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RMG – Don Bosco gioca ancora: il poster della Strenna 2022 del Rettor Maggiore

Dal sito dell’agenzia ANS.

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(ANS – Roma) – Una delle due opzioni che Don Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore, ha scelto per rappresentare graficamente il suo messaggio per la Strenna del 2022 – «Fate tutto per amore, nulla per forza» (S. Francesco di Sales) – è quella di Mauro Pallotta, in arte MAUPAL, lo street artist divenuto noto per i suoi murales dedicati a Papa Francesco. L’interpretazione offerta da questo autore rappresenta in maniera innovativa una scena propria dell’Oratorio salesiano: Don Bosco in gioco con i suoi ragazzi.

Romano, classe 1972, cresciuto anche artisticamente letteralmente all’ombra del Cupolone, Maupal offre una visione giovanile di Don Bosco che emana un magnetico carisma. Nella pallavolo Don Bosco schiaccia con l’eccezionale energia dell’amore un insolito pallone-cuore. La squadra di Don Bosco e del Beato Michele Rua è multietnica: la compongono ragazzi e ragazze da tutto il mondo. Il gioco di difesa della squadra sfidata, di cui fanno parte ancora giovani da ogni continente, si trasfigura di rimando in un atto d’accoglienza.

Sullo sfondo, testimoni della condivisione d’amore ispirata da Don Bosco tra le due squadre avverse, sorridono San Francesco di Sales, alcuni giovani, un salesiano e una Figlia di Maria Ausiliatrice, sostenuti dalla lussureggiante verde chioma di un albero nutrito della stessa speranza che informa tutta la Famiglia Salesiana.

Anche l’ambiente, come in ogni opera salesiana, ha un suo grande significato: il campo rappresentato è il cortile, luogo privilegiato per l’incontro dei giovani di Don Bosco; il cielo è l’infinito riverbero di un amore che ha necessità d’essere oltre le regole del gioco.

Inoltre, il campo di pallavolo suggerisce la realtà dinamica della vita. Ogni gioco presuppone qualcuno che consegue una vittoria e qualcun altro che subisce una sconfitta: ma in questo caso il messaggio potente delle immagini proclama che la partecipazione attiva è più importante del risultato.

E il gioco avviene infatti in un clima di grande distensione: ognuno accoglie ogni altro e Dio. Don Bosco è giocatore principale, impegnato in un’azione che indica la strada da percorrere; salta oltre la rete a mostrare pienezza di energia e di entusiasmo. Il cuore che lui sapientemente maneggia è il centro della persona, da cui deriva ogni scelta e ogni attività. Ma neanche Don Bosco gioca da solo: perché nel gioco non si rimane individui, si fa squadra.

La potente e portentosa schiacciata di Don Bosco sprona dunque tutta la Famiglia Salesiana a compiere il massimo sforzo per donare amore senza individualismi, in un gioco di squadra, al quale ognuno partecipa attivamente.

RMG – Don Bosco gioca ancora: il poster della Strenna 2022 del Rettor Maggiore

Gli esercizi spirituali dei Consigli Ispettoriali – Regione Mediterranea

Con la giornata di oggi, martedì 23 novembre, si sono conclusi a Valdocco (TO) gli esercizi spirituali per i Consigli Ispettoriali della Regione Mediterranea accompagnati e guidati dal Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime. Di seguito un resoconto delle giornate degli esercizi a cura dell’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS.

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Torino, Italia – novembre 2021 – Dal 18 al 23 novembre, i Consigli Ispettoriali della Regione Mediterranea partecipano agli esercizi spirituali a Valdocco. L’esperienza degli esercizi, quest’anno, vede i Superiori di ogni Ispettoria ritagliarsi alcuni giorni per pregare, riflettere e condividere rispetto a determinate tematiche e meditazioni diverse giorno per giorno, il tutto completamente immersi nei luoghi di Don Bosco e accompagnati e guidati dal Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime.

Ogni giornata è scandita da una specifica meditazione mattutina legata a tematiche che riguardano gli aspetti carismatici degli Ispettori e dei Consigli, che mettono in luce elementi della relazione con Don Bosco, soffermandosi sull’aspetto motivazionale dell’essere consacrati e salesiani, alla luce della parola di Dio. Momento centrale di ogni giornata è poi il dialogo e il confronto diretto con la guida spirituale, Don Á. F. Artime.

