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La guerra e il dramma dei rifugiati: la lettera del Rettor Maggiore per la guerra in Ucraina

Si rende disponibile la lettera del Rettor Maggiore, don Ángel Fernández Artime, in merito alla situazione di conflitto in Ucraina che perdura, in quale ringrazia tutti i confratelli e le consorelle delle comunità in Ucraina, Polonia, Slovacchia, Moldavia e Romania che stanno lavorando per far fronte alla massiccia ondata di questo doloroso esodo umano.

Grazie, cari fratelli e sorelle! La vostra dedizione e il vostro impegno ci riempiono di orgoglio e, posso assicurarvi, che non siete soli: siamo con voi. In modo speciale dico questo ai nostri fratelli e sorelle in Ucraina, che continuano ad essere “a fianco de/la loro gente, de/ loro popolo “: siamo con voi e disponibili per qualsiasi necessita.

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Prot. 22/0091 Roma, 12 marzo 2022

Ai miei cari fratelli e sorelle salesiani

Alla nostra cara Famiglia Salesiana in tutto il mondo

LA GUERRA E IL DRAMMA DEI RIFUGIATI

Miei cari fratelli e sorelle di tutto il mondo,

vi scrivo questa lettera alla vigilia della mia partenza per il Cameron, dove guiderò gli Esercizi Spirituali degli ispettori e dei membri dei consigli ispettoriali della regione Africa e Madagascar. Si tratta di un’esperienza già vissuta in altre tre regioni: Mediterranea, Interamerica e America Cono Sud. In Cameron sono atteso da 98 confratelli che intendono vivere una particolare esperienza di benedizione nel nome del Signore.

Prima di partire desidero rivolgermi ancora una volta a ciascuno di voi, cari fratelli e sorelle di tutta la nostra Famiglia Salesiana.

In questi giorni abbiamo indubbiamente sofferto per il dolore di migliaia di persone. Tante immagini di sofferenza e di morte hanno fatto il giro del mondo. Ancora una volta intendo ribadire che sono convinto che ci sono tante persone in Russia che, senza dubbio, non vogliono il massacro che sta avvenendo; ma o non possono dirlo, o non possono parlare (perché sappiamo che li aspetta il carcere se lo fanno), o sono ingannati dalle false notizie che i loro capi stanno diffondendo. Dico questo perché il nostro cuore cristiano e salesiano non ci permette di condannare le persone per il fatto di essere nati in un luogo o in un altro. Noi condanniamo e respingiamo le azioni sbagliate e coloro che sono responsabili di esse.

Cari fratelli e sorelle, molto si sta facendo per le vittime di questa “guerra ingiusta, abusiva e prepotente”; lo stanno facendo molte nazioni e anche noi, nel nostro piccolo, come Famiglia Salesiana di Don Bosco. Più tardi condividerò con voi, brevemente, alcune delle cose che si stanno realizzando. Vi chiedo di proseguire in quest’opera e vi chiedo, insieme al Santo Padre Papa Francesco e a tutta la Chiesa, di continuare a pregare, con fede profonda e con la speranza che in mezzo al male, al peccato e al dolore, Dio avrà senza dubbio l’ultima parola. Cosi e avvenuto anche nella morte ingiusta del suo Figlio prediletto, il Signore Gesù.

Ho condiviso questi miei pensieri con Madre Chiara Cazzuola, Superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, e con il Signor Antonio Boccia, Coordinatore mondiale dei Salesiani Cooperatori. E so che tutti stiamo facendo la nostra parte. E hello sentirci cosi in comunione di intenti.

Anzitutto desidero ringraziare sinceramente tutti i confratelli e tutte le consorelle delle nostre comunità in Ucraina, Polonia, Slovacchia, Moldavia e Romania che stanno lavorando per far fronte alla massiccia ondata di questo doloroso esodo umano. So che molte nostre case stanno accogliendo tante persone con grande dignità. E so che questo continuerà anche in altre nazioni.

Grazie, cari fratelli e sorelle! La vostra dedizione e il vostro impegno ci riempiono di orgoglio e, posso assicurarvi, che non siete soli: siamo con voi. In modo speciale dico questo ai nostri fratelli e sorelle in Ucraina, che continuano ad essere “a fianco de/la loro gente, de/ loro popolo “: siamo con voi e disponibili per qualsiasi necessita.

