Salesiani in Italia in festa per Don Bosco

Di seguito pubblichiamo una serie di articoli usciti con la cronaca per la festa di Don Bosco.

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Reggio Calabria – Il mese di gennaio è fortemente significativo, non solo per noi ragazzi dell’Istituto “Maria Ausiliatrice”, ma per tutti i salesiani del mondo, perché è il mese dedicato a Don Bosco. Come da  tradizione, in questo periodo a scuola viviamo giorni intensi, ricchi di attività e momenti di riflessione, celebrando la vita e l’opera del nostro fondatore. Il primo momento significativo a cui abbiamo partecipato, è stata la visione del film sulla vita del santo, seguita da un’occasione di riflessione durante la quale siamo stati invitati a interrogarci sui momenti salienti del suo operato. Poi sono stati organizzati dei giochi, sia di mattina a scuola che di pomeriggio, all’oratorio, sempre legati alla vita di don Bosco, ma il momento più importante è stato giorno 31, data della morte di don Bosco, avvenuta il 31 gennaio del 1888: durante la mattinata ci siamo divertiti con giochi e attività laboratoriali, seguiti da un significativo momento di preghiera che si è concluso con la distribuzione del famoso panino di Don Bosco; di pomeriggio, poi, abbiamo partecipato alla celebrazione eucaristica, presieduta dal Rettore del Seminario di Reggio Calabria, don Nino Pangallo e animata dai Seminaristi del nostro seminario. È stato un momento importante, non solo perché abbiamo celebrato il nostro fondatore, ma anche perché è stata un’occasione di incontro con le famiglie che ci ha permesso di ritrovarci tutti insieme, di rivedere anche i compagni che ormai sono grandi e non studiano più nella nostra scuola, ma frequentano ancora l’oratorio; abbiamo condiviso questo momento di spiritualità e di festa di famiglia salesiana con i nostri genitori, gli insegnanti, le suore, le ex allieve dell’istituto, gli oratoriani i volontari, l’associazione sportiva e tutti coloro che hanno avuto il piacere di essere presenti. Il momento che però piace di più a noi ragazzi e sicuramente anche ai più grandi, è la festa che è seguita dopo, quella del “panino di Don Bosco”. La tradizione nasce dall’abitudine che aveva Giovanni Bosco di offrire la merenda ai suoi fanciulli che giocavano in oratorio e che spesso rappresentava l’unico pasto che molti di loro riuscivano a fare in un giorno. Attraverso il semplice gesto del panino, don Bosco riusciva a far sentire i suoi ragazzi amati e convincerli che Dio aveva un progetto su ognuno di loro, pertanto il senso del panino col salame racchiude un significato profondo, quello di un uomo che ha donato la vita ai giovani. Questo momento di convivialità è stato accompagnato anche da musica e animazione e ha concluso nel migliore dei modi la festa del nostro fondatore. Sono passati secoli, ma il sogno di don Bosco continua e la tradizione si rinnova ogni anno, perché per noi, giovani ragazzi salesiani non si tratta mai di un semplice panino, ma è qualcosa di più, è don Bosco che continua a camminare in mezzo a noi!

Calatabiano (Sicilia) – Concluse le celebrazioni di Don Bosco, santo dei giovani, figura straordinaria che in paese acquisisce popolarità sempre più grande grazie all’impegno di catechiste  entusiaste. Coinvolti i ragazzi ovviamente, contenti di stare insieme sotto la guida degli animatori dell’Adma e dell’oratorio, abili a mettere in evidenza il carisma e il caratteristico stile educativo in uno con l ‘ allegria coinvolgente, così come succedeva a Valdocco, il primo oratorio fondato da don Bosco. Molto partecipati il triduo, animato dal Cor Iesu e dagli ex allievi salesiani, e la processione. All’istituto ” San Giuseppe ” è stato distribuito ai ragazzi il panino con mortadella per fare memoria del piccolo gesto di carità materiale di don Bosco, attento tanto a nutrire lo spirito dei suoi ragazzi quanto il loro corpo. Numerosi, infine, i ragazzi che hanno aderito all’invito del parroco don Sinitò a realizzare disegni sulla vita del santo.