Infine, ogni sera termina con la “buonanotte salesiana”, animata da ciascun Ispettore della Regione Mediterranea. Molto intensi sono i tempi dedicati alla preghiera e alla fraternità vissuti congiuntamente sui luoghi salesiani. Toccanti e suggestivi, invece, i momenti di comunità e di visita al Museo Casa Don Bosco e la partecipazione al “Don Bosco Global Youth Film Festival”.

Questi esercizi rappresentano un’occasione importante e d’intensità spirituale, per essere tutti uniti in Don Bosco e pronti a vivere l’unità carismatica salesiana intorno al X Successore di Don Bosco.

RMG – Congresso internazionale delle Opere e dei servizi sociali salesiani per i giovani ad alto rischio

Dall’agenzia ANS.

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(ANS – Roma) – Il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, nel quinto punto della sua “Proposta Programmatica” ha dichiarato: “Nel presente sessennio, la Congregazione in tutte le sue Ispettorie fa l’opzione radicale, preferenziale, personale – cioè da parte di ogni salesiano – e istituzionale a favore dei più bisognosi, dei ragazzi, delle ragazze e dei giovani poveri ed esclusi, con particolare attenzione alla difesa di coloro che sono sfruttati e vittime di qualsiasi abuso e violenza”.

In risposta a questo appello, il Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile, Don Miguel Angel García Morcuende, ha invitato tutte le Ispettorie a partecipare al “Congresso Internazionale delle Opere e dei servizi sociali salesiani per i giovani ad alto rischio” che avrà luogo a Torino-Valdocco dal 28 settembre al 2 ottobre 2022.

L’incontro rappresenterà un punto di convergenza per valorizzare la cultura organica delle opere sociali, la riflessione sulle loro proposte evangelizzatrici e il lavoro in rete in questo importante ambiente dell’attività educativa e pastorale salesiana.

Il Settore per la Pastorale Giovanile salesiana, in linea con la Dottrina Sociale della Chiesa, con gli orientamenti degli ultimi due Capitoli Generali della Congregazione e con la Consulta Mondiale delle Opere Sociali del 2019, ha intrapreso un cammino di riflessione e di coinvolgimento delle varie esperienze delle “Opere e servizi sociali per i giovani a rischio” della Congregazione, cercando di rafforzare l’identità carismatica dell’azione pastorale realizzata in questo campo.

La celebrazione del Congresso Internazionale delle Opere e dei servizi sociali salesiani segnerà una tappa importante in questa opzione indicata dal Rettor Maggiore a tutta la Congregazione, e l’incontro a Valdocco – lì dove nacque tutta l’opera sociale di Don Bosco – darà un nuovo impulso per continuare a concretizzare il Sistema Preventivo in ogni contesto dove si svolge la missione salesiana tra i giovani più poveri e bisognosi.

RMG – “Quali salesiani per i giovani di oggi?”: nuovo ciclo di incontri promossi dalla CISI Formazione

Vista la sorprendente risposta dello scorso anno agli incontri di approfondimento sul sacramento della presenza, dal titolo “Quali salesiani per i giovani di oggi?”, la Conferenza delle Ispettorie Salesiane d’ItaliaSettore Formazione e il Centro Studi “Opera Tabernacoli viventi”, promuovono una seconda edizione del percorso formativo, con un focus sull’identità del salesiano. Il percorso si svolgerà online, un sabato al mese, dalle 9 alle 10.15 (ora italiana) ed è proposto a tutte le comunità salesiane d’Italia.

Di seguito si riporta l’articolo pubblicato sul sito dell’Agenzia dell’Informazione Salesiana contenente tutte le informazioni riguardo il percorso di formazione.

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(ANS – Roma) – Dopo la sorprendente risposta dello scorso anno, con più di 15.000 accessi, agli incontri di approfondimento del Capitolo Generale 28 (CG28) sul sacramento della presenza, dal titolo “Quali salesiani per i giovani di oggi?”, anche nell’anno 2021-2022, la Conferenza delle Ispettorie Salesiane d’Italia – Settore Formazione e il Centro Studi “Opera Tabernacoli viventi”, promuovono una seconda edizione del percorso formativo, con un focus sull’identità del salesiano.

