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“I ragazzi sono di chi arriva prima”: convegno sulla devianza minorile al Borgo Ragazzi Don Bosco di Roma

Il Borgo Ragazzi don Bosco, in occasione del Trentennale del Centro Accoglienza Minori, si fa promotore di un momento dedicato al tema della devianza minorile, organizzando il 𝟮𝟰 𝗻𝗼𝘃𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟮, alle 𝗼𝗿𝗲 𝟬𝟴.𝟯𝟬 presso il Borgo Ragazzi don Bosco di via Prenestina 468 Roma, 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗲𝗴𝗻𝗼 “𝗜 𝗿𝗮𝗴𝗮𝘇𝘇𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗵𝗶 𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮. 𝗗𝗲𝘃𝗶𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗺𝗶𝗻𝗼𝗿𝗶𝗹𝗲: 𝘀𝗰𝗲𝗻𝗮𝗿𝗶 𝗲 𝘀𝗳𝗶𝗱𝗲” per porre l’attenzione sulla 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 sul fenomeno ed individuare spazi di azione condivisi. Sono svariati anni, infatti, che si rileva 𝗹’𝗮𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗶 𝗮 𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲, con la naturale conseguenza non solo di 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗶𝗹 𝗳𝗲𝗻𝗼𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝘂𝗲 𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗲 𝗲𝘃𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗱 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝗶𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗳𝗿𝗮𝘀𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗲𝗱 𝗶𝗻𝗲𝗳𝗳𝗶𝗰𝗮𝗰𝗲.

La stesura del 𝗖𝗼𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗣𝗲𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗠𝗶𝗻𝗼𝗿𝗶𝗹𝗲 𝗗.𝗣.𝗥. 𝟰𝟰𝟴/𝟭𝟵𝟴𝟴, è stata caratterizzata da un grande fermento culturale e di compartecipazione che ha visto coinvolte le istituzioni del mondo giuridico, universitario e del terzo settore. 𝗜𝗹 𝗖𝗼𝗱𝗶𝗰𝗲 𝘃𝗲𝗻𝗶𝘃𝗮 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘂𝗻 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗹𝗲𝗴𝗶𝘀𝗹𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 “𝗮 𝗺𝗶𝘀𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗺𝗶𝗻𝗼𝗿𝗲” 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗶 𝗺𝗼𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗰𝗶𝗽𝗹𝗶𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗱𝗮 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗹𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝘁𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗶𝗻𝗼𝗿𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗶𝗻 𝘃𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗼𝗻𝗲𝘃𝗮 𝗱𝘂𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗹’𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗺𝗶𝘀𝘂𝗿𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗮𝗹 𝗰𝗮𝗿𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝘃𝗮𝗻𝗼 𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗿𝗶𝗻𝗰𝗶𝗽𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗹’𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗽𝘂𝗻𝗶𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗲𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗲𝗱𝘂𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗻𝗮 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲𝘃𝗼𝗹𝘂𝘁𝗶𝘃𝗮.

Purtroppo, dopo più di 30 anni dalla sua applicazione, il grande fermento che ha caratterizzato gli ancoloro ni 80 e quelli immediatamente successivi, ha subìto una battuta di arresto. 𝗘 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗿𝗲 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗶𝗻𝘃𝗼𝗹𝗴𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗺𝗶𝗻𝗼𝗿𝗶 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗿𝗶𝗺𝗶𝗻𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗮, come si evince dai dati pubblicati dall’Osservatorio per la Legalità e la Sicurezza della Regione Lazio (“Lazio senza Mafie” – 6° e 7° rapporto 2020-2021 e 1° semestre 2022), 𝗱𝗶𝗺𝗶𝗻𝘂𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗶 𝗱𝗲𝘃𝗶𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗮𝘀𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗲𝗳𝗳𝗶𝗰𝗮𝗰𝗶 𝗲𝗱 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝘁𝗲.

Ad oggi, sembra che solo il mondo mediatico riesca a dare importanza a tutti quei fenomeni legati ai minori o in situazioni di devianza, riuscendone a catturare spesso il sintomo (baby gang, violenza, cyberbullismo, ecc…).

Invece è necessario che anche 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝗻𝗼 𝗾𝘂𝗼𝘁𝗶𝗱𝗶𝗮𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗶 𝗿𝗮𝗴𝗮𝘇𝘇𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗮𝘁𝗶 𝗲 𝗰𝗼𝗶𝗻𝘃𝗼𝗹𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗶 𝗱𝗲𝘃𝗶𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗮𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗲𝗱 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗶𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗲 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝘀𝘁𝗮 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝗰𝗿𝗶𝗺𝗶𝗻𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀, 𝗮𝗹 𝗳𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝘂𝗮𝗿𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗲 𝗲𝗳𝗳𝗶𝗰𝗮𝗰𝗶 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝘀𝘁𝗼 𝗮𝗹 𝗰𝗼𝗶𝗻𝘃𝗼𝗹𝗴𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲 𝗮𝗹𝗹’𝘂𝘁𝗶𝗹𝗶𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗺𝗶𝗻𝗼𝗿𝗶. Non a caso, il titolo del convegno “I ragazzi sono di chi arriva prima” (cit. don Alfonso Alfano, salesiano di don Bosco e fondatore nel 1991 del Centro Accoglienza Minori), esprime bene l’urgenza di rinforzare le sinergie necessarie per affrontare con coraggio e determinazione questa sfida.

