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RMG – Pubblicato un nuovo numero di “Ricerche Storiche Salesiane”

Dall’agenzia ANS.

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(ANS – Roma) – È stato pubblicato il numero 82, relativo al semestre gennaio-giugno 2024, di “Ricerche Storiche Salesiane” (RSS), la rivista semestrale di storia religiosa e civile, pubblicata dall’Istituto Storico Salesiano (ISS). Come sempre, tanti sono i contributi rilevanti e di spessore, per appassionati e non.

La rivista accoglie, nel settore STUDI di questo numero, quattro saggi:

Il primo contributo è di Ana Martín García che tratta: “Dalla narrazione, all’immagine, all’immaginario salesiano: l’iconografia del Sogno dei Nove Anni di Don Bosco nelle arti visive”. In occasione del Bicentenario del Sogno dei Nove Anni di Don Bosco, questo articolo approfondisce la storia e l’iconografia di questo avvenimento (1824). La scena è stata ufficialmente costituita tra la beatificazione (1929) e la canonizzazione (1934), periodo in cui stata rappresentata per la prima volta nelle arti. Pertanto, l’obiettivo principale di questa ricerca è l’analisi dell’inizio e dell’evoluzione della rappresentazione iconografica del sogno nelle arti visive. L’interesse di questo studio risiede nel fatto che queste immagini formulano una parte importante dell’essenza dell’immaginario salesiano: le opere sono incorporate nel campo della cultura visuale come elementi efficaci per la narrazione e la configurazione dell’identità visiva della vita del santo.

Segue la ricerca della storica Grazia Loparco: “I collegi delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Italia tra continuità e cambiamenti”. Lo studio, presentato in due parti, riguarda i collegi delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) in Italia. Come istituzione educativa tipica per l’educazione delle ragazze nel XIX e metà del XX secolo, i numerosi collegi contribuirono alla diffusione dell’istruzione femminile. Essi andavano incontro alle esigenze delle famiglie e alle difficoltà poste dalla mobilità per raggiungere le scuole. Per la Chiesa costituirono ambienti educativi preziosi e diffusi sul territorio, per non disperdere la fede in tempi di profondi cambi culturali. L’analisi delle fonti ricostruisce la vita e l’offerta formativa tipica dello spirito salesiano per preparare madri e maestre cristiane in grado di esercitare un influsso in famiglia e nella società avviata alla secolarizzazione. Nella valutazione di quest’opera, tra le molte altre promosse dalle FMA, resta il fatto che nella loro comprensione i collegi esprimevano in modo più compiuto l’educazione integrale secondo il Sistema Preventivo, preparando le educande alle responsabilità della vita adulta.

Il terzo articolo, di Paolo Pieraccini, presenta: “Don Antonio Belloni e gli orfani di Palestina (1863-1890). Un’opera di beneficenza troppo a lungo ignorata, propedeutica all’approdo dei Figli Di Don Bosco in Terra Santa (15 Giugno 1891)”. Don Antonio Belloni iniziò la sua attività educativa e assistenziale nell’area di Betlemme nel 1863.  Egli dovette presto far fronte a complicazioni di ogni genere, prima fra tutte quella di reperire adeguate risorse per garantire strutture e servizi educativi adeguati a un numero sempre più cospicuo di giovani assistiti. Fin dal 1869 iniziò ad accarezzare il progetto di cedere il suo orfanotrofio a qualche solida congregazione religiosa cattolica, che avrebbe potuto farsene carico molto meglio di un semplice prete privo di protezioni politico-religiose, di adeguate risorse finanziarie e di coadiutori capaci e numerosi. Solo verso la fine dell’ottavo decennio dell’Ottocento maturarono le condizioni che permisero a Belloni di realizzare il progetto di affidare le sue istituzioni ai salesiani: innanzitutto la morte di Don Bosco (gennaio 1888) – che si era sempre mostrato titubante a rispondere ai reiterati inviti di Belloni stesso – e quella del patriarca latino di Gerusalemme Vincenzo Bracco (giugno 1889), che non gradiva l’arrivo dell’ennesima ingombrante congregazione religiosa in diocesi.