La Famiglia Salesiana di Don Bosco vuole rispondere oggi a tanto dolore; pur sapendo che questa guerra in Ucraina non è l’unica. Infatti, pochi minuti fa l’agenzia internazionale di notizie Zenit ha confermato che, nel mondo, sono in corso ben 25 conflitti! E gli effetti sono sempre gli stessi: devastazione, migrazione forzata, rifugiati e numerosi morti.

Nella guerra in Ucraina, oltre due milioni di persone hanno già dovuto abbandonare la loro patria e andare come rifugiati in altri paesi. E davvero una tragedia umana. Come salesiani e come Famiglia di Don Bosco desideriamo aiutare in tutti i modi possibili.

E continuiamo a chiedere, con insistenza ogni giorno, che questo disastro finisca al più presto.

Ma allo stesso tempo, vorrei offrivi un resoconto della solidarietà che si e realizzata finora nel mondo salesiano. Sicuramente non sarò preciso ne esaustivo perché il bene e gli interventi sono molto di più di quelli che conosco. Mi scuso per questo…

Al via le iscrizioni per il “Congresso Internazionale delle Opere e dei Servizi Sociali Salesiani”

Dal 28 settembre al 2 ottobre 2022 si terrà a Torino-Valdocco il “Congresso Internazionale delle Opere e dei Servizi Sociali Salesiani” per riflettere sulle Opere e  Servizi Sociali. La priorità sarà quella di condividere  la linea programmatica indicata per questo sessenio, incentrata sui giovani, i poveri, i più abbandonati e indifesi. Di seguito la notizia pubblicata da l’agenzia di informazione salesiana ANS.

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(ANS – Roma) – Il “Congresso Internazionale delle Opere e dei Servizi Sociali Salesiani” che si svolgerà a Torino-Valdocco dal 28 settembre al 2 ottobre 2022, è uno dei maggiori appuntamenti in calendario quest’anno per il Settore per la Pastorale Giovanile. Il congresso, cui sono attesi oltre 300 partecipanti da tutto il mondo salesiano, ha aperto le sue iscrizioni lo scorso martedì, 1° marzo.

“Quest’invito del Settore per la Pastorale Giovanile alla riflessione sulle Opere e Servizi Sociali è davvero qualcosa di essenziale per noi – ha condiviso il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, in un video –. Le Costituzioni affermano che noi salesiani siamo nati per i ragazzi, e specialmente per i più poveri. E anche Papa Francesco ce lo ha ricordato nel suo bellissimo messaggio lasciato al Capitolo…
Questo congresso è di massima attualità per noi… Ed è anche un’urgenza quella di offrire una ricca riflessione e condivisione su una delle priorità indicate per il cammino di questo sessennio (la quinta linea programmatica: PRIORITÀ ASSOLUTA per i giovani, i più poveri e i più abbandonati e indifesi)”.

Per questo il Rettor Maggiore non ha dubbi sul valore e l’efficacia del congresso: “Sarà una grande opportunità per dire la parola giusta e offrire il servizio opportuno, a nome del Signore Gesù e con il cuore di Don Bosco, ai ragazzi e ai giovani più bisognosi e scartati”.

Da parte sua il Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile, don Miguel Angel García Morcuende, ha indicato i tre grandi obiettivi del congresso:

–      riflettere sugli orientamenti della Chiesa e della Congregazione e di diversi attori sociali in riferimento alla Pastorale Giovanile Salesiana che si sviluppa nelle opere e servizi sociali delle diverse Ispettorie;

–      identificare gli aspetti comuni che garantiscono l’unità carismatica di queste opere e servizi all’interno del loro Progetto Educativo-Pastorale Salesiano (PEPS);

–      infine, generare accordi regionali per rendere visibile l’impatto di queste opere e servizi nella Congregazione e nei diversi contesti ecclesiali e civili.

Il Congresso Internazionale delle Opere e servizi Sociali Salesiane si propone di attuare:

  1. Una lettura aggiornata del Sistema Preventivo: a partire dalle esperienze già esistenti nelle opere e servizi sociali di ogni Ispettoria in relazione all’evangelizzazione, il magistero della Chiesa, la Congregazione e la società come risposta profetica alle sfide che l’attuale contesto storico presenta all’accompagnamento dei giovani a rischio.
  2. Una lettura organica dell’azione sociale salesiana: alla luce dello sviluppo umano integrale e dei mezzi disponibili nel mondo attuale per contribuire alla dignità delle persone e del loro ambiente.
  3. Una lettura dinamica del PEPS e della cultura organica delle opere servizi sociali salesiani: come atteggiamento di dialogo e articolazione con tutti coloro che lavorano per superare le situazioni di vulnerabilità e di degrado di cui soffrono i giovani.