Obiettivo del convegno è proprio quello di riportare l’attenzione di Istituzioni, Università e Terzo Settore sulla tematica attraverso la lettura della situazione attuale e il confronto con un Tavolo Istituzionale Permanente a cui riportare le riflessioni emergenti.

Interverranno:
𝗗𝗼𝘁𝘁.𝘀𝘀𝗮 𝗔. 𝗙𝗿𝗮𝗹𝗹𝗲𝗼𝗻𝗶 – Responsabile Ufficio Servizi Sociali Minorenni -Centro Giustizia Minorile Roma
𝗗𝗼𝘁𝘁. 𝗚. 𝗖𝗶𝗼𝗳𝗳𝗿𝗲𝗱𝗶 – Presidente dell’Osservatorio per la legalità e la sicurezza della Regione Lazio
𝗗𝗼𝘁𝘁.𝘀𝘀𝗮 𝗙. 𝗕𝗿𝗶𝗼𝘀𝗰𝗵𝗶 – Ricercatrice Associazione Antigone
𝗣𝗿𝗼𝗳. 𝗦. 𝗖𝗶𝗮𝗽𝗽𝗶 – criminologo clinico e psicoterapeuta. Docente universitario e supervisore Centro per minori
𝗣𝗿𝗼𝗳. 𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼 𝗜𝗮𝗻𝗻𝗶𝗻𝗶 – Responsabile Emarginazione e disagio, Ispettoria Salesiana Italia Centrale
Siederanno al tavolo:
𝗗𝗼𝘁𝘁.𝘀𝘀𝗮 𝗘𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮 𝗱𝗲 𝗕𝗲𝗹𝗹𝗶𝘀 – Procuratore del Tribunale dei Minori (da confermare)
𝗗𝗼𝘁𝘁.𝘀𝘀𝗮 𝗔𝗻𝗴𝗲𝗹𝗶𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗣𝗿𝗶𝗻𝘇𝗶𝗼 – Direttore Dipartimento Politiche Sociale e della Salute di Roma Capitale
𝗗𝗼𝘁𝘁. 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗕𝗼𝗿𝘁𝗼𝗻𝗲 – Responsabile Area II Attuazione Provvedimenti Autorità Giudiziaria
𝗗𝗼𝘁𝘁.𝘀𝘀𝗮 𝗠𝗼𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗦𝗮𝗻𝘀𝗼𝗻𝗶 – Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Regione Lazio (da confermare)
𝗗𝗼𝘁𝘁.𝘀𝘀𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗧𝗲𝗿𝗲𝘀𝗮 𝗜𝘂𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 – Istituto Penale Minorile (da confermare)
𝗣𝗿𝗼𝗳. 𝗔𝘃𝘃. 𝗔𝗻𝗱𝗿𝗲𝗮 𝗙𝗮𝗿𝗶𝗻𝗮, Coordinatore Osservatorio Salesiano per i diritti dei minori

Il Convegno è realizzato in collaborazione con:

USSM – Ufficio di Servizio Sociale per Minorenni; Cappellania Istituto Penale per Minorenni “Casal del Marmo”; ASL Roma 2 – 5 Distretto; Università Pontificia Salesiana; Osservatorio salesiano per i diritti dei minori; Salesiani per il Sociale; Associazione Rimettere le Ali aps; Casa Famiglia “Casa di Tullio” Associazione In Famiglia Onlus; Associazione Arpj Tetto; Centro Diurno “Gli Scatenati”.

 

Borgo Ragazzi don Bosco: la necessità di scommettere sul futuro dei giovani

Giovedì 12 maggio il Chiostro del Bramante ha accolto un importante evento di solidarietà, organizzato dal Borgo Ragazzi don Bosco, in cui aziende e benefattori hanno potuto toccare con mano quanto sia importante il loro intervento per cambiare le storie di tanti ragazzi in difficoltà. Di seguito la notizia riportata dal sito di Borgo Don Bosco.
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Ieri giovedì 12 maggio, il Chiostro del Bramante ha fatto da cornice ad un importante evento di solidarietà, organizzato dal Borgo Ragazzi don Bosco, in cui aziende e benefattori hanno potuto toccare con mano quanto sia importante il loro intervento per cambiare le storie di tanti ragazzi in difficoltà.

“Grazie per aver messo la firma sul mio futuro”.

Tariku, 23 anni, originario dell’Etiopia, ringrazia tutti gli ospiti presenti perché con il loro sostegno ha potuto perseguire il suo sogno: lasciarsi alle spalle gli sbagli e i momenti difficili per potersi dedicare alla sua passione più grande, la cucina.