Questo settore si chiude con l’articolo di don Thomas Anchukandam, SDB: “José Luis Carreño Etxeandia Sdb – Un modello missionario salesiano in un contesto pluralista e globalizzato”. José Luis Carreño Etxeandìa SDB raggiunse l’India nel giugno del 1933 e, grazie alle sue doti di natura e di grazia, si dimostrò uno dei missionari più intrepidi e creativi che abbiano mai raggiunto un Paese noto per il suo contesto multiculturale e plurireligioso. Grazie al duro lavoro e all’impegno, si dimostrò l’architetto di quello che sarebbe diventato il Campus del Sacro Cuore a Tirupattur, la culla dei salesiani nell’India meridionale. Ma soprattutto, grazie alla sua apertura di cuore e di mente, don Carreño riuscì a stringere amicizia e a conquistare l’affetto e la collaborazione della popolazione, di cui solo una minima parte professava la fede cristiana. Inoltre, sebbene il termine “missionario” sia spesso associato a coloro che predicano il proprio credo religioso per convertire gli altri alla propria fede, già nel periodo precedente al Concilio Vaticano II, don Carreño, attraverso i suoi sforzi di dialogo pratico, dimostrò di essere un missionario di stampo post-conciliare. Il presente studio è un tentativo di presentare questo grande Figlio di Don Bosco a un pubblico più ampio, anche se la Congregazione Salesiana continua a muoversi in nuovi territori di missione e quindi è chiamata ad affrontare nuove e sempre diverse sfide culturali e sociali. In verità, don Carreño, attraverso la sua vita e le sue attività, ha mostrato come si possa portare la Buona Novella ai poveri, accogliere e sollevare gli orfani, moltiplicare il riso per le masse, predicare una visione più gioiosa della vita agli oppressi e ai rassegnati e incarnare la compassione e l’amore di un Salvatore crocifisso e sacramentato a un mondo tormentato.

Nel settore FONTI è presentato un testo originale: lo studioso salesiano don Aldo Giraudo ha elaborato criticamente: “I manoscritti francesi delle conferenze di Don Bosco ai cooperatori di Marsiglia (1880-1881)”. La fondazione dell’opera salesiana di Marsiglia (luglio 1878) si colloca in un contesto politico particolarmente delicato per la Chiesa francese. L’“Oratoire Saint-Léon”, sollecitato dall’intraprendente abbé Guiol curato di Saint-Joseph, e strenuamente sostenuto dal generoso contributo del laicato cattolico cittadino, che aveva costituito la “Societé Beaujour per la tutela delle opere sociali cattoliche”, era destinato al ricovero e all’istruzione dei ragazzi di ceto operaio e dei fanciulli immigrati italiani abbandonati a sé stessi. I due discorsi di Don Bosco ai cooperatori marsigliesi (20 febbraio 1880 e 17 febbraio 1881) mostrano la sintonia del santo con le istanze e gli ideali che animavano le varie componenti del cattolicesimo locale, in reazione alla svolta laicistica del governo repubblicano; nello stesso tempo ne documentano lo zelo pastorale, la lucida percezione delle problematiche, insieme all’ampiezza di vedute, alla capacità di adattamento e all’abilità pratica e progettuale. Attorno a lui si sviluppa un movimento di ammirazione, attrazione e adesione, che ne amplifica il prestigio, favorito dalla fama taumaturgica: egli lo orienta in prospettiva caritativa, educativa e pastorale, secondo il suo inconfondibile carisma.

Nel settore PROFILI sono contenuti due saggi. Il primo è della ricercatrice Piera Cavaglià, che presenta: “Madre Caterina Daghero al governo dell’Istituto FMA per 43 anni”. Invece il secondo è della studiosa Margarita Acedo: “In memoriam di sor María Felipa Nuñez Muñoz (1930-2023). Maestra, Licenciada en Filosofia y Letras y en Historia Contemporanea y Doctora en Historia Contemporanea”.

Nel settore NOTA c’è un articolo di don Stanisław Zimniak, SDB: “Annotazioni e riflessioni su alcuni elementi metodologici per lo studio della memoria storica salesiana”.

