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Ucraina, webinar sulle normative e strategia per l’accoglienza delle famiglie e dei minori

Di seguito pubblichiamo il comunicato stampa dell’Osservatorio Salesiano per i Diritti dei Minori e Salesiani per il Sociale APS Comitato Italia Centrale con il quale si lancio il webinar informativo: L’accoglienza delle famiglie e minori ucraini in risposta all’emergenza: aspetti normativi e strategie operative, che si terrà in data 07 aprile 2022 a partire dalle ore 17:30.

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Giovedì 07 aprile 2022, dalle ore 17:30 alle 19:00, si terrà il Webinar dal titolo “L’ACCOGLIENZA DELLE FAMIGLIE E MINORI UCRAINI IN RISPOSTA ALL’EMERGENZA: aspetti normativi e strategie operative”, promosso dall’Osservatorio Salesiano per i Diritti dei Minori in sinergia con l’Associazione Salesiani per il Sociale – APS.

Alla luce della situazione di crisi in atto tra Russia e Ucraina e del numero sempre più consistente di persone in fuga dall’Ucraina, l’incontro vuole essere un’occasione per proporre una riflessione sul tema molto attuale dell’accoglienza delle famiglie e dei minorenni ucraini giunti sul territorio nazionale, cercando di comprendere, in particolare, lo status quo – seppur ancora in divenire – dell’accoglienza e mettere in luce alcune prassi e strategie operative.

Gli obiettivi dell’incontro sono fondamentalmente due: proporre, da un lato, un focus sugli aspetti normativi legati all’accoglienza, a garanzia della protezione delle famiglie e dei minorenni in fuga dall’Ucraina giunti sul territorio nazionale; dall’altro, offrire una riflessione sul significato e sulle implicazioni dell’accoglienza di famiglie e minori provenienti da situazioni di conflitto, con particolare riguardo ai possibili effetti che l’evento traumatico della guerra può aver prodotto su bambine, bambini e adolescenti.

La partecipazione è libera, gratuita e aperta a tutti. I principali destinatari del webinar sono associazioni, famiglie e professionisti dell’educazione di tutta Italia. All’evento del 7 aprile 2022 interverranno: la Dott.ssa Immacolata Titti Postiglione – Vice Capo Dipartimento della Protezione Civile; il Dott. Luca Pacini – Responsabile area Welfare e Immigrazione di ANCI; Don Francesco Preite – Presidente Salesiani per il Sociale APS; il Dott. Giuseppe Lococo – Rappresentante dell’UNHCR; la Dott.ssa Nicoletta Goso – Progetto AltriLegami.

Sono previsti anche i saluti del Presidente del Centro Nazionale Opere Salesiane (CNOS), Don Roberto Dal Molin e della Portavoce del Forum Nazionale Terzo Settore, Dott.ssa Vanessa Pallucchi.

Gli interventi saranno coordinati e in dialogo con il Prof. Andrea Farina – Coordinatore Osservatorio Salesiano per i Diritti dei Minori. Il webinar si potrà seguire dalla Pagina Facebook di Minori di Diritto e dal Canale Youtube dell’Ispettoria dell’Italia Centrale.

I giovani di Alassio e Scandicci in dialogo con la senatrice Roberta Pinotti

Un gruppo di giovani della casa salesiana di Scandicci insieme ad alcuni ragazzi della casa salesiana di Alassio che dal 13 al 16 marzo hanno fatto tre giorni di Convivenza – una esperienza di famiglia comune a tante realtà dell’Ispettoria – hanno avuto l’occasione di incontrare online, nella serata di martedì 15, la Senatrice Pinotti, già Ministro della Difesa dal 2014 al 2018 e oggi Presidente della Commissione della Difesa in Senato. Incontro organizzato come tempo di riflessione di Animazione Missionaria.

Un momento intimo, di dialogo, tra una trentina di giovani di diciotto – vent’anni, con qualche educatore adulto e SDB, con una donna così appassionata e competente, in cui abbiamo avuto la possibilità di approfondire la situazione riguardante la guerra in Ucraina.

Abbiamo apprezzato particolarmente la capacità della senatrice Pinotti di presentare in maniera esaustiva e senza mai risultare noiosa, dimostrando una grande conoscenza ed un instancabile entusiasmo, che caratterizzano il suo lavoro. Non è scontato riuscire ad avere un confronto riguardante tematiche impegnative che risulti così coinvolgente e preciso.