Il motivo della scelta è legato alla prima linea programmatica del Rettor Maggiore al termine del CG28, quella fondamentale e di maggiore importanza, nella quale Don Ángel Fernández Artime sottolinea la necessità per ogni salesiano di crescere nell’identità carismatica:

“Il futuro della vita consacrata salesiana ha la sua ragion d’essere nel suo fondamento, che è Gesù Cristo. (…) E la sfida vocazionale è quella di tornare sempre a Gesù, rinunciando a tutto ciò che non è Lui o che ci allontana da Lui. (…) senza Gesù Cristo al centro del nostro pensare, sentire, vivere, sognare, lavorare…, non c’è futuro, e non possiamo offrire nulla di significativo”.

È significativa la scelta dell’immagine rappresentata nella locandina di presentazione: essa mostra un particolare del quadro che si trova proprio sotto la Basilica di Maria Ausiliatrice, non lontano dal luogo dove nel 1845 la Madonna ha indicato a Don Bosco il desiderio che fosse costruita una chiesa in suo onore. Il particolare è collocato nella cappella delle reliquie, proprio sopra l’altare dove è custodito il corpo di Don Rua. Qui si scorge un tratto peculiare dell’identità carismatica: non è mai statica, ma sempre dinamica; come diceva don Bosco :

“io stendo la brutta copia, voi farete la bella!!”

È proprio quello che ha cercato di fare Don Rua: prendendo Don Bosco come padre, modello ed esempio, ha rilanciato il suo carisma educativo nel tempo in cui è vissuto, rafforzandolo, arricchendolo e adattandolo alle diverse situazioni storiche e geografiche. Sopra questo altare c’è il quadro dei santi fondatori di ordini religiosi: Francesco d’Assisi, Domenico, Benedetto da un lato e Filippo Neri, Giovanni Battista de la Salle, Ignazio dall’altro; al centro si staglia l’immagine di Don Bosco e San Francesco di Sales con dietro la croce all’interno della quale è iscritto il motto “Da mihi animas, cetera tolle”. Alla base del quadro i tre voti che caratterizzano la vita consacrata: obbedienza, castità, povertà. La locandina ha proprio voluto indicare nei due personaggi di Don Bosco e San Francesco di Sales, nella croce e nell’Eucaristia – posta davanti a loro nella locandina –, il centro dell’identità carismatica salesiana.

Il percorso di formazione online proposto a tutte le comunità salesiane d’Italia mira quindi a riprendere gli aspetti centrali della vita salesiana discutendone, a mo’ di intervista, con alcuni esperti significativi e dando la possibilità a coloro che seguono da casa di entrare in relazione attraverso delle domande ai relatori.

L’itinerario prevede di approfondire, un sabato al mese, sempre dalle ore 9 alle 10:15 (ora italiana):

13 novembre – La grazia di unità nella vita del salesiano di Don Bosco (Don Pascual Chávez);
11 dicembre – L’identità del salesiano oggi (Don Ángel Fernandez Artime);
22 gennaio – San Francesco di Sales e l’Eucaristia nella vita cristiana (don Morand Wirth);
19 febbraio – La Vita consacrata e la vita secolare: alla ricerca dell’unità oltre le fratture (signor Paolo Zini);
12 marzo – La Santità salesiana, un forte richiamo alla vita mistica (Lodovica Zanet e don Pier Luigi Cameroni);
23 aprile – Portare frutto nella missione salesiana: “Rimanete in me e io in voi” nel Vangelo di Giovanni e nell’esperienza di Vera Grita (don Juan José Bartolomè e Maria Rita Scrimieri).

Tutti gli incontri saranno trasmessi in diretta sulla pagina Facebook di Don Bosco Italia grazie al supporto tecnico di IME Comunicazione.

Il Rettor Maggiore per la prima volta a Nizza Monferrato

Mercoledì 27 Ottobre il Rettor Maggiore Don Ángel Fernández Artime si e recato in visita presso la Casa-madre delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) a Nizza Monferrato.

