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“Educazione è cosa di cuore”: i Salesiani Cooperatori a confronto con la comunità territoriale

Il Centro Salesiani Cooperatori e l’Unione degli ex-allievi, l’Unita Pastorale di Porto Recanati, con il patrocinio del Comune di Porto Recanati, in occasione della festa di Don Bosco ha presentato alla cittadinanza il ciclo di incontri denominato “Educazione è cosa di cuore” dove verranno affrontati temi inerenti l’educazione,  attraverso l’intervento di relatori che portano la loro esperienza nel campo dell’educazione, attraverso i vari ambiti dove agiscono.

“L’obiettivo è quello di aprirsi a tutta la comunità, a partire da temi legati all’attualità, alle sfide educative di oggi e alle problematiche che interessano da vicino i giovani per fornire strumenti utili a chi ha la responsabilità dell’educazione al giorno d’oggi. Pensiamo in particolare ai genitori e agli insegnanti, e a questo proposito, quest’anno sono sette gli Istituti Comprensivi – di Porto Recanati, Recanati, Loreto e Castelfidardo – che hanno aderito al progetto, a testimonianza della qualità della proposta, e riconosceranno crediti formativi ai docenti che parteciperanno agli incontri”, spiega Italo Canaletti, coordinatore del centro locale dei Salesiani Cooperatori di Porto Recanati.

 

 

Avviata la causa di beatificazione della Salesiana Cooperatrice Vera Grita

Domenica 22 dicembre 2019, 50° anniversario della nascita al cielo di Vera Grita (1923-1969), è stata ufficialmente avviata la Causa di beatificazione e canonizzazione della Salesiana Cooperatrice laica.

La procedura è stata ufficialmente presentata dal Postulatore Generale delle Cause dei Santi della Famiglia Salesiana, don Pierluigi Cameroni, SDB, al vescovo di Savona-Noli, mons. Calogero Marino, il Supplex libellus, con il quale si chiede l’apertura dell’Inchiesta diocesana sulla vita, le virtù, la fama di santità e di segni di Vera Grita, laica, Salesiana Cooperatrice.

Vera Grita, insegnante e salesiana cooperatrice, dopo aver contratto una malattia cronica ai polmoni fu chiamata dal Signore a essere nella Famiglia salesiana e nella Chiesa “voce- del Dio vivente”. Gesù Eucaristia, attraverso il dono delle locuzioni interiori, le dettava l’Opera dei tabernacoli viventi- per la salvezza delle anime. Morì il 22 dicembre 1969, a 46 anni, in una cameretta dell’ospedale dove aveva trascorso gli ultimi sei mesi di vita in un crescendo di sofferenze accettate e vissute in unione a Gesù Crocifisso. “L’anima di Vera – scrisse don Borra, Salesiano, suo primo biografo – con i messaggi e le lettere entra nella schiera di quelle anime carismatiche chiamate ad arricchire la Chiesa con fiamme di amore a Dio e a Gesù Eucaristico per la dilatazione del Regno”.

Di seguito, le parole del Salesiano don Silvio Roggia ai propri confratelli in una email invitata oggi proprio riguardante la vita di Vera Grita:

Vorrei condividere solo qualcosa della sua esperienza di vita, tanto semplice, come maestra di scuola elementare nell’entroterra ligure, cooperatrice salesiana, provata da gravi problemi di salute, e tanto straordinaria, grazie al modo in cui la sua fede, speranza e carità sono diventate un “a tu per tu” con il cielo, di cui abbiamo una eco fedele nei 13 quaderni che ha scritto per obbedienza. È stato il suo “compito a casa”, alla scuola del Maestro, la cui presenza è diventata per lei più reale e tangibile di qualunque altra cosa al mondo, soprattutto nell’eucaristia.

Verrebbe da dire: cosa c’è di nuovo? È dai tempi del cenacolo, otto imperatori prima del Traiano che ha condannato a morte Ignazio, quando a Roma comandava ancora Tiberio e il suo procuratore a Gerusalemme si chiamava Pilato, che chi continua a seguire fino alla croce chi nascerà a Betlemme dopodomani, continua anche a dire AMEN, quando si ripetono le parole dell’ultima cena: questo è il mio corpo, questo è il mio sangue. AMEN = sei proprio tu, corpo e sangue, qui e adesso.

Per saperne di più:

Giornata del Salesiano Cooperatore 2019 – domenica 22 settembre al Colle Don Bosco

Si comunica che domenica 22 settembre 2019, presso il Colle don Bosco, si terrà la Giornata del Salesiano Cooperatore 2019.