Nel settore RECENSIONI sono state recensite pubblicazioni sugli argomenti relativi alle personalità ed all’attività salesiane: Petr Zelinka, “Salesiáni Dona Boska v Československu (1924-1939) [Salesiani di don Bosco in Cecoslovacchia (1924-1939)]. Olomouc, Vydavatelství FF UP 2021; Paola Cuccioli – Grazia Loparco (a cura di), “Le Figlie di Maria Ausiliatrice in Italia (1872-2022). Case e opere. (Centro Studi Figlie di Maria Ausiliatrice – Associazione Cultori di Storia Salesiana, Percorsi 7/1-2). 2 voll. Teramo, Edizioni Palumbi 2023; Penny Rose Chinir – Euginia Laloo – Lily Perumpettikunnel (ed.), “History of the FMA in Northern India 1923-1983. 3 voll. Shillong, Vendrame Institute Publications, Sacred Heart Theological College 2023.

Nel settore SEGNALAZIONI si presentano i seguenti volumi: salesiani di Jaén, “50 años 1970-2020. Salesianos Jaén. ¡Aquí con pocos medios, se evangeliza! Historia de los Salesianos en Jaén. Cincuenta años narrados desde el corazón de quiénes lo han vivido. Jaén, Casa Salesiana San Juan Bosco de Jaén 2021; Eliane Anschau Petri, “Maria Domenica Mazzarello, donna forte e resiliente. (Percorsi 6). Teramo, Edizioni Palumbi 2023; Philomena D’Souza (ed. by), “FMA India. History of Her Growth. South India 1922-1982. Vol. I. 1922-1945. Daughters of Mary Help of Christians – FMA (Salesian Sisters of Don Bosco)” Chennai. The New Leader Publications 2023.

A cura di don Stanisław Zimniak, caporedattore delle RSS

Ricerche Storiche Salesiane n°80

Dal sito InfoANS.

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È stato pubblicato il numero 80, relativo al semestre gennaio-giugno 2023, di “Ricerche Storiche Salesiane” (RSS), la rivista semestrale di Storia religiosa e civile, pubblicata dall’Istituto Storico Salesiano (ISS).

La rivista accoglie, nel settore STUDI di questo numero, tre saggi:

Il primo contributo è dello studioso spagnolo Alberto Payá Rico che esamina un argomento sotto alcuni aspetti di una certa attualità per oggi: Don Bosco nell’opera di Cesare Lombroso (1896-1900): criminologia e sistema educativo salesiano. L’opzione decisiva del sacerdote Giovanni Bosco per i giovani poveri a rischio, che si aggirano per Torino senza fissa dimora, senza famiglia e senza occupazione, è inquadrata in questo studio di Criminologia. E si seguirà tale approccio, proprio perché la Criminologia nasce come scienza nell’Italia settentrionale, nella seconda metà del XIX secolo, di pari passo con la Scuola Positivista, focalizzando l’interesse del delitto sull’autore del reato. L’avanzamento, il consolidamento e lo sviluppo dell’opera di don Bosco sono stati testimoni dei grandi passi avanti che, parallelamente, hanno fatto la Criminologia, la “scienza penitenziaria”, il Diritto Penale, ecc. La fase creativa e la maturità dottrinale di Cesare Lombroso, “padre della criminologia”, coincise nel tempo con il decennio in cui don Bosco, “padre della gioventù”, completò la creazione dell’opera salesiana e iniziò la sua grande espansione. Lo studio si propone di “unire” nel tempo l’opera educativo-preventiva di don Bosco con l’allora “nuova scienza” della Criminologia. Il famoso criminologo Lombroso e il santo dei giovani hanno lavorato con passione nei rispettivi ambiti nella città di Torino. Benché diverse le loro visioni circa i criminali, Lombroso riconobbe nella sua grande opera “L’uomo delinquente”, il valore indiscutibile della figura di don Bosco e dell’opera salesiana quando si tratta di prevenire e curare la criminalità.

