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Giovani dell’istituto Gerini di Roma coinvolti nella lotta al Covid-19

Pubblichiamo l’articolo uscito su Dazebao News che racconta l’esperienza degli studenti dell’istituto “Gerini” di Roma coinvolti nella lotta al Covid-19.

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Nessuno poteva immaginare che un gruppo di giovani del Centro di Formazione Professionale salesiano dell’Istituto Gerini di Roma si trovasse coinvolto in modo diretto nella lotta al Covid 19.

La riapertura delle aziende italiane dal 4 maggio, al termine del lockdown, ha infatti permesso ai giovani del IV anno duale del settore elettronico di continuare l’attività di stage in aziende ove l’evoluzione tecnologica rappresenta il core business e, in questo particolare momento, l’attenzione è stata rivolta a trovare soluzioni per arginare l’emergenza sanitaria mondiale.

I giovani si attengono ovviamente ai protocolli di sicurezza prescritti dalle autorità sanitarie nazionali e a quelle adottate dalle aziende partner del Cfp (centro di formazione professionale ndr).

Alcuni titolari di azienda, per la particolare stima nei confronti dell’Istituto, per la sensibilità educativa e per preservare i giovani da eventuali contagi durante il viaggio sui mezzi pubblici hanno provveduto a prelevarli al mattino e a riportarli in famiglia a fine giornata con gli stessi dipendenti dell’azienda.

I positivi feedback dei giovani, delle loro famiglie e delle aziende ospitanti sono fonte di grande soddisfazione per i formatori e confermano anche il valore delle scelte basate sulle tecnologie digitali, principalmente su strumenti hardware e software con cui sono stati coinvolti gli allievi. In questo modo essi valorizzano esperienze e progettualità che conducono all’elaborazione di un prodotto finale, che non ha carattere puramente astratto, ma che è parte della vita quotidiana.

Tale didattica innovativa non è più esclusiva o di nicchia e per pochi, ma entra ormai in molteplici ambiti disciplinari, e in particolare nella robotica, le cui applicazioni spaziano dalla meccanica alla logistica, dalla domotica alla sicurezza, dal settore chirurgico e sanitario in genere fino a quello spaziale, etc.

È sempre più importante ed urgente che le nuove generazioni studino queste modalità e che seguano le nuove avanguardie tecnologiche. L’utilizzo delle tecnologie digitali serve certamente alla cultura ed è fonte di progresso perché risponde a tante esigenze della vita nei più svariati settori, ma non va disgiunto da tanti altri nuclei del sapere e da metodiche tradizionali dell’insegnamento.

Tra gli allievi del IV anno una decina sono tornati presso le aziende che operano nel settore elettronico e contribuiscono fattivamente all’assemblaggio e collaudo di apparecchiature per la prevenzione, la diagnostica e il monitoraggio per il contenimento e il contrasto al diffondersi del Coronavirus; altri sono impegnati per il montaggio di ventilatori polmonari indispensabili per tenere in vita le persone contagiate con condizioni respiratorie critiche ed altri ancora nel collaborare nel settore di speciali sensori posti sugli indumenti del personale sanitario in modo da segnalare tramite allarme o messaggio la durata della loro presenza accanto a persone in situazione di particolari gravità di rischio, sia all’interessato come ai diretti superiori.

Sia le aziende sopra citate che tante altre chiedono con insistenza ai giovani e ai loro formatori di incrementare fortemente le competenze tecniche sempre più innovative perché facilitano l’inserimento immediato nel mondo del lavoro, che è sempre più qualificato ed esigente. Il crescente sviluppo del digitale è diventato ormai abituale e fondamentale strumento di supporto per le aziende ed è una delle caratteristiche a cui tendono i Cfp salesiani, insieme ad una formazione integrale da un punto di vista umano e cristiano dei loro allievi.

L’esperienza accennata ricorda la figura di Don Bosco, grande educatore di giovani, e la risposta che seppe dare alla città di Torino quando nel 1854 fu colpita dal colera.