A livello metodologico, ogni giorno, i partecipanti al Congresso prenderanno parte alle seguenti aree:

  • ORIZZONTE, animata da oratori di fama mondiale per ampliare la visione salesiana e fornire ispirazione;
  • SGUARDO, con mini-corsi da parte di esperti per analizzare e rafforzare la proposta offerta;
  • TERRA, con il contributo di educatori per generare idee e buone pratiche;
  • SOGNI, con l’immersione nell’atmosfera della Torino sociale di Don Bosco;
  • RADICI, con lavori di gruppo a livello continentale.

Lettera del Rettor Maggiore: aiuto all’Ucraina

Si rende disponibile la lettere del Rettor Maggiore, don Ángel Fernández Artime, in merito alla situazione di conflitto in Ucraina e alle modalità di sostegno della popolazione ucraina attraverso le varie iniziative messe in campo dai Salesiani, dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, dai gruppi della Famiglia salesiana e non solo.

Ai miei carissimi Confratelli salesiani nel mondo
Alla nostra cara Famiglia Salesiana in tutto il mondo

Cari fratelli e sorelle di tutto il mondo,
giunga a ciascuno e a ciascuna di voi, nei luoghi più diversi in cui siamo presenti come famiglia di Don Bosco il mio saluto e l’espressione del mio affetto.
Potete facilmente intuire le ragioni che mi spingono a scrivere questa lettera con la quale desidero esprimere e condividere non solo la preoccupazione ma anche il bisogno di sostenere e di impegnarci a favore della cara popolazione ucraina, attraverso i nostri confratelli salesiani e le nostre consorelle Figlie di Maria Ausiliatrice presenti in questa nazione, uniti nella comunione fraterna con alcuni gruppi della Famiglia salesiana che vivono in Ucraina: salesiani cooperatori, membri dell’Associazione dei Devoti di Maria Ausiliatrice…

Il messaggio del Rettor Maggiore: Il grande dono di San Francesco di Sales

Dall’agenzia ANS.

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“Che la carità e la dolcezza di Francesco di Sales mi guidino in ogni cosa”. Questa fu la risoluzione che Don Bosco prese all’inizio della sua vita di sacerdote educatore. Ed è in questo riferimento a san Francesco di Sales che la pedagogia salesiana prende il suo nome.

Una insegnante ha scritto: «Ogni giorno faccio il giro delle classi. Prima del Covid quando entravo tutti si alzavano in piedi e si stringevano intorno alle mie gambe. Ora non accade più. I bambini di quarta e quinta elementare hanno l’impulso di correre da me e lo frenano. Quelli di prima elementare invece restano fermi, senza reazioni, freddi. Questo mi preoccupa molto per la loro futura capacità di esprimere l’affettività». Un’altra aggiunge: «Dobbiamo af­frontare un evidente aumento dell’aggressività tra i ra­gazzi delle medie». «Stai lontano dagli altri!» si sentono raccomandare dai genitori i bambini.

Quale carico di solitudine, depressione e insicurezze si porteranno dietro per molto tempo i bambini di oggi? Qual è il miglior intervento pedagogico?

«Chi si sente amato, amerà» diceva Don Bosco. Ma la gentilezza e la bontà non sono mai state virtù spontanee.

Anche per Don Bosco la dolcezza non era una dote naturale. Egli affermava di essersi svegliato dal «sogno» dei suoi nove anni con i pugni doloranti per i colpi menati a dei giovani bestemmiatori.

Da adolescente difese con irruenza l’amico Luigi Comollo. Racconta lui stesso: «Chi dice ancora una parolaccia, dovrà fare i conti con me. I più alti e sfacciati fecero muro davanti a me, mentre due ceffoni volavano sulla faccia di Luigi. Persi il lume degli occhi, mi lasciai trasportare dalla rabbia. Non potendo avere tra mano un bastone o una sedia, con le mani strinsi uno di quei gio­vanotti per le spalle, e servendomene come di una clava comin­ciai a menare botte agli altri. Quattro caddero a terra, gli altri se la diedero a gambe ur­lando».

Più tardi, il buon Luigi lo rimproverò per quella veemente esibizione di forza: «Basta. La tua forza mi spaventa. Dio non te l’ha data per massacrare i tuoi compagni. Perdona e restituisci bene per male, per favore». Quasi un’eco al personaggio del sogno che aveva detto: «Non è con i colpi, ma con la dolcezza e l’amore che devi mantenere la loro amicizia».