Segue il saggio della ricercatrice Silvia OmenettoPer una “Geografia delle missioni” salesiane: una prima sistematizzazione scientifica dei contributi geografici compiuti in Argentina. La sua indagine prende le mosse dallo scritto Missioni salesiane: contributi geografici edito all’interno del volume Missioni Salesiane 1875-1975. Studi in occasione del centenario. L’intento principale è di riflettere sulla descrizione compiuta dall’autore, nonché curatore del volume, Eugenio Pietro Scotti, e sulla sua affermazione riguardo la dubbia scientificità̀ attribuita alle attività̀ non strettamente religiose ed educative svolte dai Salesiani nel primo centenario della loro opera oltreoceano. Tale considerazione appare controversa e ancora irrisolta. In altre parole, necessita di essere affrontata con uno sguardo attento alla Geografia nazionale e ai suoi studi sull’attività missionaria. Pertanto, unitamente alla rassegna delle relazioni sul tema presentate nell’ufficialità dei XXXII Congressi Geografici italiani avvicendati dal 1892 al 2017, si approfondiranno alcuni degli esempi riportati da Eugenio Pietro Scotti grazie ad un lavoro di ricerca storico-geografica svolto dal 2014 al 2017 tra Italia e Argentina. In conclusione si dimostrerà come l’apporto geografico dei Salesiani fatto di esplorazioni, di annotazioni sulla morfologia dei territori attraversati e di disegni cartografici – ma non solo – possieda un contenuto scientifico e costituisca un campo di ricerca geografico consolidato, ancora aperto a nuove indagini.

Questo settore chiude l’articolo di Angelo Giuseppe Dibisceglia dedicato a Don Antonio Palladino a Cerignola: nel centenario della nomina (1922-2022) a “direttore diocesano dei Cooperatori salesiani”. Lpo studioso rilegge, dal punto di vista storico, l’impegno del venerabile Antonio Palladino (1881-1926), sacerdote delle allora diocesi unite di Ascoli Satriano e Cerignola e parroco nella chiesa di San Domenico, fra il 1896, anno dell’ammissione fra i Cooperatori salesiani, e il 1922, anno della nomina a direttore diocesano dell’associazione. Sfogliando le pagine del “Bollettino Salesiano” emerge una profonda sintonia fra l’impegno profuso dal presbitero per la promozione umana dei suoi parrocchiani e le iniziative suggerite dal periodico, che costituì l’organo di coordinamento “per i cooperatori delle opere e missioni di don Bosco”.

Nel settore FONTI è presentato un testo originale:

Lo studioso salesiano don Aldo Giraudo ha elaborato criticamente il Discorso di don Bosco all’Accademia dell’Arcadia (Roma, 14 aprile 1876). La sera del Venerdì Santo 1876, nella sede dell’accademia romana dell’Arcadia, don Bosco tenne un discorso sulle sette ultime parole di Cristo sulla croce. Erano presenti “non meno di quattrocento persone”, appartenenti all’élite della Capitale. I manoscritti superstiti documentano l’estrema cura dedicata alla preparazione del testo e il suo faticoso processo creativo, che la presente edizione critica restituisce. Il santo si ispirò ad una fonte – le Annotazioni sopra le feste di nostro Signore del card. Lambertini – ma impresse al discorso un suo stile inconfondibile. Nel corpo della conferenza, dopo un’introduzione sul significato del termine Golgota e la rievocazione scenica della crocifissione, vengono commentate le singole parole del Cristo morente e i prodigi avvenuti alla morte del Salvatore. L’ampia perorazione finale, che è specchio dei sentimenti dell’oratore e della compagine cattolica in quella precisa temperie storica, si conclude con un appassionato appello a schierarsi compatti “intorno al degno successore di Pietro… l’incomparabile Pio IX”.

Nel settore PROFILI sono presentati due tratteggi:

Il primo è di Stanisław Zimniak, realizzato In memoriam di don José Manuel Prellezo García (1932-2023). Questi fu docente all’Università Pontificia Salesiana e stretto collaboratore dell’Istituto Storico Salesiano, nonché il suo direttore. Invece il secondo è di Giorgio Rossi che presenta un personaggio di rilevante valenza per la vita della Congregazione Salesiana: Francesco Tomasetti (1868-1953): da “caro Franceschino” di don Bosco a Procuratore Generale.

Nel settore NOTA:

Vi è solo un contributo di David Franco Córdova: La edición conmemorativa por el centenario de la Basílica de María Auxiliadora de Lima (1921-2021).