E ha voluto esprimere questo profondo senso di gratitudine, cucinando per gli ospiti presenti. E svela il significato della firma che ognuno di loro ha apposto su una giacca da cuoco:

“L’abito da cuoco che è passato tra i tavoli è stato il mio primo abito da lavoro e simboleggia l’inizio di un cammino che sento di non aver concluso. Ve l’ho fatto firmare perché tempo fa, in qualche modo, avete messo la firma sul mio futuro anche se non mi conoscevate”.

Un futuro che sa di fatica ma anche di ricompensa. Un futuro permeato dagli odori che hanno sempre stimolato la sua memoria, portandolo a ricordare la mamma e lo stare a tavola insieme. Da qui la convinzione che la cucina è un modo per costruire legami con le persone. Un modo per conoscersi anche se non ci si è mai visti.

“Oggi ho cucinato per voi e finalmente possiamo dire che ci siamo conosciuti”

continua Tariku che oggi, pur essendo già Cuoco presso un ristorante a Prati, ha ancora tanta voglia di imparare e crescere nel suo mestiere. E consegna la giacca firmata a don Daniele Merlini, direttore del Borgo Ragazzi don Bosco

“Consegno questo camice a don Daniele perché lo dia ai ragazzi che stanno affrontando oggi il loro percorso, affinché sappiano che dietro alle tante cose che si fanno al Borgo c’è qualcuno che crede nel loro futuro e nella loro felicità”.

“I ragazzi di oggi sono come i ragazzi che incontrava don Bosco nel 1800” afferma don Daniele. “Quando don Bosco visitava i ragazzi in carcere si rendeva conto di quanto si sentissero frustrati e abbandonati tanto da pensare che se ci fosse stato un amico, qualcuno che si sarebbe preso cura di loro non si sarebbero persi.

Noi dobbiamo essere come quegli amici invocati da don Bosco. Prendersi cura dei ragazzi abbandonati, di quelli esclusi dalla società, degli ultimi, diventa così un dovere morale: non solo, quindi, prendersi cura del futuro di ciascun ragazzo ma di tutta la società perché se non ci si prende cura del futuro dei giovani, non ci si prende cura neanche del futuro della società”. E ringrazia gli ospiti con le stesse parole usate da don Bosco “Senza la vostra carità io avrei potuto fare poco o nulla, perciò ve ne esterno la più profonda gratitudine, e ve ne ringrazio dal più intimo del cuore. Le opere che col vostro appoggio ho cominciato non hanno più bisogno di me, ma continuano ad avere bisogno di voi e di tutti quelli che come voi amano promuovere il bene su questa terra”.

Ringraziamo quindi tutti coloro che hanno dimostrato sostegno e vicinanza al lavoro degli educatori e ai progetti rivolti all’inclusione dei minori vulnerabili che il Borgo Ragazzi don Bosco accoglie tutti i giorni. In modo particolare, ringraziamo il Presidente della Regione Lazio, On. Nicola Zingaretti che è vicino da sempre ai nostri ragazzi, il Presidente dell’Assemblea Capitolina, Dott.ssa Svetlana Celli, la Direttrice Artistica del Chiostro del Bramante, Natalia de Marco grata alla provvidenza per averci incontrato e Alessandro Preziosi che ha intrattenuto gli ospiti interpretando alcuni scritti di don Bosco.

Ma un grazie speciale, come sempre, va agli ospiti più importanti, i protagonisti della serata: tutti i ragazzi che prestando il loro servizio all’accoglienza, in cucina e in sala, hanno raccontato, attraverso il loro operato, le storie del Borgo don Bosco.

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Inaugurazione del laboratorio domotico KNX al CFP Borgo ragazzi Don Bosco di Roma

Giovedì 24 marzo presso il Centro di Formazione Professionale Borgo Ragazzi di Roma si è svolta l’inaugurazione del nuovo laboratorio domotico. I diversi interventi hanno fatto leva sul continuo avvicinarsi di scuola e azienda che si concretizza sempre di più.

Di seguito la notizia pubblicata su Salesiani don Bosco Borgo ragazzi:

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Giovedì 24 marzo si è svolta presso il Centro di Formazione Professionale Borgo Ragazzi don Bosco di Roma l’inaugurazione ufficiale del nuovo laboratorio domotico nel contesto del protocollo di formazione internazionale KNX (protocollo di gestione dei sistemi di domotica).