Un altro aspetto che ha reso ancora più efficace l’incontro è stata la disponibilità della senatrice a rispondere direttamente alle nostre domande. Come ragazzi in formazione, che potrebbero appartenere alla futura classe dirigente è importante confrontarsi con persone che hanno fatto della loro vita una missione per migliorare il mondo in cui vivono, per poterne trarre esempio.

Borgo Ragazzi Don Bosco Roma, da 74 anni il presidio di Don Bosco voluto da Pio XII

di Alfonso Tesoro, Vice Presidente della Unione Exallievi del Borgo Don Bosco  – dal sito Abitare a Roma.

Ci vorrebbe Don Bosco!

E il Vicario di Cristo volse ai Figli di Don Bosco il proprio sguardo di predilezione, manifestando con accorate espressioni questo Suo desiderio: “Dite ai Salesiani che desideriamo che essi si prendano cura di questi ragazzi abbandonati o traviati e facciano quanto Don Bosco ispirerà loro – Pio XII”.  L’appello a Don Bosco otteneva, così, la più alta sanzione che si fosse potuta desiderare. Esso suonava umano e divino insieme: non si doveva soltanto nutrire, vestire e alloggiare i piccoli infelici, ma si doveva cercare di rieducarne lo spirito con una nuova formazione religiosa, morale, culturale e sociale. Questo appello è raccolto e ufficialmente e autorevolmente diramato ai Salesiani da una circolare del 25 gennaio 1945, dal Vicario del Rettor Maggiore, a Roma.

I salesiani, a Roma, intrapresero ad accogliere i ragazzi più fragili a partire dal 1945, anno in cui termina il secondo conflitto mondiale e l’Italia si ritrova in una situazione di notevole degrado economico e sociale. Non più, quindi sciuscià, non più ragazzi della strada… essi diventano i ragazzi di Don Bosco. I primi ragazzi furono accolti in via Marsala, ma ben preso lo spazio divenne insufficiente e si rese necessaria la ricerca di un posto più capiente. Era la matrice del futuro “Borgo ragazzi di Don Bosco”.

Un giorno alcuni giovani salesiani, tra i quali Don Cadmo Biavati divenuto poi primo direttore del Borgo Don Bosco, furono avvinti da uno spettacolo: a due passi dal Quarticciolo, a pochi passi dal Tiburtino III, dalla Borgata Gordiani, da Centocelle, da Tor Sapienza. Sulla via Prenestina, sorgeva una distesa di capannoni in fila come vecchie sentinelle, come soldati in attesa. Luogo ideale per costruire la nuova casa dei ragazzi accolti. Così, il 20 marzo 1947, si diede il via ufficiale ai lavori. L’opera venne terminata esattamente l’anno seguente, il 22 marzo 1948: il sogno diventa realtà.

La mattina del 22 marzo 1948 un enorme furgone dell’ E.N.D.S.I. (Ente Nazionale per la Distribuzione dei Soccorsi in Italia) scaricò al Borgo tutte le masserizie e verso sera arrivarono i salesiani: il Direttore Don Biavati, Don Pace, Don Roberti, quattro chierici, tre confratelli ucraini inviati dai Superiori di Torino, e altri Sacerdoti salesiani del S. Cuore di Via Marsala.

Da quel giorno i Salesiani cominciarono allora un lavoro paziente e faticoso: 150 ragazzi interni, 200 semiconvittori, 500 esterni. Un piccolo esercito bisognoso di tutto: cibo, vestiti, libri, giocattoli, attrezzi di lavoro, educazione morale e religiosa.

Qui i ragazzi trovarono una casa, una chiesa, campi di pallone, scuole e soprattutto luoghi dove creare relazioni significative. Contemporaneamente, partì l’attività della formazione professionale che continua oggi, anche se mutata nei settori, con il Centro di Formazione Professionale.

Nel 2008, cinquantesimo compleanno del Borgo Don Bosco, fu scoperta la targa marmorea che sanciva la nuova denominazione del parco ex Forte Prenestino: “Parco Don Cadmo Biavati, primo Direttore del Borgo Don Bosco”. Naturalmente fu possibile anche grazie alla sensibilità delle Amministrazioni locali del momento.

