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Spagna – V Congresso regionale dei Salesiani Cooperatori della Regione Iberica

Dal sito dell’agenzia ANS.

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(ANS – San Lorenzo de El Escorial) – Dal 10 al 12 giugno 2022 si è tenuto a El Escorial il V Congresso Regionale dei Salesiani Cooperatori (SSCC) della Regione Iberica, formata dalle 7 Provincie dei Salesiani Cooperatori di Portogallo e Spagna. Il Congresso, svoltosi all’insegna del motto “È vicino”, ha avuto un doppio scopo, programmatico ed elettivo. Da un lato, infatti, è servito ad analizzare i passi compiuti negli ultimi sei anni, delineando nuovi obiettivi e linee d’azione per il prossimo sessennio; dall’altro, ha permesso di eleggere il nuovo Consigliere Mondiale per la Regione, nonché i nuovi membri della Segreteria Esecutiva Regionale (SER).

Insieme al Segretario Generale del Congresso e Consigliere Mondiale uscente, Raúl Fernández, hanno partecipato al Congresso 71 persone, tra SSCC e Delegati provinciali (membri dei Consigli provinciali, della SER e candidati). I partecipanti erano accompagnati anche dal Coordinatore Mondiale dell’Associazione dei SSCC, Antonio Boccia, dal Delegato del Rettor Maggiore per il Segretariato per la Famiglia Salesiana, don Joan Lluis Playá, SDB, dal Salesiano Delegato Mondiale per i SSCC e gli Exallievi, sig. Domenico Nguyen (SDB), e Delegata Mondiale per i SSCC delle Figlie di Maria Ausiliatrice, sour Lucrecia Uribe (FMA).

Alternato a momenti di convivialità, il congresso è stato suddiviso in cinque principali sessioni:

–     La relazione sullo stato dell’Associazione nella Regione da parte del Consigliere Mondiale, Raul Fernandez.

–     L’intervento generale, realizzato in modalità digitale, del Cardinale Cristóbal López, SDB, Arcivescovo di Rabat, sul tema “Costruire il Regno di Dio di fronte alle nuove situazioni di povertà”, nel quale il porporato ha illustrato con un semplice decalogo alcuni modi in cui “diventare poveri” per costruire il Regno di Dio.

–     Dei contributi da parte del Coordinatore Mondiale e dei Delegati Mondiali sul tema della sinodalità, a partire dalla prospettiva biblica e proseguendo su come interpretarla e viverla nell’Associazione.

–     Lavori di gruppo e condivisione, con l’obiettivo di stabilire le linee programmatiche su cui si baserà il progetto per i prossimi sei anni.

–     Elezioni e ringraziamenti.

Al termine dell’ultimo punto nell’agenda dei lavori, come membri della SER risultano, pertanto:

–     Come Consigliere Mondiale per la Regione Iberica: Borja Pérez

–     All’Amministrazione: Juan Luis Bengoa

–     Alla Segreteria: Monica Domingo

–     Alla Formazione: Diego Quesada

–     Alla Solidarietà e Cooperazione Salesiana per i Giovani del Mondo: José Luis Muñoz

–     All’Animazione Vocazionale e Pastorale Giovanile: Lourdes Rojo

–     Alla Comunicazione: Maria Ángeles Rodríguez

–     Alla Pastorale Familiare e gli “Hogar Don Bosco”: Cristóbal Marín e Irene Blaya

–     Come Portavoce del Portogallo: Valter Silva

–     Come Delegati regionali: don Eusebio Martínez, SDB, suor Isabel Pérez, FMA

Dopo alcuni ringraziamenti ai membri della SER che hanno terminato il loro mandato e alcune parole di ringraziamento da parte del Consigliere uscente, il Congresso si è concluso con il saluto del nuovo Consigliere mondiale, Borja Pérez, che ha incoraggiato tutti, nel contesto della festa della Trinità e a pochi giorni dalla Pentecoste, ad essere attenti allo Spirito Santo, per poter individuare le sfide che attendono l’associazione e per poter dare loro risposte ambiziose ed efficaci, nella risposta alle urgenza, ma soprattutto nella pianificazione strategica, mettendo ciascuno i propri doni e talenti personali al servizio dell’Associazione e soprattutto della costruzione del Regno di Dio.