Giovanni imparò così non solo come si perdona, ma quanto sia importante dominare se stessi. Non lo dimenticherà mai. Porterà sempre dovunque il soffio del mite e nessuno saprà quanto gli costerà sempre, ma per questo, secondo le parole di Gesù “possederà la terra”.

I panegirici di san France­sco di Sales, che si tenevano di regola nel seminario, lo fecero riflettere. Secondo il suo Testamento spirituale, s’impose come quarto proposito dell’ordinazione sacerdotale la formula: «La carità e la dolcezza di S. Francesco di Sales mi guidino in ogni co­sa».

E quando dovette scegliere un nome per il nascente Oratorio non ebbe dubbi: «Si chiamerà Oratorio di San Francesco di Sales» e più tardi ai primi giovani che condivideranno la sua vita dirà: «Ci chiameremo salesiani». La ragione? «Perché la parte di quel nostro ministero esigendo grande calma e mansuetudine, ci era­vamo messi sotto alla protezione di questo Santo, affinché ci ottenesse da Dio la grazia di poterlo imitare nella sua straordinaria mansuetudine e nel guadagno delle anime».

La dolcezza, questa virtù «più rara della perfetta castità», è «il fiore della carità», è la carità messa in pratica, aveva insegnato san Francesco di Sales. «Vi raccomando soprattutto lo spirito di dolcezza, che è quello che riscalda il cuore e conquista le anime», scriveva a una giovane bades­sa.

Alla fine di una guerra che, durante quattro lunghi anni, l’aveva per­lomeno ignorata e disprezzata nelle relazioni tra i popoli, il Rettor Maggiore Don Paolo Albera dedicò alla dolcezza un’intera lettera cir­colare. «La virtù della dolcezza impone di dominare la vivacità del proprio ca­rattere, di reprimere ogni movimento di impazienza e di proibire alla pro­pria lingua di pronunciare una sola parola offensiva per la persona con cui si tratta. Essa esige il rifiuto di ogni forma di violenza nel comporta­menti, nelle proposte e nelle azioni». A Don Albera pareva impossibile di­menticare, nel quadro della dolcezza lasciatoci, «un cenno di quello sguardo sereno e pieno di bontà, che è il vero e limpido specchio di un animo sinceramente dolce e unicamente desideroso di rendere felice chiunque l’avvicina».

Dolce non è sinonimo di mellifluo e dolciastro, che sono le sue subdo­li caricatureDolcezza non è affatto debolezza. La violenza incontrollata è debolezza. La gentilezza è forza pacifica, paziente e umile. Don Bosco univa, nel suo governola dolcezza e la fermezza.

Questo spirito di bontà, dolcezza e mitezza si è profondamente inciso nei primi salesiani e appartiene alla nostra più antica tradizione. Tutto ciò sta ad indicare che non possiamo trascurarlo, né tantomeno perderlo, con il rischio di danneggiare significativamente la nostra identità carismatica.

Per molti dei nostri giovani, l’esperienza maggiormente ricordata dell’incontro con la Famiglia Salesiana nel mondo è spesso la familiarità, l’accoglienza e l’affetto con cui si sono sentiti trattati. Insomma, lo spirito di famiglia. Nei primi tempi si parlava di un “quarto voto salesiano”, che comprendeva la bontà (prima di tutto), il lavoro e il sistema preventivo.

Non possiamo immaginare una presenza salesiana nel mondo, una presenza delle Figlie di Maria Ausiliatrice, dei Salesiani di Don Bosco e degli attuali trentadue gruppi che compongono la Famiglia Salesiana di Don Bosco, che non abbia la caratteristica della bontà come elemento distintivo; o almeno dovremmo averla, come ha voluto ricordare Papa Francesco con la sua illuminante espressione di “opzione Valdocco”.

Si tratta della nostra opzione per lo stile salesiano fatto di gentilezza, affetto, familiarità e presenza.

Abbiamo un tesoro, un dono ricevuto da Don Bosco, che ora tocca a noi ravvivare.