Purtroppo, durante un forte temporale verificatosi nel dicembre 2019, un grosso pino adiacente l’insegna, rovinò su di essa mandandola in frantumi. A nulla valsero le segnalazioni inviate il 6 marzo 2020 all’allora Assessore con delega al Verde Pubblico affinché la targa marmorea potesse nuovamente ritrovare la sua degna collocazione.

Mi sono permesso di inoltrare lo scorso dicembre 2021, la stessa richiesta, all’attuale Assessore con delega al Verde Pubblico, Edoardo Annucci, mostrando subito sensibilità al problema e mi ha assicurato il suo interessamento presso il Dipartimento della Toponomastica. Siamo fiduciosi.

 

 

Italia Centrale: famiglie afgane nelle case salesiane

Dal sito dell’Ispettoria Italia Centrale.

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Da circa due mesi nelle Case Salesiane di Frascati e Macerata e all’Oratorio di Prato sono iniziate delle esperienza di accoglienza di famiglie afgane, in collaborazione con Salesiani per il Sociale.

Il loro arrivo, pochi giorni prima del Natale, è stato come ricevere un bel dono improvviso perché nessuno si sarebbe aspettato degli arrivi così rapidi.

In tutte le comunità gli adulti, famiglie e i giovani si sono subito messi all’opera per preparare le accoglienze, pulendo e riordinando i vari ambienti, rintracciando i beni di prima necessità che sarebbero serviti per i primi giorni.

Le prime azioni messe in campo, dopo il periodo di quarantena, sono state l’avvio di tutte le pratiche nelle varie Questure e negli Uffici Immigrazioni per ottenere dei documenti provvisori dei permessi di soggiorno per rifugiati e i codici fiscali, quest’ultimi importanti per le cure sanitarie e i vaccini.

A Macerata altra azione che sono riusciti ad iniziare è l’avvio del corso di Italiano. Grazie all’aiuto di qualche mamma e dei ragazzi di casa Pinardi, tutti hanno finalmente e ufficialmente intrapreso lo studio della nostra lingua con interesse e coinvolgimento.  A Prato i bambini piccoli di 4 e 8 anni sono stati inseriti a scuola don Bosco nelle rispettive classi. Sia le maestre che i compagni si sono dimostrati subito curiosi e accoglienti nei loro confronti, aiutandoli nei primi passi di questa avventura.  Vederli camminare con zainetto, tuta della scuola o grembiule ha creato una certa emozione sia in noi che nei genitori.

Intorno alle famiglie accolte si sta creando una rete di famiglie e di giovani che sostengono le loro quotidianità con tutte le bellezze e fatiche che si possono incontrare. Oltre a Salesiani per il Sociale che accompagna e coordina i vari gruppi, nelle realtà è significativa sia la presenza di tante persone che con le proprie competenze si mettono a disposizione per dare aiuti e consigli utili sia la rete con associazioni esterne che a vario titolo danno il proprio contributo.

Chi accoglie sta comprendendo quanto sia importante la ri-organizzazione della vita di queste persone in un contesto a loro sconosciuto lasciando tuttavia la libertà di vivere la propria vita familiare.

In alcune Opere, la famiglia accolta è stata già presentata alla Comunità Educativa Pastorale in modo ufficiale, in altre ancora non è stato compiuto questo passaggio ma piano pianino si stanno facendo conoscere superando le difficoltà della lingua.

Casa che Accoglie si traduce oggi in molti modi nel contesto educativo pastorale. Una famiglia accolta da famiglie è un segno di una Comunità che scommettendo su una pastorale giovanile che coinvolge la famiglia capisce che accoglierle vuol dire accogliere i giovani e dare loro una prospettiva di crescita. L’accoglienza delle famiglie afghane si può tradurre nello stesso modo. Non sappiamo per quanto tempo rimarranno nei nostri ambienti, ma sappiamo che tutte le Case stanno cercando di renderli più autonomi e indipendenti per il domani, con la speranza che possano vivere anche loro l’esperienza di crescere come famiglia tra altre famiglie, e di vedere i loro figli crescere con la speranza di un mondo a misura di uomo e di ogni uomo.

Elisa Merlini

Avvenire – Olbia, le risposte all’abbandono

Da Avvenire.