Infine, don Playá ha concluso le attività presiedendo l’Eucaristia e ringraziando per il felice esito del Congresso, frutto di uno sforzo di collaborazione nello spirito della Famiglia Salesiana.

Spagna – “La vita in una valigia”: 56 immagini per riflettere sulla condizione della popolazione sfollata dalla guerra in Ucraina

Dal sito dell’agenzia ANS.

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(ANS – Madrid) – Il Museo di “Misiones Salesianas”, la Procura Missionaria salesiana di Madrid, ha inaugurato giovedì scorso, 19 maggio, la mostra fotografica collettiva “La vida en una maleta: historias de un conflicto armado” (La vita in una valigia: storie di un conflitto armato), che riflette sulle conseguenze della guerra in Ucraina per la popolazione sfollata dentro e fuori i suoi confini. Più di 70 persone hanno partecipato all’inaugurazione e alla visita guidata da tre dei suoi autori: Olmo Calvo, Edu León e Bruno Thevenin.

Donne con bambini che fuggono dalle loro case; famiglie e coppie separate senza sapere quando si incontreranno di nuovo; stazioni ferroviarie affollate e frontiere di solidarietà che emergono come rifugi di speranza… Quando si parla di guerra, è essenziale parlare delle emozioni che vanno e vengono, dell’amore, dell’odio, della disperazione e della pace.

Le 56 immagini che compongono la mostra fotografica affrontano la più grande crisi umanitaria in Europa dalla Seconda guerra mondiale e offrono diverse prospettive su un conflitto che non è ancora terminato. Per uno degli autori, Bruno Thevenin, è importante sapere fino a che è utile per un fotoreporter continuare a documentare sul campo e se e in che modo si dà un contributo. “C’è stato un boom mediatico, con una sovrasaturazione di immagini che hanno bisogno di riposare”, ha spiegato il fotoreporter.

“Nessuno si chiede perché un bambino debba trovarsi in mezzo ad una guerra. La guerra ci parla della vita”, ha sottolineato Edu León, curatore della mostra, nel suo intervento. Durante la visita guidata è emerso anche chiaramente come la legge marziale in Ucraina imponga dure restrizioni e limiti la libertà di movimento degli ucraini.

Ci sono poi realtà diverse intorno ai rifugiati. Olmo Calvo ha sottolineato che ci sono foto di persone che erano già rifugiate in Ucraina: “Hanno riferito di aver avuto problemi a uscire. Il passaggio di frontiera prevedeva delle differenze ed il flusso era molto più lento”, ha sottolineato il fotoreporter.

Anche la risposta salesiana all’emergenza trova spazio nella mostra collettiva. Dal 24 febbraio 2022 la Famiglia Salesiana ha offerto ogni tipo di assistenza nelle oltre 200 opere sparse tra l’Ucraina e i Paesi di confine. Le parole di ringraziamento di don Luis Manuel Moral, Responsabile di “Misiones Salesianas”, hanno fatto riferimento alla figura di Don Bosco e a come la sua vita “pulsasse compassione e misericordia”. Per questo, nelle sue parole conclusive ha dichiarato: “Continuiamo ad aiutare, dobbiamo accogliere chi ha bisogno”.

Il Museo di “Misiones Salesianas” ha iniziato una nuova fase lo scorso anno con le mostre “Indestructibles” e “Feminae”. “Nei prossimi quattro mesi, gruppi, organizzazioni e università verranno nel nostro Museo per partecipare a laboratori con un approccio alla Cultura della Pace; vogliamo promuovere una società diversificata”, ha dichiarato Paloma Montero, responsabile del Dipartimento Educazione e Cultura per la Cittadinanza Globale.

Mariano García, Coordinatore del Museo, ha spiegato il motivo di questa mostra. “Il fotogiornalismo può raggiungere altri pubblici che non leggono i giornali. Cosa porteresti con te se dovessi lasciare il tuo Paese, cosa ci starebbe in una valigia?”

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Spagna – Il Centro Giovanile Salesiano “Amencer” festeggia 35 anni di presenza salesiana a Ourense

Il centro giovanile salesianoAmencer” del nord-ovest della Spagna, in Galizia, ha celebrato 35 anni di vita dedicata alla gioventù con un ricco programma di iniziative che si sono svolte da venerdì 25 a domenica 27 marzo. Di seguito la notizia su ANS.

