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Madagascar: Procura missionaria salesiana di New Rochelle (Usa), sostegno alimentare ai giovani bisognosi

Dall’agenzia SIR.

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I giovani che frequentano l’istituto salesiano “Notre  Dame de Clairvaux” a Ivato, in Madagascar, hanno ricevuto un sostegno alimentare per due mesi grazie ai fondi ricevuti da “Salesian  Missions”, la Procura missionaria salesiana di New Rochelle, negli Stati Uniti. Oltre alla scuola e alla formazione professionale, ai giovani vengono offerti gratuitamente i pasti del mattino e di mezzogiorno: più di 1.000 pasti vengono forniti ogni giorno scolastico e altri pasti vengono forniti durante il fine settimana. Secondo quanto riferisce l’agenzia salesiana Ans, “il centro fornisce  sostegno a bambini e giovani che vivono in estrema povertà, molti dei quali sono orfani totali o almeno di uno dei due genitori”. Attualmente, ci sono 170 studenti della scuola primaria e 265 studenti nel Centro di formazione professionale. “Stiamo cercando di sviluppare delle risaie tutte nostre e un piccolo allevamento di pollame, maiali e mucche da latte, per dare un ulteriore supporto nutrizionale ai nostri ragazzi – spiega don Erminio De Santis, direttore dell’istituto -. Poi, stiamo anche ottimizzando i nostri laboratori per aumentare le attività generatrici di reddito, e cerchiamo sempre nuove attività compatibili con la formazione che offriamo ai giovani”. Il Madagascar è uno dei Paesi più poveri al mondo. Secondo i dati Unicef, il 70% dei quasi 19 milioni di
abitanti vive in povertà, con circa 5,7 milioni di giovani tra i 10 e i 24 anni, numero che si prevede possa anche raddoppiare entro il 2025. Infatti, per quasi l’80% dei malgasci, quelli che vivono nelle zone rurali e praticano un’agricoltura di sussistenza, le condizioni di vita sono diminuite costantemente negli ultimi anni. (D.R.)

 

I trent’anni di “Missioni Don Bosco”, un “fratello maggiore” per migliaia di bambini e giovani bisognosi

Dall’agenzia salesiana ANS, l’articolo per i trent’anni di Missioni Don Bosco.

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(ANS – Torino) – Era il gennaio del 1991 quando venne deciso di fondare una “Procura Missionaria” anche in Italia, a Torino, lì dove c’è la Casa Madre della Congregazione Salesiana. Quella Procura Missionaria, oggi nota nel mondo con il nome di “Missioni Don Bosco”, pertanto ha appena compiuto 30 anni: tre decadi spese a sostenere le opere salesiane sparse nel mondo, finanziandole e aiutandole a crescere, e valorizzando e facendo conoscere le opere di bene che vengono portate avanti in favore delle persone più svantaggiate.

“Questi 30 anni per noi sono stati ricchi di soddisfazioni, e anche di qualche difficoltà che abbiamo superato insieme. Ora dobbiamo continuare a coltivare l’entusiasmo degli inizi, forti dell’esperienza maturata sul campo”, ha spiegato il sig. Giampietro Pettenon, Presidente di “Missioni Don Bosco”.

In tutti questi anni sono state molte le missioni salesiane beneficiate, sempre tenendo a mente che il fine ultimo degli sforzi deve essere orientato alla cura della persona, affinché ogni bambino, ogni ragazza, ogni giovane possa crescere in un ambiente sano e con le stesse opportunità di chi ha avuto la fortuna di nascere in un Paese ricco.

Mettere al centro la persona, fatta ad immagine e somiglianza di Dio, significa anche valorizzare la comunità di cui fa parte: sono moltissime le missioni che si prendono cura delle popolazioni indigene, dei gruppi emarginati, di chi vive in quartieri poveri e popolosi: a loro, in questi 30 anni, sono stati rivolti gli sforzi e l’impegno di “Missioni Don Bosco”.

Anche in questo periodo, così complicato per via della pandemia di Covid-19, “Missioni Don Bosco” continua a finanziare i progetti dei missionari salesiani: questo significa che dietro di essa ci sono tante persone continuano a credere in Don Bosco, nel suo sistema educativo, nell’aiuto reale e concreto ai più poveri, e nel valore di ciò che i salesiani provano ogni giorno a costruire. La Provvidenza, che tanto invocava e a cui si affidava con piena fiducia Don Bosco, continua ad operare attraverso tanti benefattori.

Per questo la Procura Missionaria salesiana di Torino guarda ora al futuro con un solo obiettivo, che il sig. Pettenon ci illustra a partire da un aneddoto: “Mi ha colpito molto una foto di due bambini boliviani, la sorella che porta sulla schiena, avvolto in un panno, il fratellino più piccolo. La frase che accompagna la foto recita: – ‘È pesante?’ – ‘No, è mio fratello’. Noi oggi vogliamo festeggiare il nostro trentennale augurandoci di poter essere sempre per qualcuno il ‘fratello maggiore’ che orgogliosamente porta sulle spalle il più piccolo, non pensando minimamente che sia un peso, bensì una ricchezza da custodire e da aiutare a crescere”.

Per ulteriori informazioni, visitare il sito: www.missionidonbosco.org