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5 agosto 1872 – 2022: 150° dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice

Il 5 agosto 2022 si sono celebrati i 150 anni dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Il 5 agosto 1872 infatti, a Mornese in Piemonte, 11 giovani donne, guidate da Maria Domenica Mazzarello pronunciarono il loro “sì”, alla presenza di Don Bosco, per dare vita a una congregazione religiosa che si sarebbe ispirata all’esempio di Maria Ausiliatrice e si sarebbe dedicata all’educazione e all’evangelizzazione delle e dei giovani. Di seguito la notizia riportata dal sito InfoANS.

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La data del 5 agosto è una data di grazia e un evento di forte comunione per tutte le Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) del mondo, e lo è in particolare quest’anno. Questo perché il 5 agosto 1872 – cioè esattamente 150 anni fa, domani – in quel di Mornese, in Piemonte, un gruppo di 11 giovani donne, guidate da Maria Domenica Mazzarello pronunciarono il loro “sì”, alla presenza di Don Bosco, per dare vita a una congregazione religiosa che si sarebbe ispirata all’esempio di Maria Ausiliatrice e si sarebbe dedicata all’educazione e all’evangelizzazione delle e dei giovani, soprattutto di quelle e quelli provenienti da famiglie povere.

Il nome del nuovo Istituto è oggi un simbolo di un’identità: Figlie di Maria Ausiliatrice, monumento vivo di gratitudine alla Madonna di Don Bosco.

“Per un dono dello Spirito Santo e con l’intervento diretto di Maria, San Giovanni Bosco ha fondato il nostro Istituto come risposta di salvezza alle attese profonde delle giovani. Gli ha trasmesso un patrimonio spirituale ispirato alla carità di Cristo Buon Pastore, e gli ha impresso un forte impulso missionario”

affermano le Costituzioni delle Figlie di Maria Ausiliatrice (N° 1).

Sono passati 150 anni e l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice celebra una prolungata e ricchissima storia di amore e attenzione ai giovani. Le celebrazioni, organizzate negli ultimi tre anni, hanno dovuto far fronte al difficile contesto della pandemia di Covid-19, ma tutto questo ha costituito un momento ancora più opportuno per ripercorrere la storia dell’Istituto e per ricercare nelle proprie origini e nel proprio carisma l’ispirazione per affrontare le sfide del presente.

Come ha detto la Madre Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Madre Chiara Cazzuola:

“In questa situazione che ancora sorprende e persiste, siamo chiamate ad accettare le sfide del mondo contemporaneo per progettare il futuro con audacia e, in questo contesto, a vivere il 150° anniversario come un’opportunità di rinnovamento e di rilancio vocazionale e missionario”.

Dal piccolo villaggio di Mornese al mondo intero, nei suoi primi 150 anni di vita l’Istituto FMA ha trasportato la passione educativa di Don Bosco e Madre Mazzarello ai quattro angoli del mondo ed è oggi una tra le maggiori congregazioni religiose femminili della Chiesa.

Domani a festeggiare la ricorrenza del 150° ci saranno 11.225 FMA professe e 310 novizie, sparse in 97 Paesi dei cinque continenti, e organizzate in 69 Ispettorie e 5 Visitatorie. Esse animano la loro missione attraverso 122 centri di promozione femminile, 274 opere sociali (per migranti, rifugiati e minoranze etniche), 440 convitti e ostelli, 475 Centri di Formazione Tecnica e Professionale, 142 opere sociali per bambini e giovani in difficoltà, 2.793 oratori e centri giovanili e 3.175 scuole di vari ordini e gradi.

Per ciascuna di queste comunità o centro delle FMA vale quanto recita il motto prescelto per il 150°:

“Maria cammina in questa casa”.

Per ulteriori informazioni sull’anniversario e sulle proposte per celebrarlo, CLICCA QUI.

Campobosco 2022 – Il Rettor Maggiore ai giovani: “Siate discepoli missionari del Signore, con la genialità del carisma salesiano”

Si è concluso l’8 agosto con il ritorno a Barcellona dei circa 800 partecipanti, l’edizione 2022 del Campobosco, un pellegrinaggio sui Luoghi Salesiani e un viaggio di scoperta interiore per i giovani animatori del Movimento Giovanile Salesiano di Spagna e Portogallo.

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Si è chiuso l’8 agosto, con il ritorno a Barcellona dei circa 800 giovani partecipanti, l’edizione 2022 del Campobosco, un pellegrinaggio sui Luoghi Salesiani e un viaggio di discernimento e scoperta interiore per i giovani animatori del Movimento Giovanile Salesiano di Spagna e Portogallo. Nelle ultime giornate i partecipanti hanno vissuto alcuni tra i momenti più significativi del loro viaggio, con le tappe a Mornese, Torino e Valdocco, e le parole di animazione della Madre Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Madre Chiara Cazzuola, e del X Successore di Don Bosco, il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime.