I festeggiamenti per Don Bosco a Valdocco

Domenica 30 e lunedì 31 gennaio, grande festa nel cuore di Torino-Valdocco per la solennità di San Giovanni Bosco: lungo il corso di entrambe le giornate, presso la Basilica Maria Ausiliatrice, si sono svolte le tradizionali celebrazioni in onore del santo dei giovani. Tra le principali, quella delle ore 11:00 di domenica 30 presieduta dal Rettor Maggiore dei Salesiani Ángel Fernández Artime e trasmessa in diretta su RAI 1, per la quale Papa Francesco, durante l’Angelus (vedi il video dal minuto 16), ha voluto esprimere la sua vicinanza a tutta la famiglia salesiana:

Alla vigilia della festa di San Giovanni Bosco, vorrei salutare i salesiani e le salesiane, che tanto bene fanno nella Chiesa. Ho seguito la Messa celebrata nel santuario di Maria Ausiliatrice [a Torino] dal Rettore maggiore Ángel Fernández Artime, ho pregato con lui per tutti. Pensiamo a questo grande Santo, padre e maestro della gioventù. Non si è chiuso in sagrestia, non si è chiuso nelle sue cose. È uscito sulla strada a cercare i giovani, con quella creatività che è stata la sua caratteristica. Tanti auguri a tutti i salesiani e le salesiane!

(Papa Francesco)

Lunedì 31 gennaio, invece, il Rettor Maggiore ha presieduto la S.Messa delle ore 9:30, animata dalla corale di Maria Ausiliatrice.

È bello trovarsi una mattina come oggi qui, per celebrare con tanta solennità San Giovanni Bosco: è espressione di come, per grazia di Dio, è entrata nel cuore l’ammirazione per un prete “piccolo” e umile come Don Bosco che è stato invece un “gigante” proprio per grazia di Dio […]. Don Bosco è frutto di una ispirazione dello Spirito Santo: è stato Dio che nel suo spirito ha scelto quel giovanetto delle colline dei Becchi per seminare nel suo cuore questa predilezione per i ragazzi più poveri […].

Carissimi, io penso che non ci sia nella storia della salvezza e nella storia della Chiesa neanche un caso dove sia stato facile per un uomo di Dio portare avanti il progetto e il sogno pensato per lui. Per Don Bosco è stato lo stesso. La vita per Don Bosco è stata innanzitutto una vita con un grande amore per Dio, per Gesù e per la Madonna.

(Don Ángel Fernández Artime – Rettor Maggiore)

Alle ore 11:00 la celebrazione ha visto invece la presenza di Mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Torino, la quale ha sottolineato, durante l’omelia, quanto sia importante ancora oggi accogliere l’esempio di Don Bosco e la sua azione educativa come “un forte appello a stimare i giovani capaci di grandi cose e a spronarli a non arrendersi mai di fronte alle difficoltà“:

Per questo dico ai giovani in questa festa di Don Bosco: «Abbiate il coraggio di raccontare con gioia ed entusiasmo ai vostri coetanei l’esperienza cristiana che state facendo, invitandoli a sperimentare l’amicizia in un gruppo alternativo ai tanti che frequentano; un gruppo dove non ci si accontenta di stare insieme per parlare, discutere o organizzare feste, gite e iniziative, ma dove si impara anche a pregare insieme, ad accostare la Bibbia, a celebrare l’Eucaristia, a servire con amore e solidarietà i piccoli, i poveri e sofferenti; un gruppo dove è possibile anche oggi fare esperienza di incontro con Gesù, nella sua comunità».

(Mons. Cesare Nosiglia – Vescovo)

Alle ore 18:30 si è poi tenuta la S.Messa presieduta da don Leonardo Mancini, Ispettore dei Salesiani del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania, con la partecipazione di tutti i giovani del Movimento Giovanile Salesiano.

La festa di don Bosco vissuta alla sua presenza ha senz’altro un fascino unico al mondo. Lo celebriamo perciò festosamente per il dono che è lui ancora oggi per noi e per tutti i giovani […]. Per tutti don Bosco è potenzialmente un dono. La festa di don Bosco ci interroga, suscita in noi il desiderio di imitarlo nella santità e ci interroga in modo particolare attraverso la Parola di Dio […].

È don Bosco, padre maestro dei giovani, la risposta più esauriente nella Chiesa alla domanda di Gesù ai suoi discepoli di “lasciare che i ragazzi possano avvicinarsi a lui”, perché ne hanno il diritto. E noi siamo qui a prendere il suo testimone […]. Nessuno può impedirci di consegnare Gesù ai giovani del mondo, ai giovani del Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania. E noi lo facciamo e lo faremo con gioia e con impegno rinnovato […].

Don Bosco aiutaci ad imitarti, a difendere il diritto dei giovani ad incontrare Gesù e ad accogliere le sfide che il Signore ci lancia in questa direzione, anche quando sembrano superare le nostre forze.