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“Isola ma non isolati” è il titolo di un progetto formativo messo a punto dalla parrocchia di “San Ponziano Papa” a Olbia, per dare una speranza e una possibilità concreta di formazione e di lavoro a 80 tra bambini, ragazzi e giovani. Niente di rivoluzionario: alla  missione pastorale, catechetica e liturgica, la chiesa di via Monza ne aggiunge un’altra in favore della città e del suo territorio. Una “conversione” che ha un nome e un marchio: don Giovanni Bosco. La parrocchia, da sei anni gestita dai salesiani, lavora sul territorio e ha interesse prevalente alla formazione e alla riduzione del disagio sociale giovanile: ora l’obiettivo è diventato dare un futuro agli  under 25 della Gallura. Il capitale umano non manca: il 23 per cento della popolazione olbiese, circa 13mila persone, rientra infatti in
questa fascia d’età. Mancano, invece, i soldi – 191mila euro – che i salesiani chiedono ad alcune delle oltre 23mila imprese operanti nel nord-est dell’isola. Anche la Gallura contribuisce a quel mondo sardo dove una ragazza su quattro non studia, non lavora e non segue nessun percorso formativo e un giovane su cinque lascia la scuola prima del tempo. La situazione giovanile di abbandono scolastico e di disoccupazione è tra le peggiori d’Italia, ma c’è anche un potenziale economico-lavorativo per il territorio. «Nasce da qui – dice don Alessandro Fadda, dallo scorso settembre parroco di San Ponziano, per una decina d’anni direttore dell’oratorio “San Paolo” di Cagliari, e dal 2015 al 2021 responsabile del “Gerini” di Roma, tra le cittadelle formative più importanti d’Italia – la necessità di persone preparate per il mondo del lavoro, di insegnanti all’avanguardia nelle tecnologie, e di recupero dei ragazzi in difficoltà. Nello stesso tempo si vuole lavorare nel campo della prevenzione preparando le nuove generazioni, a partire dai bambini, per affrontare la società del futuro». Il progetto si articola su quattro assi. Il primo prevede laboratori di coding e computer creativo rivolto a 34 tra bambini e ragazzi; il secondo, propedeutico al proseguimento del progetto, è la formazione di 10 futuri tecnici-docenti in collaborazione con Amazon Web Services ; il terzo una preparazione tecnologica, digitale e informatica di 12 settimane per un numero massimo di 16 ragazzi/e per la fascia d’età 18-25 anni e il quarto si riferisce alla formazione di 30 ragazzi/e a rischio di dispersione per la fascia dai 14 ai 16 anni. D’alto livello la squadra dei partner e collaboratori. Lettere di sostegno al progetto sono arrivate da Caritas Italiana, dal vescovo di Tempio-Ampurias, dai servizi sociali del Comune di Olbia e dalla Cisl. «Il nostro lavoro in stile salesiano – sottolinea don Fadda – sta prendendo consistenza attraverso una rete educativa tessuta tra le realtà ecclesiali, scolastiche e sociali che condividono tempi ed energie in un processo educativo rivolto al mondo giovanile olbiese. Noi crediamo che quest’opera possa contribuire a costruire uno di quei “ponti” capaci di unire adulti e giovani e coinvolgere l’intera diocesi e in particolare la città di Olbia».

Ad Alassio per quattro giorni i Salesiani a convegno

Dal sito di MediterraNews.

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di Claudio Almanzi

ALASSIO – Un centinaio di Salesiani si sono radunati nei giorni scorsi nella “Città del Muretto” per il Quinto Capitolo Ispettoriale della Circoscrizione Salesiana dell’Italia Centrale (ICC).

A presiedere il raduno è stato l’ Ispettore, don Stefano Aspettati, mentre a guidare i lavori è stato il regolatore don Francesco De Ruvo.

Nella giornata di apertura il salesiano irlandese don Jack Finnegan ha offerto ai circa 90 capitolari una meditazione sul discernimento comunitario, a cui è seguita la relazione di don Aspettati. Dopo un momento personale di preghiera, la giornata è proseguita con il lavoro delle tre commissioni tematiche, che hanno sviluppato gli argomenti emersi dal lavoro pre-capitolare svolto dalle comunità dell’ispettoria. Questi tre temi: Testimonianza della missione condivisa e della formazione comune, migliorando la realtà e il funzionamento delle CEP; promozione di una presenza efficace ed affettiva tra e con i giovani in Comunione di Vita e di Azione; decisioni necessarie affinché i bambini, i ragazzi e giovani più poveri non siano mai esclusi da nessuna casa salesiana qualunque sia lo sforzo da compiere.