All’evento sono intervenuti:
Luca Allevato – Direttore CFP Borgo Ragazzi Don Bosco
Don Daniele Merlini – Direttore del Borgo Ragazzi don Bosco
Alessandro Chiorri – Direttore Generale CNOS-Fap Regione Lazio
Don Mario Tonini – Direttore amministrativo nazionale CNOS-Fap
Antonio Trovarelli – Schneider Electric
Paola Mattarazzo – Finder
Barbara Saba – Presidente Fondazione Johnson&Johnson
Alessandro Brancaleoni – Amministratore delegato EEA security
Roberto Di Croce – ex allievo

Tutti gli interventi hanno messo in evidenza il processo di collaborazione avviato fra mondo scuola e impresa che si è concretizzato negli anni e che ha portato ad avere una filiera completa per quel che concerne il percorso formativo dei ragazzi (famiglia, cfp, istituzioni, imprese, fondazioni e associazioni filantropiche).

Ognuno ha contribuito negli anni a far si che il laboratorio inaugurato divenga nel territorio un vero punto di riferimento per tutti coloro che a vario titolo vorranno implementare la loro formazione e preparazione nelle nuove tecnologie del settore domotico.

Dopo un breve momento di preghiera, è avvenuto il fatidico taglio del nastro da parte dei formatori Gaetano Capozzi e Sergio Caresia, che hanno guidato il progetto.

La benedizione del laboratorio da parte di Don Daniele Merlini, ha suggellato il momento più profondo e sentito della manifestazione. Gli ospiti tutti, comprese alcune aziende e fondazioni che collaborano da anni con il CFP, hanno avuto modo di apprezzare le tecnologie inserite all’interno del laboratorio domotico sottolineando il fatto che il progetto fin dalle basi embrionali ha visto partecipi attivi anche gli allievi dei corsi di operatore elettrico e tecnico elettrico che si sono succeduti negli ultimi anni di formazione presso il CFP; dal calcolo illuminotecnico dell’impianto led, al cablaggio elettrico di  tutta l’infrastruttura, al montaggio e collaudo di tutti i pannelli didattici.

L’evento ha avuto il suo naturale prosieguo presso il laboratorio di ristorazione, dove gli allievi dei corsi hanno preparato per gli ospiti uno strepitoso buffet apprezzato da tutti.

Tutti gli allievi coinvolti, sono stati apprezzati per la loro professionalità e competenza

 

 

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Borgo Ragazzi Don Bosco Roma, da 74 anni il presidio di Don Bosco voluto da Pio XII

di Alfonso Tesoro, Vice Presidente della Unione Exallievi del Borgo Don Bosco  – dal sito Abitare a Roma.

Ci vorrebbe Don Bosco!

E il Vicario di Cristo volse ai Figli di Don Bosco il proprio sguardo di predilezione, manifestando con accorate espressioni questo Suo desiderio: “Dite ai Salesiani che desideriamo che essi si prendano cura di questi ragazzi abbandonati o traviati e facciano quanto Don Bosco ispirerà loro – Pio XII”.  L’appello a Don Bosco otteneva, così, la più alta sanzione che si fosse potuta desiderare. Esso suonava umano e divino insieme: non si doveva soltanto nutrire, vestire e alloggiare i piccoli infelici, ma si doveva cercare di rieducarne lo spirito con una nuova formazione religiosa, morale, culturale e sociale. Questo appello è raccolto e ufficialmente e autorevolmente diramato ai Salesiani da una circolare del 25 gennaio 1945, dal Vicario del Rettor Maggiore, a Roma.

I salesiani, a Roma, intrapresero ad accogliere i ragazzi più fragili a partire dal 1945, anno in cui termina il secondo conflitto mondiale e l’Italia si ritrova in una situazione di notevole degrado economico e sociale. Non più, quindi sciuscià, non più ragazzi della strada… essi diventano i ragazzi di Don Bosco. I primi ragazzi furono accolti in via Marsala, ma ben preso lo spazio divenne insufficiente e si rese necessaria la ricerca di un posto più capiente. Era la matrice del futuro “Borgo ragazzi di Don Bosco”.

Un giorno alcuni giovani salesiani, tra i quali Don Cadmo Biavati divenuto poi primo direttore del Borgo Don Bosco, furono avvinti da uno spettacolo: a due passi dal Quarticciolo, a pochi passi dal Tiburtino III, dalla Borgata Gordiani, da Centocelle, da Tor Sapienza. Sulla via Prenestina, sorgeva una distesa di capannoni in fila come vecchie sentinelle, come soldati in attesa. Luogo ideale per costruire la nuova casa dei ragazzi accolti. Così, il 20 marzo 1947, si diede il via ufficiale ai lavori. L’opera venne terminata esattamente l’anno seguente, il 22 marzo 1948: il sogno diventa realtà.

La mattina del 22 marzo 1948 un enorme furgone dell’ E.N.D.S.I. (Ente Nazionale per la Distribuzione dei Soccorsi in Italia) scaricò al Borgo tutte le masserizie e verso sera arrivarono i salesiani: il Direttore Don Biavati, Don Pace, Don Roberti, quattro chierici, tre confratelli ucraini inviati dai Superiori di Torino, e altri Sacerdoti salesiani del S. Cuore di Via Marsala.