Don Bosco credeva profondamente nel protagonismo dei giovani e affidava loro responsabilità anche al di sopra delle loro forze; non badava a spese per la loro formazione e ricercava per essi le tecnologie più avanzate del tempo; li accompagnava personalmente nelle prime esperienze lavorative e curava il loro inserimento nel mondo del lavoro anche da un punto di vista contrattuale; voleva che fossero esemplari da un punto di vista umano, cristiano e professionale per poter dare un contributo per il bene della società civile. Nel 1854, quando il colera devastava la città di Torino, non esitò a mandare un gruppo dei suoi giovani più responsabili a soccorrere e alleviare le sofferenze di tanti malati ed abbandonati a sé stessi; chiese loro di rispettare le precauzioni sanitarie del tempo, di vivere in grazia di Dio e di avere una grande fede nella Madonna. Nessuno dei giovani si ammalò. Il loro coraggio e generosità suscitò la stima della gente e delle autorità del tempo che ringraziarono pubblicamente Don Bosco e i suoi ragazzi per la preziosa collaborazione offerta alla città. Oggi i “nuovi ragazzi di Don Bosco” collaborano fattivamente anche nell’offrire un prezioso contributo tecnico e scientifico per il bene dell’intera società.

Formazione al Bearzi di Udine, dal reale al virtuale

Pubblichiamo un articolo uscito su Il Friuli dove viene raccontata l’esperienza dell’istituto Bearzi di Udine con le lezioni online.

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Da metà marzo al Cnos-Fap Bearzi di Udine sono state avviate online tutte le lezioni per le classi dei tre indirizzi: meccanico, elettromeccanico e automotive. Tutto è diventato virtuale: i muri, le lavagne, i laboratori sono rimasti in via don Bosco 2, ma tutta l’attività didattica si è spostata sulla rete.

“Il primo giorno è stato emozionante ma anche ricco di tensione e ansia”, spiega Giulio Armano, coordinatore del Cnos-Fap Bearzi. “Tutti pensavano la stessa cosa ovvero ce la faremo? Entrare nelle varie classi “Meet” per verificare se i ragazzi, uno dopo l’altro, chiedevano di entrare come se entrassero dalla porta dell’aula, sentire una parola di benvenuto del docente con un sorriso di emozione del ragazzo, è stato molto bello… Scoprire, poi, che i gruppi classe erano al completo con il 99% dei ragazzi presenti, è stato un successo”.

“In questi ultimi due mesi, tutto sembra procedere in modo quasi normale e, ormai, collaudato. La direzione ha deciso d’incrementare l’attività inserendo un’ulteriore ora pomeridiana di formazione asincrona dove i ragazzi decidono l’orario che vogliono dedicare all’auto-apprendimento, studiando sui materiali che vengono proposti dal docente o partecipando a lezioni facoltative dove è presente un gruppo più ristretto di ragazzi. Nei pomeriggi, per gli allievi con difficoltà di apprendimento o con certificazione, è stato attivato un gruppo di lavoro per il sostegno sotto la guida della psicologa presente al Centro”, spiega Armano.
Come è possibile garantire un servizio di qualità anche nelle difficoltà e in poco tempo? “Grazie agli investimenti tecnologici che il CFP Bearzi, con lungimiranza, ha fatto nel tempo”, spiegano dal Centro. “Nel dettaglio il registro informatico (la regia di tutta l’attività): con un clic, i ragazzi entrano direttamente ogni giorno nella lezione secondo l’orario e i docenti rilevano in tempo reale le presenze, scrivono il contenuto delle lezioni ed assegnano i compiti. Poi l’utilizzo, per docenti e allievi, di un account di Google istituzionale che gli permette di mandare in modo rapido le comunicazioni ed accedere alla Gsuite. La dotazione, per tutti i gli allievi del secondo, terzo e quarto anno, di un tablet (uguale per tutti) che può essere gestito da remoto caricando le App che servono alla didattica (la maggior parte dei ragazzi possiede anche un PC). Disporre già da anni di una piattaforma e-learning (moodle) per trasmettere e raccogliere il materiale didattico, fare dei compiti in classe per verificare l’apprendimento in itinere. Avere a disposizione alcuni strumenti informatici da poter fornire in dotazione ai ragazzi in situazione di svantaggio. Inoltre per raggiungere questo risultato, il Bearzi ha messo in pista ogni giorno tutti gli insegnanti on-line oltre al personale tecnico che garantisce il funzionamento dell’infrastruttura tecnologica, tutti operativi in modalità smart working insieme a parte del personale amministrativo”.