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(ANS – Ourense) – Più di tre decenni di presenza sono un tempo opportuno per gettare radici profonde. Una prova di ciò la si può avere guardando ad Ourense, nel nord-ovest della Spagna, in Galizia, dove il centro giovanile salesiano “Amencer” ha celebrato in questi giorni 35 anni di vita dedicata alla gioventù.

Molto tempo, impegno, lavoro ed emozioni sono stati impiegati, insieme a tanta buona volontà, per cambiare per sempre, in meglio, la vita dei giovani galiziani. “Amencer” oggi si posiziona come uno degli oratori più attivi e dinamici a livello nazionale, con un gran numero di giovani accolti e accompagnati ogni anno, ed è un centro pieno di vita in grado di dare un esempio di carisma salesiano vissuto e di dedizione.

Per questo “Amencer” ha preparato un ricco programma di iniziative, e i festeggiamenti si sono svolti nel fine-settimana da venerdì 25 a domenica 27 marzo. Nella serata del primo giorno è stata realizzata una festa giovanile, durante la quale ragazzi e ragazze si sono potuti riunire e ballare insieme. La mattina seguente, i gruppi di bambini – “Saltimbanqui”, “Andaina” e gli “Amici di Domenico Savio” – si sono divertiti con i giochi che gli animatori hanno preparato per loro in giro per tutta la città.

Lo stesso giorno, nel pomeriggio, ha avuto luogo un incontro tra la Giunta Direttiva e di Coordinamento e la Comunità Salesiana, seguito dalle celebrazioni dell’anniversario presso la Casa Salesiana. La serata si è conclusa con una cena per tutti coloro che fanno e hanno fatto parte della storia di “Amencer”. Infine, la domenica si è conclusa con l’Eucaristia nella chiesa parrocchiale dedicata a Maria Ausiliatrice, che ha riunito tutti i giovani, le famiglie e gli amici di Amencer, e con la successiva visita alla mostra sui 35 anni dell’opera, realizzata insieme alla Famiglia Salesiana.

Ha scritto per l’occasione il Direttore del Centro Giovanile:

Il percorso intrapreso come centro giovanile salesiano è stato costante, aperto alla realtà e alla città, e ha cercato di rispondere alle necessità dei bambini e dei giovani di Ourense.

Amencer è ad Ourense per rispondere alle necessità dei nostri bambini e giovani all’interno di un progetto educativo-pastorale chiaro e definito. Questo è ciò che abbiamo celebrato questo fine settimana in compagnia di salesiani, animatori ed ex animatori, giovani, adolescenti e bambini, e molte altre persone a noi vicine.

Con i nostri festeggiamenti abbiamo voluto celebrare il 35° anniversario nella memoria e nella profezia. Ricordando il lavoro di tanti volontari (o animatori, come li chiamiamo noi) che hanno sognato, sognano e sogneranno di accogliere ogni bambino o giovane che abbia bisogno.

E continuiamo a sognare un nuovo ‘amencer’ (alba) con pace, fraternità, giustizia in un tempo libero educativo e integrale”.

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Spagna – La 35ª edizione del “Premio Don Bosco” rilancia l’innovazione tecnologica a trazione giovanile

Dall’agenzia salesiana ANS.

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(ANS – Saragozza) – L’opera salesiana di Saragozza ha celebrato anche quest’anno il tradizionale appuntamento del Premio Nazionale Don Bosco che, nel pomeriggio di giovedì 10 marzo, ha annunciato i progetti vincitori della sua 35a edizione. All’evento ha partecipato anche il Ministro dell’Educazione, della Cultura e dello Sport del governo di Aragona, il signor Felipe Faci.

L’aula magna della scuola salesiana di Saragozza ha ospitato la cerimonia conclusiva del Premio Nazionale Don Bosco, culmine di due giorni intensi in cui si sono evidenziati ancora una volta il talento, lo sforzo e la capacità innovativa degli studenti e dei giovani.

Con i 51 progetti presentati quest’anno al concorso nazionale hanno partecipato, nel corso di tutte le edizioni, oltre 1.000 progetti.