Nel settore RECENSIONI:

Sono state recensite pubblicazioni sugli argomenti relativi alle personalità ed all’attività salesiane: Kamila Novosedlِíková, Le suore salesiane Slovacche. S.l., Jafin s.r.o. 2018; Zlatko Kubanovič, Historický náhľad do dejín slovenských saleziánov. Od dona Bosca do roku 1924 [Uno sguardo alla storia dei Salesiani slovacchi. Da Don Bosco all’anno 1924]. Bratislava, Vydavateľstvo Don Bosco, 2019; Ana María Fernández – Iván Ariel Fresia (coords.), Cultura, Sociedad e Iglesia. Figuras históricas significativas e innovadoras en la Argentina, siglo XX. Buenos Aires – Rosario, Ediciones Don Bosco & Prohistoria Ediciones 2020; Jarosław Wąsowicz, Ksiądz Piotr Głogowski SDB (1904-1996), organizator parafii w Kobylance i jej wieloletni duszpasterz, kapłan wierny Prymasowi Tysiąclecia [Don Piotr Głogowski SDB (1904-1996), organizzatore della parrocchia di Kobylanka e suo parroco di lungo corso, sacerdote fedele al Primate del Millennio]. (= Seria biograficzna pod patronatem Archiwum Salezjańskiego Inspektorii Pilskiej, t. 6). Piła 2021; Juan Antonio Lázara, Ernesto Vespignani y la arquitectura sagrada. Buenos Aires, Ediciones Don Bosco 2021; Bruno Bertelli – Sandro Samaritani, Mons. José Borgatti. Vescovo della Patagonia, figlio della terra renazzese. Prefazione di don Ángel Fernández Artime, Rettor maggiore dei Salesiani. Cento, Baraldi Editore 2022; María Andrea Nicoletti – Marisa Malvestitti, Salesianos lingüistas en la Patagonia y Tierra del Fuego. Buenos Aires, Ediciones Don Bosco 2022.

Nel settore SEGNALAZIONI si presentano i seguenti volumi:

Pedro Poza Morillo (coord.), Salesianos Linares. 50 años contigo (1964-2014). Vol. I-II. Linares 2020, 1368 p. + Separata y fe de erratas, 4 p. (autoedición); Pierluigi Cameroni, Esteban Sándor. Mártir del Evangelio de la alégria. Madrid, Editorial CCS 2020.

A cura di don Stanisław Zimniak, caporedattore delle RSS

 

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Ricerche Storiche Salesiane n° 79

Dal sito InfoANS.

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È stato pubblicato il numero 79, relativo al semestre luglio-dicembre 2022, di “Ricerche Storiche Salesiane” (RSS), la rivista bimestrale di Storia religiosa e civile, pubblicata dall’Istituto Storico Salesiano (ISS).

La rivista accoglie, nel settore STUDI, quattro saggi:

L’articolo Il primo teologato salesiano nazionale in Spagna, El Campello? è il frutto della ricerca di don Fernando Ría García e don Pedro Ruz Delgado. Nella storiografia salesiana spagnola non era del tutto chiaro il ruolo svolto dall’opera salesiana di El Campello (Alicante) nel campo della formazione. Questo articolo intende chiarire l’argomento e il suo ruolo nella formazione teologica dei primi salesiani spagnoli. Con dati precisi dell’archivio centrale, e contando su altre fonti con l’ausilio di un totale di 140 note come apparato critico e la conoscenza dei loro autori, questo lavoro di ricerca chiarisce l’esistenza del primo Teologato Nazionale salesiano in Spagna con sede a Campello. Ne analizza le vicissitudini, i suoi alti e bassi fino alla sua traumatica soppressione nel 1931. La ricerca è articolata in due parti diseguali. Una prima, incentrata sul contesto salesiano e una seconda sulla vita e l’organizzazione del Teologato Nazionale, per concludere con alcune conclusioni finali.

Lo studio di don Aldo Giraudo La fondazione dell’Oratorio di Borgo San Paolo in Torino (1918). Un modello esemplare di azione salesiana nel primo dopoguerraNel dicembre 1918 si inaugurava a Torino l’Oratorio salesiano di Borgo San Paolo, periferia in rapidissima crescita demografica. La popolazione era composta da famiglie di operai immigrati che vivevano in condizioni precarie aggravate dalla guerra. L’inizio dell’opera avveniva alle soglie del “biennio rosso” (1919-1920), un periodo caratterizzato da lotte operaie, scioperi violenti e occupazioni armate di fabbriche. L’articolo collega la narrazione dell’avvio dell’Oratorio sia con le problematiche sociali del momento, sia col dibattito sulla necessità di aggiornare il modello oratoriano tradizionale. Si sentiva l’urgenza di strutturare una proposta formativa articolata in associazioni e circoli, più rispondente ai bisogni delle nuove generazioni. In pochi anni vennero fondati 20 diversi gruppi che coprivano le varie età (inclusi i padri di famiglia) e rispondevano a esigenze diverse. Nel 1925 membri di queste associazioni organizzate erano oltre tremila e l’Oratorio San Paolo risultò un esempio riuscito di rivitalizzazione intelligente e creativa dello spirito, del metodo e della missione oratoriana, riformulata nel nuovo contesto socio-economico e religioso di una città industriale.