Su cosa investire in questo periodo di formazione a distanza? “Abbiamo puntato su tre aspetti prioritari: garantire la continuità della formazione a tutti gli allievi attraverso l’insegnamento a distanza; essere vicino alle famiglie in questo periodo difficile con diverse iniziative e proposte (video corsi on-line, quiz, momenti di incontro, momenti di preghiera e di pastorale giovanile); mantenere un contatto costante con le aziende del territorio per assicurare ai giovani degli sbocchi sicuri per il prossimo futuro”, spiegano dal Cnos-Fap Bearzi.

“Se in un primo momento i ragazzi erano contenti rimanere a casa ancora una settimana, poi hanno capito che sarebbe venuto a mancare qualcosa di molto importante: stare con i compagni, incontrare i docenti e soprattutto poter lavorare nei laboratori. Anche i genitori, ancora impegnati fuori casa per lavoro, ci chiedevano di impegnare i loro figli: la preoccupazione di saperli a casa soli e senza fa nulla creava loro apprensione”, spiegano ancora dal Centro Bearzi.

“Secondo il mio punto di vista – racconta Filippo Battigello, un allievo – i pregi sono che si sta più attenti alle lezioni, non c’è la distrazione che a volte abbiamo in classe di conseguenza s’impara meglio e ognuno può dedicare il tempo esclusivamente al proprio lavoro. Riguardo ai difetti, a volte trovo difficoltà nel collegamento che è disturbato e si fatica a capire le parole; inoltre non c’è la possibilità di dialogare privatamente con il professore a fine lezione. La tecnologia sicuramente ci stà aiutando. Fortunatamente abbiamo la possibilità di comunicare e continuare le lezioni per terminare il programma scolastico stando ognuno a casa propria. Il bilancio lo ritengo positivo perchè, almeno nel mio caso, posso alzarmi ben 90 minuti dopo, non devo chiedere ai miei genitori di portarmi alla fermata della corriera e al pomeriggio ho più tempo libero da dedicare alle mie passioni. Ma mi manca il poter stare fisicamente assieme ai miei compagni e ai professori”.

“L’esperienza della Formazione A Distanza (FAD) ormai avviata da tempo – spiega Simone Giovanelli, un formatore – è stata una sfida completamente nuova, non solo appunto per il tabù del lavoro a distanza o smart working, ma principalmente per il fatto, che ad esempio, come nel mio caso le materie di cui mi occupo sono prettamente pratiche. Dopo un blocco iniziale durato qualche minuto con una buona preparazione e dotazione di materiale il muro è stato abbattuto ed è stato tutto un crescere con sorprendenti risultati. C’è da dire che richiede molto lavoro di preparazione, appunto per poter dare il massimo ai ragazzi e riuscire ad avere un contesto più pratico possibile nonostante l’impossibilità di utilizzare realmente una macchina utensile o di poter intervenire su un impianto. Le maggiori difficoltà arrivano però con chi ha perso molta pratica all’inizio e quindi se manca nella mente “l’idea” poi è pure difficile far muovere ed elaborare la fantasia; perché sì, la fantasia fa molto in questa situazione, sia per l’insegnante che deve sfruttare al massimo tutti gli strumenti e le conoscenze approfittando anche di questo per aumentare il proprio livello di formazione, sia per i ragazzi che dall’insieme di idee che hanno mescolandole con tutto ciò che gli viene fornito possono sentirsi in un officina virtuale e spesso la mancanza concreta della macchina che dà loro la sicurezza del “poter provare” gli stimola ancora di più a voler centrare l’obiettivo e a recuperare se non raggiunto. Chiaramente da sola questa attività non può farcela, ma non è nemmeno da scartare completamente in una visione più ampia delle cose. Fondamentale la passione… è sempre lì il trucco per farcela (…più o meno)”.