(Don Leonardo Mancini – Ispettore)

Incontro incaricati Animazione Missionaria della Regione Mediterranea: il “Primo annuncio” al centro della riflessione

Si è svolto ieri, 13 gennaio, l’incontro degli incaricati di Animazione Missionaria della Regione Mediterranea.

Dopo la preghiera iniziale, c’è stata la condivisione  delle notizie dai diversi territori e organizzazioni, con una “notizia missionaria”.

Il tema dell’incontro era il “Primo annuncio”, con il libro di don Alfred Maravilla, consigliere mondiale delle Missioni. Don Alfred, dopo una lettura insieme, ha commentato e risposto alle domande suscitate dalla condivisione.

Quello che è emerso dalla discussione, rispetto anche al “Primo annuncio” presente nelle linee programmatiche del Rettor Maggiore per il sessennio, è che il settore delle missioni ha il compito di promozione della riflessione e dell’iniziativa nel sensibilizzare.

Il “Primo Annuncio” è presentato con l’immagine di due giovani innamorati (cfr. pag.29) ed è definito come la testimonianza e l’attività che favoriscono un’esperienza travolgente ed esaltante di Gesù e suscitano un interesse per la sua Persona (cfr. pag.32). I destinatari sono: i non cristiani, le persone che si dicono cristiane ma la loro fede è debole (questo è uno dei maggiori focus per questa regione), coloro che cercano qualcuno o qualcosa che percepiscono, coloro che vivono una vita quotidiana senza senso (cfr. pag.34).

La nuova evangelizzazione si fonda proprio sul “Primo Annuncio” (cfr. pag. 41), tramite lo sforzo per aiutare le persone a fare una scelta personale per Gesù Cristo. È importante l’attenzione ai contesti urbani: i social media come luogo dove evangelizzare e parlare di Gesù (cfr. Giornata Missionaria Salesiana 2022), la mobilità umana come possibilità offertaci per testimoniare Gesù Cristo, il secolarismo soft/aggressivo (cfr. da pag. 43).

L’Europa è un contesto missionario, viviamo in un contesto multiculturale, multireligioso, globalizzato e digitale (cfr. pag. 46). Il Sistema Preventivo è un modo per promuovere l’annuncio iniziale in modo salesiano (cfr. pag. 74), non dobbiamo inventare cose nuove ma tradurre e attualizzare nel contesto in cui viviamo la nostra testimonianza. Anche i nostri benefattori hanno bisogno del “Primo Annuncio”.

L’incontro si è poi concluso con la preghiera finale e la pianificazione del prossimo incontro del 26 maggio.

 

Italia – GSFS 2022, il Rettor Maggiore: “Solo nella libertà possiamo avvicinarci a Dio”

A Valdocco è iniziata la 40ma edizione delle Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana. Ecco la cronaca del primo giorno, dall’agenzia ANS.

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(ANS – Torino) – Tatiana dal Centro America, Carlos dalla Spagna, Antoine dall’Asia centrale, Jonas dall’Estremo Oriente e Christopher dall’Africa… ed è subito descritta la mondialità della Famiglia Salesiana che celebra l’apertura della 40° edizione delle sue Giornate di Spiritualità, il 13 gennaio a Torino-Valdocco. In collegamento via web circa 10.000 persone seguiranno i quattro giorni di ascolto-preghiera-confronto che si svolgono nella Casa Madre, con la presenza di 150 rappresentanti dei 32 gruppi che compongono la più estesa famiglia religiosa cattolica.

Fu Don Egidio Viganò, VII Successore di Don Bosco, a istituire le “Giornate”, divenute appuntamento a cui si partecipa con entusiasmo. È un momento di formazione strettamente connesso alla “Strenna” del Rettor Maggiore, la carta di orientamento per il nuovo anno che fa convergere la pluralità di esperienze su un binario comune. Questo 2022 è dedicato a San Francesco di Sales, nel 400° anniversario del transito: una ricorrenza che – ben più che un tributo a colui che diede linfa preziosa al carisma di Don Bosco – è un vero ritorno alle fonti di una spiritualità feconda ancora oggi.