Intra (Piemonte) – Parrocchiani, ex oratoriani, ex allievi dell’Istituto San Luigi, suore di Maria Ausiliatrice, amici e devoti di don Bosco: in tanti al santuario Maria Ausiliatrice di Intra hanno partecipato alla solenne celebrazione eucaristica in occasione della festa di san Giovanni Bosco e nell’anniversario dei 200 anni del “Sogno fatto all’età di nove anni”. Il parroco don Enrico Zeroli rivolgendo un cordiale saluto ha ricordato come «la presenza qui oggi di tutti noi è la conferma della validità dello stile impresso da don Bosco alla sua opera: “fare dei giovani buoni cristiani e onesti cittadini”. Abbiamo ormai alle spalle quel tempo che oso definire intenso e glorioso, un tempo che ha segnato la nostra vita, l’ha plasmata. Tutto è merito di coloro che hanno continuato l’opera di don Bosco: i Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice. È venuto poi il tempo in cui le istituzioni, anche quelle gestite dai religiosi, hanno dovuto accogliere nuove istanze e nuove impostazioni. Con tutto ciò, lo spero, non sono venuti meno in noi la speranza in un futuro “positivo”, il nostro serio impegno per accogliere innovazioni e il coraggio di percorrere strade nuove». A presiedere la messa è stato don Oreste Mano, parroco emerito e già animatore dei D giovani dell’Oratorio San Luigi a Intra. Nella sua omelia ha richiamato il sogno di don Bosco fatto nel 1824 e l’importanza della presenza di Maria Ausiliatrice nella vita del santo. Ad animare la celebrazione sono stati i canti del coro parrocchiale diretto da Silvana Grippo, accompagnato all’organo da Riccardo Borsani e al violino da Stefan Fruh. A prendere la parola è stato anche Roberto Dosio, ex alunno salesiano che ha frequentato un istituto a Torino e che ora lavora a Verbania.

Bardolino (Veneto) – Festa grande il 31 gennaio nella memoria liturgica di san Giovanni Bosco, a 136 anni dalla sua morte. Tante le iniziative in molte parrocchie della diocesi, nelle associazioni  che si rifanno al suo carisma e negli istituti scolastici salesiani. Il Cfp Salesiani Bardolino Tusini si è concesso una mattinata speciale: non un giorno di festa senza scuola, ma “La scuola in festa”, fedeli all’intuizione di don Bosco di congiungere formazione ed educazione, oltre che di mettere al centro i ragazzi. Una prima parte con spettacolo e cabaret, richiamando il legame del fondatore con l’arte e il divertimento. Tre testimonianze di persone che hanno scelto di lavorare in questo Istituto proprio per una relazione speciale con don Bosco e il suo carisma. E, infine, tornei che hanno visto coinvolti i 220 studenti dei tre settori – Elettro, Meccanica e Vitivinicolo – nel grande spazio esterno che si affaccia in maniera spettacolare sul lago di Garda. E così il sogno di san Giovanni continua!