“I pregi?”, conclude Maicol Cabai, un altro allievo. “Non devi svegliarti tanto presto! Sinceramente questa tecnologia fa il suo dovere per quello che deve fare però tutto sommato è meglio venire a scuola. Questa tecnologia, è una trovata geniale per fare lezione. Solitamente per andare a scuola dovevi svegliarti prestissimo, avere l’orologio attaccato agli occhi per non rischiare di perdere la corriera invece ora è tutto più semplice, ti svegli giusto una mezzoretta prima della lezione ti prepari e partecipi. Nel complesso le lezioni si fanno bene, le spiegazioni sono limpide, a meno che non ci sia una mancanza di connessione. I doppi schermi che i professori utilizzano spesso per presentare la lezione funzionano molto bene e anche la limpidità è molto alta”.

Particolare attenzione è stata data anche alla seconda formazione per andare in contro ai tanti giovani e adulti della provincia di Udine ma non solo. In questo periodo sono stati lanciati ben 10 corsi a distanza: un corso per migliorare le proprie competenze video, un corso per migliorare la comunicazione a fini lavorativi, un corso di inglese dedicato alla conversazione, un corso in inglese per approcciarsi al colloquio di lavoro. Aperte le iscrizioni anche dei corsi più tecnici come il corso “Tecnico Cad”, un corso dedicato agli addetti ai lavori elettici (Pes, Pav, Pei), un corso Polymath, un corso commerciale, un corso sulle vendite on-line ed un corso sul panorama economico mondiale post Covid-19.

Dopo due mesi sorgono alcuni interrogativi: “Funzionerà per lungo tempo? i ragazzi che tenuta potranno avere? Apprendono veramente o le distrazioni presenti in casa possono compromettere il risultato? Sarà questo il futuro? La Regione ha già deciso e riconosciuto validando la FAD come una possibile modalità di formazione per il futuro da usare nelle emergenze o per alcune attività. Sicuramente, però, la componente umana, il contatto fisico, il guardarsi direttamente negli occhi, Il percepire le emozioni delle persone, il poter fare le attività di laboratorio non potranno mai essere sostituite dalla modalità virtuale!”.

Il Cfp di Bra regala crostate e focacce alle RSA della zona per la festa della Liberazione

Pubblichiamo un articolo sull’iniziativa del CFP di Bra che il 25 aprile, grazie agli allievi del corso “Panetteria, pasticceria e pizzeria” ha potuto donare crostate e focacce alle RSa del territorio. L’articolo è di Valter Manzone.

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Realizzate nel laboratorio di panetteria/pasticceria/pizzeria del Cfp, distribuite dai volontari della Protezione civile di Bra, le crostate e le focacce sono arrivate a tutti i numerosi ospiti e operatori delle RSA cittadine, alle sorelle Clarisse del monastero braidese, alla Croce rossa di Bra, alla Caritas interparrocchiale, ai Carabinieri in congedo e alla stessa Protezione civile. Per dire loro «grazie» per il lavoro che stanno svolgendo in questa pandemia e per addolcire la festa della Liberazione.
Le materie prime impiegate erano in laboratorio, acquistate per le esercitazioni che le allieve e gli allievi del corso di «panetteria, pasticceria e pizzeria» avrebbero svolto in quest’ultima parte dell’anno formativo. L’arrivo del Covid-19 ha però cambiato tutto. Il Paese si è fermato e anche la scuola con lui.