La seconda giornata si è sviluppata sulle risposte di don Aspettati ad alcune domande rivoltegli dai salesiani sulla sua relazione e sul confronto all’interno delle commissioni.

Nella terza giornata i partecipanti si sono spostati a Torino-Valdocco nella “terra santa salesiana”, per visitare il Museo Casa Don Bosco. Dopo la Messa nella Basilica di Maria Ausiliatrice si è svolto il lavoro per commissioni, infine il ritorno ad Alassio.

L’ultimo giorno del capitolo si è svolto all’insegna della ricerca comune di criteri operativi per sostenere e sviluppare la formazione e per dare impulso alle molteplici iniziative salesiane ed alla crescita economico-strutturale del mondo salesiano.

Manifesto delle Nuove Generazioni: a Roma i giovani lanciano la sfida ai candidati sindaco, iniziativa al Borgo Ragazzi Don Bosco

Pubblichiamo il comunicato stampa del Borgo Ragazzi Don Bosco di Roma sull’iniziativa che si terrà il 23 settembre per lanciare il “Manifesto delle Nuove Generazioni” da presentare ai candidati sindaco di Roma Capitale.

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Il Borgo Ragazzi don Bosco si fa promotore dell’evento “Manifesto delle Nuove Generazioni – per ripartire abbiamo bisogno della risorsa migliore, i giovani”, il 23 settembre alle ore 10.30 presso via Prenestina 468 di Roma

Un’iniziativa organizzata e voluta dai giovani provenienti da tutto il territorio di Roma, che presenteranno ai futuri amministratori della città il loro Manifesto, contenente 6 spunti di riflessione per rilanciare e rigenerare il tessuto sociale e produttivo della Capitale.

500 giovani, tutti di diversa estrazione sociale, capaci di esprimere propositività e voglia di contribuire alla ripartenza: sono questi i sottoscrittori del Manifesto che desiderano parlare ai candidati sindaco di Roma Capitale per chiedere ascolto, mezzi e spazi per capire Roma e quindi favorirne la crescita.

Assumendo a pieno titolo il ruolo di cittadini, questi ragazzi chiedono di essere ascoltati ma soprattutto di capire la città che amano, con le sue problematiche e i suoi indiscutibili pregi.
Desiderano abitare le nostre Istituzioni al fine di percepirle come alleate e non come strutture distanti dai problemi reali della gente.
Chiedono di potere essere messi nelle condizioni di fare la loro parte per la comunità a cui appartengono, riconoscendo finalmente loro il titolo di “cittadini” capaci di essere risorsa per una nuova idea di città.

Questo slancio, alla luce di un anno e mezzo di pandemia e di due anni scolastici affrontati in modo emergenziale, con conseguenze pesanti e ancora in buona parte da scoprire, non ci può lasciare indifferenti.

Sono stati invitati i candidati Sindaco di Roma.

Interverranno:

  • I giovani
  • E. Mons. Gianpiero Palmieri, Vicereggente della Diocesi di Roma e Vescovo Ausiliare del Settore Est di Roma
  • Don Daniele Merlini, direttore del Borgo Ragazzi don Bosco

Programma

ore 10.30: presentazione e saluti a cura dei giovani e di don Daniele Merlini, direttore del Borgo Ragazzi don Bosco
ore 10.40: saluto di S. E. Mons. Gianpiero Palmieri
ore 10.50: presentazione del Manifesto
ore 11.20: consegna del Manifesto

Leclerc gioca a calcio dopo il GP nel campo dei Salesiani a Vallecrosia

Dal sito di Fanpage.