Di seguito l’articolo pubblicato dall’Agenzia di Informazione Salesiana ANS.

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“Stanno arrivando!” È iniziata con questo entusiasmo, mercoledì 27 ottobre, la visita di Don Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore, del suo Vicario, don Stefano Martoglio, e degli Ispettori partecipanti al corso di verifica di metà sessennio, presso la Casa-madre delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) a Nizza Monferrato. La visita, la prima del Rettor Maggiore presso questo centro, cade a 150 anni dalla prima volta che Don Bosco entrò nella cittadina piemontese, e ha fatto parte del programma di formazione del corso per gli Ispettori, come viaggio di approfondimento della spiritualità salesiana al femminile, sulle tracce di Santa Maria Domenica Mazzarello e delle prime FMA.

La visita alla Casa-madre delle Figlie di Maria Ausiliatrice è iniziata subito con ciò che di più prezioso in essa si custodisce: i giovani. Il gruppo della Formazione Professionale (CIOFS-FP) del Corso per Estetiste di Nizza ha illustrato agli ospiti il percorso formativo pensato per accompagnare le ragazze ad inserirsi nel mondo del lavoro.

Poi, accompagnata da sr Paola Cuccioli, Direttrice dell’Archivio Storico del Piemonte e della Valle d’Aosta e membro dell’ACSSA (Associazione di Cultori di Storia Salesiana), la delegazione ha visitato i luoghi significativi di Casa-madre FMA e Casa generalizia dell’Istituto fino al 1929. Il richiamo alle vicende storiche, alla spiritualità salesiana, alle opere d’arte, all’educazione delle giovani sono stati alcuni dei temi della visita. Il Sacro Cuore, l’ex convento settecentesco francescano, la sala della memoria, l’osservatorio meteorologico, il santuario “Nostra Signora delle Grazie”, l’Archivio storico, la cameretta dove è vissuta la confondatrice… sono stati i luoghi principali visitati. Interesse, interazione, approfondimento, curiosità sono stati gli atteggiamenti degli illustri visitatori.

Al termine della visita la celebrazione eucaristica: l’ingresso dei concelebranti dal fondo del santuario è stato accompagnato dal canto “Giù dai colli”, che in modo emozionante ha rievocato l’arrivo di Don Bosco, nella figura del suo X Successore. Una trentina i sacerdoti concelebranti: ai pellegrini, infatti, si sono aggiunti il Parroco don Paolino Siri, e altri sacerdoti locali e i salesiani delle vicine comunità.

Nel Santuario gremito dai membri della Famiglia Salesiana, c’erano anche il sindaco Simone Nosenzo e alcuni membri dell’amministrazione comunale, le figure apicali delle FMA del Piemonte e numerosi simpatizzanti ed amici dell’opera FMA. I canti della “Corale don Bosco” e del coro dei bambini e ragazzi dell’Istituto “Nostra Signora delle Grazie” hanno reso più bella la celebrazione.

Nell’omelia, dopo aver presentato gli Ispettori e le loro provenienze, il Rettor Maggiore, in modo accattivante e profondo, ha richiamato le umili origini dei due Istituti, quello dei salesiani e quello delle FMA, invitando a non dimenticarne la storia. Don Á.F. Artime ha consegnato parole cariche di speranza e fiducia in Dio: la preoccupazione per un cristiano deve essere vivere dando il meglio, qualsiasi sia lo stato che Signore gli ha affidato, nella certezza che Dio ci ama.

Richiamando, poi, la sua visita alle suore anziane e malate, ha sottolineato come ciascuno non serve solo quando è giovane, ma è chiamato a vivere pienamente nella situazione in cui si trova. “Andiamo avanti con fiducia, perché Dio farà il resto!” è stato l’invito carico di speranza che ha lasciato all’assemblea.

Nell’omelia il Rettor Maggiore ha interagito anche con i bambini presenti e li ha sollecitati con alcune domande. Poi, ha ricordato la sua infanzia e ha invitato i genitori a sostenere i figli con la loro educazione, perché i piccoli sono il segno che Dio continua ad amarci.