Da quel giorno i Salesiani cominciarono allora un lavoro paziente e faticoso: 150 ragazzi interni, 200 semiconvittori, 500 esterni. Un piccolo esercito bisognoso di tutto: cibo, vestiti, libri, giocattoli, attrezzi di lavoro, educazione morale e religiosa.

Qui i ragazzi trovarono una casa, una chiesa, campi di pallone, scuole e soprattutto luoghi dove creare relazioni significative. Contemporaneamente, partì l’attività della formazione professionale che continua oggi, anche se mutata nei settori, con il Centro di Formazione Professionale.

Nel 2008, cinquantesimo compleanno del Borgo Don Bosco, fu scoperta la targa marmorea che sanciva la nuova denominazione del parco ex Forte Prenestino: “Parco Don Cadmo Biavati, primo Direttore del Borgo Don Bosco”. Naturalmente fu possibile anche grazie alla sensibilità delle Amministrazioni locali del momento.

Purtroppo, durante un forte temporale verificatosi nel dicembre 2019, un grosso pino adiacente l’insegna, rovinò su di essa mandandola in frantumi. A nulla valsero le segnalazioni inviate il 6 marzo 2020 all’allora Assessore con delega al Verde Pubblico affinché la targa marmorea potesse nuovamente ritrovare la sua degna collocazione.

Mi sono permesso di inoltrare lo scorso dicembre 2021, la stessa richiesta, all’attuale Assessore con delega al Verde Pubblico, Edoardo Annucci, mostrando subito sensibilità al problema e mi ha assicurato il suo interessamento presso il Dipartimento della Toponomastica. Siamo fiduciosi.

 

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Italia – I giovani del CNOS Fap del “Borgo Ragazzi Don Bosco” nella sede dell’ambasciata di Francia presso la Santa Sede

Dal sito dell’agenzia ANS.

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Roma, Italia – dicembre 2021 – Il 6 dicembre a Villa Bonaparte, sede dell’ambasciata di Francia presso la Santa Sede, è stato particolarmente apprezzato l’intervento degli studenti del Centro Nazionale Opere Salesiane del Borgo Ragazzi Don Bosco di Roma.

L’Ambasciatrice, S.E. Signora Elisabeth Beton Delègue, nel corso della celebrazione della festività di San Nicola di Mira, patrono della Lorena, alla presenza del Cardinale S.E. Jean-Claude Hollerich, Arcivescovo di Lussemburgo, ha donato agli ospiti i “Boxemaennchen”, offerti da S.E. Signora Michèle Pranchère – Tomassini, Ambasciatrice del Granducato del Lussemburgo a Roma. Presente anche Jean Paul Muller, SDB, Economo Generale della Congregazione Salesiana. I tipici biscotti per la festa di San Nicola sono stati realizzati dagli studenti del corso “Tecnici di cucina” della Scuola di Formazione Professionale del Borgo Ragazzi Don Bosco, che si sono esercitati ed hanno sperimentato la loro produzione per settimane. Il fatto che abbiano potuto incontrare un mondo di diplomatici e dignitari a loro sconosciuto, nell’ambasciata di Francia, è stata una sfida straordinaria che hanno padroneggiato molto bene, grazie ai loro insegnanti che li hanno accompagnati.

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I giovani della Capitale propongono nuove idee per un futuro migliore della città

Il 23 settembre, una delegazione di giovani formata da Stefano, Miriam, Filippo, Francesca, Martina, Alessia e Francesco, ha presentato ai candidati sindaco della Capitale il “Manifesto delle nuove generazioni – idee per rilanciare e rigenerare il tessuto sociale e produttivo della Città di Roma”.

Dopo un anno di lavoro in cui hanno messo al centro della loro riflessione alcuni temi riguardanti la cittadinanza attiva, i giovani hanno raccontato come sognano Roma e come sognano il loro futuro.

Hanno consegnato nelle mani dei futuri amministratori di Roma, i loro desideri, le loro speranze e i loro sogni per avere una città migliore.

Hanno parlato di scuola, trasporti, lavoro, ambiente, istituzioni, cultura e sport.

6 punti. Chiari ed incisive, che interpellano le Istituzioni e tutti gli adulti ad ascoltare e a rispondere a quanto chiedono. “I giovani sono i protagonisti della loro educazione e formazione – afferma don Daniele Merlini, direttore del Borgo Ragazzi don Bosco che si è fatto promotore dell’evento – dopo aver ascoltato la loro voce, adulti ed Istituzioni devono saper generare azioni positive che sappiano rispondere ai loro bisogni”. I bisogni di tutti, nessuno escluso. Solo in questo modo potremmo dare un futuro migliore alle nuove generazioni, altrimenti si rischia di non avere prospettive, come sottolinea don Benoni Ambarus Vescovo Ausiliare della Città di Roma con delega alla carità e alla pastorale dei migranti.