Il Premio Nazionale Don Bosco è un appuntamento che stimola le capacità innovative dei giovani e aumenta la loro consapevolezza dell’importanza della ricerca e delle possibilità che essi hanno di migliorare la società.

Quest’anno, tra le 15 opere dell’ingegno giovanile che sono state premiate complessivamente nelle varie categorie, si segnalano un “Robot graffitaro” automatizzato con un sistema di stampa murale scalabile e versatile; un’applicazione che agisce come un fondo di investimento che opera sul mercato delle criptovalute e attraverso l’apprendimento automatico fa previsioni sui prezzi futuri del mercato; uno studio sul miglioramento dei livelli di CH2O, CO2 e di composti organici volatili ottenuti in ambienti diversi attraverso la presenza di piante; e un’altra ricerca sulla relazione tra il microbiota intestinale e le malattie infiammatorie intestinali, valutando l’efficacia di diversi trattamenti che modulano il sistema immunitario.

Mentre il Premio Impegno 2022, che viene concesso ad un’impresa o istituzione impegnata nella manifestazione, è andato a Endesa, ed è stato consegnato dal Direttore della Divisione di Coordinamento e Studi di Sicurezza e Difesa, il colonnello José Luis Calvo, che l’aveva ricevuto nell’edizione scorsa.

L’evento, trasmesso online, è stato seguito in diretta dai partecipanti dalle loro scuole ed è stato condotto dal giornalista Juanjo Hernández. Don Juan Bosco Sancho, Direttore della casa salesiana e del Premio Nazionale Don Bosco, ha poi dato il benvenuto ai partecipanti, augurandosi che “l’anno prossimo anno possiate tutti essere qui a Saragozza e festeggiare in presenza”, e rivolgendo un pensiero di pace in questi giorni tristi per tutti.

Dopo ha avuto luogo la cerimonia di nomina dei vincitori e, a conclusione, è stata proclamata aperta la 36ª edizione del Premio Nazionale Don Bosco. In quest’occasione è intervenuto anche il Ministro Faci, che ha colto l’occasione per sottolineare l’importanza dell’innovazione nella Formazione Professionale e del cambiamento atteso dal mondo dell’Educazione, da compiersi anche coinvolgendo il mondo delle imprese.

Il Premio Don Bosco è un riconoscimento all’imprenditorialità, al lavoro di squadra e all’innovazione. Dal suo avvio, nel 1984, questo concorso ha dato importanti contributi nel campo dell’educazione e nella relazione tra il mondo accademico e quello degli affari. Il Premio ha dato lustro al mondo della Formazione Professionale, mettendo in mostra il lato più bello di quest’opzione formativa, che dimostra di saper preparare i professionisti di domani alle richieste del mercato del lavoro. E, inoltre, è riuscito a coinvolgere istituzioni pubbliche, università e aziende, tutto a vantaggio dell’innovazione tecnologica promossa dai giovani. Il Premio Don Bosco è divenuto, infatti, anche una vetrina per iniziative imprenditoriali applicabili a futuri progetti d’impresa.

 

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Spagna – La dimensione pastorale della comunicazione

Dal sito dell’Agenzia ANS.

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(ANS – Madrid) – La Delegazione Nazionale spagnola di Comunicazione Sociale ha presentato il 24 febbraio l’VIII Giornata Salesiana di Comunicazione, che si è svolta in modalità digitale con il titolo “La dimensione pastorale della comunicazione”. Più di 160 responsabili di comunicazione, insieme a Direttori e coordinatori pastorali, hanno partecipato a quest’edizione, che è stata guidata dal Delegato Nazionale per la Comunicazione Sociale, don Francisco Javier Valiente, e dal Delegato di Comunicazione Sociale dell’Ispettoria “Spagna-Maria Ausiliatrice” (SMX), Carlos Martín. Don Miguel Ángel García Morcuende, Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile, ha curato la presentazione principale, mentre l’apertura è stata affidata a don Gildásio Mendes, Consigliere Generale per la Comunicazione Sociale.

Nel suo discorso, il Consigliere Generale per la Comunicazione Sociale ha affermato che la comunicazione non va da sola, ma è parte del più ampio progetto educativo e pastorale salesiano. “Perché usiamo le reti sociali in modo creativo? Per evangelizzare i giovani! Perché ci prepariamo tecnicamente per comunicare in modo professionale e competente? Per educare i giovani! Perché vogliamo lavorare nel mondo digitale e virtuale? Per evangelizzare ed educare i giovani! Perché vivere nel mondo digitale? Per essere educatori e comunicatori dei giovani nello stile di Don Bosco!” ha affermato.