E i materiali erano sempre lì, con la scadenza che si avvicinava sempre più. Allora, al pasticcere Giacomo Raffreddato – uno dei tre formatori del corso, insieme ai colleghi Tommaso Elia e Claudio Vaira – è venuta un’idea: perché non trasformare le uova, la farina, il burro in crostate, da omaggiare alle persone che sono ammalate e a quelle che, quotidianamente, se ne prendono cura? Dall’idea ai fatti, il passo è stato breve. Giusto il tempo per coinvolgere un paio di aziende, fornitrici del nostro Cfp (la ditta Cherasco che porta i prodotti alimentari e lo scatolificio Giacosa, che ci invia le confezioni di carta per alimenti) le quali, venute a conoscenza delle finalità del progetto per il quale si sarebbero dovuti ordinare gli elementi mancanti, non hanno esitato ad omaggiarli.
Nelle giornate di mercoledì e giovedì scorso, il professor Raffreddato – con un assistente – ha iniziato ad impastare la frolla, a stenderla, a riempire le teglie, a ricoprire la pasta con la marmellata (offerta dallo stesso docente) e a cuocerle in forno. Le crostate sono state confezionate a coppie, nell’apposita scatola, fornita di etichetta con l’elenco dei componenti, la data di scadenza e una frase beneaugurale di don Bosco. Nel primo pomeriggio di venerdì 24 maggio, gli uomini della Protezione civile comunale, dopo aver caricato le grandi crostate e una serie di focacce, hanno iniziato l’opera di consegna.

Le beneficiarie sono state le 5 RSA cittadine (ovvero «Piccola casa della divina provvidenza», Mario Francone, I Glicini, Montepulciano e Soggiorno dell’Immacolata), senza dimenticare le associazioni di volontariato braidesi (CRI, Protezione civile e Carabinieri in congedo) che hanno dato una grossa mano alla collettività in tempo di pandemia. Poi la Caritas, che distribuisce generi alimentari a tante famiglie in difficoltà: a loro, abbiamo anche inviato le confezioni di roostbeef sottovuoto che, grazie al formatore Gonella, ci sono state inviate dalla ditta Oberto, nella quale opera sua moglie. E prima di sera, tutti i destinatari del nostro pensiero hanno telefonato per ringraziare il CFP per questo gesto semplice, che sa di solidarietà e di vicinanza.

CFP San Benigno (ICP): il “nuovo” Buongiorno ai tempi del COVID-19

Pubblichiamo un articolo uscito su “Risveglio Popolare”, firmato da Agostino Albo (referente educativo del CFP di San Benigno) sulla nuova modalità di buongiorno nel tempo dell’emergenza.

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L’emergenza Covid-19 sta costringendo a cambiare i classici paradigmi della scuola. Ma se la scuola sta rispondendo con forza a questa crisi accelerando sul concetto di formazione a distanza, il grosso rischio è quello di perdere i legami, non riuscire più ad accompagnare i giovani. Ecco perché, a fianco di tutto questo importante sistema di didattica a distanza, l’équipe educativa del Centro di formazione professionale ha pensato che, in questo momento di incertezze, fosse importante mantenere punti fermi: il ” Buongiorno “!

Di che cosa si tratta? Questa bella tradizione salesiana, molto amata dai ragazzi, è nata proprio con don Bosco. Ispirato dal modo di fare di sua mamma Margherita, don Bosco tutte le sere dava ai ragazzi di Valdocco la ” Buonanotte “: offriva un commento a eventi accaduti nel corso della giornata, proponeva piste di riflessione, trasmetteva testimonianze di ragazzi e di famiglie che aveva incontrato e che li incoraggiavano fortemente nel portare avanti iniziative educative di varia molteplicità. Non era una lezione, ma un momento di 4-5 minuti per finire insieme la giornata. Questa tradizione è rimasta negli anni cambiando forma a seconda delle attività (ad esempio nelle scuole è diventato un ” Buongiorno “) e viene portato avanti a tutte le latitudini: chi scrive lo ha visto e ascoltato in Nigeria, Congo, Rwanda e Madagascar! Sarà questo un modo per mantenere quel clima familiare che identifica la nostra scuola, la nostra casa! Inoltre, in questo momento di isolamento forzato, siamo fortemente convinti che lo stare vicini, quotidianamente, ai nostri giovani sia la prima forma di carità che ci viene chiesta. Per questo tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, verranno pubblicati sulla pagina Facebook e sul sito del Centro ( sanbenigno.cnosfap.net ) dei video ” buongiorno ” della durata di un paio di minuti per accompagnare gli allievi in questo momento così particolare.