La ricerca I disaccordi tra mons. Louis Mathias e don José Luis Carreño da una prospettiva storica è redatta da don Thomas Anchukandam. Con la Bolla Pontificia Ex primaevae ecclesiae di 13 novembre 1952, Papa Pio XII eresse l’arcidiocesi di Madras-Mylapore e nominò mons. Louis Mathias SDB come suo primo arcivescovo. Questo è stato il riconoscimento de facto da parte di Roma che la vitalità dinamica e la crescita significativa della Chiesa cattolica nella città devono molto al contributo incondizionato dei Salesiani di Don Bosco. Tuttavia, il modo apparentemente invasivo con cui l’arcivescovo promuoveva gli interessi dell’Arcidiocesi a scapito di quelli dell’Ispettoria e la sua tendenza a farsi coinvolgere in questioni che rientravano strettamente nella competenza dell’Ispettore, don José Louis Carreño, inevitabilmente portarono a delle divergenze tra questi due architetti delle opere salesiane nel sud dell’India. Questo articolo presenta le questioni più salienti su cui i due non potevano sentirsi d’accordo e le conseguenti controversie che portarono don Carreño a non essere nominato per un secondo mandato come Ispettore, cosa che lo portò alla decisione di lasciare l’Ispettoria nell’anno 1951.

Hendry Selvaraj Dominc è l’autore dell’ultimo articolo di questa sezione, intitolato: Dalla Missione di Madras all’Arcidiocesi di Madras: il protagonismo di mons. Louis Mathias SDB e dei Salesiani di Don Bosco. In esso si legge che il primo gruppo dei Salesiani di don Bosco raggiunse Tanjore, nella regione del Tamil Nadu, Sud dell’India, nel 1906, sotto la guida di don Giorgio Tomatis. Nel 1922, a nome di Propaganda Fide, un secondo gruppo di missionari, composto da 11 salesiani guidati da don Louis Mathias, arrivò nell’Assam, nel Nord-Est dell’India. Questo studio presenta le vicende che precedettero l’affidamento dell’Arcidiocesi di Madras, nel 1928, ai Salesiani di Don Bosco. Questa era, indubbiamente, una delle più importanti sedi arcivescovili nell’India coloniale, e l’incarico affidato a Mons. Louis Mathias era un evidente apprezzamento del suo lavoro pastorale compiuto nell’Assam. Infatti, la Chiesa cattolica in un breve lasso di tempo lo consacrò, nel 1934, primo vescovo di Shillong, e poi, nel 1935, quarto arcivescovo di Madras – il secondo salesiano a diventarne pastore. L’autore ritiene che questo studio porti un contributo significativo alla ricerca storica sull’arcidiocesi di Madras che ebbe un nuovo inizio dalla fusione di due diocesi – Madras e Mylapore – e la successiva nascita dell’arcidiocesi di Madras-Mylapore (1952).

Nel settore FONTI è presentato un testo originale:

