Il sistema Preventivo rende amico l´allievo, che nell´assistente ravvisa un benefattore che lo avvisa, vuol farlo buono, liberarlo dai dispiaceri, dai castighi, dal disonore.

La rilettura della religione, come fonte ispiratrice di senso e di motivazione profonda, sembra portare a una riconsiderazione di alcuni tratti della spiritualità giovanile da promuovere. La rilettura dell’amorevolezza sembra orientare non solo verso un uscire da sé nella ricerca del bene degli giovani e verso una sua valorizzazione nell’incontro con loro, ma anche verso la ricerca di una reciprocità affettiva, secondo la nota frase di don Bosco: studia di farti amare.

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Unità 4.1

Idea della salvezza: sfondo del principio della religione

La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità. È Dio ad aver posto nel cuore dell’uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso.

Lettera Enciclica “Fides et Ratio” – Giovanni Paolo II

PRIMATO DELL’EDUCAZIONE RELIGIOSA

nell’orizzonte della felicità senza fine

per l’amicizia con Dio

liberi dal peccato

Timore, preludio all’amore

Religiosità e amicizia

Pratiche nell’educazione religiosa

Pedagogia eucatistica

Pedagogia della riconciliazione

Unità 4.2

Timore, preludio all’amore

Il sistema preventivo è la carità, il santo timor di Dio infuso nei cuori.

Coraggio, figliol mio, sii fermo nella fede, cresci ogni giorno nel santo timor di Dio, guardati dai cattivi compagni come da serpenti velenosi, frequenta i Sacramenti della Confessione e Comunione, sii devoto di Maria SS. e sarai certamente felice.

Unità 4.3

Religiosità ed amicizia

Se volete che la vostra vita sia “allegra” e tranquilla, dovete procurare di starvene “in grazia di Dio”

A Dio non piacciono le cose fatte per forza. Egli , essendo Dio d’amore vuole che tutto si faccia per amore.

Figlio, hai un’anima sola, pensa a salvarla. Nulla giova acquistare tutto il mondo se perdi l’anima tua. Beato chi si trova in punto di morte e avrà fatto opere buone in vita sua. Scrivi, o figlio mio, nel cuore il detto mio: Fallace è il mondo, il vero amico è Dio

Unità 4.4

Pratiche nell’educazione religiosa

(Nelle vacanze) se volete star bene a casa come foste nell’Oratorio, tenete in molto conto le pratiche di pietà ed eseguitele come le eseguirete nell’Oratorio.

Il punto più principale, attorno a cui deve versare la nostra obbedienza si è intorno alle pratiche di pietà, le quali sono come il cibo, il sostegno il balsamo della stessa virtù.

Quanto alle pratiche di pietà si cerca di non opprimere i giovani, anzi di non stancarli mai, si fa che siano come l’aria… che interamente c’investe dentro e fuori.

Unità 4.5

Pedagogia eucaristica

La frequente comunione e la messa quotidiana sono le colonne che devono reggere un edificio educativo.

Gli e.s altro non sono che una serie di istruzioni e di meditazioni che sono fatte per muovere l’uomo all’amicizia con Dio. XVI,602

Non vi è cosa che il demonio tema più che queste due pratiche. a) la comunione ben fatta; b) le visite frequenti al SS. \Sacramento.

Bisogna che i fanciulli si comunichino con frequenza. Dio vuole che ci nutriamo della Santa Eucarestia.

Unità 4.6

Pedagogia della riconciliazione

Talvolta pensate agli avvisi che il confessore vi diede nell’ultima confessione.

Insistete che vengano con frequenza a confessarsi: è questo il mezzo più sicuro per tenerli lontano dal peccato.

Un giovane che si accosti alla confessione e alla comunione con vera devozione e raccoglimento, fa talvolta maggior impressione sull’anima altrui che non farebbe una lunga predica.

Unità 4.7

Spiritualità, Ragione ed Amorevolezza

L’educazione spirituale va considerata come un viaggio; un cammino guidato da una ricerca della verità più profonda sulla realtà di Sé, degli altri e del mondo che ci circonda; un cammino segnato da una forma di obbedienza alla verità, che obbliga ad andar oltre la superficie delle cose, a unirsi agli altri in questa ricerca, a formare “una comunità di verità”. Un viaggio dunque personale e comunitario per il quale è più importante offrire, indicare, sollecitare le fonti, le sorgenti della spiritualità, che non prescrivere obiettivi o cammini già prefabbricati. Un’avventura che ci porta dentro di noi per riscoprire una realtà che ci supera, che ci sovrasta e che c’interpella; ma che anche ci permette di leggere con occhi più penetranti il volto degli altri e della stessa realtà terrena, fisica e materiale.

