenzio e staccandosi da tutto in un riserbo quasi assoluto, Candido ha lottato sino alle fine contro una malattia che lo ha sfiancato e debilitato nel fisico, ma non nell’animo. Poche cose contano realmente nelle nostre vite: le persone che amiamo e quelle persone con le quali abbiamo condiviso ideali e progetti, che grazie a questi abbiamo conosciuto e abbiamo amato”.

Personalmente ho conosciuto Candido nel 1999, quando muovevo i primi passi nell’Associazione CGS, in occasione delle assemblee nazionali presiedute da Stefano Todini, e ho sempre apprezzato la sua attenzione verso gli altri, la sua arte oratoria derivante dall’esperienza teatrale e la sua capacità di mediazione nei conflitti che fanno parte di questo mondo, fatto di persone appassionate che si spendono gratuitamente per la causa. Insieme abbiamo realizzato un bellissimo campo nazionale di formazione (Pacognano, 2010) e abbiamo ripreso la tradizione dei week-end annuali per riportare i giovani al centro dell’Associazione. Per quattro anni ho collaborato con lui come vicepresidente nazionale dell’Associazione, e ne ho raccolto il testimone in un periodo certamente non facile, fatto di difficoltà economiche e problemi gestionali che più volte hanno rischiato di mettere in secondo piano i nostri obiettivi principali, senza però mai abbatterci o farci perdere la speranza.

Da subito ha condiviso con me e con gli amici del direttivo nazionale le sue preoccupazioni per le prove che la malattia gli sottoponeva, e in occasione dei contatti che abbiamo avuto, col passare dei mesi sempre più rari, percepivo la sua fatica ma anche la sua voglia di combattere e andare avanti, nonostante tutto. 

Insomma, nonostante il suo nome richiamasse il protagonista della celebra opera di Voltaire, Candido incarnava tutt’altro spirito: non certo una sfiducia laica e razionale nei confronti dei progetti e nei disegni provvidenziali, ma un uomo di Fede, che ha testimoniato prima nel lavoro quotidiano e poi con la sofferenza il suo amore per la Vita. E siamo certi che ora sia degno della ricompensa riservata ai Giusti.

Grazie Candido, arrivederci in Paradiso!