L’elaborazione critica della fonte La rabbia marxista con i Salesiani di Malaga (18 luglio 1936 – 8 febbraio 1937), di Antonio Ureña Arroyo, Malaga 1937 è stata realizzata da don Pedro Ruz Delgado. Nel luglio del 1936 la Spagna visse uno dei momenti più traumatici della sua storia contemporanea. Inizia una lunga guerra civile di tre anni che lascerà alle spalle un Paese moralmente e materialmente rovinato con ferite che ancora oggi fanno male, dopo più di ottantacinque anni. Lo studioso presenta la testimonianza di prima mano di un giovane salesiano che visse in prima persona i primi giorni della rivolta militare e dell’assalto al collegio salesiano di Malaga, dopo il quale furono assassinati nove religiosi, e sopravvisse grazie a un generoso protettore. Scritto nei mesi successivi al verificarsi degli eventi e con i ricordi ancora freschi nella memoria, conferisce una carica di emozione ai fatti e ai dettagli narrati. Lo studioso indaga, attraverso l’apparato critico, luoghi, persone ed eventi, trasformando la testimonianza in un documento più comprensibile e chiaro per il lettore. Questo testo con il suo apparato critico, fa rivivere con lucidità alcuni eventi drammatici che aiutano a conoscere – mai a giustificare – l’orrore e la morte che la guerra civile spagnola ha significato in una città che tanto ha sofferto come Malaga, “la città martire”.

Nel settore PROFILI viene presentato un saggio di Michael Mendl, Father Arthur J. Lenti, SDB (1923-2022).

Nel settore NOTA vi sono due contributi. Il primo è di Morand Wirth: Une biographie du Pere Rene-Marie Picron (1906-1991). Il secondo di Paolo Alfieri: Nota sul volume di Michal Vojtáš: Pedagogia salesiana dopo don Bosco. Dalla prima generazione fino al sinodo sui giovani (1888-2018).

Nel settore RECENSIONI sono state recensite pubblicazioni sugli argomenti relativi alle personalità ed all’attività salesiane:

Giovanni Caputa, Simone Srugi (1877-1943) Nella storia di Betgamãl. Gerusalemme, STS Publications 2020; Józef Nęcek, Historia salezjanina – lata 1916-1972 [Storia del salesiano – anni 1916-1972]. Redattore e editore Waldemar Witold Żurek. Lublin, Bonus Liber Wydawnictwo i drukarnia Diecezji Rzeszowskiej 2020; Francesca Caggiano, Il sogno della Fraternità. Biografia del venerabile don Felice Canelli. San Severo 2022; Jan Pietrzykowski, Salezjanie w Łodzi przy ul. Wodnej (1922-2022). Odpowiedź na zapotrzebowanie społeczeństwa i Kościoła lokalnego [Salesiani a Łódź in via Wodna (1922-2022). Una risposta ai bisogni della società e della Chiesa locale]. Łomianki, Wydawnictwo LTW 2022.

Nel settore SEGNALAZIONI si presenta il seguente volume:

Eusebio M. Vismara, Cronaca del Pontificio Ateneo Salesiano. I. Le origini. Il sorgere dell’“idea”, la nascita e il primo anno accademico (1940-41). Roma, LAS 2020.

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Ricerche Storiche Salesiane n° 78

È stato pubblicato il numero 78, relativo al semestre gennaio-giugno 2022, di “Ricerche Storiche Salesiane n° 78” (RSS). In questo numero trovano spazio degli studi su Don Paolo Albera, II Successore di Don Bosco, e sulla realtà salesiana di Mogliano Veneto. Non mancano, poi, altri approfondimenti e contributi nei diversi altri settori del volume.

Di seguito la notizia pubblicata su ANS.

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La rivista accoglie, nel settore STUDI di questo numero, due saggi:

L’articolo Il rettorato di don Paolo Albera (1910-1921): al governo per trasmettere il genuino spirito salesiano è il frutto dello studio di Stanisław Zimniak. Il ricercatore fa notare che il rettorato di don Paolo Albera non è stato oggetto di ricerca monografica, scientifica e sistematica, se si eccettuano poche indagini parziali che però illuminano solo qualche aspetto del suo lungo governo, durato oltre undici anni. Con la presente ricerca vengono esposti solo alcuni importanti aspetti del suo operato come Rettor maggiore, cioè elementi di governo che, pur essendo di capitale importanza, non sono stati ancora tematizzati, oppure sono stati trattati senza i dovuti approfondimenti. Oltre che esporre una documentazione su alcune tematiche, qui studiate, ci interessa in questa ricerca indagare sul “filo rosso” del suo essere e agire da Rettore Maggiore della Società salesiana. In tutti i capitoli di questa ricerca si cercherà di mettere in evidenza e documentare la “mens” e lo “spirito” che lo animava, lo muoveva e lo ispirava a fare tutto il possibile per assicurare l’ulteriore sviluppo della preziosa eredità dei suoi stimati predecessori – don Bosco e don Rua – in un periodo segnato da epocali trasformazioni culturali, sociali, politiche e religiose. Un periodo profondamente marcato non solo dal tragico e disumano primo conflitto mondiale, ma anche da altri contrasti molto pericolosi, iniziati già nell’Ottocento, cioè quelli scaturiti da lotte ideologiche, specie quelle esplicitamente avverse alla Chiesa cattolica.

