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Riunione Regione Mediterranea e Conferenza Iberica, il resoconto

Dal 28 al 29 settembre si è svolta la riunione della Regione Mediterranea e della Conferenza Iberica, realizzata fisicamente in Sicilia e via Zoom, alla quale ha partecipato anche il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime. Dal pomeriggio del 29 e fino al 30, si è svolta la presidenza CISI presieduta dal consigliere per la Regione Mediterranea, don Juan Carlos Godoy.

“Il pomeriggio di martedì 29 e mercoledì 30 si è tenuta la Presidenza CISI presieduta dal consigliere per la Regione Mediterranea e Presidente CISI, don Juan Carlos Godoy, dagli Ispettori delle 6 ispettorie italiane, dal nuovo Coordinatore del Settore Formazione don Erino Leoni, dal nuovo Coordinatore del Settore Economia don Mauro Balma, dal Segretario Generale CISI don Roberto Dal Molin. Tutti presenti eccetto l’Ispettore ICC don Stefano Aspettati e don Mauro Balma collegati da remoto – è questo il resoconto del segretario generale della CISI, don Roberto Dal Molin -. Diversi gli argomenti trattati tra i quali: la programmazione del Settore Formazione in Italia, questioni dal Settore Economia, la Riforma del Terzo Settore e le implicazioni per la Formazione Professionale e la rete associativa salesiana, Comunicazione Sociale: identikit dell’ufficio CS e immagine coordinata dei Salesiani in Italia, la pastorale parrocchiale e il rapporto con gli ordinari diocesani.”

Di seguito, l’articolo di resoconto della riunione  della Regione Mediterranea e della Conferenza Iberica pubblicato da ANS.

Lunedì 28 settembre il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, ha partecipato attraverso la piattaforma “Zoom” all’incontro della Regione Mediterranea e della Conferenza Iberica, realizzato fisicamente in Sicilia, dal 28 al 29 settembre. All’incontro hanno partecipato in videoconferenza anche altri rappresentanti salesiani della Spagna, del Portogallo e del Medio Oriente.

Il dialogo con il Rettor Maggiore è servito fondamentalmente per condividere le linee guida della Congregazione per il sessennio 2020-2026, necessarie per orientare il lavoro di tutte le Ispettorie. Nell’occasione il X Successore di Don Bosco ha anche presentato il documento finale del Capitolo Generale 28, in corso di pubblicazione.

Successivamente don Fabio Attard, che dopo due sessenni come Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile è stato nominato nello scorso maggio Responsabile per la Formazione Permanente dei salesiani e dei laici in Europa, ha presentato un documento inerente le sue nuove mansioni.

Da parte sua don Tarcízio Morais, Responsabile mondiale delle Scuole e dei Centri di Formazione Professionale della Congregazione, si è occupato invece del progetto di strutturazione della Formazione Professionale nel contesto europeo.

Nella seconda giornata di lavori si è svolto il raduno della Conferenza iberica, questa volta attraverso la piattaforma “Google Meet”. L’appuntamento è servito a realizzare un confronto su alcuni temi relativi alla formazione salesiana.

Il corso di formazione permanente a El Campello è stato programmato dal 13 aprile al 13 maggio 2021, e sono stati presentati il progetto di formazione iberica e il regolamento di una commissione di formazione iberica. Altri dibattiti hanno riguardato altri temi, come la presenza salesiana nei mezzi di comunicazione sociale, con particolare riferimento all’intenzione di diffondere la visione salesiana sui temi legati alla gioventù, all’educazione e alla famiglia.

Alcune proposte di collaborazione a livello di pastorale giovanile hanno occupato la parte finale di questo incontro, che ha cadenza semestrale. 

Don Attard e il progetto per la Formazione Permanente salesiani e laici in Europa: “Non calato dall’alto, ma realizzato nella sinodalità”

Pubblichiamo l’intervista a don Fabio Attard dell’agenzia salesiana ANS sul suo nuovo incarico.

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(ANS – Roma) – “È una frontiera che ha bisogno di molta riflessione, molta preghiera e anche dell’impegno a studiare bene le opportunità già esistenti, per offrire delle proposte che rispondano alle esigenze di chi chiede di essere accompagnato e formato”. Così don Fabio Attard, per 12 anni Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile della Congregazione, inquadra il nuovo incarico a lui affidato – e prima non esistente: quello di Responsabile per la Formazione Permanente dei salesiani e dei laici in Europa.

Don Fabio, come nasce questo nuovo incarico che le è stato assegnato?