Don García Morcuende, da parte sua, ha indicato: “Siamo una famiglia carismatica mondiale al servizio dei giovani. E viviamo interconnessi. Questo ci rende più forti se ci ascoltiamo e impariamo gli uni dagli altri. Il mondo digitale, e specialmente le reti sociali, sono diventate una realtà in cui dobbiamo essere presenti, perché i nostri giovani sono lì, e sono anche uno spazio di evangelizzazione”.

“Le Delegazioni di Comunicazione delle Ispettorie salesiane in Spagna hanno lavorato insieme su molti temi come l’organizzazione, i prodotti e i canali, le idee condivise, l’immagine corporativa, il sito web informativo, il piano di comunicazione condiviso… Personalmente, ho visto che era molto importante rendere visibile questo percorso e farlo intorno alla formazione. Quando nel 2014 le sei Ispettorie spagnole si sono riorganizzate in due, abbiamo proposto di organizzare una giornata di comunicazione salesiana, che ci aiutasse a combinare i criteri, a formarci negli aspetti che ci sembravano necessari e a mostrare il cammino che stavamo seguendo. Ecco come nacque la prima Giornata di Comunicazione, il 21 febbraio 2014. Il tema era il marketing educativo, che a quel tempo cominciava a ricevere molta attenzione”, ha poi condiviso don Valiente.

Nel corso degli anni l’appuntamento si è consolidato, divenendo un evento aperto, di ampio respiro, non solo per i professionisti della comunicazione, che sono già un gruppo numeroso nelle nostre ispettorie, ma anche per tutti quegli educatori, animatori, tecnici, che si occupano di comunicazione nelle opere salesiane.

In quest’edizione è stato presentato il nuovo portale di Podcast salesiani, con temi di attualità, opinione e intrattenimento, ed è stata offerta la possibilità di partecipare a vari laboratori pratici sulla gestione della rete.

Oltre alla formazione, la Giornata di Comunicazione ormai è divenuta un’occasione per conoscere le buone pratiche realizzate nelle diverse case salesiane del Paese, così come un’opportunità per invitare persone del mondo degli affari, delle università, al di fuori dell’ambiente salesiano, che offrono punti di vista nuovi e diversi. “Questo è fondamentale nel campo della comunicazione. E sono molto contento dell’entusiasmo con cui viene accolta questa Giornata ogni anno e dell’impegno che le équipe ispettoriali di comunicazione mettono per prepararlo”.

Tra i tanti commentatori positivi, Joan Alsina, comunicator della casa salesiana di Sant Vicent dels Horts, spiega soddisfatto: “È un momento di incontro comune che dà molto incoraggiamento alle case: c’è una parte di condivisione del cuore salesiano e un’altra parte che di solito è molto pratica e utile, perché fa conoscere gli strumenti del mestiere e perché offre linee di lavoro comuni”.

Tutti i materiale e le esperienze condivise sono disponibili su: https://salesianos.info/jornadadecomunicacion

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Spagna – Il sindaco di Madrid visita l’opera salesiana di “Estrecho” nel giorno della festa di Don Bosco

Dall’agenzia ANS.

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(ANS – Madrid) – In coincidenza con la celebrazione del Santo della Gioventù, San Giovanni Bosco, lo scorso 31 gennaio, il sindaco di Madrid, José Luis Martínez Almeida, si è recato in visita nella scuola salesiana situata nel quartiere madrileno di Tetuán – popolarmente conosciuta come “Salesianos Estrecho”, per la vicina fermata della metropolitana – e ha omaggiato in questo modo il centenario di questa casa salesiana. Dopo essere stato ricevuto dal Direttore e dall’Amministratore della scuola, il sindaco ha salutato i giovani della scuola che aspettavano con impazienza il suo arrivo.

I ragazzi lo hanno accolto nel centro e gli hanno posto diverse domande: sul suo lavoro politico, sui suoi studi e anche sul campionato di calcio. In seguito, il Primo Cittadino, assistito da una studentessa della scuola, ha svelato la targa che commemora il centenario della casa salesiana.

