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Aula didattica tecnologica per minori a rischio a Bari: ecco il progetto

Dal sito del Corriere del Mezzogiorno.

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Un’aula didattica è stata resa tecnologica per realizzare all’interno dell’istituto salesiano «Redentore», nel quartiere Libertà di Bari, un corso gratuito di operatore elettrico a cui parteciperanno 20 minori a rischio abbandono scolastico. È l’iniziativa realizzata da Cnos Fap Puglia, l’associazione attiva nel rione barese, con il sostegno di Unicredit. La banca ha supportato il progetto «Rinascita ragazzi», attraverso un contributo finalizzato a rendere tecnologica un’aula didattica all’interno dell’Istituto. Il progetto prevede anche il coinvolgimento di 14 aziende che ospiteranno i ragazzi per i successivi tirocini formativi. Parallelamente al corso gratuito, è intenzione dell’associazione mettere l’aula riammodernata tecnologicamente a disposizione dei ragazzi e ragazze del quartiere per altre attività. «Dare sempre il meglio ai nostri ragazzi – commenta don Francesco Preite, direttore generale Cnos-Fap Puglia – è una priorità per la nostra comunità che soffre di una evasione e dispersione scolastica molto alta. La formazione professionale rappresenta per molti di questi ragazzi l’ultimo baluardo di futuro prima del baratro. Ringrazio UniCredit, perché ha mostrato attenzione e cura per le giovani generazioni che sono il presente ed il futuro della società». «Poter dare un segnale concreto della nostra vicinanza al territorio – afferma Annalisa Areni, Regional manager Sud di UniCredit – ci riempie di orgoglio, soprattutto quando riusciamo ad affiancarci alle associazioni che giorno per giorno sono dalla parte della comunità. La dispersione scolastica, infatti, è una piaga presente in diversi quartieri difficili».

“Io, prete antimafia in prima linea, lascio Bari e i bambini del Libertà: voi continuate la lotta ai clan che tarpano le ali”

Da La Repubblica, edizione di Bari, intervista di Isabella Maselli a don Francesco Preite che lascerà il Redentore di Bari per andare a Roma come presidente di Salesiani per il Sociale APS.

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«Io credo che sia maturata l’attenzione alla legalità e alla giustizia. Prima si tollerava e si era indifferenti ai fenomeni criminali, adesso li si riconosce. Ma a vanno incoraggiati i percorsi virtuosi legati all’antimafia sociale. Il cancro di un quartiere popolare come il nostro è la presenza della mafia che tarpa le ali allo sviluppo”. Don Francesco Preite ha diretto per 11 anni l’oratorio dell’istituto salesiano del Redentore, nel cuore del Libertà. È arrivato il 31 agosto 2010, alla prima esperienza dopo essere stato ordinato sacerdote, e cinque anni dopo ha assunto la direzione dell’intera casa salesiana, che comprende oratorio, parrocchia, centro di formazione professionale, centro diurno e comunità educativa per minori, convitto, laboratorio culturale e biblioteca. Lascerà l’11 settembre per trasferirsi a Roma, dove ricoprirà il ruolo di presidente dei Salesiani per il Sociale coordinando le realtà nazionali del disagio giovanile.

Cosa porterà con sé dopo questi 11 anni a Bari?
«Sono molto grato alla gente del Libertà perché mi ha reso più forte, più attento al disagio giovanile e mi ha dato gli strumenti per poter intervenire. L’oratorio è stato la culla dei sogni, il laboratorio più bello per progettare e sognare un quartiere più attento ai più piccoli e alle famiglie nella prospettiva educativa».

Che quartiere è il Libertà dall’osservatorio del Redentore?
«Tre indici lo caratterizzano: è il più multietnico e multiculturale, il più giovane e, purtroppo, anche quello con la percentuale più alta di minori sottoposti a procedimenti penali in tutta la Puglia. In dieci anni questi primati hanno caratterizzato l’attenzione e anche l’azione educativa del Redentore, che ha vissuto un passaggio importante da un modello chiuso a un modello più aperto al territorio. Il segno plastico di questo cambiamento è aver tolto la cancellata di fronte alla chiesa: adesso l’opera è inserita nella piazza, osservatorio privilegiato per capire i cambiamenti del quartiere».

Cosa è cambiato?
«Rispetto ad alcuni anni fa c’è un senso di accoglienza nuovo, la gente del quartiere vede con meno diffidenza e aggressività gli immigrati. Su questo credo abbiamo influito la pandemia, che ci ha resi tutti più poveri costringendoci a guardarci intorno per dare una mano anche all’altro. Non mancano episodi di razzismo e di violenza, ma c’è un germe nuovo che sta crescendo».

E la presenza mafiosa?
«Il tema della criminalità organizzata ha accompagnato questo decennio, il Libertà è un territorio molto bello ma segnato dalla mafia. La svolta è stata nel 2014 l’omicidio di Florian Mesuti, un segno forte per la comunità, perché non si poteva rimanere più indifferenti di fronte a un omicidio mafioso. Quella storia ha fatto prendere coscienza sulla gravità della penetrazione mafiosa nel territorio ed è stato un campanello di allarme : ci ha detto che la mafia si nutre del degrado, della mancanza di istruzione e di lavoro».

Cosa è successo dopo?
«Su questi temi si sono sviluppati i nostri progetti più importanti, che però vanno rafforzati: qui, per esempio, c’è una dispersione scolastica molto alta e in quartieri come questi forse va pensata una scuola diffusa. Così come serve più attenzione al mondo del lavoro. Ma il Redentore da solo non può fare molto: serve rafforzare la rete di associazioni, istituzioni e realtà cooperative. Educazione per noi è essenzialmente prevenzione».

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Bari, un laboratorio di pasticceria per i ragazzi a rischio per festeggiare Don Bosco

Sul sito del quotidiano La Repubblica di Bari, si racconta dell’iniziativa che coinvolge la casa Salesiana Redentore di Bari in collaborazione con la Divella per un laboratorio di pasticceria.

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Un laboratorio di pasticceria per 40 minorenni del quartiere Libertà di Bari che frequentano l’oratorio del Redentore di Bari. E’ l’iniziativa della società Divella “Regala un sorriso”, in occasione dei festeggiamenti dell’oratorio dedicati a san Giovanni Bosco. Il 29 gennaio, a partire dalle 17 sotto il porticato dell’oratorio, il corporate chef Divella Donato Carra organizzerà un laboratorio “per coinvolgere i giovani, la maggior parte minori che vivono problematiche di socializzazione e spesso esposti al rischio di emarginazione e devianza”, è detto in una nota della Divella.

Il progetto nasce in collaborazione con l’oratorio del Redentore che offre percorsi di studio, laboratorio e preghiera in un contesto di prevenzione educativa rivolto ai minorenni, soprattutto quelli più fragili. “E’ questa la strada che dobbiamo seguire per educare i nostri giovani e aiutarli a crescere nel rispetto delle regole e dell’educazione – commenta don Francesco Preite, direttore dell’Istituto Salesiano Redentore – . Una missione a volte difficile da compiere ma che porta risultati straordinari”.

“Da circa un anno – spiega Domenico Divella – abbiamo deciso di supportare iniziative sociali di questo genere perché riteniamo siano fondamentali in un delicato momento sociale come quello che stiamo vivendo. Far fronte comune è l’unica strada percorribile per superare insieme le difficoltà che stiamo vivendo”.

La Repubblica