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Charles Leclerc è arrivato al quarto posto nel GP di F1 a Baku, in Azerbaigian. Una gara folle quella corsa dal pilota della Ferrari che partiva anche dalla pole position. Dopo le fatiche dovute a sorpassi, pit stop e colpi di scena, il giovane monegasco ha voluto prendersi qualche ora di puro relax per staccare la spina dalle pressioni del Mondiale in corso concentrandosi su se stesso. Una giornata all’insegna del divertimento e della serenità in compagnia dei suoi amici. Leclerc ha giocato una partita di calcetto al campo sportivo dei salesiani di Vallecrosia in meno di 24 ore dalla gara di Baku.

Uno sprint nella giornata di ieri che ha visto il pilota della Ferrari trascorrere qualche ora vicino a Imperia, in Liguria. Come una persona qualunque, si è voluto diverte insieme a un ristretto gruppo di amici. Fuori dal campo il giovane della ‘Rossa’ è stato poi accolto da decine di ragazzini dell’oratorio per i consueti selfie e autografi. Tutti erano infatti sorpresi dalla presenza di Leclerc in campo. A fine serata poi il pilota della Rossa si è rimesso in moto con la sua Ferrari ‘Roma’ di colore nero in direzione Montecarlo per fare rientro a casa e concentrarsi al prossimo Gran Premio di F1.

Leclerc è stato immortalato in alcuni video che compaiono sul suo profilo ufficiale di Instagram. Ripreso da filmati pubblicati da amici e fidanzate degli stessi amici di Leclerc, il pilota della Ferrari si è mostrato sereno e divertito. Come ormai siamo abituati a vederlo di solito, ovvero sempre con il sorriso stampato sul viso.

Si è voluto prendere qualche ora di relax lontano da tutti per staccare la spina da ogni cosa. Il giovane pilota monegasco non è estraneo a uscite di questo tipo, essendo anche membro della Nazionale Piloti insieme a molti altri suoi colleghi di Formula 1 come il compagno di scuderia Carlos Sainz, Pierre Gasly e Antonio Giovinazzi.

Ispettoria Italia Centrale, incontro sulla figura del salesiano coadiutore

L’8 maggio dalle ore 9 alle 13 si incontreranno, sia in presenza a Roma San Tarcisio sia on line, i coadiutori dell’Ispettoria ICC.

L’obiettivo dell’incontro sarà approfondire la vocazione del salesiano coadiutore a partire dalla ispirazione di don Bosco, dalle Costituzioni, dal CG28 e da alcuni modelli di coadiutori santi per rafforzare la convinzione della vocazione salesiana nella sua duplice forma e condividere la gioia della nascita di nuove vocazioni di coadiutori in questi ultimi anni nella nostra ispettoria. Nelle diverse case sarà anche l’occasione di ravvivare la richiesta al Signore di ulteriori vocazioni laicali.

Nella prima parte, dalle ore 9 alle 11, la metodologia sarà quella della tavola rotonda guidata dal signor Gioacchino Passafari e dal signor Angelo Mereghetti e alla quale interverranno: don Silvio Roggia, il Sig. Raymond Callodon Pierluigi Cameroni, ci sarà anche la possibilità di fare domande dal vivo e on line. In questa prima parte sono invitate a partecipare tutte le comunità salesiane dell’Ispettoria. Nella seconda parte, dalle ore 11,30 alle 13, riservata solo ai confratelli coadiutori, ci sarà una condivisione con l’Ispettore don Stefano Aspettati.

Puoi seguire l’incontro in diretta sul canale YouTube ICC SalesianiDonBosco

Salesiani Perugia, nel 2022 i primi cento anni di presenza nella città

Su Perugia Today, a firma di Mariangela Musolino, un articolo ripercorre la storia dei salesiani a Perugia, con l’aiuto di don Wieslaw Dec, direttore dell’opera.

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Nel 2022 si compiranno i primi cento anni dall’arrivo dei salesiani a Perugia. Un vero e proprio “giubileo”, come ci spiega don Wieslaw Dec, salesiano sacerdote di origine polacca che da tre anni vive nella nostra città. “La nostra vita è fatta di ritmi, di cicli, dell’alternarsi dei giorni comuni, del tempo ordinario con i giorni di festa. Ritengo necessario celebrare i nostri anniversari, ricorrenze, giubilei e celebrare con riconoscenza la benevolenza di Dio. Per questo motivo abbiamo iniziato a pensare questo centenario con tre anni di anticipo, programmando molte iniziative per fare memoria e dimostrare gratitudine a Dio per quanto abbiamo potuto fare nella città di Perugia”.