 

Lezioni a distanza per gli allievi del CNOS-FAP del Piemonte

Nei Centri di Formazione Professionale del Piemonte riprendono le lezioni con una nuova modalità: a distanza. Si riporta l’articolo pubblicato ieri, 9 marzo, dal sito CNOS-FAP della Regione Piemonte.

CNOS-FAP Piemonte a tutta FAD

Oggi 9 marzo sono riprese le lezioni per tutti gli allievi dei Centri di Formazione Professionale Salesiani in Piemonte: ovviamente a distanza vista l’attuale emergenza sanitaria.

#NOSTOPFORMAZIONEPROFESSIONALESALESIANA

Grazie alla capacità dei nostri formatori nell’uso delle nuove tecnologie e all’esperienza maturata negli anni, abbiamo avviato le attività di formazione potenziando i supporti esistenti e creandone nuovi. Gli strumenti online di Google sono stati quelli che ci hanno permesso di connetterci con tutti in così breve tempo, perché di più semplice utilizzo e perché erano già stati attivati per le attività di approfondimento.

Un ruolo importante hanno avuto gli accordi nazionali stipulati a suo tempo dalla nostra Federazione CNOS-FAP con Apple e Rekordata, che ci hanno permesso negli anni passati di dotare i nostri formatori dei più moderni strumenti tecnologici preparandoli all’uso delle nuove metodologie didattiche.
Si proprio così: saremo formatori vicini agli allievi grazie ai cellulari, agli iPad e ad altri strumenti, come il pc connesso ad internet. E questo grazie ad applicativi online come google classoroom con cui realizzeremo una classe virtuale, con google drive invece condivideremo i documenti (file di qualunque tipo) e con google meet incontreremo i nostri allievi in videconferenza.

E questo anche nello spirito che ci ha insegnato Don Bosco di accompagnare i ragazzi in un cammino di crescita professionale ed umano: e noi lo faremo anche a distanza!

E quindi i nostri allievi potranno continuare a studiare, esercitarsi, essere corretti, interrogati e magari prendere qualche nota … online. Tutto per sostenere il loro apprendimento e accompagnarli al successo formativo, proprio come se fossero nei nostri laboratori … quasi!
Perché attraverso la rete non siamo riusciti a replicare “i nostri cortili”, che in questi giorni risuonano di un silenzio veramente assordante.
L’augurio per tutti è che si possa tornare quanto prima alla normalità.

la Direzione regionale
Lucio Reghellin

Riportiamo alcune notizie corredate da video che sono stati pubblicati per dare indicazioni nell’uso degli strumenti online e comunicare agli allievi che il CFP riprende ufficialmente le attività formative.

Valdocco

Dopo le prove degli ultimi giorni, svolte dalla classe del Tecnico grafico, Valdocco è pronto a partire con la formazione a distanza, l’unica modalità utilizzabile in questo periodo di emergenza sanitaria per poter svolgere l’attività formativa. Lo staff del CFP ha preparato un video, da oggi a disposizione su Youtube, dove viene spiegato ai ragazzi ed alle loro famiglie come dovranno attivarsi ed organizzarsi … (read more)

Rebaudengo

Buongiorno carissime famiglie e allievi, stante il protrarsi dell’emergenza legato al COVID-19, il CFP REBAUDENGO da lunedì 9 marzo ripartirà con le attività formative a distanza, attraverso strumenti digitali di didattica on line, con la finalità di garantire il più possibile la crescita professionale e il raggiungimento degli obiettivi al termine di questo anno formativo accompagnando i ragazzi nello studio a casa … (read more)

San Benigno:

In questo momento di incertezze abbiamo pensato che fosse importante mantenere dei punti fermi: il BUONGIORNO!
Questa bella tradizione salesiana, molto amata dai ragazzi, è nata proprio con Don Bosco. Ispirato dal modo di fare di sua Mamma Margherita, Don Bosco tutte le sere dava ai ragazzi di Valdocco la BUONA NOTTE: offriva un commento a eventi accaduti nel corso della giornata, proponeva piste di riflessione, trasmetteva testimonianze di ragazzi e di famiglie che aveva incontrato e che li incoraggiavano fortemente nel portare avanti iniziative educative di varia molteplicità.