Al termine dell’Eucaristia non poteva mancare la visita alla serra aeroponica, e il saluto, fuori dalla cucina, ai ragazzi del corso alberghiero dell’istituto CIOFS-FP di Casale Monferrato che hanno allestito il buffet. Il Rettor Maggiore si è intrattenuto con ogni singolo ragazzo e si è congratulato con ciascuno di loro e con i loro formatori.

La visita si è conclusa con un momento di agape fraterno e un saluto e un augurio festoso da parte della comunità FMA: “Arrivederci all’anno prossimo, Don Ángel!”

RMG – La forza e la debolezza vanno insieme

Dal sito dell’agenzia ANS.

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(ANS – Roma) – “Vedendo i 23 nuovi missionari che fanno parte della 152a Spedizione Missionaria Salesiana, si può dire che stiamo vivendo una grande gioia e ringraziamo il Signore per questo grande dono. Sappiamo che non è per niente facile, in particolare negli ultimi due anni, decidere di partire come missionario ad gentes e, dover spesso aspettare molti mesi prima di poter partire veramente. Non siamo meravigliati che al missionario si richiede di essere ‘forte e robusto’. E anche ‘umile’ perché ci sono grandi aspettative da parte di molti”. Così afferma don Pavel Ženíšek, SDB, Membro del Settore per le Missioni, in una riflessione sulle missioni con lo sguardo puntato alla “mappa” dei missionari salesiani della prossima Spedizione Missionaria Salesiana.

Don Ženíšek prosegue il suo ragionamento: “E se, nonostante un discernimento sincero e una preparazione onesta, lui non fosse all’altezza delle aspettative, se non ce la fa? Che cosa facciamo? L’intenzione di preghiera di Papa Francesco di questo mese è per chi soffre di depressione o di burn-out”. (Preghiamo affinché le persone che soffrono di depressione o di burn-out trovino da tutti un sostegno e una luce che le apra alla vita).

Spiega in proposito il Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile, don Miguel Ángel García, SDB: “‘Burn-out’, può essere tradotto come ‘bruciare del tutto’, con riferimento alle energie di una persona. È in burn-out chi non ce la fa più, chi ha speso tutte le proprie forze e non riesce a rigenerarle. Anche gli operatori pastorali possono soffrire questa sindrome: esaurimento emotivo, spersonalizzazione e mancanza di soddisfazione personale. Parliamo di persone normali che hanno iniziato con generosità e dedizione il proprio servizio e che sono rimaste scottate o bruciate. Prestare ascolto al loro disagio e aiutarle a leggere con realismo la loro situazione interna ed esterna, le aiuterà a prendere decisioni che mantengano accesa la ‘fiamma’ della dedizione. Sicuramente è una fiamma che va alimentata con la preghiera e con altri aiuti spirituali, ma è giusto riconoscere che a volte le concrete condizioni in cui si svolge il servizio pastorale sono tali da bruciare le risorse degli evangelizzatori, almeno di alcuni”.

Per questo, aggiunge don Ženíšek: “Dovremmo essere sensibili a queste persone che magari si trovano vicino a noi, anzi, anche tra di noi. Non solo per rispettarle nella loro fragilità, ma anche per lasciarci disturbare da loro. L’apostolo e missionario Paolo di Tarso scrive che ‘Quando sono debole, è allora che sono forte’ (2 Cor 12,10). Se guardiamo a Cristo nel Vangelo, vediamo che non solo il suo grande potere con cui agiva per il bene della gente ma che, alla fine, la sua debolezza e la sua incapacità sulla croce ci hanno portato alla salvezza.

Siamo una congregazione attiva e forte, facciamo tantissime cose buone, tante opere. Anche grazie ai nostri missionari. Senza il loro coraggio, la loro determinazione e la loro energia non saremmo mai chi siamo chiamati ad essere, non saremmo i fedeli figli di Don Bosco.

Ma non dobbiamo avere paura di riconoscere e di accettare i nostri limiti, di presentare a Dio le nostre mani vuote. Certo, grazie alla fede e fiducia nello Spirito di Cristo possiamo fare molto di più di quello che pensiamo. Ma con il teologo contemporaneo Tomas Halik, e con gli architetti dei grattacieli, possiamo ammettere allo stesso tempo che ‘ciò che non scuote, non è solido’”.