Don Ivo Coelho, Consigliere Generale per la Formazione, ad apertura dei lavori ha descritto il collegamento fra la “riscoperta” di Don Paolo Albera (di cui è ricorso il centenario della morte nel 2021) e quella di San Francesco di Sales. “Il secondo Successore di Don Bosco, Don Albera, un uomo di studio, si fece apprezzare per lo spessore e l’intensità della sua predicazione”; fu attento a lasciare traccia scritta del suo percorso spirituale nel diario che ancora oggi “testimonia il dialogo tra grazia e libertà, fondamento del carisma di Don Bosco”. Don Albera, per certi aspetti diverso dall’immagine popolare del salesiano scherzoso, è stato capace di conquistare i cuori con il suo modo di essere melanconico. “Possiamo essere discepoli rimanendo noi stessi” ha sottolineato don Coelho, “non dobbiamo perdere la nostra originalità nella sequela”.

Qui si trova il collegamento diretto con san Francesco di Sales, uomo di cultura e capace di avvicinarsi a tutti. “È la bontà che ci distingue – ha esordito il Rettor Maggiore nella sua riflessione sulla figura del santo che Don Bosco propose ai suoi ragazzi quale patrono dell’avventura alla quale davano inizio –. Solo nella libertà possiamo avvicinarci a Dio”.

Dopo la visione del video che sintetizza i temi della Strenna, Don Ángel Fernández Artime ha insistito sulla necessità di meditare su questa verità: “Dio attira le sue creature a se senza togliere la libertà che ha dato, perché l’amore fa questo. Il salesiano si propone di suscitare entusiasmo per Dio, ma lo fa sempre con la cura e nel pieno rispetto della persona che incontra”. Con questa premessa si può bene interpretare il motto di san Francesco di Sales, divenuto il titolo della Strenna 2022: “Fate tutto per amore, nulla per forza”.

La chiamata a darsi agli altri nel servizio educativo e di promozione umana si alimenta dell’esempio dei maggiori e della forza dello Spirito; presuppone un moto di generosità della persona che corrisponde a un volere positivo non a una imposizione. Il Rettor Maggiore ha simpaticamente, ma doverosamente, aggiunto una chiosa, un “guiño”, come ha detto: “Questa libertà non significa che ‘faccio quello che mi pare’, ma è la scoperta di una responsabilità gioiosa”.

Con la celebrazione eucaristica e con la sessione successiva è cresciuta la conoscenza fra i partecipanti, che permetterà di affrontare i prossimi intensi giorni di ascolto reciproco.

Disponibile il video ufficiale della Strenna 2022 del Rettor Maggiore

Fate tutto per amore, nulla per forza

Disponibile su ANSChannel il video ufficiale della Strenna del Rettor Maggiore per il 2022:

Di seguito l’articolo pubblicato dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS.

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Dopo la presentazione ufficiale in anteprima alle Figlie di Maria Ausiliatrice, avvenuta lo scorso 27 dicembre, e dopo l’intervista del giorno successivo in cui il Rettor Maggiore ha illustrato il messaggio della Strenna per il 2022, sul tema “Fate tutto per amore, nulla per forza”, esce finalmente in via ufficiale ed accessibile a tutti il video della Strenna.

Il video, della durata di circa 20 minuti, parte da Annecy, la terra di San Francesco di Sales, per presentare le origini del “santo dell’amorevolezza”. E immediatamente il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, coglie i primi tratti comuni tra Francesco di Sales e Giovanni Bosco: entrambi savoiardi, entrambi con un legame particolare verso le rispettive madri, prime educatrici alla fede, ma soprattutto entrambi appassionati di Dio e dell’umano.

Così, nonostante le differenze di censo – il primo nasce in un castello, il secondo in una malandata casa di campagna – lo spirito che maturerà da Francesco di Sales arriverà fino a Torino, a Giovanni Bosco, e poi a tutto il mondo.

Il video ricorda chiaramente come Don Bosco sempre si mostrò debitore verso il vescovo ginevrino; ne ammirava la pazienza e l’amabilità messe al servizio del prossimo; la sensibilità e l’acume, che adoperava nella missione di direttore spirituale; la carità verso il prossimo come misura e cifra della preghiera e del rapporto con Dio; e infatti da lui raccolse alcuni spunti fondamentali per la sua spiritualità.

Come ricorda Don Á.F. Artime, alcune tra le più note massime di San Francesco di Sales – “Tutti potete essere santi, ovunque siate”; “Dobbiamo fiorire lì dove Dio ci ha piantato”; “Studia di farti amare” – oggi sono patrimonio dell’intera Famiglia Salesiana, che attraverso Don Bosco si è abbeverata di questa spiritualità.

“Il motto della Strenna, Tutto per Amore, nulla per forza, è per noi Salesiani come un quarto voto salesiano” sintetizza il Rettor Maggiore.