Sarà questo un modo per mantenere quel clima famigliare che identifica la nostra scuola, la nostra casa!

Si parte forte con il Direttore dell’Opera Salesiana Don Riccardo!

Buongiorno!

In questo momento di incertezze abbiamo pensato che fosse importante mantenere dei punti fermi: il BUONGIORNO!Questa bella tradizione salesiana, molto amata dai ragazzi, è nata proprio con Don Bosco. Ispirato dal modo di fare di sua Mamma Margherita, Don Bosco tutte le sere dava ai ragazzi di Valdocco la BUONA NOTTE: offriva un commento a eventi accaduti nel corso della giornata, proponeva piste di riflessione, trasmetteva testimonianze di ragazzi e di famiglie che aveva incontrato e che li incoraggiavano fortemente nel portare avanti iniziative educative di varia molteplicità.Sarà questo un modo per mantenere quel clima famigliare che identifica la nostra scuola, la nostra casa!Si parte forte con il Direttore dell'Opera Salesiana Don Riccardo!

Publiée par Cnos-Fap San Benigno sur Lundi 9 mars 2020

Vercelli:

CFP San Marco, presentato il modello di formazione a distanza nel periodo dell’emergenza sanitaria

di Francesca Bonotto

L’Assessore veneto all’istruzione, alla formazione, al lavoro e alle pari opportunità, Elena Donazzan, martedì 3 marzo ha preso parte alla conferenza sul futuro della scuola CFP in Veneto, tenutasi presso l’istituto Salesiano “San Marco” di Mestre.
Durante l’intervento, presieduto dal direttore del CFP CNOS FAP San Marco, il prof. Alberto Grillai, l’assessore ha più volte ribadito l’eccellenza della scuola e della formazione salesiana, come punto di riferimento per le altre realtà.
In particolare, l’Istituto Salesiano “San Marco” è “Apple Distinguished School”, grazie all’esclusivo accordo con Apple che fornisce gli strumenti all’istituto (gli iPad per docenti e studenti) e sfrutta la piattaforma “Google Classroom”, applicativo della suite che Google mette a disposizione delle scuole. Il tutto per garantire una formazione continua e aggiornata, oltre la tradizionale lezione in aula.
L’assessore ha compiuto un percorso all’interno dell’istituto, toccando con mano le tecnologie a disposizione e la qualità dei servizi forniti per l’apprendimento e-learning.
Iusve Cube Radio, la web radio dello IUSVE, l’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona, ha intervistato l’assessore, il quale, ha più volte ribadito la necessità di approfondire le nuove tecnologie al servizio della formazione, soprattutto in riferimento allo stato di “emergenza” odierna che le scuole e gli istituti si trovano ad affrontare. Interessanti le considerazioni emerse sullo “smart-work”, ulteriore possibilità positiva da sfruttare come risorsa per le aziende, per i lavoratori e per l’ecologia.
 

Il CFP di Sampierdarena in un servizio su Rai Tre: studiare per diventare tecnico elettrico

I ragazzi e i formatori del CFP di Sampierdarena (Genova) sono i protagonisti del servizio andato in onda a “Il posto giusto”, su Rai Tre, in cui viene mostrato come si possa imparare un lavoro con passione

 

“A che può servire questa stoffa?” – conclusione del seminario e materiale disponibile

Si è concluso il 21 febbraio il convegno di formazione: “A che può servire questa stoffa?” che ha 120 partecipanti tra catechisti, animatori, coordinatori pastorali, insegnanti di Religione ed Etica, direttori di CFP, membri delle équipe di PG che hanno a cuore nei Centri di Formazione Professionale salesiani la dimensione educativo-pastorale, condividendo, in una strategia di comunione, lo spirito e la missione di don Bosco. È possibile scaricare il materiale e guardare i video delle conferenze andando nella pagina dedicata:

Sono disponibili anche tutte le pagine dedicate ai centri di tutta Italia con una videocartolina di presentazione:

L’assessore regionale al Lavoro in visita al CFP del Borgo Ragazzi Don Bosco con il commissario europeo Schmit