Una targa in cui compare incisa una delle frasi più popolari di Don Bosco: “Vi amo con tutto il mio cuore, e basta che siate giovani perché io vi ami”.

Successivamente Martínez Almeida è stato accompagnato dagli stessi allievi del centro lungo il percorso della mostra fotografica che, attraverso ogni genere di scatti ed immagini, commemora i 100 anni di vita dell’opera di Estrecho; e sono stati gli stessi ragazzi a illustrare all’illustre ospite i passaggi chiave di ciascuno dei pannelli.

In seguito, il sindaco ha visitato le strutture della scuola, guidato da don Sergio Huerta, il Direttore dell’istituto. Ha compiuto così un giro nel cortile, ha visitato gli impianti sportivi e ha concluso il suo cammino nella chiesa parrocchiale, che ospita la seconda maggiore cupola della città.

Poi ha dedicato un po’ del suo tempo ad ammirare le targhe che rendono omaggio ai martiri salesiani e al fondatore dell’opera, don Antonio Torm; e ha concluso la sua visita condividendo un momento di gioco con i giovani e gli educatori nel cortile. Lì ha giocato a calcio balilla, ha chiacchierato con gli studenti e ha posato per più di una fotografia. Quindi ha ringraziato i salesiani per l’invito e per il loro lavoro nel quartiere e ha augurato a tutti i presenti una felice festa di San Giovanni Bosco e i migliori successi per i prossimi anni di servizio alla gioventù.

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Spagna – Pianificazione e misurazione con le reti sociali, come punta di diamante della formazione alla comunicazione

Dal sito dell’agenzia ANS.

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(ANS – Madrid) – Oltre 50 Delegati locali di Comunicazione Sociale delle presenze salesiane in Spagna hanno partecipato, nella mattinata di martedì 14 dicembre, alla terza sessione di formazione del percorso a loro dedicato. Obiettivo specifico, in quest’occasione, è stato approfondire gli strumenti di pianificazione e misurazione dei contenuti sulle reti sociali.

Tra gli aspetti affrontati, è stata sottolineata l’importanza delle reti sociali come strumento chiave nel mondo digitale, in grado di cambiare il modo in cui le presenze e le entità salesiane interagiscono e pianificano le loro attività. “È chiaro che sono uno strumento fondamentale che guida il nuovo modello di comunicazione, apprendimento e stile pastorale”, ha commentato, nell’introduzione alla sessione, Carlos Martín, Delegato per la Comunicazione dell’Ispettoria salesiana di Spagna-Maria Ausiliatrice.

A causa dell’espansione di Internet, le reti sociali sono diventate il principale mezzo di comunicazione per i giovani. Oltre a commentare alcuni vantaggi e opportunità che questo comporta, c’è stato tempo per discutere i principali compiti del gestore delle reti, che deve garantire la creazione di un piano di marketing, stabilire budget dettagliati per le azioni sociali, proporre azioni di valore per raggiungere gli obiettivi fissati dall’organizzazione e progettare un manuale di azione in caso di crisi.

“Anche se le reti sociali forniscono diversi aspetti positivi nel campo dell’educazione, è anche essenziale tenere presente che richiedono troppo tempo per dedicarvisi”, ha aggiunto Carlos Martín come un fattore importante da tenere in considerazione. Da questo punto di partenza, con l’aiuto di Antonino Gómez, durante la seconda parte della sessione, i partecipanti hanno potuto approfondire “Metricool”, uno strumento che permette di analizzare, gestire e misurare i risultati di tutti i contenuti digitali generati dalle presenze ed entità salesiane.

“Ti offre tutto ciò di cui hai bisogno per la tua strategia digitale in un unico posto, dall’analisi del web e dei contenuti del tuo blog, la pianificazione delle reti sociali, fino alla realizzazione di studi sulla tua concorrenza e l’analisi e la gestione dei tuoi annunci online”, ha spiegato il relatore. Quali sono le pagine che hanno più successo, quelle più visitate e quelle dove passano più tempo i lettori? Le tue campagne stanno funzionando? Quali reti sociali generano più traffico?

In breve, è stata una sessione utile per analizzare in dettaglio il traffico e lo sforzo concentrato sulle reti e sul web.