Il 3 agosto 2022 i ragazzi e le ragazze del MGS hanno riempito di allegria e di colore le strade e i luoghi carismatici del piccolo paese di Mornese. Giunti con 14 pullman, i giovani, divisi in due grandi gruppi, hanno visitato a rotazione la Valponasca, la parrocchia, le case del paese e il Collegio e hanno celebrato l’Eucarestia ai Mazzarelli, nel santuario.

In serata, l’appuntamento comune per tutti, tanto atteso soprattutto dai giovani provenienti dalle realtà delle FMA, per la “Buona notte salesiana” di Madre Chiara Cazzuola.

“Sono molto contenta di potervi incontrare. Vi ho seguiti in questi giorni attraverso i video, le interviste, l’ascolto dell’inno e tutto quello che avete vissuto in queste prime giornate. È speciale incontrarvi in questo cortile desiderato da Don Bosco, in cui riecheggia la consegna data da Madre Mazzarello, che si rinnova per noi vedendovi qui stasera: ‘A te le affido’; e possiamo completare, con un’aggiunta, pensando a tutti voi: A te li affido”.

Con le parole di Papa Francesco nel suo recente viaggio in Canada, Madre Cazzuola li ha poi incoraggiati ad andare avanti, senza perdere la speranza, puntando sempre “verso l’alto” e facendo squadra, per “essere luce”:

“Anche voi, chiamati alle altezze del cielo e a splendere in terra, siete fatti per brillare insieme”.

Quindi, ha terminato assicurando loro la preghiera a Maria Ausiliatrice da parte sua e di tutte le FMA.

Dopo aver trascorso la giornata di giovedì quattro agosto ancora tra riflessioni, meditazioni, spiritualità e condivisione, i giovani del MGS della penisola iberica hanno vissuto nella giornata del 5 agosto il tanto atteso incontro con “Don Bosco”, nella Basilica di Maria Ausiliatrice, e poi hanno avuto modo di ascoltare la viva voce del “Don Bosco di oggi”, Don Á.F. Artime.

Come consueto per tutta l’esperienza, i giovani sono stati divisi in due gruppi: quelli del primo gruppo hanno avuto l’opportunità di perlustrare l’intero complesso della Casa Madre salesiana: il Museo Casa Don Bosco, autentico scrigno di ricchezze di salesiane; la basilica, con le numerose cappelle e le figure di santità salesiana; e il cortile, luogo di mille aneddoti legati alla figura del Santo dei Giovani e dei personaggi che popolarono il primo Oratorio.

Quelli del secondo gruppo, accompagnati da don Alejandro Guevara, Animatore Spirituale Mondiale dell’Associazione di Maria Ausiliatrice, hanno conosciuto alcuni luoghi fondamentali dell’esperienza torinese di Don Bosco esterni alla cittadella salesiana, come il “Rondò della Forca” e la statua dedicata a don Cafasso, confessore dei condannati a morte; il Santuario della Consolata, dove Don Bosco andava a pregare; la Chiesa di San Francesco, con la sua sacrestia dove Don Bosco incontrò il primo ragazzo dell’oratorio, Bartolomeo Garelli.

Alle cinque del pomeriggio, di nuovo tutti insieme, ragazzi e ragazze hanno avuto un incontro di dialogo con il Rettor Maggiore, nella Basilica di Maria Ausiliatrice. Il X Successore di Don Bosco ha risposto con tono amichevole e rilassato alle domande di alcuni giovani su temi riguardanti Don Bosco oggi, il carisma salesiano nel mondo, la risposta salesiana ai giovani più poveri (in merito alla quale ha parlato della necessità di avere delle “case salesiane con porte aperte e presenze affettive ed efficaci”); sulla sinodalità (per cui ha parlato di una Chiesa in cui tutti hanno un posto); e anche su temi dibattuti, come il ruolo delle donne nella Chiesa e il celibato nel sacerdozio; o, ancora, sull’essere cristiano nel mondo di oggi, sui momenti belli e quelli spiacevoli dei suoi otto anni e mezzo come Rettor Maggiore e sulle sfide che i giovani di oggi devono affrontare.