Bisogna risalire al cammino fatto dalla Congregazione negli ultimi 20-25 anni. Già il Capitolo Generale 24°, nel 1996, con il tema “Salesiani e Laici”, studiava le sfide e le opportunità della Congregazione in questa stagione della Chiesa. Già all’epoca si riconobbe che in parecchie Ispettorie erano attivi dei cammini comuni tra salesiani e laici: nella condivisione della missione, ma anche dei percorsi di formazione. Poi nel 2004, durante il primo degli incontri biennali degli Ispettori d’Europa, l’allora Rettor Maggiore, Don Pascual Chávez, invitò a ripensare la missione salesiana in maniera sempre più condivisa con i laici. E nei successivi appuntamenti biennali, e poi specialmente nell’ultimo biennio, 2018-2020, il tema è stato approfondito sempre meglio, anche perché, come sappiamo, uno dei nuclei tematici del Capitolo Generale 27° era proprio “la missione condivisa”. Quest’incarico, dunque, si situa come frutto di questo lungo percorso.

In cosa consisterà il suo lavoro futuro in tal senso?

Iniziamo da un dato: non si parte da zero. In molte Ispettorie europee ci sono già degli eccellenti percorsi pedagogici, pastorali, carismatici e di spiritualità salesiana. Quindi l’idea è in primo luogo valorizzare ciò che è già esistente in quest’ambito peculiare che è la formazione comune tra salesiani e laici. Ad esempio in Germania, Belgio, Spagna, Italia, Francia e Portogallo ci sono già dei cammini sistematici e strutturati.

In quasi tutte le Ispettorie, poi, ci sono dei corsi occasionali, che sicuramente nel futuro andranno ulteriormente ordinati e articolati.

Un secondo passo, che è stato chiesto nei dibattiti degli ultimi due anni, sarà poi realizzare una proposta continentale per rafforzare questa formazione: si tratta cioè di formare dei salesiani e dei laici che possano seguire dei laboratori specifici in maniera tale da poter dare poi il loro contributo nei corsi formativi locali una volta tornati nelle loro Ispettorie.

Attualmente, dunque, sono impegnato soprattutto in un lavoro di raccolta e condivisione, sia delle risorse già disponibili, sia delle aspettative che ci sono. L’idea è arrivare a formare, entro il prossimo anno, un organismo che possa coordinare le proposte già esistenti e guidare poi un ulteriore sviluppo in questo campo.

Vogliamo realizzare un progetto strategico e operativo da discutere poi con le Ispettorie e con quanti hanno già partecipato alla riflessione in questi ultimi due anni. Seguendo il principio della sinodalità, non vogliamo arrivare con un progetto calato dall’alto, ma con un progetto che presupponga tutto il cammino fatto e che sia l’espressione di tutti coloro che vi sono coinvolti.

Che portata ha il progetto?

Solo ad un primo livello troviamo circa 25mila laici impegnati direttamente nelle nostre opere salesiane: che siano scuole, Centri di Formazione Professionale, oratori e centri giovanili, parrocchie od opere sociali.

Poi ci sono le migliaia di giovani coinvolti nel Movimento Giovanile Salesiano (MGS), molti dei quali provengono da Ispettorie che hanno già dei percorsi formativi con una certa tradizione; senza dimenticare poi gli incontri dei “Confronto” e le proposte di Esercizi Spirituali per animatori europei, che hanno rafforzato questa dimensione continentale.

Ancora, c’è il campo molto interessante e fiorente del Volontariato Missionario Salesiano: si tratta di centinaia di giovani che già adesso ricevono un’ottima formazione prima, durante e dopo l’esperienza missionaria, e per il quale è stata già messa in campo una buona sinergia tra i Dicasteri di Pastorale Giovanile e Missioni, con il Manuale del Volontariato Missionario. In tal senso, a livello europeo, il terreno è già molto ben preparato.

Pensiamo, poi, a tutti coloro che non sono direttamente impiegati, ma che sono pastoralmente impegnati nelle nostre opere.

E, infine, rientra in questo ambito anche lo sterminato campo dei laici della Famiglia Salesiana. Già ci sono corsi di formazione a livello di gruppi, ma c’è anche il desiderio, da parte del Segretariato della Famiglia Salesiana, di fortificare dei percorsi formativi di portata europea.

Un’ultima cosa: cosa si porta dietro dopo 12 anni come Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile?

Mi sento molto fortunato ad affrontare questa nuova obbedienza dopo la bellissima esperienza di 12 anni come Consigliere per la Pastorale Giovanile. Per prima cosa, mi sento molto grato e debitore verso tutti coloro – salesiani, laici, giovani – che sono impegnati nella Pastorale Giovanile.

In secondo luogo, mi sento molto più ricco oggi, perché in questi anni abbiamo vissuto il metodo del discernimento, tanto caro a Papa Francesco e che è proprio del nostro fondatore, Don Bosco. Credo molto nella dinamica del processo: l’esperienza di un percorso che studia, riflette, riconosce il presente; cerca di interpretare alla luce di Dio e del carisma le sfide che abbiamo; per poter poi decidere quali passi compiere.

E poi mi porto dietro il desiderio dei laici collaboratori di essere formati nel carisma e la sete dei giovani di trovare adulti educatori significativi che li aiutino a scoprire il senso della vita.

Gian Francesco Romano