“Oggi pomeriggio ho visitato a Don Bosco il centro nazionale Opere Salesiane per la formazione e l’aggiornamento professionale assieme al commissario al Lavoro della Commissione Europea Nicolas Schmit. Come Regione abbiamo potuto mostrare con orgoglio i percorsi di formazione che ogni anno compiono centinaia di studenti. La formazione offerta in questo centro ha l’enorme pregio di preparare i ragazzi a entrare nel mondo del lavoro con una professionalità immediatamente spendibile, senza tralasciare una preparazione di cultura generale di base.” È quanto scrive Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro, alla Scuola e alla Formazione della Regione Lazio in una nota dopo aver visitato il CNOS Fap del Borgo Ragazzi Don Bosco

“Questi percorsi sono degli ‘incubatori di inclusione sociale’ in cui al rischio della dispersione si risponde con concrete opportunità di crescita e inserimento nella società e nel lavoro. Particolarmente apprezzati sono stati i laboratori di meccanica, domotica e ristorazione, che sono solo un esempio di una varietà di profili professionali che si realizzano con modalità di apprendimento duale presso aziende del settore e che rappresentano per i giovani i percorsi con un’alta percentuale di inserimento lavorativo. I percorsi vengono programmati e gestiti dalla Regione Lazio e finanziati con fondi comunitari (Fondo Sociale Europeo), nazionali e regionali”.

Il Convegno per la Formazione Professionale 2020 – Terzo giorno: La creatività con ago, filo e…

“A che può servire questa stoffa?
Formazione Professionale, Pastorale ed Educazionale”

Pratiche – La creatività con ago, filo e…

Giornata conclusiva del Seminario sulla Formazione Professionale "A che può servire questa stoffa?"

Giornata conclusiva del Seminario sulla Formazione Professionale "A che può servire questa stoffa?"

Publiée par Salesiani Don Bosco Italia sur Jeudi 20 février 2020

Dopo la preghiera della mattina, il direttore del centro di Arese, Mauro Colombo, ha presentato la realtà del centro professionale, che ha 780 allievi divisi in sette settori. Il centro di Arese ha due tipi di organizzazione: quella diffusa, con catechisti e consiglieri, che comprende uno sportello di assistenza al lavoro, una segreteria e una amministrazione con quattro persone. E poi l’organizzazione apparecchiata, con riunioni, tavoli: si inizia con il tavolo di governo, il consiglio della CEP, quello allargato della CEP. “A queste persone io voglio bene e mi sento voluto bene, c’è affetto: siamo in tanti, ma viviamo una relazione in cui c’è affetto, c’è un rapporto personale. Questo è un privilegio enorme, una grazia con la maiuscola”, ha detto. Poi passato a indicare gli obiettivi: “Portare ogni ragazzo dove può arrivare, non un metro di meno e questo vuol dire seguire ognuno dei 780 ragazzi personalmente. Non è semplice, non sempre si riesce ma dobbiamo provarci sempre”.

La mattinata è proseguita con la presentazione delle Buone pratiche messe in atto da diversi territori e condivise nei tavoli di lavoro:

  • Il Buongiorno: Alessandro Cappelletto, San Donà
  • Il laboratorio: Sergio Bessone, Rebaudengo  
  • I gruppi formativi e missionari: Fabio Fantauzzi, Valdocco  
  • Il cortile (ricreazione e assistenza):  Claudio Baretta, Arese
  • L’accompagnamento delle famiglie: Sergio Barberio, Forlì
  • Percorsi sull’affettività: Paola Pepino, Fossano   
  • L’Equipe educativo-pastorale: Daniele Zanutto, San Donà
  • Ritiri e campi formativi – EESS: Gioacchino Passafari, Roma-Gerini
  • Accompagnare all’inserimento lavorativo: Angela Castelli, Milano
  • La vita spirituale, Eucaristia – confessione : don Bartolomeo Pirra, Fossano 
  • Disciplina e Provvedimenti: Alberto Grillai, Mestre
  • La sintesi delle materieEleonora Pesce, Mestre

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