Il secondo articolo Alle origini del collegio salesiano Astori a Mogliano Veneto (1879-1888) è di Vito Maurizio. A nemmeno un anno dall’apertura del collegio a Este, nel 1879 Don Bosco veniva interpellato dall’ingegner Saccardo a nome del movimento cattolico e della diocesi patriarcale per l’istituzione di una colonia agricola a favore della gioventù povera e abbandonata della città di Venezia. Ma poco dopo comunicava la nuova proposta della signora Elisabetta Bellavite Astori, che aveva a disposizione una cospicua somma a beneficio della gioventù del vicino paese di Mogliano Veneto. Don Bosco accettò il legato, per cui dall’inizio del 1881 ebbe inizio la costruzione del nuovo edificio. I primi salesiani vi giunsero il 18 novembre 1882. Il nuovo direttore dovette affrontare il difficile problema dei destinatari. Ma già al termine del primo anno, furono avviate le scuole, imprimendo all’opera uno sviluppo notevole, tanto che don Bosco, poco prima di morire, fu informato che gli alunni erano centocinquanta, quanti ne poteva contenere il collegio stesso.

Nel settore FONTI è presentato un testo originale:

Si tratta di una ricerca comparativa realizzata da José Manuel Prellezo: “La pratica della educazione cristiana” di Antoine Monfat e gli “Appunti di pedagogia” di Giulio Barberis: una selezione di passi corrispondenti. Questo lavoro costituisce una rilevante importanza per la comprensione della genesi della “Pedagogia salesiana”. Si propone, come scopo principale, di documentare l’influsso dell’educatore e pedagogista francese della Società di Maria, padre Antoine Monfat (1820-1898), in don Giulio Barberis (1847-1927), responsabile della “scuola di pedagogia” avviata, nel 1874, da Don Bosco nella sua prima opera benefico-educativa di Torino-Valdocco. Lo studio, che si colloca in linea di continuità con alcuni saggi e ricerche precedenti, focalizza l’attenzione sull’opera pedagogica di A. Monfat: La pratica della educazione cristiana (1879) e gli Appunti di pedagogia (1897) di G. Barberis. La puntuale messa a confronto di un significativo numero di testi, tratti da ciascuna delle opere citate, è preceduta da alcune annotazioni riguardanti il contesto storico in cui le stesse opere esaminate videro la luce, e da un breve profilo biografico degli autori dei medesimi.

Nel settore PROFILI viene presentato un saggio di Pedro Ruz Delgado: Angel Martín González (1924-1994), profesor, investigador e historiador salesiano.

Nel settore NOTA vi sono tre contributi. Il primo è di Carlo Maria Zanotti: Accompagnamento e formazione. Una lettura vocazionale del volume IX dell’Epistolario di don Bosco. Il secondo di Giancarlo Cursi: Tu diventi collaboratore di un’impresa che val la pena di perseguire. Il terzo di Andrea Farina: Don Bosco e le autorità civili ed ecclesiastiche: misurarci con il principio di realtà.

Nel settore Recensioni sono state recensite pubblicazioni sugli argomenti relativi alle personalità ed all’attività salesiane:

Elias MASILELA, Larry – Simply Larry. The Story of Father Laurence McDon­nell SDB and the Selflessness of the Salesians of Manzini. Johannesburg, NLSA 2018; Mujeres de la primera hora. La Crónica del Colegio María Auxiliadora de Río Gallegos, Santa Cruz – Argentina. Período de los orígenes 1901 – 1916. Texto original italiano, traducción al castellano, estudio preliminar y notas por Ana María Fernández. Argentina, Ediciones Don Bosco 2021.

Nel settore Segnalazioni si presenta il seguente volume:

Jesús M. BOTELLA GUERRERO, La Obra Salesiana en Linares (1964-2005). Madrid, CCS 2016.

Don Stanisław Zimniak, SDB

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