Fonte: Cagliero11 

L’incontro di verifica di metà sessennio a Valdocco per dodici Ispettori

Presso il cuore pulsante di Valdocco, si sta avviando alla conclusione l’incontro del Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, con gli Ispettori salesiani giunti a metà del loro sessennio. Sono 12 i Superiori i partecipanti, provenienti da quattro continenti.

Come di consueto, l’incontro è stato organizzato dal Vicario del Rettor Maggiore don Stefano Martoglio, e dal suo Segretario, don Saimy Ezhanikatt.

Di seguito il rimando alla Photo Gallery a cura di Antonio Saglia.

Chiusura del CG XXIV FMA, il Rettor Maggiore: “Siete chiamate ad essere vita per tanti”

Domenica 24 ottobre, le Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) hanno concluso il XXIV Capitolo Generale iniziato lo scorso 11 settembre 2021. Nei 44 giorni di ascolto, preghiera, dialogo e discernimento, le 172 FMA Capitolari hanno eletto la nuova Madre Generale, Madre Chiara Cazzuola, e le sue consorelle che l’affiancheranno nel Consiglio Generale. Di seguito un estratto dell’articolo pubblicato sul sito dell’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS.

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Il Capitolo Generale è stato vissuto in ascolto delle chiamate di Dio che nell’oggi della storia prepara a vivere il futuro con i giovani e le giovani. Tutto il lavoro del CG XXIV ora trova sintesi nel Documento Capitolare “Con Maria, essere “presenza” che genera vita”.

Nella mattinata la Madre Generale ha tenuto il suo discorso conclusivo, nel quale ha detto tra l’altro: “Sento il bisogno di esprimere la mia gratitudine al Signore per l’abbondanza di grazia di cui siamo state oggetto in questo tempo capitolare. (…) Come comunità generativa illuminata dalla presenza di Maria abbiamo focalizzato tre scelte significative: essere in formazione continuacamminare in sinodalitàagire in rete nell’ottica dell’ecologia integrale. Tre azioni il cui filo conduttore è la qualità della presenza ossia il nostro ‘esserci’ come persone e come comunità nel cuore della contemporaneità. Perciò siamo chiamate a vivere la vita come vocazione e a riscoprire il Carisma salesiano in tutto il suo dinamismo apostolico missionario”.

“Il CG XXIV – ha proseguito ancora – sarà fecondo di bene per tutto l’Istituto se saremo mediazioni efficaci di comunicazione e di condivisione di questa profonda esperienza che insieme abbiamo gustato e celebrato. Perciò è l’ora di scendere da Cana a Cafarnao, non da sole, ma con Gesù e Maria, per condividere la vita e la missione insieme alle/ai giovani ed ai laici, per lasciar respirare Dio nella nostra esistenza ed affrontare con coraggio le sfide che incontreremo. Ci affidiamo a Maria perché ci aiuti ad essere donne che sanno portare il vino nuovo della speranza in questa nostra storia segnata da tante sofferenze e fatiche, ma benedetta dalla dolce Provvidenza del Padre”.

Testo integrale delle Parole conclusive della Madre

Al termine della mattinata, Don Ángel Fernández Artime, X Successore di Don Bosco, ha presieduto la solenne Eucaristica conclusiva del CG XXIV. Nell’introduzione è stato richiamato, attraverso segni e gesti, il racconto delle Nozze di Cana, icona che ha accompagnato l’evento capitolare sin dalla sua preparazione e che ora continua a fare da filo rosso al Documento capitolare.

Poi, nell’omelia, il Rettor Maggiore, rivolgendosi alle Capitolari, ha detto:

“Avete vissuto un tempo abbondante di Spirito Santo e di Grazia, un arricchimento personale, di profonde convinzioni che ora diventa impegno per tutte di condividere e testimoniare. In fedeltà al carisma salesiano siete chiamate ad essere vita per tanti, luce nella missione tra i più poveri, carezza di Dio per i più lontani e bisognosi di umanità e di vicinanza. Il Capitolo incomincia adesso, continueremo a camminare insieme collaborando con la creatività dello Spirito Santo, alla missione educativa salesiana”.

L’Eucarestia, le parole conclusive della Madre Generale e gli adempimenti di Segreteria hanno così concluso il Capitolo Generale XXIV.