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Spagna, i salesiani aprono una scuola del digitale

Dal sito de L’Osservatore Romano.

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Un primo gruppo di 25 giovani verrà formato alle nuove tecnologie presso la Don Bosco F5. Si tratta di una scuola digitale, inclusiva e solidale, la prima in Spagna, che verrà sviluppata in Andalusia sotto il modello pedagogico Simplon.co. Un’opera simbolo del lavoro salesiano con i giovani a rischio e le persone in difficoltà. Il progetto è nato dalla collaborazione tra la Fundación Don Bosco e la Factoría F5, fa parte delle attività sviluppate nell’area Polígono Sur di Siviglia, considerata una delle zone più vulnerabili del Paese, dove un gran numero di minori, giovani e famiglie sono immersi in situazioni di grave precarietà, soprattutto in termini di occupazione.

Secondo un’indagine sulla popolazione attiva, pubblicata dall’Istituto nazionale di statistica spagnolo (Ine), nel terzo trimestre 2020 si è registrato il più alto livello di disoccupazione dall’inizio del 2018 e in Andalusia, i senza lavoro sono più di 84.000. Vari i motivi che hanno spinto alla nascita del progetto. In primo luogo, la constatazione che nella popolazione giovanile la mancanza di accesso al mercato del lavoro è spesso predeterminata dall’abbandono precoce dei percorsi formativi, che impedisce di ottenere una formazione professionale adeguata e le competenze necessarie per accedere a un lavoro.

In secondo luogo, alcuni dati significativi della realtà socio-economica nazionale: stando al 10º rapporto sulla popolazione a Rischio di Povertà o Esclusione, in Spagna ci sono 12,3 milioni di persone in situazione di esclusione sociale; mentre, secondo i dati della Fundación Telefónica, ci sono oltre 56.000 posti vacanti nel settore tecnologico. Infine, il progetto della scuola Don Bosco F5 è generato soprattutto anche come risposta alla crisi provocata da covid-19, per cercare un’alleanza strategica tra tre realtà leader nell’intervento educativo e sociale, nella formazione tecnologica e nell’impegno imprenditoriale.

Secondo i promotori del progetto, Don Bosco F5 vuole essere un impegno verso i talenti nascosti, specialmente tra le donne in situazioni precarie, i giovani non qualificati, i disoccupati di lunga durata, i richiedenti protezione internazionale, i gitani, i giovani esclusi dalla pubblica amministrazione, gli immigrati e tutti quei gruppi che partono da una situazione di minori opportunità e di vulnerabilità.

Per lo sviluppo del progetto — si legge sul sito www.salesianos.edu — verrà utilizzata una metodologia innovativa, focalizzata sull’inserimento lavorativo, che punta su una pedagogia attiva, cento per cento pratica, che unirà dinamiche d’aula e online, metodi di apprendimento deduttivi e un costante orientamento professionale, con la realizzazione di progetti reali per le organizzazioni coinvolte, lezioni realizzate da professionisti del settore dell’hi-tech, incontri e giornate di assunzione con le aziende e nelle fiere del lavoro. In questo modo, Don Bosco F5, quindi, entrerà a far parte della prima rete di scuole digitali inclusive e solidali in Spagna, già presente a Barcellona, Madrid, Bilbao e nelle Asturie. Uno degli aspetti più interessanti è che si potrà accedere alla formazione nelle competenze più ricercate nel settore digitale senza conoscenze pregresse. Al tempo stesso, non si tratta di un salto nel buio: l’esperienza delle scuole F5 già attive dimostra che il 76 per cento degli allievi nei mesi immediatamente successivi alla formazione ottiene un lavoro, accede ad ulteriori corsi formativi o avvia un progetto imprenditoriale.

A livello tecnico, verrà offerta una formazione di 1.000 ore su: Design e sviluppo front-end di siti web e applicazioni (Html, Css e JavaScript), Design e sviluppo back-end di siti web e applicazioni, User experience design e prototipazione, uso di metodologie agili, come Kanban o Scrum.

La presenza della Fundación Don Bosco nell’area spagnola Polígono Sur è iniziata nei primi anni ‘90 con l’allestimento di case di accoglienza per minori sotto tutela e di progetti di intervento socio-educativo nonché di inserimento socio-lavorativo.

di Francesco Ricupero

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