Alle 18:30 ha avuto poi inizio la Messa – trasmessa anche sulle reti sociali –  presieduta dal Rettor Maggiore e concelebrata da numerosi altri salesiani, tra cui don Miguel Angel García Morcuende, Consigliere per la Pastorale Giovanile, e don Juan Carlos Pérez Godoy, Consigliere per la Regione Mediterranea. Di fronte all’intera basilica piena di giovani, Don Á.F. Artime ha presentato il luogo in cui si trovavano, spiegando che dalla Basilica di Maria Ausiliatrice i missionari salesiani partirono dal 1875 per tutti gli angoli del mondo, e ha illustrato anche la pala d’altare del Lorenzone raffigurante Maria Ausiliatrice. Poi ha ripreso i tre verbi che guidano il Campobosco 2022 – “osa”, “fidati” e “vivi” – e ha affermato:

“Osate affrontare le sfide della vita e mettetele nelle mani di Dio, perché vi darà una grande pace; abbiate fiducia nel fatto che Dio ci sostiene e vivete in pienezza, essendo felici del vostro progetto di vita”.

“Siate discepoli missionari del Signore, con la genialità del carisma salesiano”

è stata, infine la sua consegna.

La giornata di sabato 6 agosto ha poi visto i due gruppi di giovani invertire gli itinerari di visita alla Torino salesiana e a Valdocco rispetto a quelli del giorno precedente. Nel pomeriggio, invece, tutti radunati nella Cattedrale di Torino, che ospita la reliquia della Sindone, i giovani del Campobosco hanno partecipato all’Eucaristia presieduta da don José Miguel Núñez Moreno, Direttore del Centro Salesiano di Pastorale Giovanile della Spagna; il quale, da parte sua, ha esortato i giovani con queste parole:

“Il Campobosco ha messo il fuoco dentro di noi; vogliamo che si incarni in giovani audaci e capaci di cambiare il mondo, come Don Bosco chiese e realizzò a suo tempo”.

E poi, con riferimento alla Sindone, ha concluso:

Vogliamo chiedere a Dio che anche noi possiamo portare la sua impronta in mezzo agli altri, come la Sindone ha fatto con Gesù”.

Con la conclusione della Messa d’Invio, i circa 800 giovani che hanno partecipato al Campobosco 2022 sono stati rimandati alle loro presenze salesiane di origine come testimoni di ciò che hanno vissuto in questi intensi giorni a Barcellona, Castelnuovo Don Bosco, Mornese e Torino, portando con loro una rinnovata fede in Cristo Gesù e un nuovo entusiasmo per mettersi a disposizione dei loro coetanei.

Il Rettor Maggiore e il Consiglio Generale SDB accolgono la Madre Generale e le sue Consigliere

Nel pomeriggio di giovedì 23 giugno, presso i Salesiani di Torino-Valdocco, si è rinnovato il tradizionale incontro tra i Consigli Generali dei Salesiani di Don Bosco (SDB) e delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA). Il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, affiancato dagli altri membri del suo Consiglio, ha accolto e ospitato con calore Madre Chiara Cazzuola, Madre Generale delle FMA, e le sue Consigliere.

 

Di seguito si riporta l’articolo completo pubblicato su ANS:

Nel pomeriggio di ieri, giovedì 23 giugno, presso la Casa Madre dei Salesiani a Torino-Valdocco, si è rinnovato il tradizionale incontro di dialogo, confronto e fraternità salesiana tra i Consigli Generali dei Salesiani di Don Bosco (SDB) e delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA). Il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, affiancato dagli altri membri del suo Consiglio, ha accolto e ospitato con calore Madre Chiara Cazzuola, Madre Generale delle FMA, e le sue Consigliere.

L’incontro fraterno, coordinato dal Vicario del Rettor Maggiore, don Stefano Martoglio, ha preso il via con un momento di accoglienza e la foto di gruppo.

Successivamente, Madre Chiara Cazzuola e le sorelle del Consiglio Generale delle FMA hanno illustrato al Rettor Maggiore e al suo Consiglio le linee guida elaborate dal loro Capitolo Generale 24°, svoltosi tra settembre e ottobre dello scorso anno sul tema: “«Fate tutto quello che Egli vi dirà» (Gv 2,5). Comunità generative di vita nel cuore della contemporaneità”.

Quindi, l’intero gruppo dei due Consigli Generali SDB ed FMA ha compiuto una visita comune al Museo Casa Don Bosco. Prima di entrare all’interno della struttura, Don Á.F. Artime ha raccontato brevemente la storia, il valore e il significato che riveste per l’intera Famiglia Salesiana e per tutti i devoti di Don Bosco questo nuovo complesso che cura e valorizza il patrimonio storico, culturale, carismatico e spirituale salesiano. Quindi, guidati da don Enrico Lupano, uno dei salesiani di Valdocco impegnato nell’accoglienza dei pellegrini, Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice hanno visitato con attenzione le varie sale.