Da oggi, sabato 8 gennaio, il video della Strenna 2022 è disponibile in italiano, inglese, spagnolo, francese e portoghese nei rispettivi canali linguistici di ANS.

Lancio mondiale della Strenna 2022: intervista al Rettor Maggiore

Martedì 28 dicembre si è tenuta la proiezione mondiale della Strenna 2022 e l’intervista con il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, durante la quale il Successore di Don Bosco ha affrontato numerosi temi legati proprio alla Strenna per il prossimo anno: “Fate tutto per amore, nulla per forza”.

L’intervista è stata condotta da don Silvio Roggia, del Dicastero per la Formazione, e trasmessa Live sulla pagina Facebook di ANS, grazie alla collaborazione con IME Comunicazione.

All’evento si sono uniti i confratelli provenienti da tutte le Regioni, che hanno dialogato con il Rettor Maggiore attraverso la piattaforma online Zoom.

La presentazione della Strenna è sempre un momento che coinvolge tutta la Famiglia Salesiana nell’accogliere il dono, da parte del Rettor Maggiore, Padre e Centro di unità, del tema ispiratore dell’anno pastorale, che invita a guardare nella stessa direzione sui passi di Don Bosco, verso le necessità dei giovani e della società odierna.

Il Rettor Maggiore ospite al programma “Soul” di TV 2000: domenica 5 dicembre

Sabato 5 dicembre, in prima serata su TV2000 (canale 28 del Digitale Terrestre, 157 della piattaforma Sky), don Ángel Fernández Artime si racconterà al programma “Soul” condotto dalla giornalista Monica Mondo.

Di seguito l’articolo pubblicato dall’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS.

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(Roma, 2 dicembre 2021) – Domenica prossima, 5 dicembre, in prima serata (ore 20:50), su TV2000 ci sarà il Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Ángel Fernández Artime, ospite della trasmissione “Soul”, il programma televisivo ideato e condotto dalla giornalista Monica Mondo. In mezz’ora di dialogo franco e aperto, il X Successore di Don Bosco parlerà della sua vita, del suo ministero, della Congregazione e della Chiesa.

Don Ángel Fernández Artime, X Successore di Don Bosco, al suo secondo mandato come Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana, si racconterà a 360° gradi: uno spagnolo delle Asturie, abituato a fare il pescatore col papà, fin da piccolo, che non immaginava di diventare pescatore di anime. E parlerà di una Congregazione che è ancora la seconda più diffusa al mondo, nonostante i segni di una crisi, soprattutto in occidente, che deve diventare slancio e opportunità.

E poi la sfida educativa, la considerazione dei giovani, la spinta missionaria, anche in Paesi difficili e pericolosi. Come anche il dolore per una fede vissuta come abitudine, senza coraggio, irrilevante, e per il dramma degli abusi sessuali – con qualche doverosa sottolineatura: non tutti i sacerdoti sono dei delinquenti, non solo nella Chiesa ci sono scandali. Nessuna giustificazione, ma anche fermezza nel distinguere e non usare la chiave degli abusi sessuali per attaccare Cristo e la Chiesa.

Tutto questo andrà in onda domenica prossima, 5 dicembre, alle ore 20:50 (UTC+1) su “TV2000” (canale 28 del Digitale Terrestre, 157 della piattaforma Sky), e in replica martedì 7 dicembre alle 21 su “Radio InBlu”.

Già dalla mattinata di lunedì 6 dicembre, inoltre, sarà possibile rivedere la puntata su Internet: sul canale YouTube di TV2000 e sulle presenze di ANS su Facebook e su Twitter, che ri-condivideranno la puntata in favore di tutti gli amici e simpatizzanti dell’opera salesiana e di Don Bosco.

“SOUL”, il titolo ambizioso di uno dei programmi di punta di TV2000, l’emittente televisiva della Conferenza Episcopale Italiana, nasce in verità da un’idea semplice: incontrare “fino in fondo all’anima” uomini e donne che interessano, che incuriosiscono per il loro spessore. In ogni puntata, Monica Mondo dialoga con personaggi di statura e spessore intellettuale, umano, spirituale, disposti a raccontarsi, tirando fuori l’anima. Il programma va in onda il sabato e la domenica alle 20:50 su “TV2000” e le puntate sono riproposte in replica, rispettivamente il lunedì e il martedì, alle 21 su “Radio InBlu”, la radio dei vescovi italiani.

Per ulteriori informazioni, consultare i contatti sulle reti sociali del programma Soul:

Facebook – @SOULTV2000
Twitter – @SOULTV2000
Instagram – @SOULTV2000