Bra (Piemonte) – Come ogni anno il 31 gennaio gli allievi della scuola media festeggiano Don Bosco. Niente lezioni quel mercoledì, ma tante proposte alternative, utili e divertenti. Si inizia alle ore 8 con la Messa presieduta dal direttore don Riccardo, solennizzata dal coro e dai chierichetti. Al termine, gradita sorpresa: brioche offerte a tutti sfornate al momento nel laboratorio di pasticceria del CFP. Poi si parte per destinazioni diverse accompagnati dagli insegnanti. Le prime visitano il noto centro braidese della Bra Servizi guidate dal personale addetto nella zona della raccolta e smaltimento dei vari rifiuti e subito dopo nella sala espositiva delle macchine da scrivere delle varie epoche.  È intervenuto per il saluto lo stesso sig. Piumatti, che ha ricordato con entusiasmo i trascorsi salesiani suoi e della sua famiglia. Le seconde invece si recano in Centro per la visita guidata alla zona alta della città. Mentre una classe va alla scoperta delle reminiscenze storiche cittadine, l’altra classe visita la sede comunale. Poi si alternano. Spetta all’assessore Lucilla Ciravegna dare il saluto ufficiale in sostituzione del Sindaco, assente perché impegnato a Roma in un incontro speciale con il Papa assieme al collega di Alba. Grazie all’intervento dell’Assessore e della segretaria del Sindaco, i ragazzi scoprono come funziona la complessa macchina comunale,
un’azienda con circa 200 dipendenti. Passando di sala in sala scoprono pure i vari ambienti adibiti a compiti diversi: la sala dei Partigiani, del Consiglio comunale e della Giunta. Infine attraversano i corridoi prospicienti i vari uffici fino alla sede dell’anagrafe. Ragazzi partecipi e soddisfatti. La classe terza invece assiste alla proiezione di un film culturale ambientato ai tempi della rivoluzione messicana, in cui il popolo difese eroicamente i suoi valori e le sue tradizioni cristiane minacciate dal dittatore di turno. Al rientro dalle visite, le classi si radunano nelle rispettive aule per il concorso Don Bosco consistente in una prova a quiz sulla biografia del Santo, che hanno letto durante il mese di gennaio. Al termine si svolge, come da tradizione, l’elezione dei nuovi assessori, un ragazzo e una ragazza, che avranno il compito di rappresentare la loro classe e di collaborare con il preside al buon andamento della scuola. La mattinata si conclude con la lotteria, i cui premi sono stati offerti da benefattori, dalla scuola e da alcune famiglie. È stata molto partecipata. Il ricavato sarà destinato in beneficenza. La destinazione verrà stabilita dal Consiglio degli assessori. Un grande gioco collettivo al pomeriggio molto partecipato, stile Estate Ragazzi, conclude questa bella festa, che si è svolta proprio nello stile oratoriano di Don Bosco.

Cerignola (Puglia) – «Cuori ardenti, piedi in cammino, per vedere lontano» è stato il tema scelto dall’Ufficio diocesano per l’infanzia missionaria, guidato da don Silvio Pellegrino, e dai salesiani di Cerignola, per l’ottava edizione del «Don Bosco day», svoltosi domenica scorsa e culminato nella celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Fabio Ciollaro in cattedrale. «Anche quest’anno abbiamo avuto una risposta copiosa e gioiosa – afferma don Silvio – da parte di tutti i ragazzi della diocesi perché sanno quanto sia bella questa giornata fatta di condivisione e di gioia». «Cuori ardenti continua il direttore dell’Ufficio . è un chiaro riferimento evangelico e costituisce una risposta all’invito che il Santo Padre rivolge ai giovani» «Occorre guardare lontano – fa eco don Mimmo Sandivasci, direttore della Pastorale giovanile – per rimandare a quel fantastico sogno di don Bosco che ancora oggi, dopo duecento anni, è reso reale da tutti quei giovani che camminano con i piedi svelti per giungere lontano, dove risiedono le loro speranze, i loro desideri e i loro sogni. È stata una giornata di festa, durante la quale la città è stata colorata dalla numerosa presenza dei ragazzi arrivati a Cerignola da tutta la diocesi», afferma don Mimmo che ci tiene a sottolineare: «Per me è stata un’esperienza nuova perché è stata la prima volta a Cerignola». «Come salesiani – conclude il sacerdote – operiamo nonostante le numerose difficoltà che, nello stesso tempo, consideriamo come opportunità di crescita, non solo personali bensì per l’intera comunità».