I caratteri ispiratori di un sistema di relazioni coerente con la tradizione salesiana – Michele Pellerey

Maestri e discepoli in azione

Le biografie di Domenico Savio, Michele Magone e Francesco Besucco

La vita di Domenico Savio (1859) e i profili biografici di Michele Magone (1861) e Francesco Besucco (1864)1 , sono tra i documenti pedagogici e spirituali più importanti di don Bosco, efficace illustrazione narrativa delle convinzioni e della pratica formativa del santo, nel primo ventennio di attività. Ci presentano tre ragazzi, diversi tra di loro, molto radicati nella cultura del tempo ed insieme significativi per la freschezza e la vivacità, la capacità di riflessione, la qualità dell’apertura spirituale, la determinazione e lo slancio generoso che caratterizza l’animo adolescenziale di sempre. L’autore li mette in scena come discepoli docili e ardenti di educatori dedicati e affettuosi. Ci presenta le tappe del loro breve percorso di vita, nei diversi ambienti della loro formazione, nelle relazioni quotidiane, negli impegni e nei sentimenti.

Saggio introduttivo e note storiche a cura di ALDO GIRAUDO

Per chi scrive don Bosco?

Nella compilazione di queste tre Vite, don Bosco è mosso da intenti chiari. in riferimento ai lettori cui s’indirizza e alle circostanze in cui le produce. Innanzitutto seleziona i sui interlocutori, ai quali narra e coi quali si intrattiene, ma in funzione di un discorso rivolto ad una platea che egli sa essere molto più vasta.

«Giovani carissimi»

I destinatari principali sono indicati nella lettera introduttiva, che serve da proemio: i «giovani carissimi» ai quali si rivolge, sono gli studenti di Valdocco, compagni e amici di Domenico, di Michele e di Francesco. Insomma, i ragazzi dell’Oratorio e i loro coetanei trovano rappresentata in queste biografie, la loro esistenza quotidiana e i loro progetti, una società e una cultura.

Educatori e pastori

I racconti di don Bosco, accanto ai giovani protagonisti, mettono in scena educatori attivi e stimolanti: genitori, insegnanti e pastori. Anche a costoro si rivolge l’autore, soprattutto quando formula le sue brevi considerazioni pedagogiche, illustra i frutti della loro cura o raffigura la novità della comunità educativa dell’Oratorio col suo programma di vita e l’interazione dialogica e affettiva tra formatori ed allievi.

Domenico Savio

Delle tre, la Vita di Domenico Savio ha avuto maggior fortuna e un influsso importante ben oltre i confini del mondo salesiano, per l’efficace raffigurazione della qualità morale e spirituale del ragazzo, per l’intreccio dinamico tra la santità del protagonista e la conduzione del Maestro, per la notorietà seguita all’esito dei processi di beatificazione e canonizzazione. È un libro riuscito, nel quale, accanto alla bella raffigurazione del protagonista troviamo la migliore rappresentazione della pedagogia plenaria di don Bosco.

Michele Magone

Meno noto è il Cenno biografico su Michele Magone, anche se il ragazzo ci appare «forse più immediatamente simpatico, perché più “naturale” e prodotto più esclusivo dell’intervento di don Bosco». La sua biografia sembra «la meno lontana dall’immagine della media dei giovani» e rappresenta, «nella successione dei capitoli, tappe essenziali di quella che sarebbe dovuta essere la più comune vita spirituale giovanile» nella prospettiva del santo educatore.

Francesco Besucco

Un prezioso «documento costruttivo della pedagogia spirituale e morale del santo educatore […], in quanto l’autore, più che in ogni altro libro congenere, scende alla teoria, ed espone le sue idee con l’espressa intenzione d’insegnarle», notando che al tempo della pubblicazione (1864) don Bosco era «al termine della sua auto formazione pedagogica, con idee ormai definitivamente formulate»

SENTIERI Pastorali

La Vocazione

Don Fabiano Gheller – ICP

La scelta di Gesù Cristo

Don Andrea Checchinato – ILE

La preghiera

Don Federico Mingrone – IME

I Sacramenti e la Chiesa

Don Piero Ingegnere – ICC

Esercitare la Carità

Don Enrico Ponte – INE

Il valore dell’accompagnamento

Don Domenico Luvarà – ISI