Ai candidati sindaco di Roma questi ragazzi chiedono ascolto, mezzi e spazi per capire la città e quindi favorirne la crescita.

Chiedono di far parte a pieno titolo della città e della comunità in cui vivono, in qualità di cittadini capaci di essere risorsa, pensando a momenti di partecipazione attiva dove poter fare la loro parte.

Chiedono una scuola più inclusiva e non competitiva, che li prepari alla vita e ad essere cittadini consapevoli, dove vengono valorizzate le proprie attitudini e capacità.

Reclamano un percorso di studi che contempli e presti maggiore attenzione al passaggio dal mondo della scuola a quello del lavoro, creando nuove opportunità lavorative e incentivando l’autoimprenditorialità.

Rivendicano uno sport accessibile a tutti, dove i campi si trasformino in palestre di vita.

Pretendono di mettere la periferia al centro, riqualificando ambiente e servizi e rendendo le strade più sicure, senza creare cittadini di serie A e di serie B.

Chiedono di occupare un posto nella società, quel posto che spesso gli viene negato. Un posto ben preciso, dove ognuno trovi il proprio spazio, nessuno escluso, e dove si riconoscano e valorizzino i talenti di ciascuno. “Ognuno di voi è una limited edition” ha detto don Benoni Ambarus sottolineando come ognuno cerchi il “proprio posto” e ringraziando i giovani per il coraggio nel far sentire la propria voce.

“Il lavoro fatto in questo anno dai giovani non è semplicemente bello ma è profetico. Anche se con storie molto complesse, nonostante le proprie sofferenze e il proprio passato, questi giovani hanno voluto mettersi in gioco e scommettere sul futuro” afferma Lorenzo Colli referente dell’iniziativa per i Salesiani don Bosco..

Hanno ricevuto il manifesto i candidati Carlo Calenda ed Enrico Michetti che hanno salutato e ringraziato i ragazzi per il lavoro svolto, il Vicesindaco Pietro Calabrese intervenuto in rappresentanza della Sindaca Virginia Raggi e Dario Marcucci intervenuto in rappresentanza di Roberto Gualtieri.

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Il manifesto

Manifesto delle Nuove Generazioni: a Roma i giovani lanciano la sfida ai candidati sindaco, iniziativa al Borgo Ragazzi Don Bosco

Pubblichiamo il comunicato stampa del Borgo Ragazzi Don Bosco di Roma sull’iniziativa che si terrà il 23 settembre per lanciare il “Manifesto delle Nuove Generazioni” da presentare ai candidati sindaco di Roma Capitale.

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Il Borgo Ragazzi don Bosco si fa promotore dell’evento “Manifesto delle Nuove Generazioni – per ripartire abbiamo bisogno della risorsa migliore, i giovani”, il 23 settembre alle ore 10.30 presso via Prenestina 468 di Roma

Un’iniziativa organizzata e voluta dai giovani provenienti da tutto il territorio di Roma, che presenteranno ai futuri amministratori della città il loro Manifesto, contenente 6 spunti di riflessione per rilanciare e rigenerare il tessuto sociale e produttivo della Capitale.

500 giovani, tutti di diversa estrazione sociale, capaci di esprimere propositività e voglia di contribuire alla ripartenza: sono questi i sottoscrittori del Manifesto che desiderano parlare ai candidati sindaco di Roma Capitale per chiedere ascolto, mezzi e spazi per capire Roma e quindi favorirne la crescita.

Assumendo a pieno titolo il ruolo di cittadini, questi ragazzi chiedono di essere ascoltati ma soprattutto di capire la città che amano, con le sue problematiche e i suoi indiscutibili pregi.
Desiderano abitare le nostre Istituzioni al fine di percepirle come alleate e non come strutture distanti dai problemi reali della gente.
Chiedono di potere essere messi nelle condizioni di fare la loro parte per la comunità a cui appartengono, riconoscendo finalmente loro il titolo di “cittadini” capaci di essere risorsa per una nuova idea di città.

Questo slancio, alla luce di un anno e mezzo di pandemia e di due anni scolastici affrontati in modo emergenziale, con conseguenze pesanti e ancora in buona parte da scoprire, non ci può lasciare indifferenti.

Sono stati invitati i candidati Sindaco di Roma.

Interverranno:

  • I giovani
  • E. Mons. Gianpiero Palmieri, Vicereggente della Diocesi di Roma e Vescovo Ausiliare del Settore Est di Roma
  • Don Daniele Merlini, direttore del Borgo Ragazzi don Bosco

Programma

ore 10.30: presentazione e saluti a cura dei giovani e di don Daniele Merlini, direttore del Borgo Ragazzi don Bosco
ore 10.40: saluto di S. E. Mons. Gianpiero Palmieri
ore 10.50: presentazione del Manifesto
ore 11.20: consegna del Manifesto

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Borgo Ragazzi don Bosco: la pandemia e la “sfida” della comunione

Su Roma Sette, la giornalista Roberta Pumpo racconta il rapporto “Nessuna casa è lontana” del Borgo Ragazzi Don Bosco di Roma.