Sono tre le parole d’ordine che i Salesiani usano per questo importante compleanno, come riporta don Wieslaw, riconoscenza, rinnovamento e ritorno ai giovani: “Siamo riconoscenti a generazioni di laici e benefattori, alle autorità civili e religiose e a tutta la famiglia salesiana che ha sostenuto questa opera. Prima ancora degli eventi che faremo, riscoprire la nostra identità di fondo con questo giubileo vuole essere un ringraziamento, che poi si esprimerà anche
attraverso eventi, celebrazioni e momenti di convivialità. Rinnovamento: vorremmo rinnovare la nostra fedeltà a Don Bosco, ma anche rinnovare noi stessi, per rispondere alle sfide dei giovani di oggi, di Perugia, anche durante la pandemia. Parliamo di un rinnovamento carismatico comunitario che coinvolge insieme salesiani i laici, ‘insieme nella missione e nella comunione’. Ritorno ai giovani: vorremmo tornare veramente ai giovani. Questo giubileo è il
mezzo per farci prossimi ai giovani, perché sentiamo di avere una grande responsabilità a Perugia ma anche verificare se la nostra presenza e le nostre attività sono al servizio dei giovani più poveri. C’è infatti una grande povertà morale, valoriale e spirituale”. Sentiamo inoltre molto forte la responsabilità di non deludere le profonde aspirazioni dei giovani.

Le tappe della presenza salesiana a Perugia Sono tre le tappe che hanno segnato il cammino della comunità salesiana nella città di Perugia. La prima è iniziata in anticipo rispetto all’arrivo a Perugia, quando nel 1915 già esisteva in città un gruppo di cooperatori salesiani molto vivace. “Hanno avuto – spiega il sacerdote – il grande merito, insieme agli ex-allievi salesiani, di aver preparato l’arrivo dei salesiani in città. Quindi già allora si respirava a Perugia l’aria di salesianità. I Salesiani Cooperatori sono il ramo laico della Famiglia Salesiana e si impegnano nella missione giovanile e popolare, in forma fraterna e associata. Sono stati da sempre presenti nell’opera salesiana con una grande qualità carismatica. Hanno molto insistito perché la presenza degli eredi di don Bosco a Perugia diventasse realtà. Altro grande lavoro è stato fatto dal gruppo degli ex allievi degli Istituti Salesiani di Gualdo Tadino e di Trevi, che si erano costituiti in associazione nel 1920. Sono stati loro ad accogliere a Perugia i primi tre salesiani il 2 ottobre 1922. Una seconda tappa è contrassegnata dall’arrivo salesiani al Collegio Penna Ricci, fino al 1958. Il Collegio ha formato spiritualmente, moralmente, umanamente e professionalmente generazioni di perugini. Grazie a loro, l’influenza salesiana a Perugia è stata molto significativa. Il terzo periodo inizia con il 1958, quando i salesiani si trasferiscono nell’attuale sede in Via Pellini. La nuova sede ospiterà la Scuola media, i campi sportivi e il Liceo.

Nel 1981, esattamente 40 anni fa, nasceva il Centro di Formazione Professionale. Gli spazi ricreativi furono completatati con una nuova palestra. La Polisportiva Don Bosco ha continuato a crescere fino a raggiungere oggi il numero di circa 350 tesserati. Dopo la chiusura della Scuola, l’Istituto è stato trasformato in Residenza Universitaria che oggi ospita, in un clima di famiglia, una trentina di studenti. I salesiani a Perugia, oggi Prosegue don Wieslaw: “Oggi abbiamo un grande desiderio di continuare ad essere presenti in mezzo ai giovani e siamo consapevoli che dovremo rimodulare la nostra proposta educativa per poterli raggiungere, ripensando le modalità e le attività. Siamo di fronte ad un mondo che in pochi mesi è cambiato completamente… Già stiamo lavorando incontrandoci con le istituzioni per capire che offerta possiamo dare alla città, soprattutto su tempo libero e sport. Ci stiamo muovendo per i nuovi progetti per continuare nel nostro servizio educativo. Questa situazione è anche un tempo favorevole per dedicare tempo ed energie a una riflessione seria sul futuro della nostra proposta educativa ai giovani della città di Perugia”.