Un momento importante in cui, attraverso momenti di ascolto e condivisione, si può valorizzare l’incontro con chi vive lo stesso Carisma nel suo specifico quotidiano.

“Prendiamoci il tempo per creare e scoprirci famiglia, squadra”.

Le ultime iscrizioni termineranno domani, martedì 10 settembre (form d’iscrizione).

Ecco il programma della giornata:

Accoglienza
Ore 9:00

Preghiera delle Lodi
Ore 9:40

Intervento
Ore 10:00
Don Paolo Paulucci – Docente di Teologia Fondamentale a Torino Crocetta

Presentazione del nuovo Consiglio Provinciale
Ore 11:15

Notizie Associative
Ore 12:30

Pranzo
Ore 13:00

Ascolto dei Salesiani Cooperatori
Ore 14:15
Momento in gruppi e condivisione in plenaria

La parola ai nostri bambini e ragazzi
Ore 16:15

Santa Messa
Ore 16:30

 

 

Beatificata Edvige Carboni, Salesiana Cooperatrice

Sabato 15 maggio è stata beatificata Edvige Carboni (1880-1952), mistica e Salesiana Cooperatrice di Pozzomaggiore. Si riporta l’articolo pubblicato dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS il 17 giugno 2019.

(ANS – Pozzomaggiore) – Sabato 15 maggio 2019 a Pozzomaggiore, Sardegna, il cardinale Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha beatificato, a nome del Santo Padre, Edvige Carboni, una donna umile e forte, con una “vita intrisa di Dio”, che visse una vita di lavori manuali e di servizio, in famiglia e verso tanti bisognosi che incontrò, ma che fu eletta in modo misterioso e ricolmata di grazie e doni soprannaturali straordinari.

Nata a Pozzomaggiore il 3 maggio del 1880, desiderava farsi religiosa, ma dovette restare accanto alla madre, molto malata. Da allora trascorse la sua vita domestica in maniera sobria e raccolta, alternando le faccende di casa ai momenti di preghiera. Il 14 luglio 1911 le si manifestarono sul corpo i segni della Passione di Gesù. Questo e altri fenomeni mistici che le venivano attribuiti furono indagati nel processo canonico del 1925, cui lei si sottopose in completa obbedienza. Si trasferì quindi a Roma col resto della famiglia, proprio negli anni in cui stava per esplodere la seconda guerra mondiale.

Da quando prese domicilio a Roma, fino alla morte (1938-1952), Edvige appartenne alla parrocchia dei salesiani “Santa Maria Ausiliatrice” su via Tuscolana. Lì si recava quasi ogni mattina per la Messa e Comunione; lì si raccoglieva in preghiera, solitamente nella cappella di sant’Anna; lì avvennero gran parte delle estasi e fatti prodigiosi. Il 25 Settembre 1941, inoltre, divenne Salesiana Cooperatrice.

Devotissima della Madonna, che le apparve più volte, ottenne da Lei numerose grazie. Tanti i Santi di cui ebbe apparizioni, in modo particolare san Giovanni Bosco e san Domenico Savio. Nel suo diario si segnalano ben 20 apparizioni di Don Bosco, spesso insieme a Maria Ausiliatrice o a Domenico Savio. In tali apparizioni Don Bosco le dava suggerimenti intorno alle virtù, la invitava alle devozioni alla Madonna, la incoraggiava nelle difficoltà, le chiedeva preghiere e sacrifici per la pace nel mondo, le mostrava il gran bene che facevano i Salesiani, di molti dei quali elogiava la santità, e la invitava a pregare e ad amare le suore salesiane.

Come ha detto il cardinale Becciu nell’omelia del rito di beatificazione:

“Umile e forte, generosa e paziente, laboriosa e fiera, la Beata Edvige incarna le più belle virtù della donna sarda dell’epoca. Eppure dal suo vissuto umano e cristiano, emergono dati che rendono più che mai attuale la sua testimonianza: Edvige è un valido riferimento per le donne di oggi, di ogni età e di ogni estrazione sociale. La sua semplice e profonda esperienza spirituale, contrassegnata da carità senza limiti, umiltà smisurata e preghiera incessante, è un modello ancora attuale, perché dimostra che anche in una vita semplice e ordinaria è possibile sperimentare una solida comunione con Dio e un apostolato caratterizzato dalla passione per l’umanità ferita e disagiata”.