Fonte: CGFMA.net

Don Bosco Global Youth Film Festival: il festival entra nella fase finale

Il “Don Bosco Global Youth Film Festival” (DBGYFF) giunge alle fasi finali con la forza e l’entusiasmo dei più di mille video realizzati dai giovani di tutto il mondo che hanno raccolto la sfida promossa dallo stesso Rettor Maggiore di dare loro voce grazie alla realizzazione di questo importante appuntamento.

Giovani del mondo. Uniamoci per seminare e condividere la speranza.

Nel racconto realizzato da InfoANS alcune testimonianze ed i prossimi passi di una bella avventura che proprio a casa di Don Bosco vedrà i momenti conclusivi della prima edizione.

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(ANS – Roma) – Venerdì 15 ottobre è stato l’ultimo giorno utile per candidare i video al primo festival mondiale salesiano di cinematografia giovanile, il “Don Bosco Global Youth Film Festival” (DBGYFF). Oltre un migliaio sono stati i video pervenuti, da tutte le parti del mondo, a testimonianza di una partecipazione, in tutta la Famiglia Salesiana, che ha superato le aspettative.

Ora l’organizzazione del festival entra nella fase finale, con le giurie – articolate in due livelli – impegnate nell’arduo compito della selezione; e la preparazione della manifestazione, che, come programmato sin dall’inizio, avverrà in contemporanea nei giorni 18 e 19 novembre, in molteplici località di tutto il globo.

Alla chiusura delle candidature per il DBGYFF si possono già individuare alcuni punti fermi su questo festival, fortemente voluto e promosso dal Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Ángel Fernández Artime. In primo luogo, si può registrare un successo nella partecipazione congiunta di salesiani, educatori e giovani nella partecipazione congiunta alla manifestazione: tantissimi dei video candidati sono il risultato del lavoro congiunto nelle scuole, nei centri educativi e negli oratori della Famiglia Salesiana – in diversi casi anche opere delle Figlie di Maria Ausiliatrice e di altri gruppi hanno aderito alla proposta.

Da Timor Est, don Jolino Vieira da Costa, ha raccontato:
“Mi sento molto soddisfatto che i nostri giovani abbiano caricato un cortometraggio e video musicale, che hanno realizzato con tanto entusiasmo, dopo aver affrontato tante fatiche e sfide”.

Mentre Fairman Khongmallai, dal Nord-Est dell’lndia, tra gli autori del film “Kal Keliye Khongmallai” (C’è speranza per domani), ha testimoniato:

“Abbiamo realizzato un progetto con i giovani del mio villaggio; ma non avendo una rete internet potente per caricare il film, siamo andati alla casa salesiana e don Michael Makri ci ha aiutato a caricarlo sul portale”.

E dall’Argentina, l’animatore ed educatore Hernán, condivide:

“È stata un’esperienza fortemente salesiana aver accompagnato il nostro gruppo di giovani registi a realizzare il film e a partecipare al festival. Abbiamo potuto condividere questa eccellente iniziativa con i loro genitori, che li hanno incoraggiati a partecipare. Ho potuto vedere come la pedagogia e il Sistema Preventivo di Don Bosco aprono orizzonti nella vita dei giovani, incoraggiandoli a mettersi in gioco e a diventare migliori. Questo festival lo ha reso possibile”.

Al tempo stesso, il fine ultimo del festival, rendere i giovani ambasciatori di speranza nelle loro realtà, sembra già essere stato raggiunto nella fasa preparatoria dei lavori. Sempre dall’Argentina, Clara riporta:

“Quando sono stata invitata a partecipare, non potevo crederci! È stata una bellissima esperienza, condividendo insieme lo stesso obiettivo, con un messaggio pieno di speranza: non vedo l’ora di fare altri festival!”.

E ancora, dal Paraguay, Matías scrive:

“È stata una bella esperienza poter partecipare al DBGYFF. Abbiamo lavorato con alcuni giovani per fare un cortometraggio sul tema ‘Mossi dalla Speranza’. Abbiamo impiegato un mese e mezzo tra la creazione della sceneggiatura, le riprese e il montaggio. Ringrazio questi giovani che hanno detto sì a questa proposta”.