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Un seme di speranza gettato nei mesi più bui, quelli del lockdown, che delineavano lo sconquasso economico derivato dalla pandemia. Il Covid-19 con i suoi silenzi, i suoi dolori, le sue imposizioni, le nuove norme di comportamento ha consolidato il valore di comunità tra operatori, volontari, donatori, famiglie e giovani del Borgo Ragazzi don Bosco. Dai corsi del centro di formazione professionale all’oratorio, dal centro di accoglienza per minori al sostegno scolastico, dalla semiresidenzialità alla casa famiglia, sono decine le attività quotidianamente rivolte a centinaia di giovani. «Nell’ordinario può capitare che ogni area educativa segua una propria strada – spiega il direttore don Daniele Merlini -. Nell’emergenza, invece, ci siamo sentiti uniti: una comunità di comunità dove nessuno è stato lasciato solo ma tutti hanno condiviso le stesse preoccupazioni, rivolgendo costante attenzione ai più fragili».

L’operato di queste realtà intrinsecamente legate emerge nel nuovo report del Borgo intitolato “Nessuna casa è lontana” pubblicato ieri, 31 gennaio, festa di san Giovanni Bosco, fondatore delle congregazioni dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Gli operatori in pochi giorni si sono trasformati in esperti informatici «mettendo in campo la propria creatività per andare a cercare i ragazzi attraverso qualsiasi canale», racconta il sacerdote. Alle tante famiglie dotate solo di un cellulare sono stati donati tablet, pc portatili e connessioni internet per poter svolgere incontri online ma anche trascorrere qualche ora di allegria con mini tornei di “nomi, cose e città”. La preoccupazione più grande era non abbandonare i giovani, «specie quelli più timidi e introversi con i quali era iniziato un percorso che li stava portando ad aprirsi – precisa Simona Arena, operatrice di 25 anni -. Dopo il lockdown con qualcuno è stato necessario ricominciare tutto dall’inizio». Come nel caso di Maria 18enne nata a Roma da genitori di origine asiatica con i quali ha un rapporto molto conflittuale. Il suo desiderio di occidentalizzarsi, di adottare anche cibi italiani, «si scontra con la volontà della famiglia che vuole mantenere le proprie tradizioni – spiega Simona -. Dopo quattro anni in semiresidenzialità si stava aprendo, stava stringendo amicizie ma poi gli oltre due mesi trascorsi in famiglia l’hanno come resettata».

In altre circostanze il lavoro più duro degli operatori è stato convincere i ragazzi a uscire di casa quando le restrizioni si sono allentate. Simona ricorda le lunghe ore trascorse sulla piattaforma Zoom a dialogare con Massimo, 17 anni, un rapporto già difficile con la mamma ora terrorizzata dal contagio. «Ha trasmesso al ragazzo questa fobia – dice l’operatrice -. Abbiamo passato interi pomeriggi a mediare tra i due cercando di riportare un po’ di serenità nel loro rapporto». Per altri il coronavirus ha segnato la fine di un percorso lavorativo appena iniziato, accompagnato dall’impossibilità di sostenersi. La prima settimana di gennaio 2020 il Borgo aveva festeggiato la nuova vita di Francesco, 18enne nordafricano, che dopo 4 anni lasciava la casa famiglia e grazie al corso per pizzaiolo aveva trovato un lavoro e anche una camera in affitto. «In poche settimane ha perso l’impiego – ricorda don Daniele -. Non si è abbattuto perché sapeva che qui avrebbe trovato una famiglia pronta a sostenerlo». Francesco è tra i 20 ragazzi che gli operatori hanno accompagnato nella ricerca di un nuovo impiego e da qualche settimana ha iniziato a lavorare in un panificio.

Il Borgo in questi mesi ha sostenuto con pacchi alimentari e contributi in denaro 1.045 ragazzi e 389 famiglie, grazie «a uno straordinario concorso di generosità – aggiunge il direttore -. La cosa meravigliosa è che le donazioni si sono più che triplicate mentre il numero dei donatori è rimasto quasi invariato. Questo significa che si è subito percepito la gravità di quello che stava accadendo». Esattamente come l’affetto che percepiscono gli oltre 1.500 ragazzi che ogni anno frequentano l’oratorio, i corsi di formazione professionale o sono seguiti dall’area “Rimettere le Ali”. «In questi mesi – riferisce il sacerdote – tanti ragazzi che hanno frequentato il borgo negli anni scorsi si sono proposti come volontari o hanno fatto donazioni in denaro». Molti giovani con disagi conclamati e famiglie in grave difficoltà hanno fame di affetti autentici e la “mission” degli operatori, spiega Simona, «è quello di far comprendere loro cosa sia una comunità, cosa significhi vivere in armonia». Don Daniele, infine, non nasconde la preoccupazione «per il pesante contraccolpo educativo che avrà la pandemia. I ragazzi non sono spensierati e lo stress che oggi respirano in famiglia avrà delle ripercussioni».