A questo momento ha fatto poi seguito il tempo della preghiera condivisa, all’interno della Basilica di Maria Ausiliatrice, con la recita dei Primi Vespri, condotti dalle FMA. Al termine della preghiera il Rettor Maggiore ha offerto il pensiero della “Buonanotte” salesiana, durante la quale ha parlato della centralità di Cristo nella vita dei consacrati, dell’importanza della fedeltà al carisma di Don Bosco e alla testimonianza di Madre Mazzarello, e della gioiosa ricorrenza, quest’anno, del 150° anniversario di fondazione dell’Istituto FMA, un tempo per guardare con gratitudine a quanto realizzato finora e per lanciarsi con entusiasmo verso le sfide del futuro.

La giornata di incontro si è poi completata con un momento di agape comune, nel corso del quale il Rettor Maggiore e la Madre Generale FMA hanno avuto parole di ringraziamento reciproco, l’incontro è, infine, terminato con lo scambio di alcuni doni simbolici tra i presenti.

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“Le persone fanno possibili i sogni”: il Rettor Maggiore ha inaugurato la nuova sede del Centro nazionale salesiano

“Con quello che facciamo insieme, portiamo avanti una realtà e un sogno bellissimi”: don Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore, ha inaugurato la nuova sede del Centro Nazionale delle Opere Salesiane a Roma il 28 maggio a Roma, alla presenza della Madre Generale, suor Chiara Cazzuola, degli ispettori, i presidenti delle Associazioni e i coordinatori degli uffici nazionali. Erano presenti alcuni membri del Consiglio Generale (il Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile salesiana, don Miguel Ángel García Morcuende, e il Consigliere Generale per la Comunicazione Sociale, don Gildasio Mendes), il Coordinatore della Formazione dei Salesiani e dei Laici in Europa, don Fabio Attard; il Rettore Magnifico dell’Università Pontificia Salesiana (UPS), don Andrea Bozzolo, e il Superiore della Visitatoria “Maria Sede della Sapienza” dell’UPS, don Maria Arokiam Kanaga. Con Madre Chiara Cazzuola alcune FMA, tra le quali la Superiora dell’Ispettoria Romana delle FMA, suor Gabriella Garofoli.

La visita del Rettor Maggiore è iniziata con la storia del Centro Nazionale introdotta da don Roberto Dal Molin, presidente del Centro Nazionale. Dopodiché, don Ángel Fernández Artime ha iniziato il giro dal piano terra dove, guidato da don Francesco Preite presidente di Salesiani per il Sociale, ha potuto visitare e conoscere le persone che lavorano per l’associazione che si occupa del disagio ed emarginazione giovanili in Italia. Al primo piano, poi, ha visitato gli uffici della redazione di Note di Pastorale Giovanile, quelli di rappresentanza del CNOS-Fap e del Cnos Scuola, di TGS e CGS, gli uffici del CNOS e del Don Bosco Formation.

Al termine della visita, ha salutato i presenti con un brave discorso. “Il sentimento che ho avuto nel cuore è molto bello – ha detto parlando ai presenti -: quanta vita, quante belle storie, quanti sogni, quanta progettazione. Crediamo che con quello che facciamo insieme, portiamo avanti una realtà e un sogno bellissimi. La mia parola oggi è un grazie, grazie a tutti noi, per tutta la missione che condividiamo anche con le sorelle delle FMA, con la presenza della Madre. La cosa più preziosa che abbiamo sono le persone – ha proseguito – : una casa salesiana senza vita non serve a niente”. Ripercorrendo la storia del Centro Nazionale, il Rettor Maggiore ha sottolineato che i cambiamenti appartengono alla storia salesiana: “Mi hanno raccontato che a Valdocco solo per pochi anni Don Bosco non ha avuto cantieri aperti. Io credo tantissimo nel grande valore delle decisioni che prendiamo, a volte con dolore, a volte con difficoltà. Credo che Dio guida la storia e la accompagna con la nostra libertà e nella sua provvidenza siamo portati nelle sue mani”.

“Io credo che questa realtà ci parla di un impegno molto profondo e serio – ha aggiunto il Rettor Maggiore – . Sono convinto che il Centro Nazionale con i salesiani in Italia e con tutti noi debba camminare per essere più significativi possibile, in comunione con il dicastero di Pastorale Giovanile, con le ispettorie. Dobbiamo fare in modo che con tutti quelli che lavorano qui, con i salesiani significativi che ci sono, il Centro nazionale abbia una parola qualificata da dire nella società e Chiesa italiane nell’orientare tante decisione pedagogiche, sociali e di formazione spirituali. Questo è un impegno che abbiamo, ispettori e anche io perché le persone fanno possibili i sogni”, ha concluso.