A questo punto il lavoro più difficile è quello che spetta alle giurie. Sin da inizio mese l’équipe di coordinamento del Festival, guidata dal Direttore, don Harris Pakkam, insieme al Coordinatore delle Giurie, don Tadeusz Lewicki, è andata contattando i circa 100 giurati membri della giuria preliminare – un gruppo diversificato di rappresentanti di tutti i continenti e Paesi, di diverse lingue, culture, etnie e formazione – che ha il compito di visionare set da 25 film ciascuno, e realizzare una prima fase di scrematura tra i video per selezionare quelli meritevoli di giungere alla fase finale. Proprio per assicurare il più equo e obiettivo giudizio possibile, ogni video sarà visionato da almeno tre giurati.

Successivamente, sarà la volta della Gran Giuria, la cui composizione è in corso in questi giorni, tra cineasti e sceneggiatori, critici ed influencer cinematografici, recensori, artisti, attori, compositori, ingegneri del suono, montatori ed esperti di effetti visivi, blogger e personalità salesiane. Saranno loro che, lavorando sui video finalisti, provvederanno poi ad individuare i vincitori delle varie categorie. E mentre ferve l’attesa in tutto il mondo salesiano, si vanno anche delineando le modalità in cui il festival avrà effettivamente luogo.

Tre sono i livelli previsti:

– nelle realtà in cui sarà possibile farlo, ci sarà una presentazione in presenza nelle opere salesiane, con la partecipazione diretta dei giovani;

– laddove le misure locali adottate per prevenire i contagi di Covid-19 richiedano di evitare assembramenti, seguendo le stesse modalità che tante opere salesiane utilizzano per la Didattica A Distanza, verrà realizzata una video-trasmessione online degli eventi organizzati.

– per tutti, sarà possibile assistere alla diretta streaming dal sito ufficiale del festival – www.dbgyff.com – che, tra i vari momenti, trasmetterà anche le cerimonie ufficiali da Torino, e in particolare l’apertura, giovedì 18 novembre, e la proclamazione dei vincitori, venerdì 19 novembre.

“Invitiamo tutti i Delegati di Comunicazione Sociale e i salesiani che collaborano a quest’iniziativa a preparare degli eventi di livello ispettoriale o nazionale che accompagnino in maniera adeguata la celebrazione di questo Festival della speranza e della gioventù”
è l’appello conclusivo rilasciato dagli organizzatori.

Riflessioni post-capitolari: la quarta linea programmatica spiegata dal Rettor Maggiore

“È ora di Capitolo 28”. La quarta Linea Programmatica del Sessennio spiegata dal Rettor Maggiore. Di seguito l’articolo pubblicato da parte dell’Agenzia d’Informazione Salesiana ANS.

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(ANS – Roma) – Nel documento “Riflessioni post-capitolari” che il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, ha consegnato alla Congregazione, la quarta Linea Programmatica sviluppa il tema: “La formazione per essere SALESIANI PASTORI OGGI”. Da oggi è disponibile in rete il quarto video della serie “È ora di Capitolo 28”, nel quale Don Á.F. Artime illustra brevemente proprio cosa significhi tutto questo.

Dalla cappella di San Francesco di Sales, nel cuore di Valdocco, dove Don Bosco pregava con i suoi primi ragazzi, il Rettor Maggiore, attorniato da giovani salesiani in formazione di tutto il mondo, parla del “grande dono, ma anche grande sfida” che è la formazione salesiana.

“La formazione è anzitutto un processo lungo, che dura tutta la vita…” in cui “il vero protagonista è lo Spirito Santo” e che si sviluppa attraverso “un processo di grande personalizzazione”, “veramente un lavoro artigianale”. Sono, questi, alcuni degli spunti offerti dal Rettor Maggiore nel video, insieme ad alcune sottolineature sulle caratteristiche della Congregazione oggi: una congregazione giovane, dove un salesiano su quattro si trova nelle tappe iniziali della formazione, e sempre più globale, con comunità sempre più internazionali.

Il video è disponibile in italiano e in spagnolo e sottotitolato in inglese, francese e portoghese, nei rispettivi canali linguistici di ANSChannel.