 

 

 

Roma Sette

 

“Nessuna casa è lontana”: il report delle attività del Borgo Ragazzi Don Bosco di Roma

Sarà pubblicato il 31 gennaio 2021, in occasione della festa di san Giovanni Bosco, il nuovo report del Borgo Ragazzi don Bosco che racconta come l’avvento della pandemia ha acuito la povertà  educativa dei giovani che accogliamo ogni giorno. 

Quasi 1500 tra famiglie e ragazzi sostenuti, 400 pacchi alimentari distribuiti, 50 dispositivi donati e regalati a coloro che non avevano accesso a connessioni internet, 3440 ore video, 2430  ore di formazione professionale online, 600 ore di formazione destrutturata online, 200 ore di  doposcuola a distanza, 200 ore di gruppi formativi a distanza, 60 colloqui per consulenza  psicopedagogica a distanza, 100 merende social per condividere momenti ludici e ricreativi con i  ragazzi, 500 ragazzi raggiunti con attività social

Sono questi alcuni numeri di come il Borgo Ragazzi don Bosco ha reagito all’emergenza  sanitaria che ormai caratterizza le nostre vite dallo scorso marzo. 

Dopo un primo disorientamento iniziale, la Comunità del Borgo Ragazzi don Bosco ha dato  l’unica risposta possibile: continuare a stare accanto ai giovani, anche in questa nuova e  imprevista situazione! Il “come” fare questo è stato una meraviglia di amore, fantasia, competenze  e audacia che i molti educatori, volontari e giovani si sono “inventati” per non lasciare solo  nessuno

Mai come questa volta si è verificata una gara di solidarietà che ci ha permesso di affrontare  l’emergenza e di non lasciare indietro nessuno: cittadini, aziende, fondazioni, ognuno ha  contribuito a far sì che nessuna casa fosse veramente lontana. Molti di questi sono i nostri  volontari che hanno deciso di trasformare il loro impegno gratuito in donazione.  

Dopo una timida ripartenza estiva, siamo ancora in piena emergenza. E se l’emergenza sanitaria  speriamo tutti che si risolverà con l’arrivo dei vaccini annunciati, l’emergenza economica,  lavorativa e educativa avrà, crediamo, pesanti strascichi. 

Tutto ciò che come Comunità Educativa del Borgo Ragazzi Don Bosco abbiamo messo in opera per  affrontare le difficoltà di questi mesi è preparazione alle macerie che la Pandemia lascia sul  campo, soprattutto in ambito educativo. Ci stiamo solo parzialmente accorgendo delle  problematiche che la “disaffezione” alla frequenza scolastica ha causato a tanti ragazzi e giovani;  delle crescenti difficoltà ad inserire lavorativamente chi ha concluso un percorso formativo; delle  ansie e dei timori che anche i bambini e i più giovani hanno assunto dalle raccomandazioni alla  distanza e alla iperattenzione alla pulizia e all’igiene; dalla poca possibilità di stare e muoversi all’aria aperta di quest’ultimo anno. 

Fronteggiare le attuali e future conseguenze della Pandemia non è e non sarà cosa da poco. È una  sfida che dobbiamo prepararci ad affrontare e sarebbe meglio non da soli.  Potremo affrontare tutte le problematiche prima elencate e altre che si presenteranno, solo se  cammineremo insieme, solo se ci sosterremo gli uni con gli altri … ci salveremo insieme o non ci  salveremo! 

Ognuno è chiamato a fare la propria parte in questa lunga “ripartenza” e da parte del Borgo  Ragazzi don Bosco la scommessa e l’impegno sarà come sempre, e oggi ancora di più, per il bene  dei ragazzi, affinché essi trovino sempre una casa e degli adulti che, al loro fianco, affrontino il  difficile cammino della crescita.  

Con Don Bosco guardiamo con amore e fiducia alle nuove generazioni, sicuri che “dalla buona o  cattiva educazione della gioventù dipende un buon o triste avvenire della società” (Don Bosco),  mettendo al centro il giovane e accompagnandolo a scoprire nuovi orizzonti possibili. 

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Borgo Ragazzi Don Bosco di Roma, ripartono l’attività estiva e le serate in oratorio

Dal 15 giugno al Borgo Ragazzi Don Bosco di Roma è ripartita l’attività estiva, con le attività per i ragazzi divisi in fasce di età e secondo la normativa anti – covid 19. Dal 2 luglio, invece, sarà la volta di Borgo Estate che quest’anno si svolgerà dal giovedì al sabato.

Prima settimana
Borgo Estate